Mercoledi 24 settembre 2008 - Roma, stadio Olimpico, Lazio-Fiorentina 3-0


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

24 settembre 2008 - 3.293 - Campionato di Serie A 2008/09 - IV giornata - inizio ore 20.30

LAZIO: Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari (85' Rozehnal), Radu, Brocchi, Ledesma, Mauri, Foggia (69' Manfredini), Zarate, Pandev (77' Makinwa). A disposizione: Muslera, De Silvestri, Kolarov, Meghni. Allenatore: D.Rossi.

FIORENTINA: Frey, Zauri (46' Comotto), Gamberini, Dainelli, Vargas, Felipe Melo, Almiron, Kuzmanovic (72' Donadel), Montolivo, Mutu (78' Pazzini), Gilardino. A disposizione: Storari, Da Costa, Pasqual, Osvaldo. Allenatore: Prandelli.

Arbitro: Sig. De Marco (Chiavari).

Marcatori:: 51' Mauri, 56' Pandev, 60' Siviglia.

Note: serata fresca, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Pandev per proteste, Felipe Melo, Pazzini e Zauri per gioco scorretto. Angoli: 5-5. Recuperi: 1' p.t., 1' s.t.

Spettatori: 32.000 circa.


Maurilio Prini riceve il riconoscimento dal Presidente Claudio Lotito per il cinquantenario della Coppa Italia 1958
Maurilio Prini, Francesco Janich e Roberto Lovati
Il biglietto della partita
La rovesciata vincente di Stefano Mauri
Un altro fotogramma del gesto atletico del centrocampista biancoceleste
La gioia di Goran Pandev dopo la rete
La terza rete di Sebastiano Siviglia
L'esultanza del difensore calabrese
Esultanza biancoceleste
Goran Pandev in azione
Pasquale Foggia
Cristian Ledesma
Mauro Zarate
Un momento dell'incontro

Lazio-show all'Olimpico. Nel giorno del 50° anniversario della vittoria della prima Coppa Italia giocata proprio contro la Fiorentina, i biancazzurri stendono i viola con un secco 3-0. La gara è vivace sin dalle prima fasi: Zarate al 5' salta un paio di avversari viola ma al momento di concludere a rete viene fermato da Dainelli. Un minuto dopo è il guizzante Foggia a scattare sulla fascia destra ma, anche in questo caso, Dainelli è pronto a chiudere la manovra d'attacco dei biancocelesti. All'8' Carrizo rischia dribblando in piena area Mutu per un rinvio, due minuti dopo Pandev fugge sulla destra e crossa al centro per l'accorrente Zarate che, da due passi, calcia incredibilmente alto sopra la traversa. La Lazio è ancora pericolosa al 17' con la splendida azione corale: Pandev buca la difesa viola al centro e tira forte ma direttamente su Frey. La Fiorentina si rende pericolosa la 24' con Felipe Melo che calcia forte da buona posizione ma non centra lo specchio della porta difesa da Carrizo. Al 29' Zarate cade in area viola dopo un contatto con Dainelli ma l'arbitro lascia correre ed al 31' lo stesso attaccante sudamericano calcia forte e centrale senza impensierire l'attento portiere dei viola. Al 35' Foggia, tra i migliori in campo, evita due avversari e serve sulla fascia sinistra Zarate che controlla e calcia a girare senza perà sorprendere Frey.

Mauro Zarate spreca una miriade d'occasioni da rete dopo aver segnato quattro gol in tre partite. Manda ancora alto un prezioso assist fornitogli da Goran Pandev, poi si ripete in avvio di secondo tempo facendosi ipnotizzare dal portiere viola non inquadrando la porta da pochi passi sul tirocross di Brocchi. Ma l'argentino è un giocatore vero ed è un rebus irrisolto per i difensori toscani. De Marco gli nega anche un rigore alla mezz'ora quando Dainelli lo aggancia sul piede destro in area. La Fiorentina è tremendamente vulnerabile dalla parte sinistra della difesa e lo svizzero Lichtsteiner, altra rivelazione biancazzurra, ne mette a nudo tutti i limiti. I viola sono praticamente inconsistenti per tutta la gara. All'inizio della ripresa si capisce che Frey non può rinviare la resa ancora a lungo ed in otto minuti Mauri (dopo una traversa colpita da Zarate), Pandev e Siviglia fissano il risultato finale. Crescono così le quotazioni della Lazio dopo una prestazione scintillante: tra giocatori in cerca di rivincite (Foggia, Brocchi, Rozehnal), ottime intuizioni (Lichtsteiner) e potenziali campioni (Pandev e Zarate), Delio Rossi si toglierà le sue soddisfazioni. La classifica vede l'Inter a 10 punti, Lazio ed Atalanta a 9, Juventus e Napoli a 8.


