Mercoledi 28 Novembre 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Olympiacos 1-2


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28 novembre 2007 - 3.255 - Champions League 2007/08 - 1° turno eliminatorio - Girone C, gara 5 - inizio ore 20.45

LAZIO: Ballotta, Behrami (77' Scaloni), Stendardo, Siviglia, Kolarov (63' De Silvestri), Mudingayi, Ledesma, Mutarelli (71' Meghni), Mauri, Pandev, Rocchi. A disposizione: Muslera, Firmani, Manfredini, Makinwa. All. D.Rossi.

OLYMPIACOS: Nikopolidis, Torosidis, Zewlakow, Antzas, Pantos, Patsatzoglou (75' Mendrinos), C.R.Ledesma, Stoltidis, Galletti, Djordjevic (93' Mitroglou), Lua Lua (56' Kovacevic). A disposizione: Sifakis, Archubi, Nunez, Konstantinou. Allenatore: Lemonis.

Arbitro: Sig. Webb (Ing).

Marcatori: 30' Pandev, 35' Galletti, 65' Kovacevic.

Note: serata umida, terreno in buone condizioni. Ammoniti Djordjevic, C.R.Ledesma, Kovacevic, Torosidis. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 50.000 circa.

La formazione biancoceleste
Un'altra foto dell'undici capitolino
I capitani si scambiano i gagliardetti
L'omaggio a Gabriele Sandri
Il vantaggio biancoceleste di Goran Pandev...
... ma il fotogramma dimostra che il passaggio di Tommaso Rocchi è irregolare
L'abbraccio al calciatore macedone dopo la marcatura
Il pareggio di Galletti
Il vantaggio ellenico
Un altro fotogramma della rete dell'1-2 dell'Olympiacos
L'occasionissima di Goran Pandev nel secondo tempo
Un momento della gara
Valon Behrami
Un'azione di gioco
Tommaso Rocchi
Cristian Ledesma
Il programma della partita
Mourad Meghni

La Repubblica titola: "Champions, i romani in vantaggio con Pandev (rete irregolare) si fanno raggiungere da Galletti e poi superare da Kovacevic. La Lazio s'arrende sul più bello, vince l'Olympiacos, e con merito. Adesso serve un miracolo al Bernabeu e poi sperare. Il tecnico Delio Rossi: "A Madrid per giocarcela"".

L'articolo così prosegue: La Lazio si lascia sfuggire l'occasione di una vita. Gli ottavi di Champions si allontanano inesorabilmente per i biancocelesti, sconfitti per 1-2 all'Olimpico dall'Olimpiakos Atene. In vantaggio alla mezzora esatta con una rete irregolare di Pandev, i biancocelesti vengono raggiunti dai greci 5' dopo con Galletti. Il tempo si chiude con un'occasione ancora per l'attaccante macedone; la ripresa con due interventi provvidenziali di Nikopolidis, prima su Stendardo e poi su Pandev. La rete decisiva la firma però l'ex di turno, il serbo Kovacevic, che mette in rete il cross di Djordjevic, scappato via dopo un errore di applicazione del fuorigioco della difesa biancoceleste. In classifica la Lazio resta ferma a quota 5: l'11 dicembre, ci sarà ultimo impegno del girone al 'Bernabeu' contro il Real Madrid, sconfitta in Germania dal Werder Brema. Deve vincere e poi sperare. All'inizio gli oltre ottomila venuti sin qui dal Pireo fanno chiasso e danno da lavorare anche agli stewards, mentre in campo le due squadre ci mettono un po' prima di trovare le misure e affrontarsi a viso aperto. L'emozione per l'alta posta in palio blocca le gambe sino al vantaggio laziale, fortuito e irregolare, di Goran Pandev.

Scocca la mezzora quando Mauri spizza di testa verso Rocchi, bravo a crederci e a rimettere al centro quando il pallone però è tutto uscito dalla linea di fondo: l'inglese Webb non è aiutato dai suoi collaboratori e Pandev, comodamente, appoggia per l'1-0. La partita sembra mettersi sui binari preferiti dai biancocelesti, che però al 35' lasciano a Galletti tutto il tempo necessario per sparare di destro dal limite e insaccare alle spalle di Ballotta. Il pari è più giusto, anche se al 38' i riflessi di Nikopolidis sono messi a dura prova dal rimpallo che favorisce ancora Pandev, tra i più propositivi di una Lazio però sfilacciata e disordinata. E nemmeno tanto baciata dalla fortuna nella ripresa, aperta da un tiro velleitario di Mudingayi e dalle incertezze di Nikopolidis, che però è efficace quando si tratta di chiudere la sua porta a doppia mandata. Al 7' interviene male su angolo ma poi fa da scudo su Stendardo, con cui va quasi allo scontro; al 14' mette in angolo su Pandev ma l'arbitro o chi per lui non se ne accorge. Nel frattempo l'ex di turno, Kovacevic, è entrato, pronto a lasciare il segno.

