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	<title>LazioWiki - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315031</id>
		<title>Pedercini Giuseppe</title>
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		<updated>2016-12-24T11:50:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venissero prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente della Lazio. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale ([[Zangrilli Romano|Zangrilli]] fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[1 dicembre|primo dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315030</id>
		<title>Pedercini Giuseppe</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315030"/>
		<updated>2016-12-24T11:48:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venissero prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente della Lazio. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale (Zangrilli fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[1 dicembre|primo dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Pedercini Giuseppe</title>
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		<updated>2016-12-24T11:47:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venissero prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente della Lazio. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
. Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale (Zangrilli fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[1 dicembre|primo dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315028</id>
		<title>Pedercini Giuseppe</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315028"/>
		<updated>2016-12-24T11:38:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venivano prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il Primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
. Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale (Zangrilli fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[1 dicembre|primo dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315027</id>
		<title>Pedercini Giuseppe</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Pedercini_Giuseppe&amp;diff=315027"/>
		<updated>2016-12-24T11:26:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 Maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venivano prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il Primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
. Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale (Zangrilli fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[primo dicembre|1 dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Pedercini Giuseppe</title>
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		<updated>2016-12-24T11:24:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:pedercini4.jpg|thumb|left|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dal quale si evince la data ed il luogo di nascita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini10.jpg|thumb|right|200px|Estratto del matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi, dove si evince la data del suo trasferimento a Roma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini5.jpg|thumb|left|200px|Atto di Matrimonio tra Giuseppe Pedercini ed Agnese Rossi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Pedercini2.JPG|thumb|right|200px|Giuseppe Pedercini nel 1882 (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini3.JPG|thumb|left|200px|Un ritratto di Giuseppe Pedercini (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini8.jpg|thumb|right|200px|Agnese Rossi (cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini9.JPG|thumb|left|200px|Una foto di Pedercini più maturo ((cortesia Duccio Pedercini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini7.jpg|thumb|Right|200px|Atto di nascita di Jolanda Pedercini, dove si evince la residenza: Via Valadier n. 27]]&lt;br /&gt;
[[File:Western Kansas WOrld 3 maggio 1902.jpg|thumb|left|200px|un articolo di un quotidiano statunitense che annuncia la scoperta di Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:pedercini1.jpg|thumb|right|200px|Il necrologio di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
[[File:pedercini6.jpg|thumb|left|200px|l&#039;atto di morte di Giuseppe Pedercini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Loculo.JPG|thumb|right|200px|la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
[[File:Loculo2.JPG|thumb|left|200px|un&#039;altra foto della la tomba di Pedercini al Verano (si ringrazia Carmela Mele per la ricerca)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; stato il primo Presidente della Lazio. Nato il [[23 Maggio]] [[1856]]. Deceduto il [[1 dicembre]] [[1925]]. Fu presidente della Lazio dopo la partenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e rimase in carica dal [[1901]] al [[1905]] quando divenne presidente [[Ballerini Fortunato]]. Fu eletto Presidente della sezione nuoto nell&#039;Assemblea di metà luglio [[1901]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In famiglia è conosciuto come Antonio, ma viene chiamato Giuseppe in tutti gli atti ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Pedercini è benestante (risultano possidenti sia il nonno Antonio, sia il padre Giuseppe, morto nel 1892). Esiste, a nord di Goito e Piubega (il piccolo comune dove i Pedercini risiedono), una località Pedercini, probabilmente il luogo da dove sono cominciati i possedimenti della famiglia. Gli eredi Pedercini raccontano che il cognome deriva probabilmente da Petersen, indicando una chiara origine scandinava. Nel XVII secolo i Petersen scesero in Italia per lavorare nelle risaie del vercellese, per poi emigrare nel più “salubre” Mantovano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe è probabilmente (non ne siamo sicuri) il secondogenito. Si spiega così il fatto che, presa la sua parte di eredità, scende nella neonata capitale italiana negli anni ’80 del XIX secolo, armato di un titolo di studio e di tanta voglia di avere successo nel mondo. Nel 1882 risulta trasferitosi a Roma ed un “Giuseppe Pedercini di Giuseppe” di mesi 11 risulta morto ad Anagni, in coerenza con le notizie che vogliono Giuseppe avere un ruolo apicale nella costruzione della prima cartiera del Liri. In quel momento le sue passioni erano due: la mozzarella di bufala, di cui era ghiottissimo e che portava a Roma ogni fine settimana dalla Ciociaria, ed Agnese Rossi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlia di un maestro di musica, conobbe Giuseppe mentre lui cercava uno spartito, e fu una grande storia d’amore: lui abitava a via Massimo d’Azeglio, nei nuovissimi palazzi costruiti vicino la stazione, e lei era figlia di un maestro di musica, ottima suonatrice di mandolino, tanto da essere l’insegnante dello strumento nientemeno che della Regina Margherita. Risultava abitare nella centralissima Via del Tritone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sposarono nel 1883, e lui continuò la sua vita errabonda. Il matrimonio portò alla coppia tre figli: Raffaele nel 1890, Osvaldo nel 1894 e Iolanda, l’ultima, nel 1897. Dai dati in nostro possesso, Giuseppe Pedercini non era presente alla nascita della figlia, ma la famiglia risultava residente in [[Via Valadier]], al n.27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu probabilmente qui che, nel 1901, conobbe i primi soci della Società Podistica Lazio, la cui sede era al n. 21 della stessa via, e decise di far parte di quel sodalizio così particolare. Il racconto degli eredi è esemplare di come, in quegli anni, alcune decisioni, anche importanti venivano prese. Per decidere chi fosse il presidente della Società, il Primo presidente, si fece una gara a chi fosse riuscito a saltare con un’asta su un carro di fieno. Giuseppe Pedercini ce la fece, e divenne lui il primo Presidente. Passò alla storia sportiva della capitale per un salto su un carro di fieno. Era la primavera del 1901.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la sua presidenza la Società continua l’attività podistica e natatoria, ma perde l’Audax Podistico, che si trasferisce sotto l’associazione cristiana della gioventù a Via della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto più concentrato sulle sue imprese che su quelle sportive (non risulta mai aver gareggiato ufficialmente) ha il suo momento di gloria nel maggio del 1902, quando, durante una battuta di caccia, scopre quasi per caso un secondo emissario del lago di Nemi che facilita così il recupero delle navi di Caligola affondate in quel bacino. Nel maggio di quell’anno è ricevuto dal re assieme al professor Giura che afferma di poter usare quel secondo canale come sifone per portare alla luce le navi togliendo acqua al lago. Come dice Giura, il Pedercini, “non esitò ad indossare il pretto costume adamitico e, munito d’una sola lanterna, percorse l’intero emissario”. Per indicare il posto, volle tanti soldi, e l’affare svanì. Purtroppo, alcuni anni dopo, quell’ingresso fu ritrovato, e lui perse paternità e denaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due fatti notevoli avvenuti sotto la sua presidenza: il trasferimento della sede da [[Via Valadier]], 21 a [[Via Pompeo Magno]] 86 (avvenuto tra il 29 aprile e l’11 maggio del 1903) e – soprattutto – [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|la prima partita di foot ball tra Lazio e Virtus del 15 maggio 1904 (3-0 con doppietta di Ancherani)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
. Ma in quel momento la sua stella biancoceleste era già in calo: il 25 gennaio del 1904 dava le dimissioni dalla Società Ginnastica Roma [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], dirigente al Ministero di Grazie e Giustizia e Presidente della Federazione Podistica Italiana. Entrò nella primavera del 1904 come “consocio” nella Lazio, ed una figura di tale spicco non poteva non emergere. Con la sola sua presenza, la Lazio trova nuova linfa: istituzionalizza foot ball e water polo (pallanuoto), organizza eventi di risonanza anche mondiale (Zangrilli fa il record dell’ora di marcia) e crea la sezione ciclistica: a novembre del 1904 la Lazio conta circa 150 iscritti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabile la conclusione: nell’assemblea dei soci del 2 gennaio 1905 [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] è eletto presidente. L’inizio di un ventennio tra i più eroici della compagine biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pedercini scompare dalla vita della Lazio, ma fa in tempo a dilapidare due patrimoni al gioco ed in altri vizi: il suo e quello della povera Agnese. Rimarrà loro solamente un piccolo negozio di strumenti musicali. Nel 1923 Agnese muore e Giuseppe, malato di tisi, si trasferisce nella casa del primogenito a Viale Angelico, dove termina la sua vita due anni dopo, il [[primo dicembre|1 dicembre]] del [[1925]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti|Pedercini, Giuseppe]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Pedercini, Giuseppe]]&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:bs1.jpg|thumb|left|200px|Bruto Seghettini in divisa durante la Grande Guerra (Cortesia Françoise Teodoro)]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:bs2.jpg|thumb|left|200px|Bruto Seghettini negli anni &#039;30 (Cortesia Philippe Seghettini)]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:bs3.jpg|thumb|left|200px|Un anziano Bruto Seghettini (Cortesia Philippe Seghettini)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Italiano, naturalizzato francese, nasce a Nizza il [[14 maggio]] del [[1881]], da Eugenio (1851-[[1908]]) e Therese Augustine Laurens (1858-[[1920]]). La famiglia è originaria di Forlì, ed imparentata con Abdon Seghettini, compositore di opere liriche (Eugenio è il fratello minore di Abdon). Sia Eugenio sia Therese sono sarti, ma lo loro attività fallisce nel [[1883]]. Fino al [[1888]] rimangono a Nizza, dove nascono due fratelli di Bruto (Abdon e Pia), ma nel [[1894]] sono già a Roma, in Via del Corso 389, dove molto probabilmente avevano fondato un&#039;altra attività di sartoria. Qui nascono altri due fratelli di Bruto: Augusta ([[1894]]) ed Eugenio ([[1898]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bruto Seghettini fu colui che, affermando di essere un giocatore del [[Racing Club Paris|Racing Club de Paris]] (fondato nel [[1882]]), nel Gennaio [[1901]] portò il primo pallone da foot-ball che si fosse mai visto a Roma nella sede della Lazio in [[Via Valadier]]. L&#039;episodio è dettagliatamente descritto da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nella sua Storia della Lazio: Seghettini si presentò ai soci laziali in una città insolitamente innevata, (dalle consultazioni del tempo dell&#039;epoca risulta che gli unici due episodi di precipitazioni nevose in quel gennaio, a Roma, avvennero nei giorni 6 e 7). Sicuramente a qualche partita partecipò anche Bruto, socio laziale e fondatore dell&#039;[[Audace Roma|Audace]]. Nella foto in basso, non identificabili ma presenti, vi sono anche: [[Ballerini Fortunato|Cav. Fortunato Ballerini]], [[Masini Tito|Masini]], [[Bergamini Roberto|Bergamini]], [[Zangrilli Romano|Zangrilli]] dell&#039;[[Audace Roma|Audace]], [[Azzali Mario|Azzali]] del 3° reggimento bersaglieri, [[Galvagni Arnaldo|Galvagni]] della Romana di nuoto. Tutti questi atleti, pur gareggiando per società diverse, erano comunque soci della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tratto dal libro &amp;quot;[[Lazio Patria Nostra]]&amp;quot; di [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]], capitolo II &amp;quot;La scoperta del calcio&amp;quot;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... E&#039; di nuovo gennaio. I soci ci sono tutti, in [[Via Valadier]]. Chi si lega e si scioglie sul tappeto della presuntuosa palestra, chi gioca a carte, chi conversa, chi tiene i conti con i programmi e i risultati. Fuori nevica. Lo spettacolo di questa natura romana che si imbianca, eccita ed immalinconisce. [[Piazza d&#039;Armi]] è una distesa polare circondata da un&#039;infinità di spontanei alberi di Natale. Fa freddo nella sede, ma nessuno di questi ragazzi se ne accorge. C&#039;è quasi nell&#039;aria, ma non si afferma, il presentimento di qualcosa che deve, sta per accadere. Ma che cosa? [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|Fu l&#039;anno prima]], in un giorno come questo, che a [[Bigiarelli Luigi|Gigi Bigiarelli]] venne l&#039;idea. Possibile che sia già passato un anno? &#039;&#039;&amp;quot;Ragazzi, stavolta dovremo cominciare ad allenarci un po&#039; prima. Magari a marzo, appena il sole si ferma un po&#039; di più&amp;quot;&#039;&#039;. Dal fondo un grido: ricorrenti imprecazioni di due giocatori che si sono fraintesi, hanno calato una carta inopportuna, hanno perduto la partita. &#039;&#039;&amp;quot;Siete sempre i soliti!&amp;quot;&#039;&#039;. &#039;&#039;&amp;quot;E già, non imparano mai.&amp;quot;&#039;&#039;. Che frenesia e che impazienza aleggiano nella stanzetta con il numero sei di [[Via Valadier|via Valadier]]! Fuori nevica, i fiocchi giocano, liberandosi, oscillando, lievitando nell&#039;aerea indecisione e finalmente si quietano sulla strada. Tutto è bianco, silenzioso, è deserto. Chi può mettersi in giro con un tempo come questo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Posso entrare?!&amp;quot;&#039;&#039; Si voltano tutti di soprassalto: curiosi, si interrogano con gli occhi, ma nessuno ha mai visto quest&#039;ospite improvviso. &#039;&#039;&amp;quot;Voi siete la Lazio, vero?&amp;quot;&#039;&#039; Come si può rispondere in situazioni così improvvise? Timidamente, spavaldamente, cordialmente, irosamente? Risponde [[Ancherani Sante|Ancherani]]: &#039;&#039;&amp;quot;Certo che semo la Lazio. E tu chi sei?&amp;quot;&#039;&#039; &#039;&#039;&amp;quot;Io mi chiamo Bruto Seghettini, sono un socio del [[Racing Club Paris|Racing Club di Parigi]], ho saputo che c&#039;era questa società sportiva e sono venuto per chiedervi se giocate al football&amp;quot;&#039;&#039;. I laziali tornano a interrogarsi, a esplorarsi dentro con gli sguardi. Tanto ormai si capiscono da una sfumatura &amp;quot;Beh&amp;quot; incalza ancora [[Ancherani Sante|Ancherani]], &#039;&#039;&amp;quot;noi di questo futtballe non abbiamo mai sentito parlare&amp;quot;&#039;&#039;. Ed ecco, come per un gioco di prestigio, Bruto Seghettini, socio del [[Racing Club Paris|Racing di Parigi]], estrarre uno strano involucro dal niente: almeno così pare ai laziali, perché prima non gli avevano proprio badato. E&#039; un pallone, il primo pallone per il gioco del calcio mai visto a Roma fino ad un attimo prima. I laziali adesso scoppiettano intorno al visitatore. E come si gioca? E come è fatto? Ma sul serio rimbalza? Un&#039;allegra, febbricitante confusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Un momento&amp;quot;&#039;&#039; proclama stentoreo Seghettini, &#039;&#039;&amp;quot;un momento: adesso vi faccio vedere&amp;quot;&#039;&#039;. Depone come un consumato mercante il pallone ai suoi piedi, ad un estremo della stanza. Gli altri si scansano tutti. Lui solleva una gamba, torna ad abbassarla di scatto, percuote con il piede il pallone e uno schianto improvviso richiama brutalmente tutti alla realtà. E&#039; saltato il vetro della finestra! &#039;&#039;&amp;quot;Cominciamo bene!&amp;quot;&#039;&#039; borbotta un socio. Ma la maggioranza, che non s&#039;accascerebbe nemmeno se crollasse il palazzo, si mette a strillare, sfottendo Seghettini. &#039;&#039;&amp;quot;Paga la pelota! Paga la pelota!