Mercoledi 28 settembre 1977 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Boavista 5-0


Coppa UEFA 1977/78 - Trentaduesimi di finale - gara di ritorno.

Lazio: Garella, Ammoniaci, Ghedin, Cordova, Manfredonia, Wilson, Garlaschelli, Agostinelli, Giordano, D’Amico (39’ Lopez), Badiani. All. Vinicio.

Boavista: Sousa (46’ Serafim), Trinidade, Alberto, Vitor Pereira, Austrino, Artur, Albertino, Jorge Gomes, Moinhos, Francisco Mario, Salvador. All

Arbitro: Gordon (Scozia).

Marcatori: 7’ Garlaschelli, 13’ Giordano, 20’ Garlaschelli, 53’ Giordano, 87’ Giordano.

Note:

Spettatori: 40.000 circa

Il biglietto della gara
Dall'Unità, la cronaca della gara

La Lazio deve annullare il gol incassato a Oporto quindici giorni fa ed attacca subito con determinazione. Il suo gioco è tutta velocità e ritmo. A scapito logicamente dell'ordine e della precisione. Gli ospiti, sotto questo assalto, arretrano i centrocampisti, fanno barriera, cercano di creare un argine ma con scarsi risultati. E davanti rimangono soltanto Moinhos e Salvador. Il primo scatto di Giordano è troncato con un fallo a pochi metri dall'area, ma il tiro di D'Amico è respinto dalla barriera. La Lazio insiste e al 7' segna: l'azione è di Badiani che lancia D'Amico, rapido il centrocampista appoggia a Garlaschelli liberissimo. Il tocco dell'ala è imprendibile: uno a zero. Riequilibrato Il risultato di Oporto la Lazio insiste. D'Amico sfreccia da tutte le parti, crea scompiglio, determina situazioni favorevoli non sempre sfruttate a dovere dai suoi compagni. La reazione degli ospiti è pacata.

I loro palleggi sono stucchevoli, l'azione è lenta e quasi inutile. La Lazio dilaga e passa ancora al 12'. Avanza Giordano, sfugge al suo avversario, ma è spostato sulla destra. Il portiere Sousa gli va incontro, poi si pente e torna indietro. Giordano è lesto a sorprendere l'incauto difensore fuori porta con un tiro diagonale e preciso: 2 a 0. La marcatura a zona del Boavista è un invito per i laziali che possono manovrare in larghi spazi ed in corridoi deserti. I bianconeri (a scacchi) sono molti, ma gli spazi sono egualmente aperti. Tentano la controffensiva i portoghesi ed ottengono un calcio d'angolo. Il loro gioco però è prevedibile, facile da controllare. Comunque al 18' Albertino e Jorge Gomes arrivano a pochi metri da Garella. Gomes però si fa stoppare il tiro da Ghedin rientrato in tempo utile. I laziali non stanno a guardare: D'Amico non trova avversari ed al 20' avanza in slalom sicuro e preciso. Tira da circa trenta metri. Sousa combina la seconda frittata, para ma non trattiene la palla che Garlaschelli mette in porta: 3 a 0.

Ormai è fatta. Questo è un modesto allenamento per la partitissima di domenica, una prova senza timori e senza rischi. La Lazio è in forma. D'Amico è un suggeritore impareggiabile, Garlaschelli segna gol, Giordano, con un marcatore a tre metri di distanza, scatta e avanza in serpentine efficaci e precise. E' una Lazio miracolata oppure è inefficiente l'avversario ? La risposta come sempre sta nel mezzo. La squadra romana affronta la prova con determinazione, ma i modesti portoghesi si prestano al ruolo di vittime senza neanche reagire. Il portiere non trattiene una palla, ogni suo intervento è un rischio, ha almeno due gol sulla coscienza. Ma i guai non sono dovuti soltanto a lui. E' tutto il sistema che traballa. La disposizione tattica aperta favorisce la manovra avversaria. Ogni avanzata laziale crea un pericolo. Al 27' il povero Sousa esce a Vanvera, D'Amico tenta il gol sicuro, respinge sulla linea Trinidade.

Riprende Ghedin, la palla batte sulla traversa. E' un tiro al bersaglio. La facilità crea presunzione, ed i laziali perdono molte occasioni per eccesso di confidenza. Comunque controllano il gioco, ma la loro azione perde di slancio. Sono spunti individuali, avanzate al piccolo trotto. Soltanto Giordano e Agostinelli premono sull'acceleratore. Vogliono un posto per domenica. Esclusi a Bergamo, un po' per punizione un po' per avvicendamento cercano di convincere Vinicio dei loro meriti al ruolo di titolare. Al 39' lo stadio ammutolisce: D'Amico improvvisamente si ferma per uno stiramento muscolare: non può più correre. Lascia, deve abbandonare, entra Lopez. E' difficile che D'Amico possa guarire In tempo per il big-match di domenica con la Juventus. La partita scade di tono.

I laziali sono soddisfatti del risultato, i portoghesi non hanno né forza atletica né morale per reagire. La prova sta tutta nel risultato: la superiorità della Lazio è netta e indiscutibile. Pur considerando la pochezza degli avversari, pur non dimenticando il nuovo sistema di marcature a zona, la squadra di Vinicio pare avviata sulla strada del buon rendimento. Costretta ad attaccare sfoggia grinta e determinazione proprio nel gioco delle punte, nei suggerimenti di uno splendido D'Amico, nell'opportunismo di Garlaschelli sempre pronto a sfruttare le occasioni da gol. La difesa non può essere giudicata. Questo Boavista non fa paura a nessuno. Di fronte agli errori commessi dal portiere Souza nel primo tempo, l'allenatore Cajado tenta l'impossibile: lascia negli spogliatoi il titolare e manda in campo la riserva Serafin: la situazione non cambia, anche Serafin sbaglia molte uscite. Per i portoghesi la situazione diventa difficilissima al 51': Alberto tocca Giordano in area, per l'arbitro Gordon è calcio di rigore. Protestano gli ospiti, Gordon, severo, ammonisce tutti. Tira Agostinelli, Serafin para, ma Giordano arriva e segna. Continuano le proteste, proseguono le ammonizioni. Si riprende. La partita però non ha più nulla da dire: i portoghesi sono rassegnati, i laziali insoddisfatti. Ma Giordano ha ancora un guizzo. All'87' segna la quinta rete. Finisce in festa, la Lazio passa il turno e pensa con serenità a domenica. Giulio Accatino.