Scalia Giorgio


Giorgio Scalia
Giorgio Scalia vincitore dei 100 m dorso nei Giochi Littoriali del 1937
Ricordo di un eroe
La targa stradale che ricorda l'atleta al quartiere Balduina
Un ritratto dell'atleta
Giorgio Scalia dopo una gara vinta
La Lazio organizza un trofeo per ricordare Giorgio Scalia. E' il 1942

Nuotatore e pallanuotista, nato a Roma il 18 aprile 1917, deceduto in combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale il 10 gennaio 1941 nel canale di Sicilia.

Dalla Domenica del Corriere del 22 novembre 1942

E' con gli allievi della S.S. Lazio nel 1933; inizialmente si applica sui 200 e 400 stile libero. Passa quindi al dorso dove ottiene ottimi risultati. E' secondo ai Campionati Italiani nella prova individuale e vince due titoli con le staffette Artistiche 3 x 100 tre stili, sia tra gli Juniores quanto con i Seniores. Con 1'18"2 ha il quarto tempo in Italia. Vince agli Agonali del GUF Romano e contribuisce alla vittoria societaria nella Coppa Federale A. Nel 1935 non migliora il suo personale, ma riesce comunque ad ottenere ai Campionati nazionali un terzo posto nei 100 dorso e un secondo con la staffetta. Viene convocato per un raduno della Nazionale a Sanremo in agosto e disputa il campionato di pallanuoto. Conseguita la licenza liceale entra all'Accademia Navale di Livorno . Dirada il suo impegno in piscina riuscendo a fregiarsi del titolo di Littore nel 1937 sui 100 dorso. Nel 1939, al termine dei regolari corsi, consegue la nomina a Guardiamarina. Promosso Sottotenente di Vascello nel gennaio 1940, gli viene assegnata la M.O.V.M. con la seguente motivazione: "Stando imbarcato sulla torpediniera Vega, con la quale entrò in guerra, il 10 gennaio 1941 partecipò all'azione che vide l'unità impegnata, nelle acque del Canale di Sicilia, in un audace attacco contro soverchianti forze navali inglesi. Nel combattimento che ne seguì, essendo l'unità colpita irrimediabilmente dal fuoco nemico, immobilizzata ed in procinto di affondare, cooperò serenamente nell'operazione di salvataggio dell'equipaggio. Altruisticamente donava il proprio salvagente a marinaio inesperto del nuoto ed immolava la sua giovane vita, scomparendo negli abissi con la nave sulla quale sventolava ancora la Bandiera da combattimento".

Una strada del quartiere romano della Balduina è stata intitolata a suo nome.



Palmares



Torna ad inizio pagina