Mercoledi 22 aprile 2009 - Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 1-2


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22 aprile 2009 - 3.326 - Coppa Italia 2008/09 - Semifinali, gara di ritorno - calcio d'inizio ore 20.45

JUVENTUS: Buffon, Grygera, Mellberg, Ariaudo, De Ceglie, Marchionni (46' Camoranesi), Tiago, Marchisio, Giovinco (46' Nedved), Iaquinta (60' Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Manninger, Knezevic, Molinaro, Poulsen. Allenatore: Ranieri.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Brocchi (55' De Silvestri), Ledesma, Matuzalem (71' Dabo), Foggia (61' Mauri), Rocchi, Zarate. A disposizione: Carrizo, Radu, Meghni, Del Nero. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna) - Assistenti Sigg. Nicoletti e Romagnoli - Quarto uomo Sig. Romeo.

Marcatori: 37' Zarate, 51' Kolarov, 63' Del Piero.

Note: serata calda, terreno in buona condizione. Espulso Camoranesi. Ammoniti Marchisio e Matuzalem per gioco scorretto. Recuperi: 1' p.t., 2' s.t.

Spettatori: 20.000 circa con folta rappresentanza di tifosi laziali (circa 6.000).


Il biglietto della gara
Mauro Zarate scocca un preciso tiro ad effetto da fuori aerea...
... che si insacca sotto il sette alla sinistra di Buffon: è il vantaggio biancoceleste
L'esultanza dell'attaccante laziale
Tommaso Rocchi festeggia il bomber argentino
La rete di Aleksandar Kolarov per il raddoppio biancoceleste
L'esultanza del difensore serbo
Del Piero accorcia le distanze
Un'azione della gara
Stephan Lichtsteiner e Mauro Zarate
I giocatori biancocelesti festeggiano sotto il settore occupato dai tifosi laziali

Con lo stesso risultato ottenuto nella gara d'andata, disputata poco più di un mese fa, la Lazio conquista il lasciapassare per la finale della Coppa Italia 2008/09, la prima dell'era Lotito, che si disputerà in gara e sede unica il 13 maggio 2009 allo Stadio Olimpico di Roma. L'avversario che contenderà ai biancocelesti la Coppa nazionale sarà noto alla fine della gara che si disputerà domani tra l'Inter di Mourinho e la Sampdoria di Mazzarri (0-3 il risultato della gara d'andata a favore dei blucerchiati). L'allenatore dei bianconeri Ranieri propone l'inserimento di Giovinco nella formazione iniziale che scende in campo, relegando Alessandro Del Piero in panchina, mentre affida al tandem d'attacco Iaquinta-Trezeguet il compito di provare a rimontare lo svantaggio acquisito all'andata. Dal canto suo Delio Rossi recupera a centrocampo Brocchi e Matuzalem e preferisce Foggia a Mauri. Goran Pandev è indisponibile e pertanto il tecnico riminese propone la coppia d'attacco Rocchi-Zarate.

L'inizio della gara vede un miglior approccio della formazione biancoceleste rispetto ai padroni di casa. La Lazio, infatti, gestisce la partita con piglio risoluto, grazie anche ad una migliore tenuta atletica. Il primo tempo della Juventus, infatti, è deludente perché i giocatori bianconeri raramente riescono ad arrivare davanti a Muslera in maniera pericolosa. Ne deriva pertanto una gara dai ritmi non esaltanti dove la Lazio si propone meglio rispetto ai dirimpettai. Al secondo minuto di gioco Ledesma calcia sul fondo un calcio di punizione conquistato da Foggia e la Juventus risponde un minuto dopo con Iaquinta che è anticipato in uscita bassa dall'estremo difensore biancoceleste. Al quinto minuto Tommaso Rocchi, dopo un errore di Marchionni, recupera la sfera al limite dell'area e calcia prontamente a rete in rapida girata, ma il tiro dell'attaccante veneziano è deviato in calcio d'angolo. I bianconeri provano a tenere palla e cercano di proporsi in avanti, ma l'imprecisione dei centrocampisti juventini non permette alle punte di rendersi pericolose dalle parti di Muslera. La Lazio risponde soprattutto riuscendo a ben contrastare le iniziative degli avversari non disdegnando, in qualche occasione, di farsi viva dalle parti di Buffon.

