Sabato 14 agosto 1976 - Pisa, stadio Arena Garibaldi - Pisa-Lazio 0-1


14 agosto 1976.

PiSA (primo tempo): Tomei, Schiaretta, Baiardo. Baldoni, Della Bianchina, Luperini, Cini, Cappanera, Di Prete, Zunino, Gilardi. (secondo tempo): Tomei, Gabrielli, Piccoli, Baldoni, Della Bianchina, Luperini, Tosetto, Rossi, Gabriellini, Colusso, Vinciarelli - All.: Landoni.

LAZIO (primo tempo): Pulici, Ammoniaci, Ghedin, Wilson, Polentes, Viola, Garlaschelli, Re Cecconi, Giordano, D'Amico, Badiani (I).

(secondo tempo): Garella, Ammoniaci, Ghedin, Wilson, Manfredonia, Viola, Rossi R., Re Cecconi (63' Agostinelli A.), Giordano, Lopez, Badiani (I) - All. Vinicio.

Arbitro: Sig. Pieri di Genova.

Marcatori: 82’ Giordano.

Note: spettatori 7.300 paganti; serata piuttosto calda, terreno in ottime condizioni; ammonito Della Bianchina; assenti Cordova, non ancora in condizione, e gli infortunati Martini e Pighin, quest'ultimo per una distorsione alla caviglia in fase di riscaldamento; calci d’angolo 10-1 in favore della Lazio.

Il Corriere dello Sport titola: Lazio: c’è ancora da lavorare, Giordano fa sperare e Tommso Palmentura scrive: La Lazio nel primo tempo manovrava con una certa difficoltà, i giocatori tentavano di trovare posizione e ritmo, ma la ricerca si ripercuoteva sulla velocità e sull’efficienza del gioco; qualche rara trangolazione era prodotta da Garlaschelli, ben sostento da Re Cecconi ed un'incursione di D’Amico che riusciva a liberarsi di due avversari con abilissime finte e crossava al centro con precisione, riprendeva di testa Giordano che sfiorava la traversa. Dopo diverse azioni in contropiede del Pisa e dopo che Pulici aveva bloccato due pericolosi tiri di Di Prete e Girardi, al 19’ la Lazio riusciva ad impegnare seriamente il portiere pisano: D’Amico seminava un paio d’avversari e, giunto al limite, di sinistro tentava la via del gol, ma la deviazione di Schiaretta smorzava la velocità e la potenza del tiro e la palla era facilmente catturata da Tomei. Qualche sprazzo di bel gioco scaturiva dalle azioni di Re Cecconi e Wilson, qualche fuga sulle fasce in particolare da cross di Ammoniaci che finivano quasi sempre fuori. La ricerca dell’affondo manovrato rusciva poco agevole anche per la sretta guardia dei difensori pisani. La Lazio dava l’impressione di essere spaccata in due tronconi per il troppo spazio vuoto tra difesa ed attacco che, di conseguenza, restava alquanto isolato. La Lazio stentava più del solito ad assumere l’iniziativa anche per colpa del brio e della vivacità del Pisa, i toscani invece venivano spesso bloccati dai fuori gioco attuati dalla Lazio. Al 43’ un’azione prepotente di Viola, che crossava a mezz’altezza, coglieva ben tre laziali: Garlaschelli, D’Amico e Giordano, uno dopo l’altro impreparati a sferrare il colpo fatidico e l’azione andava in fumo. Dopo un primo tempo piuttosto squallido, non solo per la mancanza di reti, ma anche per la qualità del gioco espresso dal centro campo, con la difesa che raggiungeva una sufficienza stentata e le punte ancora alla ricerca di un discorso concreto ed efficace. In pratica sì è visto molto poco, insomma ci si è limitati all’intraprendenza dei singoli, ma il gioco corale desta grosse preoccupazioni a Vinicio. La partita con il Pisa si sperava che costituisse una tappa cardine per fare il punto della situazione dopo quindici giorni di allenamento ed invece ne è scaturita una prova incerta, lasciando insoluti gli interrogativi concernenti soprattutto l’attività di Viola che, pur manovrando con molta volontà ed anche con una certa prepotenza, non riesce tuttavia a coordinare il gioco delle punte. Nella ripresa entrambe le squadre attuavano molte sostituzioni: Vinicio immetteva Garella, Manfredonia, Lopez e Rossi al posto di Pulici, Polentes, D’Amico e Garlaschelli. La Lazio dava l’impressione di manovrare in modo più ordinato e nel giro di quattro minuti usufruiva di trecalci d’angolo: il secondo dei quali Re Cecconi, in corsa, deviava di testa in rete, ma Tomei con un sorprendente scatto di reni riusciva a deviarlo in angolo; al 55’ azione Lopez-Viola-Badiani conclusa da quest’ultimo con un bel diagonale che Tomei riusciva ancora a deviare in angolo; al 59’ discesa sulla sinistra Manfredonia-Ghedin che servivano poi Re Cecconi il quale crossava perfettamente per l’accorrente Wilson il cui tiro sfiorava l’incrocio; al 61’ lancio di Re Cecconi per Ghedin che crossava al centro per Giordano, ma l’uscita di Tomei anticipava l’entrata del centravanti biancoazzurro, quest’ultimo però, vistosi impossibilitato a tirare porgeva la palla a Garlaschelli il quale a sua volta veniva anticipato da Gabrielli. Al 63’ a Re Cecconi subentrava Agostinelli il quale al 66’ sfiorava il gol del vantaggio: si liberava in corsa del suo diretto antagonista e dal limite scoccava un gran tiro che Tomei riusciva miracolosamente a respingere con una mano e che un suo compagno provvedeva ad allontanare. La Lazio manovrava con maggiore organicità ma non riusciva a trovare la via della rete nonostante prima Wilson e poi Rossi costringessero Tomei ad effettuare due difficili salvataggi, mentre il Pisa tentava la tattica del contropiede che spesso veniva vanificata dalle posizioni di fuori gioco. Il gioco diveniva più duro anche per l’insipienza del signor Pieri. Al 82’ si verificava un bellissimo «a solo» di Viola che, dopo aver dribblato tre avversari, concludeva con un fortissimo diagonale che terminava contro il palo, ma Giordano lo ricuperava prontamente e di piatto lo infilava nella porta vuota. Il Pisa impegnava la difesa con un’azione rabbiosa e con due interventi: uno di testa di Tosetto e l’altro un violento tiro dal limite di Colusso che mettevano Garella a dura prova, ma dopo questi due tentativi falliti il gioco ristagnava a centro campo fino al termine. Della Lazio tutto sommato ha impressionato la prova sostenuta nella ripresa, mentre del primo tempo può solo fregiarsi della prova di gran dinamismo fornita da Re Cecconi, della generosità di Wilson e della laboriosità di Viola, il quale ultimo solo nella ripresa è riuscito a dare fluidità alla manovra. Nonostante all’ultimo sia riuscita ad imbroccare il risultato pieno, i problemi per Vinicio non sono risolti e per ora deve affidare a ragazzi, seppure validi come Manfredonia ed Agostinelli, la manovra di rifornimento.

La Lazio ha provato a Pievepelago un giovanissimo e talentuoso quindicenne, Cipolletti, del 1961 nato a Frondarola (TE), che sembra essere una mezzala fantastica con una splendida visione del gioco, che ricorda un po’ Rivera.