&amp;quot;&#039;&#039;, che è poi un invito a pagare il danno, pronunciato con lo slogan che i laziali usano familiarmente quando uno di loro vince al totalizzatore che è abbinato al gioco della pelota basca tanto di moda allo sferisterio della vicina piazza Cavour. L&#039;uomo venuto da Parigi è desolato, ma sono i laziali stessi che lo rincuorano, sicché si prende una decisione: tutti a Viale delle Milizie! E vanno, come come si leva in un fremito uno stormo di fringuelli. La scena si ripete: Seghettini depone il pallone, stavolta prende un po&#039; di rincorsa, eccolo che alza la gamba, la riabbassa, calcia e uno spruzzo di neve si leva inatteso e deludente. Il pallone sta sempre lì, fermo, immobile, irridente. I laziali forse cominciano a chiedersi se il gioco consista nel colpire o piuttosto nell&#039;evitare di colpire il pallone. Ma l&#039;equivoco si risolve in una risata irresistibile sotto i fiocchi che dolcemente avvolgono, proteggono, benedicono la nascita romana del gioco del calcio in questo gennaio [[1901]], appena [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|un anno dopo la fondazione del club biancoceleste]], mentre l&#039;Italia è in lutto per la morte di Giuseppe Verdi e l&#039;Inghilterra perde con la Regina Vittoria il simbolo della sua massima potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio prende ora più vigorosamente quota e decide di convocarsi per la prima volta in assemblea: viene scelta la data del [[29 marzo]] [[1901]]. Quel giorno in [[Via Valadier|via Valadier]] convengono quasi trenta soci. Viene approvato lo statuto sociale. E vengono eletti presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]], una persona stimabile, ma instabile in salute, e vicepresidente [[Pastori Paolino|Paolino Pastori]]. Questi offre alla Società la bandiera che la signora [[Tobia Eugenia|Eugenia Tobia]] moglie di [[Massa Galileo|Galileo Massa]], uno dei fondatori, confeziona con le sue mani. E&#039; ormai tornata primavera e [[Piazza d&#039;Armi|piazza d&#039;Armi]] si ripopola, brulica di ragazzi e di giovani. Ed ecco la novità: quelli della Lazio si dispongono in modo strano, piazzano alle due estremità di uno spazio lungo circa cento metri due fagotti per parte, estraggono un pallone stravagante, ridicolo, mai visto, e si mettono a litigarselo a calci. I laziali, che sono diventati una trentina perché sono sopraggiunti [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Zanchi Carlo|Zanchi]], [[Monarchi Ugo|Monarchi]] ed altri, formano tra loro le due squadre. E le partite non si contano, non hanno fine, sono tutte una partita sola, fino all&#039;esaurimento. La Lazio gioca sempre, e soltanto con se stessa: ecco Adamo che sente il bisogno di un&#039;altra vita che si animi accanto alla propria. Presto anche la Lazio vedrà staccarsi dal suo stesso essere la seconda società calcistica romana, la sua prima, storica, indimenticabile antagonista: la [[Virtus Roma|Virtus]]...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale racconto è, in grossa sostanza, confermato dai dati in nostro possesso: Seghettini rimane a Roma sicuramente fino al [[1908]], quando firma l&#039;atto di morte del padre il [[2 settembre]]. Il [[18 luglio]] [[1908]] [[Il Messaggero]] riporta che alla ditta del padre veniva omologato il concordato, che fu concluso il [[17 giugno]]. Risultano residenti in Corso Umberto al n. 79. Il [[16 settembre]] del [[1911]] Bruto si sposa con Adelaide De Antonis a Parigi, presso il consolato italiano. Entrambi risultano residenti nella capitale francese ma domiciliati a Roma. Il suo mestiere dichiarato è quello di sarto. Nell&#039;atto di matrimonio risulta che hanno avuto un figlio di nome Eugenio. Ha partecipato alla Grande Guerra come Infermiere. La madre risulta ritrasferita a Nizza, dove muore nel [[1920]]. Bruto muore a Nizza il [[23 marzo]] del [[1975]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Documenti reperiti da LazioWiki su Bruto Seghettini - Cliccare sull&#039;immagine per ingrandire la visualizzazione&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini atto nascita.jpg|L&#039;atto di nascita di Bruto Seghettini. Notare la data di morte riportata sulla sinistra.&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 1.jpg|La dichiarazione di fallimento della sartoria di Eugenio Seghettini a Nizza&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 2.jpg|Atto di nascita di Eugenia Seghettini al comune di Roma&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 3.jpg|Il concordato della ditta di Eugenio Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 4.jpg|L&#039;atto di morte di Eugenio Seghettini. Notare la firma Autografa di Bruto&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini atto matrimonio.jpg|L&#039;atto di matrimonio di Bruto Seghettini e Adelaide De Antonis&lt;br /&gt;
Immagine:Seghettini_ruolo_1.jpg|Il ruolino militare di Bruto Seghettini (1)&lt;br /&gt;
Immagine:Seghettini_Ruolo_2.jpg|Il ruolino militare di Bruto Seghettini (2)&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Articoli di stampa su Bruto Seghettini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
Immagine:21ott1901a.jpg|Il Messaggero del 21 ottobre 1901 riporta tra i membri di una Commissione provvisoria dell&#039;Audace di Roma, il nome di Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:03mar1902Seg.jpg|Il Messaggero del 3 marzo 1902 riporta il nome di Bruto Seghettini tra i partecipanti ad una marcia&lt;br /&gt;
Immagine:13mar1902a.jpg|Il Messaggero del 13 marzo 1902 riporta il terzo posto conquistato da Bruto Seghettini in una marcia&lt;br /&gt;
Immagine:16set1901a.jpg|Da Il Messaggero del 16 settembre 1901 una notizia inerente Bruto Seghettini podista biancoceleste in una marcia&lt;br /&gt;
Immagine:24mar1902a.jpg|Bruto Seghettini nella lista degli &amp;quot;Audax&amp;quot; per il 1902 pubblicata su Il Messaggero del 24 marzo 1902&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:Seghettini.jpg|thumb|center|600px|In questa foto del 23 Marzo 1902 è probabilmente presente Bruto Seghettini tra i partecipanti a una corsa podistica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3 align=center&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Allenatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Francesi|Seghettini, Bruto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Seghettini_Bruto&amp;diff=313594</id>
		<title>Seghettini Bruto</title>
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		<updated>2016-11-15T14:12:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:16set1901a.jpg|thumb|left|200px|Da Il Messaggero del 16 settembre 1901 una notizia inerente Bruto Seghettini podista biancoceleste in una marcia]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:24mar1902a.jpg|thumb|left|200px|Bruto Seghettini nella lista degli &amp;quot;Audax&amp;quot; per il 1902 pubblicata su Il Messaggero del 24 marzo 1902]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Italiano, naturalizzato francese, nasce a Nizza il [[14 maggio]] del [[1881]], da Eugenio (1851-[[1908]]) e Therese Augustine Laurens (1858-[[1920]]). La famiglia è originaria di Forlì, ed imparentata con Abdon Seghettini, compositore di opere liriche (Eugenio è il fratello minore di Abdon). Sia Eugenio sia Therese sono sarti, ma lo loro attività fallisce nel [[1883]]. Fino al [[1888]] rimangono a Nizza, dove nascono due fratelli di Bruto (Abdon e Pia), ma nel [[1894]] sono già a Roma, in Via del Corso 389, dove molto probabilmente avevano fondato un&#039;altra attività di sartoria. Qui nascono altri due fratelli di Bruto: Augusta ([[1894]]) ed Eugenio ([[1898]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bruto Seghettini fu colui che, affermando di essere un giocatore del [[Racing Club Paris|Racing Club de Paris]] (fondato nel [[1882]]), nel Gennaio [[1901]] portò il primo pallone da foot-ball che si fosse mai visto a Roma nella sede della Lazio in [[Via Valadier]]. L&#039;episodio è dettagliatamente descritto da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nella sua Storia della Lazio: Seghettini si presentò ai soci laziali in una città insolitamente innevata, (dalle consultazioni del tempo dell&#039;epoca risulta che gli unici due episodi di precipitazioni nevose in quel gennaio, a Roma, avvennero nei giorni 6 e 7). Sicuramente a qualche partita partecipò anche Bruto, socio laziale e fondatore dell&#039;[[Audace Roma|Audace]]. Nella foto in basso, non identificabili ma presenti, vi sono anche: [[Ballerini Fortunato|Cav. Fortunato Ballerini]], [[Masini Tito|Masini]], [[Bergamini Roberto|Bergamini]], [[Zangrilli Romano|Zangrilli]] dell&#039;[[Audace Roma|Audace]], [[Azzali Mario|Azzali]] del 3° reggimento bersaglieri, [[Galvagni Arnaldo|Galvagni]] della Romana di nuoto. Tutti questi atleti, pur gareggiando per società diverse, erano comunque soci della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tratto dal libro &amp;quot;[[Lazio Patria Nostra]]&amp;quot; di [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]], capitolo II &amp;quot;La scoperta del calcio&amp;quot;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... E&#039; di nuovo gennaio. I soci ci sono tutti, in [[Via Valadier]]. Chi si lega e si scioglie sul tappeto della presuntuosa palestra, chi gioca a carte, chi conversa, chi tiene i conti con i programmi e i risultati. Fuori nevica. Lo spettacolo di questa natura romana che si imbianca, eccita ed immalinconisce. [[Piazza d&#039;Armi]] è una distesa polare circondata da un&#039;infinità di spontanei alberi di Natale. Fa freddo nella sede, ma nessuno di questi ragazzi se ne accorge. C&#039;è quasi nell&#039;aria, ma non si afferma, il presentimento di qualcosa che deve, sta per accadere. Ma che cosa? [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|Fu l&#039;anno prima]], in un giorno come questo, che a [[Bigiarelli Luigi|Gigi Bigiarelli]] venne l&#039;idea. Possibile che sia già passato un anno? &#039;&#039;&amp;quot;Ragazzi, stavolta dovremo cominciare ad allenarci un po&#039; prima. Magari a marzo, appena il sole si ferma un po&#039; di più&amp;quot;&#039;&#039;. Dal fondo un grido: ricorrenti imprecazioni di due giocatori che si sono fraintesi, hanno calato una carta inopportuna, hanno perduto la partita. &#039;&#039;&amp;quot;Siete sempre i soliti!&amp;quot;&#039;&#039;. &#039;&#039;&amp;quot;E già, non imparano mai.&amp;quot;&#039;&#039;. Che frenesia e che impazienza aleggiano nella stanzetta con il numero sei di [[Via Valadier|via Valadier]]! Fuori nevica, i fiocchi giocano, liberandosi, oscillando, lievitando nell&#039;aerea indecisione e finalmente si quietano sulla strada. Tutto è bianco, silenzioso, è deserto. Chi può mettersi in giro con un tempo come questo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Posso entrare?!&amp;quot;&#039;&#039; Si voltano tutti di soprassalto: curiosi, si interrogano con gli occhi, ma nessuno ha mai visto quest&#039;ospite improvviso. &#039;&#039;&amp;quot;Voi siete la Lazio, vero?&amp;quot;&#039;&#039; Come si può rispondere in situazioni così improvvise? Timidamente, spavaldamente, cordialmente, irosamente? Risponde [[Ancherani Sante|Ancherani]]: &#039;&#039;&amp;quot;Certo che semo la Lazio. E tu chi sei?&amp;quot;&#039;&#039; &#039;&#039;&amp;quot;Io mi chiamo Bruto Seghettini, sono un socio del [[Racing Club Paris|Racing Club di Parigi]], ho saputo che c&#039;era questa società sportiva e sono venuto per chiedervi se giocate al football&amp;quot;&#039;&#039;. I laziali tornano a interrogarsi, a esplorarsi dentro con gli sguardi. Tanto ormai si capiscono da una sfumatura &amp;quot;Beh&amp;quot; incalza ancora [[Ancherani Sante|Ancherani]], &#039;&#039;&amp;quot;noi di questo futtballe non abbiamo mai sentito parlare&amp;quot;&#039;&#039;. Ed ecco, come per un gioco di prestigio, Bruto Seghettini, socio del [[Racing Club Paris|Racing di Parigi]], estrarre uno strano involucro dal niente: almeno così pare ai laziali, perché prima non gli avevano proprio badato. E&#039; un pallone, il primo pallone per il gioco del calcio mai visto a Roma fino ad un attimo prima. I laziali adesso scoppiettano intorno al visitatore. E come si gioca? E come è fatto? Ma sul serio rimbalza? Un&#039;allegra, febbricitante confusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Un momento&amp;quot;&#039;&#039; proclama stentoreo Seghettini, &#039;&#039;&amp;quot;un momento: adesso vi faccio vedere&amp;quot;&#039;&#039;. Depone come un consumato mercante il pallone ai suoi piedi, ad un estremo della stanza. Gli altri si scansano tutti. Lui solleva una gamba, torna ad abbassarla di scatto, percuote con il piede il pallone e uno schianto improvviso richiama brutalmente tutti alla realtà. E&#039; saltato il vetro della finestra! &#039;&#039;&amp;quot;Cominciamo bene!&amp;quot;&#039;&#039; borbotta un socio. Ma la maggioranza, che non s&#039;accascerebbe nemmeno se crollasse il palazzo, si mette a strillare, sfottendo Seghettini. &#039;&#039;&amp;quot;Paga la pelota! Paga la pelota!&amp;quot;&#039;&#039;, che è poi un invito a pagare il danno, pronunciato con lo slogan che i laziali usano familiarmente quando uno di loro vince al totalizzatore che è abbinato al gioco della pelota basca tanto di moda allo sferisterio della vicina piazza Cavour. L&#039;uomo venuto da Parigi è desolato, ma sono i laziali stessi che lo rincuorano, sicché si prende una decisione: tutti a Viale delle Milizie! E vanno, come come si leva in un fremito uno stormo di fringuelli. La scena si ripete: Seghettini depone il pallone, stavolta prende un po&#039; di rincorsa, eccolo che alza la gamba, la riabbassa, calcia e uno spruzzo di neve si leva inatteso e deludente. Il pallone sta sempre lì, fermo, immobile, irridente. I laziali forse cominciano a chiedersi se il gioco consista nel colpire o piuttosto nell&#039;evitare di colpire il pallone. Ma l&#039;equivoco si risolve in una risata irresistibile sotto i fiocchi che dolcemente avvolgono, proteggono, benedicono la nascita romana del gioco del calcio in questo gennaio [[1901]], appena [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|un anno dopo la fondazione del club biancoceleste]], mentre l&#039;Italia è in lutto per la morte di Giuseppe Verdi e l&#039;Inghilterra perde con la Regina Vittoria il simbolo della sua massima potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio prende ora più vigorosamente quota e decide di convocarsi per la prima volta in assemblea: viene scelta la data del [[29 marzo]] [[1901]]. Quel giorno in [[Via Valadier|via Valadier]] convengono quasi trenta soci. Viene approvato lo statuto sociale. E vengono eletti presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]], una persona stimabile, ma instabile in salute, e vicepresidente [[Pastori Paolino|Paolino Pastori]]. Questi offre alla Società la bandiera che la signora [[Tobia Eugenia|Eugenia Tobia]] moglie di [[Massa Galileo|Galileo Massa]], uno dei fondatori, confeziona con le sue mani. E&#039; ormai tornata primavera e [[Piazza d&#039;Armi|piazza d&#039;Armi]] si ripopola, brulica di ragazzi e di giovani. Ed ecco la novità: quelli della Lazio si dispongono in modo strano, piazzano alle due estremità di uno spazio lungo circa cento metri due fagotti per parte, estraggono un pallone stravagante, ridicolo, mai visto, e si mettono a litigarselo a calci. I laziali, che sono diventati una trentina perché sono sopraggiunti [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Zanchi Carlo|Zanchi]], [[Monarchi Ugo|Monarchi]] ed altri, formano tra loro le due squadre. E le partite non si contano, non hanno fine, sono tutte una partita sola, fino all&#039;esaurimento. La Lazio gioca sempre, e soltanto con se stessa: ecco Adamo che sente il bisogno di un&#039;altra vita che si animi accanto alla propria. Presto anche la Lazio vedrà staccarsi dal suo stesso essere la seconda società calcistica romana, la sua prima, storica, indimenticabile antagonista: la [[Virtus Roma|Virtus]]...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale racconto è, in grossa sostanza, confermato dai dati in nostro possesso: Seghettini rimane a Roma sicuramente fino al [[1908]], quando firma l&#039;atto di morte del padre il [[2 settembre]]. Il [[18 luglio]] [[1908]] [[Il Messaggero]] riporta che alla ditta del padre veniva omologato il concordato, che fu concluso il [[17 giugno]]. Risultano residenti in Corso Umberto al n. 79. Il [[16 settembre]] del [[1911]] Bruto si sposa con Adelaide De Antonis a Parigi, presso il consolato italiano. Entrambi risultano residenti nella capitale francese ma domiciliati a Roma. Il suo mestiere dichiarato è quello di sarto. Nell&#039;atto di matrimonio risulta che hanno avuto un figlio di nome Eugenio. Ha partecipato alla Grande Guerra come Infermiere. La madre risulta ritrasferita a Nizza, dove muore nel [[1920]]. Bruto muore a Nizza il [[23 marzo]] del [[1975]].&lt;br /&gt;
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Immagine:BSeghettini atto nascita.jpg|L&#039;atto di nascita di Bruto Seghettini. Notare la data di morte riportata sulla sinistra.&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 1.jpg|La dichiarazione di fallimento della sartoria di Eugenio Seghettini a Nizza&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 2.jpg|Atto di nascita di Eugenia Seghettini al comune di Roma&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 3.jpg|Il concordato della ditta di Eugenio Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 4.jpg|L&#039;atto di morte di Eugenio Seghettini. Notare la firma Autografa di Bruto&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini atto matrimonio.jpg|L&#039;atto di matrimonio di Bruto Seghettini e Adelaide De Antonis&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:Seghettini_ruolo_1.jpg|Il ruolino militare di Bruto Seghettini (1)&lt;br /&gt;
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Immagine:21ott1901a.jpg|Il Messaggero del 21 ottobre 1901 riporta tra i membri di una Commissione provvisoria dell&#039;Audace di Roma, il nome di Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:03mar1902Seg.jpg|Il Messaggero del 3 marzo 1902 riporta il nome di Bruto Seghettini tra i partecipanti ad una marcia&lt;br /&gt;
Immagine:13mar1902a.jpg|Il Messaggero del 13 marzo 1902 riporta il terzo posto conquistato da Bruto Seghettini in una marcia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:bs1.jpg|Bruto Seghettini in divisa durante la Grande Guerra&lt;br /&gt;
