Mercoledi 3 Ottobre 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Real Madrid 2-2


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3 ottobre 2007 - 3.246 - Champions League 2007/08 - 1° turno eliminatorio - Girone C, gara 2 - inizio ore 20.45

LAZIO: Ballotta, Behrami (66' Scaloni), Stendardo, Cribari, Zauri, Mudingayi, Ledesma, Mutarelli, Mauri (78' Del Nero), Rocchi (66' Makinwa), Pandev. A disposizione: Muslera, Kolarov, Meghni, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

REAL MADRID: Casillas, Sergio Ramos, Cannavaro, Heinze, Marcelo, Diarra, Guti, Sneijder (89' Drenthen), Robben (78' Higuain), Raul (83' Saviola), Van Nistelrooy. A disposizione: Dudek, Michel Salgado, Gago, Baptista. Allenatore: Schuster.

Arbitro: Sig. De Bleeckere (Belgio).

Marcatori: 8' Van Nistelrooy, 32' Pandev, 61' Van Nistelrooy, 75' Pandev.

Note: serata fresca, terreno in ottime condizioni. Ammonito: Heinze per gioco falloso. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 34.900 e abbonati 17.500 per un incasso totale di 2.131.000 euro.


Il biglietto della partita
La formazione della Lazio
La formazione del Real
Le formazioni a centrocampo prima della gara
Una delle reti madridiste
Il primo pareggio di Goran Pandev
La rete dell'1-1 vista da dietro
L'esultanza di Goran Pandev dopo la prima rete
La rete del 2-2
Goran Pandev al tiro
Goran Pandev, autore di una doppietta
Tommaso Rocchi
Un'azione d'attacco biancoceleste
Gaby Mudingayi
Il programma della partita
Il Report Match dell'Uefa

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio tutta grinta: il Real si spaventa. Pandev replica colpo su colpo a Van Nistelrooy. Gli assalti della squadra di Rossi fanno tremare gli spagnoli".

Continua la "rosea": Cara, piccola Lazio. Strappa il 2-2 ai giganti del Real Madrid e chiude con i 50 mila dell'Olimpico in delirio, una standing ovation che non finisce mai. Eppure c'è più di qualche ottimo motivo per cui rammaricarsi. Quando mai ricapiterà un'occasione del genere? Cosa avranno sognato stanotte Mauri e Rocchi, capaci di divorarsi due gol già fatti? E come l'avrà passata Pandev, diviso tra la splendida doppietta che fa il paio con quella di Van Nistelrooy e l'occasione più facile fallita a tu per tu con Casillas? Già, è andata proprio così. Lazio prima pavida, poi coraggiosa e quindi addirittura incosciente. Che rimonta, sciupa, dilapida, attacca ciecamente al punto da prendere il secondo gol su un contropiede assurdo. E poi ancora capace di rialzarsi, di tornare in avanti e di riacciuffare il pari strameritato, non senza la complicità di un avversario troppo supponente. La chiave è nella testa prima ancora che nelle gambe dei giocatori: puoi essere mille volte tecnicamente inferiore, ma se hai cuore, carattere e umiltà puoi compiere anche miracoli che poi non sono altro che atti di giustizia. Sarà pure quel che desidera il presidente Calderon, ma quello del Real di Schuster è un modulo troppo presuntuoso.

A Cannavaro sono richiesti sempre gli straordinari, perchè Heinze è un terzino sinistro prestato al centro (Metzelder e Pepe sono infortunati) e i laterali Sergio Ramos e Marcelo vanno sempre, incuranti di tutto, in avanti. Diarra è l'altro baluardo di una squadra che gioca altissima, con rischi eccezionalmente elevati. Guti e Sneijeder sono davanti a Diarra, ma il secondo gioca in pratica da trequartista. E poi c'è Robben, che fa l'ala sinistra anni '50, un piede sulla linea del fallo laterale e l'altro pure. Raul (al tramonto?) ignora la corsia di destra e fa l'acchiappa opportunità dietro e talvolta davanti Van Nistelrooy, che porta la croce: centravanti di sfondamento, contropiedista, goleador e ormai anche rifinitore. Un Real dal 4-3-3 molto particolare. E problematico. Un golfista dilettante che gira con Tiger Woods. La Lazio entra in campo con questo stato d'animo e il gol che regala dopo appena 9 minuti è imbarazzante. Una innocua punizione laterale di Sneijder sulla quale si scansano tutti, incluso Zauri che chissà poi perché è adibito alla marcatura di Van Nistelrooy. La palla sbatte addosso al gigante olandese e rotola in rete. Su questa rete il Real, ammesso avesse mai cominciato, smette di giocare. La Lazio inizia a farlo dopo un altro quarto d'ora di catalessi collettiva. Gli spazi sono così importanti che sarebbe un delitto non approfittarne. Ecco allora accendersi un po' tutti, da Mudingayi a Mutarelli, passando per Behrami (che cancellerà Robben, prima di farsi male) e Zauri. Mediani e terzini che ribaltano con la loro sola presenza l'inerzia del match. Quello che serve là davanti.