Suo, infatti, l'1-2 al 19': la difesa laziale sbaglia il tempo dell'offside, Djordjevic si invola e crossa basso, trovando la scivolata dell'attaccante serbo. La Lazio ha una timida reazione che porta solo ad un'inzuccata alta di Stendardo, mentre il gioco si innervosisce un po' anche per qualche "trucchetto" dei greci, pericolosi ancora con Djordjevic ma sempre in grado di gestire il risultato sino alle battute finali. "Ora si fa davvero difficile: ma all'andata - dice il tecnico laziale Delio Rossi - abbiamo fatto una gran partita contro il Real. E allora andiamo a Madrid e ce la giochiamo".


Il Corriere della Sera titola: "La delusione. Non basta la rete di Pandev, qualificazione appesa a un filo. Lazio vicina all'eliminazione. Ora deve vincere a Madrid. Biancocelesti rimontati e battuti dall'Olympiacos".

Continua l'articolo: Sognava la qualificazione con un turno d'anticipo e invece, a 90 minuti dall'epilogo della fase a gironi, la Lazio è quasi fuori dalla Champions League. La partita con l'Olympiacos, apparentemente la più agevole dell'intricato percorso biancoceleste, si rivela una trappola infernale. L'onda rossa dei greci travolge tutto. In campo e sugli spalti dell'Olimpico. Gli 8 mila ultrà del Pireo, a metà primo tempo, cercano di invadere i distinti sud accanto alla tribuna Tevere, aggrediscono i malcapitati steward e costringono la polizia a creare ben tre cordoni di protezione per evitare lo sconfinamento. In campo c'è la Lazio del campionato. Lenta, compassata, senza anima né gioco. Incapace di sfruttare il regalo della sorte, il gol di Pandev dopo mezz'ora di niente. Poteva essere la chiave di una serata felice. Ma è solo una perfida illusione. L'Olympiacos occupa bene ogni zona del campo, chiude i varchi, è letale nelle ripartenze. Galletti pareggia nel giro di cinque minuti e a metà ripresa, in contropiede, l'ex Kovacevic (entrato al posto di LuaLua) firma il sorpasso. Ora la Lazio è l'ultima del girone e per acciuffare gli ottavi della Champions League dovrà andare a vincere a Madrid.

Ma in questo momento rischia pure di perdere il terzo posto, che vale la Coppa Uefa. In ogni caso al Santiago Bernabeu, dove potrebbe non bastare neppure l'1-0, sarà necessario giocare con un'altra grinta e un altro spirito per tenere accesa, sino all'ultimo secondo, la fiammella della speranza. Quella contro l'Olympiacos è una Lazio da dimenticare: distratta in difesa, molle a centrocampo, poco incisiva in attacco. Mauri è lontano dalla migliore condizione, Mutarelli - recuperato all'ultimo istante - regala ai greci il pallone che Galletti, con un destro secco e calibrato, trasforma nel pareggio. Nella ripresa la Lazio prova a forzare il ritmo. Una reazione d'orgoglio, dopo l'anonimo primo tempo. Più veloce, più intensa, più decisa. Però sciupona: Pandev, liberato da lungo pallonetto di Ledesma, controlla bene, ma non riesce ad anticipare la perfetta uscita di Nikopolidis. Lemonis, per evitare che la sua squadra si faccia schiacciare, fa entrare l'ex Kovacevic. È la mossa decisiva. Darko s'infila tra Stendardo e Siviglia e sfrutta bene il cross basso di Djordjevic. La partita finisce qui. Rossi prova ancora con Meghni, che contro il Werder Brema era stato decisivo, ma stavolta il giovane francoalgerino non cambia lo scenario.

