Sabato 8 Agosto 2009 - Pechino 北京市, stadio Bird's Nest 北京国家体育场 - Inter-Lazio 1-2


Stagione

8 agosto 2009 - 3334 - Supercoppa Italiana 2009 - Inizio ore 20.00 (14.00 italiane).

INTER: Julio Cesar, Zanetti, Lucio, Chivu, Maicon, Stankovic (69' Balotelli), Thiago Motta (69' Vieira), Cambiasso, Muntari (84' Suazo), Milito, Eto'o. A disposizione: Toldo, Cordoba, Burdisso, Santon. Allenatore: Mourinho.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Diakite, Kolarov, Brocchi, Baronio (52' Dabo), Matuzalem (81' Cribari), Mauri, Rocchi (71' Cruz), Zarate. A disposizione: Bizzarri, Eliseu, Foggia, Radu. Allenatore: Ballardini.

Arbitro: Sig. Morganti (Ascoli Piceno) - Guardalinee Sigg. Niccolai e Papi - Quarto uomo Sig. Orsato.

Marcatori: 62' Matuzalem, 66' Rocchi, 77' Eto'o.

Note: ammoniti Muntari, Matuzalem, Chivu, Maicon. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 65.000 circa.


La Supercoppa italiana 2009 è biancoceleste
La squadra vincente sul palco
L'azione del vantaggio di Francelino Matuzalem
Il raddoppio di Tommaso Rocchi
L'esultanza del bomber veneziano dopo la rete
Gioia biancoceleste
Sebastiano Siviglia contrasta l'interista Milito
Ancora Sebastiano Siviglia e Milito in azione
Il tabellone del Bird's Nest riporta il risultato
Tommaso Rocchi sotto gli spalti con la Coppa
Il Presidente Claudio Lotito alza la Coppa

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I festeggiamenti in Campidoglio del 15 ottobre 2009


La Gazzetta dello Sport titola: "Se 24 tiri non bastano. Regaloni Inter. Festa Lazio. Eto'o e 24 tiri non bastano. Mourinho stop. Dominio nerazzurro. Super Muslera, Matuzalem e Rocchi decidono la gara".

Continua la "rosea": Cin cin, Cina. La Lazio brinda alla sua terza Supercoppa italiana, rifilando all'Inter la prima Superbeffa della nuova stagione. Chiariamo subito che la squadra di Ballardini non ruba nulla, ma anche gli spettatori neutrali che affollano il Nido d'Uccello, un anno esatto dopo l'apertura dell'ultima Olimpiade, capiscono che gli uomini di Mourinho avrebbero meritato di vincere. Inutile la rete del camerunese: Inter sfortunata, ma ha subito un contropiede per il 2-0. Mai come stavolta le cifre parlano chiaro: 14 angoli a 5 a favore dei nerazzurri, come i tiri in porta (9-5) e ancor più quelli fuori (15-2), spesso da ottima posizione. D'altra parte, non c'era bisogno di volare a oltre ottomila chilometri da Milano e Roma per scoprire che l'Inter è molto più forte della Lazio. Di quella di Ballardini bravo a scartare i regali offerti dagli avversari, e di quella di Delio Rossi cui va riconosciuto il merito di avere guadagnato il biglietto per Pechino, vincendo la Coppa Italia dopo aver fatto fuori prima il Milan, poi la Juventus e la Sampdoria in finale. In Asia come negli altri continenti si gioca con una regola non scritta, accettata da tutti. Chi sbaglia, paga. E l'Inter sbaglia troppi gol, almeno 6, prima di sbagliare, due volte in 3', anche in difesa. Poi dopo la rete della speranza di Eto'o a un quarto d'ora dalla fine, non basta l'illusione del 2-2 perché quando Milito batte Muslera, il camerunese è in fuorigioco.