In cinque minuti la Lazio mette insieme quattro conclusioni: Casillas è bravo su Ledesma e Mutarelli, Pandev è sciagurato nel divorare l'occasione più ghiotta, ma subito dopo si fa perdonare. Il tiro al volo su torre di Stendardo (da cross di Zauri) è da Champions: 1-1. La ripresa è un inno alla follia. La Lazio parte alla carica nemmeno avesse di fronte l'Ascoli. Mauri e Rocchi sciupano l'impossibile, ma anche al Real vengono regalati spazi e colpevoli opportunità. Mauri perde palla e Van Nistelrooy innescato da Raul infila un'autostrada che finisce alle spalle di Ballotta. Delio Rossi cambia qualcosa, la Lazio pare spacciata, ma il cuore grande di Mudingayi compie il miracolo. Palla sradicata in pressing, assist a Pandev e felice ispirazione del macedone che pesca Casillas un po' impreparato. Manca un quarto d'ora alla fine ma la Lazio, bontà sua, ora si chiude, tenendosi stretto il suo piccolo tesoro.


La Repubblica titola: "Ottima gara dei romani che mettono in difficoltà i presuntuosi spagnoli. Alla fine il pareggio deciso dalle doppiette di Van Nistelrooy e Pandev. Il Madrid di Schuster è poco Real all'Olimpico la Lazio sfiora il colpo".

L'articolo così continua: Il Real ha Van Nistelrooy, la Lazio risponde con Pandev e così finisce 2-2 l'atteso match dell'Olimpico grazie ad una doppietta dei due bomber. Alla fine chi può recriminare qualcosa è proprio la squadra biancoceleste che ha avuto comunque il merito di rimontare due volte (e non è facile) ai galattici. La sconfitta casalinga del Werder Brema (prossima avversaria) contro l'Olympiakos, poi, regala qualche sorriso in più alla formazione di Delio Rossi, che ha fatto una gran bella figura al cospetto di una squadra - il Real - troppo narcisa e sicura di sé. La trasferta dell'Olimpico forse avrà insegnato qualcosa alla squadra di Schuster. La serata è di quelle importanti, uniche, ed il pubblico quello delle grandissimi occasioni. Il Real (e tra loro il capitano azzurro Cannavaro, fischiato tutte le volte che toccava palla) merita queste attenzioni, anche se in campo fa vedere che le merita forse più per il nome ed il blasone che rappresenta, piuttosto che per qualità e gioco espressi.

L'inizio di gara, però, è proprio dei madrileni che ottengono il massimo con il minimo sforzo, cioè passano in vantaggio dopo 8' con Van Nistelrooy, abile a mettere il piede e deviare verso Ballotta una punizione insidiosa proveniente da sinistra e non intercettata da alcun difensore biancoceleste. Il dato che emerge anche nei 20' successivi è quello di una gara abulica, con il Real che cerca di tenere un po' la palla e con la Lazio che abbozza un pressing grazie al quale induce gli avversari più all'errore piuttosto che cercare di recuperare palla. Dalla mezz'ora in poi cambia tutto perché la Lazio supera la titubanza iniziale e abbandona il timore riverenziale e si proietta verso la porta di Casillas. Alla mezz'ora Pandev si presenta solo davanti al portiere ma calcia incredibilmente alto. Non sbaglia invece al 32' quando dall'asse Zauri-Stendardo parte il cross che il macedone infila alle spalle di Casillas di piatto sinistro. All'Olimpico un boato accompagna il pari laziale mentre Delio Rossi festeggia meno che in altre occasioni. Forse un presentimento il suo, anche se nei primi 15' della ripresa la sua squadra domina l'incontro e sbaglia gol a ripetizione. Al 7' un sinistro di Mauri è parato da Casillas ed al 12' Rocchi si trova solo davanti al portiere del Real ma il suo sinistro è debole.

