Sabato 18 aprile 2009 - Genova, stadio Ferraris - Genoa-Lazio 0-1


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18 aprile 2009 - 3.325 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXXII giornata - inizio ore 18.00

GENOA: Rubinho, Biava, Ferrari, Bocchetti, Mesto (67' M.Rossi), Thiago Motta, Juric, Criscito (74' Vanden Borre), Palladino, Jankovic, Sculli (62' Olivera). A disposizione: Lamanna, Sokratis, Modesto, El Shaarawy. Allenatore: Gasperini.

LAZIO: Muslera, De Silvestri, Diakite (55' Siviglia), Rozehnal, Kolarov, Lichtsteiner, Dabo (74' Meghni), Ledesma, Mauri, Zarate, Pandev (41' Rocchi). A disposizione: Carrizo, Cribari, Radu, Del Nero. Allenatore: Rossi.

Arbitro: Sig. Saccani (Mantova) - Assistenti Sigg. Niccolai e Papi - Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 65' Zarate.

Note: giornata nuvolosa, terreno in discrete condizioni. Ammoniti Juric, Biava e Kolarov per gioco scorretto, Mauri per proteste. Angoli 6-4 per il Genoa. Recuperi: 4' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 26.000 circa.


Mauro Zarate carica il tiro...
...e batte Rubinho per il vantaggio biancoceleste
La gioia del giocatore argentino festeggiato da Tommaso Rocchi
La gioia dei giocatori biancocelesti
Modibo Diakitè in azione
Ancora il difensore biancoceleste in azione
Fernando Muslera attento su un'incursione genoana
Aleksandar Kolarov in contrasto aereo
Mauro Zarate marcato a vista
Goran Pandev sfiora la rete
Rubinho salva su Maurito Zarate
Un'uscita di Fernando Muslera su Giuseppe Sculli
Ousmane Dabo blocca Jankovic
Stefano Mauri contrastrato da Motta

La Lazio porta via tre punti pesanti dal Ferraris di Genova, sponda rossoblù, dopo una buona gara disputata dagli uomini di Delio Rossi. La "resurrezione" laziale, dunque, prosegue dopo la vittora nel derby ottenuta giusto una settimana prima. Protagonista anche quest'oggi Mauro Matias Zarate, abile a sfruttare una veloce azione di contropiede finalizzata al meglio con un preciso tiro in diagonale su cui l'estremo difensore genoano nulla ha potuto. L'inizio della gara vede il tecnico biancoceleste schierare Pandev e Zarate quale terminale offensivo, relegando in panchina Tommaso Rocchi, mentre in difesa propone il ritorno dal primo minuto di De Silvestri e Diakite. A centrocampo il tecnico riminese deve fare a meno di Brocchi e Matuzalem (squalificati) e Foggia (infortunato) e schiera pertanto Dabo, Lichtsteiner e Mauri in appoggio al solito Ledesma. Dall'altra parte il tecnico genoano Gasperini opta per il tridente Jankovic-Palladino-Sculli con quest'ultimi posizionati ai lati.

Il Genoa parte meglio e già al secondo minuto crea un pericolo alla porta laziale, quando un colpo di testa di Biava è respinto da Muslera e successivamene Thiago Motta manda fuori. Tre minuti più tardi è Sculli a concludere sul fondo un'insistita azione rossobù. La Lazio, dopo i pericoli corsi, comincia piano piano a riprendersi e a costruire un pressing che imbriglia la manovra genoana. Al 27' è Pandev a tirare ed a trovare l'opposizione di Rubinho e, sulla successiva ribattuta, Zarate non riesce ad inquadrare la porta ligure. Il Genoa non riesce più a rendersi pericoloso e la Lazio potrebbe passare in vantaggio al 38' quando Pandev, lanciato ottimamente da Mauri, si presenta da solo davanti al portiere rossoblù che è abile ad intercettare il pallonetto tentato dal macedone.

Tuttavia questa è l'ultima azione della gara per Pandev perché neanche tre minuti dopo è costretto a lasciare il posto al subentrante Rocchi a causa di un sospetto stiramento alla coscia destra. Il Genoa ha un'impennata quando Sculli, ben lanciato, si presenta al centro dell'area e Muslera riesce ad arpionare la palla ed a sventare l'opportunità per i rossoblù. La ripresa vede nuovamente il Genoa provare a rendersi pericoloso, la Lazio tuttavia si difende con ordine ma, purtroppo, anche Diakite deve lasciare il posto a Siviglia a causa di una sospetta distorsione alla caviglia. I liguri sfiorano il vantaggio in un paio di occasioni con Sculli e Juric che sono anticipati davanti all'estremo difensore biancoceleste, ma la ricerca della rete da parte genoana comporta comunque dei pericoli per i rossoblù perché giocoforza i grifoni si scoprono in difesa. Proprio in un frangente del genere la Lazio capitalizza un'occasione: Kolarov, al 20' della ripresa, effettua un lungo lancio per Zarate che fugge sulla destra a due difensori genoani e, appena entrato in area, lascia partire un tiro in diagonale su cui nulla può Rubinho.