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[[Immagine:Seghettini.jpg|thumb|center|600px|In questa foto del 23 Marzo 1902 è presente Bruto Seghettini tra i partecipanti a una corsa podistica]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Calciatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Allenatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Francesi|Seghettini, Bruto]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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[[Immagine:Ballerini.jpg|thumb|left|140px|[[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ezio Sclavi.jpg|thumb|left|140px|[[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Pio.jpg|thumb|left|140px|[[Piola Silvio|Silvio Piola]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:FlaminiIVLAS.jpg|thumb|left|140px|[[Flamini Enrique (Enrico)|Enrico &amp;quot;Flacco&amp;quot; Flamini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Gradella4.jpg|thumb|left|140px|[[Gradella Uber|Uber Gradella]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Sentiminsieme.jpg|thumb|left|140px|[[Sentimenti|I fratelli Sentimenti]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:30maggio1950d.jpg|thumb|left|140px|[[Martedì 30 maggio 1950 - Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Glasgow Celtic 0-0|L&#039;amichevole con il Celtic Glasgow per il Cinquantenario]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Teresa Herrera.jpg|thumb|left|140px|Il prestigioso trofeo &amp;quot;Teresa Herrera&amp;quot; [[Domenica 4 giugno 1950 - La Coruna, Estadio Municipal de Riazor - Atletico Madrid-Lazio 1-3|conquistato il 4 giugno 1950]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:To1.jpg|thumb|left|140px|[[Tozzi Barbosa Humberto|Humberto Tozzi Barbosa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:23set58 messaggero.jpg|thumb|left|140px|La Coppa Italia del 1958 è biancoceleste]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Lenzini2.jpg|thumb|left|140px|[[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Re Cecconi 1.jpg|thumb|left|140px|[[Re Cecconi Luciano|Luciano Re Cecconi]], un campione prematuramente scomparso]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:13mag1974aax.jpg|thumb|left|140px|[[Il Messaggero]] celebra il primo [[Scudetto]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:VincenzoD&#039;Amico11.jpg|thumb|left|140px|[[D&#039;Amico Vincenzo|Vincenzo D&#039;Amico]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Fiorini.jpg|thumb|left|140px|[[Fiorini Giuliano|Giuliano Fiorini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:5lug87.jpg|thumb|left|140px|[[Poli Fabio|Fabio Poli]] realizza la rete che evita la retrocessione in serie C]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Signori2a.jpg|thumb|left|140px|[[Signori Giuseppe|Giuseppe Signori]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19mag99o.jpg|thumb|left|140px|La [[Coppa delle Coppe]] conquistata al Villa Park di Birmingham]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:27ago1999n.jpg|thumb|left|140px|La [[Supercoppa Europea]] conquistata a Montecarlo contro il Manchester United]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12mag04a.jpg|thumb|left|140px|La Coppa Italia 2003/04]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:Klo.jpg|thumb|left|140px|[[Klose|Miroslav Klose]]: il grande campione tedesco in maglia biancoceleste]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Cristian Ledesma 15.jpg|thumb|left|140px|[[Ledesma Cristian Daniel|Cristian Ledesma]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26mag2013bh.jpg|thumb|left|140px|La Coppa Italia 2012/13]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:27mag2013CopertinaCDS.jpg|thumb|left|140px|Il Corriere dello Sport all&#039;indomani della storica e vittoriosa finale di Coppa Italia 2012/13]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Immagine:BiancoAzzurro.jpg|thumb|right|140px|In memoria di Emiliano Filippini - 1983/2012]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900c2.jpg|thumb|right|140px|Il Messaggero riporta la notizia della nascita della Società &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:logobaccan.jpg|thumb|right|140px|L&#039;intestazione ufficiale della S.P. Lazio nel 1913]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Podistica lazio1web.jpg|thumb|right|140px|Vittorio Emanuele III erige la Lazio ad Ente Morale]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Podistica lazio2web.jpg|thumb|right|140px|La seconda pagina del decreto]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:E.morale2.jpg|thumb|right|140px|L&#039;evento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:ZenobiRemo.jpg|thumb|right|140px|[[Zenobi Remo|Remo Zenobi]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Puccinelli1.jpg|thumb|right|140px|[[Puccinelli Aldo|Aldo Puccinelli]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Lovati7.jpg|thumb|right|140px|[[Lovati Roberto|Roberto Lovati]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Fb.jpg|thumb|right|140px|[[Bernardini Fulvio|Fulvio Bernardini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RozzoniOrlando.jpg|thumb|right|140px|[[Rozzoni Orlando|Orlando Rozzoni]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Morrone1.jpg|thumb|right|140px|[[Morrone Juan Carlos (Giancarlo)|Giancarlo Morrone]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12mag1974aax.jpg|thumb|right|140px|Lazio-Foggia 1-0 del [[12 maggio]] [[1974]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12maggio74g.jpg|thumb|right|140px|Lazio Campione d&#039;Italia 1973/74]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Chinaglia 26.jpg|thumb|right|140px|[[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Garlaschelli 11.jpg|thumb|right|140px|[[Garlaschelli Renzo|Renzo Garlaschelli]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Bruno Giordano.jpg|thumb|right|140px|[[Giordano Bruno|Bruno Giordano]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Sergio Cragnotti a1.jpg|thumb|right|140px|[[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]]: sotto la sua gestione una Lazio vincente]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:100.16.jpg|thumb|right|140px|Luigi Bigiarelli rappresentato nel giorno del Centenario]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:14mag2000.13.jpg|thumb|right|140px|14 maggio 2000 ore 18.04: la Lazio vince il secondo Scudetto]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Messaggero 15mag2000.jpg|thumb|right|140px|Il Messaggero del 15 maggio 2000 celebra il tricolore biancoceleste]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Nesta7.jpg|thumb|right|140px|[[Nesta Alessandro|Alessandro Nesta]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Tim23.jpg|thumb|right|140px|La Coppa Italia 2008/09]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Sup09-13.jpg|thumb|right|140px|[[Rocchi Tommaso|Tommaso Rocchi]] nella vittoria della Supercoppa Italiana 2009 a Pechino]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Paolo Pucci2.jpg|thumb|right|140px|[[Pucci Paolo|Paolo Pucci]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Renzo Nostini 3.jpg|thumb|right|140px|[[Nostini Renzo|Renzo Nostini]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Jeelani 77-78 2.jpg|thumb|right|140px|[[Jeelani Abdul Qadir|Abdul Qadir Jeelani]]]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Novità.jpg|50px]] &#039;&#039;&#039;Ultima novità: &amp;lt;br&amp;gt;  LazioWiki comincia a svelare la nebbia che avvolgeva il personaggio [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], di cui qualcuno aveva addirittura messo in dubbio l&#039;esistenza. Nizzardo del [[1881]], è a Roma almeno dal [[1894]] al [[1908]], dove fa scorprire il foot-ball alla Lazio e dove partecipa alle attività societarie. Sposatosi poi a Parigi, muore a Nizza a 93 anni. &amp;lt;br&amp;gt; ► [[Seghettini Bruto|In questa pagina]] le ultime scoperte - assieme alla firma autografa ed alcune foto - fatte da LazioWiki circa [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]].&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; ► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#ANews&amp;quot;&amp;gt; L&#039;area News di LazioWiki &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Dal tevere al piave.jpg|border|left|180px]] &#039;&#039;&#039;E&#039; uscito in libreria il primo libro di LazioWiki &amp;quot;DAL TEVERE AL PIAVE - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra&amp;quot;. A cento anni dall&#039;entrata in guerra dell&#039;Italia, LazioWiki ha ricostruito, con assoluta precisione storica, le vicende esistenziali, sportive e belliche degli atleti della Società Podistica Lazio impegnati nel conflitto, le azioni a cui parteciparono, le decorazioni ottenute sul campo, le circostanze in cui ben trenta di essi, e non undici come creduto finora, si immolarono, i luoghi dove riposano. Il tutto nel contesto storico in cui si svolsero gli avvenimenti bellici e il riflesso che essi ebbero a Roma&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Il libro si avvale di una documentazione e di un apparato iconico-fotografico in gran parte inediti e di eccezionale rilevanza testimoniale. Sullo spartito di questo testo risuonano le note delle battaglie, delle sofferenze, degli eroismi di tanti giovani sportivi romani ammaliati dagli ideali biancocelesti e coscienti, ma senza alcuna retorica, di dover servire la Patria. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, riconoscendo a questo libro il suo alto valore storico, ha voluto concedergli il logo ufficiale della Commemorazione del Centenario. Il libro è ordinabile in tutte le librerie d&#039;Italia e sulle piattaforme Amazon.it ed Ibs.it &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli Atleti della Lazio nella Grande Guerra - Edizioni ERACLEA - pag. 226 - € 14,90&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;p style=&amp;quot;text-align:center&amp;quot;&amp;gt; ► [[Link libro Amazon e Ibs|Clicca qui per ordinare online il libro sui siti &amp;quot;Amazon.it&amp;quot; o &amp;quot;Ibs.it&amp;quot;]] &amp;lt;/p&amp;gt;&lt;br /&gt;
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| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Reperiti alcuni articoli di stampa francesi sul record dell&#039;ora battuto da [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]. [[Articoli di stampa su Luigi Bigiarelli|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki ritrova una lettera del [[1923]] indirizzata al direttore della rivista &amp;quot;Il Calcio&amp;quot;. In vista delle imminenti partite di finale da disputarsi contro il [[Genoa]], per la conquista del titolo di [[campione d&#039;Italia]], un giocatore biancoceleste si lamenta della scarsa considerazione riservata dalla stampa alla Lazio. [[La lettera di un giocatore al direttore della rivista &amp;quot;Il Calcio&amp;quot;|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki scopre una partita spareggio del Campionato 1923/24 tra Lazio e Ideale Bari, fatta sparire dagli archivi storici del calcio. Storia di una beffa che vide vittima la società biancoceleste. [[Domenica 6 luglio 1924 - Ancona, Campo Dorico - Lazio-Ideale Bari 2-1 (d.t.s.)|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt;Gli articoli di stampa, tratti da &amp;quot;[[Il Messaggero]]&amp;quot;, che documentano l&#039;attività della neonata S.P. Lazio nell&#039;anno [[1900]]. [[I primi anni di attività della Società Podistica Lazio p. 1|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt;Pubblicata un&#039;intervista a [[Zanetti Diego|Diego Zanetti]] e [[Moschino Giambattista|Giambattista Moschino]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki, su invito della Presidenza della S.S. Lazio, partecipa all&#039;udienza privata concessa dal Santo Padre Francesco alla Polisportiva. [[7 maggio 2015: la Polisportiva incontra Papa Francesco|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; In occasione del 70° Anniversario della Liberazione, prendendo spunto dall&#039;interessante articolo di Marco Impiglia pubblicato su &amp;quot;Repubblica.it&amp;quot; circa il ruolo svolto dal polisportivo della S.S. Lazio [[Bitetti Ivo|Ivo Bitetti]] nella cattura di [[Mussolini Benito|Benito Mussolini]], ci pregiamo di pubblicare un altro articolo che il dott. Impiglia ha voluto appositamente scrivere per LazioWiki. Di ciò sentitamente lo ringraziamo. [[La fine di Mussolini segnata da due campioni sportivi|Clicca qui per leggere l&#039;articolo...]] &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; A partire dalla stagione [[1931/32]] e sino al [[1934/35]], la Lazio Calcio veniva chiamata &amp;quot;la BrasiLazio&amp;quot;. &amp;lt;/b&amp;gt; [[La &amp;quot;Brasilazio&amp;quot;|Clicca qui per saperne di più...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki ha reperito il ruolino militare del Fondatore [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]! Clicca sul link per visualizzarlo! &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki, nella sua costante opera di ricerca, è venuta in possesso dei ruolini militari di [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]] che possono essere visionati nelle rispettive biografie qui linkate. &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki è lieta di mostrare ai propri lettori un&#039;immagine rarissima del [[Capanno di Pippanera]] e di [[Piazza della Libertà]] nell&#039;anno [[1906]] prese da un aerostato. Questi luoghi appaiono così come li vedevano i nostri Padri Fontatori nel [[1900]] e rappresentano una parte fondamentale nella Storia della Società Podistica Lazio. &amp;lt;/b&amp;gt; [[Capanno di Pippanera|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt; &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Gentilmente donato dai Signori Francesco e Massimiliano Panzino, LazioWiki è lieta di mostrare in esclusiva ai propri lettori &amp;lt;u&amp;gt;il referto arbitrale ufficiale&amp;lt;/u&amp;gt; [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|della gara]] Lazio-[[Foggia]] 1-0 del [[12 maggio]] [[1974]] che valse il primo [[Scudetto|titolo tricolore]] per la Società biancoceleste. &amp;lt;/b&amp;gt; [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki, nella sua incessante e continua ricerca su ogni aspetto riguardante la Storia ultracentenaria della S. S. Lazio, è venuta in possesso di immagini inedite e mai pubblicate sul &amp;lt;u&amp;gt;Fondatore Galileo Massa&amp;lt;/u&amp;gt; ed è lieta di mostrarle in esclusiva ai propri lettori. &amp;lt;/b&amp;gt; [[Massa Galileo|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki, nella sua continua ricerca storica sulla Lazio, è lieta di offrire ai propri lettori una visione finalmente completa della [[Piazza d&#039;Armi]]. &amp;lt;/b&amp;gt; [[Come era Roma nel 1900|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
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| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Due recenti scoperte di LazioWiki:&amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;amp;nbsp; &amp;amp;nbsp; &amp;amp;nbsp; ► una fotografia inedita e storicamente importante di [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] con la casacca della Lazio nel [[1904]]. [[Balestrieri Arturo|Vai alla pagina...]] &amp;lt;br&amp;gt; &amp;amp;nbsp; &amp;amp;nbsp; &amp;amp;nbsp; ► [[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]] eletto Consigliere Comunale della città di Bari. [[Maestrelli_Tommaso#Politico|Vai alla pagina...]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki è entrata in possesso ad agosto [[2013]] di due immagini di opere completamente inedite di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]. Desideriamo metterle a disposizione del pubblico e della critica. &amp;lt;/b&amp;gt; [[21 Agosto 2013 Appendice Ezio Sclavi - Galleria immagini|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki a Bruxelles per i 113 anni della Lazio &amp;lt;/b&amp;gt; - [[LazioWiki - Bruxelles 2013|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=darkred&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; [[5 giugno]] [[1932]], campo del Muro Torto: la Lazio scopre la [[S.S. Lazio Basket|Pallacanestro]] &amp;lt;/b&amp;gt; - [[5 giugno 1932 - La Lazio scopre la Pallacanestro|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;font color=navy&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]: sono disponibili sulle nostre pagine i contenuti della Mostra/Conferenza &amp;quot;[[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]] - Il calciatore, l&#039;artista - Un uomo d&#039;Oltrepò&amp;quot; sul grande Campione biancoceleste e sulle sue opere artistiche tenutasi dal 24 al [[25 agosto]] scorso a Monteveneroso di Canneto Pavese (PV) &amp;lt;/b&amp;gt; - [[24-25 Agosto 2012 Mostra/conferenza su Ezio Sclavi|Vai alla pagina...]] &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| ► [[I primi anni di attività della Società Podistica Lazio p. 1|Una nuova pagina con molti articoli]] sui primi anni di vita della Società Podistica Lazio&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[Mercoledì 1 gennaio 1913 - Milano, Campo di via Goldoni - Internazionale-Lazio 3-1|La Lazio inaugura il nuovo campo di gioco]] dell&#039;[[Inter|Internazionale F.C.]] a Milano l&#039;[[1 gennaio]] [[1913]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[Il piano MI-LOR|Il piano &amp;quot;Mi-Lor&amp;quot; (Miceli-Lorenzo) per il rafforzamento economico societario]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[24-25 Agosto 2012 Mostra/conferenza su Ezio Sclavi]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► Intervista con il nipote del fondatore [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]] - ([[Colloquio con Marcello Lefevre, nipote del fondatore Giulio Lefevre|leggi qui)]]&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;Società Sportiva Lazio&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; La Società Sportiva Lazio (nota anche come &#039;&#039;&#039;S.S. Lazio&#039;&#039;&#039; o &#039;&#039;&#039;Lazio&#039;&#039;&#039;) è una Società Polisportiva fondata a [[Roma]] il [[9 gennaio]] [[1900]] in [[Piazza della Libertà]] nel rione Prati. Probabilmente la sua genesi è anteriore alla data storicamente provata della sua nascita. [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|Concepita come società podistica]] da [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e dagli altri otto padri fondatori, ha visto via via aumentare le sue discipline sportive tra le quali quella che ha reso la Lazio più famosa, la [[SS Lazio - Calcio|calcistica]] (istituita nel [[1901]] ed ufficializzata nel [[1910]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla volontà di personaggi come [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]], il sodalizio biancoceleste iniziò a praticare il gioco del football che giunse nella capitale agli albori del XX secolo. I primi anni furono giocati a livello pionieristico ma numerose furono le vittorie in molti tornei, fino ad arrivare a disputare le finali nazionali nel [[1912/13|1913]] e nel [[1913/14|1914]] perse rispettivamente con la [[Pro Vercelli]] e il Casale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo una forzata inattività dovuta alla [[Prima Guerra Mondiale|prima guerra mondiale]], i biancazzurri ripresero l&#039;attività arrivando a sfiorare lo [[Scudetto]] nel [[1922/23|1923]] battuti solo dal fortissimo [[Genoa]] [[Domenica 15 luglio 1923 - Genova, stadio Marassi - Genoa-Lazio 4-1|4-1 all&#039;andata]] e [[Domenica 22 luglio 1923 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Genoa 0-2|0-2 al ritorno ]] nelle finali nazionali. Nel [[1921]], intanto, la società biancazzurra venne eretta ad [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]] per Regio decreto. Nel [[1927]] è grazie al Generale [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]] che venne evitata la fusione con altre squadre minori della Capitale che diedero vita ad un unico sodalizio che prenderà il nome di [[Roma AS|AS Roma]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I primi [[Campionato|campionati]] a girone unico non portarono grandi soddisfazioni ma, a metà degli anni trenta, con l&#039;acquisto del fortissimo centravanti [[Piola Silvio|Silvio Piola]], la Lazio tornò a risiedere nei piani alti della classifica sfiorando di nuovo lo [[Scudetto]] al termine della stagione [[1936/37]]. Sono gli anni del grande Presidente mecenate [[Zenobi Remo|Remo Zenobi]]. Nel [[1944]] la Lazio vinse il [[Campionato]] Romano superando la [[Roma AS|Roma]]. Dopo la fine della [[Seconda Guerra Mondiale]] i biancocelesti si collocarono a metà classifica ma, tra il [[1949]] ed il [[1952]], centrarono per tre [[Campionato|campionati]] consecutivi il quarto posto e nelle stagioni [[1955/56]] e [[1956/57]] ottennero il terzo posto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1958]] la Lazio vinse la sua [[Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0|prima Coppa Italia]] contro la [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], ma tre anni dopo conobbe l&#039;onta della sua prima retrocessione in [[Serie B]]. Gli anni sessanta videro i biancocelesti, con gravi problemi economici, salire e retrocedere dalla [[Serie A|massima serie]]. Neanche l&#039;avvento alla presidenza dell&#039;italoamericano [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] sembrò cambiare le cose. Nell&#039;estate [[1971]], dopo un&#039;altra retrocessione tra i cadetti, venne chiamato ad allenare la squadra [[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]]. Era la svolta che si attendeva da tanti lustri. Con [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] in panchina e grazie alle reti del giovane centravanti [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]], la promozione venne subito centrata e [[1972/73|l&#039;anno successivo]] i biancazzurri sfiorarono un clamoroso [[Scudetto]], perso a 2 minuti dalla fine dell&#039;ultima giornata in un clima di [[L&#039;ultima giornata del campionato 1972/73, tra luci e ombre|pesanti sospetti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Titolo rimandato di un anno, però, perché la stagione [[1973/74]] vide le &#039;&#039;Aquile&#039;&#039; dominare e laurearsi [[Campione d&#039;Italia|&#039;&#039;&#039;Campioni d&#039;Italia&#039;&#039;&#039;]] il [[12 maggio]] [[1974]] dopo aver battuto in casa il Foggia [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|per 1-0]]. La Lazio mise in luce un gioco totale che fece invidia a tutti i più grandi club mondiali. Arrivata all&#039;apice, però, iniziò la parabola discendente, causata dapprima dalla malattia di [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] che lo porterà alla prematura scomparsa, e poi dall&#039;improvvisa morte del calciatore [[Re Cecconi Luciano|Luciano Re Cecconi]] rimasto [[La tragedia della morte di Re Cecconi|ucciso per un tragico equivoco]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fine degli anni settanta vide i biancocelesti navigare a metà classifica, ma la vicenda del [[Calcioscommesse 1980|calcioscommesse]], scoppiato nel marzo [[1980]] e culminato con l&#039;arresto di alcuni giocatori, la vide precipitare in [[Serie B]] d&#039;ufficio. Furono anni bui, ravvivati soltanto dalla promozione al termine della stagione [[1982/83]]. Le attese della presidenza di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] vennero poi disilluse ed alla fine del [[1984/85|1985]] i biancazzurri retrocessero nuovamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro [[Calcioscommesse 1986|scandalo scommesse]] rischiò di farla precipitare in [[Serie C]], ma la Lazio riuscì a salvarsi con una penalizzazione di 9 punti da scontare sulla classifica del [[Campionato|campionato]] successivo. La squadra di [[Fascetti Eugenio|Eugenio Fascetti]] ottenne la salvezza dopo un drammatico spareggio a tre con Taranto e Campobasso giocato sul campo neutro di Napoli. Persa la [[Sabato 27 giugno 1987 - Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0|prima partita per 1-0]] contro il Taranto, riusci a [[Domenica 5 luglio 1987 - Napoli, - stadio San Paolo - Lazio-Campobasso 1-0|vincere con il medesimo punteggio]] contro il Campobasso salvandosi dalla retrocessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;anno successivo la Lazio tornò nella [[Serie A|massima serie]] e la squadra, guidata dal presidente [[Calleri Gian Marco|Gian Marco Calleri]], riuscì a navigare in acque tranquille fino all&#039;inizio degli anni [[1990|&#039;90]]. Con l&#039;acquisto del pacchetto azionario da parte del finanziere [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]], la società biancoceleste fece registrare una svolta epocale. Grazie ad acquisti di grandi campioni, i biancocelesti s&#039;imposero all&#039;attenzione del panorama calcistico mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1997/98|1998]] la Lazio vinse la sua [[Mercoledì 29 aprile 1998 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 3-1|seconda]] [[Coppa Italia]] contro il [[Milan AC|Milan]] mentre il [[6 maggio]] la Società biancoceleste [[La Lazio è quotata in borsa|è quotata nella Borsa Valori]], prima società calcistica italiana ad entrare in Piazza Affari. Il [[29 agosto]] [[Sabato 29 agosto 1998 - Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 1-2|conquistò la prima]] [[Supercoppa Italiana]] contro la [[Juventus FC|Juventus]]. L&#039;anno seguente la squadra, guidata da [[Eriksson Sven Goran|Sven Goran Eriksson]], sfiorò lo [[Scudetto]], perso nelle ultime giornate, ma [[Mercoledì 19 maggio 1999 - Birmingham, Villa Park - RCD Mallorca-Lazio 1-2|vinse l&#039;ultima edizione]] della [[Coppa delle Coppe]] ed aprì la successiva stagione [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|aggiudicandosi]] la [[Supercoppa Europea]] contro il Manchester United. La stagione [[1999/00]] vide i biancocelesti laurearsi per la seconda volta nella loro storia &#039;&#039;&#039;[[Campione d&#039;Italia|Campioni d&#039;Italia]]&#039;&#039;&#039; e vincere la [[Giovedì 18 maggio 2000 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 0-0|terza]] [[Coppa Italia]], contro L&#039;[[Internazionale FC|Inter]], centrando il &#039;&#039;&#039;Double&#039;&#039;&#039; (vittoria in [[Campionato]] e Coppa nazionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel settembre dello stesso anno la Lazio si aggiudicò la sua [[Venerdì 8 settembre 2000 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 4-3|seconda]] [[Supercoppa Italiana]] di nuovo contro l&#039;[[Internazionale FC|Inter]]. Finita l&#039;era di [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]], nel [[2004]] i biancocelesti conquistano [[Mercoledì 12 maggio 2004 - Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 2-2|la quarta]] [[Coppa Italia]] contro la [[Juventus FC|Juventus]]. Una grave crisi societaria sembrò poi sfociare nel fallimento ma alla fine, con l&#039;acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte di [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], la situazione si sbloccò in maniera positiva. Dopo una difficile salvezza nel [[campionato]] [[2004/05]], la Lazio raggiunse un prestigioso terzo posto al termine della stagione [[2006/07]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione ([[2007/08]]) ha visto i biancocelesti, allenati per il terzo anno consecutivo dal riminese [[Rossi Delio|Delio Rossi]], giungere al 12° posto nel campionato di [[Serie A|massima serie]]. Il [[13 maggio]] [[2009]] la Lazio [[Mercoledi 13 maggio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-1 (d.t.s.) - 7-6 (d.c.r.)|conquista la quinta]] [[Coppa Italia]], il primo trofeo dell&#039;era [[Lotito Claudio|Lotito]], battendo ai calci di rigore per 7-6 (1-1 il risultato finale della partita), la [[Sampdoria]]. L&#039;[[8 agosto]] [[2009]], la formazione biancoceleste si aggiudica la terza [[Supercoppa Italiana]] della propria storia [[Sabato 8 Agosto 2009 - Pechino 北京市, stadio Bird&#039;s Nest 北京国家体育场 - Inter-Lazio 1-2|nella gara]], disputata a Pechino, contro l&#039;[[Internazionale FC|Inter]], battuta per 2 a 1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione [[2009/10]] vede la Lazio disputare un torneo mediocre e salvarsi con due giornate di anticipo, chiudendo il torneo a 46 punti e dopo aver sostituito il tecnico [[Ballardini Davide|Davide Ballardini]] con [[Reja Edoardo|Edoardo Reja]] dopo una [[Domenica 7 febbraio 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 0-1|sconfitta interna]]. Forti contestazioni al presidente biancoceleste [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]] sono state manifestate nel corso del [[campionato]], per un torneo disputato sotto le attese. La partecipazione all&#039;[[Europa League]], ottenuta di diritto a seguito [[Mercoledi 13 maggio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-1 (d.t.s.) - 7-6 (d.c.r.)|della conquista]] della [[Coppa Italia]] contro la [[Sampdoria]], termina nella fase a gironi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione [[2010/11]] vede la Lazio sempre agli ordini del tecnico goriziano [[Reja Edoardo|Edy Reja]] e la Lazio si classifica al quarto posto con 66 punti, in coabitazione con l&#039;[[Udinese]] la quale, per una migliore differenza reti, ottiene la qualificazione alla fase preliminare di [[Champions League]] relegando i biancocelesti alla partecipazione all&#039;[[Europa League]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione [[2011/12]] i biancocelesti si classificano al quarto posto in classifica e si qualificano ai play-off dell&#039;[[Europa League]], mentre nella [[2012/13|stagione successiva]], agli ordini del nuovo tecnico [[Petkovic|Vladimir Petkovic]], conquistano la [[Coppa Italia]], con una rete di [[Lulic Senad|Senad Lulic]], nella [[Domenica 26 maggio 2013 - Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-1|storica finale]] disputata il [[26 maggio]] [[2013]] contro la [[Roma]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo una statistica del [[2001]] di AC Nielsen, la Lazio vanta una platea di circa 1.100.000 sostenitori, sesta squadra in Italia dopo [[Juventus FC|Juventus]], [[Internazionale FC|Inter]], [[Milan AC|Milan]], [[SSC Napoli|Napoli]] e [[Roma AS|Roma]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre discipline nelle quali la Lazio si è fatta notare sono il [[S.S. Lazio Calcio a 5|calcio a 5]], il [[S.S. Lazio Nuoto|nuoto]], la [[pallanuoto]], il [[S.S. Lazio Rugby 1927|rugby]], il [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket|baseball]], il [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket|softball]], il [[S.S. Lazio Paracadutismo|paracadutismo]], il [[S.S. Lazio Ciclismo A.S.D.|ciclismo]] e, in epoche meno recenti, la [[S.S. Lazio Basket|pallacanestro]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;SezPolisportiva&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:double 3px #A7D7F9; border-radius: 10px; -moz-border-radius: 10px; /* firefox */ -webkit-border-radius: 10px; /* safari, chrome */ background-color:#EFF5FF; text-align:justify; color:#23426e;&amp;quot; width=99% cellspacing=7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;Polisportiva&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; La sezione calcistica è compresa in una società polisportiva, una delle più antiche d&#039;Europa e più grandi del mondo, che conta attualmente, incluso il [[Calcio (sport)|calcio]], 46 sezioni sportive, 16 attività associate e, socio onorario, la Lazio Master di Calcio a 5. Queste le attuali Sezioni della Polisportiva:&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[S.S. Lazio Arti Marziali]], ► [[S.S. Lazio Atletica leggera]], ► [[S.S. Lazio Attività subacquee e di pesca sportiva]], ► [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket]], ► [[S.S. Lazio Badminton]], ► Basket in carrozzina, ► [[S.S. Lazio Biliardo]], ► [[S.S. Lazio Bowling]], ► [[S.S. Lazio Bridge Liegi]], ► [[S.S. Lazio Calcio femminile]], ► [[S.S. Lazio Calcio a 5 Femminile]], ► [[S.S. Lazio Calcio a 5]], ► [[S.S. Lazio Cricket]], ► [[S.S. Lazio Canoa Polo]], ► [[Circolo Canottieri Lazio]], ► [[S.S. Lazio Ciclismo A.S.D.]], ► [[S.S. Lazio Equitazione]], ► [[S.S. Lazio Escursionismo]], ► [[S.S. Lazio Marines|S.S. Lazio Marines (Football americano)]], ► [[S.S. Lazio Ginnastica]], ► [[S.S. Lazio Hockey]], ► [[S.S. Lazio Motociclismo]], ► [[S.S. Lazio Nuoto|S.S. Lazio Nuoto, Pallanuoto, Tuffi]], ► [[S.S. Lazio Pallamano]], ► [[S.S. Lazio Pallavolo]], ► [[S.S. Lazio Basket]], ► [[S.S. Lazio Paracadutismo]], ► [[S.S. Lazio Paralimpica]], ► [[S.S. Lazio Pattinaggio]], ► [[S.S. Lazio Pentathlon Moderno]], ► [[S.S. Lazio Pesca Sportiva]], ► [[S.S. Lazio Polo]], ► [[S.S. Lazio Pugilato]], ► [[S.S. Lazio Rugby 1927]], ► [[S.S. Lazio Scacchi]], ► [[S.S. Lazio Scherma Ariccia]], ► [[S.S. Lazio Sci Club]], ► [[S.S. Lazio Sport su Ghiaccio Mezzaluna]], ► Squash, ► [[S.S. Lazio Tennis]], ► [[S.S. Lazio Tennis Tavolo]], ► [[S.S. Tiro con l&#039;arco]], ► [[S.S. Lazio Triathlon]], ► [[S.S. Lazio Vela]], ► [[S.S. Lazio V.D.S.|S.S. Lazio Volo da Diporto o Sportivo]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &amp;lt;br&amp;gt; Il Consiglio generale della S.S. Lazio nel mese di dicembre [[2007]] ha approvato delle importanti modifiche statutarie, tra cui quelle che hanno introdotto, accanto alle storiche sezioni sportive, le attività associate. Al momento se ne contano 16: [[S.S. Lazio Calcio a 8|Calcio a 8]], [[S.S. Lazio Tfc|Calcio Tavolo]], [[S.S. Lazio Difesa Personale|Difesa Personale]], [[S.S. Lazio Foot Volley|Foot Volley]], [[S.S. Lazio Golf|Golf]], [[S.S. Lazio Surf e Boarding|Surf e Boarding]], [[S.S. Lazio Danza Sportiva|Danza Sportiva]], Burraco, Calcio Gaelico, Cheerleaders, Darts, Footgolf, Padboll, Spinning, Training Academy, Beach Soccer. In passato hanno fanno parte della famiglia laziale altre sezioni quali: Hockey femminile; Tennis tavolo, Calcio a 5 Master.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Consiglio generale della S.S. Lazio nel mese di luglio [[2012]] ha inoltre approvato l&#039;ingresso di altre due sezioni sportive: lo Squash ed il Basket in carrozzina e delibera l&#039;istituzione di un dipartimento di servizi in materia fiscale e giuridica a favore delle sezioni, nell&#039;ambito del quale sarà possibile un confronto sulle normative di riferimento e che sarà coordinato da un commercialista. I Sodalizi biancocelesti diventano pertanto sessantadue: 46 Sezione Sportive, 16 attività associate e la Lazio Master di Calcio a 5 come socio onorario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Polisportiva vanta iscritti nelle sue sezioni circa 10.000 atleti e 800 tra dirigenti e tecnici. Oltre alla già citata erezione ad [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]] nel [[1921]], la S.S. Lazio è stata insignita delle due massime onorificenze sportive italiane: [[la Stella d&#039;Oro al Merito Sportivo]] e [[il Collare d&#039;Oro al Merito Sportivo]].&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;Palmares&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
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{| style=&amp;quot;border:double 3px #A7D7F9; border-radius: 10px; -moz-border-radius: 10px; /* firefox */ -webkit-border-radius: 10px; /* safari, chrome */ background-color:#EFF5FF; text-align:justify; color:#23426e;&amp;quot; width=99% cellspacing=7&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
| &#039;&#039;&#039;Palmares&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La Lazio è una Polisportiva e pertanto si enumerano i trofei vinti dai suoi atleti senza suddividerli per specialità e limitatamente alle medaglie d&#039;oro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giochi Olimpici:      9 medaglie d&#039;oro&lt;br /&gt;
* Campionati del mondo: 16 medaglie d&#039;oro&lt;br /&gt;
* Campionati d&#039;Europa:  26 medaglie d&#039;oro&lt;br /&gt;
* Record europei:       2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre la Lazio ha vinto più di 70 titoli italiani assoluti, i più recenti dei quali sono stati quello del [[S.S. Lazio Calcio a 5 Femminile|Calcio a 5 Femminile]] nel giugno [[2008]], quello di [[S.S. Lazio Marines|Football americano]] conquistato vincendo il [[Campionato]] Italiano College U. 23 il [[10 gennaio]] [[2009]] ed a settembre [[2009]] il titolo italiano di Paracadutismo specialità RW4, mentre i titoli individuali sono stati oltre 600. Gli ultimi tre titoli italiani conquistati da  Sezioni della S.S. Lazio sono stati quelli del Futsal Under 21 il [[6 giugno]] [[2014]], quello Assoluto del Futsal Femminile l&#039;[[8 giugno]] [[2014]] e quello della Pallanuoto Under 20 il [[10 luglio]] [[2016]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Impressionante il numero dei titoli individuali vinti a livello giovanile: circa 1.000. A fronte di tali numeri è indiscutibile considerare la Lazio la società più titolata d&#039;Italia.&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
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{| style=&amp;quot;border:double 3px #A7D7F9; border-radius: 10px; -moz-border-radius: 10px; /* firefox */ -webkit-border-radius: 10px; /* safari, chrome */ background-color:#EFF5FF; text-align:justify; color:#23426e;&amp;quot; width=99% cellspacing=7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &amp;lt;p style=&amp;quot;text-align:center; font-weight:bold; font-size:20px; color:#23426e;&amp;quot;&amp;gt; Sostieni LazioWiki! &amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki&amp;lt;/b&amp;gt;, come tutte le cose del mondo, non prescinde dalla disponibilità di risorse economiche per il suo mantenimento. Il server su cui risiede e lo spazio necessario per conservare l&#039;enorme volume di foto, articoli, scritti e storie, hanno dei costi sempre crescenti, visto il continuo aumento delle migliaia di voci enciclopediche che ne compongono il corpo e l&#039;anima. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; LazioWiki si rivolge, quindi, ai suoi lettori per trovare sostegno e supporto. &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&amp;lt;b&amp;gt; Da oggi, chiunque lo voglia, può contribuire al sostentamento dell&#039;opera con un contributo economico del tutto libero. &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Utilizzando il link &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&amp;amp;hosted_button_id=D5N254W9YQ7HN&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;Sostieni LazioWiki&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/html&amp;gt; sopra riportato, è possibile donare utilizzando il sistema PayPal o una qualunque carta di credito Visa, MasterCard o Postepay, anche ricaricabile, oltre ad American Express e Carta Aura. Una volta effettuata la donazione, se ce ne esprimerete la volontà scrivendoci a &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;mailto:donate@laziowiki.org&amp;quot;&amp;gt; donate@laziowiki.org&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;/b&amp;gt;, &amp;lt;/html&amp;gt; il vostro nome sarà inserito in una apposita pagina dell&#039;enciclopedia.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Seghettini_Bruto&amp;diff=313588</id>