E come spesso accade, un gol sbagliato comporta un gol subito ed infatti in contropiede gli spagnoli passano in vantaggio ancora con Van Nistelrooy che è lanciato in profondità da Raul, si presenta davanti a Ballotta e lo supera con un preciso pallonetto. Delio Rossi capisce però che la gara non è finita e mette dentro Scaloni e Makinwa per l'infortunato Behrami e per Rocchi, Così alla mezz'ora è ancora Pandev a mettere alle spalle di Casillas con un sinistro dal limite che sancisce il 2-2. Nel finale ci provano entrambe le squadre, ma i neo entrati Makinwa e Drenthe non sono precisi.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Notte da ricordare per la S.S. Lazio in UEFA Champions League. All'Olimpico, con il pubblico delle grande occasioni, la formazione di Delio Rossi ferma sul 2-2 i fuoriclasse del Real Madrid CF grazie a una prestazione di incorniciare di Goran Pandev. L'attaccante macedone risponde con una doppietta ai due gol di Ruud Van Nistelrooy, una spina nel fianco costante per la difesa di Delio Rossi. I biancazzurri hanno ora due punti nel girone C, gli spagnoli salgono invece a quota 4. Rossi recupera Tommaso Rocchi, in forse alla vigilia, e cambia cinque uomini rispetto alla formazione reduce dal pareggio con la Reggina Calcio: in porta Marco Ballotta è ancora preferito a Nestor Fernando Muslera, il modulo è il solito 4-3-1-2. Dall'altra parte Bernd Schuster schiera a sorpresa l'argentino Gabriel Heinze al fianco del campione del mondo Fabio Cannavaro al centro della difesa, in attacco il tandem offensivo è formato da capitan Raúl González e Van Nistelrooy. Il Real passa in pratica al primo affondo, con una combinazione tutta olandese: punizione dalla sinistra di Wesley Sneijder, Luciano Zauri manca l'intervento e la deviazione sotto misura di Van Nistelrooy rotola in rete con Ballotta immobile. Poco dopo Guglielmo Stendardo si rende protagonista di una tempestiva chiusura su Raúl in area di rigore.

Lo stordimento per lo svantaggio e il timore reverenziale durano venti minuti, poi è un dominio della squadra di Rossi. Pandev sciupa un'occasione propizia al 26' e una colossale quattro minuti dopo, quando non inquadra lo specchio della porta di destro dopo uno splendido pallone filtrante di Rocchi. Iker Casillas si salva sulla punizione di Cristián Ledesma e sul colpo di testa di Massimo Mutarelli, ma al 32' deve arrendersi: cross di Zauri, assist di testa di Stendardo e perfetto piatto sinistro di Pandev. Un'azione da manuale. Il Real rialza la testa solo al 37', con una splendida incursione di Sergio Ramos che dopo aver superato Zauri e Mutarelli tira alto da buona posizione. Arjen Robben al 44' prova a sorprendere Ballotta con un pallonetto, ma il portiere laziale fa buona guardia. La ripresa inizia con una rovesciata spettacolare di Van Nistelrooy, ma poi è la Lazio a riversarsi in attacco. Stefano Mauri e soprattutto Rocchi costruiscono due buone opportunità, ma non hanno la freddezza necessaria sotto porta. E così, al 61', Van Nistelrooy trova ancora lo spunto vincente: verticalizzazione millimetrica di Raúl e tocco sotto "al bacio" del bomber olandese, che scavalca Ballotta.

Al 67' Rossi è costretto ai primi cambi: Valon Behrami e Rocchi lasciano il posto a Lionel Scaloni e Stephen Makinwa. I padroni di casa sembrano non avere più energia, ma al 75' arriva il 2-2: Gaby Mudingayi recupera un pallone a centrocampo e innesca Pandev, che elude la marcatura di Gabriel Heinze e con un tiro a pelo d'erba non lascia scampo a Casillas. Al 78' Gonzalo Higuaín rileva Robben e Simone Del Nero prende il posto di Mauri, poi Javier Saviola rimpiazza un esausto Raúl. C'è spazio anche per Royston Drenthe che sostituisce il connazionale Sneijder. Makinwa avrebbe sui piedi la palla della vittoria al 90', ma Casillas para il suo diagonale. Un tiro al volo di Drenthe fa tremare i tifosi di casa, che a fine partita lasciano lo stadio giustamente soddisfatti.