Mercoledi 28 gennaio 2009 - Genova, stadio Ferraris - Sampdoria-Lazio 3-1


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28 gennaio 2009 - 3.313 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXI giornata - inizio ore 20.30

SAMPDORIA: Castellazzi, Stankevicius, Gastaldello, Lucchini, Padalino (14' Dessena), Delvecchio, Palombo, Ziegler, Pieri, Bellucci (89' Mustacchio), Cassano (77' Marilungo). A disposizione: Mirante, Donati, Pedro, Regini. Allenatore: Mazzarri.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Radu, Dabo, Ledesma, Meghni (72' Matuzalem), Mauri (62' Foggia), Pandev, Rocchi (46' Zarate). A disposizione: Carrizo, Brocchi, Rozehnal, De Silvestri. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Ayroldi (Molfetta) - Assistenti Sigg. Carrer e Carretta - Quarto uomo Sig. Stefanini.

Marcatori: 13' Delvecchio, 29' Rocchi, 51' Cassano, 54' Stankevicius.

Note: serata fresca, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Pieri, Dabo, Stankevicius, Gastaldello, Pandev, Foggia, Dessena, Bellucci. Angoli 10-5 per la Lazio. Muslera ha parato un calcio di rigore battuto da Bellucci al 63'. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t. Esordio in serie A per Mustacchio.

Spettatori: 25.000 circa.


Il biglietto della gara
La rete di Delvecchio
Tommaso Rocchi scocca il tiro vincente per l'1-1
Il bomber veneziano ha appena siglato la rete del pareggio biancoceleste
La terza rete blucerchiata
Momenti di tensione tra le due formazioni

Dopo la batosta casalinga di tre giorni prima contro il Cagliari, Rossi cambia molto nell'undici che scende in campo al Ferraris di Genova: Zarate e Carrizo vanno in panchina, in porta torna Muslera ed in attacco c'è il duo Rocchi-Pandev. La partita è inizialmente equilibrata, ma la Sampdoria passa in vantaggio al 13' con Delvecchio: punizione di Ziegler per un fallo su Cassano con Muslera che non esce e Delvecchio che batte il portiere biancoceleste con un tocco ravvicinato. I biancazzurri però reagiscono ed al 29' arrivano al pareggio con un lancio di Ledesma che Rocchi, di destro, incrocia e mette alle spalle di Castellazzi.

Nella ripresa nella formazione laziale entra Zarate al posto del capitano Rocchi e l'argentino si rende subito pericoloso in avvio di gara con un pallonetto che Castellazzi smanaccia in angolo. Al 51' una magia di Cassano riporta però in vantaggio i blucerchiati: splendida azione personale sulla sinistra con tunnel sul difensore e tiro a girare verso l'interno dove Muslera non può nulla per evitare la marcatura. Tre minuti dopo la difesa della Lazio si fa trovare impreparata sul corner, regalato da Siviglia, e battuto da Cassano: Stankevicius, libero al centro dell'area, realizza di testa il 3-1 per la Sampdoria.

Al 63' ancora Cassano mette in crisi la difesa laziale: Lichtsteiner stende in area di rigore il fantasista barese ed Ayroldi assegna il rigore che, battuto da Bellucci, è però parato da Muslera. Al 70' Ayroldi fischia un calcio di rigore anche per la Lazio, ma il guardalinee segnala invece che il difensore doriano ha prima toccato la palla e non Zarate. Successivamente Pandev è ammonito per simulazione quando, pressato da un difensore, cade in area di rigore. La gara finisce con una mega rissa finale: Dessena sbeffeggia Foggia che reagisce e da ciò si innesca una miccia in cui si assiste a Zarate, Radu, Palombo, Cassano e Bellucci che se ne dicono di tutti i colori trattenuti a stento dai compagni di squadra e dalle panchine. Alla fine Ayroldi ammonisce Foggia, Dessena, Bellucci e, poco dopo, sancisce il termine della gara.