		<title>Seghettini Bruto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Seghettini_Bruto&amp;diff=313588"/>
		<updated>2016-11-15T12:43:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:16set1901a.jpg|thumb|left|200px|Da Il Messaggero del 16 settembre 1901 una notizia inerente Bruto Seghettini podista biancoceleste in una marcia]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:24mar1902a.jpg|thumb|left|200px|Bruto Seghettini nella lista degli &amp;quot;Audax&amp;quot; per il 1902 pubblicata su Il Messaggero del 24 marzo 1902]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Italiano, naturalizzato francese, nasce a Nizza il [[14 maggio]] del [[1881]], da Eugenio (1851-[[1908]]) e Therese Augustine Laurens (1858-[[1920]]). La famiglia è originaria di Forlì, ed imparentata con Abdon Seghettini, compositore di opere liriche (Eugenio è il fratello minore di Abdon). Sia Eugenio sia Therese sono sarti, ma lo loro attività fallisce nel [[1883]]. Fino al [[1888]] rimangono a Nizza, dove nascono due fratelli di Bruto (Abdon e Pia), ma nel [[1894]] sono già a Roma, in Via del Corso 389, dove molto probabilmente avevano fondato un&#039;altra attività di sartoria. Qui nascono altri due fratelli di Bruto: Augusta ([[1894]]) ed Eugenio ([[1898]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bruto Seghettini fu colui che, affermando di essere un giocatore del [[Racing Club Paris|Racing Club de Paris]] (fondato nel [[1882]]), nel Gennaio [[1901]] portò il primo pallone da foot-ball che si fosse mai visto a Roma nella sede della Lazio in [[Via Valadier]]. L&#039;episodio è dettagliatamente descritto da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nella sua Storia della Lazio: Seghettini si presentò ai soci laziali in una città insolitamente innevata, (dalle consultazioni del tempo dell&#039;epoca risulta che gli unici due episodi di precipitazioni nevose in quel gennaio, a Roma, avvennero nei giorni 6 e 7). Sicuramente a qualche partita partecipò anche Bruto, socio laziale e fondatore dell&#039;[[Audace Roma|Audace]]. Nella foto in basso, non identificabili ma presenti, vi sono anche: [[Ballerini Fortunato|Cav. Fortunato Ballerini]], [[Masini Tito|Masini]], [[Bergamini Roberto|Bergamini]], [[Zangrilli Romano|Zangrilli]] dell&#039;[[Audace Roma|Audace]], [[Azzali Mario|Azzali]] del 3° reggimento bersaglieri, [[Galvagni Arnaldo|Galvagni]] della Romana di nuoto. Tutti questi atleti, pur gareggiando per società diverse, erano comunque soci della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tratto dal libro &amp;quot;[[Lazio Patria Nostra]]&amp;quot; di [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]], capitolo II &amp;quot;La scoperta del calcio&amp;quot;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
... E&#039; di nuovo gennaio. I soci ci sono tutti, in [[Via Valadier]]. Chi si lega e si scioglie sul tappeto della presuntuosa palestra, chi gioca a carte, chi conversa, chi tiene i conti con i programmi e i risultati. Fuori nevica. Lo spettacolo di questa natura romana che si imbianca, eccita ed immalinconisce. [[Piazza d&#039;Armi]] è una distesa polare circondata da un&#039;infinità di spontanei alberi di Natale. Fa freddo nella sede, ma nessuno di questi ragazzi se ne accorge. C&#039;è quasi nell&#039;aria, ma non si afferma, il presentimento di qualcosa che deve, sta per accadere. Ma che cosa? [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|Fu l&#039;anno prima]], in un giorno come questo, che a [[Bigiarelli Luigi|Gigi Bigiarelli]] venne l&#039;idea. Possibile che sia già passato un anno? &#039;&#039;&amp;quot;Ragazzi, stavolta dovremo cominciare ad allenarci un po&#039; prima. Magari a marzo, appena il sole si ferma un po&#039; di più&amp;quot;&#039;&#039;. Dal fondo un grido: ricorrenti imprecazioni di due giocatori che si sono fraintesi, hanno calato una carta inopportuna, hanno perduto la partita. &#039;&#039;&amp;quot;Siete sempre i soliti!&amp;quot;&#039;&#039;. &#039;&#039;&amp;quot;E già, non imparano mai.&amp;quot;&#039;&#039;. Che frenesia e che impazienza aleggiano nella stanzetta con il numero sei di [[Via Valadier|via Valadier]]! Fuori nevica, i fiocchi giocano, liberandosi, oscillando, lievitando nell&#039;aerea indecisione e finalmente si quietano sulla strada. Tutto è bianco, silenzioso, è deserto. Chi può mettersi in giro con un tempo come questo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Posso entrare?!&amp;quot;&#039;&#039; Si voltano tutti di soprassalto: curiosi, si interrogano con gli occhi, ma nessuno ha mai visto quest&#039;ospite improvviso. &#039;&#039;&amp;quot;Voi siete la Lazio, vero?&amp;quot;&#039;&#039; Come si può rispondere in situazioni così improvvise? Timidamente, spavaldamente, cordialmente, irosamente? Risponde [[Ancherani Sante|Ancherani]]: &#039;&#039;&amp;quot;Certo che semo la Lazio. E tu chi sei?&amp;quot;&#039;&#039; &#039;&#039;&amp;quot;Io mi chiamo Bruto Seghettini, sono un socio del [[Racing Club Paris|Racing Club di Parigi]], ho saputo che c&#039;era questa società sportiva e sono venuto per chiedervi se giocate al football&amp;quot;&#039;&#039;. I laziali tornano a interrogarsi, a esplorarsi dentro con gli sguardi. Tanto ormai si capiscono da una sfumatura &amp;quot;Beh&amp;quot; incalza ancora [[Ancherani Sante|Ancherani]], &#039;&#039;&amp;quot;noi di questo futtballe non abbiamo mai sentito parlare&amp;quot;&#039;&#039;. Ed ecco, come per un gioco di prestigio, Bruto Seghettini, socio del [[Racing Club Paris|Racing di Parigi]], estrarre uno strano involucro dal niente: almeno così pare ai laziali, perché prima non gli avevano proprio badato. E&#039; un pallone, il primo pallone per il gioco del calcio mai visto a Roma fino ad un attimo prima. I laziali adesso scoppiettano intorno al visitatore. E come si gioca? E come è fatto? Ma sul serio rimbalza? Un&#039;allegra, febbricitante confusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Un momento&amp;quot;&#039;&#039; proclama stentoreo Seghettini, &#039;&#039;&amp;quot;un momento: adesso vi faccio vedere&amp;quot;&#039;&#039;. Depone come un consumato mercante il pallone ai suoi piedi, ad un estremo della stanza. Gli altri si scansano tutti. Lui solleva una gamba, torna ad abbassarla di scatto, percuote con il piede il pallone e uno schianto improvviso richiama brutalmente tutti alla realtà. E&#039; saltato il vetro della finestra! &#039;&#039;&amp;quot;Cominciamo bene!&amp;quot;&#039;&#039; borbotta un socio. Ma la maggioranza, che non s&#039;accascerebbe nemmeno se crollasse il palazzo, si mette a strillare, sfottendo Seghettini. &#039;&#039;&amp;quot;Paga la pelota! Paga la pelota!&amp;quot;&#039;&#039;, che è poi un invito a pagare il danno, pronunciato con lo slogan che i laziali usano familiarmente quando uno di loro vince al totalizzatore che è abbinato al gioco della pelota basca tanto di moda allo sferisterio della vicina piazza Cavour. L&#039;uomo venuto da Parigi è desolato, ma sono i laziali stessi che lo rincuorano, sicché si prende una decisione: tutti a Viale delle Milizie! E vanno, come come si leva in un fremito uno stormo di fringuelli. La scena si ripete: Seghettini depone il pallone, stavolta prende un po&#039; di rincorsa, eccolo che alza la gamba, la riabbassa, calcia e uno spruzzo di neve si leva inatteso e deludente. Il pallone sta sempre lì, fermo, immobile, irridente. I laziali forse cominciano a chiedersi se il gioco consista nel colpire o piuttosto nell&#039;evitare di colpire il pallone. Ma l&#039;equivoco si risolve in una risata irresistibile sotto i fiocchi che dolcemente avvolgono, proteggono, benedicono la nascita romana del gioco del calcio in questo gennaio [[1901]], appena [[Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio|un anno dopo la fondazione del club biancoceleste]], mentre l&#039;Italia è in lutto per la morte di Giuseppe Verdi e l&#039;Inghilterra perde con la Regina Vittoria il simbolo della sua massima potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio prende ora più vigorosamente quota e decide di convocarsi per la prima volta in assemblea: viene scelta la data del [[29 marzo]] [[1901]]. Quel giorno in [[Via Valadier|via Valadier]] convengono quasi trenta soci. Viene approvato lo statuto sociale. E vengono eletti presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]], una persona stimabile, ma instabile in salute, e vicepresidente [[Pastori Paolino|Paolino Pastori]]. Questi offre alla Società la bandiera che la signora [[Tobia Eugenia|Eugenia Tobia]] moglie di [[Massa Galileo|Galileo Massa]], uno dei fondatori, confeziona con le sue mani. E&#039; ormai tornata primavera e [[Piazza d&#039;Armi|piazza d&#039;Armi]] si ripopola, brulica di ragazzi e di giovani. Ed ecco la novità: quelli della Lazio si dispongono in modo strano, piazzano alle due estremità di uno spazio lungo circa cento metri due fagotti per parte, estraggono un pallone stravagante, ridicolo, mai visto, e si mettono a litigarselo a calci. I laziali, che sono diventati una trentina perché sono sopraggiunti [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Zanchi Carlo|Zanchi]], [[Monarchi Ugo|Monarchi]] ed altri, formano tra loro le due squadre. E le partite non si contano, non hanno fine, sono tutte una partita sola, fino all&#039;esaurimento. La Lazio gioca sempre, e soltanto con se stessa: ecco Adamo che sente il bisogno di un&#039;altra vita che si animi accanto alla propria. Presto anche la Lazio vedrà staccarsi dal suo stesso essere la seconda società calcistica romana, la sua prima, storica, indimenticabile antagonista: la [[Virtus Roma|Virtus]]...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale racconto è, in grossa sostanza, confermato dai dati in nostro possesso: Seghettini rimane a Roma sicuramente fino al [[1908]], quando firma l&#039;atto di morte del padre il [[2 settembre]]. Il [[18 luglio]] [[1908]] [[Il Messaggero]] riporta che alla ditta del padre veniva omologato il concordato, che fu concluso il [[17 giugno]]. Risultano residenti in Corso Umberto al n. 79. Il [[16 settembre]] del [[1911]] Bruto si sposa con Adelaide De Antonis a Parigi, presso il consolato italiano. Entrambi risultano residenti nella capitale francese ma domiciliati a Roma. Il suo mestiere dichiarato è quello di sarto. Nell&#039;atto di matrimonio risulta che hanno avuto un figlio di nome Eugenio. La madre risulta ritrasferita a Nizza, dove muore nel [[1920]]. Bruto muore a Nizza il [[23 marzo]] del [[1975]].&lt;br /&gt;
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Immagine:BSeghettini atto nascita.jpg|L&#039;atto di nascita di Bruto Seghettini. Notare la data di morte riportata sulla sinistra.&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 1.jpg|La dichiarazione di fallimento della sartoria di Eugenio Seghettini a Nizza&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 2.jpg|Atto di nascita di Eugenia Seghettini al comune di Roma&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 3.jpg|Il concordato della ditta di Eugenio Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini doc 4.jpg|L&#039;atto di morte di Eugenio Seghettini. Notare la firma Autografa di Bruto&lt;br /&gt;
Immagine:BSeghettini atto matrimonio.jpg|L&#039;atto di matrimonio di Bruto Seghettini e Adelaide De Antonis&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:Seghettini_ruolo_1.jpg|Il ruolino militare di Bruto Seghettini (1)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:Seghettini_Ruolo_2.jpg|Il ruolino militare di Bruto Seghettini (2)&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Articoli di stampa su Bruto Seghettini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
Immagine:21ott1901a.jpg|Il Messaggero del 21 ottobre 1901 riporta tra i membri di una Commissione provvisoria dell&#039;Audace di Roma, il nome di Seghettini&lt;br /&gt;
Immagine:03mar1902Seg.jpg|Il Messaggero del 3 marzo 1902 riporta il nome di Bruto Seghettini tra i partecipanti ad una marcia&lt;br /&gt;
Immagine:13mar1902a.jpg|Il Messaggero del 13 marzo 1902 riporta il terzo posto conquistato da Bruto Seghettini in una marcia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:bs1.jpg|Bruto Seghettini in divisa durante la Grande Guerra&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:bs2.jpg|Bruto Seghettini negli anni &#039;30&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagine:bs3.jpg|Un anziano Bruto Seghettini&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Immagine:Seghettini.jpg|thumb|center|600px|In questa foto del 23 Marzo 1902 è presente Bruto Seghettini tra i partecipanti a una corsa podistica]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Allenatori|Seghettini, Bruto]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori Francesi|Seghettini, Bruto]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Presentazione del libro dal Tevere al Piave al C.C.Lazio</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[xxxx!vai alla scheda del libro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra|vai alla rassegna stampa]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:041115a.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[file:041115b.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[file:041115c.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[file:041115d.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[file:041115e.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[file:041115f.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==4 Novembre 2015 La Cerimonia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Rassegna Stampa==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di Serena Cerracchio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stata una cerimonia commovente. E chi c’era può confermarlo. Al Canottieri Lazio ieri pomeriggio è andata in scena la Lazialità con la L maiuscola. E fuori da qualsiasi retorica spicciola. Un gruppo di laziali, folto e appassionato, si è riunito per onorare i caduti biancocelesti della Grande Guerra e più in generale tutti gli atleti e i dirigenti che hanno sacrificato la loro vita, la loro gioventù, la loro salute, il loro futuro per l’ideale di Patria. Ma sempre con la Lazio nel cuore.&lt;br /&gt;
L’occasione è stata la presentazione del libro di LazioWiki “Dal Tevere al Piave”, di cui potrete rileggere se volete la recensione. Un libro straordinario, nel senso letterale “fuori dell’ordinario”, per il lavoro immane e allo stesso tempo competente dei ricercatori impegnati, su tutti i curatori Fabrizio Munno e Fabio Bellisario che hanno illustrato a volo d’aquila le modalità, le difficoltà e le soddisfazioni di questo lavoro così bello, premiato già da un boom di vendite su Amazon. Tra l’altro va precisato, come ha ribadito Sergio Covassin, illustrando il lavoro del Progetto Enciclopedico LazioWiki,  che il ricavato sarà reinvestito in studi, ricerche e assistenza ad alcune Associazioni benemerite.&lt;br /&gt;
Un armo di canottieri ha portato a Ponte Margherita, sotto piazza della Libertà, dove la Podistica Lazio nacque nel 1900, pagine del libro con i nomi dei trenta caduti. Poi in sala il saluto dell’avvocato Raffaele Condemi, padrone di casa, presidente del Circolo, del presidente generale Antonio Buccioni, del vicepresidente Federico Eichberg (che ha parlato con toni davvero appassionati a una platea attentissima), del generale Giorgio Baldacci, delegato allo Sport del Ministero della Difesa e del dottor Francesco Tuffarelli, neo-direttore generale dell’Ufficio Sport alla Presidenza del Consiglio. Ma particolarmente emozionante è stato anche l’intervento di Mario Pennacchia, grande scrittore di Lazio e prima ancora grande giornalista del Corriere dello Sport e poi della Gazzetta dello Sport, dalla cui  opera, “Lazio Patria Nostra” (il cui prologo e il cui finale sono stati poi recitati a memoria da Antonio Buccioni…), anche questo libro di LazioWiki ha preso ispirazione. Brividi forti e groppi alla gola, come in un grande ritrovo di famiglia. Vista anche la presenza in sala di molti discendenti degli eroi caduti, che hanno contribuito a una ricostruzione storica accuratissima. E che, come tutti hanno sottolineato, sembra davvero essere stata guidata dall’Alto, dai tanti martiri del tutto sconosciuti di una Guerra di trincea, dove gli atleti  in particolare partivano all’assalto in prima linea, spesso falciati dal fuoco delle mitragliatrici nemiche. A Erika Balestrieri, nipote diretta di uno dei nove fondatori, e atleta della SS Lazio nel nuoto master, è stata poi consegnata la corona di fiori, poi deposta simbolicamente nel Tevere, accompagnata dalle toccanti note del Silenzio, suonate da un giovane trombettiere dei Bersaglieri. Una commemorazione, in una data non certo casuale, quella del 4 novembre, che ha commosso e inorgoglito chi ha un’Idea di Lazio che prescinde dal tifo e accompagna per intero gli ultimi 115 anni della storia di Roma e quindi d’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Ecco il Libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot;==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;hhttp://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80852&amp;amp;typeb=0&amp;amp;ecco-il-libro-dal-tevere-al-piave--gli-atleti-della-lazio-nella-grande-guerra&amp;quot; target=&amp;quot;_new&amp;quot;&amp;gt; Link all&#039;articolo &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hannah Arendt, pilastro del pensiero del novecento, così ebbe a dire circa la memoria: “Ciò che in un uomo è la cosa più fuggevole e nello stesso tempo la più grande, la parola pronunciata e il gesto compiuto una sola volta, muore con lui, e rende necessario il ricordo che di lui conserviamo. La memoria trova compimento nel nostro legame con il defunto, da quale poi sgorga il nostro parlare di lui, e riecheggia di nuovo nel mondo”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’enorme lavoro che sta dietro il libro “Dal Tevere al Piave” di LazioWiki, a cura di Fabrizio Munno e Fabio Bellisario ed. Eraclea (5 anni di ricerche!) viaggia esattamente in questa direzione, e le azioni, i gesti, direi anche le emozioni di tutti questi “defunti” trovano nuova vita dentro queste pagine, che ricostruiscono con forte rigore storico le gesta degli atleti della Società Polisportiva Lazio durante il primo conflitto mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ognuno di questi atleti ha una sua storia da raccontare che LazioWiki raccoglie e trasmette a noi tutti non come semplice favoletta, ma come un evento importante, ben inquadrato nel suo contesto storico, geografico, e politico. In questa maniera, tutti gli Eventi con la E maiuscola che abbiamo studiato a scuola e che hanno caratterizzato il “secolo breve” della nostra nazione come il Maggio Radioso, le sanguinose e cruenti battagli sull’Isonzo, Caporetto, il Piave e Vittorio Veneto prendono forma non solo storica, ma umana con le vite di questi atleti cambiate per sempre da quella tragedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ci sembra, scorrendo le belle pagine del libro, di vederli questi ragazzi che, abituati alle corse inseguendo un pallone sul prato della Rondinella o alle nuotate sul Tevere nelle tiepide e miti primavere capitoline, erano costretti ad attendere le battaglie in trincee piene di topi, al gelo perché con indumenti insufficienti per gli inverni alpini e con condizioni igieniche precarie, fino a quando una fanfara o un fischietto li portava in azione in combattimenti che volevano dire gravi ferimenti o morte (come riporta anche il libro, il 90% dei soldati utilizzati in prima linea fu ucciso o ferito, in quei 4 anni di conflitto).