Sabato 18 aprile 1992 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 3-0


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18 aprile 1992 - 2522 - Campionato di Serie A 1991/92 - XXIX giornata

NAPOLI: Galli, Ferrara, Tarantino, Corradini, Alemao, Blanc, Pusceddu (76' Filardi), De Agostini, Careca (83' Padovano), Zola, Silenzi. A disp.: Sansonetti, Germoni, C.Bonomi. All. Ranieri

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci (75' Neri), Verga, Bacci, Stroppa, Riedle, Melchiori, Ruben Sosa. A disp.: Orsi, Corino, Vertova, Sclosa. All. Zoff.

Arbitro: Sig. Lo Bello (Siracusa).

Marcatori: 25' Blanc, 57' Careca, 81' Careca.

Note: ammonito Melchiori. Antidoping: Zola, Silenzi, G. Pin e Melchiori.

Spettatori: paganti 19.147, incasso 569.652.000; abbonati 25.215, quota 586.204.000.

Da Il Messaggero

Cercando di leggere tante inspiegabili rimonte, alcuni psicologi avevano stabilito nella scorsa settimana che i laziali soffrono di "Nikefobia", cioe' paura di vincere con perdita dell' autoconservazione, magari ad un soffio dal traguardo. Ma, memorizzato questo sfascio pasquale, dove certi meccanismi d' angoscia scattano quasi subito all' interno di una formazione penosamente decotta, viene voglia d' anteporre ad ogni divagazione freudiana verita' calcistiche terra terra, riscontrabili nel festoso galoppo napoletano contro nessuno. Povera Lazio: cosa c' entra la dea greca del successo, se i suoi cursori non stanno piu' in piedi; se Zoff esclude Sclosa, cioe' l' unico interdittore di centrocampo; se il reparto difensivo va giu' col primo spiffero di vento; se la compagnia cui sovrintende Ranieri sovrasta ogni molle oppositore lungo qualsiasi scorcio di campo? Tale fragilita' inebria soprattutto Zola, virtuoso rifiorito che sa scegliere i ritmi per questa rappresentazione quasi a senso unico. E bastano venticinque minuti per dimenticare le assenze di Francini, Crippa, De Napoli: al contrario, nel coro degli antagonisti, assente Doll, manca chi sappia dare profondita' alla manovra con decisive accelerazioni. La Lazio e' una lagna. La Lazio organizza appena un girapalla per vie laterali, portando lo sfatto Pin a rimasticare sempre l' azione all' indietro, ingarbugliarla con appoggi facilmente controllabili dalla cordata Pusceddu, Alemao, De Agostini. Ne' va meglio la' dove opera Sergio, presunto assaltatore esterno che Corradini tampona di brutto, costringendolo quindi ad affannosi inseguimenti negli spazi improvvisamente spalancati. Cosi' , bisogna soltanto attendere che, sull' altro versante, Pusceddu inquadri le caratteristiche dell' evanescente Stroppa, al quale va riconosciuto in ogni caso il merito dell' unica buona idea biancoazzurra, prima che grandini dalle parti di Fiori. Si' , rovesciando il fronte, Stroppa pesca Sosa fuori dalle grinfie di Tarantino e l' uruguagio avanza in piena liberta' , dando la sensazione di puntare Galli con la voracita' di un giustiziere. Invece no. Invece si allarga e delega a Riedle, talmente intorpidito da consentire che Ferrara lo incroci e lo chiuda. Addio sogni di blitz d' avvio: sale l' onda napoletana a travolgere argini sconnessi. Comincia Pusceddu, scattato a seguire un' idea di Zola: costringe, in corsa, il portiere biancoazzurro alla smanacciata sul tiro cross abbastanza carogna. Chi regge coi nervi saldi e la rabbia in corpo nella Lazio? Forse, la' dietro, l' unico autoritario appare Verga, che viene presentato ad aprile inoltrato causa l' assenza di Solda' . Pero' , un uomo solo non fa reparto, non fa squadra. E Verga controlla Silenzi, quando Alemao disegna il corner utile al gol apripista. Scena comica, l' ennesima: chi controlla lo svettante Blanc? Gregucci, nei paraggi, sta piantato; il reparto sembra una foresta pietrificata e allora l' elegante francese inserisce la fronte al fine di schiacciare a piacimento il ben di Dio. La mazzata aumenta lo stato confusionale dei laziali. Cosa puo' dunque capitare ancora ad un gruppo tanto squinternato? Capita che l' unico a battersi sia il gregario Melchiori, naturalmente zavorrato da precisi limiti tecnici. Comunque, Melchiori riesce una tantum a togliere Riedle dall' ipnosi: passaggio giusto di prima intenzione, oltre Tarantino, e Galli deve uscire addosso al tedesco, finalmente smarcato. Pareggio? Nossignori, Riedle per scavalcare l' ultimo ostacolo si allunga troppo e offre la sensazione di caricare la caduta. Ed e' forse il motivo per cui Lo Bello lascia impunita la probabile infrazione. Nessun altro particolare difatti potra' rallegrarli nel prosieguo. Appeso alle proprie individualita' di spicco, il Napoli va in picchiata, con manovre di sfondamento e con procedura contropiedistica. E Alemao tutto solo spreca; e Verga deve quasi sderenarsi per stornare un' esecuzione di Careca sulla linea di porta. Il quale Careca, scambiando con Alemao, timbra il raddoppio di li' a poco, complice una deviazione di Gregucci. Che, non contento, offrira' ancora al brasiliano l' assist del 3.0, recapitandogli in piena area una centrata di Blanc malamente rintuzzata. Zoff si copre la faccia con le mani: l' Europa si allontana.

Fonte: Corriere della Sera