Mercoledi 20 maggio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Reggina 1-0


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20 maggio 2009 - 3.332 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXXVII giornata - inizio ore 19.30

LAZIO: Carrizo, De Silvestri, Rozehnal, Diakite, Kolarov, Lichtsteiner, Dabo (58' Meghni), Ledesma, Foggia (48' Mendicino), Zarate (65' Kozak), Pandev. A disposizione: Muslera, Tuia, Radu, Perpetuini. Allenatore: D.Rossi.

REGGINA: Puggioni, Lanzaro, Valdez, Cirillo, Vigiani (55' Ceravolo), Barreto, Carmona, Cozza (67' Adejo), Costa (50' Corradi), Barillà, Brienza. A disposizione: Marino, Viola, Alvarez, Hallfredsson. Allenatore: Orlandi.

Arbitro: Sig. Gervasoni (Mantova) - Assistenti Sigg. Carrer e Tonolini - Quarto Uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 25' Zarate.

Note: serata afosa, terreno in ottime condizioni. Ammoniti Pandev e Cirillo per reciproche scorrettezze. Angoli 13-7 per la Reggina. Recuperi: 2' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 15.000 circa.


I giocatori con il presidente Claudio Lotito e il Team Manager Maurizio Manzini con la Coppa Italia conquistata il 12 maggio
Il tiro vincente di Mauro Zarate
Il pallone calciato dal bomber argentino termina in rete
L'abbraccio al bomber argentino dopo la marcatura
Goran Pandev in azione
Il pallonetto del macedone fuori di un soffio
La squadra con la Coppa Italia
Ettore Mendicino
Il giovane Libor Kozak in azione

La Repubblica titola: "Zarate castiga la Reggina, amaranto in Serie B. Il gioiello della Lazio decide l'anticipo dell'Olimpico e pone fine ai sogni di salvezza della Reggina, poco determinata nel match che valeva la sua stagione".

L'articolo prosegue: Non bastano le motivazioni alla Reggina di Nevio Orlandi: forse stanchi o semplicemente demoralizzati dall'ennesima gemma di Mauro Zarate, gli amaranto lasciano le residue speranze di salvezza sul prato dell'Olimpico. La Lazio onora l'impegno senza eccedere e chiude tra gli applausi del suo tifo una stagione che senza il successo in Coppa Italia sarebbe stata un mezzo fallimento. La vittoria di oggi è senz'altro meritata, frutto di una partita giocata con la mente sgombra. La Lazio dimostra fin dai primi minuti di poter giocare in scioltezza mentre la Reggina è contratta e poco cattiva dalla tre quarti in su. Gli amaranto paiono comunque in grado di crescere alla distanza, dopo la conclusione di Barillà sventata ottimamente da Carrizo e invece, al 25', è Zarate ad estrarre il coniglio dal cilindro e capitalizzare la verticalizzazione centrale di Dabo. La reazione ospite è tutta tra i piedi di Brienza, bravo a dribblare Carrizo quanto a intestardirsi nella conclusione invece di servire il più libero Cozza nel finale di tempo. Sul capovolgimento di fronte Pandev va ad un soffio dal 2-0 che sarebbe stato punizione eccessiva per gli uomini di Orlandi.

La prima metà della ripresa ha per protagonista il quarto uomo, se è vero che al 68' tutte le sostituzioni sono esaurite. Sul fronte laziale sono applausi per Zarate e per Dabo (match-winner in Coppa dal dischetto), in casa amaranto Corradi e Ceravolo sono le ultime carte da giocare per evitare la sconfitta. Ad ogni modo i biancocelesti sanno rendersi più pericolosi, soprattutto sui calci da fermo. Si sfilaccia invece la squadra calabrese, incapace di pungere nelle ripartenze. La furia di chi è a un passo dal crollo sportivo si vede solo nel recupero, ma a chiudere la porta ci sono Carrizo, oggi acclamato dal solitamente critico pubblico laziale, e Diakite, visibilmente voglioso di riconferma. L'1-0 rimarrà fino al fischio finale, che sembra la campanella dell'ultimo giorno di scuola per i padroni di casa. I giocatori della Reggina restano seduti sul campo, affranti: al di là dell'inutile match col Siena del Granillo, tra undici giorni, il loro campionato può dirsi finito questa sera.

"Il mio futuro dipende da me e dal club". L'allenatore della Lazio, Delio Rossi, non si sbilancia, e ai microfoni di Sky rimanda ogni discorso sulla prossima stagione: "Nel fine settimana incontrerò il presidente - ha detto il tecnico biancoceleste - e insieme valuteremo quello che è più importante per la Lazio. Nell'intervallo non ero in campo per la foto con la Coppa Italia? Le feste si fanno a bocce ferme - ha concluso Rossi - è stata una forma di rispetto nei confronti della Reggina".


La Gazzetta dello Sport titola: "Ancora lui, Zarate. La Lazio brinda. La Reggina va in B. Decide l'argentino con il 16° gol stagionale. La squadra di Orlandi rassegnata: è retrocessione".

