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	<title>LazioWiki - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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		<title>Balestrieri Arturo</title>
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		<updated>2026-06-08T12:38:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Arturo Balestrieri.jpg|thumb|left|200px|Arturo Balestrieri]]&lt;br /&gt;
[[File:bales99.jpg|thumb|right|200px| LazioWiki è entrata in possesso di un&#039;inedita e storicamente fondamentale fotografia di Arturo Balestrieri. Essa trae la sua importanza dal fatto che Arturo è ritratto con la stessa camicia che la Lazio indossava nel 1904. In questo anno si svolse la prima partita giocata al Calcio dalla Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Image:balestrieri salva.jpg|thumb|left|200px|Il ritaglio de &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 20 luglio 1895]]&lt;br /&gt;
[[File:balestrier.jpg|thumb|right|200px|Una foto di Arturo Balestrieri risalente al 1907]]&lt;br /&gt;
[[File:arturo1.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[File:balreo.JPG|thumb|right|200px|Balestrieri batte il record sull&#039;ora di marcia. E&#039; il 31 dicembre 1905]]&lt;br /&gt;
[[File:marcia cento km.jpg|thumb|left|200px|Balestrieri batte il record italiano sui 100 km di marcia il 6 maggio 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:26mar1901.jpg|thumb|right|200px|]]&lt;br /&gt;
[[File:A.B.1913.jpg|thumb|left|200px|Arturo Balestrieri, l&#039;ultimo a destra in primo piano, ai Campionati assoluti di Atletica del 1913]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#Correlati&amp;quot;&amp;gt; Articoli correlati &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arturo Balestrieri è uno dei fondatori della Lazio. Nato a Roma il [[1 marzo]] [[1874]] in Vicolo del Giglio d&#039;Oro n. 25, da Simone e Regina Levi, scompare a Cremona il [[31 gennaio]] [[1945]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il padre Simone aveva inculcato in Arturo i valori risorgimentali che lo avevano visto protagonista. Statura: m 1,60, colorito: roseo, capelli: rossi, lisci, occhi: grigi. Professione: ragioniere, N. matricola 2759 della leva [[1874]]. Soldato di leva 3^ categoria del distretto di Roma. In congedo dal [[3 ottobre]] [[1894]]. E&#039; stato allievo ufficiale nel Reggimento di Cavalleria Catania e poi sottotenente nei cavalleggeri di Monferrato. Fino al [[1909]] lavorò in varie ditte, ma l&#039;attività sportiva fu continua e densa di successi. Sin dalla prima giovinezza si dedicò all&#039;agonismo nel campo dell&#039;atletica leggera, il nuoto e il canottaggio. Nel [[1899]] su un armo pesante compì un raid remiero da Roma ad Anzio, 80 km, in venti ore. Nuotatore provetto, sebbene gli amici lo chiamassero scherzosamente con il soprannome di &amp;quot;Piombo&amp;quot;, partecipò a molti &amp;quot;cimenti invernali&amp;quot;. Con la maglia della Lazio batte il record italiano sui 100 km di marcia il [[6 maggio]] [[1900]]. Il [[26 marzo]] [[1901]], viene nominato, per Roma, Delegato dell&#039;Unione Pedestre Italiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conquistò il titolo Italiano di Marcia nei 10.000 m nel [[1907]] con il tempo di 48&#039;48&amp;quot;0, primo italiano a fregiarsi di questo primato. Stabilì il record italiano nella marcia dei 1500 m impiegando 6 minuti e 48 secondi. Diede impulso al turismo sportivo partecipando a numerosi &amp;quot;Audax&amp;quot;. Partecipò con successo alla marcia ufficiale dell&#039;Audax di Km 75 del [[23 aprile]] [[1900]]. Nel marzo [[1901]] fu eletto come delegato dell&#039;Audax di Roma. Nella Lazio, fu uno dei nove Fondatori, giocò in porta e all&#039;ala destra. Con i Laziali praticò anche la nascente Pallanuoto e la Lotta in cui militò nei pesi leggeri. Si