La Lazio, incerottata e con il morale sotto i tacchi, attacca soltanto per rispetto della sua gente. Ma non incide. Gli spazi, peraltro, sono sovraffollati. L'Olympiacos non molla un centimetro: attento, ordinato, pronto a graffiare in contropiede. Doveva essere la squadra materasso del girone, è la rivelazione e in attesa dell'ultima giornata si gode il primo posto provvisorio a pari con il Real Madrid. Rossi, alla fine, è sconsolato: "È stata la nostra partita più brutta. Adesso non ci resta che andare a giocarcela a Madrid". Ma non è per niente facile.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Si riducono drasticamente le speranze della S.S. Lazio di andare avanti nella UEFA Champions League. All'Olimpico, nella quinta giornata del girone C, la squadra di Delio Rossi perde 2-1 contro un Olympiacos CFP molto concreto e scivola all'ultimo posto del raggruppamento per la contemporanea vittoria del Werder Bremen sul Real Madrid CF. Goran Pandev, al terzo gol nella principale manifestazione europea per club, porta in vantaggio i biancazzurri alla mezzora; l'argentino Luciano Galletti, a segno anche ad Atene, pareggia dopo cinque minuti e nella ripresa Darko Kovačević – una parentesi nella Lazio nella stagione 2001-02 – firma il gol che regala i tre punti ai greci. Per qualificarsi agli ottavi i biancazzurri dovranno vincere il prossimo 11 dicembre al Santiago Bernabeu, mentre un pareggio garantirebbe la "retrocessione" in Coppa UEFA a patto che il Werder perda contro l'Olympiacos: in ogni caso, servirà un'impresa. Quattro novità nella S.S. Lazio rispetto alla squadra che ha battuto di misura il Parma FC: Valon Behrami sostituisce sulla fascia destra Lorenzo De Silvestri, recuperato per la panchina, centrocampo nuovo di zecca con Gaby Mudingayi, Massimo Mutarelli e Stefano Mauri al posto di Fabio Firmani, Christian Manfredini e Mourad Meghni; in attacco confermato il tandem formato da Tommaso Rocchi e Pandev.

Panagiotis Lemonis cambia un solo uomo della formazione reduce dalla vittoria per 1-0 sul GAS Veria: l'attacco è guidato dal congolese Lomana Lua Lua anziché dal serbo Kovačević. La prima fase della partita è dominata dal tatticismo e dall'eccessiva prudenza delle due squadre in campo. All'8' Antonios Nikopolidis fa buona guardia su una punizione calciata da Aleksandar Kolarov, sei minuti dopo Christos Patsatzoglu svetta più in alto di tutti su un calcio da fermo di Predrag Djordjević ma il suo colpo di testa termina alle stelle. Al 30' la Lazio trova il vantaggio su un'azione contestata dai greci. Su un lancio dalle retrovie di Sebastiano Siviglia, Mauri precede Michal Żewlakow e spizza di testa; Vassilis Torosidis non interviene per facilitare l'uscita di Nikopolidis, che però si fa beffare da Rocchi: l'attaccante serve di sinistro il compagno di reparto Pandev che insacca da pochi passi, ma sull'assist il pallone aveva probabilmente superato la linea di fondo. Dopo cinque minuti arriva il pareggio degli ospiti, che con un passaggio in orizzontale tagliano fuori la difesa laziale: Ieroklis Stoltidis, servito da Lua Lua, scarica su Galletti che con un gran tiro di destro batte Marco Ballotta sul primo palo malgrado la disperata scivolata di Kolarov. Al 38' grande parata con il piede di Nikopolidis su un tiro di Pandev favorito da un rimpallo con Żewlakow, al 42' [[Ledesma Cristian Daniel|Cristián Ledesma] calcia a lato su intelligente assist dell'attaccante macedone. Nella ripresa è la squadra di Rossi a partire con maggior determinazione. Mudingayi non crea problemi con un tiro dalla distanza, ma al 52' Nikopolidis – su un insidioso corner battuto da Kolarov – è bravo a impedire a Guglielmo Stendardo di ribadire in rete. Al 56' primo cambio della partita: nell'Olympiacos, l'ex laziale Kovačević prende il posto di Lua Lua.

Al 59' grande opportunità per la Lazio: Mauri smarca Pandev con un preciso lancio, l'attaccante controlla bene ma si fa respingere il tiro dal portiere avversario, anche se l'arbitro Howard Webb non si accorge della deviazione e non concede il calcio d'angolo. Al 63' Rossi richiama Kolarov e getta nella mischia De Silvestri, ma a passare è l'Olympiacos: Stoltidis smarca sulla sinistra Djordjević, il capitano serve un assist al bacio a centro area che Kovačević deve solo spingere in rete. Galletti sciupa una clamorosa occasione per il terzo gol al 66', cinque minuti dopo Rossi rinuncia al filtro di Mauri e si affida alle invenzioni di Meghni. Stendardo non ha fortuna con due colpi di testa su altrettante punizioni calciate da Ledesma, poi entrano Konstantinos Mendrinos e Lionel Scaloni al posto di Patsatzoglu e Behrami. Djordjević va vicino al 3-1 prima di lasciare il campo, i quattro minuti di recupero non portano chance per la Lazio: l'Olympiacos è a un passo dagli ottavi.