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche chi quella guerra l’aveva voluta aveva, a quel punto, dovuto cambiare idea. Ma ormai era troppo tardi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella presentazione del libro, i curatori ci hanno detto una cosa bellissima: “Non siamo stati noi a scrivere un libro, sono stati questi ragazzi a raccontarcelo: dai soldati semplici ai Generali, dalle vittime cadute durante quelle tremende battaglie (a cui andavano perché chi arretrava trovava i carabinieri pronti a sparare a chiunque “disertasse”) ai sopravvissuti che non riuscivano a dimenticare quell’esperienza. E le emozioni che questo libro suscita da loro ragione in pieno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un viaggio geografico tra i due fiumi: il Piave (ma anche l’Isonzo rosso non solo metaforicamente del sangue dei caduti di quella guerra insensata), ed il Tevere: tra la guerra vissuta in trincea e quella vissuta a  Roma, dove la moglie del presidente della Lazio offrì  il campo della squadra, la Rondinella, per farne un orto di guerra (e La Lazio verrà eretta Ente Morale, su proposta di benedetto Croce, per questo motivo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma soprattutto, un viaggio storico: torniamo indietro, e ci sembra quasi di riviverlo, quel periodo, quella “belle epoque” (e lo era davvero) così brutalmente interrotta da un conflitto che ha sancito la fine del predominio europeo sul mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va letto, questo libro: oltre ad apprezzarne il contenuto storico (alcune immagini ed alcune scoperte sono assolutamente inedite), capirete anche meglio cosa è lo spirito di una polisportiva come la Lazio.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Carradori_Franco&amp;diff=289494</id>
		<title>Carradori Franco</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Carradori_Franco&amp;diff=289494"/>
		<updated>2015-10-16T04:50:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Carradori Franco.jpg|thumb|left|200px|Franco Carradori]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:CarradoriFranco.jpg|thumb|right|200px|Franco Carradori]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato a Roma il [[24 aprile]] [[1934]], ivi deceduto il [[26 agosto]] [[2004]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cresciuto nel vivaio, nel [[1954/55]] viene prestato al Palermo. L&#039;anno seguente torna alla Lazio e disputa 6 stagioni in maglia biancoceleste, dopo di che passa al [[Brescia]] dove rimane una stagione. Gioca il seguito con il Formia prima di chiudere la carriera nel Trani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1958]] con la Lazio vince la [[Coppa Italia]]. Mediano generoso e dotato di buona tecnica ha mostrato notevoli attitudini nel coprire il campo grazie ad un movimento continuo. Specialista nelle rimesse laterali con le quali riusciva a servire i compagni più lontani. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la Lazio colleziona 147 presenze e 9 reti in [[Campionato]]. E&#039; stato allenatore nel settore giovanile biancoceleste.&lt;br /&gt;
Come tecnico ha allenato molte squadre di medio livello tra cui Civitavecchia, Termoli, Orbetello, Siena, Torres, Trani, Alghero, Montalbo, Tempio e Frosinone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Palmares==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Coppa.png|15px]] Campionato Regionale Ragazzi [[1951/52]]&lt;br /&gt;
* 1 [[Immagine:Coppa Italia.png|15px]] Coppa Italia (Lazio) nel [[1957/58]]&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Scudetto.png|15px]] Campionato Riserve [[1952/53]]&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Scudetto.png|15px]] Campionato Cadetti [[1955/56]]&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Coppa.png|15px]] [[Coppa dell&#039;Amicizia Italo-Francese|Coppa dell&#039;Amicizia]] (per nazioni) nel [[1960]]&lt;br /&gt;
* 1 [[File:Coppa.png|15px]] [[Coppa del Presidente della Repubblica]] [[1955/56]]&lt;br /&gt;
*1 [[File:Coppa.png|15px]] [[Torneo Giuseppe Ercoli|Torneo Ercoli]] [[1952]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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File:ocx.jpg|Carradori, qui con Olivieri, si rilassa prima di una partita&lt;br /&gt;
Immagine:Carra60.jpg|Franco Carradori&lt;br /&gt;
Immagine:Franco Carradori.jpg|Un&#039;altra foto di Carradori&lt;br /&gt;
Immagine:Franco Carradori2.jpg|Carradori in foto&lt;br /&gt;
Immagine:Franco Carradori3.jpg|Capitano di una Lazio giovanile&lt;br /&gt;
Immagine:LazioA 12-52.jpg|Carradori vicino all&#039;allenatore Notti&lt;br /&gt;
Immagine:27dic53.jpg|Sulle scaletta dell&#039;aereo (in alto a destra) in partenza per la Sardegna&lt;br /&gt;
Immagine:Notizia matrimonio Carradori.jpg|Il Corriere dello Sport del 16 luglio 1958 riporta la notizia del matrimonio del calciatore&lt;br /&gt;
Immagine:Carradori_matr.jpg|Franco Carradori nel giorno del suo matrimonio&lt;br /&gt;
Immagine:Foto matrimonio Carradori.jpg|Dal Corriere dello Sport del 19 luglio 1958 un&#039;altra immagine del matrimonio di Franco Carradori &lt;br /&gt;
File:Carradori17lug1961.jpg|Dal Corriere dello Sport del 17 luglio 1961&lt;br /&gt;
Immagine:Carradori56.jpg|Franco Carradori nel 1956&lt;br /&gt;
Immagine:FCarradori permesso.jpg|Un permesso di soggiorno temporaneo in Brasile del calciatore per la Coppa Morumbi del giugno 1957&lt;br /&gt;
File:CarradoriFigurina.jpg|Una figurina di Franco Carradori&lt;br /&gt;
File:FormiaCarradoriGasbarra.jpg|Con il Formia 1963/64&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Carradori, Franco]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Carradori, Franco]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_26_gennaio_1941_-_Torino,_stadio_Benito_Mussolini_-_Juventus-Lazio_3-2&amp;diff=286641</id>
		<title>Domenica 26 gennaio 1941 - Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 3-2</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_26_gennaio_1941_-_Torino,_stadio_Benito_Mussolini_-_Juventus-Lazio_3-2&amp;diff=286641"/>
		<updated>2015-08-29T09:38:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 19 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Bologna 2-4|Turno precedente]] - [[Domenica 2 febbraio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Genova 1893 0-1|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|26|gennaio|1941}} - &#039;&#039;&#039;[[1941|631]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XVI giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;JUVENTUS:&#039;&#039;&#039; Bodoira, [[Foni Alfredo|Foni]], Rava, Depetrini, Capocasale, Varglien (I), Bo, Borel (II), Gabetto, [[Parola Carlo|Parola]], Colaussi.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Gradella Uber|Gradella]], [[Ferrarese Renato|Ferrarese]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Fazio Alberto|Fazio]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Puccinelli Aldo|Puccinelli]], [[D&#039;Orazi Elvezio|D&#039;Orazi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Bonivento di Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 9&#039; pt [[Parola Carlo|Parola]], 40&#039; pt [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], 43&#039; pt [[Lombardini Umberto|Lombardini]], 20&#039; st Rava, 33&#039; st Gabetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; terreno pesante. Spettatori 10000 circa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gen41.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gen1941a.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gen1941b.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gen1941c.jpg|thumb|right|180px|Risultati e Classifica della XVI Giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gen1941d.jpg|thumb|left|180px|Il 2-2 di Rava]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:26gennaio1941.jpg|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco]]&lt;br /&gt;
La Lazio esce da questa partita con gli applausi, ma anche con la terza sconfitta consecutiva. E poco importa che gli “azzurri” abbiano messo paura alla [[Juventus]] con ben sei riserve e [[Ramella Luciano|Ramella]] che infortunatosi al 18’ del primo tempo, abbia giocato il resto della partita all’ala sinistra nella posizione dello “zoppo”: il tabellino dice 3 a 2 per i torinesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su un campo coperto di ghiaccio e neve, la Lazio scende in campo a Torino senza [[Piola Silvio|Piola]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]], [[Pisa (I) Silvestro|Pisa]] e [[Ferri Alessandro|Ferri]], nonché con [[Gradella Uber|Gradella]] che sostituisce [[Giubilo Corrado|Giubilo]]. L’impressione è quella della vittima sacrificale, a dopo 10’ tale sensazione si rafforza: da un calcio d’angolo, [[Parola Carlo|Parola]], al volo in semirovesciata, manda la palla in rete: è l’1-0 bianconero che fa presagire una passeggiata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure le cose non vanno in questa maniera: la Lazio prende in predominio del centrocampo e costringe la [[Juventus]] in difesa. Per tutto il primo tempo gli attacchi dei capitolini si susseguono e [[D&#039;Orazi Elvezio|D&#039;Orazi]], complice uno scivolone dei difensori su quel terreno impossibile si trova solo davanti al portiere, ma riesce a mangiarsi il pareggio. Pareggio che arriva a 5’ dalla fine del primo tempo. Punizione dal limite per la Lazio (che secondo [[La Stampa]] era inventata, come del resto parecchie altre: sul pessimo arbitraggio sono concordi tutte le cronache, anche se [[Il Littoriale]] afferma che almeno c’è stata coerenza…). [[Zironi (I) Otello|Zironi]] batte e sulla respita del portiere arriva [[Ramella Luciano|Ramella]] zoppicante (secondo [La Stampa]]) o [[Puccinelli Aldo|Puccinelli]] (secondo [[Il Messaggero]]) che con un cross rimette palla in area dove [[Zironi (I) Otello|Zironi]] anticipa tutti di testa mandando palla in rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E non è finita qui: dopo meno di due minuti [[Zironi (I) Otello|Zironi]] fa secco Rava sull’ala destra e crossa: [[Lombardini Umberto|Lombardini]] anticipa [[Foni Alfredo|Foni]] di testa e segna il 2-1. Il duo laziale riesce a sorprendere in velocità la coppia di terzini campione del mondo ed a far chiudere agli “azzurri” in vantaggio il primo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell ripresa la musica cambia, e di molto: la Lazio, forse perché affaticata dal dover giocare in 10 su un campo così difficile o forse perché timorosa, si chiude in difesa e la [[Juventus]] comincia un forcing che costringe Gradella agli straordinari. Deve comunque capitolare dopo 20’: punizione (anche questa molto dubbia) nei confronti dei bianconeri, e dopo due respinte il pallone finisce a Rava che, forse smanioso di rifarsi, tira una bomba da quasi 30 metri verso l’incrocio dei pali: [[Gradella Uber|Gradella]] può solo toccare la palla che, dopo aver battuto contro la parte interna della traversa, termina in rete. &amp;lt;i&amp;gt;“Forse se il guardiano laziale non avesse spiccato il salto prodigioso la palla sarebbe stata respinta dal palo”&amp;lt;/i&amp;gt;. Osserva maligno Colombo sul [[Il Messaggero|Messaggero]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio prova a rialzarsi, ma la [[Juventus]] è ormai lanciata e dopo 10’ trova il 3-2 con &amp;lt;i&amp;gt;“Gabetto su passaggio di Rava, riesce a superare i due terzini ed a battere Gradella con un tiro fortissimo”&amp;lt;/i&amp;gt;, come dice [[Il Littoriale]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La partita termina qui. Onore, ma zero punti, alla Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[27 gennaio|27 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[27 gennaio|27 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[27 gennaio|27 gennaio]] [[1941|1941]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19410126|1940/41| |194041}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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&lt;hr /&gt;
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 12 gennaio 1941 - Firenze, stadio Giovanni Berta - Fiorentina-Lazio 2-1|Turno precedente]] - [[Domenica 26 gennaio 1941 - Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 3-2|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|19|gennaio|1941}} - &#039;&#039;&#039;[[1941|630]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XV giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giubilo Corrado|Giubilo]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Fazio Alberto|Fazio]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;BOLOGNA:&#039;&#039;&#039; Ferrari P., Pagotto, Ricci, Maini, [[Andreolo Michele|Andreolo]], Marchese, Biavati, Ferrari G., Puricelli, Andreoli, Reguzzoni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Pizziolo di Firenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 2&#039; pt Andreoli, 19&#039; pt Reguzzoni (rig), 44&#039; pt [[Vettraino Luigi|Vettraino]], 16&#039; st [[Ramella Luciano|Ramella]], 18&#039; st Puricelli, 42&#039; st Biavati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 18000 circa. Al 2&#039; st [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]] fallisce un calcio di rigore; al 31&#039; st [[Ferri Alessandro|Ferri]] e Ferrari G. vengono espulsi dall&#039;arbitro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen1941b.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen41 b.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen1941c.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen1941a.jpg|thumb|right|180px|Risultati e Classifica della XV Giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gennaio1941.jpg|thumb|right|180px|Il terzo gol del [[Bologna]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen1941d.jpg|thumb|right|180px|Il Rigore sbagliato da [[Zironi (I) Otello|Zironi]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19gen41.jpg|thumb|left|180px|Immagini di gioco]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si chiude il girone di andata e la Lazio, partita con ben altri obiettivi, si ritrova al penultimo posto a 12 punti: tre vittorie, sei pareggi e sei sconfitte. La stagione diventa a questo punto, riposte le ambizioni di inizio campionato, qualcosa da archiviare in fretta per evitare guai peggiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non era di certo questa la partita che poteva far uscire i capitolini dalla crisi: il [[Bologna]] è primo in classifica e campione d’inverno, e per di più manca [[Piola Silvio|Piola]], che ha provato fino all’ultimo ma non ce l’ha fatta. Al suo posto va [[Ferri Alessandro|Ferri]], spostandosi dalla linea mediana dove trova spazio [[Fazio Alberto|Fazio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[Bologna]] è comunque troppo per questa Lazio, e si trova sul 2-0 già dopo 20’, con un gol in avvio di Andreoli ed un rigore – generoso – realizzato da Reguzzoni. Partita che sembra già in cassaforte ed invece (e su questo le cronache sono unanimi) i rossoblu, paghi del doppio vantaggio, si chiudono in difesa, lasciando spazio alla Lazio che, seppur priva della sua stella e come al solito poco concreta in attacco, riesce a farsi avanti, ed a dimezzare con [[Vettraino Luigi|Vettraino]] lo svantaggio ad 1’ dalla fine del primo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gol del piccolo attaccante è fondamentale: una partita che sembrava chiusa dopo meno di venti minuti si riapre, e c’è tutto un tempo per cercare di raddrizzarla. Cosa che potrebbe succedere tranquillamente dopo soli 2’ dall’inizio della ripresa: rigore – generoso quanto il primo – assegnato alla Lazio. Dopo tre rigori sbagliati è difficile trovare chi i prende la responsabilità: stavolta tocca a [[Zironi (I) Otello|Zironi]], che è lo specialista dei tiri piazzati. Ne aveva già sbagliato uno e ci riprova: sbagliando anche questo. Il tiro finisce infatti in bocca a Ferrari e ricade sui piedi di [[Zironi (I) Otello|Zironi]] stesso che, abbastanza inspiegabilmente, non tira di nuovo (negli spogliatoi, nel dopo partita, ha detto “non potevo”: forse credeva di non poter raccogliere la respinta del portiere, quando invece il regolamento lo consente). [[Lombardini Umberto|Lombardini]] riesce comunque e tirare, ma senza successo.  E siamo a 4 rigori falliti in questo campionato. Forse il simbolo più eclatante della stagione fallimentare della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va detto però, ad onore degli uomini di [[Molnar Ferenc|Molnar]], che non demordono: continuano il loro pressing ed al 16’ del secondo tempo la rincorsa è completata: [[Ramella Luciano|Ramella]] con un tiro da oltre 20 metri &amp;lt;i&amp;gt;“spara mantenendo la palla a mezzo metro da terra: Ferrari, forse coperto e sicuramente sorpreso, non si muove e la palla entra in rete ad una spanna dal palo”&amp;lt;/i&amp;gt;. Così [[Il Littoriale]], che dice anche che i tifosi hanno a questo punto addirittura l’illusione della vittoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il [[Bologna]] si conferma “lo squadrone che tremare il mondo fa”: dopo soli 3’ si riporta in vantaggio con la complicità di [[Giubilo Corrado|Giubilo]] – che non trattiene un cross – e di [[Fazio Alberto|Fazio]] – che pressato da Puricelli manda in porta la respinta.  [[Il Littoriale]] da l’autorete al Laziale, mentre [[La Stampa]] e [[Il Messaggero]] (quest’ultimo paventando un tocco di mano del rossoblu – mah!) danno gol a Puricelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto la partita è praticamente terminata. I giocatori si innervosiscono ed il gioco diventa cattivo, e gestito non in maniera ottimale (su questo le cronache concordano) dall’arbitro. Che al 31’ della ripresa lascia entrambe le squadre in 10 per l’espulsione contemporanea di [[Ferri Alessandro|Ferri]] e Giovanni Ferrari. Per la Lazio, che ha [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] nella posizione d’ala “dello zoppo”, ed è quindi praticamente in 9, è il colpo di grazia. [[Il Messaggero]] riporta anche una traversa di [[Lombardini Umberto|Lombardini]] al 39’ ma fatto sta che a 3’ dal novantesimo il Bologna segna la sua quarta rete, di nuovo con la complicità di [[Giubilo Corrado|Giubilo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[19 gennaio|19 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[19 gennaio|19 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[19 gennaio|19 gennaio]] [[1941|1941]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19410119|1940/41| |194041}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<updated>2015-08-24T07:21:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Domenica 12 gennaio 1941 - Firenze, stadio Giovanni Berta - Fiorentina-Lazio 2-1</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_12_gennaio_1941_-_Firenze,_stadio_Giovanni_Berta_-_Fiorentina-Lazio_2-1&amp;diff=285756"/>