Ormai la frittata è fatta e l'inno che suona alla fine non è quello della pazza Inter, ma della Lazio, che vola come un'aquila leggera sul palco per ricevere la coppa dal commissario della Lega Abete. Esclusa l'ipotesi della presunzione, rimane quella del suicidio di massa dei nerazzurri che piacciono per come sanno aggredire gli avversari, anche se poi non riescono mai a pungere come dovrebbero. Per tre volte nel primo tempo con Eto'o, Muntari e Lucio, e altre tre nei primi 10' della ripresa, due con Stankovic e una con Eto'o, i campioni d'Italia falliscono il gol per imprecisione, per i miracoli di Muslera, o per sfortuna. Poi, però, dopo essersi fatta superare da un rimpallo su Matuzalem, una squadra come l'Inter non può farsi infilare così ingenuamente in contropiede. E allora è inutile la solita mossa della disperazione di Mourinho, che chiude con uno spericolato 4-2-4 in cui davanti a Vieira (al posto di Muntari) e Cambiasso si rivedono Suazo e Balotelli ai lati di Milito ed Eto'o. Le colpe superano i meriti e pensando alla nuova stagione l'Inter deve fare tesoro di questa sconfitta. In generale per capire che non basta essere più forte, almeno in Italia, per vincere un altro "titulo"; in particolare per ritoccare una squadra in cui troppi uomini sono fuori posizione. Come Zanetti a sinistra e Muntari a destra, inadeguati al ruolo come Stankovic che non può più fare il trequartista, o costretti a sobbarcarsi un doppio lavoro come Eto'o e Milito che giocano benissimo, ma quasi sempre da soli, perché i centrocampisti, Motta compreso, non li smarcano come dovrebbero.

"Nel calcio vince chi gioca meglio, salvo eccezioni", aveva detto Ballardini alla vigilia. Ed eccola allora l'eccezione fornita dalla Lazio, che parte con Baronio davanti alla difesa, alle spalle di Matuzalem in linea con Brocchi e Mauri. Ma la mossa vincente è un'altra: la partitona di Muslera, che para tutto come il miglior Julio Cesar. E dopo i suoi miracoli, arriva il bacio della fortuna che stampa sul volto di Matuzalem il pallone dell'1-0 respinto di piede da Julio Cesar sul tiro dello stesso brasiliano. Non è fortuna, ma abilità, invece, il contropiede avviato da Mauri che libera Rocchi, pronto a firmare con un splendido pallonetto del 2-0 della terza Supercoppa, nove anni dopo la seconda, sempre contro l'Inter. Una lezione di praticità, che di solito distingue le grandi, con una spruzzata di fortunata umiltà perché la Lazio ha il merito di aspettare che passi la bufera, senza vergognarsi della propria inferiorità tecnica. E soprattutto senza vergognarsi di saltare di gioia.


La Repubblica titola: "Matuzalem-Rocchi. La Lazio trionfa a Pechino. La squadra di Ballardini conquista per la terza volta il trofeo battendo l'Inter 2-1. Decisivo l'uno-due di Matuzalem e Rocchi nella ripresa. A Mourinho non basta Eto'o".

L'articolo così prosegue: Contro ogni pronostico, la Lazio di Ballardini stende la super Inter di Josè Mourinho (2-1) e alza al cielo di Pechino la Supercoppa Italiana. Lo stesso andamento della partita non avrebbe fatto pensare ad un epilogo simile fino al gol spezzagambe di Rocchi: mai come oggi, a decidere la sfida sono stati gli episodi. Ai nerazzurri non è bastato un Eto'o a tratti devastante, apparso pienamente integrato nei meccanismi tattici dello Special One, giocoforza modificati rispetto allo scorso anno dopo la partenza di Zlatan Ibrahimovic. Il tecnico biancoceleste decide di rilanciare Baronio nell'occasione più importante: gli fa spazio Dabo. Mauri è l'interno sinistro, Matuzalem il vertice alto di un rombo molto schiacciato per via della continua pressione interista. Pochi dubbi per Mourinho, che sceglie Chivu al centro della difesa e si affida all'esperienza di Zanetti per presidiare la corsia di sinistra. Partenza lenta: solo qualche conclusione da lontano per sporcare i guanti di Muslera e Julio Cesar. L'assalto nerazzurro è graduale: Muntari fallisce un'occasione clamorosa, poi è Lucio ad impensierire di testa la retroguardia capitolina. Nel primo tempo si segnala la grande intesa tra Milito e Samuel Eto'o: costante mantenuta anche in avvio di ripresa. La furia dell'Inter al rientro dagli spogliatoi sembra inarrestabile, con Muslera costretto a respingere i ripetuti assalti della coppia d'attacco meneghina.

