Rambaudi Roberto


Roberto Rambaudi

Attaccante, nato a Moncalieri (TO) il 12 gennaio 1966.

Cresciuto nelle giovanili del Torino, milita nell'Omegna, Pavia, Perugia, Foggia. Viene acquistato nel 1992 dall'Atalanta. Disputa 4 stagioni in maglia biancoceleste per poi passare al Genoa ed in seguito al Treviso (1999/00).

Con la Lazio colleziona 109 presenze e 13 reti in Campionato.

Nella stagione 2003-04 ha allenato gli Allievi Nazionali. Successivamente allena Latina, Viterbese e dall'ottobre 2013 l'Astrea. Dal 2015 guida l'ASD LUISS nel campionato di 1ª Categoria laziale e Promozione.

E' commentatore tecnico per la RAI.

Palmares


Nota

Riportiamo l'intervista pubblicata a pagina 15 del Corriere della Sera (9 giugno 2000).

Il presidente del Treviso calcio denunciato per estorsione nei confronti del suo giocatore più pagato Rambaudi: «Così la società mi ha ricattato» TREVISO - Una storia di donne, spie e ricatti fra i calciatori del Treviso, squadra di serie B. Il presidente della società, Renzo Barcé, è indagato per tentata estorsione. Accusato di aver fatto pedinare da un' agenzia investigativa il centrocampista Roberto Rambaudi, ex nazionale. Rambaudi, 34 anni, è il più quotato tra i biancocelesti trevigiani. Ha un contratto di 2 anni da 500 milioni. Il presidente voleva cacciarlo, ritenendo di averlo pagato troppo. Avrebbe cercato di metterlo nei guai facendolo fotografare assieme a qualche bella signora della provincia trevigiana e minacciando di spedire gli scatti ai familiari del giocatore. Una storia che pare uscita dal film Signore e signori di Pietro Germi. I carabinieri, perquisendo la sede del Treviso, hanno trovato diverse foto in bianco e nero: si vedono ragazze che entrano ed escono dalle case dei calciatori. Sarebbero servite al presidente per il ricatto: «Rescindi il contratto o le mando alla tua famiglia», avrebbe minacciato Barcé. È stato Rambaudi a chiedere l'intervento dei carabinieri, a febbraio. Temeva di essere seguito da un rapitore. «Ho rischiato un incidente stradale per sfuggire a una macchina che mi inseguiva» racconta. Presentata la denuncia, il calciatore ha scoperto che a seguirlo erano detective assunti dalla società. «Non ho risolto il contratto - racconta - per vedere dove volevano arrivare». La società voleva convincerlo a far le valigie, per non continuare a pagarlo. Ma Rambaudi ha resistito. Finché non sono spuntati gli investigatori privati. Quando ha capito di essere controllato dal presidente, ha assoldato altri investigatori e registrato una conversazione con Barcé sulle foto. Poi ha denunciato il presidente ai carabinieri per minacce. «Mente per salvarsi la faccia» replica Barcé.

Luciano Ferraro.








Torna ad inizio pagina