Intorno la metà del tempo la Juventus si rende pericolosa in azioni derivanti da calci d'angolo, ma la retroguardia laziale riesce sempre a sventare i pericoli. Alla mezz'ora è Trezeguet ad impegnare il portiere della Lazio in un intervento parato in due tempi. Al 37' una mischia in area laziale è conclusa da Ariaudo con un tiro alto sulla traversa. Dall'azione di rimessa la palla giunge a Kolarov che, al limite dell'area juventina, serve la sfera a Zarate che stoppa la palla e, con un tiro angolato ed a giro, piazza il pallone sotto l'incrocio dei pali alla sinistra di Buffon invano proteso in tuffo. E' la quattordicesima rete per l'attaccante argentino sinora in questa stagione e che vuol dire la conquista di una buona fetta di finale atteso il risultato consolidato sinora dai biancocelesti (3-1 complessivo). La Juventus accusa il colpo e reagisce con Iaquinta che, però, non arriva ad impattare la sfera su un cross di Marchisio dalla sinistra. Il primo tempo termina praticamente qui. La ripresa vede subito Ranieri operare dei cambi: fuori Giovinco e Marchionni, dentro Nedved e Camoranesi ed il ritmo della gara, giocoforza, si alza. Muslera interviene di pugno, al secondo minuto di gioco, su un cross di Camoranesi. La Lazio risponde con Zarate che, dopo aver recuperato una palla persa, spara a lato alla sinistra di Buffon. Al sesto il portiere della Nazionale riesce ad evitare il peggio uscendo fuori dalla propria area di rigore di piede, anticipando Rocchi intrufolatosi tra i centrali della difesa juventina.

E' il preludio al raddoppio biancoceleste: Kolarov spara un tiro dei suoi da fuori area e, complice una deviazione di Grygera, il pallone assume una traiettoria che vede Buffon battuto per la seconda volta. La Lazio ora vede sempre più vicina la finale perché, a questo punto, alla Juventus servirebbero ben quattro reti per poter passare il turno (4-1 il risultato consolidato in questo momento per i laziali). Al decimo Rossi sostituisce Brocchi con De Silvestri. I bianconeri reagiscono con orgoglio e si rendono estremamente pericolosi davanti ad un insuperabile Muslera, capace di intercettare e deviare in angolo un preciso colpo di testa di Trezeguet al tredicesimo della ripresa. Ranieri manda in campo Alessandro Del Piero al posto di Iaquinta, un po' risentito per la sostituzione, ed il campione bianconero, dopo tre minuti dal suo ingresso in campo, raccoglie un cross proveniente da destra, stoppa la palla che scavalca un difensore laziale e scarica un sinistro sotto la traversa su cui l'estremo difensore biancoceleste in uscita, nulla può. Poco prima Rossi manda in campo Mauri al posto di Pasquale Foggia.

I bianconeri ora si spingono in avanti e si rendendono pericolosi con Nedved che colpisce di testa il palo esterno alla sinistra di Muslera su un cross del solito Camoranesi. La Lazio si rivede dalle parti di Buffon con un paio di contropiede di cui uno mal sfruttato da Zarate con un tiro parato da Buffon. L'attaccante argentino aveva tuttavia due compagni meglio piazzati di lui. Rossi manda in campo Dabo al posto di un acciaccato Matuzalem e a dieci minuti dalla fine la Juventus resta in dieci uomini perché Camoranesi, dopo un fallo su Kolarov sanzionato da Rizzoli, viene ammonito, ma l'italo-argentino protesta in maniera veemente e l'arbitro bolognese estrae perciò il cartellino rosso. L'orgoglio bianconero si esaurisce con un tiro finale di Nedved che è sventato con un tuffo sulla sinistra da Muslera. La partita finisce qui e la Lazio conquista la finale di Roma tra il tripudio dei suoi sostenitori giunti sino a Torino per incitarla, mentre in casa juventina è aperta contestazione tra il pubblico e la dirigenza bianconera.

