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	<title>LazioWiki - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Sabato_12_febbraio_1972_-_Brescia,_stadio_Mario_Rigamonti_-_Brescia-Lazio_4-0&amp;diff=455335</id>
		<title>Sabato 12 febbraio 1972 - Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 4-0</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1971/72|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 30 gennaio 1972 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 1-1|Turno precedente]] - [[Domenica 20 febbraio 1972 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Ternana 1-1|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|12|febbraio|1972}} - &#039;&#039;&#039;[[1972|1713]]&#039;&#039;&#039; - Campionato di Serie B 1971/72 - &#039;&#039;&#039;XX giornata&#039;&#039;&#039; - calcio d&#039;inizio ore 14.30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;BRESCIA:&#039;&#039;&#039; E.Galli, Cencetti, Cagni, Fanti, Busi, Rogora, [[Inselvini Fausto|Inselvini]], Mazzanti, Nardoni, Guerini, Vaccario (74&#039; Tedoldi). A disp. D.Facchetti. All. Bassi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Bandoni Claudio|Bandoni]], [[Papadopulo Giuseppe|Papadopulo]], [[Oddi Giancarlo|Oddi]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Polentes Luigi|Polentes]], [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] (59&#039; [[Fortunato Giuliano|Fortunato]]), [[Massa Giuseppe|Massa]], [[Martini Luigi|Martini]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]], [[Facchin Carlo|Facchin]]. A disp. [[Di Vincenzo Rosario|Di Vincenzo]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; Campanini (Finale Emilia). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 14&#039; Cagni, 35&#039; Nardoni, 70&#039; Nardoni, 79&#039; Guerini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; cielo coperto, terreno molto pesante. Presenti in tribuna il presidente [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]], il vicepresidente [[Ercoli Andrea|Ercoli]], il consigliere [[Gilardoni Giovanni|Gilardoni]] e l&#039;ex [[Ghio Gian Piero|Ghio]]. Ammonito [[Massa Giuseppe|Massa]] per proteste. Calci d&#039;angolo: 9-9.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; circa 10.000 con 4.531 paganti e 3.701 abbonati per un incasso di £. 7.121.300.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:12feb72c.jpg|left|200px|thumb|Maestrelli sulla &amp;quot;Gazzetta&amp;quot; del 10/12/72, anticipa la mossa di Legnaro mediano]]&lt;br /&gt;
[[Image:12feb72.jpg|right|200px|thumb|Massa in azione]]&lt;br /&gt;
[[Image:12feb72ms.jpg|left|200px|thumb|Un articolo di Momento Sera]]&lt;br /&gt;
[[Image:12feb72d.jpg|right|200px|thumb|Nel Brescia, dubbi sul centravanti titolare]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:12feb72bezzi.jpg|left|200px|thumb|Maestrelli e Bezzi discutono animatamente]]&lt;br /&gt;
Dopo due settimane di sosta ritorna il campionato cadetto con la prima giornata di ritorno. Per la trasferta di Brescia, [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] allestisce una formazione inedita con [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] nel ruolo di mediano e con [[Martini Luigi|Martini]] spostato in avanti come mezz&#039;ala. Già dopo pochi minuti di gioco ci si accorge che i due calciatori si applichino nella marcatura degli avversari senza però dare un minimo di contributo nell&#039;impostazione del gioco. [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]] rimane così abbandonato al suo destino e il Brescia assume con facilità il predominio a centrocampo. Al 14&#039; &amp;quot;le rondinelle&amp;quot; passano in vantaggio con Cagni che con un esterno destro sorprende un [[Bandoni Claudio|Bandoni ]] che appare colpevole nel suo piazzamento. Lazio che rimane confusa e che si fa viva in avanti solo alla mezz&#039;ora con [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia ]] che salta in progressione tre avversari ed impegna Galli in un intervento con i pugni. Poco dopo arriva il secondo goal dei padroni di casa. Dopo una serie imbarazzante di errori della difesa laziale, l&#039;ala Vaccario s&#039;impadronisce del pallone e crossa radente al centro dove Nardoni prende il tempo a [[Polentes Luigi| Polentes ]] e trafigge [[Bandoni Claudio|Bandoni]]. All&#039;inizio della ripresa ancora uno slalom di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], che impegna poi con un diagonale il portiere avversario, fa sperare nella riscossa, ma subito i ragazzini terribili del C.T. [[Bernardini Fulvio|Bernardini ]] e dell&#039;allenatore Bassi riprendono a macinare il gioco. Al 59&#039; [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli ]] comprende che l&#039;esperimento del nuovo centrocampo è fallito e ridisegna la squadra togliendo dalla contesa [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] e inserendo [[Fortunato Giuliano|Fortunato]]; [[Martini Luigi|Martini]] retrocede nel suo ruolo naturale di mediano. Le correzioni sembrano dare dei frutti perché Rogora sventa in extremis su [[Facchin Carlo|Facchin]], ben servito da [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], che poi al 66&#039; non arriva per un soffio su una splendida apertura operata da [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]]. Lazio in avanti nel tentativo di rimontare e Brescia pronto a ripartire col suo micidiale contropiede. Al 70&#039; Guerini, il migliore dei suoi, parte a razzo dalla sua area e divora il campo per servire un pallone d&#039;oro a Francesconi che ha il tempo di aggiustare la mira e di fulminare [[Bandoni Claudio|Bandoni]] con un gran sinistro al volo. Dopo nove minuti Guerini mette la ciliegina sulla torta della sua splendida partita realizzando la quarta rete al termine di uno spunto personale. [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] è l&#039;unico dei suoi a non arrendersi e Galli deve compiere un miracolo su una bordata del bomber. A cinque minuti dal termine Tedoldi centra la base del palo. Finisce con una vergognosa disfatta e le polemiche si scatenano  già al rientro negli spogliatoi. La Società decide l&#039;immediato ritiro a Palestrina a spese dei calciatori che accettano il provvedimento senza fiatare, anche pensando a quello che sarebbe potuto accadere a  Tor di Quinto, da parte di una tifoseria che da qualche settimana contesta [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] e gran parte della squadra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19720212|1971/72| |197172}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Serie B| 19720212]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Brescia| 19720212]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bredesen_Per&amp;diff=454694</id>
		<title>Bredesen Per</title>
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		<updated>2022-10-03T19:29:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Per Bredesen.jpg|thumb|left|200px|Per Bredesen]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mezzala-attaccante. Nato a Orn Horten (Norvegia) il [[22 dicembre]] [[1930]] ivi deceduto il [[3 ottobre]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia la sua carriera nella squadra della sua città. A 18 anni, nel [[1949]], fa il suo esordio nella Nazionale maggiore mettendo a segno una rete. Con la Norvegia giocherà altre 18 partite in Nazionale segnando in tutto 7 goal. E&#039; stato il giocatore norvegese più noto e conosciuto di ogni tempo. Le sue poche presenze in Nazionale dipendono dal fatto che la federazione norvegese proibiva d&#039;indossare la maglia della Nazionale ai giocatori professionisti e quindi, quando nel [[1952]] Bredesen fu acquistato dalla Lazio, acquistò automaticamente tale stato. Nella società romana giunge nell&#039;ambito di un processo che doveva risanare il forte passivo con la vendita di giocatori molto forti ma anziani come [[Unzain Leoncino|Unzain]], [[Sukrü Gulesin|Sukru]] e [[Sentimenti (III) Vittorio|Sentimenti (III)]] e l&#039;acquisto di giovani calciatori come [[Caprile Emilio|Caprile]], [[Bettolini Paolo|Bettolini]], [[Migliorini Giovanni|Migliorini]] e appunto Bredesen, fortemente voluto dal Presidente [[Zenobi Remo|Zenobi]] e messo a disposizione dell&#039;allenatore [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]] al posto del ceduto [[Larsen Ragnar Nikolai|Larsen]]. In questo primo campionato gioca 32 partite e segna 6 reti. Viene riconfermato anche nella stagione successiva, sebbene il suo grande estimatore Remo Zenobi, fosse deceduto nel mese di maggio del [[1953]], dalla nuova gestione con [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] presidente ad interim e [[Sperone Mario|Sperone]] allenatore.&lt;br /&gt;
Anche in questa stagione le presenze sono 32 e le reti sono ancora 6. Il campionato [[1954/55]] con l&#039;allenatore [[Allasio Federico|Allasio]] vede Bredesen formare l&#039;attacco biancoceleste insieme a [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] e al nuovo acquisto [[Hansen John|Hansen]]. L&#039;intesa fra Bredesen e Hansen si rivela perfetta tanto che, alla fine del campionato, il secondo segnerà 15 reti, delle quali molte su assist del norvegese, mentre il primo, in 29 gare, segnerà 7 goal. E&#039; proprio grazie a questi due giocatori che la Lazio, sia pure a stento, si salva. Alla fine del campionato Tessarolo cerca di porre rimedio alla difficile situazione tecnica acquistando il fortissimo svedese [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]] dalla rivelazione Udinese. La società friulana vende il proprio calciatore ma, oltre a ben 80 milioni in contanti, pretende l&#039;aggiunta di Bredesen. Tessarolo, sia pure molto a malincuore, accetta e il calciatore finirà la sua avventura nella Lazio. Nel [[1955/56]] con l&#039;Udinese retrocessa in [[serie B]] per un tentativo di corruzione, giocherà 34 gare mettendo a segno ben 15 goal. Nel [[1956/57]] e nel [[1957/58]] disputa due campionati nel [[Milan AC|Milan]] giocando 27 partite con 6 reti e vincendo lo scudetto il primo anno. Bredesen rimane ancora l&#039;unico giocatore norvegese ad aver vinto uno scudetto in Italia. Nel [[1958/59]] passa al Bari dove disputa 21 partite e segna 5 goal. Alla fine della stagione viene ceduto al Messina, in serie B, dove in due anni gioca 38 partite con 5 goal complessivi. Nell&#039;estate del [[1961]], non avendo il Messina rinnovato il contratto, Bredesen torna in Norvegia e, dopo una breve esperienza nella squadra della sua città, lascia il calcio prematuramente. In suo onore la società della sua città natale ha istituito da qualche anno un torneo giovanile di grande importanza.&lt;br /&gt;
Per Bredesen è stato sicuramente il miglior giocatore norvegese che abbia giocato in Italia. Non molto alto ma solido (m. 1,73 per kg. 70), rapidissimo, molto tecnico e tatticamente intelligente, sapeva colpire il pallone in modo secco e preciso aiutato anche dal suo essere perfettamente ambidestro. Spigoloso nei contrasti, ma molto corretto e coraggioso aveva il suo unico limite in una certa discontinuità. Ebbe due soprannomi, il primo era &amp;quot;Tocco magico&amp;quot; che sottolineava le sue eccelse doti tecniche, e l&#039;altro, più familiare, datogli dai tifosi laziali, di &amp;quot;Varechina&amp;quot; a causa dei suoi capelli talmente biondi da sembrare bianchi. Intervistato a fine carriera espresse più volte il rammarico di aver abbandonato troppo presto il calcio e ribadì che il suo periodo migliore fu quello passato a Roma. In questa città era molto ben voluto dai tifosi, colpiti dal suo comportamento signorile ma al tempo stesso cordiale. Spesso Bredesen, nelle interviste, ricordava episodi simpatici e divertenti vissuti a Roma e manifestò sempre la nostalgia del suo bel villino rosso di Via Montebuono dove si trovava magnificamente.&lt;br /&gt;
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Image:Bredes.jpg|Bredesen con la maglia della Nazionale norvegese&lt;br /&gt;
Image:Bredesen.jpg|Per Bredesen&lt;br /&gt;
Image:brw.jpg|Bredesen con moglie e figlioletto&lt;br /&gt;
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Image:BredesenUnita.jpg|Per Bredesen (Archivio fotografico l&#039;Unità)&lt;br /&gt;
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Image:giammei8.jpg|Bredesen gioca a carte con la sua signora&lt;br /&gt;
Image:brdx.jpg|Bredesen a Natale è impegnato nella scelta dei regali&lt;br /&gt;
Image:BredesenScheda.jpg|Una breve biografia di Bredesen sull&#039;Annuario dello Sport del 1953 (il nome di battesimo viene riportato errato)&lt;br /&gt;
Image:PazzelliBredesen.jpg|20 febbraio 1955 - Prima di Fiorentina-Lazio&lt;br /&gt;
Image:Bredesen1958.jpg|Bredesen in un allenamento con la maglia del Bari nel 1958&lt;br /&gt;
Image:Bredesen figu.jpg|Una figurina nel Messina&lt;br /&gt;
Image:Bredesen3.jpg|La casa di via Montebuono&lt;br /&gt;
Image:Bredesen Gazzetta.jpg|Da &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot; del 19 agosto 1980&lt;br /&gt;
Image:bre1.jpg|La squadra norvegese in cui militò Bredesen lo celebra con un Torneo a lui dedicato. La foto inserita vede il giocatore con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
Image:bredesen per 1.jpg|Per Bredesen in una recente foto&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Norvegesi|Bredesen, Per]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bredesen_Per&amp;diff=454693</id>
		<title>Bredesen Per</title>
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		<updated>2022-10-03T19:28:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Per Bredesen.jpg|thumb|left|200px|Per Bredesen]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mezzala-attaccante. Nato a Orn Horten (Norvegia) il [[22 dicembre]] [[1930]] ivi deceduto il [[3 ottobre]] [[2022].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia la sua carriera nella squadra della sua città. A 18 anni, nel [[1949]], fa il suo esordio nella Nazionale maggiore mettendo a segno una rete. Con la Norvegia giocherà altre 18 partite in Nazionale segnando in tutto 7 goal. E&#039; stato il giocatore norvegese più noto e conosciuto di ogni tempo. Le sue poche presenze in Nazionale dipendono dal fatto che la federazione norvegese proibiva d&#039;indossare la maglia della Nazionale ai giocatori professionisti e quindi, quando nel [[1952]] Bredesen fu acquistato dalla Lazio, acquistò automaticamente tale stato. Nella società romana giunge nell&#039;ambito di un processo che doveva risanare il forte passivo con la vendita di giocatori molto forti ma anziani come [[Unzain Leoncino|Unzain]], [[Sukrü Gulesin|Sukru]] e [[Sentimenti (III) Vittorio|Sentimenti (III)]] e l&#039;acquisto di giovani calciatori come [[Caprile Emilio|Caprile]], [[Bettolini Paolo|Bettolini]], [[Migliorini Giovanni|Migliorini]] e appunto Bredesen, fortemente voluto dal Presidente [[Zenobi Remo|Zenobi]] e messo a disposizione dell&#039;allenatore [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]] al posto del ceduto [[Larsen Ragnar Nikolai|Larsen]]. In questo primo campionato gioca 32 partite e segna 6 reti. Viene riconfermato anche nella stagione successiva, sebbene il suo grande estimatore Remo Zenobi, fosse deceduto nel mese di maggio del [[1953]], dalla nuova gestione con [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] presidente ad interim e [[Sperone Mario|Sperone]] allenatore.&lt;br /&gt;
Anche in questa stagione le presenze sono 32 e le reti sono ancora 6. Il campionato [[1954/55]] con l&#039;allenatore [[Allasio Federico|Allasio]] vede Bredesen formare l&#039;attacco biancoceleste insieme a [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] e al nuovo acquisto [[Hansen John|Hansen]]. L&#039;intesa fra Bredesen e Hansen si rivela perfetta tanto che, alla fine del campionato, il secondo segnerà 15 reti, delle quali molte su assist del norvegese, mentre il primo, in 29 gare, segnerà 7 goal. E&#039; proprio grazie a questi due giocatori che la Lazio, sia pure a stento, si salva. Alla fine del campionato Tessarolo cerca di porre rimedio alla difficile situazione tecnica acquistando il fortissimo svedese [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]] dalla rivelazione Udinese. La società friulana vende il proprio calciatore ma, oltre a ben 80 milioni in contanti, pretende l&#039;aggiunta di Bredesen. Tessarolo, sia pure molto a malincuore, accetta e il calciatore finirà la sua avventura nella Lazio. Nel [[1955/56]] con l&#039;Udinese retrocessa in [[serie B]] per un tentativo di corruzione, giocherà 34 gare mettendo a segno ben 15 goal. Nel [[1956/57]] e nel [[1957/58]] disputa due campionati nel [[Milan AC|Milan]] giocando 27 partite con 6 reti e vincendo lo scudetto il primo anno. Bredesen rimane ancora l&#039;unico giocatore norvegese ad aver vinto uno scudetto in Italia. Nel [[1958/59]] passa al Bari dove disputa 21 partite e segna 5 goal. Alla fine della stagione viene ceduto al Messina, in serie B, dove in due anni gioca 38 partite con 5 goal complessivi. Nell&#039;estate del [[1961]], non avendo il Messina rinnovato il contratto, Bredesen torna in Norvegia e, dopo una breve esperienza nella squadra della sua città, lascia il calcio prematuramente. In suo onore la società della sua città natale ha istituito da qualche anno un torneo giovanile di grande importanza.&lt;br /&gt;
Per Bredesen è stato sicuramente il miglior giocatore norvegese che abbia giocato in Italia. Non molto alto ma solido (m. 1,73 per kg. 70), rapidissimo, molto tecnico e tatticamente intelligente, sapeva colpire il pallone in modo secco e preciso aiutato anche dal suo essere perfettamente ambidestro. Spigoloso nei contrasti, ma molto corretto e coraggioso aveva il suo unico limite in una certa discontinuità. Ebbe due soprannomi, il primo era &amp;quot;Tocco magico&amp;quot; che sottolineava le sue eccelse doti tecniche, e l&#039;altro, più familiare, datogli dai tifosi laziali, di &amp;quot;Varechina&amp;quot; a causa dei suoi capelli talmente biondi da sembrare bianchi. Intervistato a fine carriera espresse più volte il rammarico di aver abbandonato troppo presto il calcio e ribadì che il suo periodo migliore fu quello passato a Roma. In questa città era molto ben voluto dai tifosi, colpiti dal suo comportamento signorile ma al tempo stesso cordiale. Spesso Bredesen, nelle interviste, ricordava episodi simpatici e divertenti vissuti a Roma e manifestò sempre la nostalgia del suo bel villino rosso di Via Montebuono dove si trovava magnificamente.&lt;br /&gt;
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Image:BredesenUnita.jpg|Per Bredesen (Archivio fotografico l&#039;Unità)&lt;br /&gt;
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Image:BredesenScheda.jpg|Una breve biografia di Bredesen sull&#039;Annuario dello Sport del 1953 (il nome di battesimo viene riportato errato)&lt;br /&gt;
Image:PazzelliBredesen.jpg|20 febbraio 1955 - Prima di Fiorentina-Lazio&lt;br /&gt;
Image:Bredesen1958.jpg|Bredesen in un allenamento con la maglia del Bari nel 1958&lt;br /&gt;
Image:Bredesen figu.jpg|Una figurina nel Messina&lt;br /&gt;
Image:Bredesen3.jpg|La casa di via Montebuono&lt;br /&gt;
Image:Bredesen Gazzetta.jpg|Da &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot; del 19 agosto 1980&lt;br /&gt;
Image:bre1.jpg|La squadra norvegese in cui militò Bredesen lo celebra con un Torneo a lui dedicato. La foto inserita vede il giocatore con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
Image:bredesen per 1.jpg|Per Bredesen in una recente foto&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Norvegesi|Bredesen, Per]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bredesen_Per&amp;diff=454692</id>
		<title>Bredesen Per</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bredesen_Per&amp;diff=454692"/>
		<updated>2022-10-03T19:27:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[Image:Per Bredesen.jpg|thumb|left|200px|Per Bredesen]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mezzala-attaccante. Nato a Orn Horten (Norvegia) il [[22 dicembre]] [[1930]] ivi deceduto il [[3 ottobre]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia la sua carriera nella squadra della sua città. A 18 anni, nel [[1949]], fa il suo esordio nella Nazionale maggiore mettendo a segno una rete. Con la Norvegia giocherà altre 18 partite in Nazionale segnando in tutto 7 goal. E&#039; stato il giocatore norvegese più noto e conosciuto di ogni tempo. Le sue poche presenze in Nazionale dipendono dal fatto che la federazione norvegese proibiva d&#039;indossare la maglia della Nazionale ai giocatori professionisti e quindi, quando nel [[1952]] Bredesen fu acquistato dalla Lazio, acquistò automaticamente tale stato. Nella società romana giunge nell&#039;ambito di un processo che doveva risanare il forte passivo con la vendita di giocatori molto forti ma anziani come [[Unzain Leoncino|Unzain]], [[Sukrü Gulesin|Sukru]] e [[Sentimenti (III) Vittorio|Sentimenti (III)]] e l&#039;acquisto di giovani calciatori come [[Caprile Emilio|Caprile]], [[Bettolini Paolo|Bettolini]], [[Migliorini Giovanni|Migliorini]] e appunto Bredesen, fortemente voluto dal Presidente [[Zenobi Remo|Zenobi]] e messo a disposizione dell&#039;allenatore [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]] al posto del ceduto [[Larsen Ragnar Nikolai|Larsen]]. In questo primo campionato gioca 32 partite e segna 6 reti. Viene riconfermato anche nella stagione successiva, sebbene il suo grande estimatore Remo Zenobi, fosse deceduto nel mese di maggio del [[1953]], dalla nuova gestione con [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] presidente ad interim e [[Sperone Mario|Sperone]] allenatore.&lt;br /&gt;
Anche in questa stagione le presenze sono 32 e le reti sono ancora 6. Il campionato [[1954/55]] con l&#039;allenatore [[Allasio Federico|Allasio]] vede Bredesen formare l&#039;attacco biancoceleste insieme a [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] e al nuovo acquisto [[Hansen John|Hansen]]. L&#039;intesa fra Bredesen e Hansen si rivela perfetta tanto che, alla fine del campionato, il secondo segnerà 15 reti, delle quali molte su assist del norvegese, mentre il primo, in 29 gare, segnerà 7 goal. E&#039; proprio grazie a questi due giocatori che la Lazio, sia pure a stento, si salva. Alla fine del campionato Tessarolo cerca di porre rimedio alla difficile situazione tecnica acquistando il fortissimo svedese [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]] dalla rivelazione Udinese. La società friulana vende il proprio calciatore ma, oltre a ben 80 milioni in contanti, pretende l&#039;aggiunta di Bredesen. Tessarolo, sia pure molto a malincuore, accetta e il calciatore finirà la sua avventura nella Lazio. Nel [[1955/56]] con l&#039;Udinese retrocessa in [[serie B]] per un tentativo di corruzione, giocherà 34 gare mettendo a segno ben 15 goal. Nel [[1956/57]] e nel [[1957/58]] disputa due campionati nel [[Milan AC|Milan]] giocando 27 partite con 6 reti e vincendo lo scudetto il primo anno. Bredesen rimane ancora l&#039;unico giocatore norvegese ad aver vinto uno scudetto in Italia. Nel [[1958/59]] passa al Bari dove disputa 21 partite e segna 5 goal. Alla fine della stagione viene ceduto al Messina, in serie B, dove in due anni gioca 38 partite con 5 goal complessivi. Nell&#039;estate del [[1961]], non avendo il Messina rinnovato il contratto, Bredesen torna in Norvegia e, dopo una breve esperienza nella squadra della sua città, lascia il calcio prematuramente. In suo onore la società della sua città natale ha istituito da qualche anno un torneo giovanile di grande importanza.&lt;br /&gt;
Per Bredesen è stato sicuramente il miglior giocatore norvegese che abbia giocato in Italia. Non molto alto ma solido (m. 1,73 per kg. 70), rapidissimo, molto tecnico e tatticamente intelligente, sapeva colpire il pallone in modo secco e preciso aiutato anche dal suo essere perfettamente ambidestro. Spigoloso nei contrasti, ma molto corretto e coraggioso aveva il suo unico limite in una certa discontinuità. Ebbe due soprannomi, il primo era &amp;quot;Tocco magico&amp;quot; che sottolineava le sue eccelse doti tecniche, e l&#039;altro, più familiare, datogli dai tifosi laziali, di &amp;quot;Varechina&amp;quot; a causa dei suoi capelli talmente biondi da sembrare bianchi. Intervistato a fine carriera espresse più volte il rammarico di aver abbandonato troppo presto il calcio e ribadì che il suo periodo migliore fu quello passato a Roma. In questa città era molto ben voluto dai tifosi, colpiti dal suo comportamento signorile ma al tempo stesso cordiale. Spesso Bredesen, nelle interviste, ricordava episodi simpatici e divertenti vissuti a Roma e manifestò sempre la nostalgia del suo bel villino rosso di Via Montebuono dove si trovava magnificamente.&lt;br /&gt;
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Image:Bredes.jpg|Bredesen con la maglia della Nazionale norvegese&lt;br /&gt;
Image:Bredesen.jpg|Per Bredesen&lt;br /&gt;
Image:brw.jpg|Bredesen con moglie e figlioletto&lt;br /&gt;
Image:Bredesen2.jpg|&lt;br /&gt;
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Image:BredesenUnita.jpg|Per Bredesen (Archivio fotografico l&#039;Unità)&lt;br /&gt;
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Image:giammei8.jpg|Bredesen gioca a carte con la sua signora&lt;br /&gt;
Image:brdx.jpg|Bredesen a Natale è impegnato nella scelta dei regali&lt;br /&gt;
Image:BredesenScheda.jpg|Una breve biografia di Bredesen sull&#039;Annuario dello Sport del 1953 (il nome di battesimo viene riportato errato)&lt;br /&gt;
Image:PazzelliBredesen.jpg|20 febbraio 1955 - Prima di Fiorentina-Lazio&lt;br /&gt;
Image:Bredesen1958.jpg|Bredesen in un allenamento con la maglia del Bari nel 1958&lt;br /&gt;
Image:Bredesen figu.jpg|Una figurina nel Messina&lt;br /&gt;
Image:Bredesen3.jpg|La casa di via Montebuono&lt;br /&gt;
Image:Bredesen Gazzetta.jpg|Da &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot; del 19 agosto 1980&lt;br /&gt;
Image:bre1.jpg|La squadra norvegese in cui militò Bredesen lo celebra con un Torneo a lui dedicato. La foto inserita vede il giocatore con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
Image:bredesen per 1.jpg|Per Bredesen in una recente foto&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Norvegesi|Bredesen, Per]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bredesen_Per&amp;diff=454691</id>
		<title>Bredesen Per</title>
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		<updated>2022-10-03T19:27:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Per Bredesen.jpg|thumb|left|200px|Per Bredesen]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mezzala-attaccante. Nato a Orn Horten (Norvegia) il [[22 dicembre]] [[1930]] ivi deceduto il [[3 ottobre]] [[2022].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia la sua carriera nella squadra della sua città. A 18 anni, nel [[1949]], fa il suo esordio nella Nazionale maggiore mettendo a segno una rete. Con la Norvegia giocherà altre 18 partite in Nazionale segnando in tutto 7 goal. E&#039; stato il giocatore norvegese più noto e conosciuto di ogni tempo. Le sue poche presenze in Nazionale dipendono dal fatto che la federazione norvegese proibiva d&#039;indossare la maglia della Nazionale ai giocatori professionisti e quindi, quando nel [[1952]] Bredesen fu acquistato dalla Lazio, acquistò automaticamente tale stato. Nella società romana giunge nell&#039;ambito di un processo che doveva risanare il forte passivo con la vendita di giocatori molto forti ma anziani come [[Unzain Leoncino|Unzain]], [[Sukrü Gulesin|Sukru]] e [[Sentimenti (III) Vittorio|Sentimenti (III)]] e l&#039;acquisto di giovani calciatori come [[Caprile Emilio|Caprile]], [[Bettolini Paolo|Bettolini]], [[Migliorini Giovanni|Migliorini]] e appunto Bredesen, fortemente voluto dal Presidente [[Zenobi Remo|Zenobi]] e messo a disposizione dell&#039;allenatore [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]] al posto del ceduto [[Larsen Ragnar Nikolai|Larsen]]. In questo primo campionato gioca 32 partite e segna 6 reti. Viene riconfermato anche nella stagione successiva, sebbene il suo grande estimatore Remo Zenobi, fosse deceduto nel mese di maggio del [[1953]], dalla nuova gestione con [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] presidente ad interim e [[Sperone Mario|Sperone]] allenatore.&lt;br /&gt;
