Mercoledi 10 novembre 2010 - Cesena, stadio D.Manuzzi - Cesena-Lazio 1-0


Stagione

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10 novembre 2010 - 3.394 - Campionato di Serie A 2010/11 - XI giornata - inizio ore 20.45

CESENA: Antonioli, Nagatomo, Von Bergen, Benalouane, Lauro (66' Ceccarelli), Appiah (51' Schelotto), Colucci (81' Piangerelli), Parolo, Giaccherini, Jimenez, Bogdani. A disposizione: Cavalieri, Fatic, Ighalo, Rodriguez. Allenatore: Ficcadenti.

LAZIO: Muslera, Diakite, Biava, Dias, Radu, Ledesma, Matuzalem, Foggia (86' Rocchi), Bresciano, Zarate (70' Gonzalez), Floccari (82' Kozak). A disposizione: Berni, Cavanda, Garrido, Brocchi. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Orsato (Schio) - Assistenti Sigg. Iannello e R. Bianchi - Quarto uomo Sig. Rizzoli.

Marcatori: 84' Parolo.

Note: ammoniti al 7' Diakite, al 24' Appiah, al 79' Jimenez tutti per gioco scorretto. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 15.279 di cui 10.924 abbonati.

Sergio Floccari in azione
Mauro Zarate e Mark Bresciano
Cristian Ledesma
Sergio Floccari e Luis Jimenez
Alvaro Gonzalez
Mauro Zarate rincorre un avversario
André Dias
La rete-vittoria dei romagnoli
La classifica

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Cesena punisce la Lazio. Segna Parolo, addio primato. La squadra di Ficcadenti aggredisce e pressa, gli uomini di Reja lasciano fare e non riescono a colpire. Sembra gara da 0-0, ma nel finale il gol capolavoro del centrocampista: biancocelesti fermi a 22 punti e sorpassati dal Milan".

Continua la "rosea": Quando la Lazio imparerà a far sfogare l'avversario per poi colpirlo cinicamente a freddo, allora sarà una capolista vera. Per adesso manca la seconda parte: a Cesena i ragazzi di Reja hanno sì sostenuto la sfuriata dei padroni di casa, ma poi non hanno saputo colpire, e anzi hanno subìto il gol che vale la perdita del primato in classifica a favore del Milan. Certo, pesa l'assenza di Hernanes e Mauri, ma forse conta di più la mentalità. La partenza del Cesena è da coltello tra i denti: pressing, aggressività, occhio sempre alla porta. Per una ventina di minuti Giaccherini, Parolo e compagni martellano l'area avversaria e costringono anche Muslera a due o tre interventi affannosi. Per di più, gli uomini di Ficcadenti "conquistano" l'ammonizione di Diakite dopo pochi minuti, e trovano quindi nella fascia sinistra un punto debole nella retroguardia laziale, dove il francese è frenato dal rischio doppio giallo. Solo verso metà tempo la Lazio inizia ad affacciarsi nella metà campo avversaria, complice un rallentamento fisico dei romagnoli, ma non va al di là di qualche sporadico tentativo personale di Zarate. Gli spazi creati dai laziali sono invece invitanti per il Cesena, che insiste. Solo nel finale arriva la prima e unica occasione del tempo per gli uomini di Reja. E che occasione: si vede finalmente Foggia che sfodera un piatto di precisione, ed è traversa a portiere battuto.

Come dire che la Lazio "potrebbe fare ma non fa", mentre le redini del gioco restano nelle mani del Cesena fino all'intervallo. Il Cesena concede il bis dell'avvio arrembante del primo tempo, ma stavolta il copione è molto più breve, perché la Lazio risponde da subito per le rime. Ci provano Nagatomo da una parte e Zarate dall'altra, ma sono gli ospiti, col passare dei minuti, a prendere il sopravvento, complice lo stesso Ficcadenti: la sostituzione di un interditore come Appiah con un uomo molto più offensivo quale è Schelotto lascia ampi vuoti a centrocampo. Infatti i trequartisti laziali, soprattutto Bresciano e Foggia, iniziano a manovrare con maggiore velocità ed efficacia; quanto a Zarate, individualista e a tratti anche pasticcione, viene sostituito da Gonzalez. Tuttavia le occasioni vere si fanno attendere, perché gli stessi laziali calano atleticamente. E così eccola, la partita avviata stancamente verso lo 0-0 ma che invece viene decisa da un episodio: al 40 Parolo sfodera dal cilindro un gran destro dalla distanza che si insacca angolatissimo all'incrocio dei pali. Reja tenta il tutto per tutto inserendo Rocchi, ma è decisamente troppo tardi.


Il Messaggero titola: "La Lazio cade, Milan nuovo leader".

