XI Coppa del Mondo - Argentina 1978


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Storia della Competizione

Manfredonia assieme ai compagni Paolo Conti e Gentile in un momento di pausa
Manfredonia durante il ritiro
Chinaglia e Wilson seguono le gare dagli Usa
Vita difficile per Manfredonia che si lamenta
Una cartolina omaggio raffigurante la rosa dei 22 convocati
Il logo dei mondiali
Un momento di Italia-Gemania 0-0
La stampa Argentina esalta la vittoria

Tenuta in Argentina tra l'1 e il 25 giugno, l'edizione dei Mondiali 1978 è stata vinta dalla stessa Argentina a danni dell'Olanda, rappresentando il primo titolo mondiale per i sudamericani e il secondo consecutivo sfumato in finale per l'Olanda. Già nel 1966 la FIFA aveva assegnato all'Argentina l'organizzazione del torneo del 1970, ma le fu favorito il Messico che, avendo organizzato le Olimpiadi del 1968, poteva disporre di impianti e logistica già collaudati. L'Argentina dal 1976 era sottomessa ad una dittatura militare, cosa che spinse diverse nazionali a mettere in dubbio la propria partecipazione; ciò non si verificò, ma il campione olandese Johan Cruyff rifiutò di schierarsi con la propria squadra.

Dal punto di vista organizzativo venne mantenuta la formula del Mondiale precedente, con sedici squadre divise in quattro gironi da quattro squadre. I due migliori classificati sarebbero passati alla fase successiva, divisi in due gruppi da quattro. I vincitori avrebbero giocato tra di loro nella finale, e i secondi qualificati avrebbero disputato la finalina per terzo e quarto posto. Nella partita del primo turno Scozia-Olanda, Archie Gemmill segnò un goal rimasto famoso nella storia del calcio scozzese, citato anche nel film 'Trainspotting'. Questo gol tuttavia non bastò a il passaggio al turno successivo.

Ai mondiali l'Italia doveva essere allenata da Tommaso Maestrelli allenatore della Lazio del primo scudetto, ma la successiva malattia e la conseguente morte fece cambiare rotta ai vertici della federazione. Enzo Bearzot, CT degli azzurri, presenta a questi mondiali una nazionale giovane e poco esperta, ma fresca e ricca di nuove individualità. L'asse portante è costituita da giocatori che militano nella Juventus: Dino Zoff, Gaetano Scirea, Claudio Gentile, Franco Causio, Marco Tardelli e Roberto Bettega. Non essendo stata testa di serie, la nazionale azzurra viene inserita d'ufficio nel primo girone che comprende anche i padroni di casa e le ostiche Francia della giovane stella Michel Platini, e Ungheria.

L'Italia spiazza tutti e, con un gioco esuberante e divertente, vince il girone a punteggio pieno, costringendo i padroni di casa a lasciare Buenos Aires per proseguire il loro cammino da Rosario. Gli azzurri, che invece restano a giocare nella capitale argentina, proseguono il cammino affrontando un nuovo girone comprendente Germania Ovest, Austria ed Olanda. A questo punto,il bel gioco fin qui espresso, latita. Ciò nonostante gli azzurri meritano di vincere contro una Germania Ovest curiosamente dimessa, cui solo un salvataggio sulla linea del giovane difensore Kaltz su tiro di Paolo Rossi evita la disfatta. Vincono di misura, con un gol di Paolo Rossi, la sfida contro l'Austria, e si giocano l'accesso alla finale con l'Olanda, cui però, per la regola della differenza reti, basta un pareggio. Gli azzurri passano in vantaggio con un'autorete di Ernie Brandts, ma si fanno poi riprendere e sorpassare dagli Orange, con due gol su due tiri da fuori area, uno dello stesso Brandts, e l'altro di Arie Haan, contro i quali Zoff non risulta impeccabile.

L'ingresso nella finale di consolazione per il terzo e quarto posto viene regalato all'Italia da un'indomita Austria che, benché già fuori dai giochi e sotto di due gol con i tedeschi, in rimonta finisce per vincere 3-2 grazie anche ai gol del suo centravanti Krankl. Gli azzurri quindi si giocano la finale di consolazione contro il Brasile che risulta esserci agonisticamente, più che tecnicamente, superiore, e si arrendono per 2-1. Anche in quest'occasione, però, le responsabilità di Zoff, anche qui vittima di due tiri dalla distanza di Nelinho e Dirceu, sono abbastanza pesanti. Ma due anni dopo si rifarà...Si torna a casa con un comunque soddisfacente quarto posto, e la consapevolezza d'aver espresso il miglior gioco del torneo, almeno nella prima fase, e la nota lieta d'aver sconfitto in casa propria, i futuri campioni del Mondo.

Uno dei momenti più controversi del mondiale è stata la partita Perù-Argentina. I biancoazzurri per arrivare in finale avrebbero dovuto vincere con tre gol di scarto e almeno 4 reti segnate, grazie all'ottima differenza reti del Brasile consolidata dal 3-1 contro la Polonia, partita giocata in anticipo proprio per conoscere prima il risultato finale. Il portiere peruviano, l'oriundo di origine argentina Ramón Quiroga, aveva un rispettabile ruolino di sei gol subiti su cinque partite. L'Argentina, da parte sua, aveva sinora segnato solo sei gol. La partita si concluse 6-0 per l'Argentina, anche grazie ad una pessima, quindi sospetta, prestazione di Quiroga. Tuttavia, entrambe le squadre negarono l'esistenza di accordi. Molti anni dopo, intervistato, il portiere ammise che per quella partita vennero presi accordi a favore di una goleada in caso di bisogno. La vicenda è passata alla storia del calcio col divertente nomignolo di "marmelada peruana" (marmellata peruviana). L'Argentina con questo risultato scavalcò il Brasile nel secondo turno, volando in finale, dove avrebbe battuto l'Olanda 3-1 laureandosi per la prima volta Campione del Mondo.

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Giocatori biancocelesti convocati

Giocatori biancocelesti convocati
Nome Nazionale Presenze Maglia
Lionello Manfredonia Italia 0 n. 7

Giocatori non convocati presenti nella lista dei 40

Bruno Giordano

Fu ritenuto troppo inesperto in campo internazionale dal CT Bearzot che aveva già inserito nella lista il giovane Paolo Rossi.