dedicò anche alla Scherma (fu allievo del maestro Greco), all&#039;Equitazione, alla Scherma equestre e alla Ginnastica con il maestro Tifi. Nel frattempo si era laureato in Giurisprudenza. Arturo Balestrieri fondò anche la Società Sportiva Virtus alla fine del [[1903]] insieme ad altri soci dissidenti della Lazio quali [[Mesones Alberto|Mesones]], [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Monarchi Ugo|Monarchi]] e [[Zanchi Carlo|Zanchi]] che, a causa dell&#039;accesa rivalità sportiva tra soci che non intaccò, però, in alcun modo il loro amore per la società biancoceleste, avevano abbandonato la Lazio. &#039;&#039;&#039;(vedi Nota 1).&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un trasferimento a Genova nel [[1908]], cominciò a collaborare con una serie di periodici sportivi tra cui il quindicinale &amp;quot;Lo Sport Illustrato&amp;quot; e la [[Gazzetta dello Sport]]. Inoltre fu giudice di gara ed arbitro internazionale di boxe. In questa veste arbitrò numerosi match di alto livello e tra il [[1912]] e il [[1920]] venne considerato il migliore arbitro italiano. Scrisse anche un manuale sull&#039;allenamento podistico che ebbe un notevole successo e un altro sul nuoto. E&#039; stato vicepresidente della Federazione di Atletica. Fu il primo che tradusse dall&#039;Inglese un libro sulla Pallacanestro, facendo conoscere questo sport in Italia. Uomo generoso e disponibile verso tutti fu insignito di Medaglia di Bronzo al Valor Civile per aver tratto in salvo un aspirante suicida nelle acque del Tevere. Ciò risulta nella Gazzetta Ufficiale del [[13 marzo]] [[1900]]. Secondo alcune fonti ottenne anche una Medaglia d&#039;Argento per un altro salvataggio effettuato nel 1898. Quel che è certo è che, come riporta &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 20 luglio 1895 pag. 3, insieme al suo amico Scarapecchia Antonio, salvò due impiegati postali che avevano tentato di suicidarsi nelle Tevere all&#039;altezza di Ponte Margherita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciata l&#039;attività agonistica nel [[1910]], Balestrieri si dedicò al giornalismo. Entrò nella redazione della &amp;quot;Gazzetta dello Sport&amp;quot;, chiamato da Tullio Morgagni, e a &amp;quot;Sport Illustrato&amp;quot;. Contemporaneamente ricoprì importanti cariche federali e fu tra i fondatori della Federazione Italiana Pallacanestro. Dal [[1912]] al [[1927]] fu arbitro di pugilato e svolse il ruolo di dinamometrista internazionale alle Olimpiadi di Parigi. Scrisse libri fondamentali sul Podismo e sul Nuoto. Come giornalista seguì per la &amp;quot;[[Gazzetta dello Sport]]&amp;quot; le Olimpiadi di Stoccolma, Anversa, Parigi e Amsterdam. Nel [[1934]] lasciò la &amp;quot;rosea&amp;quot; e si ritirò a vita privata stabilendosi ad Albissola sul Mar Ligure di ponente. Alla fine degli anni trenta si trasferì nella città di Cremona dove si spense il [[31 gennaio]] [[1945]] lasciando la moglie Regina e i figli Enrico e Rina. La sua morte restò pressoché ignorata. Non aveva condiviso, in nome della sua visione liberale, l&#039;ideologia di regime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], fu Arturo Balestrieri a dipingere la scritta &amp;quot;SPL&amp;quot; sulla vetrata della storica sede di [[Via Valadier 21|Via Valadier]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nota (1):&#039;&#039;&#039; Il fatto che alla fine del [[1903]] Balestrieri fondi la [[Virtus Roma|Virtus]], insieme ad altri soci laziali, non esclude che abbia seguitato a gareggiare o a svolgere incarichi dirigenziali con la Lazio. Nessun regolamento lo vietava. Ad esempio pionieri come [[Zangrilli Romano|Zangrilli]], [[Canalini Giuseppe|Giuseppe]] e [[Canalini Alberto|Alberto Canalini]] ecc., pur iscrivendosi ad altre società, gareggiarono molto spesso con i colori biancocelesti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| align=center&lt;br /&gt;