Continua il quotidiano romano: Un siluro di Marco Parolo ha condannato la Lazio a perdere la vetta della classifica a Cesena. Le scorie del derby hanno lasciato segni sulla pelle della squadra di Reja, che ha ritrovato, a sprazzi, un po' del suo gioco frizzante, ma che, eccezion fatta per una traversa di Foggia, ha costruito troppo poco. Con Hernanes a riposo e con Mauri rimasto ai box per un problema fisico, la Lazio si è affidata a ciò che veniva in mente a Zarate ed a ciò riusciva a raccogliere Floccari: poco. E così a decidere una partita che pareva tenuta in stallo fra incapacità di colpire e paura di farsi male è stato l'eroe inatteso, Marco Parolo che a cinque minuti dalla fine ha tramortito la Lazio inventandosi il tiro del mercoledì, una sventola da più di trenta metri che si è infilata nell'angolo. Per quanto visto fino a quel punto, un pareggio sarebbe potuto essere anche un risultato giusto. Il Cesena forse aveva costruito un po' di più, soprattutto con una partenza decisa, con un paio di occasioni create fin dai primi minuti. La palla gol più interessante del primo tempo è stata però della Lazio: quando, al 38', Foggia, sfruttando un contropiede, ha chiuso un triangolo con Floccari, con un sinistro che si è stampato sulla traversa. Poi, però, la Lazio ha cominciato a crescere, guadagnando metri ed idee, ma senza tuttavia creare eccessivi problemi ad Antonioli, ma quando Parolo ha trovato il tiro vincente, ha dimostrato di non averne più.


Sempre dal quotidiano romano le dichiarazioni post-gara:

Reja: abbiamo fatto poco. "Sul piano del gioco abbiamo fraseggiato molto bene, però nei 90 minuti effettivamente non abbiamo fatto conclusioni". È il commento a Sky di Edy Reja, tecnico della Lazio, dopo la sconfitta di Cesena, che è costata ai biancocelesti il primo posto in classifica. "Abbiamo prodotto poco, anche se siamo arrivati al limite dell'area. Abbiamo attaccato male gli spazi - ha aggiunto Reja - si andava in cerca della palla. Adesso è un momento così, bisogna cercare di lavorare, continuare con serietà, come abbiamo sempre fatto, la posizione in classifica è ancora buona, vediamo di recuperare domenica con il Napoli per poter tornare alla vittoria". A proposito della partita di Zarate ha aggiunto: "Sul piano fisico è molto bravo, però parte sempre con palla al piede e con giocate fini a sé stesse. È un giocatore che cerca la porta da un punto di vista individuale, ma qualche volta perde la palla e non va bene. Abbiamo avuto molta fortuna prima - ha concluso - adesso si sta compensando".


La Repubblica titola: "Parolo riporta la Lazio sulla terra. Una magia del centrocampista regala al Cesena la vittoria che mancava da un mese e mezzo: secondo ko in fila per i biancocelesti, che lasciano la vetta al Milan a causa di un atteggiamento troppo rinunciatario".

L'articolo così prosegue: La fortuna, si sa, aiuta gli audaci. Non è un caso che la buona sorte abbia deciso di abbandonare Edy Reja: due partite giocate con l'idea di portare a casa la pelle finiscono per lasciare la Lazio a secco. I capitolini dopo il derby perdono anche la sfida contro il volitivo Cesena di Ficcadenti e la testa della classifica a favore del Milan, aprendo una mini crisi che in una piazza come quella romana rischia di ingigantirsi presto. L'infrasettimanale regala al Manuzzi quella gioia che mancava dal 19 settembre (1-0 al Lecce, timbro di Bogdani), complice anche una serie di incredibili ko patiti nei minuti finali delle sfide contro Udinese, Chievo e Sampdoria. A dare una scossa al destino ci pensa Marco Parolo, di professione mezz'ala: il centrocampista al minuto 85 inventa un destro da oltre 25 metri su cui Muslera non può nulla. Il pallone che si insacca sotto l'incrocio punisce la Lazio forse oltre i suoi demeriti - lo 0-0 sembrava il risultato giusto - ma appare una lezione per Reja: con il risultato bloccato sulla parità il tecnico goriziano aveva deciso di rinunciare a Zarate, a dire il vero abbastanza in ombra, per inserire un giocatore di contenimento come Gonzalez. La vittoria premia un Cesena entrato in campo con la chiara idea di aggredire una Lazio modificata per ben 6 elementi rispetto alla sconfitta nel derby: la linfa nuova non porta frutti, con la mossa di Diakitè terzino destro che inizialmente non fa che scatenare la furia di Giaccherini. La prima frazione regala solo due brividi, uno per parte. E' il 31' quando Appiah spara malamente fuori un gran cross di Jimenez, sei minuti più tardi Foggia pesca dal cilindro uno splendido mancino a giro che colpisce la traversa con Antonioli battuto. La ripresa riesce a rivelarsi addirittura meno interessante fino alla perla di Parolo: una rete che vale anche più dei tre punti in classifica che permettono ai padroni di casa di agguantare Bologna, Brescia e Cagliari a quota 11.