Storia del Campionato di Serie A 1983/84


La Lazio 1983/84
La Juventus Campione d'Italia 1983/84

Stagione

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Storia dei campionati

Una Lazio finalmente in serie A e l'avvento di Giorgio Chinaglia come Presidente della società rendono la tifoseria e l'ambiente biancoceleste effervescenti ed entusiasti. "Long John", memore dei trionfi sportivi degli anni '70, porta molti dei suoi ex compagni di squadra nell'ambito societario. Dopo aver confermato Giancarlo Morrone come allenatore, nomina Nello Governato D.S., fa tornare il dott. Renato Ziaco nel suo ruolo di medico sociale. Felice Pulici, attaccati i guanti al chiodo, entra in società come dirigente.

Anche la campagna acquisti è rivoluzionaria. Vengono, infatti, ceduti Ambu, Badiani, Calisti, Chiodi, De Angelis, De Nadai, Moscatelli, Perrone, Pochesci, Saltarelli, Tavola, Sciarpa, Surro.

Vengono acquistati il brasiliano Batista, Chiarenza, Cupini, il danese prestato dalla Juventus Laudrup, Piscedda, Vinazzani. In un secondo tempo, in autunno, verranno acquistati anche Della Martira, Filisetti e Mario Piga.

La Coppa Italia porta le prime delusioni nell'ambiente in quanto la Lazio non riesce a superare il turno eliminatorio. Pur facendo 5 punti e ottenendo un buon pareggio con la Juventus, accedono alla fase successiva la Juventus e il Bari.

Alcuni equivoci tattici che si erano evidenziati in precampionato e in Coppa Italia, soprattutto il ruolo di Laudrup che da seconda punta era stato retrocesso al ruolo di tornante con conseguente isolamento in attacco di Giordano, non vengono risolti e già alla prima partita di campionato a Verona la Lazio incassa quattro reti che la rispediscono a Roma sconfitta ed umiliata nonostante i due gol di Laudrup nel finale di gara. La domenica successiva la Lazio, inaspettatamente, sembra aver risolto tutti i problemi. Vince per 3-0 con l'Inter mettendo in mostra un gioco irresistibile. Purtroppo le giornate successive dimostreranno che le perplessità erano giustificate: sconfitta in casa dalla Juventus, dalla Roma, dalla Fiorentina e in trasferta da Milan (4-1) e Torino (4-0), riesce a pareggiare faticosamente con le genovesi e a vincere con il Catania e l'Avellino. Dopo 11 giornate la Lazio ha 8 punti in classifica e si barcamena nelle ultime posizioni in classifica. L'11 dicembre 1983 la Lazio è attesa dal Napoli; scende in campo timorosa e timida e i partenopei non fanno nessuna fatica a fare 3 reti ad una difesa in cui il brasiliano Batista sembra la controfigura del giocatore che aveva destato tanto entusiasmo al suo arrivo a Roma. Al ritorno della squadra a Roma si alza la contestazione dei tifosi contro l'allenatore. Chinaglia, suo malgrado, esonera Morrone e lo sostituisce con l'ex biancoceleste Paolo Carosi.

Mancano tre giornate alla fine del girone d'andata e si spera in un risveglio della squadra. Invece la Lazio dopo aver pareggiato all'Olimpico con l'Udinese (2-2), perde ad Ascoli e in casa con il Pisa. La sconfitta di Ascoli, al di là del risultato, rivestirà una tappa negativa della stagione laziale: in un violento e rude scontro con il difensore piceno Bogoni, Bruno Giordano riporta la frattura della gamba, privando così la squadra del suo attaccante migliore.

La Lazio e il suo saggio trainer Carosi fanno quadrato e, dismessi i sogni di gloria, cominciano ad applicare un gioco prudente e utilitaristico. Nelle prime sei giornate del girone di ritorno i biancocelesti conquistano sette punti. Perdono solo con la Juventus, vincono con Genoa e Sampdoria e colgono preziosi pareggi con l'Inter, il Verona e la Roma. Questa partita va ricordata per la grande prova di D'Amico e la generosa prova di tutta la squadra che fermano il cammino di una Roma che tentava di conquistare lo scudetto.

La parte centrale del girone di ritorno è per la Lazio altelenante. Al bel pareggio casalingo con il Milan, segue la desolante sconfitta di Avellino (3-0). Poi la preziosa vittoria con il Torino e il pareggio sul neutro di Palermo contro il Catania ristabiliscono la situazione che torna preoccupante dopo la sfortunata sconfitta di Firenze (3-2).

Le ultime quattro gare sono drammatiche: Lazio-Napoli 3-2 con due reti di Laudrup e una del ristabilito Giordano, Udinese-Lazio 2-0 che rende decisivi gli ultimi due match. Lazio-Ascoli 2-1 consente alla Lazio di sperare nella salvezza solo ottenendo almeno un punto nella trasferta di Pisa. Due reti di Giordano regalano un pareggio preziosissimo e la soffertissima salvezza di fronte a migliaia di tifosi biancocelesti in trasferta.

In serie B scendono Catania, Pisa e Genoa. Il Genoa conquista gli stessi punti della Lazio, 25, ma retrocede per la classifica avulsa. Vince il Campionato la Juventus, con 43 punti, che precede di due punti la Roma.

La Lazio ottiene 8 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte. Segna 35 reti e ne subisce 49. I goleador della squadra sono Giordano e Laudrup con 8 reti ciascuno e D'Amico con 7. I più presenti risultano Laudrup con 30 partite giocate, Vinazzani con 28 e Spinozzi con 27.

La classifica del Campionato di Serie A 1984/85




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