Mercoledi 16 gennaio 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 0-0 (d.t.s.) - 3-4 (d.c.r.)


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16 gennaio 1980 - 2027 - Coppa Italia 1979/80 - Quarti di finale - gara di ritorno - calcio d'inizio ore 17.00

LAZIO: Cacciatori, Tassotti, Citterio, Wilson, Pighin, Manzoni (109' A.Lopez), Todesco (72' Cenci), Montesi, Giordano, D'Amico, Viola. All.: Lovati.

TORINO: Terraneo, Volpati, Vullo, P.Sala, Danova (118' Mandorlini), Masi, C.Sala (72' Pileggi), Pecci, Graziani, Sclosa, Pulici. All.: Radice.

Arbitro: Pieri (Genova).

Note: 0-0 al termine della gara e dei tempi supplementari. Angoli 6-6, espulso Pecci.

Spettatori: 3.619 paganti per un incasso di 11.828.300 lire.

Sequenza calci di rigore: Graziani (r), Giordano (r), Sclosa (r), Viola (s), Pileggi (r), D'Amico (s), Volpati (s),Citterio (r), Pulici (s), A.Lopez (r), Mandorlini (r), Cenci (s).

Dall'unità: la cronaca della gara
Pulici impegna Pighin e Wilson

Non sono bastati 120 minuti di gioco (che uniti al 90 di Torino portano la somma alla bella cifra di 210) per stabilire chi tra Lazio e Torino meritava di raggiungere le semifinali della Coppa Italia. E si è arrivati al rigori: tirava Graziani ed era gol, ribatteva Giordano con l' 1 a 1: Sclosa riportava in vantaggio ancora il Torino, mentre Viola con un tiro fiacco permetteva a Terraneo di parare. Pileggi stabiliva un provvisorio risultato di 3 a 1, D'Amico falliva ancora il tiro, ma questa volta era bravissimo Terraneo a fermare la palla dell'estroso laziale. Pareva fatta. Invece Cacciatori fermava Volpati, Citterio faceva gol. Pulici calciava bene, ma Cacciatori intuiva il tiro e mandava la sfera a colpire il montante sinistro. Con il gol di Lopez si arrivava sul 3 a 3. Bisognava continuare: Mandorlini faceva centro, il giovane Cenci invece mandava la palla docile tra le braccia di Terraneo bravissimo a buttarsi nel senso giusto.

Era fatta: il Torino passava il turno di Coppa Italia e incontrerà la vincente della coppia Juventus-Inter. La Lazio abbandonava la competizione con molta amarezza, anche se le attenuanti per la sconfitta sono assai minori delle colpe: 4 a 3 quindi a vantaggio del Torino. Ha ragione Radice quando afferma: "Abbiamo raccolto la qualificazione mentre stavamo affondando". E' un giudizio che deve essere condiviso, anche se forse troppo pessimistico. La squadra granata ha giocato bene per buona parte del primo tempo. Senza entusiasmare, ma con efficacia, con determinazione, con carattere. Era un Torino privo di uomini importanti. Mancavano Zaccarelli e Salvadori, ma i giovani sostituti sono stati all'altezza della prova. Bravissimo Sclosa. Controllato l'inizio vigoroso della Lazio. Il Torino ha predisposto il suo gioco alla vecchia maniera. Difensori a uomo, ma con libertà di avanzare, ad eccezione di Danova che aveva da controllare Giordano.

Centrocampisti arretranti, ed avanzanti a seconda delle necessità, con C. Sala di appoggio e con Graziani e Pulici punte avanzate, ma non statiche. Il gioco era il solito, il rendimento meno efficace. Difficile stabilirne i motivi. La Lazio, senza Manfredonia e Garlaschelli, giocava alla ricerca del colpo grosso, ma il difetto della squadra stava proprio nel centrocampo dove meravigliava per continuità il solo Montesi. Fragile Viola, inefficiente D'Amico, pesante e lento Manzoni. Se si aggiunge l'inesperienza di Todesco si ha il quadro di una Lazio in difficoltà. Una Lazio che si salva a stento al 17' da una massiccia avanzata dei granata. Patrìzio Sala centrava da destra per Pulici. Il torinese calciava a rete, ma Viola poteva respingere. Riprendeva Vullo, ma Cacciatori ribatteva nel mucchio. Nuovo tiro di Pecci ancora sbagliato. Una grossa occasione mancata. La Lazio rispondeva con una puntata di Giordano che serviva D'Amico, il cui tiro era fiacco. Avanzava allora Citterio, Masi cadeva sulla palla. Forse toccava anche con una mano, ma l'involontarietà del fallo era evidente e Pieri non interveniva (35').

Prima della fine una bella combinazione Manzoni-Todesco metteva Manzoni in condizione di sparare a rete. Ma il laziale mandava alle stelle. L'inizio della ripresa segnava un risveglio del Torino con tiri di Pecci e di Pulici. Poi la Lazio prendeva a controllare meglio il centrocampo. I granata rispondevano con alcuni allunghi perfetti di Claudio Sala e con spunti di Graziani e di Sclosa, sempre attento, sempre presente. C. Sala cominciava a zoppicare visibilmente per una distorsione. Entrava Pileggi. Lovati rispondeva sostituendo Todesco con Cenci. La partita diventava difficile. Era snervante correre su quel campo. Gli scontri diventavano duri. In pochi minuti Pieri ammoniva Masi, Sclosa e Pighin. Si andava ai tempi supplementari. La Lazio tentava il tutto per tutto, ma non arrivava ad impensierire Terraneo.

Al 98' Pecci si faceva sorprendere dal guardalinee in grave fallo ai danni di Cenci. Pieri, sentito il suo collaboratore, espelleva il granata. Ridotti a dieci i torinesi tentavano di arrivare alla fine senza danni arretrando in difesa anche Graziani. Al 99' sbagliava il gol Cenci su passaggio di Giordano. Era in pratica l'ultima vera occasione di questa interminabile partita. Entrava Lopez al posto di Manzoni (111'): Radice mandava al riposo Danova e lo sostituiva con Mandorlini (118'). A pochi secondi dalla fine uno spunto di Graziani serviva a Pulici una palla difficile ma non impossibile. Niente da fare. Poi i rigori.

Fonte: La Stampa