Per il giovane attaccante argentino, abbracciato e festeggiato dai compagni, è la dodicesima rete in Campionato. Il Genoa tenta quindi di reagire allo svantaggio ma si scopre inevitabilmente di più e la Lazio, pur sventando i pericoli in maniera ordinata, spreca in alcune occasioni con Rocchi e Zarate il raddoppio. Emblematica l'azione con cui l'attaccante argentino, solo davanti a Rubinho, costringe il portiere rossoblù al miracolo. La Lazio perde anche Dabo per infortunio (al suo posto il rientrante Meghni) e gli ultimi minuti vedono i genoani proiettati alla ricerca del pareggio che la Lazio riesce ad evitare. In un'altra azione di contropiede un passaggio di Rocchi per Zarate, appostato a centro area da solo, è intercettato da Ferrari che manda la palla ad incocciare sul palo. La partita termina dopo il quinto minuto di recupero e per i ragazzi di Rossi la vittoria odierna è la settima ottenuta finora in trasferta. Il Genoa, apparso la brutta copia della formazione ammirata negli ultimi periodi, capitola nuovamente al Ferraris dove solo l'Inter, finora, è uscita con il bottino pieno.

Delio Rossi al termine della partita: "Bisogna dare merito a questi ragazzi, perché so quanto valgono e se giocano con la concentrazione giusta le cose le sanno fare. È stata una vittoria meritata e poteva essere pure più rotonda, anche se nel primo tempo abbiamo sofferto perché il Genoa è una bella squadra". In merito agli infortuni occorsi ai giocatori biancocelesti si esprime così: "Speriamo non sia nulla di grave, ma penso che la Lazio abbia le carte in regola per giocarsi la partita contro una squadra molto forte. Vincere il derby ci ha dato morale e autostima, questa squadra ha qualità se gioca in una certa maniera". Il tecnico rossoblù Gasperini: "Siamo calati, anche se nel primo tempo abbiamo avuto buone occasioni. Abbiamo avuto difficoltà rispetto ad altre gare, a fare il nostro solito gioco, ma di perdere una partita dopo quattro vittorie con la qualità e l’intensità che abbiamo espresso, ci sta e non è un dramma".


La Gazzetta dello Sport titola: "Magia di Zarate e il Genoa sparisce. La Lazio colpisce in contropiede e vede la Uefa. I biancocelesti si portano a 2 punti dalla Roma. Stavolta l'assenza di Milito si è fatta sentire".

Continua la "rosea": Un allenatore è come la mamma: lo sa e basta, non ha bisogno di trovarsi davanti al fatto compiuto. Gian Piero Gasperini l'aveva capito che la sbornia di elogi avrebbe fiaccato menti e gambe del Genoa. I paragoni col Barcellona, Thiago Motta beatificato. Gasperini l' veva detto: "Meno male che si gioca". Sottinteso: "Non ne posso più delle chiacchiere". Ma il danno era fatto, il gatto uscito dal sacco. La Lazio è venuta, ha visto e ha vinto: partita perfetta per intensità fisica e applicazione tattica. Il Genoa perde per strada tre punti che potrebbero pesare parecchio in chiave Champions. Oggi, se la Fiorentina vincerà a Udine, sarà sorpasso al quarto posto, e da leprotto il Genoa ritornerà inseguitore. Lazio formato "compact", racchiusa in 30-40 metri. Linee serrate, fasce ostruite. Delio Rossi ha strozzato il Genoa, gli ha impedito di allargarsi e distendersi. E quando è stato il momento, la Lazio ha colpito, con un contropiede che più classico non si può: Palladino ha sbagliato un passaggio in verticale, la palla è finita a Kolarov e il laterale serbo ha azionato Zarate con un lancio superbo.

Bocchetti ha arrancato, Ferrari non ha tentato la chiusura in scivolata e il diagonale di "Speedy" Zarate si è infilato nell'angolo, come da manuale del buon tiratore. Capitolo Genoa. E venne il giorno in cui si maledisse l'assenza di Diego Milito. Finora il Genoa "demilitizzato" l'aveva sfangata: a casa Chievo ci aveva pensato Olivera, a Lecce il tacco di Jankovic, a Reggio il "professor Motta", contro la Juve lo stesso Motta e il collettivo all'olandese. Stavolta nisba. Più passava il tempo più era lampante la mancanza di un centravanti che desse profondità e attaccasse la porta sui cross. Non è un caso che in coda alla gara Gasperini abbia tentato la mossa della disperazione: Biava punta centrale a fianco di Olivera. Un difensore per attaccante, brutto segno. Precario è stato l'equilibrio del Grifo negli ultimi venti minuti, cifra di errori da paura: lo sciagurato retropassaggio di Criscito che per poco non ha regalato lo 0-2 alla Lazio, l'azione che ha portato all'auto-palo di Ferrari, le troppe ripartenze concesse. Capitolo Lazio. A due passi dalla Roma. D'accordo, la squadra di Spalletti gioca oggi e può ristabilire le distanze, ma la psicologia è importante e in queste ore la Lazio è a meno due dai giallorossi. Non male, visto che due settimane fa la squadra pareva sull'orlo del collasso.