Tra il 10' e il 15' della seconda frazione i ragazzi di Mourinho hanno tre chance per sbloccare lo 0-0: due occasioni per il Principe, solo una, ma enorme, per il camerunense, che intercetta un retropassaggio sbagliato da Diakitè, salta l'estremo difensore laziale e a porta sguarnita fallisce clamorosamente il match point. La Lazio interpreta a modo suo la nota legge calcistica: per rispondere agli errori degli avversari, sfrutta al massimo le uniche due occasioni vere create nella partita. E' il 18', Kolarov fa partire un siluro rasoterra su punizione. Il cuoio si trasforma in una pallina di un flipper, schizzando sulla barriera prima e sul corpo di Lucio poi. Matuzalem calcia a colpo sicuro, Julio Cesar respinge ma la sfera rimpalla contro il volto del centrocampista brasiliano che può esultare per il rocambolesco vantaggio. Passano tre minuti e Tommaso Rocchi inventa il gol che di fatto vale la coppa: Chivu non controlla un lob di Mauri, il mestrino stoppa di petto e di prima intenzione sfodera un pallonetto di mezzo esterno destro imparabile per Julio Cesar. E' il 2-0, l'Inter si getta a capofitto in avanti. Il forcing nerazzurro dopo il doppio vantaggio capitolino non si fa attendere: Siviglia e Muslera salvano un paio di situazioni pericolose, ma devono arrendersi al 33'. Dabo si addormenta con la palla tra i piedi, Balotelli - entrato al posto di un nervoso Thiago Motta - gliela soffia e lancia Eto'o, il cui sinistro al fulmicotone accorcia le distanze.

Mourinho manda in campo anche Suazo, e il fraseggio stretto tra le punte porta al gol del pareggio di Milito. Ma la gioia rimane strozzata in gola: la rete è annullata per un fuorigioco attivo di Eto'o, che apre le gambe per far passare la sfera calciata dall'argentino. Il camerunense ci prova su punizione in pieno recupero ma non centra il bersaglio grosso: Morganti fischia la fine, Ballardini può gioire nonostante la prestazione non brillante dei suoi. La Supercoppa torna a Roma, sponda biancoceleste, dove mancava dalla vittoria del 2000 griffata Claudio Lopez. Ironia della sorte, anche quella arrivò contro l'Inter.


Il calcio è strano. L'Inter domina la partita, fallisce una quantità incredibile di occasioni gol, il portiere Muslera è bersagliato da ogni parte, ma l'incontro se lo aggiudica la Lazio 2-1. Una cosa è certa: l'Inter fallisce il primo torneo senza Ibrahimovic anche se arriva il primo gol ufficiale del suo sostituto Eto'o. La Supercoppa italiana tra i vincitori dello scudetto (Inter) e della Coppa Italia (Lazio) si gioca a Pechino allo stadio Olimpico, esattamente un anno dopo l'inizio delle Olimpiadi, davanti a circa 65 mila persone. Nettissima la prevalenza del tifo nerazzurro: l'Inter ha a Pechino ben cinque club. Entrambe le squadre scendono in campo con maglie sulle quali campeggia la scritta dello sponsor con caratteri in cinese. Su quella laziale c'è il Colosseo e una scritta promozionale della Regione Lazio che ha investito 400 mila euro per promuovere Roma e la provincia. Mourinho sceglie il 4-3-1-2 con Stankovic dietro la coppia Milito-Eto'o.

