Sabato 9 agosto 1997 - Rotterdam, stadio De Kuip - Feyenoord-Lazio 2-2


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9 agosto 1997 - Amichevoli precampionato 1997/98

FEYENOORD: Tudec, Boateng, Koeman (42' Bosvelt), Graff, Van Wonderen, Connoly, Van Bronckorst (41' Korneen), Fraeser, Van Gastel (78' Paciorek), Cruz, Sanchez.

LAZIO: Marchegiani, Pancaro (59' Negro), Nesta (78' Gottardi), Lopez (78' Grandoni), Chamot (59' Favalli), Fuser (46' Nedved), Almeyda (66' Venturin), Jugovic (78' Buso), Mancini (78' Marcolin), Casiraghi (59' Rambaudi), Boksic (41' Signori). Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Luinge (Olanda).

Marcatori: 48' Cruz (rig), 49' Signori (rig), 62' Bosvelt, 66' Jugovic.

Note:

Spettatori:


Il biglietto della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "Comincia bene il viaggio europeo della formazione di Eriksson. La Lazio si fa sempre più bella. Signori e Jugovic rimontano il Feyenoord, Almeyda è già leader. Boksic viene provocato e risponde: Eriksson lo sostituisce rilanciando Signori. Anche Casiraghi si sacrifica nei recuperi, a centrocampo la squadra romana tiene tutto sotto controllo. E nel finale potrebbe anche vincere la partita".

Continua la "rosea": L'aria del continente fa bene alla Lazio. Al di là dell'emozione per l'addio di Koeman, quella col Feyenoord è stata partita vera, lottata proprio come un incontro di coppa Uefa. La squadra di Eriksson ha saputo bene interpretarla, con un primo tempo ottimo tatticamente e una ripresa vibrante sul piano agonistico e caratterizzata da ottime giocate dei singoli. In entrambe le vesti la Lazio non ha sfigurato e lascia l'Olanda con ottimi riscontri. Eriksson alle 18.30 aveva riunito i suoi in un salone dell'hotel Hilton. Lì aveva chiesto alla squadra maggiore applicazione in fase difensiva. Più aggressività nel pressing e distanze rispettate. Il risultato si è visto subito contro un avversario che mercoledì prossimo affronterà in questo stesso stadio i finlandesi dello Jazz per il turno preliminare di Champions League. La novità Almeyda fa subito intendere cosa può dare in più a questa Lazio. Il piccolo argentino è poco appariscente ma sicuramente concreto in mezzo al campo. Si vede che bada molto a tenere le distanze con i compagni, ma è difficile passare dalle sue parti e si fa notare anche per qualche bel lancio. La squadra riesce a restare molto corta ed a ripiegare qualche metro più indietro senza però rinunciare al gioco. Anzi il primo tempo è quasi dominato dai biancocelesti, che imbrigliano bene il centrocampo di un Feyenoord schierato con un classico 4-4-2. Questo accade perché spesso in fase difensiva la Lazio si ritrova con 5 uomini in linea sulla fascia di mezzo.

Oltre a Mancini si sacrifica molto anche Casiraghi, che ripiega a sinistra per limitare le incursioni del terzino destro Boateng. Proprio quest'ultimo si rende protagonista di una serie di falli violenti sugli attaccanti laziali. Specie su Boksic che perde un po' le staffe e viene ammonito a sua volta per un fallaccio. Eriksson non ci pensa due volte e lo sostituisce con Signori, che ancora una volta era rimasto in panchina all'inizio. Il croato esce tra i fischi e quasi stuzzica il pubblico portandosi la mano dietro l'orecchio come a dire che non sente bene la disapprovazione dei tifosi olandesi. Dunque clima da grande partita internazionale, ma nonostante il tifo assordante la Lazio non si fa intimorire e per 20 minuti è padrona del campo, mentre per il primo tiro in porta del Feyenoord, di Van Wonderen, bisogna attendere 22'. Invece la squadra di Eriksson arriva bene al tiro dopo 10' con Jugovic ben servito da un Boksic che fa tanto (ed efficace) movimento: il destro sfiora il palo. E poco dopo è ancora il serbo (migliore in campo) ad effettuare un pericoloso tiro-cross sul quale si salva il portiere Dudek, bravo anche ad anticipare in uscita alta la testa protesa di Casiraghi su morbido cross di Mancini. Nella ripresa la partita si vivacizza ancor di più e nel giro di un minuto si va sull'1-1 con altrettanti rigori. Netti entrambi i falli: di Almeyda (unica vera pecca) su Sanchez, di Schuiteman su Casiraghi. Marchegiani tocca il tiro di Cruz, impeccabile invece la realizzazione di Signori.

Una serie di cambi voluti da Eriksson creano qualche problema di equilibrio alla Lazio che subisce il 2-1 grazie ad un comodo tiro di Bosvelt, indisturbato in piena area dopo una corta respinta su cross della difesa. Ma dopo il bel gioco collettivo del primo tempo nella ripresa vengono fuori grinta e numeri dei singoli. Nedved dalla sinistra vede solo in mezzo all'area Jugovic e gli mette in testa una palla che il serbo indirizza nell'angolino alto, imprendibile. Nel finale è ancora la Lazio ad andare vicina al gol con Signori 2 volte e con Nedved in azione personale, ma Dudek è bravissimo in tutte e tre le occasioni. Finisce con la Lazio in crescendo, Eriksson può sorridere.