Delio Rossi ha saldato il gruppo e a Marassi ha mostrato come bisogna rapportarsi a un avversario forte. Esemplare il pressing su Thiago Motta, scaraventato nella spiacevole condizione di rendere al 50 per cento perché tanti laziali gli ronzavano attorno con aggressività. Efficace la mossa Lichtsteiner: un terzino come esterno destro di centrocampo, ma alla lunga lo svizzero ha più attaccato che difeso. Lazio così tosta che viene spontaneo chiedersi perché i punti non siano di più dei 47 certificati dalla classifica.


La Repubblica titola: "Lazio, colpo da grande. Il Genoa s'inginocchia. A Marassi i romani giocano una partita di grande compattezza e approfittano della giornata no dei padroni di casa. Di Zarate nella ripresa il gol partita".

L'articolo prosegue: Nel primo anticipo della 32/a giornata di serie A pesante sconfitta per il Genoa di Gasperini che in casa perde 1-0 contro la Lazio. Decisivo un gol di Zarate nella ripresa con il Grifone tutto sbilanciato in avanti. Può sorridere solo a metà Delio Rossi che, in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus, con ogni probabilità non potrà schierare Goran Pandev, uscito nel primo tempo per un infortunio muscolare. Brutto. Troppo brutto per essere vero. Il Genoa di Gasperini non poteva scegliere giorno peggiore per non essere al top della forma. Troppo molle e senza idee, il Grifone ha perso la gara soprattutto sulle fasce, zona in cui solitamente gli uomini di Gasperini surclassano gli avversari. Una gestione di gara inspiegabile e senza giustificazioni che rischia di compromettere il cammino che porta diritto ai preliminari di Champions. Se domani la Fiorentina dovesse vincere a Udine, il Genoa perderebbe la possibilità di essere artefice del proprio destino. Sorride la Lazio che, in vista della sfida di Coppa Italia contro la Juventus, si ritrova con uno score di due vittorie consecutive.

Due successi importanti non solo per la classifica e per il blasone delle squadre sconfitte, ma anche per il morale di una formazione che troppo presto ha perso fiducia nei propri mezzi. Un successo importante che avvicina il sesto posto della Roma, ora a soli due punti di distanza. Da rivedere la prestazione di Muslera, capace di sfoderare grandi interventi ma anche di impensierire la propria difesa con uscite azzardate. Primo tempo dai due volti. Avvio di gara favorevole agli uomini di Gasperini che si rendono subito pericolosi con un colpo di testa di Biava deviato miracolosamente in angolo da Muslera. Il Genoa insiste e dopo 5' trova la seconda conclusione con Sculli che calcia di poco alto sopra la traversa. Poi i rossoblu rallentano il ritmo del gioco permettendo alla Lazio di entrare in partita e di rendersi pericolosa due volte con Pandev. In entrambe le occasioni, però, è strepitoso Rubinho a impedire al macedone di far gol. Al 40' è lo stesso attaccante biancoceleste a dover lasciare il campo per un infortunio muscolare, al suo posto Rocchi. Passano due minuti e Sculli, lanciato perfettamente da Palladino, ha sul piede il pallone dell'1-0, ma l'estremo biancoceleste e bravo a rubargli il pallone e a salvare i suoi.

La ripresa inizia così come era partito il primo tempo, col Genoa in attacco e la Lazio sorniona a chiudere tutti gli spazi. Al 20' Criscito impegna con un tiro dal limite Muslera, sul ribaltamento di fronte Zarate lanciato sul filo del fuorigioco brucia Bocchetti e Ferrari in velocità e con un diagonale da dentro l'area di destra beffa Rubinho. La reazione dei padroni di casa è macchinosa e confusa e ancora in contropiede la Lazio rischia di raddoppiare. Questa volta, però, Rubinho resta in piedi quel tanto che basta per rubare la palla dai piedi del solito Zarate. In pieno recupero i biancocelesti colpiscono il palo con la complicità di una deviazione di Ferrari su traversone di Rocchi. Finisce 1-0 per gli ospiti che avvicinano l'Uefa e mettono in pericolo i sogni Champions dei padroni di casa.