		<updated>2015-08-18T09:09:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 0-0|Turno precedente]] - [[Domenica 19 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Bologna 2-4|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|12|gennaio|1941}} - &#039;&#039;&#039;[[1941|629]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XIV giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;FIORENTINA:&#039;&#039;&#039; Griffanti, Geigerle, Riccardi, Ellena, [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]], Poggi, Menti II, Valcareggi, Di Benedetti, Baldini, Degano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giubilo Corrado|Giubilo]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[D&#039;Orazi Elvezio|D&#039;Orazi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Zelocchi di Modena, &#039;&#039;&#039;Guardialinee:&#039;&#039;&#039; sigg. Rossi e Caporali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 8&#039; st [[Lombardini Umberto|Lombardini]], 11&#039; st Menti (II), 22&#039; st Menti (II).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 8.000. Calci d&#039;angolo 6 a 6.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gennaio1941.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1941c.jpg|thumb|right|180px|Classifica della XIV giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1941a.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen41.jpg|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen41 b.jpg|thumb|right|180px|Il gol della Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1941d.jpg|thumb|right|180px|La Fiorentina in attacco]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1941b.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1941e.jpg|thumb|right|180px|Il pareggio di Menti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;i&amp;gt;“Il problema è sempre quello: [[Piola Silvio|Piola]] non può avere il dono dell’ubiquità e se gioca centravanti non c’è la mezz’ala, e se gioca mezz’ala non c’è il centravanti”&amp;lt;/i&amp;gt;. Così chiude il pezzo sul [[Il Messaggero|Messaggero]] Vezio Murialdi, puntando molto sull’inefficacia della Lazio in fase di realizzazione. Ma leggendo la cronaca della partita con attenzione, si può anche desumere che il risultato sia giusto. Perché se è vero che la Lazio ha avuto, e sprecato, le sue occasioni, è altrettanto vero che la [[Fiorentina]] ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto, complici anche due legni, e che ha avuto anche il merito, dopo essere passata in svantaggio, di recuperare e rimontare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Del resto, la Lazio si presenta senza [[Vettraino Luigi|Vettraino]], che risente ancora dell’infortunio della scorsa partita contro il Milan AC|Milano]], e con [[Piola Silvio|Piola]] arrivato solo un’ora prima della partita &amp;lt;i&amp;gt;“dopo un viaggio disagevole”&amp;lt;/i&amp;gt;, come dice [[Il Littoriale]], chissà perché.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La partita comunque è bella, e dopo i primi minuti in cui la Lazio riesce a controllare la situazione, la [[Fiorentina]] prende decisamente il sopravvento nella seconda parte del primo tempo ma il forcing effettuato non produce il gol, ma solo un palo di Degano. Il conto degli angoli (6 a 1 per la viola), del resto, la dice lunga su chi abbia avuto, nella prima parte di gioco, il dominio della partita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nella ripresa la musica cambia: dopo una traversa su punizione di Menti (vero protagonista di giornata, con la sua doppietta), la Lazio passa in vantaggio: punizione per la Lazio che (leggiamo [[Il Littoriale]]) &amp;lt;i&amp;gt;“[[Ramella Luciano|Ramella]] indirizza a sinistra ove si trova [[Lombardini Umberto|Lombardini]] per un attimo affrancato dalla strettissima guardia di [[Bigogno Giuseppe|Bigogno]]. Il centravanti non aspetta che la palla tocchi terra e con una rapida rovesciata la fa spiovere verso la rete, sotto traversa. Nessuno è li a ostacolare Griffanti, ma pensa il portiere a rendere irreparabile il parabile: con un pugno manda la palla a battere contro la traversa e nella ricaduta con un secondo pugno ve la butta nuovamente, ma questa volta con rimbalzo alle spalle!”&amp;lt;/i&amp;gt;. Da notare che la rete è stata assegnata a [[Lombardini Umberto|Lombardini]] e non è stata considerata autorete di Griffanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La [[Fiorentina]], comunque, non si scompone, e pareggia dopo due minuti: approfittando di [[Ferri Alessandro|Ferri]] a terra, Menti scambia con Vacareggi e tira un bolide che [[Giubilo Corrado|Giubilo]] può solo toccare senza impedire che entri in rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partita di nuovo in parità, quindi. La Lazio però non demorde, e nel giro di due minuti ha due occasioni con [[Lombardini Umberto|Lombardini]] e [[D&#039;Orazi Elvezio|D&#039;Orazi]], che però sprecano. E la legge “gol mangiato, gol subito” si applicava anche nel 1941: tanto è vero che Menti, al 23’ realizza la sua doppietta con un preciso tiro rasoterra che [[Giubilo Corrado|Giubilo]] non vede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo momento, la partita diventa un monologo della Lazio: bastano come nel caso del primo tempo il conto degli angoli nella ripresa (5 a 0 per i capitolini). Ma, anche in questo caso parallelamente al primo tempo, la squadra che attacca non riesce a pervenire al pareggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiudiamo con il giudizio di Danese sul [[Il Littoriale|Littoriale]] circa la prestazione dei singoli giocatori laziali: &amp;lt;i&amp;gt;“[[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]] e [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]], finalmente legati da intesa, sono state le due colonne della squadra, avendo come terzo compagno di merito [[Ferri Alessandro|Ferri]] in luogo di [[Piola Silvio|Piola]] […] [[Giubilo Corrado|Giubilo]], autore di belle parate, non ha colpe per i due gol subiti.”&amp;lt;/i&amp;gt; Tutti difensori, a dimostrazione comunque di una prevalenza della squadra di casa&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[13 gennaio|13 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[13 gennaio|13 gennaio]], [[14 gennaio|14 gennaio]] e [[15 gennaio|15 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[13 gennaio|13 gennaio]] [[1941|1941]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19410112|1940/41| |194041}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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&lt;hr /&gt;
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		<title>Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0</title>
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		<updated>2015-08-13T07:58:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 29 dicembre 1940 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-2|Turno precedente]] - [[Domenica 12 gennaio 1941 - Firenze, stadio Giovanni Berta - Fiorentina-Lazio 2-1|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|5|gennaio|1941}} - &#039;&#039;&#039;[[1941|628]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XIII giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giubilo Corrado|Giubilo]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MILAN:&#039;&#039;&#039; Micheloni, Boniforti (II), Berra, Antonini, [[Remondini Leandro|Remondini]], Toppan, Boffi, [[Todeschini Paolo|Todeschini]], Arcari (IV), [[Buscaglia Pietro|Buscaglia P.]], [[Menti (I) Umberto|Menti (I)]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Scarpi di Dolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 6.000. Calci d&#039;angolo 7 a 2 per la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:5gennaio1941.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:05gen1941b.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:05gen1941d.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:05gen1941a.jpg|thumb|right|180px|Classifica della XIII giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:05gen1941c.png|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco (dal [[Il Littoriale|Littoriale]])]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:050141.jpg|thumb|left|180px|Un&#039;immagine della partita]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:5gen41.jpg|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco (dal [[Il Littoriale|Littoriale]])]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;i&amp;gt;“La tradizione dei pareggi romani dei rosso-neri contro gli azzurri si arricchisce di un’altra divisione di punti: la settima!”&amp;lt;/i&amp;gt;. Così termina [[Il Littoriale]] la cronaca della partita. Ma è stato molto più di questo: è stata una di quelle partite che danno una svolta ad un’intera stagione. Nel caso della Lazio, in negativo. Reduci da due vittorie consecutive, infatti, i capitolini potevano benissimo centrare la terza, visto che hanno attaccato per quasi tutta la partita. Monologo biancoceleste che si è concretizzato in undici occasioni da gol, sette angoli (contro due del [[Milan AC|Milano]]), due traverse (di [[Zironi (I) Otello|Zironi]] e [[Piola Silvio|Piola]] in 4’, [[Il Messaggero]] ne riporta una terza di [[Vettraino Luigi|Vettraino]] nella ripresa, il cui colpo di testa è però finito all’esterno della rete) ma zero reti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E poco importa che anche [[La Stampa]] faccia i complimenti alla Lazio, che [[Il Messaggero]] ed [[Il Littoriale]] critichino l’arbitro per essere stato molto permissivo con gli ospiti, che [[Vettraino Luigi|Vettraino]] ha giocato nella ripresa solo per onor di firma, visto un infortunio muscolare patito. Non aver vinto questa partita ha impedito alla Lazio di salire ancora di più in classifica, dando così maggiore tranquillità alla squadra nelle partite seguenti. Invece, parte da qui un campionato che per la Lazio sarà tutto in salita, con un finale thrilling.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E dire che la partita era iniziata nel migliore dei modi con un’azione laziale che, iniziata da [[Ramella Luciano|Ramella]], vedeva una veloce combinazione a tutto campo tra [[Lombardini Umberto|Lombardini]] e [[Piola Silvio|Piola]], con tiro da poco fuori area di quest’ultimo che sfiora la traversa. Sembrava il prologo di un match che avrebbe visto la Lazio predominare, ed invece, vuoi per sfortuna vuoi per bravura dei difensori rossoneri, il gol non è arrivato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eugenio Danese, sul [[Il Littoriale|Littoriale]], sintetizza così i 90’ (in realtà 92, visto il recupero concesso per l’infortunio a Vettraino): &amp;lt;i&amp;gt;“Di solito una partita finita zero a zero lascia ugualmente scontente la squadra di casa e quella di fuori, non volendosi nessuna delle due identificare nella squadra che meritava di perdere. Questa volta, però, non vi può essere dubbio: la sola Lazio può rammaricarsi del risultato. Il [[Milan AC|Milano]] no: e ne ha dato prova col caprioleggiare dei suoi giocatori al trillo di chiusura emesso dall’arbitro.&lt;br /&gt;
La Lazio ha disputato una bellissima partita eppure non è passata. Come mai? E’ presto detto: unicamente per sfortuna nella due occasioni in cui Micheloni, battutissimo, non tentò neppure la parata, e trovò nella traversa una santa protettrice; per il grande valore della difesa rosso-nera nelle altre occasioni (diconsi undici!) in cui gli attaccanti azzurri ebbero il gol a portata di piede!”&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[6 gennaio|6 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[6 gennaio|6 gennaio]] [[1941|1941]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[6 gennaio|6 gennaio]] [[1941|1941]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19410105|1940/41| |194041}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<updated>2015-08-13T07:36:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<updated>2015-08-13T07:33:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 0-0</title>
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		<updated>2015-08-10T14:11:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: Giglic ha spostato la pagina Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 0-0 a Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0: La squadra si chiamava, all&amp;#039;epoca, Milano e non Milan&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_5_gennaio_1941_-_Roma,_stadio_del_P.N.F._-_Lazio-Milano_0-0&amp;diff=285050"/>
		<updated>2015-08-10T14:11:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: Giglic ha spostato la pagina Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 0-0 a Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0: La squadra si chiamava, all&amp;#039;epoca, Milano e non Milan&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 29 dicembre 1940 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-2|Turno precedente]] - [[Domenica 12 gennaio 1941 - Firenze, stadio Giovanni Berta - Fiorentina-Lazio 2-1|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|5|gennaio|1941}} - &#039;&#039;&#039;[[1941|628]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XIII giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giubilo Corrado|Giubilo]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;MILAN:&#039;&#039;&#039; Micheloni, Boniforti (II), Berra, Antonini, [[Remondini Leandro|Remondini]], Toppan, Boffi, [[Todeschini Paolo|Todeschini]], Arcari (IV), [[Buscaglia Pietro|Buscaglia P.]], [[Menti (I) Umberto|Menti (I)]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Scarpi di Dolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 6.000. Calci d&#039;angolo 7 a 2 per la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:050141.jpg|thumb|left|250px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:5gennaio1941.jpg|thumb|right|300px]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:5gen41.jpg|thumb|right|350px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19410105|1940/41| |194041}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_29_dicembre_1940_-_Bari,_stadio_della_Vittoria_-_Bari-Lazio_1-2&amp;diff=284951</id>
		<title>Domenica 29 dicembre 1940 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-2</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_29_dicembre_1940_-_Bari,_stadio_della_Vittoria_-_Bari-Lazio_1-2&amp;diff=284951"/>
		<updated>2015-08-10T08:17:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 22 dicembre 1940 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Venezia 4-1|Turno precedente]] - [[Domenica 5 gennaio 1941 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 0-0|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|29|dicembre|1940}} - &#039;&#039;&#039;[[1940|627]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XII giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;BARI:&#039;&#039;&#039; [[Ricciardi Alfonso|Ricciardi]], Andrighetto, De Boni, Carlini, Arienti, Rossi, Trevisani, Begnini, Fusco, Dugini, Fabbri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giubilo Corrado|Giubilo]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Galeati di Bologna. &#039;&#039;&#039;Guardialinee:&#039;&#039;&#039; sigg. Costantini e Verrocchio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 15&#039; pt [[Flamini Enrico|Flamini]], 13&#039; st [[Lombardini Umberto|Lombardini]], 35&#039; st Dugini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 12.000. Tempo bello, campo buono. Angoli 5 a 1 per la Lazio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:29dic40.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:29dic1940b.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:29dic1940d.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:29dic1940a.jpg|thumb|right|180px|Classifica della dodicesima giornata]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio vince contro la [[Bari]] pur senza strafare. Questa la sintesi delle cronache della partita, che vedeva i pugliesi cercare di abbandonare l’ultimo posto in classifica ma che dal punto di vista tecnico si sono dimostrati troppo inferiori alla squadra capitolina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Piola Silvio|Piola]] viene riproposto mezz’ala, e la soluzione continua a convincere: il primo tempo, a parte alcuni sporadici episodi, è un monologo laziale che si concretizza con il gol di [[Flamini Enrico|Flamini]] al 15’: rilancio di [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]], doppio “buco” dei terzini baresi con l’ultimo che tenta un passaggio al portiere che si rivela troppo debole: scatto di [[Flamini Enrico|Flamini]] che si impossessa del pallone, breve dribbling sul n.1 pugliese e gol a porta vuota.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La [[Bari]] ci prova, ma senza troppo successo, per il resto del primo tempo. E’ però la Lazio ad avere un’enorme possibilità di raddoppiare: mani di Rossi in area e calcio di rigore per gli “azzurri” di [[Molnar Ferenc|Molnar]]. Sta a [[Zironi (I) Otello|Zironi]] sbagliare il terzo rigore (su quattro!) del campionato, spedendo il pallone sulla traversa. Inutile il secondo tentativo di [[Ramella Luciano|Ramella]], neutralizzato dal portiere barese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Secondo tempo inizia con un sussulto d’orgoglio della [[Bari]], che prova un forcing teso al pareggio (che secondo [[Il Messaggero|Messaggero]] e [[Il Littoriale|Littoriale]], oltretutto, avrebbe anche meritato). Ma è la Lazio a raddoppiare con [[Lombardini Umberto|Lombardini]] che, lanciato da [[Piola Silvio|Piola]] e molto probabilmente in fuorigioco (i giudizi dei cronisti presenti concordano nel dire che l’arbitro, a centrocampo, non avrebbe potuto giudicare l’azione e che quindi era il guardialinee ad essersi sbagliato di grosso) fa secco [[Ricciardi Alfonso|Ricciardi]]. Era il 13’ del secondo tempo e la partita sembrava chiusa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sembrava, perché la Lazio, dopo un’ora di gioco dove aveva abbastanza dominato (Oltre al rigore, va messo nel conto anche un gol divorato da [[Vettraino Luigi|Vettraino]]) calava, e la [[Bari]] ne approfittava per cercare di ridimensionare lo svantaggio. E ci riusciva al 31’ con Dugini che raccoglie e spedisce in rete una corta respinta di [[Giubilo Corrado|Giubilo]]. Pressing finale della squadra di casa, ma la Lazio si arrocca in difesa e porta a casa i due punti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[30 dicembre|30 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[30 dicembre|30 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[30 dicembre|30 dicembre]] [[1940|1940]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19401229|1940/41| |194040}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:29dic1940d.jpg&amp;diff=284950</id>