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio spettacolo. Mauri, Pandev e Siviglia. La Fiorentina in ginocchio. I biancocelesti tornano a volare: Zarate prima sbaglia, poi ispira l'1-0. La squadra di Prandelli prova a rialzarsi ma subisce altri due colpi da k.o."

Continua la "rosea": Il vestito della quinta sorella ha cambiato colori. Via quel viola così temuto nel mondo dello spettacolo ed ecco apparire una bellissima sposa in biancoceleste: la Lazio ha semplicemente cancellato dal campo la Fiorentina. Lavoro ai fianchi, per nulla torniti, nel primo tempo e poi il pim-pum-pam in 8' a inizio ripresa. Tre pippoli come dicono in Toscana e a casa. A meditare sul crollo di questa squadra giustamente ambiziosa, temuto e perciò persino annunciato dallo stesso Prandelli nella tradizionale presentazione della vigilia. Ma più che al mancato inserimento dei nuovi o ai malumori di chi tra i vecchi si vede estromesso dalle novità, l'indispensabile riesame deve investire anzitutto le scelte tecnico-tattiche del comandante. Il settore mancino è un colabrodo, lo si era capito già con la Juve, ieri c'è stata una conferma allarmante. Dalla parte di Montolivo-Vargas-Dainelli la Lazio è andata a nozze, tanto per rimanere all'immagine della sposa. Lì sfondava a piacimento Pandev, lì suggeriva incontrastato Brocchi, lì piombava dalle retrovie un lanciatissimo Lichtsteiner. Non c'era opposizione valida se non nel disperato Dainelli, perché Montolivo non ha le caratteristiche del centrocampista in grado di fare il lavoro sporco in copertura e Vargas, l'anello più debole della formazione dell'Olimpico, non è un terzino.

Lui agisce da ala anzitutto nel posizionamento: è sempre due metri più avanti alla linea degli altri tre, puntualmente in ritardo in ogni copertura: un disastro. La squadra di Delio Rossi ha incantato per sincronia dei meccanismi e pericolosità. Il tecnico di casa ha chiesto ai suoi uomini rapidi, Pandev e Foggia, di arretrare verso il centrocampo e ripartire subito in caso di possesso palla. Siccome Zauri restava accanto ai due stopper per sopperire alla stravaganza tattica di Vargas, si creava una situazione di superiorità numerica per la Lazio nell'ampia fetta di campo che va da un'area all'altra. Prandelli, nel tentativo di turare le falle, dava ben presto ordine a Felipe Melo di stare davanti all'area immaginando che un assetto a rombo avrebbe consentito ai viola di entrare nel match. Resterà pura teoria: il centrocampo viola continuerà ad essere travolto. La Lazio domina e spreca (soprattutto con Zarate) nella prima frazione; la Lazio domina e non spreca più nella seconda. Dieci tiri in porta più una traversa contro zero (0) degli avversari: lo score dice più di mille parole. A dieci minuti dal fischio d'inizio Lotito ha voluto premiare in mezzo al campo i reduci di quel Lazio-Fiorentina disputato esattamente cinquant'anni fa che fruttò alla società romana il primo trofeo della sua storia, la coppa Italia. L'omaggio, salutato con calore da un pubblico non numerosissimo (ma se va avanti così, crescerà, crescerà) ha ulteriormente spronato i giocatori di oggi, già desiderosi di cancellare la scoppola di San Siro.