Sempre tratte dalla "rosea", alcune dichiarazioni post-gara:

Dal 2-2 col Venezia all'identico risultato contro il Feyenoord ne è passato di sudore sulle fronti dei laziali. Oggi quella di Eriksson comincia ad essere una squadra ed il primo ad esserne soddisfatto è proprio il tecnico svedese. "E' stata una partita vera, di dimensione europea ed abbiamo cercato di vincerla sino all'ultimo minuto. Questi sono aspetti confortanti per me". Il tecnico ha chiesto maggiore prudenza ed acume tattico ai suoi, il riscontro è arrivato subito: "Nel primo tempo, quando la squadra stava bene fisicamente, ha tenuto le posizioni che avevo chiesto, gli attaccanti si sono sacrificati in copertura e non abbiamo rischiato molto". Una parola di elogio per il debuttante Almeyda: "L'argentino si è inserito subito molto bene. Ha una notevole facilità di corsa e così riesce sempre a trovarsi nel posto giusto, mantenendo le posizioni corrette rispetto ai compagni. Come inizio è più che incoraggiante".

L'argentino ringrazia e parte (per Montevideo): "Vado a risolvere questi problemi burocratici in Uruguay, ma torno subito a Roma. Sono contento perché ho trovato subito una buona intesa con i compagni, mi spiace solo per il fallo da rigore, secondo me non era così netto. Mi piace anche il modo di giocare molto offensivo voluto da Eriksson". In una serata che ha regalato tante soddisfazioni, Eriksson non manca di sottolineare qualche pecca: "Dobbiamo migliorare soprattutto nelle combinazioni in ogni fase di gioco. E poi a volte perdiamo palla con troppa facilita". Nota negativa anche per la sostituzione di Boksic, ammonito dall'arbitro per gioco scorretto: "Alen si era innervosito e rischiava l'espulsione. Per giocare bisogna essere tranquilli e lui non lo era. Del resto Boksic potevo sostituirlo, l'arbitro no...". Ed il riferimento alla condotta del signor Luinge non è puramente casuale. Rincara la dose Boksic: "L'arbitro è stato di parte, ignorando due fallacci che Boateng mi aveva rifilato prima. Per questo mi sono innervosito. Nessun problema: ho accettato con serenità la sostituzione e sono contento per la prestazione di tutta la squadra".


Dal Corriere della Sera:

La più bella Lazio dell'estate. Forte, sicura di sé, compatta come voleva Eriksson, impauritosi dopo Firenze per uno squilibrio tattico che ieri sera invece è stato brillantemente superato. A Rotterdam, nell'amichevole di lusso contro il Feyenoord, la squadra biancoceleste ha giocato un'ottima partita e ha pareggiato (2 a 2) perché nel finale il portiere olandese Dudek, con tre parate eccezionali, ha evitato la sconfitta ai suoi compagni. Tutta la Lazio è piaciuta. Nel primo tempo per aver messo sotto il Feyenoord, nel secondo per aver tirato fuori i muscoli: in svantaggio dopo quattro minuti (rigore dell'argentino Cruz, omonimo del milanista) ha pareggiato con Signori (sempre su penalty, fallo su Casiraghi). Di nuovo in svantaggio per una prodezza di Bosvert, ha recuperato grazie ad una magnifica rete di Jugovic. Bene si è comportato Matias Almeyda. Il centrocampista argentino, al suo debutto con la maglia biancoceleste, a parte la "macchia" del fallo che è costato alla Lazio il rigore, ha fornito una prestazione più che confortante in mezzo al campo, garantendo quell'equilibrio che Eriksson voleva da questo test olandese. Lo svedese ha confermato il tridente in attacco (è partito con Mancini, Boksic e Casiraghi) e nella ripresa ha dato spazio a tutti gli altri.

La partita di ieri sera ha rappresentato l'addio al pallone di Ronald Koeman, uno dei più grandi calciatori della storia olandese. A salutare il difensore migliaia di tifosi e tanti grandi nomi del football olandese e mondiale, tra cui Johan Cruijff e Marco Van Basten. Tornando alla Lazio, l'esordio non ha purtroppo risolto i problemi di tesseramento di Almeyda. L'argentino, infatti, stamane deve ripartire per Montevideo, in Uruguay. Lì dovrà firmare un ulteriore passaggio (la Lazio non ha voluto dare particolari in merito) con il club F.C. Central Espanol di Montevideo al quale era stato girato dal Siviglia prima di finire alla Lazio. Strani giri, che rischiano di concludersi fuori tempo massimo, visto che entro il 15 agosto bisognerà formalizzare il tesseramento in Uefa. Il tutto per consentire ad Almeyda di giocare i primi turni europei, altrimenti rientrerebbe solo dai quarti di finale nel '98, sempre che la Lazio si qualifichi sino a quel punto. "Almeyda già martedì rientrerà a Roma, assicura il presidente Dino Zoff, stiamo facendo tutto in questi giorni proprio per far sì che dalla Federazione uruguaiana giunga alla nostra Federcalcio il transfert entro il 15. Siamo fiduciosi". Già, ma i tempi sono davvero ristretti e la situazione non è ancora chiara. Sul fronte mercato, tra l'altro, da Madrid rimbalzano notizie su un nuovo assalto del Real al terzino Paolo Negro, mentre in Brasile pare proceda meglio la trattativa col San Paolo per portare Denilson nel 1998 alla Lazio.




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