La Gazzetta dello Sport titola: "Cassano torna Fantantonio. Lazio a fondo. Il fantasista svaria a tutto campo e segna un bel gol: la Samp si sblocca. E Lotito ora vuole Kalac".

Continua la "rosea": Risalite sulla giostra, adesso vi faccio divertire io. L'avevano perso per un po' di tempo, il loro Fantantonio: Mazzarri, i suoi compagni, la gente blucerchiata. Cassano è tornato ieri sera, risvegliando la Samp da un incubo, in maniera prepotente, da leader vero, giocando settantasette minuti con molta luce e pochissime ombre. Senza rinunciare alle magie, ma mettendosi (finalmente) al servizio della squadra. Così la squadra è uscita dal tunnel, certificando al tempo stesso la crisi di una Lazio resa ancor più grave dalla precarietà delle forze sampdoriane in campo. La chiave: Cassano, ovviamente. Fa e disfa, nel primo tempo. Cerca le cose difficili, e poi, quando i compagni paiono patire la forza di un avversario bravo all'inizio ad approfittare delle difficoltà dei padroni di casa, il barese sale in cattedra, trova un difficilissimo raddoppio che apre le porte alla riscossa di una Samp a secco di vittorie in campionato dal 14 dicembre. Non ancora appagato, si conquista pure il rigore (fallo di Lichtsteiner) che Muslera para a Bellucci, quando però la zuccata di Stankevicius aveva già messo la vittoria in cassaforte. Un dato, non a caso: due ventenni, Marilungo e Mustacchio, come coppia d'attacco nei minuti finali della gara.

In campo c'erano davvero i cerotti della Samp. E, questo, Rossi lo sapeva. Sono quelli che per un tempo hanno fatto la differenza, più nel male che nel bene, contro una Lazio rivoluzionata per davvero, ma estremamente veloce, tonica, all'inizio decisamente più in palla di un avversario partito con la paura addosso e senza la necessaria lucidità. I primi due gol sono lo specchio dei difetti su entrambi i fronti. Perché il vantaggio degli uomini di Mazzarri, solo all'apparenza un fuoco fatuo, trova l'origine da una colossale disattenzione difensiva, quando sulla punizione di Palombo, Muslera tentenna e Delvecchio riesce ad anticipare Radu e Siviglia, un pasticcio diviso a metà. Ma la Samp è spuntata soprattutto in difesa, ed è lì che la Lazio colpisce, quando Ledesma pesca per l'ennesima volta l'onnipresente Rocchi, bravo ad evitare Gastaldello e poi ad ubriacare Stankevicius, terzino per una notte, aprendogli la strada per il diagonale dell'uno a uno. Non un semplice turnover, si diceva, ma i frutti non si sono visti. Annichilita dal Cagliari 4 giorni fa, messa al tappeto da una Samp rabberciata ieri. La crisi è ufficialmente aperta, anche se con il senno di poi la rinuncia a Rocchi rimpiazzato da Zarate ha avuto tutta l'aria di un autogol e di un regalo grande così alla banda di Mazzarri.

La novità più ghiotta è stato il cambio fra i pali, con Muslera al posto del contestatissimo Carrizo. E poi Siviglia, Cribari, Radu e Meghni titolari rispetto a domenica scorsa, con Mauri riuscito solo in parte ad ispirare il duo d'attacco Pandev-Rocchi. Non è bastato quest'ultimo, al sesto centro in campionato, perché nella ripresa ha prevalso la fame della Samp. L'avvicendamento Carrizo-Muslera potrebbe innescare una reazione a catena. Il club biancoceleste ha infatti effettuato un sondaggio con il Milan nel tentativo di arrivare a Kalac. L'accordo per il prestito è possibile (anche il giocatore avrebbe dato l'assenso): da chiarire, a questo punto, il discorso-ingaggio.


La Repubblica titola: "Una prova eccezionale del genietto barese: finisce 3-1 per i blucerchiati che sbagliano anche un rigore. La squadra di Rossi inguardabile in difesa. Cassano show, grande Palombo. La Samp risorge, Lazio in crisi. Ayroldi concede un penalty ai biancazzurri, poi si ricrede. Minirissa finale".

