Sabato 6 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Marzotto 2-1


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6 settembre 1958 - Coppa Italia 1957/58 - Quarti di finale

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Janich, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini - All.: Bernardini.

MARZOTTO: Anzolin, Ruffinoni, Padulazzi, Sacchiero, Porrà, Tibaldo, Rumignani, Rovatti, Biagioli, Mosca, Rosato.

Arbitro: sig. Marchese (Napoli).

Marcatori: 13' Fumagalli, 24' Rovatti, 32' Tozzi.

Note: angoli 9-4 per la Lazio. La Lazio scende in campo con la maglia rossa.

Spettatori: 20.000 circa.

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Felice Borsato su Il Giornale d’Italia scrive: Il Marzotto eliminato (2-1) dalla Coppa Italia. Positivo ma poco convincente il «provino» notturno della Lazio. La Lazio ha superato senza eccessiva difficoltà i quarti di finale della Coppa Italia battendo di misura il Marzotto, unica squadra di serie B ad essere riuscita a superare la prima fase. Per quanto modesta la squadra di Valdagno ha rappresentato per la Lazio un mezzo idoneo al suo collaudo ufficiale e le indicazioni non sono mancate anche se alcuni settori della squadra sono stati impegnati soltanto sporadicamente. Il giudizio complessivo, a prescindere dal risultato che ha ammesso la Lazio alla semifinale, non può dirsi soddisfacente. I dubbi che si nutrivano alla vigilia sussistono tuttora e si ha l’impressione che certi settori rimarranno in condizioni di inferiorità anche con il passare del tempo per i loro limiti precisi. Così Lo Buono e Pinardi, rispettivamente terzino destro e centromediano, costituiscono i punti deboli della retroguardia che riesce complessivamente a reggere per la precisione e la saldezza di Janich e la grande volontà dei due laterali Carradori e Pozzan. Nel gioco d’assieme della seconda linea Pozzan costituisce la grande incognita. Non si può infatti dimenticare che è nuovo nel ruolo di mediano e che sia lo scorso anno che nei campionati precedenti nel Bologna giocava a mezzala. Bernardini lo ha inserito nel quadrilatero inedito della Lazio con mansioni di copertura, infatti tende naturalemente ad avanzare obbligando Janich ad occupare una posizione arretrata trascurando a volte la posizione dell’avversario diretto. In questa situazione vengono a mancare anche le grandi possibilità di Lovati essendo costretto ad intervenire sull’avversario che riesce a trovare con una certa facilità spiragli tra le maglie difensive laziali. L’attacco, invece, gode di una situazione diversa. La squadra risulta ringiovanita e punta le sue carte sulle doti realizzative del centravanti: quattro elementi giocano unicamente per mettere Tozzi nelle condizioni ideali di tiro, affidando alla scaltrezza dell’oriundo le sorti di ogni manovra offensiva. Questa tattica della Lazio-baby è facilmente individuabile, specie in un incontro come quello con il Marzotto che ha rivelato un certo ritardo di preparazione delle due «estreme» Bizzarri e Prini. Nel ruolo di grande attore ed «arbitro», Tozzi ha brillato nel primo tempo raccogliendo i frutti della nuova impostazione, mentre nella ripresa è calato rimanendo…alla finestra e lasciando ai suoi compagni di linea il compito di penetrare nella robusta difesa dei veneti. La sua forma è soddisfacente e la volontà non dovrebbe mancargli. Vanno rivisti Bizzarri e Prini, ma la nota lieta riguarda le mezzali: Fumagalli, una gradita sorpresa, il giovane attaccante ha mostrato di saper giocare e di adattarsi senza sacrificare i numeri del suo repertorio giovanile e Tagnin si è rivelato il solito «motorino» da metà campo, per quanto stenti ad ambientarsi per la posizione ibrida di Pozzan ed alla dannosa irruenza di Carradori. Comunque questa prima linea tutto sommato dovrebbe far bene sempre che non venga meno l’apporto di Tozzi a cui spetta il compito di firmare ogni azione ed ogni tentativo diretto a piegare l’avversario. Se la scarsa forma di Prini e di Bizzarri e le incertezze della difesa hanno determinato un giudizio non completamente assolutorio, l’eccezionale velocità e l’estro di quasi tutti i giocatori visti all’opera costituiscono altrettanti fattori positivi della gestione Bernardini: si deve considerare tra l’altro che il Marzotto è una squadra ben registrata che disputerà un ottimo campionato di serie B, forte di una difesa estremamente salda e della «potenza espressiva» di un paio di attaccanti che si sono rivelati tiratori infallibili. I gol sono stati realizzati tutti nel primo tempo. Al 12’ dopo una grande parata di Lovati su tiro di Rovatti il centromediano Borra alzava a candela una lunghissima respinta del portiere laziale interveniva Tozzi toccando sulla sinistra per Fumagalli che batteva facilmente il bravo Anzolin; al 23’ pareggiava Rovatti, su passaggio di Biagioli, con un tiro che Lovati non riusciva a trattenere; al 31’ il gol della vittoria di Tozzi dopo che Fumagalli con una rovesciata di tacco gli restituiva la cortesia precedente. Tra i migliori in campo vanno annoverati oltre i tre laziali Janich, Tozzi e Fumagalli il portiere del Marzotto che è riuscito a contenere più che onorevolmente l’inevitabile sconfitta della sua squadra.