Continua la "rosea": La Lazio saluta i suoi tifosi con una vittoria, la Reggina saluta la serie A. Dopo sette anni e sei incredibili salvezze (miracolosa quella del -15 di due anni fa) la formazione calabrese si congeda dal massimo campionato. Lo fa al termine di una prestazione sottotono, che solo nel finale regala qualche brivido ai pochi tifosi al seguito. Segno che, sia pur inconsciamente, i calabresi avevano mollato già prima di scendere in campo. La differenza la fa proprio il differente approccio. Tra le due squadre quella che sembra dover ancora chiedere qualcosa al campionato è proprio la Lazio. Che invece, dopo il successo in Coppa Italia (celebrato nell'intervallo con tanto di sfilata di tutta la squadra con il trofeo) potrebbe avere già la testa alle imminenti vacanze. Così non è perché Rossi chiede ed ottiene il massimo impegno per salvaguardare la regolarità del campionato e ancor di più per salvare la faccia (con la testa alla Coppa i biancocelesti avevano perso le ultime quattro partite di campionato).

Alla quarta partita in dieci giorni (una delle quali, la finale di Coppa, è pure durata 120') la banda di Rossi mette in mostra una incredibile e invidiabile condizione atletica. Ennesima conferma che le gambe sono pesanti quando è la testa ad esserlo. Caricata dal successo di Coppa la Lazio è invece il ritratto della leggerezza. Copre il campo con raziocinio (bene in mezzo i direttori d'orchestra Ledesma e Dabo) e gioca sul velluto. E quando i suoi due uomini di classe, Pandev e Zarate, decidono di fare sul serio ecco fioccare le occasioni da gol. E' l'argentino (al 16° gol stagionale) a sbloccare il risultato al 26' con un pregevole esterno destro che buca Puggioni (bello anche l'assist di Dabo). E il macedone potrebbe raddoppiare dieci minuti più tardi, ma lo spettacolare pallonetto con cui supera Puggioni finisce ad un soffio dal palo. Alla perfetta recita di fine anno prendono parte, a gara in corso, anche i giovani Mendicino (che va vicino al gol in un paio di occasioni) e Kozak. Alla fine è solo uno stiracchiato 1-0, ma i gol avrebbero potuto essere di più. Il pubblico applaude, ma un po' anche si immalinconisce, pensando che alcuni protagonisti (Pandev su tutti) l'anno prossimo potrebbero essere altrove.

Capitolo Reggina. Quando sarà tempo di bilanci la sconfitta dell'Olimpico non sarà certo archiviata come quella chiave per la retrocessione. E' su altri campi e con altri avversari che la Reggina ha lasciato i punti che le sarebbero serviti per la settima salvezza consecutiva. Eppure dalla squadra di Orlandi ci si sarebbe aspettati ben altro atteggiamento. Ma la prova incolore dei calabresi, tipica di chi sa già in anticipo di non avere chance, è in gran parte da ascrivere proprio all'allenatore. Che affronta una partita da vincere a tutti i costi con una squadra imbottita di centrocampisti. Corradi (entrato solo al 10' della ripresa) sarebbe servito prima. Non è un caso che le cose migliori i calabresi le producano con l'attaccante senese in campo. Proprio da un suo assist nasce allo scadere l'occasione più ghiotta, ma il tiro a colpo sicuro di Brienza viene respinto da un Carrizo finalmente degno della sua fama.


Il Corriere della Sera titola: "L'anticipo. Un gol dell'argentino regala la vittoria alla Lazio e condanna gli ospiti. Zarate spinge la Reggina in serie B".

L'articolo così prosegue: La festa della Lazio coincide con la retrocessione della Reggina. Segna Zarate e un altro argentino, Carrizo, sigilla l'1-0 con tre parate decisive. L'ultima su Brienza, due minuti dopo il novantesimo, è un piccolo capolavoro di agilità e prontezza. Ma il pari sarebbe servito a poco ai calabresi di Orlandi che affrontano la trasferta romana da tutto o niente senza la grinta indispensabile per sperare di rimanere agganciati ad un'improbabile salvezza. La Reggina torna in serie B dopo 7 anni e alcune salvezze magistrali. È il primo verdetto della zona calda della classifica e fa tirare un respiro di sollievo sia al Toro sia al Bologna che negli ultimi 180 minuti si giocheranno la permanenza in serie A. Difficile, quasi impossibile, che possa rientrare in gioco il Lecce. La Lazio vince per sé stessa e per i suoi tifosi. I tifosi incoronano Zarate nuovo re dell'Olimpico, scaricano Pandev che è pronto a cambiare maglia, aspettano di sapere come Lotito intenda progettare la stagione del ritorno europeo e intanto si godono la Coppa Italia, la quinta della storia, portata al centro del campo durante l'intervallo. Da oggi si penserà al futuro. "Con Rossi ci incontreremo entro la fine della settimana", ammette il presidente. Ma non c'è chiarezza e dietro l'allenatore biancoceleste, che invoca un progetto chiaro, c'è una lunga fila di pretendenti ai quali da ieri si aggiunge il nome di Giancarlo Camolese che sta cercando di salvare il Toro. La Reggina saluta tra le lacrime dei suoi giocatori, distesi in mezzo all'[[Stadio Olimpico - Roma|Olimpico]: 19 sconfitte, tutto un girone, sono troppe per sperare di cambiare la storia in novanta minuti.


Nota:

La partita, originariamente in programma per il 24 maggio, è stata anticipata in questa data al fine di consentire all'Uefa di poter disporre dello Stadio Olimpico per la finale di Champions League del 27 maggio fra il Barcellona ed il Manchester United.