Storia del Campionato di Serie B 1980/81


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La rosa della Lazio 1980/81
Il Milan che terminò al primo posto il campionato di Serie B 1980/81 e fu promosso
Il Genoa 1980/81 promosso in serie A
Il Cesena 1980/81 promosso in serie A

Stagione

Storia del Campionato di Serie A 1979/80 - Storia del Campionato di Serie B 1981/82

Storia dei campionati


La stagione si aprì in modo confuso: le decisioni della giustizia sportiva tardavano ad arrivare, il presidente storico Umberto Lenzini lasciò e al suo posto subentrò il fratello Aldo Lenzini. Fu scelto come allenatore Ilario Castagner e dopo tanti anni di Lazio il campione d'Italia Vincenzo D'Amico venne ceduto al Torino. Il D.S. Luciano Moggi, approfittando della riapertura agli stranieri, ingaggiò il fortissimo olandese Renè Van de Kerkhof, oltre a molti altri validi giocatori. La squadra partì per il ritiro di San Terenziano intenzionata a lavorare sodo per disputare un buon campionato, ma appena dopo tre giorni di ritiro la C.A.F. decretò la retrocessione della Lazio in serie B. Lo sconcerto fu enorme per tutti e lo spaesato olandese Van de Kerkhof decise di tornare in patria.

Eppure lo choc non impedì ai biancocelesti di superare il turno di Coppa Italia e di partire con il piede giusto in Campionato. Alla 13^ giornata la Lazio aveva 17 punti, era imbattuta e aveva vinto contro squadre di ottimo livello come Catania, Varese, Atalanta, Foggia e Bari. In quella 13^ giornata, però, un gravissimo incidente di giocò determinò la rottura del tendine di Achille dell'affidabile portiere Moscatelli che fu sostituito alternativamente da Nardin e Marigo. Questo evento non ebbe subito un riscontro negativo, ma alla 16^ giornata all'Olimpico la Lazio, ancora imbattuta e in testa alla classifica, ospitò il Milan, l'altra squadra di rango retrocessa in B per lo scandalo scommesse. I rossoneri erano partiti con molta difficoltà in campionato, ma in quel 4 gennaio 1981 ebbero uno scatto di orgoglio e con due reti di Antonelli inflissero alla Lazio la prima sconfitta del torneo. Da quella partita la Lazio cominciò ad accusare difficoltà tecniche e psicologiche. La domenica successiva fu sconfitta a Cesena e riuscì faticosamente a pareggiare nelle ultime due partite che conclusero il girone d'andata (Vicenza e Taranto in casa). All'inizio del girone di ritorno sembrò che la Lazio fosse tornata a macinare gioco e risultati. Da segnalare la netta vittoria a Palermo e quella interna con il Verona. I biancocelesti non riuscirono a sfruttare alcuni facili turni casalinghi e, pur ottenendo qualche vittoria, incassarono diverse sconfitte (Varese, Bari, Sampdoria in casa). Nel frattempo il Milan, il Cesena e il Genoa avevano inanellato ottimi risultati e si erano portate nei primi posti della classifica. Nonostante, quindi, qualche difficoltà la Lazio, con un ottimo pareggio a Milano e un'importante vittoria casalinga con la diretta concorrenta Cesena, arrivò alla 18^ e penultima giornata con la possibilità di sfruttare un agevole turno casalingo con il quasi retrocesso Vicenza. La vittoria avrebbe consentito ai biancocelesti di riportarsi in zona promozione. In un Olimpico stracolmo e fiducioso la Lazio giocò una partita contratta. Riuscì a passare con il giovane Pochesci, ma subì il pareggio del disperato Vicenza che andò a segno con Vagheggi. A pochi minuti dal termine l'arbitro Lops assegnò un rigore alla Lazio. Poteva essere la svolta, ma lo specialista Chiodi che veniva da una serie lunghissima di rigori trasformati, colse il palo con il portiere completamente spiazzato. La domenica successiva la Lazio concluse il suo sfortunato campionato con un pareggio a Taranto.

I biancocelesti terminarono al quarto posto con 46 punti. Due punti in meno di Cesena e Genoa e a quattro dal Milan. Furono queste tre squadre a salire in serie A. Retrocessero in serie C1 il L.R. Vicenza, l'Atalanta, il Taranto e il Monza.

La Lazio vinse nel torneo 13 volte, pareggiò 20 volte e subì 5 sconfitte. Segnò 50 reti, come nessun'altra squadra, e ne subì 32. I migliori marcatori furono Bigon con 9 reti, Greco e Viola con 7 e Chiodi e Citterio con 6. Il giocatore con più presenze fu Citterio che giocò tutte le partite (38). Viola ne disputò 37, Mastropasqua, Perrone e Greco 34, Bigon 32.

In Coppa Italia la Lazio fu eliminata ai quarti di finale dal Bologna perdendo con l'identico punteggio (0-2, 2-0) sia in casa che in trasferta.





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