Sabato 10 novembre 1956 - Livorno, stadio Ardenza - Livorno-Lazio 2-3


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10 novembre 1956 - Coppa del Presidente della Repubblica


LIVORNO: Gaspari, Bartoli (Lessi), Lessi (Bravetti), Pasolini (Bimbi), Tellini, Balleri, Puccinelli, Picchi, Bronzoni, Gimona, Masoni (Capecchi).

LAZIO: Lovati (Orlandi), Molino, Lo Buono, Fuin (Carradori), Pinardi, Moltrasio, Muccinelli (Lucentini), Tozzi, Vivolo, Selmosson (Zaglio), Chiricallo (Praest).

Arbitro: sig. Noni (Pisa).

Marcatori: 13' Vivolo (rig), 21' Puccinelli (rig), 55' Zaglio, 88' Balleri, 90' Tozzi.

Note: dopo i due precedenti incontri entrambi terminati alla pari (2-2 a Livorno e 3-3 a Roma), la Lazio si aggiudica il Trofeo.

Spettatori: n.d.


Un articolo di giornale inerente la presentazione dell'incontro
La Cronaca ed il tabellino de "L'Unità"
L'articolo sulla gara pubblicato dal Messaggero

Dal Messaggero:

Vincendo il terzo incontro della serie contro il Livorno, la Lazio si è assicurato il trofeo messo in palio fra le due società dalla Presidenza della Repubblica. Da quanto di è visto all'Ardenza, però, Radio dovrà ancora lavorare prima di ritenersi soddisfatto. La prova livornese della Lazio si è mantenuta quasi costantemente sul piano della normale amministrazione senza mai eccellere, nonostante che l'allenatore avesse impiegato quasi tutti i titolari. Molto attesa la prova di Tozzi. Il terreno inzuppato da una pioggia costante non ha certo favorito il giuoco del sud americano che oltre tutto doveva e deve risolvere notevoli problemi di affiatamento coi nuovi colleghi. La nuova pedina dello scacchiere biancoazzutto ha dimostrato di avere una notevole padronanza della palla per quanto glielo permettessero le condizioni del terreno.


L'Unità titola: "La Lazio vittoriosa sul Livorno (3-2). Con un goal di Tozzi all'ultimo minuto".

Prosegue il quotidiano: Dopo due precedenti incontri, entrambi terminati alla pari (2-2 a Livorno e 3-3 a Roma), la Coppa donata dal Presidente della Repubblica ha finalmente trovato nella Lazio la squadra che ha saputo portarsela a casa. In fondo è giusto che il Trofeo sia andato alla compagine migliore. Se per migliore si intende quella formazione più ricca di nomi noti, dato che come condotta di gara gli azzurri hanno lasciato alquanto a desiderare. La difesa laziale ha creato parecchie situazioni favorevoli agli attaccanti amaranto, che peraltro questi non hanno saputo sfruttare. Pinardi, in particolar modo, è apparso l'ombra di sé stesso: fermo come una statua, ha dovuto spesso ricorrere a dei mezzucci per fermare il non certo irresistibile Bronzoni. Se la sono cavata invece assai bene i tre laterali: Fuin e Carradori (nella ripresa) a destra e Moltrasio a sinistra. Fra gli avanti l'aspettativa era rappresentata dal sudamericano Humberto Tozzi che ha in parte risposto e in parte no. Tozzi ha mostrato doti di scatto notevoli, buon trattamento della palla e senso di smarcamento. Ha però avuto il difetto di giocare soltanto in avanti, da tre quarti campo, e forse meno, in sù, facendosi spesso cogliere in fuori gioco.

Il terreno sdrucciolevole non era peraltro il più indicato per le caratteristiche del suo gioco e d'altra parte giova tenere conto che tutto l'asse sinistro del Livorno - Lessi, Balleri, Gimona (il quale teneva la metà campo) - era il reparto di maggiore forza della squadra, il che vuol dire che Tozzi aveva da vedersela con tre dei migliori livornesi impegnati a tenerlo di occhio. Muccinelli, infatti alle prese con un terzino angoloso, senza troppi complimenti quale è Lessi, ha abbandonato la lotta lasciando al compagno i tre amaranto. Una prova, dunque, quella di Humberto sulla quale un professore intelligente si limiterebbe a mettere un visto in attesa di un secondo compito più indicativo. E, per finire, Selmosson ha messo in vetrina i suoi soliti numeri di solista provetto, ma male inseriti in un'orchestra nella quale ognuno suona un motivo diverso; mentre Vivolo non è mai stat pericoloso; al contrario di Chiricallo un po' nervosetto ma deciso. Da parte sua il Livorno ha disputato un incontro se non bello, per lo meno migliore di quanti ne ha disputati fino adesso. La squadra pare assai migliorata, soprattutto per il notevole apporto di Gimona. Ed ecco alcuni cenni di cronaca: inizio equilibrato e prima rete al 13': Tozzi è atterrato in area e l'arbitro decreta il penalty. Tira Vivolo e realizza.

Al 23' nuovo rigore stavolta per un fallo di mano in area di Moltrasio. Realizza Puccinelli. Preme la Lazio, ma la difesa amaranto non molla e la fine del tempo trova le due squadre sull'1-1. Nella ripresa al 29' Zagli (Zaglio - nda) riporta in vantaggio la Lazio con una cannonata dalla sinistra, quindi al 43' Balleri, con un tiro da oltre trenta metri ristabilisce le distanze. Ma all'ultimo minuto Tozzi raccogliendo una respinta di Gasperi (Gaspari - nda) su tiro di Lucentini, dà la vittoria ai biancoazzurri.



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