Anche in questa stagione le presenze sono 32 e le reti sono ancora 6. Il campionato [[1954/55]] con l&#039;allenatore [[Allasio Federico|Allasio]] vede Bredesen formare l&#039;attacco biancoceleste insieme a [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] e al nuovo acquisto [[Hansen John|Hansen]]. L&#039;intesa fra Bredesen e Hansen si rivela perfetta tanto che, alla fine del campionato, il secondo segnerà 15 reti, delle quali molte su assist del norvegese, mentre il primo, in 29 gare, segnerà 7 goal. E&#039; proprio grazie a questi due giocatori che la Lazio, sia pure a stento, si salva. Alla fine del campionato Tessarolo cerca di porre rimedio alla difficile situazione tecnica acquistando il fortissimo svedese [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]] dalla rivelazione Udinese. La società friulana vende il proprio calciatore ma, oltre a ben 80 milioni in contanti, pretende l&#039;aggiunta di Bredesen. Tessarolo, sia pure molto a malincuore, accetta e il calciatore finirà la sua avventura nella Lazio. Nel [[1955/56]] con l&#039;Udinese retrocessa in [[serie B]] per un tentativo di corruzione, giocherà 34 gare mettendo a segno ben 15 goal. Nel [[1956/57]] e nel [[1957/58]] disputa due campionati nel [[Milan AC|Milan]] giocando 27 partite con 6 reti e vincendo lo scudetto il primo anno. Bredesen rimane ancora l&#039;unico giocatore norvegese ad aver vinto uno scudetto in Italia. Nel [[1958/59]] passa al Bari dove disputa 21 partite e segna 5 goal. Alla fine della stagione viene ceduto al Messina, in serie B, dove in due anni gioca 38 partite con 5 goal complessivi. Nell&#039;estate del [[1961]], non avendo il Messina rinnovato il contratto, Bredesen torna in Norvegia e, dopo una breve esperienza nella squadra della sua città, lascia il calcio prematuramente. In suo onore la società della sua città natale ha istituito da qualche anno un torneo giovanile di grande importanza.&lt;br /&gt;
Per Bredesen è stato sicuramente il miglior giocatore norvegese che abbia giocato in Italia. Non molto alto ma solido (m. 1,73 per kg. 70), rapidissimo, molto tecnico e tatticamente intelligente, sapeva colpire il pallone in modo secco e preciso aiutato anche dal suo essere perfettamente ambidestro. Spigoloso nei contrasti, ma molto corretto e coraggioso aveva il suo unico limite in una certa discontinuità. Ebbe due soprannomi, il primo era &amp;quot;Tocco magico&amp;quot; che sottolineava le sue eccelse doti tecniche, e l&#039;altro, più familiare, datogli dai tifosi laziali, di &amp;quot;Varechina&amp;quot; a causa dei suoi capelli talmente biondi da sembrare bianchi. Intervistato a fine carriera espresse più volte il rammarico di aver abbandonato troppo presto il calcio e ribadì che il suo periodo migliore fu quello passato a Roma. In questa città era molto ben voluto dai tifosi, colpiti dal suo comportamento signorile ma al tempo stesso cordiale. Spesso Bredesen, nelle interviste, ricordava episodi simpatici e divertenti vissuti a Roma e manifestò sempre la nostalgia del suo bel villino rosso di Via Montebuono dove si trovava magnificamente.&lt;br /&gt;
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Image:BredesenScheda.jpg|Una breve biografia di Bredesen sull&#039;Annuario dello Sport del 1953 (il nome di battesimo viene riportato errato)&lt;br /&gt;
Image:PazzelliBredesen.jpg|20 febbraio 1955 - Prima di Fiorentina-Lazio&lt;br /&gt;
Image:Bredesen1958.jpg|Bredesen in un allenamento con la maglia del Bari nel 1958&lt;br /&gt;
Image:Bredesen figu.jpg|Una figurina nel Messina&lt;br /&gt;
Image:Bredesen3.jpg|La casa di via Montebuono&lt;br /&gt;
Image:Bredesen Gazzetta.jpg|Da &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot; del 19 agosto 1980&lt;br /&gt;
Image:bre1.jpg|La squadra norvegese in cui militò Bredesen lo celebra con un Torneo a lui dedicato. La foto inserita vede il giocatore con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Bredesen, Per]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Norvegesi|Bredesen, Per]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Guarnera_Edoardo&amp;diff=454453</id>
		<title>Guarnera Edoardo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Guarnera_Edoardo&amp;diff=454453"/>
		<updated>2022-09-29T05:29:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:guarnera.jpg|left|200px]]Tenore, tifoso biancoceleste, nato a Roma il [[14 marzo]] [[1960]] ivi deceduto il [[28 settembre]] [[2022]].&lt;br /&gt;
Ha esordito giovanissimo nel ruolo di Pinkerton nella &amp;quot;Madama Butterfly&amp;quot; di Puccini, con il Teatro dell’Opera di Roma.&lt;br /&gt;
Formazione professionale e studi artistici: Conservatorio di Santa Cecilia- Roma; Scuola del Teatro dell’Opera di Roma; Corso di perfezionamento Teatro Lirico di Spoleto. Studi privati con i tenori: Giacomo Laurivolpi, Mario De Monaco, Alfredo Kraus.&lt;br /&gt;
Nel [[1986]] vince il concorso di Spoleto e debutta nel &amp;quot;Don Pasquale&amp;quot; di Donizetti, con la regia di Gigi Proietti.&lt;br /&gt;
L’anno successivo vince il concorso &amp;quot;Mattia Battistini&amp;quot; di Rieti, con la &amp;quot;Traviata&amp;quot; di Verdi.&lt;br /&gt;
Da allora ha iniziato la sua attività artistica cantando in Italia e all’estero: al Petruzzelli di Bari, all’Opera di Roma, al Bellini di Catania, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al San Carlo di Napoli, a Mosca, Monaco, Parigi, Strasburgo e al Festival di Nancy.&lt;br /&gt;
Guarnera si è dedicato anche all’operetta: &amp;quot;Il Pipistrello&amp;quot; di Strauss, &amp;quot;La Principessa della Czarda&amp;quot; di Kalma, &amp;quot;La danza delle libellule&amp;quot; e &amp;quot;La vedova allegra&amp;quot; di Lehar con la regia di Sandro Massimini e Gino Landi. Guarnera ha debuttato con il Bagaglino nel programma di Canale 5 &amp;quot;Rose Rosse&amp;quot; di Castellacci, Pingitore e Vistarini; da quel momento partecipa a tutti gli spettacoli teatrali e televisivi del Salone Margherita: &amp;quot;Mavaffanlopoli&amp;quot;, &amp;quot;Viva l’Italia e dintorni&amp;quot;, e &amp;quot;Bertoldo, Bertoldino e Bertinotti&amp;quot; per il teatro; &amp;quot;Viva l’Italia !&amp;quot;, &amp;quot;Viva le italiane!&amp;quot;, &amp;quot;Gran Caffè&amp;quot; e &amp;quot;BuFFFoni&amp;quot; per la televisione.&lt;br /&gt;
Ha preso parte inoltre a 3 edizioni di &amp;quot;Viva Napoli&amp;quot; con Mike Bongiorno.&lt;br /&gt;
Per tre anni consecutivi è stato ospite fisso della trasmissione televisiva “Ci Vediamo in TV condotta da Paolo Limiti.”&lt;br /&gt;
E’ attualmente uno dei tenori italiani più conosciuti ed apprezzati nel mondo.&lt;br /&gt;
Particolarmente amato dalle comunità italiane nel mondo si è esibito numerose volte in Canada e in America riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico. Effettua stage sulla musica lirica, operetta e commedia musicale. &lt;br /&gt;
Ha partecipato ai festeggiamenti per il centenario della Lazio nel [[2000] e la sua voce è apparsa nei cd con gli inni biancocelesti tra cui quello ufficiale &amp;quot;Cent&#039;anni insieme&amp;quot;.&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Guarnera Edoardo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Fortunato_Giuliano&amp;diff=454243</id>
		<title>Fortunato Giuliano</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Fortunato_Giuliano&amp;diff=454243"/>
		<updated>2022-09-25T06:47:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Giuliano Fortunato.jpg|thumb|left|200px|Giuliano Fortunato]]&lt;br /&gt;
[[Image:Fortu.jpg|thumb|right|200px|Giuliano Fortunato]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attaccante, nato a Tricesimo (UD) il [[12 maggio]] [[1940]] ivi deceduto il [[23 settembre]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cresciuto nella Pro Gorizia, milita nella Triestina e nel Lanerossi Vicenza.&lt;br /&gt;
Viene acquistato nel [[1967]] dal [[Milan AC|Milan]]. Disputa 5 stagioni in maglia biancoceleste. Nel [[1972]] viene lasciato libero, si allena per un breve periodo con la Roma di Helenio Herrera poi passa al [[Lecce]] in serie C.&lt;br /&gt;
Attaccante solido e dotato di buona tecnica, è uno degli artefici della promozione della Lazio in serie A alla fine della stagione [[1968/69]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la Lazio colleziona 132 presenze e 16 reti in [[Campionato]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
== Palmares ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* 1 [[Immagine:Coppa delle Alpi.jpg|15px]] Coppa delle Alpi (Lazio) nel [[1971]]&lt;br /&gt;
* 2 [[File:Scudetto.png|15px]] Campionati De Martino [[1967/68]] e [[1970/71]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
Image:Fortunato figurina.jpg|Una figurina nella Triestina&lt;br /&gt;
Image:FortunatoBrasile.jpg|Il permesso di soggiorno in Brasile rilasciato a Fortunato per la finale di Coppa Intercontinentale disputata dal Milan nel 1963&lt;br /&gt;
Image:FortunatoPresentazione.jpg|Il giorno dell&#039;arrivo alla Lazio&lt;br /&gt;
Image:TrippaneraFortunatoGalli.jpg|Con il massaggiatore Trippanera e il direttore sportivo Galli&lt;br /&gt;
Image:FaccoMazzolaFortunato.jpg|In allenamento con Mario Facco e Ferruccio Mazzola&lt;br /&gt;
Image:Fortunato  2.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Fortunato.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Fortunato Lorenzo.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Fortunato Chinaglia.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Fortunato 1.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Fortunato figu.jpg|&lt;br /&gt;
Image:for.jpg&lt;br /&gt;
Image:Fortunato Giuliano.jpg|&lt;br /&gt;
Image:edis7071.jpg|Una figurina Edis del [[1970/71]]&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Fortunato, Giuliano]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Fortunato, Giuliano]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Galleria_immagini_1974/75&amp;diff=450868</id>
		<title>Galleria immagini 1974/75</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Galleria_immagini_1974/75&amp;diff=450868"/>
		<updated>2022-08-31T09:03:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1974/75|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Galleria immagini 1973/74 - 6|Galleria immagini 1973/74 parte 6]] - [[Galleria immagini 1975/76]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Galleria immagini stagionali|Torna al menù principale delle immagini divise per stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini 1974/75&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:197475BoLoTiTrBaPe.jpg|Sergio Borgo, Fortunato Loddi, Giuliano Tinaburri, Franco Tripodi, Roberto Badiani e Alberto Perotti&lt;br /&gt;
Image:ban75.jpg|Una bandiera della Lazio&lt;br /&gt;
Image:Domenica Corriere 25ago74.jpg|La Domenica del Corriere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
File:derbycoppa74.jpg|Chinaglia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Image:p7475a.jpg|Chinaglia e Bernardini a Pievepelago&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Image:oddi_ritiro74.jpg|[[Oddi Giancarlo|Giancarlo Oddi]] posa con lo scudetto sul petto durante il ritiro&lt;br /&gt;
Image:garlascudo74.jpg|[[Garlaschelli Renzo|Renzo Garlaschelli]] mentre vede cucire lo scudetto sulla sua maglia&lt;br /&gt;
Image:7.74-75.jpg|La prima pagina del [[Guerin Sportivo]] dedicata a [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]]&lt;br /&gt;
Image:160175.jpg|[[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] e [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]] in una foto scattata il 16/1/75 (Foto AP)&lt;br /&gt;
Image:16.74-75.jpg|[[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]] e [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] durante un&#039;amichevole precampionato&lt;br /&gt;
Image:261174.jpg|[[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]] e [[D&#039;Amico Vincenzo|Vincenzo D&#039;Amico]] in una foto scattata il 26/11/74 (Foto AP)&lt;br /&gt;
Image:1.74-75.jpg|La panchina biancoceleste&lt;br /&gt;
Image:5.74-75.jpg|[[Borgo Sergio|Sergio Borgo]] posa con lo scudetto sul petto&lt;br /&gt;
Image:9.74-75.jpg|[[Martini Luigi|Luigi Martini]] in azione&lt;br /&gt;
Image:18.74-75.jpg|[[Pulici Felice|Felice Pulici]] prima di un&#039;amichevole&lt;br /&gt;
Image:SS-LAZIO-NEWS-Umberto-Lenzini.jpg|Lenzini in un ristorante&lt;br /&gt;
Image:12.74-75.jpg|La prima foto da [[Campione d&#039;Italia|Campioni d&#039;Italia]]&lt;br /&gt;
Image:4.74-75.jpg|Un disco per i Campioni&lt;br /&gt;
Image:13.74-75.jpg|Alcuni giocatori prima di un&#039;amichevole&lt;br /&gt;
Image:21.74-75.jpg|Un&#039;intervista di &amp;quot;Epoca&amp;quot; al centravanti biancoceleste&lt;br /&gt;
Image:10.74-75.jpg|[[Martini Luigi|Luigi Martini]] in un&#039;amichevole pre-natalizia&lt;br /&gt;
Image:19.74-75.jpg|Il [[Maestrelli Tommaso|Mister]] con la tuta di [[Campione d&#039;Italia]]&lt;br /&gt;
Image:14.74-75.jpg|La grinta di [[Chinaglia Giorgio|Long John]]&lt;br /&gt;
Image:20.74-75.jpg|[[Lenzini Umberto|Lenzini]] e [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] a [[Pievepelago]]&lt;br /&gt;
Image:22.74-75.jpg|[[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] con la maglia scudettata&lt;br /&gt;
Image:23.74-75.jpg|Articolo sul fumetto Topolino del 29 settembre 1974&lt;br /&gt;
Image:topo7-7-74.jpg|Da Topolino del 7 luglio 1974&lt;br /&gt;
Image:24.74-75.jpg|Il calendario di Topolino&lt;br /&gt;
Image:25.74-75.jpg|Pubblicità del Giocagoal [[1974/75]]&lt;br /&gt;
Image:6.74-75.jpg|Il presidente [[Leone Giovanni|Leone]] riceve la Polisportiva per i 75 anni della Società&lt;br /&gt;
Image:7475aaa.JPG|[[Maestrelli Tommaso|Tommao Maestrelli]] riceve il premio &amp;quot;Seminatore d&#039;oro&amp;quot;&lt;br /&gt;
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Image:chj74.JPG|[[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] ad una festa&lt;br /&gt;
Image:3.74-75.jpg|[[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] e [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]] dopo un goal&lt;br /&gt;
Image:Natale74.JPG|[[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]] e [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] ricevono delle casse di vino dai tifosi&lt;br /&gt;
Image:calciogrado.jpg|Uno scudetto in raso Ed. Panini&lt;br /&gt;
Image:texalina.jpg|Una figurina in raso Ed. Panini&lt;br /&gt;
Image:15.74-75.jpg|[[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]] e [[Bernardini Fulvio|Fulvio Bernardini]] a [[Pievepelago]]&lt;br /&gt;
Image:ceccoparacadute.jpg|[[Re Cecconi Luciano|Luciano Re Cecconi]] atterra con il paracadute a [[Centro Sportivo Tor di Quinto-Tommaso Maestrelli|Tor di Quinto]]&lt;br /&gt;
Image:8 Novembre 1974.jpg|Un momento dell&#039;allenamento dell&#039;8 novembre 1974 (Foto AP)&lt;br /&gt;
Image:9 Aprile 1975.jpg|Un momento dell&#039;allenamento del 9 aprile 1975&lt;br /&gt;
Image:Famiglia Maestrelli.jpg|Natale 1974 della famiglia Maestrelli&lt;br /&gt;
Image:Nazionale75.jpg|Chinaglia in nazionale insieme a Capello, Cordova e Giorgio Morini&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Galleria Immagini|1974/75|Galleria immagini 1974/75]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Galleria immagini 1974/75</title>
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		<updated>2022-08-31T09:01:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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File:197475BoLoTiTrBaPe.jpg|Sergio Borgo, Fortunato Loddi, Giuliano Tinaburri, Franco Tripodi, Roberto Badiani e Alberto Perotti&lt;br /&gt;
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Giorgio|Chinaglia]] e [[Bernardini Fulvio|Bernardini]] a [[Pievepelago]]&lt;br /&gt;
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Image:12.74-75.jpg|La prima foto da [[Campione d&#039;Italia|Campioni d&#039;Italia]]&lt;br /&gt;
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		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Galleria immagini 1974/75</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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Image:23mar75a.jpg|Campionato. Lazio-Roma&lt;br /&gt;
Image:Ju75tk.jpg|Campionato. Juventus-Lazio&lt;br /&gt;
Image:18mag1975bigl.jpg|Campionato. Lazio-Ascoli&lt;br /&gt;
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| [[Galleria immagini 1975/76]] &amp;gt;&amp;gt;&lt;br /&gt;
| ► [[1974/75|Stagione]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Galleria Immagini|1974/75|Galleria immagini 1974/75]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_22_settembre_1974_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Roma_0-1&amp;diff=450865</id>
		<title>Domenica 22 settembre 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 0-1</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_22_settembre_1974_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Roma_0-1&amp;diff=450865"/>
		<updated>2022-08-31T08:58:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1974/75|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 8 settembre 1974 - Pescara, stadio Adriatico - Pescara-Lazio 2-1|Turno precedente]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;[[1974|1823.]]&#039;&#039;&#039; Coppa Italia 1974/75 - Girone 5 - &#039;&#039;&#039;V giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
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&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Pulici Felice|Pulici F.]], [[Petrelli Sergio|Petrelli]], [[Martini Luigi|Martini L.]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Oddi Giancarlo|Oddi]], [[Nanni Franco|Nanni]] (76&#039; [[Franzoni Paolo|Franzoni]]), [[Garlaschelli Renzo|Garlaschelli]], [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Frustalupi Mario|Frustalupi]], [[D&#039;Amico Vincenzo|D&#039;Amico]] (65&#039; [[Badiani Roberto|Badiani]]). A disp. 12 [[Moriggi Avelino|Moriggi]], 13 [[Polentes Luigi|Polentes]], 14 [[Inselvini Fausto|Inselvini]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;ROMA:&#039;&#039;&#039; Conti, Peccenini, Rocca, [[Cordova Franco|Cordova]], Batistoni, Santarini, Negrisolo, Morini, Prati, De Sisti, Spadoni. A disp. 12 Ginulfi, 13 Liguori 14 Cavalieri, 15 Penzo, 16 Curcio. All. Liedholm.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Picasso di Chiavari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 61&#039; Prati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; bella serata, terreno leggermente allentato per la pioggia caduta nella notte e nella mattinata. Ammonito all&#039; 89&#039; Chinaglia per proteste. Antidoping positivo per Morini, Conti, Santarini, Franzoni, Garlaschelli e D&#039;Amico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 60.000 circa di cui 45.985 paganti per un incasso di £. 208.458.500.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:derby_coppa_Italia74u.jpg|left|thumb|200px|Le squadre all&#039;ingresso]]&lt;br /&gt;
[[file:derby_coppa_Italia74.jpg|right|thumb|200px|De Sisti e Chinaglia a fine incontro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una irriconoscibile Lazio soccombe nel derby di [[Coppa Italia]] facendo così perdere l&#039;imbattibilità nelle stracittadine al suo allenatore [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
Decide un gran colpo di testa di Prati al 61&#039; dopo che i giallorossi avevano più volte sfiorato la marcatura.&lt;br /&gt;
Al 38&#039; era Spadoni a sfiorare il goal tirando a fil di palo, mentre al 41&#039; era Negrisolo a sprecare una rete praticamente fatta.&lt;br /&gt;
Al 43&#039; gran parata di [[Pulici Felice|Pulici]] su tiro di Rocca, palla a Spadoni che spreca.&lt;br /&gt;
Poco prima l&#039;allenatore dei giallorossi aveva mandato Morini su un&#039;inarrestabile [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]] togliendolo a De Sisti che fino ad allora aveva subito le sfuriate nel centrocampista Laziale. E la mossa si era rivelata esatta.&lt;br /&gt;
[[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], fischiatissimo per tutta la gara, dai romanisti, rimaneva imbrigliato nella tela della difesa.&lt;br /&gt;
La Lazio provava a reagire, ma il centrocampo non riusciva a giocare come suo solito, con [[Frustalupi Mario|Frustalupi]] in chiara difficoltà e [[D&#039;Amico Vincenzo|D&#039;Amico]] evanescente.&lt;br /&gt;
Gli ingressi di [[Badiani Roberto|Badiani]] e [[Franzoni Paolo|Franzoni]] non cambiano gli equilibri. Il risultato finale era giusto.&lt;br /&gt;
A fine partita scene di delirio dei tifosi giallorossi per anni rimasti all&#039;asciutto, per la Lazio il rammarico di aver perso e 14 giorni per recuperare gioco e concentrazione in vista del campionato.&lt;br /&gt;
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image:22set74.jpg|Cordova e Wilson nel tunnel&lt;br /&gt;
image:22set74c.jpg|I capitani si stringono la mano&lt;br /&gt;
image:22set74a.jpg|Petrelli a difesa della porta&lt;br /&gt;
image:22set74b.jpg|Una parata di Pulici&lt;br /&gt;
image:22set74aa.jpg|L&#039;occasione di Negrisolo nel primo tempo&lt;br /&gt;
image:22set74d.jpg|La rete di Prati&lt;br /&gt;
image:rocca74ci.JPG|Rocca e Chinaglia a fine gara&lt;br /&gt;
image:gr75derbyci1.jpg|Dalla rivista Giallorossi pag.1&lt;br /&gt;
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{{incontro| |19740922|1974/75| |197475}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Coppa Italia| 19740922]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Roma| 19740922]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Derbycoppa74.jpg&amp;diff=450864</id>
		<title>File:Derbycoppa74.jpg</title>
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		<updated>2022-08-31T08:57:42Z</updated>

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		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Domenica 22 settembre 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 0-1</title>
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		<updated>2022-08-31T08:56:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1974/75|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 8 settembre 1974 - Pescara, stadio Adriatico - Pescara-Lazio 2-1|Turno precedente]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;[[1974|1823.]]&#039;&#039;&#039; Coppa Italia 1974/75 - Girone 5 - &#039;&#039;&#039;V giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Pulici Felice|Pulici F.]], [[Petrelli Sergio|Petrelli]], [[Martini Luigi|Martini L.]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Oddi Giancarlo|Oddi]], [[Nanni Franco|Nanni]] (76&#039; [[Franzoni Paolo|Franzoni]]), [[Garlaschelli Renzo|Garlaschelli]], [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Frustalupi Mario|Frustalupi]], [[D&#039;Amico Vincenzo|D&#039;Amico]] (65&#039; [[Badiani Roberto|Badiani]]). A disp. 12 [[Moriggi Avelino|Moriggi]], 13 [[Polentes Luigi|Polentes]], 14 [[Inselvini Fausto|Inselvini]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;ROMA:&#039;&#039;&#039; Conti, Peccenini, Rocca, [[Cordova Franco|Cordova]], Batistoni, Santarini, Negrisolo, Morini, Prati, De Sisti, Spadoni. A disp. 12 Ginulfi, 13 Liguori 14 Cavalieri, 15 Penzo, 16 Curcio. All. Liedholm.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Picasso di Chiavari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 61&#039; Prati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; bella serata, terreno leggermente allentato per la pioggia caduta nella notte e nella mattinata. Ammonito all&#039; 89&#039; Chinaglia per proteste. Antidoping positivo per Morini, Conti, Santarini, Franzoni, Garlaschelli e D&#039;Amico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 60.000 circa di cui 45.985 paganti per un incasso di £. 208.458.500.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:derby_coppa_Italia74u.jpg|left|thumb|200px|Le squadre all&#039;ingresso]]&lt;br /&gt;
[[file:derby_coppa_Italia74.jpg|right|thumb|200px|De Sisti e Chinaglia a fine incontro]]&lt;br /&gt;
[[File:derbycoppa74.jpg|left|200px|thumb|Chinaglia]]&lt;br /&gt;
Una irriconoscibile Lazio soccombe nel derby di [[Coppa Italia]] facendo così perdere l&#039;imbattibilità nelle stracittadine al suo allenatore [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
Decide un gran colpo di testa di Prati al 61&#039; dopo che i giallorossi avevano più volte sfiorato la marcatura.&lt;br /&gt;
Al 38&#039; era Spadoni a sfiorare il goal tirando a fil di palo, mentre al 41&#039; era Negrisolo a sprecare una rete praticamente fatta.&lt;br /&gt;
Al 43&#039; gran parata di [[Pulici Felice|Pulici]] su tiro di Rocca, palla a Spadoni che spreca.&lt;br /&gt;
Poco prima l&#039;allenatore dei giallorossi aveva mandato Morini su un&#039;inarrestabile [[Re Cecconi Luciano|Re Cecconi]] togliendolo a De Sisti che fino ad allora aveva subito le sfuriate nel centrocampista Laziale. E la mossa si era rivelata esatta.&lt;br /&gt;
[[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], fischiatissimo per tutta la gara, dai romanisti, rimaneva imbrigliato nella tela della difesa.&lt;br /&gt;
La Lazio provava a reagire, ma il centrocampo non riusciva a giocare come suo solito, con [[Frustalupi Mario|Frustalupi]] in chiara difficoltà e [[D&#039;Amico Vincenzo|D&#039;Amico]] evanescente.&lt;br /&gt;
Gli ingressi di [[Badiani Roberto|Badiani]] e [[Franzoni Paolo|Franzoni]] non cambiano gli equilibri. Il risultato finale era giusto.&lt;br /&gt;
A fine partita scene di delirio dei tifosi giallorossi per anni rimasti all&#039;asciutto, per la Lazio il rammarico di aver perso e 14 giorni per recuperare gioco e concentrazione in vista del campionato.&lt;br /&gt;
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image:rocca74ci.JPG|Rocca e Chinaglia a fine gara&lt;br /&gt;
image:gr75derbyci1.jpg|Dalla rivista Giallorossi pag.1&lt;br /&gt;
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{{incontro| |19740922|1974/75| |197475}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Coppa Italia| 19740922]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Roma| 19740922]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Mereghetti_Mario&amp;diff=449661</id>
		<title>Mereghetti Mario</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[File:MereghettiMario2.jpg|thumb|left|200px|Mario Mereghetti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato a Ossona (Mi) il [[3 maggio]] [[1938]] e deceduto a deceduto a Torino il [[24 agosto]] [[2022]].&lt;br /&gt;
Cresciuto nelle giovanili dell&#039;Inter, scelto personalmente dal grande [[Meazza Giuseppe|Giuseppe Meazza]] durante un provino, nel [[1956/57]] entra nel giro della prima squadra facendo il suo esordio in serie A, contro la Lazio il [[19 maggio]] [[1957]]. Nel [[1960/61]], va in prestito all&#039;Udinese dove realizza 7 reti in 25 partite. Tornato all&#039;Inter vi rimane una stagione come riserva (15 presenze) prima di essere ceduto all&#039;Atalanta. Quattro ottime stagioni con gli orobici e poi il passaggio alla Lazio nell&#039;estate del [[1966]]. Con i capitolini prende parte a quasi tutte le amichevoli estive e ad un incontro di [[Coppa Italia]], ma poi viene definitivamente accantonato dall&#039;allenatore [[Mannocci Umberto|Mannocci]]. Nel mercato autunnale viene ceduto alla squadra di origine, l&#039;Inter, con cui però non riesce a disputare neanche un&#039;incontro ufficiale. Giocherà in seguito due anni a Varese, in serie A e altri due anni a Lecco in serie C.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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File:Mannocci mereghetti.jpg|A Tor di Quinto a colloquio con Mannocci&lt;br /&gt;
Immagine:Mereghetti  acquisto.jpg|Il titolo de l&#039;Unità del 16 agosto 1966&lt;br /&gt;
File:MereghettiMario.jpg&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti3.jpg|Mario Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti4.jpg|Mario Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti.jpg|Mario Mereghetti in una figurina del breve periodo laziale&lt;br /&gt;
File:MarioMereghettiFigurina.jpg|Un&#039;altra figurina di Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti5.jpg|Mario Mereghetti nella Lazio&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Mereghetti, Mario]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Mereghetti, Mario]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Mereghetti_Mario&amp;diff=449660</id>
		<title>Mereghetti Mario</title>
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		<updated>2022-08-25T13:02:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:MereghettiMario2.jpg|thumb|left|200px|Mario Mereghetti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato a Ossona (Mi) il [[3 maggio]] [[1938]] e deceduto a deceduto a Torino il [[24 agosto]] [[20222]].&lt;br /&gt;
Cresciuto nelle giovanili dell&#039;Inter, scelto personalmente dal grande [[Meazza Giuseppe|Giuseppe Meazza]] durante un provino, nel [[1956/57]] entra nel giro della prima squadra facendo il suo esordio in serie A, contro la Lazio il [[19 maggio]] [[1957]]. Nel [[1960/61]], va in prestito all&#039;Udinese dove realizza 7 reti in 25 partite. Tornato all&#039;Inter vi rimane una stagione come riserva (15 presenze) prima di essere ceduto all&#039;Atalanta. Quattro ottime stagioni con gli orobici e poi il passaggio alla Lazio nell&#039;estate del [[1966]]. Con i capitolini prende parte a quasi tutte le amichevoli estive e ad un incontro di [[Coppa Italia]], ma poi viene definitivamente accantonato dall&#039;allenatore [[Mannocci Umberto|Mannocci]]. Nel mercato autunnale viene ceduto alla squadra di origine, l&#039;Inter, con cui però non riesce a disputare neanche un&#039;incontro ufficiale. Giocherà in seguito due anni a Varese, in serie A e altri due anni a Lecco in serie C.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:Mannocci mereghetti.jpg|A Tor di Quinto a colloquio con Mannocci&lt;br /&gt;