Stesso schema anche per Ballardini con Matuzalem dietro Zarate-Rocchi. Inizio fiacco da parte delle due squadre: la prima occasione arriva solo al 20' con un tiro di Zarate. Ma dopo è un monologo nerazzurro, in particolare nella ripresa quando l'Inter stringe d'assedio la porta di Muslera. Contro il portiere vengono scagliati tiri da tutte le parti, ma la porta resta inviolata. A sorpresa passa la Lazio al 18' con Matuzalem. Una punizione dal limite viene deviata dalla barriera sul piede del centrocampista: Julio Cesar fa il miracolo ma la palla rimbalza sulla faccia del laziale e finisce in rete. Inter scossa e raddoppio della Lazio con un delizioso pallonetto di Rocchi da 20 metri tre minuti dopo. A questo punto la reazione dei nerazzurri è rabbiosa: Mourinho al 25' toglie Stankovic per Vieira e Thiago Motta per Balotelli. Inter a tre punte e al 33' Eto'o, al primo gol ufficiale, riapre il discorso su errore di Dabo in rinvio. Al 41' pareggia Milito, ma l'arbitro Morganti annulla per evidente fuorigioco di posizione di Eto'o. C'è spazio anche per l'ex Cruz, che entra al posto di Rocchi. Al 92' il camerunese sfiora il pari su punizione. Nei cinque minuti di recupero è assalto all'arma bianca alla porta biancoazzurra, ma alla fine è la Lazio a festeggiare.


Quotidiano.net titola: "Supercoppa a Pechino. La Lazio sorprende l'Inter dei campioni. E' biancoceleste il primo urlo di gioia. Doppio vantaggio laziale in pochi minuti, prima su un fortunoso rimpallo dopo una punizione, e poi con un magistarle contropiede e uno splendido pallonetto del capitano. Il camerunense accorcia su errore difensivo degli avversari, ma non basta".

La Supercoppa è della Lazio. Nella finale disputata a Pechino, i biancocelesti hanno battuto 2-1 l'Inter. La Lazio è andata a segno con Matuzalem (63’) e Tommaso Rocchi (66’). I nerazzurri hanno accorciato le distanze con Samuel Eto'o (78’). La Lazio vince così la Supercoppa italiana, Al National Stadium di Pechino davanti a circa 65 mila spettatori. Davide Ballardini comincia con un trofeo la sua avventura sulla panchina laziale grazie a un micidiale 1-2 firmato Matuzalem-Rocchi tra il 18' e il 21' della ripresa. Inutile il gol della bandiera di Eto'o. Mourinho presenta Chivu in difesa al fianco di Lucio; Stankovic trequartista e coppia d'attacco composta dal duo Milito-Eto'o. Ballardini sceglie Diakite come centrale in coppia con Siviglia; Baronio è il regista mentre Matuzalem opera dietro la coppia d'attacco Zarate-Rocchi; il neo acquisto Cruz parte dalla panchina.

Prima occasione del match al 3' per la Lazio con un sinistro da fuori di Matuzalem che termina alta di poco. L'Inter mantiene il possesso palla e prova a fare la partita, ma i biancocelesti sono abili a chiudere tutti gli spazi. All'11' Lichtsteiner manca l'anticipo su Eto'o, cross del camerunense, Siviglia sbaglia il rilancio, poi salvataggio in angolo. Dopo il tiro dalla bandierina, stacco di testa di Lucio con palla alta. Al 16' botta di destro di Eto'o, parata in due tempi di Muslera. Al 20' Zarate mette i brividi alla retroguardia nerazzurra con un gran sinistro da fuori area con Julio Cesar che si salva in angolo con un grande intervento. Al 32' è Muntari, favorito da un rimpallo, a sprecare una grande occasione sparando alto davanti a Muslera. Al 37' gran parata del portiere su colpo di testa ravvicinato di Lucio. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. Anche nella ripresa l'Inter si mantiene in avanti e al 2' è una parata in due tempi di Muslera su conclusione di Muntari ad evitare il peggio. Al 6' ci prova l'ex Stankovic dal limite, con un altro buon intervento del portiere biancoceleste. La Lazio però fatica a riorganizzarsi e all'11' Eto'o manda fuori di un soffio dopo un errato retropassaggio di Diakite. Al 18' tuttavia passa incredibilmente in vantaggio la Lazio: punizione poco oltre il limite dell'area di Kolarov, la palla, dopo due rimbalzi giunge sui piedi Matuzalem che, tutto solo, tira però su Julio Cesar in uscita ma la palla, colpendo il volto dello stesso giocatore laziale si insacca.