L'allenatore dei biancocelesti Delio Rossi a fine gara: "Sono felice per i ragazzi perché lo meritano." Su Zarate: "Se una società vuole rinforzarsi deve trattenere i migliori, le prospettive sono buone perché è una squadra giovane". Sul contratto in scadenza: "Non è il momento di parlarne, pensiamo a festeggiare questa finale conquistata con merito". Prosegue il tecnico riminese: "Ci tenevamo a fare bene e ci siamo meritati la finale. Abbiamo eliminato Milan e Juve e devo dire che sono contento per questi ragazzi perché abbiamo avuto un po' di alti e bassi quest'anno. Ma questa squadra ha qualità e ha dalla sua l'anagrafe: molti si affacciavano per la prima volta in una piazza importante e credo che il futuro sia dalla loro parte".

L'allenatore della Juventus Claudio Ranieri: "Volevamo arrivare in finale e tentare di vincerla, non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo continuare a far bene e cercare di conquistare il secondo posto". Sulla contestazione dei tifosi a fine gara: "Quando le cose vanno bene fanno piacere gli elogi, è ovvio che quando vanno male è giusto accettare le critiche. Il popolo è sovrano. Quanto a Camoranesi non doveva assolutamente farlo, è la seconda volta che perde la testa e non deve. Io non mollo mai e continuerò a lavorare duramenente fino alla fine".


La Gazzetta dello Sport titola: "Bufera Juve a fine corsa. Eliminata e contestata. Super Lazio che impresa. Zarate e Kolarov in gol: è finale".

Continua la "rosea": In finale di Coppa Italia c'è la Lazio, che replica all'Olimpico di Torino il 2-1 dell'Olimpico di Roma. La Juve invece non c'è più. Né in campo né in panchina né in tribuna: tutti contestati, e non solo dalle curve. Non vince da quattro partite, da tre finisce in 10 perché per l'ennesima volta Camoranesi non è in grado di controllarsi, in meno di un mese dopo la Champions ha visto sfumare tutto: scudetto, la Coppa Italia che poteva salvare la stagione e nemmeno il secondo posto adesso è più tanto sicuro. Perché la squadra - assediata dai suoi stessi tifosi - è allo sbando, senza gioco, anima e guida: non si vede come in questo stato possa concludere dignitosamente il campionato. La Lazio, invece, alla propria stagione ha ridato dignità con tre vittorie consecutive (derby, Genoa e Juventus in trasferta) e questa meritata qualificazione. Magari non basterà a salvare la panchina di Delio Rossi, però si tratta di un gran risultato.

Per quella che era diventata la partita più importante della stagione, Ranieri ha presentato una formazione sperimentale. Già privo dei due centrali di difesa, rimpiazzati da Mellberg e Ariaudo, oltre che di Amauri e Sissoko, il tecnico lascia in panchina Nedved, Camoranesi e Del Piero. Scelta tecnica, evidentemente, perché nessuno dei tre stava male e quando sono entrati sono risultati tra i migliori. Ne risulta una squadra con appena 3-4 titolari, quanto mai giovane sul fianco sinistro con Ariaudo e De Ceglie, Marchisio e Giovinco, e senza personalità: fin dai primi minuti è in balia degli avversari. La Lazio non deve fare altro che approfittarne. Ranieri inizialmente dà fiducia a Marchionni, a Giovinco e a Trezeguet, che non la ripaga per niente. Con due arieti in attacco la Juve cerca il gioco sulle fasce, ma le poche volte che arriva al cross è sempre fuori misura. Sembra più preoccupata di non prendere gol che di fare quello che serve per qualificarsi. In mezzo Tiago non ci mette né corsa né fosforo, così il primo tiro in porta arriva dopo mezzora grazie a un assist di Iaquinta per Trezeguet. Più o meno contemporaneamente Giovinco lascia la sinistra e si piazza in posizione di trequartista, ma subito dopo Buffon incassa il primo gol e la Juve rientra negli spogliatoi fra i fischi. Si ripresenta con Nedved e Camoranesi e loro almeno mettono la Lazio sotto pressione, però due volte la Juve si espone al contropiede. Il terzo è fatale: un tiro improbabile di Kolarov viene deviato in porta da Grygera, l'uomo che sabato aveva salvato la faccia con l'Inter.