Immagine:Mereghetti  acquisto.jpg|Il titolo de l&#039;Unità del 16 agosto 1966&lt;br /&gt;
File:MereghettiMario.jpg&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti3.jpg|Mario Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti4.jpg|Mario Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti.jpg|Mario Mereghetti in una figurina del breve periodo laziale&lt;br /&gt;
File:MarioMereghettiFigurina.jpg|Un&#039;altra figurina di Mereghetti&lt;br /&gt;
Image:Mereghetti5.jpg|Mario Mereghetti nella Lazio&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Mereghetti, Mario]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Mereghetti, Mario]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Labrocca_Domenico&amp;diff=449070</id>
		<title>Labrocca Domenico</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Labrocca_Domenico&amp;diff=449070"/>
		<updated>2022-08-18T17:34:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:LabroccaDomenico.jpg|thumb|left|200px|Domenico Labrocca]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzino, nato ad Asmara (Eritrea) il [[18 agosto]] [[1952]] deceduto il [[18 agosto]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cresciuto nella Casertana (nazionale juniores) dove esordì in [[Serie B]] nel [[1970]], fu acquistato in prestito dalla Lazio all&#039;inizio della stagione [[1972/73]]. Nel novembre del [[1972]] fu, però, rimandato alla squadra d&#039;origine (sempre in prestito). Inserito nella rosa della prima squadra nella stagione [[1973/74]], è utilizzato solo nella squadra Riserve che si laurea Campione d&#039;Italia nel campionato Under 23. Nell&#039;estate [[1974]] fu ceduto al Siracusa in [[Serie C]], dove disputa un&#039;ottima stagione con 37 presenze e ben 8 reti. In seguito ebbe una discreta carriera nella [[Serie B|serie cadetta]] con la maglia del [[Catania]], con il quale milita in sei campionati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
== Palmares ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* 1 [[Immagine:Scudetto.png|15px]] Scudetto (Lazio) nel [[1973/74]]&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Scudetto.png|15px]] Campionato Under 23 [[1973/74]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Immagine:Labrocca Domenico.jpg|Domenico Labrocca&lt;br /&gt;
File:v de k4.jpg|Domenico Labrocca&lt;br /&gt;
Image:Domenico Labrocca.jpg&lt;br /&gt;
Image:Labrocca.jpg|Domenico Labrocca nel Catania&lt;br /&gt;
File:LabroccaFigurina.jpg|Una figurina di Domenico Labrocca&lt;br /&gt;
File:LabroccaCasertana.jpg|Con la maglia della Casertana&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Labrocca, Domenico]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori 2|Labrocca, Domenico]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Eritrei|Labrocca, Domenico]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Meregalli_Giovanni&amp;diff=449055</id>
		<title>Meregalli Giovanni</title>
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		<updated>2022-08-18T12:21:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Giovanni Meregalli.jpg|left|180px|thumb|Giovanni Meregalli con la maglia della Lazio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attaccante, nato a Vedano Lambro (MI) il [[10 dicembre]] [[1939]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Milita nel Lecco con il quale esordisce in[[serie B]] nel [[1959/60]], nel [[Pescara]], nel [[Parma]] (due stagioni). Viene acquistato nel [[1963]] dal [[Parma]]. Disputa una stagione in maglia biancoceleste prima di passare, nel novembre dello stesso anno, al [[Cosenza]]. Successivamente milita di nuovo nel [[Parma]], nella [[Reggiana]] e nella [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la Lazio colleziona 1 presenza in [[Coppa Italia]], l&#039;[[8 settembre]] [[1963]] in [[Domenica 8 settembre 1963 - Cagliari, stadio Amsicora - Cagliari-Lazio 1-0|Cagliari-Lazio 1-0]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allena la [[Ternana]], il [[Parma]], la Lucchese ed il Prato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Meregalli, Giovanni]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Meregalli, Giovanni]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Meregalli Giovanni</title>
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		<updated>2022-08-18T07:10:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Giovanni Meregalli.jpg|left|180px|thumb|Giovanni Meregalli con la maglia della Lazio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attaccante, nato a Vedano Lambro (MI) il [[10 dicembre]] [[1939]] ivi deceduto il [[16 agosto]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Milita nel Lecco con il quale esordisce in[[serie B]] nel [[1959/60]], nel [[Pescara]], nel [[Parma]] (due stagioni). Viene acquistato nel [[1963]] dal [[Parma]]. Disputa una stagione in maglia biancoceleste prima di passare, nel novembre dello stesso anno, al [[Cosenza]]. Successivamente milita di nuovo nel [[Parma]], nella [[Reggiana]] e nella [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la Lazio colleziona 1 presenza in [[Coppa Italia]], l&#039;[[8 settembre]] [[1963]] in [[Domenica 8 settembre 1963 - Cagliari, stadio Amsicora - Cagliari-Lazio 1-0|Cagliari-Lazio 1-0]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allena la [[Ternana]], il [[Parma]], la Lucchese ed il Prato.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Meregalli, Giovanni]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Meregalli, Giovanni]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Garella_Claudio&amp;diff=448709</id>
		<title>Garella Claudio</title>
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		<updated>2022-08-12T10:27:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Garella.jpg|left|200px|thumb|Claudio Garella]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Portiere, nato a Torino il [[7 gennaio]] [[1955]], deceduto la notte del [[12 agosto]] [[2022]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cresciuto nelle giovanili del [[Torino]] esordisce in [[Serie A]] nel [[campionato]] [[1972/73]]. Viene ceduto al [[Casale]] alla fine della stagione, dove gioca 2 [[Campionato|campionati]] totalizzando 68 presenze. Nella stagione [[1975/76]] è il portiere titolare del [[Novara]], dove si mette alla luce subendo solo 29 reti in 38 gare. Viene acquistato dalla Lazio su indicazione di [[Vinicio (Luís Vinícius de Menezes)|Vinicio]] che lo considera molto interessante in prospettiva futura. Il pimo anno in biancoceleste lo trascorre da secondo dietro a  [[Pulici Felice|Felice Pulici]]. L&#039;anno successivo [[Vinicio (Luís Vinícius de Menezes)|Vinicio]] decide di puntare su di lui per difendere la porta della Lazio, suscitando non poche polemiche e costringendo [[Pulici Felice|Pulici]] a trasferirsi al [[Monza]]. Essendo ancora molto giovane, Garella incappa in alcune partite dove non ha un buon rendimento. Beppe Viola, giornalista Rai degli anni [[1970|Settanta]], si diverte a miscelare parole e a lui si deve il primo neologismo dedicato al portiere. &amp;quot;Garellate&amp;quot;, sentenzia Viola una domenica per sottolineare un paio d&#039;errori del portiere che difende la porta laziale. Da quel momento i suoi errori vengono ribattezzati &amp;quot;Garellate&amp;quot; da tutta la stampa, che non gliene perdona una.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto, poi di aver sostituito [[Pulici Felice|Pulici]], non viene accolto di buon occhio dai tifosi che, invece, gli avevano dato l&#039;appellativo di &amp;quot;Paperella&amp;quot;. Garella gioca da titolare la stagione [[1977/78]], collezionando 29 partite in [[Campionato]], 2 in [[Coppa Italia]], e 4 nella [[Coppa UEFA]]. A fine stagione viene ceduto alla [[Sampdoria]] nello scambio che porta [[Cacciatori Massimo|Massimo Cacciatori]] alla Lazio. In blucerchiato milita per tre stagioni, collezionando 113 presenze. Dopo l&#039;esperienza con i blucerchiati, con i quali rinasce come portiere dopo le critiche ricevute a Roma, viene ceduto al [[Verona]] allenato da Osvaldo Bagnoli con il quale conquista uno storico [[scudetto]] nella stagione [[1984/85]]. Con gli scaligeri colleziona 113 presenze e i tifosi gialloblù lo soprannominano &amp;quot;Garellik&amp;quot;. Dotato di ottime doti fisiche, sgraziato, è stato sempre messo in discussione  per lo stile decisamente poco ortodosso delle sue parate. Uscite spericolate, uso continuo dei piedi per parare, riflessi prodigiosi, parate eccezionali, alternate a errori clamorosi, lo hanno reso un personaggio molto popolare nel mondo del calcio, ma sul portiere i giudizi degli appassionati sono stati sempre estremamente discordanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;estate del [[1985]] passa al [[Napoli SSC|Napoli]] col quale vince un altro storico [[scudetto]] e una [[Coppa Italia]] nella stagione [[1986/87]]. Difende la porta del partenopea 59 volte. L&#039;anno seguente viene ceduto all&#039;[[Udinese]] in [[Serie B]]. Gioca l&#039;ultimo anno con l&#039;[[Avellino]] nel [[1991]] e poi appende le scarpe al chiodo. In un&#039;intervista del [[2007]] alla [[Gazzetta dello Sport]] dichiara: &#039;&#039;&amp;quot;Vivo dimenticato. Il grande calcio si è scordato di me e non so perché. Sono direttore sportivo diplomato a Coverciano e da anni aspetto una telefonata che non arriva. Spiegazioni? Non mi sono inginocchiato davanti a nessuno, non frequento i giri giusti&amp;quot;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Image:Garella_Casale.jpg|Nel Casale&lt;br /&gt;
Image:ClaudioGarella.jpg|&lt;br /&gt;
Image:GarellaClaudio.jpg|Claudio Garella nel 1977&lt;br /&gt;
Image:Garella77.jpg|Claudio Garella nel 1977&lt;br /&gt;
Image:Avagliano Garella.jpg|Insieme ad Avagliano&lt;br /&gt;
Image:Garella1.jpg|&lt;br /&gt;
Image:Garella figurina.jpg|Una figurina di Garella&lt;br /&gt;
Image:Garella_verona.jpg|In porta nel Verona&lt;br /&gt;
Image:Garella_Na3.jpg|In allenamento nel Napoli&lt;br /&gt;
Image:Garella Na1.jpg|Una figurina nel Napoli&lt;br /&gt;
Image:Garella Na2.jpg|Una figurina nel Napoli&lt;br /&gt;
Image:Garella pubb 1.jpg|Una cartolina di Garella&lt;br /&gt;
Image:Garella_pubb 2.jpg|Una cartolina di Garella&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Garella, Claudio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Garella, Claudio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Monza71uscita.jpg&amp;diff=443479</id>
		<title>File:Monza71uscita.jpg</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_21_novembre_1971_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Monza_2-0&amp;diff=443478</id>
		<title>Domenica 21 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0</title>
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		<updated>2022-06-10T08:06:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1971/72|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 14 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 2-2|Turno precedente]] - [[Domenica 28 novembre 1971 - Reggio Emilia, stadio Mirabello - Reggiana-Lazio 1-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|21|novembre|1971}} - &#039;&#039;&#039;[[1971|1702]]&#039;&#039;&#039; - Campionato di Serie B 1971/72 - &#039;&#039;&#039;IX giornata&#039;&#039;&#039; - calcio d&#039;inizio ore 14.30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Bandoni Claudio|Bandoni]], [[Facco Mario|Facco]], [[Legnaro Gaetano|Legnaro]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Papadopulo Giuseppe|Papadopulo]], [[Martini Luigi|Martini]], [[Massa Giuseppe|Massa]], [[Fortunato Giuliano|Fortunato]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] (74&#039; [[Nanni Franco|Nanni]]), [[Facchin Carlo|Facchin]]. A disp. [[Di Vincenzo Rosario|Di Vincenzo]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MONZA:&#039;&#039;&#039; Cazzaniga, Lievore, Viganò, F.Fontana, Trebbi, Caremi, Sanseverino, Bertogna, G.Perego, Dehò, Pepe (79&#039; Reali). A disp. Evangelista. All. Viviani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; Frasso (Caserta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 6&#039; [[Massa Giuseppe|Massa]], 11&#039; [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; cielo parzialmente coperto, temperatura fredda con leggero vento di tramontana; terreno in buone condizioni. Presente in tribuna Monte Mario la nazionale cinese di ping-pong.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 27.000 circa con 10.239 paganti per un incasso di £. 13.218.000.&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71inizii.jpg|thumb|left|180px|Le squadre in campo]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71gara.jpg|thumb|right|180px|Una fase di gioco]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71aa.jpg|thumb|left|180px|La rete di Massa]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71esultanza.jpg|thumb|right|180px|L&#039;esultanza del giocatore]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71h.jpg|thumb|left|180px|Martini in azione]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71c.jpg|thumb|right|180px|Il goal di Chinaglia (Telefoto ap)]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov1971bigl.jpg|left|180px|thumb|Il biglietto della gara]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza_chinaglia.jpg|right|180px|thumb|Ancora un&#039;immagine del goal di Chinaglia]]&lt;br /&gt;
[[Image:pierin319.jpg|left|180px|thumb|La squadra di ping-pong della Cina in tribuna]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza71uscita.jpg|right|180px|thumb|Le squadre escono dal campo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Franco successo della Lazio che conquista i due punti al termine di una partita giocata in tutta sicurezza. Il ritorno in squadra di due elementi come [[Martini Luigi|Martini]] e [[Fortunato Giuliano|Fortunato]] ridona quegli equilibri che [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] sta mettendo a punto. Inizio tambureggiante e dopo due occasioni di cui si faceva promotore [[Facchin Carlo|Facchin]] arriva il vantaggio. Cross da sinistra di [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] e torre di [[Facco Mario|Facco]] per l&#039;accorrente [[Massa Giuseppe|Peppino Massa]] che con un tiro secco, radente al palo, batte imparabilmente Cazzaniga. Trascorrono cinque minuti e arriva il raddoppio. [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] in percussione si fa largo sulla fascia laterale destra e crossa teso al centro trovando all&#039;appuntamento [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che di testa gonfia la rete dei brianzoli. Ancora Long John protagonista al 28&#039; nei panni del rifinitore (a testimonianza dei grandi progressi tecnici del centravanti) e poi con una potente conclusione bloccata a terra dal portiere biancorosso. Nella ripresa il [[Monza]] comincia a far qualcosa in più dopo l&#039;anonimo primo tempo, ma mai si rende pericoloso per l&#039;attenta gara della difesa dei romani. Sul finire vi è l&#039;ennesima sgroppata di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che costringe in rapida successione Cazzaniga a un duplice miracoloso intervento. Solo allo scoccare dei novanta minuti di gioco gli ospiti sfiorano la segnatura con Sanseverino che cincischia di fronte a [[Bandoni Claudio|Bandoni]] sciupando banalmente l&#039;occasione. Lazio dunque in progresso con una difesa ben registrata, un centrocampo di quantità che attende solo il debutto di un regista classico come [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]] ormai a posto fisicamente, e un attacco che con gli acquisti del mercato di novembre ha donato a [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] una maggiore tranquillità per esprimersi. Al termine della giornata, grazie ai risultati delle dirette avversarie, i biancocelesti si portano al comando della classifica con 12 punti assieme a [[Palermo]], [[Perugia]], [[Taranto]] e [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19711121|1971/72| |197171}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Serie B| 19711121]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Monza| 19711121]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_21_novembre_1971_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Monza_2-0&amp;diff=443477</id>
		<title>Domenica 21 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_21_novembre_1971_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Monza_2-0&amp;diff=443477"/>
		<updated>2022-06-10T08:05:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1971/72|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 14 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 2-2|Turno precedente]] - [[Domenica 28 novembre 1971 - Reggio Emilia, stadio Mirabello - Reggiana-Lazio 1-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|21|novembre|1971}} - &#039;&#039;&#039;[[1971|1702]]&#039;&#039;&#039; - Campionato di Serie B 1971/72 - &#039;&#039;&#039;IX giornata&#039;&#039;&#039; - calcio d&#039;inizio ore 14.30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Bandoni Claudio|Bandoni]], [[Facco Mario|Facco]], [[Legnaro Gaetano|Legnaro]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Papadopulo Giuseppe|Papadopulo]], [[Martini Luigi|Martini]], [[Massa Giuseppe|Massa]], [[Fortunato Giuliano|Fortunato]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] (74&#039; [[Nanni Franco|Nanni]]), [[Facchin Carlo|Facchin]]. A disp. [[Di Vincenzo Rosario|Di Vincenzo]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MONZA:&#039;&#039;&#039; Cazzaniga, Lievore, Viganò, F.Fontana, Trebbi, Caremi, Sanseverino, Bertogna, G.Perego, Dehò, Pepe (79&#039; Reali). A disp. Evangelista. All. Viviani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; Frasso (Caserta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 6&#039; [[Massa Giuseppe|Massa]], 11&#039; [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; cielo parzialmente coperto, temperatura fredda con leggero vento di tramontana; terreno in buone condizioni. Presente in tribuna Monte Mario la nazionale cinese di ping-pong.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 27.000 circa con 10.239 paganti per un incasso di £. 13.218.000.&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71inizii.jpg|thumb|left|180px|Le squadre in campo]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71gara.jpg|thumb|right|180px|Una fase di gioco]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71aa.jpg|thumb|left|180px|La rete di Massa]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71esultanza.jpg|thumb|right|180px|L&#039;esultanza del giocatore]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71h.jpg|thumb|left|180px|Martini in azione]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71c.jpg|thumb|right|180px|Il goal di Chinaglia (Telefoto ap)]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov1971bigl.jpg|left|180px|thumb|Il biglietto della gara]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza_chinaglia.jpg|right|180px|thumb|Ancora un&#039;immagine del goal di Chinaglia]]&lt;br /&gt;
[[Image:pierin319.jpg|left|180px|thumb|La squadra di ping-pong della Cina in tribuna]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza71uscita.jpg|left|180px|thumb|Le squadre escono dal campo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Franco successo della Lazio che conquista i due punti al termine di una partita giocata in tutta sicurezza. Il ritorno in squadra di due elementi come [[Martini Luigi|Martini]] e [[Fortunato Giuliano|Fortunato]] ridona quegli equilibri che [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] sta mettendo a punto. Inizio tambureggiante e dopo due occasioni di cui si faceva promotore [[Facchin Carlo|Facchin]] arriva il vantaggio. Cross da sinistra di [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] e torre di [[Facco Mario|Facco]] per l&#039;accorrente [[Massa Giuseppe|Peppino Massa]] che con un tiro secco, radente al palo, batte imparabilmente Cazzaniga. Trascorrono cinque minuti e arriva il raddoppio. [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] in percussione si fa largo sulla fascia laterale destra e crossa teso al centro trovando all&#039;appuntamento [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che di testa gonfia la rete dei brianzoli. Ancora Long John protagonista al 28&#039; nei panni del rifinitore (a testimonianza dei grandi progressi tecnici del centravanti) e poi con una potente conclusione bloccata a terra dal portiere biancorosso. Nella ripresa il [[Monza]] comincia a far qualcosa in più dopo l&#039;anonimo primo tempo, ma mai si rende pericoloso per l&#039;attenta gara della difesa dei romani. Sul finire vi è l&#039;ennesima sgroppata di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che costringe in rapida successione Cazzaniga a un duplice miracoloso intervento. Solo allo scoccare dei novanta minuti di gioco gli ospiti sfiorano la segnatura con Sanseverino che cincischia di fronte a [[Bandoni Claudio|Bandoni]] sciupando banalmente l&#039;occasione. Lazio dunque in progresso con una difesa ben registrata, un centrocampo di quantità che attende solo il debutto di un regista classico come [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]] ormai a posto fisicamente, e un attacco che con gli acquisti del mercato di novembre ha donato a [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] una maggiore tranquillità per esprimersi. Al termine della giornata, grazie ai risultati delle dirette avversarie, i biancocelesti si portano al comando della classifica con 12 punti assieme a [[Palermo]], [[Perugia]], [[Taranto]] e [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19711121|1971/72| |197171}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Serie B| 19711121]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Monza| 19711121]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_21_novembre_1971_-_Roma,_stadio_Olimpico_-_Lazio-Monza_2-0&amp;diff=443469</id>
		<title>Domenica 21 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0</title>
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		<updated>2022-06-09T18:20:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1971/72|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 14 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 2-2|Turno precedente]] - [[Domenica 28 novembre 1971 - Reggio Emilia, stadio Mirabello - Reggiana-Lazio 1-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|21|novembre|1971}} - &#039;&#039;&#039;[[1971|1702]]&#039;&#039;&#039; - Campionato di Serie B 1971/72 - &#039;&#039;&#039;IX giornata&#039;&#039;&#039; - calcio d&#039;inizio ore 14.30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Bandoni Claudio|Bandoni]], [[Facco Mario|Facco]], [[Legnaro Gaetano|Legnaro]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Papadopulo Giuseppe|Papadopulo]], [[Martini Luigi|Martini]], [[Massa Giuseppe|Massa]], [[Fortunato Giuliano|Fortunato]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] (74&#039; [[Nanni Franco|Nanni]]), [[Facchin Carlo|Facchin]]. A disp. [[Di Vincenzo Rosario|Di Vincenzo]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MONZA:&#039;&#039;&#039; Cazzaniga, Lievore, Viganò, F.Fontana, Trebbi, Caremi, Sanseverino, Bertogna, G.Perego, Dehò, Pepe (79&#039; Reali). A disp. Evangelista. All. Viviani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; Frasso (Caserta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 6&#039; [[Massa Giuseppe|Massa]], 11&#039; [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; cielo parzialmente coperto, temperatura fredda con leggero vento di tramontana; terreno in buone condizioni. Presente in tribuna Monte Mario la nazionale cinese di ping-pong.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 27.000 circa con 10.239 paganti per un incasso di £. 13.218.000.&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71inizii.jpg|thumb|left|180px|Le squadre in campo]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71gara.jpg|thumb|right|180px|Una fase di gioco]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71aa.jpg|thumb|left|180px|La rete di Massa]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71esultanza.jpg|thumb|right|180px|L&#039;esultanza del giocatore]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71h.jpg|thumb|left|180px|Martini in azione]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71c.jpg|thumb|right|180px|Il goal di Chinaglia (Telefoto ap)]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov1971bigl.jpg|left|180px|thumb|Il biglietto della gara]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza_chinaglia.jpg|right|180px|thumb|Ancora un&#039;immagine del goal di Chinaglia]]&lt;br /&gt;
[[Image:pierin319.jpg|left|180px|thumb|La squadra di ping-pong della Cina in tribuna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Franco successo della Lazio che conquista i due punti al termine di una partita giocata in tutta sicurezza. Il ritorno in squadra di due elementi come [[Martini Luigi|Martini]] e [[Fortunato Giuliano|Fortunato]] ridona quegli equilibri che [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] sta mettendo a punto. Inizio tambureggiante e dopo due occasioni di cui si faceva promotore [[Facchin Carlo|Facchin]] arriva il vantaggio. Cross da sinistra di [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] e torre di [[Facco Mario|Facco]] per l&#039;accorrente [[Massa Giuseppe|Peppino Massa]] che con un tiro secco, radente al palo, batte imparabilmente Cazzaniga. Trascorrono cinque minuti e arriva il raddoppio. [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] in percussione si fa largo sulla fascia laterale destra e crossa teso al centro trovando all&#039;appuntamento [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che di testa gonfia la rete dei brianzoli. Ancora Long John protagonista al 28&#039; nei panni del rifinitore (a testimonianza dei grandi progressi tecnici del centravanti) e poi con una potente conclusione bloccata a terra dal portiere biancorosso. Nella ripresa il [[Monza]] comincia a far qualcosa in più dopo l&#039;anonimo primo tempo, ma mai si rende pericoloso per l&#039;attenta gara della difesa dei romani. Sul finire vi è l&#039;ennesima sgroppata di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che costringe in rapida successione Cazzaniga a un duplice miracoloso intervento. Solo allo scoccare dei novanta minuti di gioco gli ospiti sfiorano la segnatura con Sanseverino che cincischia di fronte a [[Bandoni Claudio|Bandoni]] sciupando banalmente l&#039;occasione. Lazio dunque in progresso con una difesa ben registrata, un centrocampo di quantità che attende solo il debutto di un regista classico come [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]] ormai a posto fisicamente, e un attacco che con gli acquisti del mercato di novembre ha donato a [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] una maggiore tranquillità per esprimersi. Al termine della giornata, grazie ai risultati delle dirette avversarie, i biancocelesti si portano al comando della classifica con 12 punti assieme a [[Palermo]], [[Perugia]], [[Taranto]] e [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19711121|1971/72| |197171}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Serie B| 19711121]]&lt;br /&gt;
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&lt;div&gt;[[1971/72|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 14 novembre 1971 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 2-2|Turno precedente]] - [[Domenica 28 novembre 1971 - Reggio Emilia, stadio Mirabello - Reggiana-Lazio 1-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|21|novembre|1971}} - &#039;&#039;&#039;[[1971|1702]]&#039;&#039;&#039; - Campionato di Serie B 1971/72 - &#039;&#039;&#039;IX giornata&#039;&#039;&#039; - calcio d&#039;inizio ore 14.30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Bandoni Claudio|Bandoni]], [[Facco Mario|Facco]], [[Legnaro Gaetano|Legnaro]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Papadopulo Giuseppe|Papadopulo]], [[Martini Luigi|Martini]], [[Massa Giuseppe|Massa]], [[Fortunato Giuliano|Fortunato]], [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]], [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] (74&#039; [[Nanni Franco|Nanni]]), [[Facchin Carlo|Facchin]]. A disp. [[Di Vincenzo Rosario|Di Vincenzo]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MONZA:&#039;&#039;&#039; Cazzaniga, Lievore, Viganò, F.Fontana, Trebbi, Caremi, Sanseverino, Bertogna, G.Perego, Dehò, Pepe (79&#039; Reali). A disp. Evangelista. All. Viviani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; Frasso (Caserta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 6&#039; [[Massa Giuseppe|Massa]], 11&#039; [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; cielo parzialmente coperto, temperatura fredda con leggero vento di tramontana; terreno in buone condizioni. Presente in tribuna Monte Mario la nazionale cinese di ping-pong.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 27.000 circa con 10.239 paganti per un incasso di £. 13.218.000.&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71inizii.jpg|thumb|left|180px|Le squadre in campo]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71gara.jpg|thumb|right|180px|Una fase di gioco]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71h.jpg|thumb|left|180px|Martini in azione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71aa.jpg|thumb|left|180px|La rete di Massa]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71esultanza.jpg|thumb|right|180px|L&#039;esultanza del giocatore]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71h.jpg|thumb|left|180px|Martini in azione]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov71c.jpg|thumb|right|180px|Il goal di Chinaglia (Telefoto ap)]]&lt;br /&gt;