Al 21' il raddoppio biancoceleste è a seguito di un gran pallonetto di Rocchi che scavalca Julio Cesar dopo un magistrale assist di Mauri. E' un colpo da ko per la squadra di Mourinho. Al 33' l'Inter prova a riaprire il match con Eto'o che approfitta di un errore in fase difensiva di Dabo e, entrato in area, con il sinistro batte Muslera. Al 41’ i nerazzurri pareggiano con Milito che segna di sinistro, ma Morganti annulla giustamente per un fuorigioco di Eto'o che si trova sulla traiettoria del tiro impedendo la giusta visuale all'estremo difensore laziale. Nel recupero Eto'o sfiora il pareggio su calcio di punizione e, dopo cinque minuti di recupero, è la Lazio a vincere il primo titolo della nuova stagione che sta per prendere il via.

Josè Mourinho è soddisfatto della prestazione dell'Inter, nonostante la sconfitta, e ritiene che la Supercoppa sia stata decisa dalla fortuna. "La Lazio ha la gioia della vittoria, noi la tranquillità di avere una squadra e un futuro - ha detto il tecnico dell'Inter secondo quanto riporta il sito del club nerazzurro -. Sono molto soddisfatto della prova dei miei giocatori, di un nuovo gioco che sta nascendo, ma ovviamente non posso essere contento del risultato, soprattutto perchè tutti hanno visto: poteva finire in modo diverso, tipo 3-1 per noi. Prima del loro vantaggio, infatti - ha proseguito il portoghese -, abbiamo avuto 12, 14 situazioni da gol. Loro hanno passato i minuti di gioco in difesa e hanno avuto la fortuna dalla loro parte, poi hanno giocato negli ultimi minuti. Anche il pubblico non ha gradito, ma questo è il calcio. Tutti hanno dato il massimo e, ripeto, ho la soddisfazione di avere una squadra e di avere futuro".

"Chi vince ha sempre ragione. Se abbiamo vinto noi, vuol dire che siamo stati più bravi". Tommaso Rocchi rivendica la legittimità del successo che la Lazio ha ottenuto per 2-1 contro l'Inter aggiudicandosi la Supercoppa. Il tecnico nerazzurro, José Mourinho, ha evidenziato la fortuna che ha assistito i biancocelesti. "L'Inter ha enorme qualità, ha giocatori che sanno gestire il pallone. Il nostro obiettivo era vincere la partita, dovevamo difenderci e ripartire in contropiede. Sulla carta i nerazzurri sono superiori a noi: per vincere dovevamo comportarci come una squadra, non conta solo il gioco, dice Rocchi a Radio Radio. "Serviva una Lazio compatta, volevamo interpretare così la partita e ci siamo riusciti. Abbiamo sfruttato le opportunità. Abbiamo sbloccato il risultato e, quando l'Inter si è scoperta, abbiamo colpito di nuovo", aggiunge l'attaccante.

La Lazio, nella ripresa, ha segnato i due gol in 3 minuti. La seconda rete è stata firmata proprio da Rocchi con un dosato pallonetto. "Siamo stati bravi, ho fatto un bel gol. Mauri è stato bravo a vedere il mio movimento, sono stato bravo a stoppare di petto e a calciare subito", dice ancora. Menzione speciale per il portiere Fernando Muslera, protagonista di almeno 4 parate determinanti: "È stato grande".

L'allenatore della Lazio Ballardini: "Vincere una partita così, contro una grande squadra come l'Inter dà una grande soddisfazione a tutti: giocatori, società ed anche staff tecnico, ha detto nella conferenza stampa del dopopartita. L'allenatore della Lazio è rilassato e ammette che la sua squadra è stata "molto brava e un po' fortunata. Quando si gioca contro l'Inter bisogna giocare bene e noi l'abbiamo fatto. Ma bisogna anche avere un po' di fortuna". Ballardini respinge, con un sorriso, le bordate polemiche lanciate dal rivale nerazzurro Josè Mourinho e piuttosto sottolinea a più riprese "l'attenzione e l'umiltà che la squadra ha messo in campo per tutta la partita contro una grande". L'allenatore della Lazio ha aggiunto di aver visto il solo punto debole della propria squadra nei momenti nei quali era in possesso della palla. "In quei frangenti - ha sottolineato Ballardini - dobbiamo essere più veloci e tranquilli, è un aspetto sul quale dovremo lavorare. Volevamo vincere a tutti i costi e penso che alla fine abbiamo meritato il risultato, ha concluso l'allenatore dei biancocelesti.