Si scatena la contestazione, entra Del Piero tra i fischi perché per fargli posto Ranieri toglie Iaquinta e il capitano scaglia in porta il gol della bandiera. A innescarlo con un cross da destra è Camoranesi, che 10' più tardi si ripete con Nedved, ma poi rovina la propria serata facendosi espellere per un pallone scagliato con le mani verso dell'arbitro che l'aveva ammonito. La Lazio, come detto, non deve far altro che approfittare degli atterriti avversari per poi pensare a difendersi sul 2-0. C'è Foggia che spesso lascia la sua fascia per andare a far guasti a destra e De Ceglie annaspa. Brocchi ricicla palloni su palloni, Rocchi schierato al posto dell'infortunato Pandev apre spazi muovendosi di continuo in orizzontale e Zarate, al 14° gol stagionale, ci si infila prendendosela col povero Ariaudo. Che però della serata più nera della Juventus è il meno colpevole. Le responsabilità, come ricordano i tifosi, sono di altri, sono di tutti. Il processo è già cominciato.


La Repubblica titola: "Coppa Italia. Juventus, serata nera. Super-Lazio in finale. I romani giocano una partita perfetta, bissano a Torino il 2-1 dell'andata e trionfano. I gol, nell'ordine, di Zarate, Kolarov e Del Piero".

L'articolo prosegue: Dopo 5 anni la Lazio torna in finale di coppa Italia: i biancocelesti rifilano alla Juve lo stesso risultato dell'andata (2-1) e confermano di attraversare un momento di splendida forma. La Juve, dal canto suo, perde due volte: sul campo e sugli spalti dove i propri tifosi se la sono presa con tutti, da Balotelli al neo-acquisto Cannavaro, passando per Ranieri e l'intera dirigenza bianconera, legittimando, così, il turno di squalifica inflitto dal giudice sportivo alla società bianconero per cori razzisti. La Lazio ha vinto meritatamente disputando una partita perfetta. Mai in difficoltà in difesa e a centrocampo, dove sono sempre arrivati sul pallone un attimo prima dei rivali, gli uomini di Delio Rossi sono riusciti nell'intento di non subire mai l'iniziativa avversaria. E alla fine sono riusciti a portare a casa un nuovo prestigioso successo. In finale il 13 maggio all'Olimpico saranno addirittura i favoriti nel caso la Samp completerà l'opera contro l'Inter. Con Marchisio spolverato in mezzo al campo e Marchionni e Giovinco preferiti a Camoranesi e Nedved la Juve è parsa troppo leggera in mediana fin dalle prime battute. E il risultato è stato che per Iaquinta e Trezeguet è diventato impossibile reggere il confronto con la difesa biancoceleste.

Non è un caso che l'unico pericolo verso la porta di Muslera i due attaccanti siano riusciti a crearlo dialogando da soli: al 31' l'ex udinese ha servito al limite il francese che con un destro ha chiamato il portiere uruguaiano alla parata a terra. La Lazio, che nel frattempo aveva già mandato le prime avvisaglie a Buffon con due tiri di Rocchi e Zarate, ha controllato con ordine e al primo tiro nello specchio nella porta è passata: Kolarov al 38' ha smarcato al limite Zarate che con un immediato destro a giro ha infilato il pallone proprio sotto il sette. Ranieri ha provato a svegliare la Juve inserendo nella mischia Camoranesi e Nedved ad inizio ripresa ma la musica non è cambiata. E dopo un tiro di Zarate (49') di poco a lato, la Lazio ha chiuso definitivamente i conti al 56' con un sinistro di Kolarov deviato in maniera decisiva da un tacco di Grygera proprio sotto l'incrocio. Solo a questo punto Ranieri si è deciso a gettare nella mischia Del Piero e il n. 10 bianconero ha immediatamente scaricato la rabbia per essere stato un'ora in panchina riducendo le distanze con un sinistro sotto la traversa su cross di Camoranesi.

La Juve ha tentato il tutto per tutto ma le sue ultime, flebili speranze si sono definitivamente spente al 73' quando Nedved si è visto respingere dal palo, a Muslera battuto, un colpo di testa dagli 11 mt su altro cross di Camoranesi. A rovinare definitivamente la serata bianconera ha poi pensato lo stesso Camoranesi che, all'81', ha lasciato i compagni in 10 facendosi espellere per eccessivo nervosismo. Per la Juve, già sicura di un posto in Champions nella prossima stagione, è davvero arrivata l'ora di voltare pagina e pensare già al futuro. Con o senza Ranieri.