[[Image:21nov1971bigl.jpg|left|180px|thumb|Il biglietto della gara]]&lt;br /&gt;
[[Image:monza_chinaglia.jpg|right|180px|thumb|Ancora un&#039;immagine del goal di Chinaglia]]&lt;br /&gt;
[[Image:pierin319.jpg|left|180px|thumb|La squadra di ping-pong della Cina in tribuna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Franco successo della Lazio che conquista i due punti al termine di una partita giocata in tutta sicurezza. Il ritorno in squadra di due elementi come [[Martini Luigi|Martini]] e [[Fortunato Giuliano|Fortunato]] ridona quegli equilibri che [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] sta mettendo a punto. Inizio tambureggiante e dopo due occasioni di cui si faceva promotore [[Facchin Carlo|Facchin]] arriva il vantaggio. Cross da sinistra di [[Abbondanza Alessandro|Abbondanza]] e torre di [[Facco Mario|Facco]] per l&#039;accorrente [[Massa Giuseppe|Peppino Massa]] che con un tiro secco, radente al palo, batte imparabilmente Cazzaniga. Trascorrono cinque minuti e arriva il raddoppio. [[Legnaro Gaetano|Legnaro]] in percussione si fa largo sulla fascia laterale destra e crossa teso al centro trovando all&#039;appuntamento [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che di testa gonfia la rete dei brianzoli. Ancora Long John protagonista al 28&#039; nei panni del rifinitore (a testimonianza dei grandi progressi tecnici del centravanti) e poi con una potente conclusione bloccata a terra dal portiere biancorosso. Nella ripresa il [[Monza]] comincia a far qualcosa in più dopo l&#039;anonimo primo tempo, ma mai si rende pericoloso per l&#039;attenta gara della difesa dei romani. Sul finire vi è l&#039;ennesima sgroppata di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] che costringe in rapida successione Cazzaniga a un duplice miracoloso intervento. Solo allo scoccare dei novanta minuti di gioco gli ospiti sfiorano la segnatura con Sanseverino che cincischia di fronte a [[Bandoni Claudio|Bandoni]] sciupando banalmente l&#039;occasione. Lazio dunque in progresso con una difesa ben registrata, un centrocampo di quantità che attende solo il debutto di un regista classico come [[Moschino Giovanni Battista|Moschino]] ormai a posto fisicamente, e un attacco che con gli acquisti del mercato di novembre ha donato a [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] una maggiore tranquillità per esprimersi. Al termine della giornata, grazie ai risultati delle dirette avversarie, i biancocelesti si portano al comando della classifica con 12 punti assieme a [[Palermo]], [[Perugia]], [[Taranto]] e [[Ternana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19711121|1971/72| |197171}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Serie B| 19711121]]&lt;br /&gt;
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		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Mercoledì 1 maggio 1974 - Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 2-0</title>
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		<updated>2022-06-09T18:13:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1973/74|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Mercoledì 27 marzo 1974 - Torino, stadio Comunale - Juventus-Lazio 3-0|Turno precedente]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|1|maggio|1974}} - &#039;&#039;&#039;[[1974|1816.&#039;&#039;&#039;]] Coppa Italia 1973/74 - &#039;&#039;&#039;Girone finale B - VI giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;PALERMO:&#039;&#039;&#039; Girardi, Viganò, Cerantola, Arcoleo, [[Pighin Dario|Pighin]] (60&#039; Zanin), Barlassina, [[Favalli (II) Erminio|Favalli]] (60&#039; Vullo), Ballabio, Magistrelli, Vanello, Barbana. A disp. Bellavia, Chirco. All. Viciani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Moriggi Avelino|Moriggi]], [[Polentes Luigi|Polentes]], [[Tinaburri Giuliano|Tinaburri]], [[Facco Mario|Facco]], [[Di Chiara (I) Stefano|Di Chiara (I)]], [[Borgo Sergio|Borgo]] (75&#039; [[Amato Salvatore|Amato)]], [[Franzoni Paolo|Franzoni]], [[Tripodi Franco|Tripodi]], [[Mazzola (II) Ferruccio|Mazzola (II)]], [[Inselvini Fausto|Inselvini]], [[Ceccarelli Giancarlo|Ceccarelli]]. A disp. [[Avagliano Giuseppe|Avagliano]], [[Trobiani Vito|Trobiani]], [[Sambucco Giovanni|Sambucco]], [[Chirra Armando|Chirra]]. All. [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] (in panchina [[Lovati Roberto|Lovati]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Trono di Torino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 43&#039; Vanello, 49&#039; Magistrelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; giornata primaverile. Terreno buono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Spettatori:&#039;&#039;&#039; 20.000 circa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (4).jpg|200px|left|thumb|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (5).jpg|200px|right|thumb|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (6).jpg|200px|left|thumb|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (7).jpg|200px|right|thumb|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (8).jpg|200px|left|thumb|Magistrelli autore della seconda rete &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
[[file:coppaitaliapalermo74 (9).jpg|200px|right|thumb|Viganò a fine gara &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal Nord al Sud gli ultimi, flebili battiti di una Coppa Italia in agonia: valeva la pena di snobbarla se non addirittura umiliarla sull&#039;altare del grande calcio, cioè quello del campionato e dei mondiali ? Della Coppa che in passato sembrò ricalcare gli entusiasmi dell&#039;analoga manifestazione « inventata » dagli inglesi (oltre Manica è qualcosa di sacro per la quale si aprono addirittura le porte di Wembley) si è passati a quella attuale, riempitivo di una stagione che guarda unicamente alla sfida di Monaco. Squadre « cotte » dal campionato - è il caso della Lazio che ha mandato in campo a Palermo la sua - under 23 » volendosi mantenere in forze per la sfida forse decisiva di domenica col Torino.&lt;br /&gt;
Nell&#039;ultimo turno, quello giocato il primo maggio, la Lazio ha reso vita facile al Palermo impiegando ragazzi promettenti, ma inesperti come Tinaburri, ottenendo un doppio risultato: fare riposare i titolari, reduci dalla sofferta vittoria con il Genoa, e impedire nel contempo alla Juventus di classificarsi prima nel girone. Ai bianconeri, infatti, non è bastata la vittoria di Cesena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il freddo, accompagnato dal diluvio d&#039;acqua che si è abbattuto su Roma per due giorni consecutivi, non è riuscito a sconfiggere l&#039;entusiasmo degli appassionati del calcio. Nonostante il maltempo e la giornata festiva del primo maggio, centinaia di tifosi si sono stretti intorno ai loro beniamini a Tor di quinto e al Flaminio, sede del quartieri generali di Lazio e Roma. I campi di allenamento sembrano più adatti per un incontro di pallanuoto, ma i giocatori non si sono scoraggiati. I biancoazzurri di Maestrelli, superato agevolmente lo scoglio di una critica piuttosto feroce per la scialba partita disputata contro il Genoa, sono apparsi distesi, quasi allegri. Neppure gli appunti mossi da alcuni quotidiani che hanno fatto rilevare il comportamento antisportivo della Lazio (che ha inviato a Palermo per la partita di Coppa Italia la sua under 23, accompagnata da Lovati) sono riusciti a guastare il clima di rinnovata fiducia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando a Maestrelli è stato fatto notare che la Lega potrebbe adottare provvedimenti disciplinari nei confronti della società romana, il trainer ha replicato con una battuta pungente: &#039;&#039;- Abbiamo un alibi di ferro. Molti dicono che siamo cotti. Perciò ho deciso di mandare in Sicilia la &amp;quot;Under 23&amp;quot; che si trova in testa nel proprio torneo.&#039;&#039; Giorgio Chinaglia, presente al dialogo, non ha accettato neppure per scherzo l&#039;idea di una Lazio stanca: &#039;&#039;Se ne accorgeranno i nostri avversari&#039;&#039; - ha detto il focoso centravanti - &#039;&#039;abbiamo ancora tre punti di vantaggio sulla Juventus. Sono i bianconeri che non possono permettersi un passo falso. Lo sanno benissimo. Domenica giocheranno con la paura addosso. Per noi, comunque vada la partita con il Torino, saremo sempre in testa, pronti a riprendere il cammino la domenica successiva&#039;&#039;. Scontato, dunque, il risultato con i granata ?  &#039;&#039;Questo è il punto&#039;&#039; - ha replicato Chinaglia - &#039;&#039;quasi tutti ci danno per spacciati. Dicono che domenica prossima la Juve batterà la Roma e si porterà ad un punto da noi. Ma pensate proprio che la Lazio vada in gita turistica in Piemonte ?&#039;&#039;  &#039;&#039;- La nostra squadra non sa difendersi&#039;&#039; - è intervenuto Wilson -, &#039;&#039;adotteremo la nostra solita tattica offensiva. Non giocheremo quindi per un pareggio. Considerate però le difficoltà del confronto sarei pronto a sottoscrivere subito un risultato di parità&#039;&#039;. Per la Lazio quella di domenica è senza alcun dubbio la partita più delicata della stagione. Entro oggi Maestrelli deciderà se condurre i suoi uomini in ritiro anticipato. In tal caso la Lazio partirà domani mattina per una località situata nei pressi di Torino, dove completerà la preparazione. Garlaschelli e D&#039;Amico sono ancora sofferenti per infortuni che al momento mettono in dubbio la loro partecipazione alla gara con i granata. Come al solito, Maestrelli finirà per decidere la formazione soltanto pochi minuti prima di entrare in campo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Fonte:&#039;&#039;&#039; [[La Stampa]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Nota==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Venerdì [[11 maggio]] la commissione Disciplinare condannerà la Lazio ad una multa di 3 milioni di lire (violazione dell&#039;art. 60 n.4 del regolamento del settore professionisti), per aver inviato a Palermo una squadra nella quale non figurava nessun titolare. Il regolamento prescrive che: &#039;&#039;Nelle gare di campionato ed in tutte le altre gare ufficiali è fatto obbligo alle società di schierare le proprie squadre nella migliore formazione.&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
image:01maggio1974.jpg|La prima rete di Vanello &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)&lt;br /&gt;
file:coppaitaliapalermo74 (1).jpg|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)&lt;br /&gt;
file:coppaitaliapalermo74 (2).jpg|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)&lt;br /&gt;
file:coppaitaliapalermo74 (3).jpg|Una fase della partita &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.Conc. Francesco Di Salvo)&lt;br /&gt;
File:74palermoms.jpg|Da Momento Sera: la cronaca della gara&lt;br /&gt;
file:3maggio74ms.jpg|Da Momento Sera del 3 maggio 1974&lt;br /&gt;
file:3maggio74ms1.jpg|Da Momento Sera del 3 maggio 1974&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19740501|1973/74| |197374}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Coppa Italia| 19740501]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Palermo| 19740501]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Redipuglia_29_maggio_2022._Cerimonia_in_onore_dei_caduti_della_S.P.Lazio&amp;diff=443365</id>
		<title>Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Redipuglia_29_maggio_2022._Cerimonia_in_onore_dei_caduti_della_S.P.Lazio&amp;diff=443365"/>
		<updated>2022-06-05T09:49:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[2021/22|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022a.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022b.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022c.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022d.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022e.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022f.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto ha organizzato una cerimonia commemorativa per rendere omaggio ai caduti della polisportiva Lazio nella Grande Guerra le cui spoglie riposano presso il Sacrario Militare di Redipuglia (GO).&lt;br /&gt;
L&#039;iniziativa nasce dalla volontà dell&#039;associazione di coniugare la nostra Lazialità e il territorio del Triveneto. Prendendo lo spunto dalla rivendicazione dello scudetto del 1915 siamo venuti a conoscenza della partecipazione dei nostri atleti agli eventi bellici che ebbero in questo territorio il teatro principale, tutto grazie all&#039;illuminante libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot; di LazioWiki.&lt;br /&gt;
L&#039;evento si è tenuto domenica 29 maggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo del discorso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno,&lt;br /&gt;
come presidente dell’associazione Laziali Veneto dò il benvenuto a tutti e ringrazio&lt;br /&gt;
per la partecipazione. Oggi siamo qui per commemorare i caduti nella Prima&lt;br /&gt;
Guerra Mondiale appartenuti alla Società Podistica Lazio, che ricordiamo essere&lt;br /&gt;
eretta ad Ente Morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921 per aver trasformato il&lt;br /&gt;
proprio campo da gioco in orto di guerra allo scopo di sfamare la popolazione&lt;br /&gt;
durante il Primo Conflitto Mondiale.&lt;br /&gt;
Come associazione di Laziali che vivono in Veneto abbiamo fortemente voluto&lt;br /&gt;
questa cerimonia perché riteniamo di coniugare in essa il nostro senso di&lt;br /&gt;
appartenenza, quella che noi chiamiamo “la Lazialità” comprensiva della memoria&lt;br /&gt;
storica, con il territorio dove viviamo estendendolo al Triveneto che fu il teatro&lt;br /&gt;
principale nelle vicende belliche della Grande Guerra. Vogliamo ricordare coloro&lt;br /&gt;
che versarono il sangue per la Patria senza essere retorici, senza esaltare il&lt;br /&gt;
conflitto bellico e senza strumentalizzazioni. Semplicemente un omaggio tra&lt;br /&gt;
Laziali.&lt;br /&gt;
Rendiamo dunque onore ai pionieri della Società Podistica Lazio che morirono in&lt;br /&gt;
battaglia o come conseguenza delle ferite riportate o delle malattie contratte nelle&lt;br /&gt;
trincee. Lo facciamo nel Sacrario Militare di Redipuglia perché qui giacciono le&lt;br /&gt;
salme dei due fratelli Massetti, Mario e Ottorino entrambi podisti, ma idealmente&lt;br /&gt;
ricordiamo tutti i 37 caduti tra dirigenti e atleti del Sodalizio Bianco Celeste fino ad&lt;br /&gt;
ora accertati dal meticoloso lavoro del laziali di LazioWiki. Leggiamo i nomi dei&lt;br /&gt;
caduti e la sezione di appartenenza:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Ausenda Arnaldo Podismo&lt;br /&gt;
• Bompiani Giorgio Football&lt;br /&gt;
• Bonaga Ernesto Football&lt;br /&gt;
• Canalini Alberto Football Nuoto&lt;br /&gt;
Ciclismo&lt;br /&gt;
• Cerquetti Ildebrando Esploratore&lt;br /&gt;
• Cianconi Manlio Football&lt;br /&gt;
• Chiesa Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Colombo Carlo Giovanni Dirigente&lt;br /&gt;
• Conti Ugo Dirigente&lt;br /&gt;
• Damin Jacopo Esploratore&lt;br /&gt;
• De Censi Renato Football&lt;br /&gt;
• De Mori Rodolfo Podismo&lt;br /&gt;
• On.Di Palma Federico Dirigente&lt;br /&gt;
• Ferranti Vasco Esploratore&lt;br /&gt;
• Gaggiotti Orazio Podismo Football&lt;br /&gt;
• Gaslini Lorenzo Football&lt;br /&gt;
• Kustermann Giovanni Nuoto&lt;br /&gt;
• Laviosa Enrico Football&lt;br /&gt;
• Malnate Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Marcucci Armando Podismo&lt;br /&gt;
• Marsili Florio Nuoto&lt;br /&gt;
• Massetti Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Massetti Ottorino Podismo&lt;br /&gt;
• Massini Fulvio Football&lt;br /&gt;
• Mengarini Valerio Nuoto Podismo&lt;br /&gt;
• Micara Paolo Direttore tecnico&lt;br /&gt;
• Molina Andrea Teodoro Football&lt;br /&gt;
• Monetti Camillo Football&lt;br /&gt;
• Nazari Pietro Podismo&lt;br /&gt;
• Oliva Erberto Esploratore&lt;br /&gt;
• Pandolfi De Rinaldis Giovanni&lt;br /&gt;
Podismo&lt;br /&gt;
• Pansolli Clemente Podismo&lt;br /&gt;
• Piergallini Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Riccardi Luigi Podismo Football&lt;br /&gt;
• Rivalta Pier Italo Podismo&lt;br /&gt;
• Rotellini Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Sen. Spingardi Paolo Premilitare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti dei caduti nominati erano calciatori ai quali il conflitto negò la possibilità di&lt;br /&gt;
disputare la finale per l’assegnazione dello scudetto del 1915, lo scudetto negato,&lt;br /&gt;
per il quale aspettiamo un atto di giustizia alla memoria cioè l’ex-aqueo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario e Ottorino Massetti, fratelli, caddero a distanza di 3 mesi l’uno dall’altro non&lt;br /&gt;
lontano da dove ci troviamo. Mario morì il 23 agosto del 1915, S. Ten della Brigata&lt;br /&gt;
Sassari fu colpito da un proiettile al cuore tra il Monte San Michele e la località&lt;br /&gt;
Bosco Cappuccio. Ottorino caporale maggiore del 1° Reggimento Bersaglieri&lt;br /&gt;
ciclisti fu ucciso il 2 novembre del 1915 a San Martino del Carso per lo scoppio di&lt;br /&gt;
una granata. Entrambi furono decorati con la medaglia di bronzo al V.M per le quali&lt;br /&gt;
andiamo a leggere le motivazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- S.Ten Massetti Mario 151° reggimento “Brigata Sassari” Medaglia di Bronzo.&lt;br /&gt;
Facendo parte di un plotone di militari offertisi per un’audacissima impresa,&lt;br /&gt;
dimostrava coraggio e avvedutezza nel guidare i suoi uomini. Sempre vicino al&lt;br /&gt;
comandante lo coadiuvava efficacemente nel conseguimento dello scopo finché&lt;br /&gt;
cadeva colpito da una palla al cuore. A San Michele del Carso il 23 agosto 1915.&lt;br /&gt;
- caporal maggiore Massetti Ottorino 1° reggimento bersaglieri ciclisti&lt;br /&gt;
Medaglia di Bronzo. Già distintosi per entusiasmo e ardimento, mentre con&lt;br /&gt;
esemplare slancio e sprezzo del pericolo procedeva all’assalto di una trincea&lt;br /&gt;
nemica trovava la morte gloriosa. Altopiano carsico luglio - 2 novembre 1915.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringraziamo il Ministero della Difesa - Comissariato Generale per le onoranze ai&lt;br /&gt;
caduti ed il comandante del Sacrario Ten. Col Massimiliano Fioretti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Si ringrazia Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto per il contributo delle foto ed il testo&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca|Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Redipuglia_29_maggio_2022._Cerimonia_in_onore_dei_caduti_della_S.P.Lazio&amp;diff=443364</id>
		<title>Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio</title>
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		<updated>2022-06-05T07:30:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022a.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022b.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022c.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022d.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022e.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022f.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto ha organizzato una cerimonia commemorativa per rendere omaggio ai caduti della polisportiva Lazio nella Grande Guerra le cui spoglie riposano presso il Sacrario Militare di Redipuglia (GO).&lt;br /&gt;
L&#039;iniziativa nasce dalla volontà dell&#039;associazione di coniugare la nostra Lazialità e il territorio del Triveneto. Prendendo lo spunto dalla rivendicazione dello scudetto del 1915 siamo venuti a conoscenza della partecipazione dei nostri atleti agli eventi bellici che ebbero in questo territorio il teatro principale, tutto grazie all&#039;illuminante libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot; di LazioWiki.&lt;br /&gt;
L&#039;evento si è tenuto domenica 29 maggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo del discorso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno,&lt;br /&gt;
come presidente dell’associazione Laziali Veneto dò il benvenuto a tutti e ringrazio&lt;br /&gt;
per la partecipazione. Oggi siamo qui per commemorare i caduti nella Prima&lt;br /&gt;
Guerra Mondiale appartenuti alla Società Podistica Lazio, che ricordiamo essere&lt;br /&gt;
eretta ad Ente Morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921 per aver trasformato il&lt;br /&gt;
proprio campo da gioco in orto di guerra allo scopo di sfamare la popolazione&lt;br /&gt;
durante il Primo Conflitto Mondiale.&lt;br /&gt;
Come associazione di Laziali che vivono in Veneto abbiamo fortemente voluto&lt;br /&gt;
questa cerimonia perché riteniamo di coniugare in essa il nostro senso di&lt;br /&gt;
appartenenza, quella che noi chiamiamo “la Lazialità” comprensiva della memoria&lt;br /&gt;
storica, con il territorio dove viviamo estendendolo al Triveneto che fu il teatro&lt;br /&gt;
principale nelle vicende belliche della Grande Guerra. Vogliamo ricordare coloro&lt;br /&gt;
che versarono il sangue per la Patria senza essere retorici, senza esaltare il&lt;br /&gt;
conflitto bellico e senza strumentalizzazioni. Semplicemente un omaggio tra&lt;br /&gt;
Laziali.&lt;br /&gt;
Rendiamo dunque onore ai pionieri della Società Podistica Lazio che morirono in&lt;br /&gt;
battaglia o come conseguenza delle ferite riportate o delle malattie contratte nelle&lt;br /&gt;
trincee. Lo facciamo nel Sacrario Militare di Redipuglia perché qui giacciono le&lt;br /&gt;
salme dei due fratelli Massetti, Mario e Ottorino entrambi podisti, ma idealmente&lt;br /&gt;
ricordiamo tutti i 37 caduti tra dirigenti e atleti del Sodalizio Bianco Celeste fino ad&lt;br /&gt;
ora accertati dal meticoloso lavoro del laziali di LazioWiki. Leggiamo i nomi dei&lt;br /&gt;
caduti e la sezione di appartenenza:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Ausenda Arnaldo Podismo&lt;br /&gt;
• Bompiani Giorgio Football&lt;br /&gt;
• Bonaga Ernesto Football&lt;br /&gt;
• Canalini Alberto Football Nuoto&lt;br /&gt;
Ciclismo&lt;br /&gt;
• Cerquetti Ildebrando Esploratore&lt;br /&gt;
• Cianconi Manlio Football&lt;br /&gt;
• Chiesa Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Colombo Carlo Giovanni Dirigente&lt;br /&gt;
• Conti Ugo Dirigente&lt;br /&gt;
• Damin Jacopo Esploratore&lt;br /&gt;
• De Censi Renato Football&lt;br /&gt;
• De Mori Rodolfo Podismo&lt;br /&gt;
• On.Di Palma Federico Dirigente&lt;br /&gt;
• Ferranti Vasco Esploratore&lt;br /&gt;
• Gaggiotti Orazio Podismo Football&lt;br /&gt;
• Gaslini Lorenzo Football&lt;br /&gt;
• Kustermann Giovanni Nuoto&lt;br /&gt;
• Laviosa Enrico Football&lt;br /&gt;
• Malnate Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Marcucci Armando Podismo&lt;br /&gt;
• Marsili Florio Nuoto&lt;br /&gt;
• Massetti Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Massetti Ottorino Podismo&lt;br /&gt;
• Massini Fulvio Football&lt;br /&gt;
• Mengarini Valerio Nuoto Podismo&lt;br /&gt;
• Micara Paolo Direttore tecnico&lt;br /&gt;
• Molina Andrea Teodoro Football&lt;br /&gt;
• Monetti Camillo Football&lt;br /&gt;
• Nazari Pietro Podismo&lt;br /&gt;
• Oliva Erberto Esploratore&lt;br /&gt;
• Pandolfi De Rinaldis Giovanni&lt;br /&gt;
Podismo&lt;br /&gt;
• Pansolli Clemente Podismo&lt;br /&gt;
• Piergallini Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Riccardi Luigi Podismo Football&lt;br /&gt;
• Rivalta Pier Italo Podismo&lt;br /&gt;
• Rotellini Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Sen. Spingardi Paolo Premilitare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti dei caduti nominati erano calciatori ai quali il conflitto negò la possibilità di&lt;br /&gt;
disputare la finale per l’assegnazione dello scudetto del 1915, lo scudetto negato,&lt;br /&gt;
per il quale aspettiamo un atto di giustizia alla memoria cioè l’ex-aqueo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario e Ottorino Massetti, fratelli, caddero a distanza di 3 mesi l’uno dall’altro non&lt;br /&gt;
lontano da dove ci troviamo. Mario morì il 23 agosto del 1915, S. Ten della Brigata&lt;br /&gt;
Sassari fu colpito da un proiettile al cuore tra il Monte San Michele e la località&lt;br /&gt;
Bosco Cappuccio. Ottorino caporale maggiore del 1° Reggimento Bersaglieri&lt;br /&gt;
ciclisti fu ucciso il 2 novembre del 1915 a San Martino del Carso per lo scoppio di&lt;br /&gt;
una granata. Entrambi furono decorati con la medaglia di bronzo al V.M per le quali&lt;br /&gt;
andiamo a leggere le motivazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- S.Ten Massetti Mario 151° reggimento “Brigata Sassari” Medaglia di Bronzo.&lt;br /&gt;
Facendo parte di un plotone di militari offertisi per un’audacissima impresa,&lt;br /&gt;
dimostrava coraggio e avvedutezza nel guidare i suoi uomini. Sempre vicino al&lt;br /&gt;
comandante lo coadiuvava efficacemente nel conseguimento dello scopo finché&lt;br /&gt;
cadeva colpito da una palla al cuore. A San Michele del Carso il 23 agosto 1915.&lt;br /&gt;
- caporal maggiore Massetti Ottorino 1° reggimento bersaglieri ciclisti&lt;br /&gt;
Medaglia di Bronzo. Già distintosi per entusiasmo e ardimento, mentre con&lt;br /&gt;
esemplare slancio e sprezzo del pericolo procedeva all’assalto di una trincea&lt;br /&gt;
nemica trovava la morte gloriosa. Altopiano carsico luglio - 2 novembre 1915.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringraziamo il Ministero della Difesa - Comissariato Generale per le onoranze ai&lt;br /&gt;
caduti ed il comandante del Sacrario Ten. Col Massimiliano Fioretti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Si ringrazia Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto per il contributo delle foto ed il testo&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca|Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Redipuglia_29_maggio_2022._Cerimonia_in_onore_dei_caduti_della_S.P.Lazio&amp;diff=443363</id>
		<title>Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio</title>
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		<updated>2022-06-05T07:29:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022a.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022b.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022c.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022d.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022e.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022f.jpg|right|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto ha organizzato una cerimonia commemorativa per rendere omaggio ai caduti della polisportiva Lazio nella Grande Guerra le cui spoglie riposano presso il Sacrario Militare di Redipuglia (GO).&lt;br /&gt;
L&#039;iniziativa nasce dalla volontà dell&#039;associazione di coniugare la nostra Lazialità e il territorio del Triveneto. Prendendo lo spunto dalla rivendicazione dello scudetto del 1915 siamo venuti a conoscenza della partecipazione dei nostri atleti agli eventi bellici che ebbero in questo territorio il teatro principale, tutto grazie all&#039;illuminante libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot; di LazioWiki.&lt;br /&gt;
L&#039;evento si è tenuto domenica 29 maggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo del discorso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno,&lt;br /&gt;
come presidente dell’associazione Laziali Veneto dò il benvenuto a tutti e ringrazio&lt;br /&gt;
per la partecipazione. Oggi siamo qui per commemorare i caduti nella Prima&lt;br /&gt;
Guerra Mondiale appartenuti alla Società Podistica Lazio, che ricordiamo essere&lt;br /&gt;
eretta ad Ente Morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921 per aver trasformato il&lt;br /&gt;
proprio campo da gioco in orto di guerra allo scopo di sfamare la popolazione&lt;br /&gt;
durante il Primo Conflitto Mondiale.&lt;br /&gt;
Come associazione di Laziali che vivono in Veneto abbiamo fortemente voluto&lt;br /&gt;
questa cerimonia perché riteniamo di coniugare in essa il nostro senso di&lt;br /&gt;
