Mercoledì 27 settembre 1967 - Reggio Calabria, - Reggina-Lazio 1-0



Stagione

Reggina: Ferrari, Sbano, Ghiglione, Divina, Sonetti, Gatti, Zani (58' Florio), Ferrario, Toschi, G.Clerici, Vanzini. A disp. Jacoboni. All.: Maestrelli.

Lazio: Di Vincenzo, Masiello, Marchesi, Ronzon, Adorni, Carosi, Mari (46' Fava), Cucchi, Morrone, Gioia, Fortunato. A disp. Cei. All.: Gei.

Arbitro: Sig. Gialluisi (Barletta).

Marcatori: 89' Sbano.

Note: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Calci d'angolo : 7 - 1 a favore della Reggina.

Spettatori: 10.000.

Un goal di Sbano a un minuto dal termine regala alla Reggina il passaggio di turno a scapito di una Lazio davvero opaca. La squadra di Gei rimarca ancora la sua debolezza in attacco, un centrocampo ancora non amalgamato e una difesa assai incerta. L'esperimento del giovane terzino Masiello e quello di Adorni, schierato nel ruolo di stopper, falliscono completamente. In un incontro dai contenuti tecnici assai modesti, la Reggina mette in campo quella voglia che alla fine regala il giusto risultato. I calabresi sfiorano gia al 3' la segnatura con una mezza girata di Ferrario il quale due minuti dopo si ripete impegnando Di Vincenzo con un tiro dalla media distanza. Dopo un'innocua conclusione di Cucchi ancora i padroni di casa pericolosi con Clerici e Toschi che sfiora con un gran tiro l'incrocio dei pali. E' il momento migliore dei granata e solo al 32' la Lazio si scuote. Gioia riceve da Carosi e impegna Ferrari in un intervento in due tempi. Nella ripresa la Reggina aumenta il ritmo e la Lazio, dignitosa nei primi 45 minuti, sparisce dal campo. Toschi è il più vivace dei suoi e le sue iniziative mettono i brividi alla retroguardia laziale. Il numero 9 va vicino alla rete al 48' e al 61' con due belle conclusioni. E' quindi Divina da fuori area a costringere Di Vincenzo a una difficile risposta. L'iniziativa dei locali prosegue a tambur battente e solo la calma e il mestiere di un impeccabile Ronzon tengono in equilibrio il risultato. Nei minuti finali i biancocelesti tentano il colpo grosso prima con un tiro di Fortunato (palla a fil di palo) e poi all' 85' con Fava che raccoglie un calibrato cross di Cucchi dalla destra , ma non sa imprimere di testa la giusta forza al pallone. A sessanta secondi dal termine l'episodio decisivo. Fortunato mette giù Sbano quasi sulla linea di fondo e la punizione che ne segue è affidata a Vanzini. Il cross teso è raccolto da Sbano che con un perentorio colpo di testa supera Di Vincenzo.