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito: "E' stata una vittoria raggiunta per l'orgoglio di portare sulla maglia il logo di Roma, ma anche per la responsabilità di poter trasmettere a livello mondiale dei messaggi di cambiamento del mondo del calcio, basato sui valori autentici dello sport e non solo sull'assioma più spendi e più vinci. Le persone che non la pensano così sono obsoleti e fanno parte del passato". Senza i tre dissidenti, tre pezzi pregiati della rosa biancoceleste è stato uguale, la vittoria raggiunta: "L'unica cosa che non mi spaventa è il lavoro, la voglia di affrontare e superare con determinazione i problemi. I fatti dimostrano che questa enfatizzazione di alcune persone è stata sbagliata da parte dei mezzi di informazione, perchè vince il collettivo, vince la squadra. Indipendentemente dalla presenza o meno delle tre persone abbiamo ugualmente vinto contro una grande squadra, ma che oggi ha dovuto soccombere sul campo grazie al carattere, alla veemenza e all'ardore del cuore. Nel momento in cui verranno rappresentati i problemi li affronterò per gli interessi della società".

"Esprimo le mie congratulazioni alla squadra e alla società per la vittoria della Lazio nella Supercoppa Italiana. È un trofeo importante ed è una vittoria che, mi auguro, sia di buon auspicio per il resto della stagione". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "È, inoltre, l'occasione più lieta - aggiunge - per festeggiare, insieme ai giocatori e allo staff societario, in Campidoglio. Dopo la pausa estiva, avremo modo, insieme al presidente Lotito, di riprendere il discorso sul nuovo stadio".


Il pullman circondato da tifosi

Il rientro a Roma

La Repubblica titola: "La Lazio torna a casa. Festa grande a Fiumicino. Quasi duemila tifosi hanno salutato la squadra biancoceleste, tornata da Pechino dopo la vittoria della supercoppa. Ovazione per Rocchi".

Continua il quotidiano: Una folla i quasi duemila tifosi della Lazio ha festeggiato all'aeroporto di Fiumicino i vincitori della Supercoppa italiana: alle 22,15 i tifosi hanno circondato il pullman con a bordo giocatori e tecnici, e la Supercoppa italiana conquistata a Pechino bene in vista, che ha lasciato l'interno della pista e si è diretto all'anello viario al livello delle partenze nazionali. Appena è comparso il pullman, le centinaia di tifosi, che nel frattempo avevano appreso direttamente da capitan Rocchi l'appuntamento per il saluto diretto, hanno cominciato a correre verso il mezzo e iniziando una serie continua di cori; il più gettonato oltre a Tommaso Rocchi è stato Mauro Zarate. I giocatori, felici e sorridenti, hanno salutato i tifosi dall'interno del pullman.

E' durata venti minuti la festa, incontenibile, dei tifosi attorno al pullman della Lazio: il mezzo, scortato per decine di metri da due ali di folla festanti e che hanno applaudito i giocatori a più riprese, ha lasciato l'aeroporto di Fiumicino alle 22.35. Centinaia di foto ricordo, un tripudio indescrivibile quello dei sostenitori biancocelesti, che, battendo le mani più volte addosso al pullman, hanno ritmato senza sosta cori e slogan, inneggiando a Rocchi e Zarate ma anche al tecnico Ballardini, Muslera e Brocchi. A bordo del mezzo, la coppa è passata di man in mano ai giocatori, felicissimi che, appena scesi dall'aereo dell'Air France, colloquiando con le autorità, avevano espresso il desiderio di salutare direttamente i tanti tifosi accorsi.



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