appartenenza, quella che noi chiamiamo “la Lazialità” comprensiva della memoria&lt;br /&gt;
storica, con il territorio dove viviamo estendendolo al Triveneto che fu il teatro&lt;br /&gt;
principale nelle vicende belliche della Grande Guerra. Vogliamo ricordare coloro&lt;br /&gt;
che versarono il sangue per la Patria senza essere retorici, senza esaltare il&lt;br /&gt;
conflitto bellico e senza strumentalizzazioni. Semplicemente un omaggio tra&lt;br /&gt;
Laziali.&lt;br /&gt;
Rendiamo dunque onore ai pionieri della Società Podistica Lazio che morirono in&lt;br /&gt;
battaglia o come conseguenza delle ferite riportate o delle malattie contratte nelle&lt;br /&gt;
trincee. Lo facciamo nel Sacrario Militare di Redipuglia perché qui giacciono le&lt;br /&gt;
salme dei due fratelli Massetti, Mario e Ottorino entrambi podisti, ma idealmente&lt;br /&gt;
ricordiamo tutti i 37 caduti tra dirigenti e atleti del Sodalizio Bianco Celeste fino ad&lt;br /&gt;
ora accertati dal meticoloso lavoro del laziali di LazioWiki. Leggiamo i nomi dei&lt;br /&gt;
caduti e la sezione di appartenenza:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Ausenda Arnaldo Podismo&lt;br /&gt;
• Bompiani Giorgio Football&lt;br /&gt;
• Bonaga Ernesto Football&lt;br /&gt;
• Canalini Alberto Football Nuoto&lt;br /&gt;
Ciclismo&lt;br /&gt;
• Cerquetti Ildebrando Esploratore&lt;br /&gt;
• Cianconi Manlio Football&lt;br /&gt;
• Chiesa Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Colombo Carlo Giovanni Dirigente&lt;br /&gt;
• Conti Ugo Dirigente&lt;br /&gt;
• Damin Jacopo Esploratore&lt;br /&gt;
• De Censi Renato Football&lt;br /&gt;
• De Mori Rodolfo Podismo&lt;br /&gt;
• On.Di Palma Federico Dirigente&lt;br /&gt;
• Ferranti Vasco Esploratore&lt;br /&gt;
• Gaggiotti Orazio Podismo Football&lt;br /&gt;
• Gaslini Lorenzo Football&lt;br /&gt;
• Kustermann Giovanni Nuoto&lt;br /&gt;
• Laviosa Enrico Football&lt;br /&gt;
• Malnate Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Marcucci Armando Podismo&lt;br /&gt;
• Marsili Florio Nuoto&lt;br /&gt;
• Massetti Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Massetti Ottorino Podismo&lt;br /&gt;
• Massini Fulvio Football&lt;br /&gt;
• Mengarini Valerio Nuoto Podismo&lt;br /&gt;
• Micara Paolo Direttore tecnico&lt;br /&gt;
• Molina Andrea Teodoro Football&lt;br /&gt;
• Monetti Camillo Football&lt;br /&gt;
• Nazari Pietro Podismo&lt;br /&gt;
• Oliva Erberto Esploratore&lt;br /&gt;
• Pandolfi De Rinaldis Giovanni&lt;br /&gt;
Podismo&lt;br /&gt;
• Pansolli Clemente Podismo&lt;br /&gt;
• Piergallini Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Riccardi Luigi Podismo Football&lt;br /&gt;
• Rivalta Pier Italo Podismo&lt;br /&gt;
• Rotellini Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Sen. Spingardi Paolo Premilitare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti dei caduti nominati erano calciatori ai quali il conflitto negò la possibilità di&lt;br /&gt;
disputare la finale per l’assegnazione dello scudetto del 1915, lo scudetto negato,&lt;br /&gt;
per il quale aspettiamo un atto di giustizia alla memoria cioè l’ex-aqueo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario e Ottorino Massetti, fratelli, caddero a distanza di 3 mesi l’uno dall’altro non&lt;br /&gt;
lontano da dove ci troviamo. Mario morì il 23 agosto del 1915, S. Ten della Brigata&lt;br /&gt;
Sassari fu colpito da un proiettile al cuore tra il Monte San Michele e la località&lt;br /&gt;
Bosco Cappuccio. Ottorino caporale maggiore del 1° Reggimento Bersaglieri&lt;br /&gt;
ciclisti fu ucciso il 2 novembre del 1915 a San Martino del Carso per lo scoppio di&lt;br /&gt;
una granata. Entrambi furono decorati con la medaglia di bronzo al V.M per le quali&lt;br /&gt;
andiamo a leggere le motivazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- S.Ten Massetti Mario 151° reggimento “Brigata Sassari” Medaglia di Bronzo.&lt;br /&gt;
Facendo parte di un plotone di militari offertisi per un’audacissima impresa,&lt;br /&gt;
dimostrava coraggio e avvedutezza nel guidare i suoi uomini. Sempre vicino al&lt;br /&gt;
comandante lo coadiuvava efficacemente nel conseguimento dello scopo finché&lt;br /&gt;
cadeva colpito da una palla al cuore. A San Michele del Carso il 23 agosto 1915.&lt;br /&gt;
- caporal maggiore Massetti Ottorino 1° reggimento bersaglieri ciclisti&lt;br /&gt;
Medaglia di Bronzo. Già distintosi per entusiasmo e ardimento, mentre con&lt;br /&gt;
esemplare slancio e sprezzo del pericolo procedeva all’assalto di una trincea&lt;br /&gt;
nemica trovava la morte gloriosa. Altopiano carsico luglio - 2 novembre 1915.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringraziamo il Ministero della Difesa - Comissariato Generale per le onoranze ai&lt;br /&gt;
caduti ed il comandante del Sacrario Ten. Col Massimiliano Fioretti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Si ringrazia&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto&#039;&#039; per il contributo delle foto ed il testo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca|Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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&lt;hr /&gt;
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&lt;hr /&gt;
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: Faber67 ha caricato una nuova versione di File:Redipuglia2022c.jpg.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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&lt;hr /&gt;
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		<title>Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio</title>
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		<updated>2022-06-05T07:25:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: Creata pagina con &amp;quot;  Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )   File:redipuglia2022b.jpg|left|200px|Un...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022a.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022b.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022c.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022d.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022e.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022f.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022g.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
[[File:redipuglia2022h.jpg|left|200px|Un momento della cerimonia: (gent. conc. Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto )]]  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto ha organizzato una cerimonia commemorativa per rendere omaggio ai caduti della polisportiva Lazio nella Grande Guerra le cui spoglie riposano presso il Sacrario Militare di Redipuglia (GO).&lt;br /&gt;
L&#039;iniziativa nasce dalla volontà dell&#039;associazione di coniugare la nostra Lazialità e il territorio del Triveneto. Prendendo lo spunto dalla rivendicazione dello scudetto del 1915 siamo venuti a conoscenza della partecipazione dei nostri atleti agli eventi bellici che ebbero in questo territorio il teatro principale, tutto grazie all&#039;illuminante libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot; di LazioWiki.&lt;br /&gt;
L&#039;evento si è tenuto domenica 29 maggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo del discorso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno,&lt;br /&gt;
come presidente dell’associazione Laziali Veneto dò il benvenuto a tutti e ringrazio&lt;br /&gt;
per la partecipazione. Oggi siamo qui per commemorare i caduti nella Prima&lt;br /&gt;
Guerra Mondiale appartenuti alla Società Podistica Lazio, che ricordiamo essere&lt;br /&gt;
eretta ad Ente Morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921 per aver trasformato il&lt;br /&gt;
proprio campo da gioco in orto di guerra allo scopo di sfamare la popolazione&lt;br /&gt;
durante il Primo Conflitto Mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come associazione di Laziali che vivono in Veneto abbiamo fortemente voluto&lt;br /&gt;
questa cerimonia perché riteniamo di coniugare in essa il nostro senso di&lt;br /&gt;
appartenenza, quella che noi chiamiamo “la Lazialità” comprensiva della memoria&lt;br /&gt;
storica, con il territorio dove viviamo estendendolo al Triveneto che fu il teatro&lt;br /&gt;
principale nelle vicende belliche della Grande Guerra. Vogliamo ricordare coloro&lt;br /&gt;
che versarono il sangue per la Patria senza essere retorici, senza esaltare il&lt;br /&gt;
conflitto bellico e senza strumentalizzazioni. Semplicemente un omaggio tra&lt;br /&gt;
Laziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rendiamo dunque onore ai pionieri della Società Podistica Lazio che morirono in&lt;br /&gt;
battaglia o come conseguenza delle ferite riportate o delle malattie contratte nelle&lt;br /&gt;
trincee. Lo facciamo nel Sacrario Militare di Redipuglia perché qui giacciono le&lt;br /&gt;
salme dei due fratelli Massetti, Mario e Ottorino entrambi podisti, ma idealmente&lt;br /&gt;
ricordiamo tutti i 37 caduti tra dirigenti e atleti del Sodalizio Bianco Celeste fino ad&lt;br /&gt;
ora accertati dal meticoloso lavoro del laziali di LazioWiki. Leggiamo i nomi dei&lt;br /&gt;
caduti e la sezione di appartenenza:&lt;br /&gt;
• Ausenda Arnaldo Podismo&lt;br /&gt;
• Bompiani Giorgio Football&lt;br /&gt;
• Bonaga Ernesto Football&lt;br /&gt;
• Canalini Alberto Football Nuoto&lt;br /&gt;
Ciclismo&lt;br /&gt;
• Cerquetti Ildebrando Esploratore&lt;br /&gt;
• Cianconi Manlio Football&lt;br /&gt;
• Chiesa Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Colombo Carlo Giovanni Dirigente&lt;br /&gt;
• Conti Ugo Dirigente&lt;br /&gt;
• Damin Jacopo Esploratore&lt;br /&gt;
• De Censi Renato Football&lt;br /&gt;
• De Mori Rodolfo Podismo&lt;br /&gt;
• On.Di Palma Federico Dirigente&lt;br /&gt;
• Ferranti Vasco Esploratore&lt;br /&gt;
• Gaggiotti Orazio Podismo Football&lt;br /&gt;
• Gaslini Lorenzo Football&lt;br /&gt;
• Kustermann Giovanni Nuoto&lt;br /&gt;
• Laviosa Enrico Football&lt;br /&gt;
• Malnate Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Marcucci Armando Podismo&lt;br /&gt;
• Marsili Florio Nuoto&lt;br /&gt;
• Massetti Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Massetti Ottorino Podismo&lt;br /&gt;
• Massini Fulvio Football&lt;br /&gt;
• Mengarini Valerio Nuoto Podismo&lt;br /&gt;
• Micara Paolo Direttore tecnico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Molina Andrea Teodoro Football&lt;br /&gt;
• Monetti Camillo Football&lt;br /&gt;
• Nazari Pietro Podismo&lt;br /&gt;
• Oliva Erberto Esploratore&lt;br /&gt;
• Pandolfi De Rinaldis Giovanni&lt;br /&gt;
Podismo&lt;br /&gt;
• Pansolli Clemente Podismo&lt;br /&gt;
• Piergallini Gaetano Podismo&lt;br /&gt;
• Riccardi Luigi Podismo Football&lt;br /&gt;
• Rivalta Pier Italo Podismo&lt;br /&gt;
• Rotellini Mario Podismo&lt;br /&gt;
• Sen. Spingardi Paolo Premilitare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti dei caduti nominati erano calciatori ai quali il conflitto negò la possibilità di&lt;br /&gt;
disputare la finale per l’assegnazione dello scudetto del 1915, lo scudetto negato,&lt;br /&gt;
per il quale aspettiamo un atto di giustizia alla memoria cioè l’ex-aqueo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario e Ottorino Massetti, fratelli, caddero a distanza di 3 mesi l’uno dall’altro non&lt;br /&gt;
lontano da dove ci troviamo. Mario morì il 23 agosto del 1915, S. Ten della Brigata&lt;br /&gt;
Sassari fu colpito da un proiettile al cuore tra il Monte San Michele e la località&lt;br /&gt;
Bosco Cappuccio. Ottorino caporale maggiore del 1° Reggimento Bersaglieri&lt;br /&gt;
ciclisti fu ucciso il 2 novembre del 1915 a San Martino del Carso per lo scoppio di&lt;br /&gt;
una granata. Entrambi furono decorati con la medaglia di bronzo al V.M per le quali&lt;br /&gt;
andiamo a leggere le motivazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- S.Ten Massetti Mario 151° reggimento “Brigata Sassari” Medaglia di Bronzo.&lt;br /&gt;
Facendo parte di un plotone di militari offertisi per un’audacissima impresa,&lt;br /&gt;
dimostrava coraggio e avvedutezza nel guidare i suoi uomini. Sempre vicino al&lt;br /&gt;
comandante lo coadiuvava efficacemente nel conseguimento dello scopo finché&lt;br /&gt;
cadeva colpito da una palla al cuore. A San Michele del Carso il 23 agosto 1915.&lt;br /&gt;
- caporal maggiore Massetti Ottorino 1° reggimento bersaglieri ciclisti&lt;br /&gt;
Medaglia di Bronzo. Già distintosi per entusiasmo e ardimento, mentre con&lt;br /&gt;
esemplare slancio e sprezzo del pericolo procedeva all’assalto di una trincea&lt;br /&gt;
nemica trovava la morte gloriosa. Altopiano carsico luglio - 2 novembre 1915.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ringraziamo il Ministero della Difesa - Comissariato Generale per le onoranze ai&lt;br /&gt;
caduti ed il comandante del Sacrario Ten. Col Massimiliano Fioretti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Si ringrazia&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;Associazione Laziali Veneto - Sodalizio Veneto&#039;&#039; per il contributo delle foto ed il testo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca|Redipuglia 29 maggio 2022. Cerimonia in onore dei caduti della S.P.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Vaccaro193510.jpg&amp;diff=443255</id>
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		<updated>2022-05-27T12:17:29Z</updated>

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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Vaccaro_Giorgio&amp;diff=443254</id>
		<title>Vaccaro Giorgio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Vaccaro_Giorgio&amp;diff=443254"/>
		<updated>2022-05-27T12:16:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:Vaccaro2.jpg|thumb|left|200px|Il Generale Giorgio Vaccaro]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Vaccaro2a.jpg|thumb|right|200px|Il Generale Giorgio Vaccaro nella riunione della F.I.F.A per i mondiali 1934]]&lt;br /&gt;
[[File:gv.jpg|thumb|left|200px|Il generale Vaccaro assiste ad una manifestazione sportiva]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Vaccaro1939.jpg|thumb|right|200px|Una lettera scritta da Vaccaro al ministro delle Corporazioni]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:vo.jpg|thumb|left|200px|Il generale Vaccaro legge la sua relazione al Consiglio generale del CONI del 1934. Accanto a lui il presidente del CONI Starace]]&lt;br /&gt;
[[File:vaccaro38b.jpg|thumb|left|200px|Il generale Giorgio Vaccaro scende dal bus della Nazionale prima della finale Italia-Ungheria dei Campionati del Mondo di calcio del 1938]]&lt;br /&gt;
[[File:vaccaro38a.jpg|thumb|left|200px|Il generale Giorgio Vaccaro durante i Mondiali di calcio del 1938 presenta al Presidente della Repubblica francese Lebrun i nostri calciatori]]&lt;br /&gt;
[[File:vaccaro_carnera.jpg|thumb|left|200px|Il generale Giorgio Vaccaro con Primo Carnera durante un ricevimento ufficiale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Biografia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giorgio Vaccaro nasce a San Marzanotto d&#039;Asti (AT) il [[12 ottobre]] [[1892]], deceduto a Roma il [[26 settembre]] [[1983]] e sepolto nel piccolo cimitero di Finalborgo, una frazione di Finale Ligure (SV). Giunto in giovane età a Roma, si può considerare romano a tutti gli effetti. In gioventù pratica diversi sport tra cui il pugilato, la scherma ed il ciclismo con ottimi profitti. Fu anche uno dei fondatori della [[S.S. Lazio Rugby 1927|Sezione Rugby della Lazio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giovane atleta e combattente===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la [[Prima Guerra Mondiale]] parte per il fronte dove ottiene la medaglia d&#039;argento per le azioni compiute in battaglia. Dopo il conflitto aderisce al Partito Nazionale Fascista dove scala diverse gerarchie e ritorna a Roma, dopo alcuni anni di lontananza, nel [[1922]] per rimanerci stavolta stabilmente. Nonostante la carriera militare, il Luogotenente Generale della Milizia Giorgio Vaccaro non dimentica l&#039;amore per lo sport ed in pochi anni ricopre numerose cariche: da consigliere nella Federazione Italiana Scherma a presidente di quella del Rugby. Nel [[1926]] viene nominato consigliere della [[F.I.G.C.]] ed in seguito segretario generale del C.O.N.I., carica che manterrà fino al [[1939]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1922]] divenne socio della Lazio, polisportiva che incarnava in pieno i suoi ideali di sport ed aveva in [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] un amico fraterno. Il [[5 maggio]] [[1933]] succede a Leandro Arpinati alla presidenza della [[F.I.G.C.]] organizzando con successo i [[II Coppa del Mondo - Italia 1934|Campionati del Mondo in Italia]] nel [[1934]]. Nel [[1939]] diviene anche membro del C.I.O. Praticamente ha in mano tutto lo sport nazionale grazie alla sua competenza ed organizzazione che fanno dell&#039;Italia un Paese all&#039;avanguardia in quegli anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il rifiuto della fusione===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella primavera del [[1927]] il Partito Fascista dà ordine al Federale Foschi di creare una nuova squadra che portasse il nome della Capitale, assorbendo in un&#039;unica società tutte le squadre della città di Roma. Un inquietante telegramma giunse anche alla sede della Lazio, con &#039;&#039;&amp;quot;l&#039;ordine di presentarsi dal Federale Foschi per importanti comunicazioni&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
[[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] capì subito il pericolo che stava correndo la Lazio e si recò subito dall&#039;amico Vaccaro per chiedere aiuto e scongiurare la fusione. Vaccaro prese immediatamente sul serio la faccenda capendo che il vero scopo di Italo Foschi era quello di assorbire la Lazio perché era l&#039;unica ad avere uno stadio degno della [[Serie A|massima serie]]. Consigliò così a [[Bitetti Olindo|Bitetti]] di indire un&#039;assemblea immediata in cui nominare lui stesso Vicepresidente, mentre alla presidenza generale già dal [[19 giugno]] [[1926]] era stato eletto il prestigioso federale [[Maraini Nicolò|Nicolò Maraini]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo scopo di questa mossa era semplice ed arguto: se Foschi avesse trattato solo con degli sportivi avrebbe avuto partita vinta; diverso comportamento avrebbe avuto se si fosse trovato davanti due potenti Federali come Vaccaro e Maraini. Il colloquio si svolse pochi giorni dopo e non poca fu la sorpresa di Foschi quando si trovò di fronte lo stesso Vaccaro e il presidente Maraini, estremamente potente politicamente. I tre si misero subito a tavolino e Foschi illustrò il suo progetto: &amp;quot;&#039;&#039;La squadra si chiamerà [[Roma|Associazione Sportiva Roma]], i colori saranno quelli dell&#039;Urbe: il giallo ed il rosso, ed il campo sarà quello [[Stadio Rondinella - Roma|della Rondinella]]&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era previsto che nessun giocatore della Lazio sarebbe stato assorbito dalla neonata società. Praticamente la Lazio non sarebbe più esistita finendo inglobata dalla nuova entità sportiva. A questo punto Vaccaro cominciò a parlare pacatamente con un sorriso beffardo e serio allo stesso tempo: &amp;quot;&#039;&#039;Foschi, la Lazio [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|è Ente Morale]] dal [[1921]] per Regio Decreto, con una sua storia, quindi non può scomparire. Se proprio vogliamo creare una nuova società, ben venga, ma il suo nome DEVE essere Lazio, i colori bianco e azzurro e il campo [[Stadio Rondinella - Roma|la Rondinella]]&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Foschi capì subito che non c&#039;era nulla da fare e cercò di fare buon viso a cattivo gioco. Vaccaro comunque aggiunse che due squadre nella Capitale erano un bene sia per la competizione, sia per la sana rivalità sportiva nella città. La fusione venne così scongiurata e quando nel luglio dello stesso anno nacque a tavolino la [[Roma AS|Roma]], la Lazio era ad allenarsi al [[Stadio Rondinella - Roma|campo della Rondinella]] per iniziare la sua 27^ stagione sportiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Presidente per pochi mesi===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vaccaro nel corso degli [[1930|anni trenta]] seguiva la Lazio con passione e competenza e sempre con l&#039;equilibrio e l&#039;imparzialità che il suo ruolo gli imponeva. Accadde anche che dovette difenderne l&#039;onore e la reputazione di un suo giocatore. Successe in una sera di marzo del [[1930]]: [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]] era stato convocato in Nazionale ma la stampa romana, non tenera con la Lazio, aveva scritto parole non certo amichevoli su questa scelta del C.T. della Nazionale. [[Sclavi Ezio|Sclavi]] era venuto a sapere per vie traverse che era stato Eugenio Danese l&#039;autore di un articolo dissacratorio su di lui e una sera a Piazza Colonna, dove veniva appeso un cartellone con tutti i risultati delle gare del [[Campionato|campionato]], gli saltò al collo e lo schiaffeggiò. Danese, due giorni dopo, sfidò a duello [[Sclavi Ezio|Sclavi]] che, essendo fuori Roma, non sapeva nulla di tutto ciò. La lettera di sfida fu recapitata a Vaccaro che l&#039;accettò. Appena [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]] venne a conoscenza di quanto accaduto, dapprima tentennò: Danese, infatti, era un abile spadaccino, mentre lui non sapeva nulla di scherma e mai aveva preso una sciabola in mano. Vaccaro prima convinse [[Sclavi Ezio|Sclavi]] ad accettare la sfida che valeva sia per il suo onore che per quello della Lazio e poi non si perse d&#039;animo, ed &amp;quot;allenò&amp;quot; personalmente il portiere dandogli i primi rudimenti di scherma assieme allo schermitore Rasse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[30 marzo]] [[1930]] a Grottarossa, luogo prescelto per il duello, Vaccaro si presentò assieme a [[Sclavi Ezio|Sclavi]]. Danese, convinto di infilzare il malcapitato portiere al primo assalto, si era procurato una lussazione al polso giocando a tennis il giorno prima. Alla fine però Danese fallì l&#039;assalto e fu toccato dal calciatore che gli procurò una piccolissima ferita da cui sgorgò una goccia di sangue. Tanto bastò per chiudere il discorso, con [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]] vincitore che seppe pochi giorni dopo che non era stato Danese a scrivere quell&#039;articolo, bensì un altro giornalista: Ennio Mantella. Vaccaro aveva vinto di nuovo, per lui l&#039;onore del giocatore e della Lazio veniva prima di ogni altra cosa e mai avrebbe rifiutato il duello perché sarebbe stato sintomo di codardia, vocabolo ignoto al suo modo di essere: soldato e sportivo leale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro fatto eclatante, di cui Vaccaro fu protagonista, accadde il [[24 maggio]] [[1931]] nel [[Derby|derby]] che Lazio e [[Roma AS|Roma]] [[Domenica 24 maggio 1931 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Roma 2-2|stanno pareggiando per 2-2]]. A pochi minuti dalla fine la palla finisce a lato proprio davanti a Vaccaro che segue la gara da fondo campo. Il romanista De Micheli cerca di prendere il pallone per la rimessa laterale ma Vaccaro dà un calcio al pallone allontanandolo. A questo punto il giocatore della [[Roma AS|Roma]] si avventa verso il Console schiaffeggiandolo. Vaccaro reagisce con un violento ceffone scatenando una rissa che l&#039;arbitro Garna derime a fatica fischiando la fine della gara immediatamente. Ma quando sembra che gli animi si siano calmati, ecco che scoppia una battaglia in campo e sugli spalti fra tifosi, giocatori e dirigenti delle due squadre. Devono intervenire i carabinieri a cavallo e solo dopo alcune cariche la situazione viene a fatica ristabilita. Il giudice sportivo punirà pesantemente le due squadre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra la vita di Vaccaro si svolge sempre all&#039;interno della Polisportiva Lazio fino ad essere eletto Presidente della Sezione Calcio il [[29 ottobre]] [[1964]]. Ma la crisi economica della società, culminata con l&#039;ammutinamento nel ritiro di [[Pievepelago]] nell&#039;estate del [[1965]], quando non si trova un accordo per il rinnovo dei contratti, lo porta alle dimissioni presentate ed accettate dal consiglio, il [[4 agosto]] dello stesso anno. Nel [[1974]] ha la fortuna di vedere la sua Lazio vincere il [[Campionato|campionato]] e salire sull&#039;Olimpo del calcio dopo che nel [[1937]] aveva sfiorato lo [[Scudetto]]. Il Generale muore a Roma il [[25 settembre]] [[1983]] dopo una vita spesa per lo sport e per la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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File:attonascitavaccaro.jpg|L&#039;atto di nascita di Giorgio Vaccaro &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent. conc. Sig. Samuele Zaccaro)&lt;br /&gt;
File:vacca1.jpg|Il giovane Giorgio Vaccaro quando praticava il ciclismo&lt;br /&gt;
File:vaccaro_adunata.jpg|Il generale Giorgio Vaccaro durante una manifestazione&lt;br /&gt;
File:vaccaro_adinata.jpg|Il generale Giorgio Vaccaro nell&#039;ingrandimento&lt;br /&gt;
File:VaccaroDisegno.jpg|Un disegno raffigurante Giorgio Vaccaro&lt;br /&gt;
File:vacca.jpg|Un articolo sul ciclista Giorgio Vaccaro nella rivista Ciclismo d&#039;Italia del 1934&lt;br /&gt;
File:vaccaro1937.jpg|Un&#039;immagine di Giorgio Vaccaro&lt;br /&gt;
File:VaccaroAlmanacco1941.jpg&lt;br /&gt;
File:vac.jpg|Il generale Giorgio Vaccaro&lt;br /&gt;
File:vaccaro_coni.jpg|Il generale Giorgio Vaccaro&lt;br /&gt;
Immagine:Vaccaro1.jpg|Un&#039;immagine di Giorgio Vaccaro&lt;br /&gt;
File:vaccaro193510.jpg|Una lettera autografa&lt;br /&gt;
Immagine:bol3839.jpg|Il Generale, presidente della F.I.G.C., consegna al capitano del Bologna il premio per la vittoria del campionato [[1938/39]]&lt;br /&gt;
File:VaccaroBologna.jpg|Arena di Milano, 29 maggio 1939-XVII - Il segretario del C.O.N.I. e presidente della F.I.G.C., luogotenente generale Vaccaro, consegna a Bruno Maini, capitano del Bologna, il premio vinto dai campioni d&#039;Italia (da &amp;quot;Lo Sport Illustrato&amp;quot; del settembre-ottobre 1939)&lt;br /&gt;
File:genvaccaro39.jpg|L&#039;elezione nel Comitato Olimpico Internazionale,1939&lt;br /&gt;
File:VaccaroVenezia.jpg|Vaccaro consegna le Coppa Italia del 1940/41 al capitano del Venezia &lt;br /&gt;
Immagine:IlGenVaccaro.jpg|[[Il Generale Vaccaro|La biografia]]&lt;br /&gt;
Immagine:VaccaroGiorgio.jpg|Il Generale in una foto degli anni &#039;30&lt;br /&gt;
File:Vaccarog.jpg|All&#039;interno dello Stadio negli anni &#039;30 con Zenobi, Gualdi, Palmieri e il giovane figlio Vico&lt;br /&gt;
File:GenGiorgioVaccaro.jpg&lt;br /&gt;
Image:G.Vaccaro.JPG|G. Vaccaro&lt;br /&gt;
File:GiorgioVaccaro1934.jpg&lt;br /&gt;
File:VaccaroItalia1934.jpg|Una cartolina celebrativa dell&#039;Italia Campione del Mondo dove figura anche il generale Vaccaro&lt;br /&gt;
Immagine:Vaccaro3.jpg|Il Generale in abiti civili&lt;br /&gt;
File:VaccaroNazionaleBudapest.jpg|Con la Nazionale B in partenza per una trasferta in Ungheria&lt;br /&gt;
Immagine:GVaccaro1.jpg|Giorgio Vaccaro in riviste d&#039;epoca&lt;br /&gt;
Immagine:GVaccaro4.jpg|Giorgio Vaccaro in riviste d&#039;epoca&lt;br /&gt;
Immagine:1928Rugby3.jpg|Con la Lazio Rugby in un&#039;immagine del 1928&lt;br /&gt;
Immagine:VaccaroGiorgio2.jpg|Il Generale con un giovane Antonio Buccioni &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent. conc. Dott. Antonio Buccioni)&lt;br /&gt;
File:Morte Vaccaro.jpg|La notizia del decesso del Generale Vaccaro&lt;br /&gt;
File:vaccar.jpg|Da &amp;quot;La Stampa&amp;quot; del 28 settembre 1983&lt;br /&gt;
File:Vaccarovelodromo.jpg  |lettera di Vaccaro&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Vaccaro,Giorgio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Sezione Calcio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Dirigenti|Vaccaro,Giorgio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Manganotto_Roberto&amp;diff=443001</id>
		<title>Manganotto Roberto</title>
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		<updated>2022-05-11T11:17:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[Immagine:Manganotto2.jpg|thumb|left|200px|Roberto Manganotto con la tuta della Lazio]]&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato ad Udine il [[4 marzo]] [[1943]] ivi deceduto l&#039; [[8 maggio]] [[2022]]. Prodotto del vivaio dell&#039;Udinese con cui esordisce giovanissimo in serie A nel Campionato [[1960/61]]. Nel [[1963/64]] viene acquistato dalla Roma che lo gira in prestito al Mantova. La stagione successiva la Roma decide di darlo nuovamente in prestito, questa volta alla Lazio. Dopo aver partecipato al ritiro estivo di Altopascio, trova spazio solo nelle amichevoli estive e nelle prime tre partite del Campionato De Martino. A novembre [[1964]] conclude l&#039;avventura biancoceleste e passa al Monza. Nel [[1965/66]] fa ritorno ad Udine. &lt;br /&gt;