		<title>File:29dic1940d.jpg</title>
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		<updated>2015-08-10T08:15:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_22_dicembre_1940_-_Roma,_stadio_del_P.N.F._-_Lazio-Venezia_4-1&amp;diff=284949</id>
		<title>Domenica 22 dicembre 1940 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Venezia 4-1</title>
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		<updated>2015-08-10T08:06:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 15 dicembre 1940 - Bergamo, stadio Mario Brumana - Atalanta-Lazio 2-0|Turno precedente]] - [[Domenica 29 dicembre 1940 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-2|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|22|dicembre|1940}} - &#039;&#039;&#039;[[1940|626]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XI giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giovannini Corrado|Giovannini]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Baldo Giuseppe|Baldo]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;VENEZIA:&#039;&#039;&#039; Bacigalupo, Piazza, Di Gennaro, Tortora, Stefanini, Puppo, Alberti, Loik, Mazzola, Alberico, Busidoni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Scotto di Savona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 4&#039; pt [[Vettraino Luigi|Vettraino]], 18&#039; pt [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] (aut), 9&#039; st [[Vettraino Luigi|Vettraino]], 17&#039; st [[Piola Silvio|Piola]], 24&#039; st Piazza (aut).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 3000 circa. Calci d&#039;angolo 4 a 3 per il Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dicembre40.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940b.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940d.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[La Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940a.jpg|thumb|right|180px|Classifica dell&#039;undicesima giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940c.jpg|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco (dal [[Il Littoriale|Littoriale]])]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dicembre40b.jpg|thumb|right|180px|Un colpo di testa di Piola, con il numero 9 si riconosce Lombardini (per gentile concessione di www.calciovenezia.com)]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;i&amp;gt;“Si può giurare oggi che la Lazio lascerà ormai la portineria per abitare i piani superiori e seppure non riuscirà a riportarsi all’altezza delle elette, conquisterà una classifica onorevole”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo scrive [[Il Messaggero]] all’indomani della seconda vittoria in campionato della Lazio, per 4-1 contro il [[Venezia SSC|Venezia]]. [[Venezia SSC|Venezia]] che vede tra le sue fila tre giocatori che diventeranno qualcuno, come Bacigalupo, Valentino Mazzola, Loik e che, con più determinazione sotto porta, avrebbe forse potuto ribaltare la partita. Sempre dal [[Il Messaggero|Messaggero]], infatti: &amp;lt;i&amp;gt;“La partita di ieri non è stata agevole per la Lazio. Al 15’ della ripresa, quando i bianco azzurri conducevano per 2 a 1, il [[Venezia SSC|Venezia]] ha avuto una facile occasione per pareggiare. Bastava imprimere al pallone un colpetto con il laccio di una scarpa per inviarlo in rete. Invece, il guizzate centro avanti del Venezia &amp;lt;/i&amp;gt;(Mazzola, ndr)&amp;lt;i&amp;gt; ha tirato una maledetta scarpata che il pallone se ne è andato in aria allegramente a battere un primato di altezza”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] stesso scrive: &amp;lt;i&amp;gt;“Mentre 49 giorni prima &amp;lt;/i&amp;gt;(nella partita contro la Roma, ndr)&amp;lt;i&amp;gt; il [[Venezia SSC|Venezia]] era stato una squadra materasso, il [[Venezia SSC|Venezia]] che è stato strabattuto dalla Lazio non è stato inferiore alla sua vincitrice che nel punteggio”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su un campo pesante (piove a dirotto) e davanti a circa 3.000 spettatori solamente (chi dice 2.000, chi dice 4.000), la Lazio ritrova [[Ramella Luciano|Ramella]] e [[Piola Silvio|Piola]], quest’ultimo “dirottato” sulla mezz’ala destra con nella posizione del numero 8, per lasciare spazio come centravanti a [[Lombardini Umberto|Lombardini]]. Pronti via e Lazio in vantaggio già al 4’: azione [[Ramella Luciano|Ramella]]-[[Piola Silvio|Piola]], cross di quest’ultimo, [[Lombardini Umberto|Lombardini]] lascia passare e [[Vettraino Luigi|Vettraino]] molto probabilmente in posizione di fuorigioco, resta solo davanti a Bacigalupo e marca l’1-0. Il [[Venezia SSC|Venezia]] non ci sta ed inizia a macinare gioco anche se ha &amp;lt;i&amp;gt;“un eccessivo amore della manovra”&amp;lt;/i&amp;gt;, come dice sempre [[Il Messaggero]]. Dopo un mani di [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] non visto dall’arbitro, però, i veneti pareggiano 3 minuti dopo: tiro di Mazzola, [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] cerca di ribattere ma devia la palla spiazzando così [[Giovannini Corrado|Giovannini]]. 1-1 e tutto da rifare per la Lazio. Come dice [[Il Littoriale]] &amp;lt;i&amp;gt;“… ha deviato la palla quel tanto che basta per farle dire “marameo” al portiere steso a terra”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
La Lazio, con [[Piola Silvio|Piola]] in veste di ispiratore, impegna Bacigalupo con [[Lombardini Umberto|Lombardini]] e [[Vettraino Luigi|Vettraino]], ma il risultato non cambia fino alla fine del tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella ripresa c’è, come scrive [[Il Littoriale]] e come conferma anche [[La Stampa]], il risveglio di [[Piola Silvio|Piola]]. Ma il secondo gol nasce da un fallo su [[Zironi (I) Otello|Zironi]] nei pressi della linea di fondo. Tiro di [[Ramella Luciano|Ramella]] e deviazione sotto porta di [[Vettraino Luigi|Vettraino]], che realizza così la sua doppietta personale. Come detto, il [[Venezia SSC|Venezia]] rischia di pareggiare, e questo da la scossa finale alla Lazio, con [[Piola Silvio|Piola]] che sale in cattedra: due minuti dopo il gol mangiato da Mazzola c’è un angolo per la Lazio: lo tira [[Vettraino Luigi|Vettraino]], colpisce di “nuca” [[Piola Silvio|Piola]] ed è 3-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma adesso lasciamo parlare Eugenio Danese del [[Il Littoriale|Littoriale]]:&amp;lt;i&amp;gt; “al 23’ la più bella prodezza di [[Piola Silvio|Piola]]. Partito da metà campo, taglia fuori tutti gli avversari che gli contrastano il possesso della palla. All’ultimo ostacolo – Di Gennaro – dipinge per [[Zironi (I) Otello|Zironi]] un passaggio che sembra dire: &amp;lt;&amp;lt;a te, sgnaccami &amp;lt;/i&amp;gt;(sic! Ndr)&amp;lt;i&amp;gt; dentro&amp;gt;&amp;gt;. Ma per far questo bisognerebbe non pensarci su: invece [[Zironi (I) Otello|Zironi]] aspetta aspetta aspetta, e il suo tiro non sarà più un tiro, ma un centro facilmente respingibile. Quarta e ultima rete della Lazio (24’). [[Piola Silvio|Piola]] fa tutto da se, azione e tiro. Piazza alla disperata allunga un piede: non salva niente, ma macchia d’autorete un gol che probabilmente sarebbe stato di [[Piola Silvio|Piola]].”&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il tempo per un gol “fantasma” della Lazio, con una rovesciata di [[Piola Silvio|Piola]] che Di Gennaro salva probabilmente oltre la Linea a 2’ dalla fine, e pochi attacchi del [[Venezia SSC|Venezia]]. La partita finisce e, come dice [[Il Littoriale]], &amp;lt;i&amp;gt;“la gioia dei sostenitori azzurri era doppia,  giacché la giornata aveva fruttato i due punti in classifica, e offerto il destro per constatare una volta di più che lo spostamento di [[Piola Silvio|Piola]] a mezz’ala rappresenta una soluzione , che magari fosse stata escogitata un anno prima…”&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] e del [[24 dicembre|24 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] [[1940|1940]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19401222|1940/41| |194040}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<updated>2015-08-10T08:00:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<updated>2015-08-10T07:59:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
	</entry>
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		<updated>2015-08-10T07:58:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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		<title>Domenica 22 dicembre 1940 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Venezia 4-1</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Domenica_22_dicembre_1940_-_Roma,_stadio_del_P.N.F._-_Lazio-Venezia_4-1&amp;diff=284804"/>
		<updated>2015-08-07T14:37:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giglic: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[1940/41|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Domenica 15 dicembre 1940 - Bergamo, stadio Mario Brumana - Atalanta-Lazio 2-0|Turno precedente]] - [[Domenica 29 dicembre 1940 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-2|Turno successivo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{datalink|22|dicembre|1940}} - &#039;&#039;&#039;[[1940|626]]&#039;&#039;&#039; - [[Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A]] 1940/41 - &#039;&#039;&#039;XI giornata&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LAZIO:&#039;&#039;&#039; [[Giovannini Corrado|Giovannini]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Baldo Giuseppe|Baldo]], [[Ramella Luciano|Ramella]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Lombardini Umberto|Lombardini]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;VENEZIA:&#039;&#039;&#039; Bacigalupo, Piazza, Di Gennaro, Tortora, Stefanini, Puppo, Alberti, Loik, Mazzola, Alberico, Busidoni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Arbitro:&#039;&#039;&#039; sig. Scotto di Savona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Marcatori:&#039;&#039;&#039; 4&#039; pt [[Vettraino Luigi|Vettraino]], 18&#039; pt [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] (aut), 9&#039; st [[Vettraino Luigi|Vettraino]], 17&#039; st [[Piola Silvio|Piola]], 24&#039; st Piazza (aut).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Note:&#039;&#039;&#039; spettatori 3000 circa. Calci d&#039;angolo 4 a 3 per il Venezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dicembre40.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo del [[Il Littoriale|Littoriale]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940b.jpg|thumb|right|180px|L&#039;articolo del [[Il Messaggero|Messaggero]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940d.jpg|thumb|left|180px|L&#039;articolo de [[la Stampa]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940a.jpg|thumb|right|180px|Classifica dell&#039;undicesima giornata]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dic1940c.jpg|thumb|right|180px|Un&#039;azione di gioco (dal [[Il Littoriale|Littoriale]])]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:22dicembre40b.jpg|thumb|right|180px|Un colpo di testa di Piola, con il numero 9 si riconosce Lombardini (per gentile concessione di www.calciovenezia.com)]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;i&amp;gt;“Si può giurare oggi che la Lazio lascerà ormai la portineria per abitare i piani superiori e seppure non riuscirà a riportarsi all’altezza delle elette, conquisterà una classifica onorevole”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo scrive [[Il Messaggero]] all’indomani della seconda vittoria in campionato della Lazio, per 4-1 contro il [[Venezia SSC|Venezia]]. [[Venezia SSC|Venezia]] che vede tra le sue fila tre giocatori che diventeranno qualcuno, come Bacigalupo, Valentino Mazzola, Loik e che, con più determinazione sotto porta, avrebbe forse potuto ribaltare la partita. Sempre dal [[Il Messaggero|Messaggero]], infatti: &amp;lt;i&amp;gt;“La partita di ieri non è stata agevole per la Lazio. Al 15’ della ripresa, quando i bianco azzurri conducevano per 2 a 1, il [[Venezia SSC|Venezia]] ha avuto una facile occasione per pareggiare. Bastava imprimere al pallone un colpetto con il laccio di una scarpa per inviarlo in rete. Invece, il guizzate centro avanti del Venezia &amp;lt;/i&amp;gt;(Mazzola, ndr)&amp;lt;i&amp;gt; ha tirato una maledetta scarpata che il pallone se ne è andato in aria allegramente a battere un primato di altezza”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] stesso scrive: &amp;lt;i&amp;gt;“Mentre 49 giorni prima &amp;lt;/i&amp;gt;(nella partita contro la Roma, ndr)&amp;lt;i&amp;gt; il [[Venezia SSC|Venezia]] era stato una squadra materasso, il [[Venezia SSC|Venezia]] che è stato strabattuto dalla Lazio non è stato inferiore alla sua vincitrice che nel punteggio”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su un campo pesante (piove a dirotto) e davanti a circa 3.000 spettatori solamente (chi dice 2.000, chi dice 4.000), la Lazio ritrova [[Ramella Luciano|Ramella]] e [[Piola Silvio|Piola]], quest’ultimo “dirottato” sulla mezz’ala destra con nella posizione del numero 8, per lasciare spazio come centravanti a [[Lombardini Umberto|Lombardini]]. Pronti via e Lazio in vantaggio già al 4’: azione [[Ramella Luciano|Ramella]]-[[Piola Silvio|Piola]], cross di quest’ultimo, [[Lombardini Umberto|Lombardini]] lascia passare e [[Vettraino Luigi|Vettraino]] molto probabilmente in posizione di fuorigioco, resta solo davanti a Bacigalupo e marca l’1-0. Il [[Venezia SSC|Venezia]] non ci sta ed inizia a macinare gioco anche se ha &amp;lt;i&amp;gt;“un eccessivo amore della manovra”&amp;lt;/i&amp;gt;, come dice sempre [[Il Messaggero]]. Dopo un mani di [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] non visto dall’arbitro, però, i veneti pareggiano 3 minuti dopo: tiro di Mazzola, [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli]] cerca di ribattere ma devia la palla spiazzando così [[Giovannini Corrado|Giovannini]]. 1-1 e tutto da rifare per la Lazio. Come dice [[Il Littoriale]] &amp;lt;i&amp;gt;“… ha deviato la palla quel tanto che basta per farle dire “marameo” al portiere steso a terra”.&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
La Lazio, con [[Piola Silvio|Piola]] in veste di ispiratore, impegna Bacigalupo con [[Lombardini Umberto|Lombardini]] e [[Vettraino Luigi|Vettraino]], ma il risultato non cambia fino alla fine del tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella ripresa c’è, come scrive [[Il Littoriale]] e come conferma anche [[La Stampa]], il risveglio di [[Piola Silvio|Piola]]. Ma il secondo gol nasce da un fallo su [[Zironi (I) Otello|Zironi]] nei pressi della linea di fondo. Tiro di [[Ramella Luciano|Ramella]] e deviazione sotto porta di [[Vettraino Luigi|Vettraino]], che realizza così la sua doppietta personale. Come detto, il [[Venezia SSC|Venezia]] rischia di pareggiare, e questo da la scossa finale alla Lazio, con [[Piola Silvio|Piola]] che sale in cattedra: due minuti dopo il gol mangiato da Mazzola c’è un angolo per la Lazio: lo tira [[Vettraino Luigi|Vettraino]], colpisce di “nuca” [[Piola Silvio|Piola]] ed è 3-1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma adesso lasciamo parlare Eugenio Danese del [[Il Littoriale|Littoriale]]:&amp;lt;i&amp;gt; “al 23’ la più bella prodezza di [[Piola Silvio|Piola]]. Partito da metà campo, taglia fuori tutti gli avversari che gli contrastano il possesso della palla. All’ultimo ostacolo – Di Gennaro – dipinge per [[Zironi (I) Otello|Zironi]] un passaggio che sembra dire: &amp;lt;&amp;lt;a te, sgnaccami &amp;lt;/i&amp;gt;(sic! Ndr)&amp;lt;i&amp;gt; dentro&amp;gt;&amp;gt;. Ma per far questo bisognerebbe non pensarci su: invece [[Zironi (I) Otello|Zironi]] aspetta aspetta aspetta, e il suo tiro non sarà più un tiro, ma un centro facilmente respingibile. Quarta e ultima rete della Lazio (24’). [[Piola Silvio|Piola]] fa tutto da se, azione e tiro. Piazza alla disperata allunga un piede: non salva niente, ma macchia d’autorete un gol che probabilmente sarebbe stato di [[Piola Silvio|Piola]].”&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il tempo per un gol “fantasma” della Lazio, con una rovesciata di [[Piola Silvio|Piola]] che Di Gennaro salva probabilmente oltre la Linea a 2’ dalla fine, e pochi attacchi del [[Venezia SSC|Venezia]]. La partita finisce e, come dice [[Il Littoriale]], &amp;lt;i&amp;gt;“la gioia dei sostenitori azzurri era doppia,  giacché la giornata aveva fruttato i due punti in classifica, e offerto il destro per constatare una volta di più che lo spostamento di [[Piola Silvio|Piola]] a mezz’ala rappresenta una soluzione , che magari fosse stata escogitata un anno prima…”&amp;lt;/i&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Il Messaggero]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Il Littoriale]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] e del [[24 dicembre|24 dicembre]] [[1940|1940]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[La Stampa]] del [[23 dicembre|23 dicembre]] [[1940|1940]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{incontro| |19401222|1940/41| |194040}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giglic</name></author>
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