L'articolo così prosegue: Risorge la Samp grazie a un grande Cassano e a uno straordinario Palombo, cade ancora la Lazio (sette gol subiti in due partite) a causa di una difesa inguardabile. E' questo il verdetto di Marassi al termine di una partita combattuta e densa di episodi ed emozioni. Rossi sceglie Rocchi e Pandev e tiene fuori Zarate. In difesa non c'è Diakite e i centrali sono Siviglia e Cribari. In porta, al posto del criticatissimo Carrizo, va il ragazzo Muslera. Per Mazzarri, solo scelte obbligate. Difesa con Stankevicus, Gastaledello, Lucchini; centrocampo a 5 con Del Vecchio, Palombo, Ziegler, Pieri e Padalino il quale, dopo un quarto d'ora getta la spugna per problemi di stomaco e viene sostituito da Dessena. Davanti ci sono Cassano e Bellucci. Con l'entrata di Dessena, in panchina col portiere Mirante, restano solo ragazzi della Primavera campione d'Italia. La Lazio prova a pungere in contropiede ma è la Samp che con Cassano trova gli spunti migliori, preparandosi al gran gol della ripresa. Dopo lo sprint iniziale degli ospiti fa tutto la Samp. Al 13' buona punizione guadagnata da Cassano: calcia Palombo da destra. Pallone lunghissimo dall'altra parte, difesa della Lazio scavalcata e due blucerchiati, Del Vecchio e Gastaldello, si trovano liberi vicino al palo sinistro.

Il primo colpisce in acrobazia: palla nell'altro angolo. La Lazio non ci sta e reagisce bene mentre i blucerchiati sembrano troppo prudenti. Al 29' c'è un bel lancio di Ledesma: Gastaldello, di testa non la prende, Rocchi aggancia e, pur pressato da Stankevicius, incrocia forte e preciso alle spalle di Castellazzi: 1-1. Da lì alla fine del primo tempo la Lazio sembra avere qualcosa in più. La Samp è pericolosa solo con Cassano che, da solo, tiene in ansia la difesa di Delio Rossi. Ma, sul finire, di nuovo Rocchi impegna Castellazzi. Si riparte e sembra che la Lazio, con Zarate al posto di Rocchi, possa mettere il naso avanti. Ma la Samp si difende con calma e, là davanti ha un meraviglioso ragazzo di Barivecchia. Sei minuti e Cassano entra in area da sinistra, salta due uomini (Lichtsteiner e Ledesma) e mette alle spalle di Muslera con una sberla sul secondo palo. La Lazio è annichilita e, dopo sette minuti, la Samp fa tris. C'è un angolo da destra; tira Palombo e Stankevicius, solo sul dischetto del rigore insacca con un colpo di testa forte e centrale. Addio Lazio e al 18' i blucerchiati potrebbero buttare via la chiave: altro ingresso in area di Cassano, Lichtsteiner lo abbatte: rigore che Bellucci si fa parare da Muslera. A questo punto, la Lazio si scuote e attacca.

Al 25', Lucchini va in scivolata su Zarate entrato in area sulla destra: il difensore prende nettamente la palla, l'argentino cade e Ayroldi fischia il rigore, il guardalinee lo avverte che il fallo non c'è e il direttore di gara ci ripensa. La Lazio, allora, a poco a poco si spegne, mentre Mazzarri fa esordire due Primavera: Marilungo e Mustacchio. Finisce con la vittoria blucerchiata che potrebbe scacciare la crisi e con una minirissa accesa da Dessena e Foggia che si prolunga fino al tunnel degli spogliatoi con la partecipazione di del Vecchio e Zarate. Per la Lazio, adesso, è crisi. Più per il modo in cui sono arrivate le due sconfitte consecutive, che per il gioco in sé. Chiaro che tra Rocchi e Zarate c'è un problema, chiaro che Rossi non è ancora riuscito a risolverlo.