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Immagine:manganotto.jpg|Una figurina di Manganotto con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
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Immagine:Roberto Manganotto.jpg|Roberto Manganotto con la maglia del Monza&lt;br /&gt;
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| ► [[1962/63|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ► [[Galleria immagini stagionali|Torna al menù principale delle immagini divise per stagione]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Manganotto, Roberto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori 2|Manganotto, Roberto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Manganotto Roberto</title>
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		<updated>2022-05-11T11:15:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Manganotto2.jpg|thumb|left|200px|Roberto Manganotto con la tuta della Lazio]]&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato ad Udine il [[4 marzo]] [[1943]] ivi deceduto il [[8 maggio]] [[2022]]. Prodotto del vivaio dell&#039;Udinese con cui esordisce giovanissimo in serie A nel Campionato [[1960/61]]. Nel [[1963/64]] viene acquistato dalla Roma che lo gira in prestito al Mantova. La stagione successiva la Roma decide di darlo nuovamente in prestito, questa volta alla Lazio. Dopo aver partecipato al ritiro estivo di Altopascio, trova spazio solo nelle amichevoli estive e nelle prime tre partite del Campionato De Martino. A novembre [[1964]] conclude l&#039;avventura biancoceleste e passa al Monza. Nel [[1965/66]] fa ritorno ad Udine. &lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Manganotto, Roberto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori 2|Manganotto, Roberto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<title>Manganotto Roberto</title>
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		<updated>2022-05-11T11:11:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[Immagine:Manganotto2.jpg|thumb|left|200px|Roberto Manganotto con la tuta della Lazio]]&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato ad Udine il [[4 marzo]] [[1943]] ivi deceduto il [[10 maggio]] [[2022]]. Prodotto del vivaio dell&#039;Udinese con cui esordisce giovanissimo in serie A nel Campionato [[1960/61]]. Nel [[1963/64]] viene acquistato dalla Roma che lo gira in prestito al Mantova. La stagione successiva la Roma decide di darlo nuovamente in prestito, questa volta alla Lazio. Dopo aver partecipato al ritiro estivo di Altopascio, trova spazio solo nelle amichevoli estive e nelle prime tre partite del Campionato De Martino. A novembre [[1964]] conclude l&#039;avventura biancoceleste e passa al Monza. Nel [[1965/66]] fa ritorno ad Udine. &lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Manganotto, Roberto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori 2|Manganotto, Roberto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Manganotto_Roberto&amp;diff=442998</id>
		<title>Manganotto Roberto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Manganotto_Roberto&amp;diff=442998"/>
		<updated>2022-05-11T11:11:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[Immagine:Manganotto2.jpg|thumb|left|200px|Roberto Manganotto con la tuta della Lazio]]&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato ad Udine il [[4 marzo]] [[1943]] ivi deceduto il [[8 maggio]] [[2022]]. Prodotto del vivaio dell&#039;Udinese con cui esordisce giovanissimo in serie A nel Campionato [[1960/61]]. Nel [[1963/64]] viene acquistato dalla Roma che lo gira in prestito al Mantova. La stagione successiva la Roma decide di darlo nuovamente in prestito, questa volta alla Lazio. Dopo aver partecipato al ritiro estivo di Altopascio, trova spazio solo nelle amichevoli estive e nelle prime tre partite del Campionato De Martino. A novembre [[1964]] conclude l&#039;avventura biancoceleste e passa al Monza. Nel [[1965/66]] fa ritorno ad Udine. &lt;br /&gt;
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Immagine:manganotto.jpg|Una figurina di Manganotto con la maglia della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:ManganottoRoberto.jpg|&lt;br /&gt;
Immagine:Roberto Manganotto.jpg|Roberto Manganotto con la maglia del Monza&lt;br /&gt;
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| [[Galleria immagini 1963/64]] &amp;gt;&amp;gt;&lt;br /&gt;
| ► [[1962/63|Stagione]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Manganotto, Roberto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori 2|Manganotto, Roberto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_20_marzo_1910_-_Roma,_Parco_dei_Daini_-_Lazio_II-Juventus_Roma_II_3-0&amp;diff=442971</id>
		<title>Domenica 20 marzo 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio II-Juventus Roma II 3-0</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_20_marzo_1910_-_Roma,_Parco_dei_Daini_-_Lazio_II-Juventus_Roma_II_3-0&amp;diff=442971"/>
		<updated>2022-05-08T09:02:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[1909/10|Stagione]]&lt;br /&gt;
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[[Lunedì 28 febbraio 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio-Fortitudo 3-0|Turno precedente]] - [[Domenica 27 marzo 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio II-Juventus Roma II 3-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|20|marzo|1910}} - &#039;&#039;&#039;[[Coppa Viscogliosi-Baccelli]]&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; Gaia II, Kremos, Di Napoli, Pera, Levi, Gaia I, Alessandri, Raffo, Consiglio, Grasselli, Perugini &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;JUVENTUS ROMA:&#039;&#039;&#039; Mosconi, Bertini, Lazzari, Marchesi, Buratti, Sidoti, Curi, Sforza, Mai, Pedoni, Tablot&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; pt Pera, st Gramsselli, Grasselli&lt;br /&gt;
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&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:20mar10.jpg|thumb|left|200px]]&lt;br /&gt;
[[File:20mar1910VGazzetta.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo de &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:21mar1910Messaggero1.jpg|thumb|left|200px|LDa &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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| &amp;lt;&amp;lt; [[Lunedì 28 febbraio 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio-Fortitudo 3-0|Turno precedente]]&lt;br /&gt;
| [[Domenica 27 marzo 1910 - Roma, Parco dei Daini - Lazio II-Juventus Roma II 3-0|Turno successivo]] &amp;gt;&amp;gt;&lt;br /&gt;
| ► [[1909/10|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
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{{incontro|  |19100320|1909/10| |190910}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Incontri Coppa Viscogliosi-Baccelli| 19100320]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Juventus Roma| 19100320]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Da definire]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ballerini_Fortunato&amp;diff=442867</id>
		<title>Ballerini Fortunato</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ballerini_Fortunato&amp;diff=442867"/>
		<updated>2022-04-30T17:47:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: /* Nota */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Ballerini.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini2.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini con il senatore Francesco Todaro]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|Una lapide commemorativa a Fortunato Ballerini sul monte Soratte in provincia di Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#Correlati&amp;quot;&amp;gt; Articoli correlati &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini nasce a Sant&#039;Angelo a Lecore, frazione di Signa (FI) il [[16 ottobre]] [[1852]] e muore a Roma, nella sua abitazione di via F. Cherubini 21, a Monte Mario, il [[17 settembre]] [[1940]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlio di Ferdinando, ricco possidente toscano, e di Adelaide Lenzi. Il suo vero nome di battesimo risulta essere Onorato Fortunato, ma fu chiamato sempre con il secondo nome proprio. Il suo Battesimo viene celebrato il 17 ottobre nella parrocchia di San Giovanni Battista e San Lorenzo a Signa. Studia nel severo Collegio dei Padri Scolopi di Firenze. Passa alla storia per essere stato il primo vero presidente della Lazio, non considerando tale il fondatore idealista e generoso [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] che, pur avendo avuto per primo &amp;quot;l&#039;Idea&amp;quot;, ne rifiuta fin da subito il patrocinio in nome dell&#039;uguaglianza e della fratellanza, cardini di quello spirito paritario assimilato con la sua frequentazione della Gioventù Cristiana. Così, ufficialmente, la Lazio nasce senza presidente pur essendo [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] a tutti gli effetti la guida riconosciuta di quel manipolo di giovani e promettenti atleti, figli di una borghesia che sembra essersi dimenticata di loro, incapace di offrir loro un po&#039; di sano divertimento per perdersi in passatempi frivoli e noiosi. I non ancora biancocelesti, con in cuore proiettato ai suoi tradizionali valori dello sport, lo concepiscono in modo assolutamente moderno, cimentandosi nel podismo, nella ginnastica, nel nuoto, nel canottaggio, nell&#039;alpinismo, finché, nel [[1901]], conoscono, per merito del socio naturalizzato francese [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], un oggetto misterioso quanto affascinante fino ad allora mai visto a Roma: un pallone di cuoio per il gioco del calcio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In città, tra gli sportivi, è una sorta di rivoluzione e la Lazio si incarica di convocare per la prima volta un&#039;assemblea tra soci il [[29 marzo]] [[1901]] nella quale viene approvato lo statuto sociale ed eletto presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]] persona assai stimabile ma di salute cagionevole, e vicepresidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]]. La sede sociale di [[Via Valadier 21]] è un continuo affluire di atleti e, già a partire dal gennaio [[1901]] quando la direzione generale dell&#039;Audax Podistico Italiano è trasferita da Milano a Roma con sede proprio in [[Via Valadier 21]], diventa il punto di riferimento per tutti gli Audax romani. [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] viene eletto direttore generale dell&#039;A.P.I., il fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo]] cassiere e [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] segretario. Per far fronte alle prime spese necessarie ad arredare il rustico stanzone al pianterreno di [[Via Valadier 21]], la Società è costretta a vendere i suoi primi trofei. Questo rappresenta un sacrilegio inconcepibile per l&#039;idealista [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], per il quale quelle medaglie hanno un valore spirituale insostituibile e così, amareggiato e spinto anche dall&#039;esigenza di raggiungere il fratello emigrato in Belgio, abbandona Roma e l&#039;Italia ma non la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuerà a correre con i suoi colori e ad onorarli di fronte al pubblico di tutto il mondo. &amp;quot;Orfani&amp;quot; della loro guida spirituale e con, sulla carta, un presidente poco presente per le cattive condizioni di salute, i soci si organizzano soprattutto intorno alle personalità dei Fondatori. Il [[20 ottobre]] [[1902]] il destino della Lazio si incrocia con quello di un ironico e romantico personaggio e nessuno immagina che quest&#039;uomo di mezza età, presentatosi in abiti borghesi ed ombrello al braccio a disputare una marcia di 100 km indetta dall&#039;Audax, diventerà una pietra angolare di tutta la storia laziale, a cui seppe dare fin da subito una superiorità culturale e sportiva che culminò, il [[2 giugno]] [[1921]], con il riconoscimento, per la Lazio, [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|di Ente Morale]]. La bizzarra idea di percorrere 18 ore di gara vestito a quel modo, sfidando le più ovvie convenzioni, sembra essere frutto della trovata di un pazzo, soprattutto se calata nel contesto di una società ancora ottocentesca nei costumi e un po&#039; bigotta che inseguiva il progresso ma si confortava nelle tradizioni. E&#039; invece da sola sufficiente a delineare la forza e l&#039;intelligenza del personaggio in questione, avvolto quasi da un&#039;aurea di leggenda, molto più avanti della sua generazione ancora imparruccata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è un uomo della buona borghesia, ex Presidente e tra i fondatori della &amp;quot;Società Ginnastica Roma&amp;quot;, grand&#039;ufficiale della Corona d&#039;Italia e capo sezione del Ministero di Grazia e di Giustizia dove non raggiungerà mai i gradi più elevati perché sulle sue note caratteristiche vi era scritto come accezione negativa &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;: dunque non il primo arrivato. Non c&#039;è da stupirsi quindi se una personalità così all&#039;avanguardia abbia subito colpito e affascinato i Laziali, pionieri e anticipatori, nel loro piccolo, dello sport moderno. L&#039;incontro avviene quindi nella mattina del [[20 ottobre]] [[1902]] ed è [[Masini Tito|Tito Masini]], vedendolo tagliare il traguardo come tutti gli altri concorrenti, a farsi coraggio e a presentarsi con [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Baccani Guido|Guido Baccani]] a Ballerini offrendogli la presidenza della Società con queste semplici parole: &#039;&#039;&amp;quot;Solo uno come Lei è degno di essere il presidente della Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Fortunato Ballerini lascia una testimonianza scritta su questo episodio: &amp;quot;Il socio [[Masini Tito|Tito Masini]], che lo scrivente incontra il [[20 ottobre]] [[1902]] alla marcia dei 100 km, in 18 ore indetta dall&#039;Audax Podistico Italiano, gli propone di assumere la presidenza della Lazio, ma egli se ne esime perché impegnato troppo come segretario della Federazione ginnastica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, dopo altre numerose richieste, accetta la presidenza nell&#039;assemblea tenuta il [[25 gennaio]] [[1904]], e come podista simpatizzante della Lazio,  viene festeggiato in un banchetto alla [[Trattoria dell&#039;Olmo|trattoria dell&#039;Olmo]] in via Angelica dove pronuncia il suo primo discorso semi-umoristico, destando l&#039;allegria dei convitati&amp;quot;. Qui, però, la memoria lo tradisce. Infatti nel suo volume di memorie sulla storia della FGI, pubblicato nel [[1939]], Ballerini scrive che il [[25 gennaio]] [[1904]] venne “eletto”. Ricorda male, però: il 24 gennaio identifica la domenica in cui 17 dei 31 soci rimasti fedeli alla SPL decisero di nominare una commissione per rivedere lo statuto. È possibile che egli sia stato solo presente alla seduta, rivelando, davanti al direttivo riunito, la sua mutata disponibilità; oppure l&#039;incontro con uno o più dirigenti laziali avvenne in separata sede. Aveva ricordato bene, e senza vaghezze invece, diciassette anni prima, quando, nel suo discorso di commiato dalla società, la data rammentata all&#039;uditorio per l&#039;inizio effettivo della sua presidenza era stata quella del [[29 maggio]] [[1904]], allorché la Lazio si era riunita per validare il nuovo statuto portato a 40 articoli dai 25 originari. Disse, infatti, Ballerini il [[22 febbraio]] [[1922]]: &#039;&#039;&amp;quot;Fu in questa assemblea che io venni eletto Presidente dopo essere stato prima Presidente di Giuria alle gare podistiche del Premio Lazio... Allora ero il 37esimo socio iscritto alla Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Nella stessa trattoria dell&#039;Olmo qualche mese più tardi, il [[24 ottobre]] [[1904]], inaugura e bacia la bandiera biancoceleste della Lazio donata dalla madrina [[Tobia Anna|Anna Tobia in Massa]], dal Vice presidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]] e dal cassiere [[Galvagni Arnaldo|Arnaldo Galvagni]]. Sulle ali dell&#039;entusiasmo portate da questo spirito illuminato, la giovane Lazio spicca il volo: non c&#039;è manifestazione sportiva in cui manchi una rappresentanza biancoceleste, i premi e i trofei messi in palio diffondono la popolarità della Società che ora, grazie al suo nuovo presidente, può vantare grandi conoscenze tra le autorità politiche cittadine e nazionali. Eppure, tra le alte gerarchie, non tutti si dimostrano accondiscendenti con Ballerini, che viene posto di fronte all&#039;aut-aut: o la Lazio o il Ministero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ballerini, giocando d&#039;astuzia, rinuncerà temporaneamente e in via del tutto strumentale alla presidenza, per poi riprenderla una volta ottenuta la promozione a capo divisione. Ma da lì in poi non sarà più tollerato che un uomo &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;, come attesta una nota sulla sua cartella personale, possa ricoprire alte cariche ministeriali e per questo motivo Ballerini non sarà promosso alla direzione generale. Ma il suo spirito pragmatico e trascinatore non conosce ostacoli. Riceve l&#039;incarico di trattare con il comitato olimpico internazionale l&#039;assegnazione a Roma delle Olimpiadi del [[1908]], poi assegnate a Londra, ed è tesoriere dei Comitati Italiani per le stesse Olimpiadi del [[1908]] e del [[1912]]. Nel frattempo studia scrupolosamente i libri contabili della Lazio, fino ad allora tenuti con premura dai segretari, poi ha a cuore di trovare un&#039;altra sede sociale più ampia e accogliente trovandola in [[Via Pompeo Magno|via Pompeo Magno]]. Infine, nel [[1906]], riesce a ottenere per i giovani calciatori un campo di allenamento che si rispetti, [[Parco dei Daini|Parco dei Daini]], nella verde e aristocratica villa Borghese. E&#039; proprio qui che i pionieri del calcio romano apprendono dai seminaristi scozzesi e irlandesi, che vengono quotidianamente sfidati dalla brigata di [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]], i primi trucchi del gioco divenendo ben presto imbattibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio incanta le folle e diventa il faro di luce dello sport cittadino, sempre sotto l&#039;ala protettrice e la spinta propulsiva del suo Presidente &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;. Nell&#039;anno [[1912]] viene di nuovo eletto Presidente della Società Sportiva Lazio. E&#039; ancora Ballerini a confermarsi uomo dalle inesauribili risorse quando, nel [[1913]], in una partita amichevole contro l&#039;Audace, [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]] colpisce involontariamente con il pallone il volto di una nobildonna venuta ad assistere all&#039;incontro: si tratta della moglie, Clementina Utili, del prefetto di Roma Angelo Annaratone e per i laziali l&#039;incidente significa lo sfratto da [[Parco dei Daini]]. Quella pallonata si rivelò però un colpo di fortuna perché permetterà ai biancocelesti di ottenere dal Regio Commissario del Governatorato Fausto Aphel, per intercessione del proprio instancabile presidente, il permesso di edificare nel [[1914]] il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] nel rione Flaminio, per gli allenamenti ed il campo della [[Farnesina]] per le partite ufficiali, oltre una golena di 100 metri sul Tevere per il nuoto ed il canottaggio. Con lo scoppio della [[Prima Guerra Mondiale]] il [[campionato]] viene interrotto e la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]], su decisione di Ballerini stesso, diviene orto di guerra e apre le porte alle donne che formano la sezione femminile e assistono maternamente nei vasti locali della sede sociale, spostatasi in [[Via Vittorio Veneto, 7|Via Veneto]], i figli dei combattenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto il re, motu proprio, gli concede nel [[1916]] la Commenda della Corona d&#039;Italia. All&#039;epoca risulta abitante in via Collina n.24. Tutte queste iniziative benefiche sono determinanti a innalzare la Lazio al più alto rango di nobiltà quando, il [[2 giugno]] [[1921]], il regio decreto n. 907 [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|la riconosce &#039;&#039;Ente Morale&#039;&#039;]] per le sue benemerenze sociali, culturali e sportive, coronando così l&#039;immensa dedizione ai colori biancocelesti del suo presidente. Mai nella storia una società sportiva aveva ottenuto una così importante investitura che, oltre a onorarla e a distinguerla ulteriormente, le permetterà di sopravvivere, nel [[1927]], al rocambolesco tentativo di fusione delle diverse società romane, voluto da Mussolini per formare un&#039;unica forte squadra che portasse il nome della capitale del previsto impero fascista e potesse competere alla pari con le grandi squadre del nord: la [[Roma|AS Roma]]. Da segnalare che dall&#039;aprile [[1913]] al febbraio [[1914]], Ballerini si era dimesso da presidente della Lazio per motivi riferibili a questioni personali di pensionamento, in quanto l&#039;essere presidente di una società esterna all&#039;apparato statale gli avrebbe impedito di divenire Capo Divisione del Fondo Culto Culto, con conseguente drastico taglio al suo assegno di pensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quei dieci mesi di assenza il suo posto venne occupato da [[Cantoni Mamiani Tullo|Tullo Cantoni Mamiani]], vicepresidente della Sezione Istruzione Preliminare e generoso mecenate della Lazio. Tullo Cantoni Mamiani, molto spesso assente da Roma per lavoro, proclamò reggente [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]]. Con la fine della guerra, in seno alla Società, cominciarono le prime divergenze tra Ballerini, strenuo difensore del puro dilettantismo nello sport, e altri soci e atleti più giovani capeggiati da [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che invece intuivano che il calcio si stava modernizzando e avviando verso il professionismo, sostenendo la necessità di stare al passo dei tempi per poter competere con le rivali. Ma per Ballerini gli ideali olimpici non potevano essere messi da parte e così, arresosi di fronte alla realtà dei cambiamenti, nel [[1922]] fu costretto a compiere un gesto tanto doloroso quanto necessario: rassegnare le dimissioni per non ripudiare le proprie convinzioni. La Lazio ormai era altra cosa rispetto a quella dell&#039;era pionieristica. Il [[19 giugno]] [[1926]] i dirigenti decisero di cambiare la ragione sociale rinominando la &amp;quot;Società Podistica Lazio&amp;quot; in &amp;quot;Società Sportiva Lazio&amp;quot; per darle un connotato di &amp;quot;polisportività&amp;quot; e prepararla ad affrontare la nuova Divisione Nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il marchese [[Guglielmi Giorgio|Giorgio Guglielmi]] ne raccoglie, anche se per brevissimo tempo, la pesante eredità. Finiscono così quasi 20 anni di gloriosa presidenza durante i quali la Lazio era cresciuta in tutte le sue sezioni vantando più di 4.000 soci, riconoscendo in Ballerini il padre protettore, il maestro e l&#039;anima pulsante di quel progetto di amicizia, generosità e fratellanza nato all&#039;alba del secolo su una panchina di [[Piazza della Libertà]]. Egli tuttavia, nonostante l&#039;età avanzata, continua a coltivare la sua passione sportiva e non perde mai quella caratteristica verve fantasiosa e ironica. Già nel [[1922]] aveva fondato la Roma Salus, dalla curiosa sigla &amp;quot;Società Astemio Longevo Universale Sanitaria&amp;quot;. Salutista convinto, infaticabile podista, abile tiratore e giocatore di tamburello, a 81 anni si arrampica ancora sulle Dolomiti e riesce a prendere &amp;quot;il tram in parallelo&amp;quot; (N.d.LW. Nonostante le ricerche non siamo riusciti a comprendere in cosa consistesse questa prodezza atletica). Dopo 88 anni la sua incredibile esistenza si spegne a Roma, con il rimpianto di ogni sportivo, il [[19 settembre]] [[1940]]. Ballerini era sposato con [[Ballerini Bargellini Elvira|Elvira Ballerini Bargellini]], che fu una delle protagoniste delle attività sociali e benefiche della società biancoceleste. Dal loro matrimonio nacque Elisio, che diventerà un importante membro della diplomazia italiana con incarichi prestigiosi a Washington.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini famiglia.jpg|thumb|center|700px|Un&#039;eccezionale ed inedita immagine di Fortunato Ballerini. Nella villetta di Via F. Cherubini sono immortalati Fortunato, sua moglie Elvira e il loro figlio Elisio. &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Dono a LazioWiki della pronipote del grande presidente signora Lucilla Ballerini&#039;&#039;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Nota==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio.jpg|left|200px|thumb|Giorgio Ballerini Pinna &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_necrolgio.jpg|right|200px|thumb|Il necrologio di Giorgio Ballerini Pinna trascritto da il Ginnasta su un libro. &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_1915.jpg|left|200px|thumb|Il foglio di chiamata alle armi del 1915]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_medaglia_1916.jpg|right|200px|thumb|La motivazione della medaglia di bronzo conseguita nel 1916 sul monte Zebio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nipote di Fortunato Ballerini, figlio del fratello Ing. Raffaele (altre fonti lo riportano con il nome di Raffaello), fu uno dei pionieri del football in Sardegna. Giorgio Ballerini Pinna era nato a Catanzaro il [[6 giugno]] [[1881]]; sua madre era sarda. Arrivò a Cagliari nel [[1901]] per studiare medicina e chirurgia. Aveva imparato a giocare a calcio a Roma, dove aveva fatto parte della S.G. Roma e della compagine dei goliardi romani. Poco dopo il suo arrivo nel capoluogo sardo, venne notato dalla Società ginnastica Amsicora, della quale in breve tempo divenne capo squadra. Qui contribuì anche all’introduzione della ginnastica educativa e, in breve tempo, riuscì a conseguire notevoli successi tra cui la corona d’alloro al concorso di ginnastica di Firenze. Nel [[1902]] fu il promotore del primo match di football nell&#039;isola insieme a Tullio Zedda, altro giovane goliardo, iscritto alla facoltà di giurisprudenza e all’ufficiale dell’esercito ed eroe risorgimentale, ormai a riposo e insegnante di ginnastica nelle scuole cagliaritane, Igino Luè Verri. Ballerini, Zedda e Luè Verri riuscirono ad allestire due compagini formate da vari membri delle varie facoltà presenti a Cagliari. L’incontro si disputò sulla Piazza d’Armi il [[27 aprile]] [[1902]]. Vinsero i rossi di Ballerini per 3-2. Fu proprio lui, dopo una serie di brillanti dribbling, a segnare l’unica rete su azione della giornata. Il [[29 giugno]] [[1905]], a Roma, si laureò brillantemente in medicina e chirurgia con 110 e lode con la tesi: &amp;quot;Influenza reciproca fra sifilide e tubercolosi&amp;quot;. Partecipò alla Grande Guerra come medico chirurgo col grado di capitano. Nel [[1916]] venne decorato con la medaglia di bronzo per essere rimasto leggermente ferito nella battaglia che portò il 14° battaglione bersaglieri a riconquistare il monte Zebio. Il fatto accadde il [[19 luglio]] quando ormai la Strafexpedition era fallita. Il [[9 febbraio]] del [[1921]], a soli 40 anni, il Maggiore medico Giorgio Ballerini morì a Perugia, dove lavorava all&#039;ospedale Civile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&#039;&#039;Si ringrazia il Dott. Mario Fadda per la collaborazione&#039;&#039;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:5gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 5 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:5gen1922b.jpg|Lo stesso articolo riportato sulle pagine de &amp;quot;Il Paese&amp;quot; del 5 gennaio 1922&lt;br /&gt;
File:6gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 6 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:7gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 7 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:6gen1922b.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; dell&#039;8 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:Dorando Pietri.jpg|Fortunato Ballerini e Dorando Pietri. Molto si è discusso se il personaggio vicino a Pietri fosse proprio Ballerini. LazioWiki si limita a pubblicare la foto senza esprimere alcuna certezza in merito.&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1909.jpg|Ballerini nel 1909&lt;br /&gt;
File:baller.jpg|In questo divertente disegno di inizio &#039;900 si rappresenta Fortunato Ballerini, in abiti borghesi, nella marcia di 100 km svoltasi a cura dell&#039;Audax il 20 ottobre 1902 dopo la quale il socio laziale Tito Masini propose a Fortunato di assumere la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:20settembre1940.jpg|La notizia della morte di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1940.jpg|Il necrologio sul Messaggero&lt;br /&gt;
