Mercoledì 5 marzo 2003 - Cracovia, stadio GTS Wisla - Wisła Kraków-Lazio 1-2


Stagione

Il rinvio della gara per impraticabilità del campo - Turno successivo

5 marzo 2003 - 3036 - Coppa UEFA 2002/03 - Quarto turno - gara di ritorno

WISLA KRAKOW: Hugues, Baszczynski, Glowacki, Jop, Stolarczyk, Uche, Strak (65' Szymkowiak), Cantoro, Kosowski, Kuzba (72' Dubicki), Zurawski (79' Pater). A disposizione: Pietukowski, Paszulewicz, Moskal, Frankowski. Allenatore: Kasperczak.

LAZIO: Marchegiani, Stam, Negro, Fernando Couto, Favalli, Fiore, Simeone, Stankovic (90' Liverani), Cesar (65' Lazetic), C.Lopez, Chiesa (77' Giannichedda). A disposizione: Concetti, Colonnese, Oddo, Inzaghi. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Dougal (Scozia). A seguito di infortunio occorso all'arbitro al 15', successivamente arbitra la partita il Sig. Clark (Scozia).

Marcatori: 4' Kuzba, 21' Fernando Couto, 55' Chiesa.

Note: serata rigida, terreno in pessime condizioni. Ammoniti: Stam, Couto, Negro, Favalli, Stankovic, Jop. Calci d'angolo: 7 - 7. Recuperi: 4' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 15.000 circa.

La formazione laziale: Lopez, Negro, Stam, Couto, Fiore, Marchegiani; Stankovic, Simeone, Cesar, Chiesa, Favalli
Chiesa e Fiore minacciano la porta dei polacchi
Un'altra immagine della formazione
Fernando Couto all'arrivo in Polonia
Un'azione della gara
Dejan Stankovic

La Repubblica titola: "Il gruppo Mancini rimonta e passa: 2-1. Nel prossimo turno Uefa avrà i turchi del Besiktas. La Lazio pattina meglio del Wisla. Couto e Chiesa la portano ai quarti. Campo impossibile, partita gagliarda e combattuta. Si fa male l'arbitro, lo sostituisce il quarto uomo".

Continua il quotidiano: Sarà la Lazio ad affrontare i turchi di Besiktas nei quarti di finale di Coppa Uefa. Nel recupero della gara di ritorno degli ottavi, i biancazzurri hanno superato per 2-1 i polacchi del Wisla Cracovia, che quindici giorni fa strapparono un lusinghiero 3-3 all'Olimpico. Decisiva la rete di Chiesa ad inizio secondo tempo, in una partita caratterizzata, oltre che dal terribile rettangolo di gioco, dall'infortunio del signor Dougal, sostituito in corsa da Clark. Temperatura polare, tensione alle stelle per la "guerra mediatica" scatenatasi dopo il rinvio della settimana scorsa, terreno a dir poco infame nonostante gli sforzi per renderlo praticabile. Il Wisla è al gran completo, la Lazio non ha a disposizione Peruzzi, Mihajlovic, Baggio e Corradi: Mancini stavolta non rinuncia alla miglior formazione nonostante incomba il derby e, rispetto alle previsioni della vigilia, dà spazio a Cesar e Simeone per Lazetic e Giannichedda. Per i biancazzurri si mette subito male perché, dopo un contropiede ad alta pericolosità di Chiesa, al 4' i polacchi sono già in vantaggio: ripartenza del nigeriano Uche, Kuzba si infila al centro e riceve un pallone che indirizza in rete in diagonale. Passa un minuto e Fiore sciupa subito la chance per il pari, ne passano nove e Negro è provvidenziale sulla linea sulla conclusione di Uche.

Colpo di scena al 15': lo scozzese Dougal rimane vittima del campo di gioco e, causa una distorsione alla caviglia, deve lasciare il posto al quarto uomo, il connazionale Clark. La Lazio cresce e, dopo un sinistro di poco fuori di Lopez, arriva il meritato 1-1: schema da corner, Chiesa invita Couto allo stacco e il portoghese non perdona. Il match si infiamma al 33': Marchegiani si oppone a Uche, l'insicuro Hugues si salva goffamente su Lopez (due volte), Cantoro salva la sua porta ancora su inzuccata di Couto. Simeone invoca vanamente il rigore nel recupero: prima frazione spettacolare, può bastare così. Anche la ripresa comincia col botto. Perché, se l'incontenibile Uche coglie la traversa deviando di testa una punizione di Kosovski al 5', la Lazio trova la rete del 2-1 al 10' con Chiesa, autore di un perfetto destro al volo dal limite su corta respinta della difesa biancorossa. Nonostante faccia più freddo e il campo assomigli sempre più ad una risaia, la partita non perde di interesse: il Wisla però cala alla distanza e la Lazio gestisce l'1-2 con grande maturità. Mancini dunque torna nella capitale con la consapevolezza di avere tra le mani una squadra che è andata oltre la crisi. Raggiunto l'obiettivo europeo, c'è ora tutto il tempo per pensare alla stracittadina di sabato sera. Perché questa Lazio è tutt'altro che appagata.

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