Venerdì 3 luglio 1966 - Caracas - Lazio-Valencia 0-1


Stagione


Trofeo Simon Bolivar 1966 - 4° incontro

LAZIO: Cei, Dotti, Vitali, Gasperi, Carosi, Galli, D’Amato, Renna, Rozzoni, Proietti Farinelli (46' Di Pucchio), Sassaroli. All. Lovati.

VALENCIA: Pesudo, Tatono, Paquito (Sol), Vidagany, Mestre, Roberto, Guillot, Waldo, Anzola, Toto, Poli.

Arbitro: Sig. Rodriguez.

Marcatore: 82’ Waldo.

Note: Spettatori 10.000 circa; cielo sereno; calci d’angolo 5-4 in favore del Valencia; il calcio d’inizio è stato battuto dal pugile italiano Sandro Lopopolo.

La cronaca ed il tabellino de "L'Unità"

Ezio Luzzi su Il Corriere dello Sport scrive: Sconfitti sabato dal Valencia (1-0) i laziali oggi a Fiumicino. Ancora un arbitro castiga la Lazio. Sconfitta (1-0) nell'ultima partita del trofeo "Simon Bolivar" dagli spagnoli del Valencia, la Lazio riparte stasera dall'aeroporto Maiquetia per giungere a Roma domani (lunedì 4 alle 14:30). L'hanno preceduta Bartu e Pagni che sono arrivati ieri, il turco perché doveva recarsi per affari di famiglia ad Istanbul ed il livornese perché, essendosi infortunato, non avrebbe potuto giocare l'ultima partita. Così si conclude negativamente questa tournée che l'ha vista perdere due volte col Valencia, vincitore del Torneo, e dopo una sconfitta ed un pareggio con il Guimaraes. È un consuntivo che non deve trarre in inganno in considerazione delle difficoltà incontrate dalla squadra romana in questa spedizione, le esibizioni degli uomini di Lovati sono risultate più che onorevoli. Il clima, la disorganizzazione del Torneo, l'abbandono completo in cui è stata lasciata la comitiva laziale che in questi circa dieci giorni ha potuto allenarsi solo una volta nel piccolo giardino dell'albergo, la diversità (orario e cibi) dell'alimentazione, sono tutti fattori che hanno contribuito alle sconfitte in serie riportate dalla Lazio. Lasciando comunque per ultimo il fattore più importante, quello degli arbitraggi. Ad esempio in entrambe le gare contro il Valencia la Lazio s'è trovato di fronte ad un arbitro spagnolo e portoghese contro il Guimaraes, mentre l'unico arbitro italiano del Torneo è stato utilizzato per dirigere le partite tra spagnoli e portoghesi, queste non sono giustificazioni campate in aria visto che anche nell'ultima partita le decisioni arbitrali hanno determinato la sconfitta della squadra in virtù di un discutibile calcio di punizione messo a segno da Waldo da circa venti metri ad otto minuti dall'intervallo. E quello è stato l'unico vero tiro del Valencia, che per l'intero incontro s'è racchiuso nella sua area, incapace di rendersi pericoloso nemmeno in contropiede. La Lazio sarebbe potuta passare in vantaggio nel primo tempo, ma al 25' D'Amato, lanciato frontalmente a rete, da un magnifico allungo di Renna, è stato mandato a gambe levate da un intervento durissimo del terzino Paquito proprio nei pressi del dischetto del rigore. L'attaccante laziale veniva trasportato a bordo campo e rientrava dopo cinque minuti di energiche cure da parte di Marcello Chiesa. Nel frattempo i molti italiani assiepati in tribuna incitavano a gran voce i giocatori laziali. Il finale di tempo era tutto ad appannaggio degli uomini di Lovati ed all'ultimo minuto il solito Paquito deviava nettamente di pugno un gran tiro a rete di Sassaroli. Quindi la porta spagnola era inviolata solo grazie a due grossolani falli di mano ed il terzo veniva commesso ad inizio ripresa dall'altro terzino Tatono al 52' su cross di D'Amato che aveva superato il portiere in uscita prima che finisse sulla testa di Rozzoni, anche in quest'occasione le proteste dei laziali erano perfettamente inutili, sicché essi si scoraggiavano e nell'ultima mezz'ora giocavano per onor di firma. Sull'altro fronte, invece, in un normale contrasto di gioco di Carosi a pochi minuti dal termine Rodriguez concedeva agli spagnoli un calcio di punizione diretto da una ventina di metri da Cei. Gran rincorsa di Waldo e pallone che filtrava tra le maglie della barriera allentata disposta dai giocatori laziali e vantaggio del Valencia. Lo scoraggiamento e la rassegnazione avevano talmente fatto presa tra i giocatori che non tentavano neppure una reazione eppure le maggiori occasioni di passare in vantaggio erano state della Lazio che già al 1' aveva colpito un palo con Proietti ed al 30' una staffilata di D'Amato aveva imbeccato Rozzoni ed il portiere Pesudo era riuscito portentosamente a deviare, oltre ai già citati rigori non concessi, ma non è molto dissimile la storia delle precedenti tre partite disputate fin qui dalla Lazio nel torneo tanto che i giornali di Caracas sono tutti concordi nel sostenere che la Lazio avrebbe dovuto vincere tre o quattro a zero, senza che il Valencia avrebbe avuto nulla da recriminare. Le maggiori citazioni di merito vanno a D'Amato, Rozzoni, Carosi e Galli. La Lazio ha avuto la magra soddisfazione di essere premiata come la squadra più sfortunata del torneo ed oggi, invece di una gita al mare, tutti gli italiani sono corsi all’aeroporto per salutarla.