File:ballerini battesimo.jpg|L&#039;estratto di Battesimo di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
Immagine:11feb1900Messaggero.jpg|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; dell&#039;11 febbraio 1900 riporta la nomina di Fortunato Ballerini quale Consigliere della Federazione Ginnastica Italiana&lt;br /&gt;
Immagine:Ballerini_F.jpg|Fortunato Ballerini nel [[1921]]&lt;br /&gt;
Immagine:BalleriniCaricatura.jpg|Una caricatura di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
File:Aucic.jpg|Una spilla del 1901 riproducente lo stemma  dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, di cui Fortunato Ballerini fu uno dei fondatori&lt;br /&gt;
File:LazioBallo.jpg|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società fu chiamata Lazio&lt;br /&gt;
File:121Ballo.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki a Fortunato Ballerini in ricordo del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:100Em.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki e della Polisportiva a Fortunato Ballerini, in occasione del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:DiscBall.jpg|La parte conclusiva del discorso di commiato del 22 febbraio 1922 tratta dal Giornale Lazio&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Pubblichiamo volentieri, ringraziandolo, un saggio del dott. Marco Impiglia sulla figura di Fortunato Ballerini.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div id=&amp;quot;MImpiglia&amp;quot; style=&amp;quot;background-color:lightyellow; margin-left:auto; margin-right:auto; text-align:justify; width:750px; padding:15px; font-family:Verdana; border:1px solid navy;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; FORTUNATO BALLERINI, IL NUME TUTELARE DELLA &amp;quot;PODISTICA&amp;quot; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Marco Impiglia – Società Italiana di Storia dello Sport &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è stato, nella storia centenaria della Lazio, l&#039;uomo che più di ogni altro ha contribuito agli sviluppi e ai destini biancocelesti. Egli assunse la presidenza del sodalizio nel [[1904]], al termine di uno dei periodi più difficili della sua vita. Nacque a Sant&#039;Angiolo, presso Firenze, il [[16 ottobre]] [[1852]]. Segretario nel [[1877]] della Società Nazionale di Ginnastica Scherma e Tiro a Segno, dal 1888 assunse la stessa carica nella Federazione Ginnastica Italiana (FGI). All&#039;epoca Ballerini si era già trasferito a Roma, dove aveva iniziato la carriera di funzionario nel Ministero di Grazia e Giustizia. Nel [[1895]] diresse, insieme a Romano Guerra, il terzo Concorso Ginnastico Nazionale, durante il quale per la prima volta due squadre di ginnasti si esibirono nella Capitale, all&#039;interno del Velodromo al Salario, nella pratica del &amp;quot;giuoco del calcio&amp;quot;. Fu tra i fondatori della Società Ginnastica &amp;quot;Roma&amp;quot; ([[1890]]), di cui divenne subito consigliere, poi vice presidente, infine presidente ([[1896]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla &amp;quot;Roma&amp;quot; promosse la costituzione della palestra popolare e della sezione femminile; fece innalzare un padiglione in legno e, andato a fuoco quello, uno in muratura. Nell&#039;estate del [[1898]] lasciò la &amp;quot;società della stella&amp;quot; in seguito a dissidi interni. Si orientò allora verso il ciclismo, che aveva coltivato fin da giovanissimo, così come il tamburello e il nuoto. Fu tra i fondatori dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, un&#039;associazione composta da uomini e donne della buona borghesia e che aveva per stemma una ruota sormontata da un&#039;aquila. Abile tiratore, infaticabile podista, nel marzo [[1902]] conquistò, accompagnato dal nipote Ciro, il diploma dell&#039;Audax Podistico, coprendo a piedi la distanza di 75 km. Il [[20 ottobre]] di quello stesso anno partecipò, cinquantenne, a una prova di 100 km da svolgersi in diciotto ore, che portò a termine senza affanni, suscitando l&#039;ammirazione degli altri concorrenti. Uno di loro, [[Masini Tito|Tito Masini]], socio della SP Lazio, gli propose di assumere la presidenza della giovane società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troppo impegnato come segretario della FGI, Ballerini declinò l&#039;offerta, ma si fece socio della &amp;quot;Podistica&amp;quot;. In quel periodo, il funzionario toscano stava cercando di ottenere i fondi per la partecipazione di una rappresentativa italiana ai Giochi Olimpici di Saint Louis. Il [[1903]] fu invece l&#039;anno in cui Ballerini si dedicò anima e corpo alla candidatura di Roma per i Giochi del [[1908]]. Egli fu l&#039;unico ad appoggiare il conte Brunetta d&#039;Usseaux, delegato italiano presso il CIO, che tentava di scuotere il prudente ambiente romano suggerendo di nominare un comitato provvisorio per l&#039;attuazione del progetto Roma [[1908]]. Mandò una lettera d&#039;informazione al barone Pierre de Coubertin, che si disse entusiasta della proposta e promise di appoggiarla senza riserve. Ma quando i dirigenti della FGI bussarono a denari alla porta del Primo Ministro Giovanni Giolitti e a quella del sindaco Prospero Colonna, entrambi negarono ogni finanziamento da parte del Governo e del Municipio di Roma. Nel dicembre del [[1903]] si dimise dalla carica di segretario federale; questo fatto, unitamente alla morte del padre Ferdinando dopo lunga malattia, lo liberò da quegli &amp;quot;impegni&amp;quot; che avevano motivato il suo diniego all&#039;offerta laziale dell&#039;&amp;quot;audacissima&amp;quot; dell&#039;ottobre [[1902]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cedendo alle insistenze di [[Masini Tito|Masini]], accettò di concorrere alla presidenza del sodalizio del quartiere Prati e ne assunse il comando la sera dell&#039;[[8 agosto]] [[1904]], al termine di un&#039;assemblea straordinaria. La sua elezione provocò l&#039;uscita dai ranghi di [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], uno di quelli che pensavano la &amp;quot;Lazio&amp;quot; come una cooperativa di forze fisiche e morali che non necessitavano di incapsularsi nella rigida formalizzazione delle cariche e delle ripartizioni. Tuttavia, l&#039;organizzazione burocratica della società era indispensabile per sopravvivere al naturale esaurirsi dell&#039;originario impulso giovanile. Fortunato Ballerini, profittando delle sue relazioni e agganci, seppe inserire la Podistica nel gioco delle amicizie e dei favori personali. In un&#039;epoca in cui non esistevano i concorsi pubblici e tutto veniva ottenuto dietro &amp;quot;raccomandazione&amp;quot; (nel senso migliore del termine, anglosassone e cioè di garanzia, non in quello degenerato di oggi), le sue numerose conoscenze garantirono la concessione del Comune di Roma alla &amp;quot;Lazio&amp;quot; dei terreni dove edificare i primi campi sociali: l&#039;Uccelliera al [[Parco dei Daini]] ([[1908]]), il Poligono della [[Farnesina]] e poi la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] ([[1914]]). Nonché di tutte le prestigiose sedi di cui la società dell&#039;&amp;quot;aquila&amp;quot; (a proposito, il simbolo laziale per eccellenza fu con tutta probabilità un&#039;idea di Ballerini) poté disporre fino al dopoguerra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tutto egli trovava i mezzi, l&#039;organizzazione, la sede, il campo: aveva intessuto una vasta rete di amicizie fra esponenti della politica, dell&#039;amministrazione, dell&#039;arte, dello sport, di cui si serviva per le sue iniziative, battendo ad ogni porta. Prima dello scoppio del conflitto mondiale trovò i soldi per mettere su una rudimentale casina ai [[Polverini]], ad uso dei nuotatori. Nel dopoguerra fu decisiva la sua influenza nella concessione comunale del terreno a Ponte Risorgimento, come dimostrano dei documenti, forse provenienti dal suo stesso archivio privato, recentemente ritrovati. La fioritura delle &amp;quot;sezioni culturali&amp;quot;, accanto a quelle sportive, fu essenzialmente un prodotto della sua concezione dell&#039;unità del corpo e della mente, sempre in onore degli ideali classici. Egli pensava lo sport a trecentosessanta gradi. Fu pioniere e organizzatore del Tiro a Segno Nazionale, del Corpo dei Giovani Esploratori, della Federazione di Tamburello (nel [[1910]] fondò a Roma la Società &amp;quot;Urania&amp;quot; per il giuoco della palla) e del Comitato Olimpico Italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1905]], nel pieno della campagna per portare i Giochi a Roma, elaborò e stampò a sue spese un programma che comprendeva gare di: aeronautica, automobilismo, atletismo, caccia, canottaggio, colombofilia, football, ginnastica, ippica, lawn-tennis, nautica, nuoto, pallone, podismo, pompieristica, salvataggio in acqua, scherma, tamburello, tiro a segno, velocipedismo. Ecco spiegato il ventaglio delle discipline alle quali il presidente avrebbe indirizzato i suoi consoci della Lazio, se ne avesse avuta la possibilità. Rispetto a De Coubertin, Ballerini era anche più moderno nelle sue concezioni di base. Infatti, appoggiava l&#039;educazione fisica femminile, laddove il Barone era notoriamente contrario al movimento delle suffragette. All&#039;epoca della [[Prima Guerra Mondiale|Grande Guerra]], Ballerini creò una &amp;quot;sezione femminile&amp;quot; nella Podistica. Difese il punto di vista delle socie biancocelesti nel [[1919]], quando sorse il contrasto sull&#039;utilizzo del [[Stadio Rondinella - Roma|campo della Rondinella]]. Nel primo dopoguerra, la Lazio di Ballerini aveva una Sezione Sportiva (di cui era presidente [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] oppure il marchese [[Guglielmi Giorgio|Guglielmi]]) che comprendeva svariate discipline: podismo, nuoto, atletica, calcio boxe, tennis, tamburello, ciclismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come importanza, veniva subito dopo alla Sezione Sportiva la Sezione Escursionistica, costituita da Ballerini intorno al [[1906]] e che aveva quale presidente [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]], archeologo di fama mondiale. La Sezione Premilitare, presieduta dal generale conte [[Spingardi Paolo|Paolo Spingardi]], già Ministro della Guerra nel [[1909]], accoglieva molte centinaia di giovani. La Sezione Ginnastica vantava come direttore il prof. Serraggi. Ma Ballerini aveva anche organizzato un&#039;attività di contorno che poteva fare invidia a qualunque associazione intellettuale. Nelle sale di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Veneto]] (inaugurate con una festa il [[5 gennaio]] [[1919]]), per un certo periodo si diede convegno la migliore società artistica, politica, culturale di Roma. Una Sezione Filodrammatica, diretta dal prof. M. E. Rossi, eccelso organista, promuoveva regolarmente concerti. Vi partecipavano nomi illustri: Cotogni, Galetti, Lauri Volpi, Franci, la violinista [[Flori Maria|Flori]], il pianista Zecchi, [[De Angelis Teofilo|il maestro De Angelis]], che aveva composto un inno alla Lazio. Si tenevano, inoltre, conferenze sui temi dell&#039;archeologia, della storia, della letteratura e dell&#039;arte in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutta questa attività extrasportiva (in particolare l&#039;escursionismo, cui Ballerini teneva moltissimo, e che promosse alla nascita del simbolo dell&#039;aquila) veniva in qualche modo ad intralciare le ambizioni calcistiche dei dirigenti più giovani e dinamici. Lo scontro coi vari [[Bitetti Olindo|Bitetti]], [[Baccani Guido|Baccani]], [[Palmieri Alfredo|Palmieri]], [[Giamminuti Riccardo|Giamminuti]], [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]], [[Zenobi Remo|Zenobi]], [[Ercoli Giuseppe|Ercoli]], si estese negli anni [[1920]]-23 al nodo cruciale del dilettantismo opposto al semiprofessionismo. I dirigenti suddetti propendevano per la linea morbida, col rimborso spese &amp;quot;generoso&amp;quot; ai calciatori, il pagamento dello stipendio all&#039;allenatore e l&#039;impiego della maggior parte dei contributi finanziari al potenziamento della squadra. Nel corso del [[1923]] Ballerini, che considerava le nove sezioni della Lazio (Escursionismo, Scherma, Boxe, Ballo, Ginnastica, Premilitare, Filodrammatica, Football e Sports Atletici, Nuoto e Canottaggio) come altrettante sorelle di pari bellezza, si oppose sdegnosamente: la Podistica doveva mantenersi nel solco tracciato dai padri fondatori, tutto inteso al dilettantismo puro, al perseguimento degli ideali della pienezza del corpo e dello spirito non corrotti dall&#039;interesse economico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I tempi, però, erano cambiati. E molto. Pensate semplicemente al clima di violenza e fanatismo - la nascita del &amp;quot;tifo&amp;quot;, l&#039;inquietudine di certe frange del fascismo, che trovava sfogo anche sui campi sportivi - che gravava negli ambienti calcistici romani: quanto poteva essere irrespirabile quell&#039;aria per un vecchio tronco diritto e ghibellino della tempra di Ballerini! La [[Alba|SS Alba]] comprava giocatori e superava la Lazio nel gioco del football, e questo a molti giovani dirigenti non piaceva. Sentendosi isolato, ormai giunto alla soglia dei settant&#039;anni, nell&#039;autunno del [[1923]] il cav. Ballerini si dimise da presidente. La goccia che fece traboccare il vaso fu il fatto di venire a sapere che buona parte delle ventimila lire ottenute da un istituto bancario per la costruzione della &amp;quot;Sede Nautica&amp;quot; sul Tevere erano stati stornate per progetti e acquisti relativi al football. Grande era stata la sua ira, indirizzata soprattutto al cassiere [[Magistrelli Goffredo|Goffredo Magistrelli]], che aveva permesso il dirottamento dei soldi. Il gentiluomo toscano lasciò in punta di piedi la società che aveva retto con tanto amore e dedizione per venti laboriosissimi anni, riuscendo nel [[1921]] [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|a farla erigere]] in &amp;quot;ente morale&amp;quot; con tanto di regio decreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando era entrato, il suo numero di matricola era stato il trentasei; al momento dell&#039;uscita di scena, il numero dei soci superava i quattromila. Nel gennaio [[1922]], la Lazio lo aveva onorato con una commovente cerimonia svoltasi nei locali di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Vittorio Veneto]]. La sua attività di patrocinatore sportivo il comm. Ballerini, Grande Ufficiale della Corona d&#039;Italia, la proseguì nella &amp;quot;Roma Salus&amp;quot;, società da lui stesso fondata nel [[1922]]. La Salus aveva nello stemma l&#039;aquila romana con la Dea della Salute, opera dell&#039;amico artista Duilio Cambellotti (che potrebbe così essere anche l&#039;autore del simbolo per eccellenza della Lazio; d&#039;altronde, fu il Cambellotti a disegnare il primo diploma della Podistica). La Salus adottò l&#039;esperanto, pubblicò un mensile e aprì un campo giochi in via Chieti, ma nel [[1932]] venne incorporata nell&#039;Opera Nazionale Dopolavoro. Negli anni trenta, Ballerini continuò la sua attività di salutista convinto e sportsman agé al limite del miracolo. Se a sessantaquattro anni aveva battuto il primato di velocità nell&#039;ascensione del Monte Gennaro nei ranghi della SP Lazio, a ottanta buggerò un giovane alpinista, arrivando primo sul Soratte salendo dal versante più ripido; a ottantuno si arrampicava sulle Dolomiti, non disdegnando di tuffarsi nelle gelide acque del laghetto di Federa (anche da giovane ea stato un abitué dei &amp;quot;Cimenti Invernali&amp;quot; della Rari Nantes).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E, ancora ogni primo dell&#039;anno, faceva il bagno nel Tevere. Nel [[1939]] pubblicò un libro di memorie che riassumeva la storia della Federazione Ginnastica Italiana, con la presentazione del presidente della Federcalcio, l&#039;amico [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]]. In esso varie pagine erano dedicate alla &amp;quot;Podistica&amp;quot;, pagine scritte con affetto e rispetto. Si spense il [[17 settembre]] [[1940]], nella sua casa romana in via Collina 24, al Sallustiano, con l&#039;unico rimpianto di non aver potuto portare nell&#039;antica capitale del mondo i Giochi Olimpici. Anche la morte fu in sintonia con lo spirito sportivo che lo animava: si prese un bagno in mare in pieno inverno, rinunciò a curarsi il raffreddore, avendo in orrore medici e medicine, e il raffreddore si trasformò rapidamente in polmonite. Nel [[1950]] una delegazione della Lazio si recò sul Monte Soratte per apporre, su un roccione vicino alla cima, una lapide in suo onore. Su di essa sta scritto: La Società Sportiva Lazio, nel cinquantenario della sua fondazione, ricorda, sul più singolare monte del Lazio, Fortunato Ballerini, per un ventennio suo presidente generale, primo artefice delle sue fortune di ogni sport, tenace e appassionato assertore, promotore, cultore. La lapide, per quanto ne sappiamo, sta ancora lì.&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:ball.jpg|thumb|center|450px|La targa in ricordo di Fortunato Ballerini murata dalla Sezione Escursionismo della S.S. Lazio, nel 50° anniversario della Fondazione, sul Monte Soratte in provincia di Roma. La foto è stata donata da Marco.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;Correlati&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Articoli correlati: &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Il ritrovamento della tomba di Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all&#039;Assemblea di Soci pubblicato il 20 febbraio 1922]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Ballerini, Fortunato]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Generali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Sezione Calcio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Ballerini, Fortunato]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ballerini_Fortunato&amp;diff=442866</id>
		<title>Ballerini Fortunato</title>
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		<updated>2022-04-30T17:47:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Faber67: /* Nota */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Ballerini.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini2.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini con il senatore Francesco Todaro]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|Una lapide commemorativa a Fortunato Ballerini sul monte Soratte in provincia di Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#Correlati&amp;quot;&amp;gt; Articoli correlati &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini nasce a Sant&#039;Angelo a Lecore, frazione di Signa (FI) il [[16 ottobre]] [[1852]] e muore a Roma, nella sua abitazione di via F. Cherubini 21, a Monte Mario, il [[17 settembre]] [[1940]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlio di Ferdinando, ricco possidente toscano, e di Adelaide Lenzi. Il suo vero nome di battesimo risulta essere Onorato Fortunato, ma fu chiamato sempre con il secondo nome proprio. Il suo Battesimo viene celebrato il 17 ottobre nella parrocchia di San Giovanni Battista e San Lorenzo a Signa. Studia nel severo Collegio dei Padri Scolopi di Firenze. Passa alla storia per essere stato il primo vero presidente della Lazio, non considerando tale il fondatore idealista e generoso [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] che, pur avendo avuto per primo &amp;quot;l&#039;Idea&amp;quot;, ne rifiuta fin da subito il patrocinio in nome dell&#039;uguaglianza e della fratellanza, cardini di quello spirito paritario assimilato con la sua frequentazione della Gioventù Cristiana. Così, ufficialmente, la Lazio nasce senza presidente pur essendo [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] a tutti gli effetti la guida riconosciuta di quel manipolo di giovani e promettenti atleti, figli di una borghesia che sembra essersi dimenticata di loro, incapace di offrir loro un po&#039; di sano divertimento per perdersi in passatempi frivoli e noiosi. I non ancora biancocelesti, con in cuore proiettato ai suoi tradizionali valori dello sport, lo concepiscono in modo assolutamente moderno, cimentandosi nel podismo, nella ginnastica, nel nuoto, nel canottaggio, nell&#039;alpinismo, finché, nel [[1901]], conoscono, per merito del socio naturalizzato francese [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], un oggetto misterioso quanto affascinante fino ad allora mai visto a Roma: un pallone di cuoio per il gioco del calcio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In città, tra gli sportivi, è una sorta di rivoluzione e la Lazio si incarica di convocare per la prima volta un&#039;assemblea tra soci il [[29 marzo]] [[1901]] nella quale viene approvato lo statuto sociale ed eletto presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]] persona assai stimabile ma di salute cagionevole, e vicepresidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]]. La sede sociale di [[Via Valadier 21]] è un continuo affluire di atleti e, già a partire dal gennaio [[1901]] quando la direzione generale dell&#039;Audax Podistico Italiano è trasferita da Milano a Roma con sede proprio in [[Via Valadier 21]], diventa il punto di riferimento per tutti gli Audax romani. [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] viene eletto direttore generale dell&#039;A.P.I., il fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo]] cassiere e [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] segretario. Per far fronte alle prime spese necessarie ad arredare il rustico stanzone al pianterreno di [[Via Valadier 21]], la Società è costretta a vendere i suoi primi trofei. Questo rappresenta un sacrilegio inconcepibile per l&#039;idealista [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], per il quale quelle medaglie hanno un valore spirituale insostituibile e così, amareggiato e spinto anche dall&#039;esigenza di raggiungere il fratello emigrato in Belgio, abbandona Roma e l&#039;Italia ma non la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuerà a correre con i suoi colori e ad onorarli di fronte al pubblico di tutto il mondo. &amp;quot;Orfani&amp;quot; della loro guida spirituale e con, sulla carta, un presidente poco presente per le cattive condizioni di salute, i soci si organizzano soprattutto intorno alle personalità dei Fondatori. Il [[20 ottobre]] [[1902]] il destino della Lazio si incrocia con quello di un ironico e romantico personaggio e nessuno immagina che quest&#039;uomo di mezza età, presentatosi in abiti borghesi ed ombrello al braccio a disputare una marcia di 100 km indetta dall&#039;Audax, diventerà una pietra angolare di tutta la storia laziale, a cui seppe dare fin da subito una superiorità culturale e sportiva che culminò, il [[2 giugno]] [[1921]], con il riconoscimento, per la Lazio, [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|di Ente Morale]]. La bizzarra idea di percorrere 18 ore di gara vestito a quel modo, sfidando le più ovvie convenzioni, sembra essere frutto della trovata di un pazzo, soprattutto se calata nel contesto di una società ancora ottocentesca nei costumi e un po&#039; bigotta che inseguiva il progresso ma si confortava nelle tradizioni. E&#039; invece da sola sufficiente a delineare la forza e l&#039;intelligenza del personaggio in questione, avvolto quasi da un&#039;aurea di leggenda, molto più avanti della sua generazione ancora imparruccata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è un uomo della buona borghesia, ex Presidente e tra i fondatori della &amp;quot;Società Ginnastica Roma&amp;quot;, grand&#039;ufficiale della Corona d&#039;Italia e capo sezione del Ministero di Grazia e di Giustizia dove non raggiungerà mai i gradi più elevati perché sulle sue note caratteristiche vi era scritto come accezione negativa &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;: dunque non il primo arrivato. Non c&#039;è da stupirsi quindi se una personalità così all&#039;avanguardia abbia subito colpito e affascinato i Laziali, pionieri e anticipatori, nel loro piccolo, dello sport moderno. L&#039;incontro avviene quindi nella mattina del [[20 ottobre]] [[1902]] ed è [[Masini Tito|Tito Masini]], vedendolo tagliare il traguardo come tutti gli altri concorrenti, a farsi coraggio e a presentarsi con [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Baccani Guido|Guido Baccani]] a Ballerini offrendogli la presidenza della Società con queste semplici parole: &#039;&#039;&amp;quot;Solo uno come Lei è degno di essere il presidente della Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Fortunato Ballerini lascia una testimonianza scritta su questo episodio: &amp;quot;Il socio [[Masini Tito|Tito Masini]], che lo scrivente incontra il [[20 ottobre]] [[1902]] alla marcia dei 100 km, in 18 ore indetta dall&#039;Audax Podistico Italiano, gli propone di assumere la presidenza della Lazio, ma egli se ne esime perché impegnato troppo come segretario della Federazione ginnastica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, dopo altre numerose richieste, accetta la presidenza nell&#039;assemblea tenuta il [[25 gennaio]] [[1904]], e come podista simpatizzante della Lazio,  viene festeggiato in un banchetto alla [[Trattoria dell&#039;Olmo|trattoria dell&#039;Olmo]] in via Angelica dove pronuncia il suo primo discorso semi-umoristico, destando l&#039;allegria dei convitati&amp;quot;. Qui, però, la memoria lo tradisce. Infatti nel suo volume di memorie sulla storia della FGI, pubblicato nel [[1939]], Ballerini scrive che il [[25 gennaio]] [[1904]] venne “eletto”. Ricorda male, però: il 24 gennaio identifica la domenica in cui 17 dei 31 soci rimasti fedeli alla SPL decisero di nominare una commissione per rivedere lo statuto. È possibile che egli sia stato solo presente alla seduta, rivelando, davanti al direttivo riunito, la sua mutata disponibilità; oppure l&#039;incontro con uno o più dirigenti laziali avvenne in separata sede. Aveva ricordato bene, e senza vaghezze invece, diciassette anni prima, quando, nel suo discorso di commiato dalla società, la data rammentata all&#039;uditorio per l&#039;inizio effettivo della sua presidenza era stata quella del [[29 maggio]] [[1904]], allorché la Lazio si era riunita per validare il nuovo statuto portato a 40 articoli dai 25 originari. Disse, infatti, Ballerini il [[22 febbraio]] [[1922]]: &#039;&#039;&amp;quot;Fu in questa assemblea che io venni eletto Presidente dopo essere stato prima Presidente di Giuria alle gare podistiche del Premio Lazio... Allora ero il 37esimo socio iscritto alla Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Nella stessa trattoria dell&#039;Olmo qualche mese più tardi, il [[24 ottobre]] [[1904]], inaugura e bacia la bandiera biancoceleste della Lazio donata dalla madrina [[Tobia Anna|Anna Tobia in Massa]], dal Vice presidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]] e dal cassiere [[Galvagni Arnaldo|Arnaldo Galvagni]]. Sulle ali dell&#039;entusiasmo portate da questo spirito illuminato, la giovane Lazio spicca il volo: non c&#039;è manifestazione sportiva in cui manchi una rappresentanza biancoceleste, i premi e i trofei messi in palio diffondono la popolarità della Società che ora, grazie al suo nuovo presidente, può vantare grandi conoscenze tra le autorità politiche cittadine e nazionali. Eppure, tra le alte gerarchie, non tutti si dimostrano accondiscendenti con Ballerini, che viene posto di fronte all&#039;aut-aut: o la Lazio o il Ministero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ballerini, giocando d&#039;astuzia, rinuncerà temporaneamente e in via del tutto strumentale alla presidenza, per poi riprenderla una volta ottenuta la promozione a capo divisione. Ma da lì in poi non sarà più tollerato che un uomo &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;, come attesta una nota sulla sua cartella personale, possa ricoprire alte cariche ministeriali e per questo motivo Ballerini non sarà promosso alla direzione generale. Ma il suo spirito pragmatico e trascinatore non conosce ostacoli. Riceve l&#039;incarico di trattare con il comitato olimpico internazionale l&#039;assegnazione a Roma delle Olimpiadi del [[1908]], poi assegnate a Londra, ed è tesoriere dei Comitati Italiani per le stesse Olimpiadi del [[1908]] e del [[1912]]. Nel frattempo studia scrupolosamente i libri contabili della Lazio, fino ad allora tenuti con premura dai segretari, poi ha a cuore di trovare un&#039;altra sede sociale più ampia e accogliente trovandola in [[Via Pompeo Magno|via Pompeo Magno]]. Infine, nel [[1906]], riesce a ottenere per i giovani calciatori un campo di allenamento che si rispetti, [[Parco dei Daini|Parco dei Daini]], nella verde e aristocratica villa Borghese. E&#039; proprio qui che i pionieri del calcio romano apprendono dai seminaristi scozzesi e irlandesi, che vengono quotidianamente sfidati dalla