Ne è venuto fuori un partitone, con Mauri che segna alla Hamsik, con Pandev che raccoglie l'ovazione dopo una recita da primattore e due assist sprecati dallo sciagurato Zarate, magari fermato dalla maledizione del record: mai nessun straniero ha saputo far gol in ognuna delle prime quattro giornate di campionato. Però perlomeno è entrato nell'azione della prima rete prendendo la traversa. E anche Siviglia (di testa) mette la sua firma in questo mercoledì da ricordare. Beh, la serata si è rivelata magica anche per i riflessi dagli altri campi. Ora la Lazio è nella scia dell'Inter e promette di regalare tante altre soddisfazioni al suo popolo. Quanto alla Fiorentina, esce da questo esame piena di rabbia e di dubbi. Può darsi che si sia trattato della classica giornata-no, fatto sta che non si è salvato nessuno. Tranne Frey e il povero Gilardino, che sta ancora aspettando di vedere con quale pallone si è giocato.


La Repubblica titola: "Biancocelesti secondi in classifica grazie ai gol di Mauri, Pandev e Siviglia. La squadra di Prandelli, assolutamente inconsistente, ha rischiato un passivo peggiore. All'Olimpico Fiorentina inguardabile, la Lazio dilaga e riprende a correre".

L'articolo così prosegue: La Lazio rifila un tris di reti ad una Fiorentina irriconoscibile. La squadra di Delio Rossi inanella la terza vittoria in campionato e resta nella scia dell'Inter. Pesante battuta d'arresto per i viola che hanno raramente opposto resistenza all'undici capitolino. Lazio col 4-3-1-2: davanti al portiere sudamericano Carrizo; difesa con Lichtsteiner, Siviglia, Cribari e Radu; Brocchi, Ledesma e Mauri a far filtro a centrocampo; Foggia schierato alle spalle delle punte Pandev e Zarate. Prandelli, davanti al francese Frey schierava l'ex Zauri con Gamberini, Dainelli e Vargas; a centrocampo Almiron, Felipe Melo e Montolivo; Kuzmanovic appena dietro il tandem Mutu-Gilardino. In panchina Pazzini al fianco di Osvaldo, con il giovane Jovetic in tribuna. Gara vivace sin dalle prima fasi: Zarate al 5' saltava un paio di avversari viola ma al momento di concludere a rete veniva fermato da Dainelli. Un minuto dopo era il guizzante Foggia a scattare sulla fascia destra ma anche in questo Dainelli era pronto a chiudere la manovra d'attacco dei biancocelesti. All'8' rischia Carrizo che dribblava in piena area Mutu e rinviava, due minuto dopo Pandev fuggiva sulla destra e crossava al centro per l'accorrente Zarate che da due passi calciava incredibilmente alto sopra la traversa.

Ancora Lazio pericolosa al 17' con la splendida azione corale: Pandev bucava la difesa viola al centro e tirava forte ma direttamente su Frey. La Fiorentina si rendeva pericolosa la 24' con Felipe Melo che calciava forte da buona posizione ma non centrava lo specchio della porta difesa da Carrizo. Al 29' Zarate cadeva in area viola dopo un contatto con Dainelli ma l'arbitro lasciava correre ed al 31' lo stesso attaccante sudamericano calciava forte e centrale senza impensierire l'attento portiere dei viola. Al 35' Foggia, tra i migliori in campo, evitava due avversari e serviva sulla fascia sinistra Zarate che controllava e calciava a girare ma Frey non si faceva sorprendere. Nella seconda frazione di gioco, Prandelli cambiava una pedina (Zauri) e inseriva Comotto. Al 2' subito pericolosa la Lazio con l'assist centrale di Cribari per Zarate che a tu per tu con Frey calciava sul portiere francese. Ancora sfortunato l'attaccante sudamericano della Lazio che al 4' da posizione centrale, servito questa volta da Brocchi, spediva alto. Dopo così tanti tentativi andati a vuoto, la Lazio al 6' trovava il vantaggio: veloce contropiede sulla destra con cross di Foggia per la testa di Zarate, palla sulla traversa, ma sulla respinta Mauri in rovesciata infilava la palla nel sacco. Al 10' era servito il raddoppio: Pandev era fortunato in un rimpallo e a tu per tu con Frey non falliva il 2-0. Al 14' l'ennesima parata d Frey su Zarate ma un minuto dopo Siviglia firmava di testa il terzo gol per i biancocelesti e metteva in ginocchio i viola di Prandelli. La Lazio premeva ancora sull'acceleratore, Prandelli cercava di dare una scossa ai suoi (dentro Donadel al posto di Kusmanovic e Pazzini per Mutu) ma il risultato non cambiava più.