Mercoledi 27 agosto 1986 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 0-2


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27 agosto 1986 - 2285 - Coppa Italia 1986/87 - Gara 2 girone 5

LAZIO: Ielpo, Podavini, Foschi, Falessi (46' Gentilini), Delucca, Piscedda, Poli, Fonte, Fiorini, Caso, Dell'Anno. A disp. F.De Angelis, E. Nobile, A. Valentini, Piconi. All. Fascetti.

NAPOLI: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Muro (70' Marino), De Napoli, Giordano, Maradona (87' Castellone), A.Carnevale (80' Caffarelli). A disp. Di Fusco, Carannante. All. Bianchi.

Arbitro: Redini di Pisa.

Marcatori: 26' A.Carnevale, 35' Maradona.

Note: al 29' Fiorini calcia fuori alla destra del portiere un calcio di rigore. Ammonito Falessi.

La pagina della cronaca della partita da "Il Tempo"

L'orgoglio non è bastato. Né un rigore. Né un tifo d'inferno, trascinante ed inebriante. Il Napoli travestito da Liverpool per la completa tenuta rossa ha imposto la legge del più forte ed è passato all'Olimpico con una facile doppietta. Ma la Lazio, per quanto distratta da ben altri patemi (il giorno dopo sarebbe stata condannata ai famosi -9 di penalizzazione in B, evitando comunque l'onta della C per calcioscommesse comminata in prima istanza, ndr), è stata pimpante e mai doma, ribattendo colpo su colpo sul piano fisico e nervoso, meritandosi almeno un sorriso di approvazione.

Maradona contro i ragazzini sarebbe di per sé una sfida impari, ma ci si mette anche il tifo partenopeo a intonare dalla curva Sud un irridente "Serie C, serie C" che non fa che esacerbare il clima. La Lazio dei giovani allevati in famiglia fiuta l'impresa impossibile, pur manovrando con rispetto, ben chiusa in difesa e attenta a centrocampo. Al 3' Foschi va via addirittura in tunnel sulla sinistra e cade in area al primo contatto, dando però l'idea di accentuare una caduta certamente non simulata. Ma gli ospiti hanno altro peso e altro piede. De Napoli è un gladiatore poderoso, i terzini si sganciano a turno e Maradona può godersi la serata cercando ogni tanto Giordano e Carnevale. Il tempo insomma di aggiustare la mira e arriva il primo gol in confezione regalo. In disimpegno Caso perde palla a beneficio di De Napoliche, in scivolata offre a Giordano mezzo campo libero per un comodo cross: al centro dell'area Carnevale è bellamente libero perché l'inesperto Foschi è già scattato in avanti. E il colpo di testa del neo-bomber napoletano è a colpo sicuro. Siamo al 26' ma appena tre minuti più tardi l'arbitro Redini concede il rigore negato all'inizio alla Lazio punendo oltremisura un contrasto appena un po' rude ma frontale tra Renica e Fiorini. Lo stesso centravanti però spara a lato dal dischetto e rimane inebetito sul posto mentre Fascetti crolla in panchina. Il Napoli ora ha più spazi e Maradona trova di persona il raddoppio arrampicandosi in area a colpire di testa un calcio d'angolo di Muro. Ielpo respinge in uscita ma da terra in bella girata l'argentino trova l'acrobatica girata vincente. C'è anche un terzo gol annullato a Dieguito per fuorigioco di partenza, ma è la Lazio ad arrembare in avvio di ripresa con una sfortunata triangolazione tra Dell'Anno e Poli nel cuore della difesa ospite e con un tiro appena fuori di Fiorini. Ancora Dell'Anno prova a partire da lontano, sale di tono Giordano sfiorando il gol dell'ex, mentre Garella deve impegnarsi solo per respingere un gran tiro dalla distanza di Piscedda.


Ormai comunque alla partita non pensa più nessuno. Lo stadio laziale è in fermento per l'indiscrezione del Tg2 che annuncia la conferma della sentenza di primo grado e la retrocessione certa dei biancocelesti in C. Le tribune si svuotano sotto il peso del frettoloso annuncio della tv. Ma per fortuna il giorno successivo, quello della sentenza della Caf, sarà più roseo. E segnerà l'inizio della strepitosa avventura della Lazio dei -9. L'ultima occasione è ancora per l'indomabile Fiorini, che scriverà mesi dopo una pagina di storia. La Coppa Italia per la Lazio è solo un ingombro: il girone B dopo due turni vede il Napoli solo in testa a 4 punti, Taranto a 3, Cesena a 2, Lazio, Vicenza e Spal a 1.