brigata di [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]], i primi trucchi del gioco divenendo ben presto imbattibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio incanta le folle e diventa il faro di luce dello sport cittadino, sempre sotto l&#039;ala protettrice e la spinta propulsiva del suo Presidente &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;. Nell&#039;anno [[1912]] viene di nuovo eletto Presidente della Società Sportiva Lazio. E&#039; ancora Ballerini a confermarsi uomo dalle inesauribili risorse quando, nel [[1913]], in una partita amichevole contro l&#039;Audace, [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]] colpisce involontariamente con il pallone il volto di una nobildonna venuta ad assistere all&#039;incontro: si tratta della moglie, Clementina Utili, del prefetto di Roma Angelo Annaratone e per i laziali l&#039;incidente significa lo sfratto da [[Parco dei Daini]]. Quella pallonata si rivelò però un colpo di fortuna perché permetterà ai biancocelesti di ottenere dal Regio Commissario del Governatorato Fausto Aphel, per intercessione del proprio instancabile presidente, il permesso di edificare nel [[1914]] il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] nel rione Flaminio, per gli allenamenti ed il campo della [[Farnesina]] per le partite ufficiali, oltre una golena di 100 metri sul Tevere per il nuoto ed il canottaggio. Con lo scoppio della [[Prima Guerra Mondiale]] il [[campionato]] viene interrotto e la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]], su decisione di Ballerini stesso, diviene orto di guerra e apre le porte alle donne che formano la sezione femminile e assistono maternamente nei vasti locali della sede sociale, spostatasi in [[Via Vittorio Veneto, 7|Via Veneto]], i figli dei combattenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto il re, motu proprio, gli concede nel [[1916]] la Commenda della Corona d&#039;Italia. All&#039;epoca risulta abitante in via Collina n.24. Tutte queste iniziative benefiche sono determinanti a innalzare la Lazio al più alto rango di nobiltà quando, il [[2 giugno]] [[1921]], il regio decreto n. 907 [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|la riconosce &#039;&#039;Ente Morale&#039;&#039;]] per le sue benemerenze sociali, culturali e sportive, coronando così l&#039;immensa dedizione ai colori biancocelesti del suo presidente. Mai nella storia una società sportiva aveva ottenuto una così importante investitura che, oltre a onorarla e a distinguerla ulteriormente, le permetterà di sopravvivere, nel [[1927]], al rocambolesco tentativo di fusione delle diverse società romane, voluto da Mussolini per formare un&#039;unica forte squadra che portasse il nome della capitale del previsto impero fascista e potesse competere alla pari con le grandi squadre del nord: la [[Roma|AS Roma]]. Da segnalare che dall&#039;aprile [[1913]] al febbraio [[1914]], Ballerini si era dimesso da presidente della Lazio per motivi riferibili a questioni personali di pensionamento, in quanto l&#039;essere presidente di una società esterna all&#039;apparato statale gli avrebbe impedito di divenire Capo Divisione del Fondo Culto Culto, con conseguente drastico taglio al suo assegno di pensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quei dieci mesi di assenza il suo posto venne occupato da [[Cantoni Mamiani Tullo|Tullo Cantoni Mamiani]], vicepresidente della Sezione Istruzione Preliminare e generoso mecenate della Lazio. Tullo Cantoni Mamiani, molto spesso assente da Roma per lavoro, proclamò reggente [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]]. Con la fine della guerra, in seno alla Società, cominciarono le prime divergenze tra Ballerini, strenuo difensore del puro dilettantismo nello sport, e altri soci e atleti più giovani capeggiati da [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che invece intuivano che il calcio si stava modernizzando e avviando verso il professionismo, sostenendo la necessità di stare al passo dei tempi per poter competere con le rivali. Ma per Ballerini gli ideali olimpici non potevano essere messi da parte e così, arresosi di fronte alla realtà dei cambiamenti, nel [[1922]] fu costretto a compiere un gesto tanto doloroso quanto necessario: rassegnare le dimissioni per non ripudiare le proprie convinzioni. La Lazio ormai era altra cosa rispetto a quella dell&#039;era pionieristica. Il [[19 giugno]] [[1926]] i dirigenti decisero di cambiare la ragione sociale rinominando la &amp;quot;Società Podistica Lazio&amp;quot; in &amp;quot;Società Sportiva Lazio&amp;quot; per darle un connotato di &amp;quot;polisportività&amp;quot; e prepararla ad affrontare la nuova Divisione Nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il marchese [[Guglielmi Giorgio|Giorgio Guglielmi]] ne raccoglie, anche se per brevissimo tempo, la pesante eredità. Finiscono così quasi 20 anni di gloriosa presidenza durante i quali la Lazio era cresciuta in tutte le sue sezioni vantando più di 4.000 soci, riconoscendo in Ballerini il padre protettore, il maestro e l&#039;anima pulsante di quel progetto di amicizia, generosità e fratellanza nato all&#039;alba del secolo su una panchina di [[Piazza della Libertà]]. Egli tuttavia, nonostante l&#039;età avanzata, continua a coltivare la sua passione sportiva e non perde mai quella caratteristica verve fantasiosa e ironica. Già nel [[1922]] aveva fondato la Roma Salus, dalla curiosa sigla &amp;quot;Società Astemio Longevo Universale Sanitaria&amp;quot;. Salutista convinto, infaticabile podista, abile tiratore e giocatore di tamburello, a 81 anni si arrampica ancora sulle Dolomiti e riesce a prendere &amp;quot;il tram in parallelo&amp;quot; (N.d.LW. Nonostante le ricerche non siamo riusciti a comprendere in cosa consistesse questa prodezza atletica). Dopo 88 anni la sua incredibile esistenza si spegne a Roma, con il rimpianto di ogni sportivo, il [[19 settembre]] [[1940]]. Ballerini era sposato con [[Ballerini Bargellini Elvira|Elvira Ballerini Bargellini]], che fu una delle protagoniste delle attività sociali e benefiche della società biancoceleste. Dal loro matrimonio nacque Elisio, che diventerà un importante membro della diplomazia italiana con incarichi prestigiosi a Washington.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini famiglia.jpg|thumb|center|700px|Un&#039;eccezionale ed inedita immagine di Fortunato Ballerini. Nella villetta di Via F. Cherubini sono immortalati Fortunato, sua moglie Elvira e il loro figlio Elisio. &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Dono a LazioWiki della pronipote del grande presidente signora Lucilla Ballerini&#039;&#039;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Nota==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio.jpg|left|200px|thumb|Giorgio Ballerini Pinna &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_necrolgio.jpg|right|200px|thumb|Il necrologio di Giorgio Ballerini Pinna trascritto da il Ginnasta su un libro. &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_1915.jpg|left|200px|thumb|Il foglio di chiamata alle armi del 1915]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_medaglia_1916.jpg|right|200px|thumb|La motivazione della medaglia di bronzo conseguita nel 1916 sul monte Zebio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nipote di Fortunato Ballerini, figlio del fratello Ing. Raffaele (altre fonti lo riportano con il nome di Raffaello), fu uno dei pionieri del football in Sardegna. Giorgio Ballerini Pinna era nato a Catanzaro il [[6 giugno]] [[1881]]; sua madre era sarda. Arrivò a Cagliari nel [[1901]] per studiare medicina e chirurgia. Aveva imparato a giocare a calcio a Roma, dove aveva fatto parte della S.G. Roma e della compagine dei goliardi romani. Poco dopo il suo arrivo nel capoluogo sardo, venne notato dalla Società ginnastica Amsicora, della quale in breve tempo divenne capo squadra. Qui contribuì anche all’introduzione della ginnastica educativa e, in breve tempo, riuscì a conseguire notevoli successi tra cui la corona d’alloro al concorso di ginnastica di Firenze. Nel [[1902]] fu il promotore del primo match di football nell&#039;isola insieme a Tullio Zedda, altro giovane goliardo, iscritto alla facoltà di giurisprudenza e all’ufficiale dell’esercito ed eroe risorgimentale, ormai a riposo e insegnante di ginnastica nelle scuole cagliaritane, Igino Luè Verri. Ballerini, Zedda e Luè Verri riuscirono ad allestire due compagini formate da vari membri delle varie facoltà presenti a Cagliari. L’incontro si disputò sulla Piazza d’Armi il [[27 aprile]] [[1902]]. Vinsero i rossi di Ballerini per 3-2. Fu proprio lui, dopo una serie di brillanti dribbling, a segnare l’unica rete su azione della giornata. Il [[29 giugno]] [[1905]], a Roma, si laureò brillantemente in medicina e chirurgia con 110 e lode con la tesi: &amp;quot;Influenza reciproca fra sifilide e tubercolosi&amp;quot;. Partecipò alla Grande Guerra come medico chirurgo col grado di capitano. Nel [[1916]] venne decorato con la medaglia di bronzo per essere rimasto leggermente ferito nella battaglia che portò il 14° battaglione bersaglieri a riconquistare il monte Zebio. Il fatto accadde il [[19 luglio]] quando ormai la Strafexpedition era fallita. Il [[9 febbraio]] del [[1921]], a soli 40 anni, il Maggiore medico Giorgio Ballerini morì a Perugia, dove lavorava all&#039;ospedale Maggiore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&#039;&#039;Si ringrazia il Dott. Mario Fadda per la collaborazione&#039;&#039;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:5gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 5 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:5gen1922b.jpg|Lo stesso articolo riportato sulle pagine de &amp;quot;Il Paese&amp;quot; del 5 gennaio 1922&lt;br /&gt;
File:6gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 6 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:7gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 7 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:6gen1922b.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; dell&#039;8 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:Dorando Pietri.jpg|Fortunato Ballerini e Dorando Pietri. Molto si è discusso se il personaggio vicino a Pietri fosse proprio Ballerini. LazioWiki si limita a pubblicare la foto senza esprimere alcuna certezza in merito.&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1909.jpg|Ballerini nel 1909&lt;br /&gt;
File:baller.jpg|In questo divertente disegno di inizio &#039;900 si rappresenta Fortunato Ballerini, in abiti borghesi, nella marcia di 100 km svoltasi a cura dell&#039;Audax il 20 ottobre 1902 dopo la quale il socio laziale Tito Masini propose a Fortunato di assumere la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:20settembre1940.jpg|La notizia della morte di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1940.jpg|Il necrologio sul Messaggero&lt;br /&gt;
File:ballerini battesimo.jpg|L&#039;estratto di Battesimo di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
Immagine:11feb1900Messaggero.jpg|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; dell&#039;11 febbraio 1900 riporta la nomina di Fortunato Ballerini quale Consigliere della Federazione Ginnastica Italiana&lt;br /&gt;
Immagine:Ballerini_F.jpg|Fortunato Ballerini nel [[1921]]&lt;br /&gt;
Immagine:BalleriniCaricatura.jpg|Una caricatura di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
File:Aucic.jpg|Una spilla del 1901 riproducente lo stemma  dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, di cui Fortunato Ballerini fu uno dei fondatori&lt;br /&gt;
File:LazioBallo.jpg|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società fu chiamata Lazio&lt;br /&gt;
File:121Ballo.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki a Fortunato Ballerini in ricordo del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:100Em.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki e della Polisportiva a Fortunato Ballerini, in occasione del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:DiscBall.jpg|La parte conclusiva del discorso di commiato del 22 febbraio 1922 tratta dal Giornale Lazio&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Pubblichiamo volentieri, ringraziandolo, un saggio del dott. Marco Impiglia sulla figura di Fortunato Ballerini.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;div id=&amp;quot;MImpiglia&amp;quot; style=&amp;quot;background-color:lightyellow; margin-left:auto; margin-right:auto; text-align:justify; width:750px; padding:15px; font-family:Verdana; border:1px solid navy;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; FORTUNATO BALLERINI, IL NUME TUTELARE DELLA &amp;quot;PODISTICA&amp;quot; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Marco Impiglia – Società Italiana di Storia dello Sport &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è stato, nella storia centenaria della Lazio, l&#039;uomo che più di ogni altro ha contribuito agli sviluppi e ai destini biancocelesti. Egli assunse la presidenza del sodalizio nel [[1904]], al termine di uno dei periodi più difficili della sua vita. Nacque a Sant&#039;Angiolo, presso Firenze, il [[16 ottobre]] [[1852]]. Segretario nel [[1877]] della Società Nazionale di Ginnastica Scherma e Tiro a Segno, dal 1888 assunse la stessa carica nella Federazione Ginnastica Italiana (FGI). All&#039;epoca Ballerini si era già trasferito a Roma, dove aveva iniziato la carriera di funzionario nel Ministero di Grazia e Giustizia. Nel [[1895]] diresse, insieme a Romano Guerra, il terzo Concorso Ginnastico Nazionale, durante il quale per la prima volta due squadre di ginnasti si esibirono nella Capitale, all&#039;interno del Velodromo al Salario, nella pratica del &amp;quot;giuoco del calcio&amp;quot;. Fu tra i fondatori della Società Ginnastica &amp;quot;Roma&amp;quot; ([[1890]]), di cui divenne subito consigliere, poi vice presidente, infine presidente ([[1896]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla &amp;quot;Roma&amp;quot; promosse la costituzione della palestra popolare e della sezione femminile; fece innalzare un padiglione in legno e, andato a fuoco quello, uno in muratura. Nell&#039;estate del [[1898]] lasciò la &amp;quot;società della stella&amp;quot; in seguito a dissidi interni. Si orientò allora verso il ciclismo, che aveva coltivato fin da giovanissimo, così come il tamburello e il nuoto. Fu tra i fondatori dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, un&#039;associazione composta da uomini e donne della buona borghesia e che aveva per stemma una ruota sormontata da un&#039;aquila. Abile tiratore, infaticabile podista, nel marzo [[1902]] conquistò, accompagnato dal nipote Ciro, il diploma dell&#039;Audax Podistico, coprendo a piedi la distanza di 75 km. Il [[20 ottobre]] di quello stesso anno partecipò, cinquantenne, a una prova di 100 km da svolgersi in diciotto ore, che portò a termine senza affanni, suscitando l&#039;ammirazione degli altri concorrenti. Uno di loro, [[Masini Tito|Tito Masini]], socio della SP Lazio, gli propose di assumere la presidenza della giovane società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troppo impegnato come segretario della FGI, Ballerini declinò l&#039;offerta, ma si fece socio della &amp;quot;Podistica&amp;quot;. In quel periodo, il funzionario toscano stava cercando di ottenere i fondi per la partecipazione di una rappresentativa italiana ai Giochi Olimpici di Saint Louis. Il [[1903]] fu invece l&#039;anno in cui Ballerini si dedicò anima e corpo alla candidatura di Roma per i Giochi del [[1908]]. Egli fu l&#039;unico ad appoggiare il conte Brunetta d&#039;Usseaux, delegato italiano presso il CIO, che tentava di scuotere il prudente ambiente romano suggerendo di nominare un comitato provvisorio per l&#039;attuazione del progetto Roma [[1908]]. Mandò una lettera d&#039;informazione al barone Pierre de Coubertin, che si disse entusiasta della proposta e promise di appoggiarla senza riserve. Ma quando i dirigenti della FGI bussarono a denari alla porta del Primo Ministro Giovanni Giolitti e a quella del sindaco Prospero Colonna, entrambi negarono ogni finanziamento da parte del Governo e del Municipio di Roma. Nel dicembre del [[1903]] si dimise dalla carica di segretario federale; questo fatto, unitamente alla morte del padre Ferdinando dopo lunga malattia, lo liberò da quegli &amp;quot;impegni&amp;quot; che avevano motivato il suo diniego all&#039;offerta laziale dell&#039;&amp;quot;audacissima&amp;quot; dell&#039;ottobre [[1902]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cedendo alle insistenze di [[Masini Tito|Masini]], accettò di concorrere alla presidenza del sodalizio del quartiere Prati e ne assunse il comando la sera dell&#039;[[8 agosto]] [[1904]], al termine di un&#039;assemblea straordinaria. La sua elezione provocò l&#039;uscita dai ranghi di [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], uno di quelli che pensavano la &amp;quot;Lazio&amp;quot; come una cooperativa di forze fisiche e morali che non necessitavano di incapsularsi nella rigida formalizzazione delle cariche e delle ripartizioni. Tuttavia, l&#039;organizzazione burocratica della società era indispensabile per sopravvivere al naturale esaurirsi dell&#039;originario impulso giovanile. Fortunato Ballerini, profittando delle sue relazioni e agganci, seppe inserire la Podistica nel gioco delle amicizie e dei favori personali. In un&#039;epoca in cui non esistevano i concorsi pubblici e tutto veniva ottenuto dietro &amp;quot;raccomandazione&amp;quot; (nel senso migliore del termine, anglosassone e cioè di garanzia, non in quello degenerato di oggi), le sue numerose conoscenze garantirono la concessione del Comune di Roma alla &amp;quot;Lazio&amp;quot; dei terreni dove edificare i primi campi sociali: l&#039;Uccelliera al [[Parco dei Daini]] ([[1908]]), il Poligono della [[Farnesina]] e poi la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] ([[1914]]). Nonché di tutte le prestigiose sedi di cui la società dell&#039;&amp;quot;aquila&amp;quot; (a proposito, il simbolo laziale per eccellenza fu con tutta probabilità un&#039;idea di Ballerini) poté disporre fino al dopoguerra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tutto egli trovava i mezzi, l&#039;organizzazione, la sede, il campo: aveva intessuto una vasta rete di amicizie fra esponenti della politica, dell&#039;amministrazione, dell&#039;arte, dello sport, di cui si serviva per le sue iniziative, battendo ad ogni porta. Prima dello scoppio del conflitto mondiale trovò i soldi per mettere su una rudimentale casina ai [[Polverini]], ad uso dei nuotatori. Nel dopoguerra fu decisiva la sua influenza nella concessione comunale del terreno a Ponte Risorgimento, come dimostrano dei documenti, forse provenienti dal suo stesso archivio privato, recentemente ritrovati. La fioritura delle &amp;quot;sezioni culturali&amp;quot;, accanto a quelle sportive, fu essenzialmente un prodotto della sua concezione dell&#039;unità del corpo e della mente, sempre in onore degli ideali classici. Egli pensava lo sport a trecentosessanta gradi. Fu pioniere e organizzatore del Tiro a Segno Nazionale, del Corpo dei Giovani Esploratori, della Federazione di Tamburello (nel [[1910]] fondò a Roma la Società &amp;quot;Urania&amp;quot; per il giuoco della palla) e del Comitato Olimpico Italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1905]], nel pieno della campagna per portare i Giochi a Roma, elaborò e stampò a sue spese un programma che comprendeva gare di: aeronautica, automobilismo, atletismo, caccia, canottaggio, colombofilia, football, ginnastica, ippica, lawn-tennis, nautica, nuoto, pallone, podismo, pompieristica, salvataggio in acqua, scherma, tamburello, tiro a segno, velocipedismo. Ecco spiegato il ventaglio delle discipline alle quali il presidente avrebbe indirizzato i suoi consoci della Lazio, se ne avesse avuta la possibilità. Rispetto a De Coubertin, Ballerini era anche più moderno nelle sue concezioni di base. Infatti, appoggiava l&#039;educazione fisica femminile, laddove il Barone era notoriamente contrario al movimento delle suffragette. All&#039;epoca della [[Prima Guerra Mondiale|Grande Guerra]], Ballerini creò una &amp;quot;sezione femminile&amp;quot; nella Podistica. Difese il punto di vista delle socie biancocelesti nel [[1919]], quando sorse il contrasto sull&#039;utilizzo del [[Stadio Rondinella - Roma|campo della Rondinella]]. Nel primo dopoguerra, la Lazio di Ballerini aveva una Sezione Sportiva (di cui era presidente [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] oppure il marchese [[Guglielmi Giorgio|Guglielmi]]) che comprendeva svariate discipline: podismo, nuoto, atletica, calcio boxe, tennis, tamburello, ciclismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come importanza, veniva subito dopo alla Sezione Sportiva la Sezione Escursionistica, costituita da Ballerini intorno al [[1906]] e che aveva quale presidente [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]], archeologo di fama mondiale. La Sezione Premilitare, presieduta dal generale conte [[Spingardi Paolo|Paolo Spingardi]], già Ministro della Guerra nel [[1909]], accoglieva molte centinaia di giovani. La Sezione Ginnastica vantava come direttore il prof. Serraggi. Ma Ballerini aveva anche organizzato un&#039;attività di contorno che poteva fare invidia a qualunque associazione intellettuale. Nelle sale di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Veneto]] (inaugurate con una festa il [[5 gennaio]] [[1919]]), per un certo periodo si diede convegno la migliore società artistica, politica, culturale di Roma. Una Sezione Filodrammatica, diretta dal prof. M. E. Rossi, eccelso organista, promuoveva regolarmente concerti. Vi partecipavano nomi illustri: Cotogni, Galetti, Lauri Volpi, Franci, la violinista [[Flori Maria|Flori]], il pianista Zecchi, [[De Angelis Teofilo|il maestro De Angelis]], che aveva composto un inno alla Lazio. Si tenevano, inoltre, conferenze sui temi dell&#039;archeologia, della storia, della letteratura e dell&#039;arte in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutta questa attività extrasportiva (in particolare l&#039;escursionismo, cui Ballerini teneva moltissimo, e che promosse alla nascita del simbolo dell&#039;aquila) veniva in qualche modo ad intralciare le ambizioni calcistiche dei dirigenti più giovani e dinamici. Lo scontro coi vari [[Bitetti Olindo|Bitetti]], [[Baccani Guido|Baccani]], [[Palmieri Alfredo|Palmieri]], [[Giamminuti Riccardo|Giamminuti]], [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]], [[Zenobi Remo|Zenobi]], [[Ercoli Giuseppe|Ercoli]], si estese negli anni [[1920]]-23 al nodo cruciale del dilettantismo opposto al semiprofessionismo. I dirigenti suddetti propendevano per la linea morbida, col rimborso spese &amp;quot;generoso&amp;quot; ai calciatori, il pagamento dello stipendio all&#039;allenatore e l&#039;impiego della maggior parte dei contributi finanziari al potenziamento della squadra. Nel corso del [[1923]] Ballerini, che considerava le nove sezioni della Lazio (Escursionismo, Scherma, Boxe, Ballo, Ginnastica, Premilitare, Filodrammatica, Football e Sports Atletici, Nuoto e Canottaggio) come altrettante sorelle di pari bellezza, si oppose sdegnosamente: la Podistica doveva mantenersi nel solco tracciato dai padri fondatori, tutto inteso al dilettantismo puro, al perseguimento degli ideali della pienezza del corpo e dello spirito non corrotti dall&#039;interesse economico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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I tempi, però, erano cambiati. E molto. Pensate semplicemente al clima di violenza e fanatismo - la nascita del &amp;quot;tifo&amp;quot;, l&#039;inquietudine di certe frange del fascismo, che trovava sfogo anche sui campi sportivi - che gravava negli ambienti calcistici romani: quanto poteva essere irrespirabile quell&#039;aria per un vecchio tronco diritto e ghibellino della tempra di Ballerini! La [[Alba|SS Alba]] comprava giocatori e superava la Lazio nel gioco del football, e questo a molti giovani dirigenti non piaceva. Sentendosi isolato, ormai giunto alla soglia dei settant&#039;anni, nell&#039;autunno del [[1923]] il cav. Ballerini si dimise da presidente. La goccia che fece traboccare il vaso fu il fatto di venire a sapere che buona parte delle ventimila lire ottenute da un istituto bancario per la costruzione della &amp;quot;Sede Nautica&amp;quot; sul Tevere erano stati stornate per progetti e acquisti relativi al football. Grande era stata la sua ira, indirizzata soprattutto al cassiere [[Magistrelli Goffredo|Goffredo Magistrelli]], che aveva permesso il dirottamento dei soldi. Il gentiluomo toscano lasciò in punta di piedi la società che aveva retto con tanto amore e dedizione per venti laboriosissimi anni, riuscendo nel [[1921]] [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|a farla erigere]] in &amp;quot;ente morale&amp;quot; con tanto di regio decreto.&lt;br /&gt;
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Quando era entrato, il suo numero di matricola era stato il trentasei; al momento dell&#039;uscita di scena, il numero dei soci superava i quattromila. Nel gennaio [[1922]], la Lazio lo aveva onorato con una commovente cerimonia svoltasi nei locali di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Vittorio Veneto]]. La sua attività di patrocinatore sportivo il comm. Ballerini, Grande Ufficiale della Corona d&#039;Italia, la proseguì nella &amp;quot;Roma Salus&amp;quot;, società da lui stesso fondata nel [[1922]]. La Salus aveva nello stemma l&#039;aquila romana con la Dea della Salute, opera dell&#039;amico artista Duilio Cambellotti (che potrebbe così essere anche l&#039;autore del simbolo per eccellenza della Lazio; d&#039;altronde, fu il Cambellotti a disegnare il primo diploma della Podistica). La Salus adottò l&#039;esperanto, pubblicò un mensile e aprì un campo giochi in via Chieti, ma nel [[1932]] venne incorporata nell&#039;Opera Nazionale Dopolavoro. Negli anni trenta, Ballerini continuò la sua attività di salutista convinto e sportsman agé al limite del miracolo. Se a sessantaquattro anni aveva battuto il primato di velocità nell&#039;ascensione del Monte Gennaro nei ranghi della SP Lazio, a ottanta buggerò un giovane alpinista, arrivando primo sul Soratte salendo dal versante più ripido; a ottantuno si arrampicava sulle Dolomiti, non disdegnando di tuffarsi nelle gelide acque del laghetto di Federa (anche da giovane ea stato un abitué dei &amp;quot;Cimenti Invernali&amp;quot; della Rari Nantes).&lt;br /&gt;
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E, ancora ogni primo dell&#039;anno, faceva il bagno nel Tevere. Nel [[1939]] pubblicò un libro di memorie che riassumeva la storia della Federazione Ginnastica Italiana, con la presentazione del presidente della Federcalcio, l&#039;amico [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]]. In esso varie pagine erano dedicate alla &amp;quot;Podistica&amp;quot;, pagine scritte con affetto e rispetto. Si spense il [[17 settembre]] [[1940]], nella sua casa romana in via Collina 24, al Sallustiano, con l&#039;unico rimpianto di non aver potuto portare nell&#039;antica capitale del mondo i Giochi Olimpici. Anche la morte fu in sintonia con lo spirito sportivo che lo animava: si prese un bagno in mare in pieno inverno, rinunciò a curarsi il raffreddore, avendo in orrore medici e medicine, e il raffreddore si trasformò rapidamente in polmonite. Nel [[1950]] una delegazione della Lazio si recò sul Monte Soratte per apporre, su un roccione vicino alla cima, una lapide in suo onore. Su di essa sta scritto: La Società Sportiva Lazio, nel cinquantenario della sua fondazione, ricorda, sul più singolare monte del Lazio, Fortunato Ballerini, per un ventennio suo presidente generale, primo artefice delle sue fortune di ogni sport, tenace e appassionato assertore, promotore, cultore. La lapide, per quanto ne sappiamo, sta ancora lì.&lt;br /&gt;
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[[Immagine:ball.jpg|thumb|center|450px|La targa in ricordo di Fortunato Ballerini murata dalla Sezione Escursionismo della S.S. Lazio, nel 50° anniversario della Fondazione, sul Monte Soratte in provincia di Roma. La foto è stata donata da Marco.]]&lt;br /&gt;
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► [[Il ritrovamento della tomba di Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
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► [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all&#039;Assemblea di Soci pubblicato il 20 febbraio 1922]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Ballerini, Fortunato]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Generali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Sezione Calcio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Ballerini, Fortunato]]&lt;/div&gt;</summary>
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