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| [[File:Arturo Balestrieri-ruolo militare.jpg|thumb|left|450px|Il ruolo militare di Arturo Balestrieri &amp;lt;BR&amp;gt; (Archivio di Stato)]]&lt;br /&gt;
| [[File:attmorbalsim.jpg|thumb|left|450px|L&#039;atto di morte di Simone Balestrieri, padre di Arturo. Se ne deduce che la famiglia di Arturo, pur essendo egli romano, era originaria di Città di Castello (PG) e che il Fondatore aveva un fratello di nome Francesco. Si ringraziano il sig. Giuseppe Carletti, impiegato del Comune di Città di Castello, che ci ha fornito il prezioso documento e il sig. Piero Spinelli, amico di LazioWiki e appassionato ricercatore, che ha condotto l&#039;indagine conoscitiva]]&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:arturo 2.jpg|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 9 maggio 1899 racconta il salvataggio, da parte di Arturo Balestrieri, di un uomo che aveva tentato il suicidio  nel Tevere. Per questo episodio Arturo fu premiato con una Medaglia di Bronzo al Valor Civile&lt;br /&gt;
File:BalestrieriArbitroPugilato.jpg|Arturo Balestrieri, seduto a sinistra, in veste di arbitro federale di pugilato, assiste alla firma del contratto per l’incontro Boine-Pilotta valido per il titolo italiano dei pesi massimi. Boine sta firmando, mentre Pilotta assiste in piedi a sinistra. L’incontro si svolse a Milano il 23 dicembre 1913 e vide la vittoria di Pilotta  dopo un incontro violentissimo. Il 28 gennaio 1914 Boine, per i postumi dei colpi ricevuti e per una forma di tifo, si spense. Balestrieri, arbitro dell’incontro, scrisse: “L’’ultimo violento affondo di Pilotta, se non uccise un corpo, però, uccise un’anima ed una gloria”. &lt;br /&gt;
File:Balestrieri 1.jpg|Il match valido per il campionato italiano tra Erminio Spalla ed Eugenio Pilotta svoltosi al Velodromo Sempione di Milano il 5 settembre 1920 e vinto da Spalla per k.o. al 4° round. L&#039;arbitro è Arturo Balestrieri&lt;br /&gt;
File:Balestrieri 3.jpg|Un altro momento della sfida tra Spalla e Pilotta. Quest&#039;ultimo è a terra&lt;br /&gt;
File:Balestrieri 2.jpg|Arturo Balestrieri arbitra il match Piacentini-Cervis dei Campionati Italiani Fai disputati a Sanremo nel gennaio 1915&lt;br /&gt;
File:abora.jpg|Arturo Balestrieri il 27 dicembre 1906. Con la maglia della Virtus vince una gara sull&#039;ora di marcia a Villa Umberto I battendo avversari venuti a Roma da tutta Italia&lt;br /&gt;
Image:Balestrieri3.jpg|Arturo Balestrieri&lt;br /&gt;
Immagine:Balestrieri4.jpg|Arturo Balestrieri nel 1907&lt;br /&gt;
Immagine:ABalestrieri 30set1907GDS.jpg|Un breve articolo su Arturo Balestrieri tratto da La Gazzetta dello Sport del 30 settembre 1907&lt;br /&gt;
Immagine:21dic1908GDS_Balestrieri.jpg|Un articolo su Arturo Balestrieri tratto da La Gazzetta dello Sport del 21 dicembre 1908&lt;br /&gt;
File:bale.jpg|La Gazzetta Ufficiale del 13 marzo 1900&lt;br /&gt;
image:Balestrieri.jpg|Arturo Balestrieri scrive questo articolo sulla marcia su &amp;quot;Lo Sport Illustrato&amp;quot; del [[1913]], citando [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]]&lt;br /&gt;
image:Balestrieri palmares.jpg|Il palmarès di Balestrieri dalla Stampa Sportiva del 1902&lt;br /&gt;
image:Balestrieri nuoto.jpg|Da &amp;quot;Lo Sport Illustrato&amp;quot; del [[1913]] un articolo sul nuoto a firma di Balestrieri&lt;br /&gt;
Immagine:17ago1906GDS Balestrieri.jpg|Da La Gazzetta dello Sport del 17 agosto 1906&lt;br /&gt;
file:18aprile1913.jpg| Un articolo di Balestrieri sulla Stampa Sportiva del 18/4/1913&lt;br /&gt;
file:30ottobre1915.jpg|Un articolo di Balestrieri sulla Stampa Sportiva del 30/10/1915&lt;br /&gt;
file:artbal1915.jpg|Dalla Stampa Sportiva: un articolo di Balestrieri del 28/2/1915&lt;br /&gt;
file:basket_balestrieri.jpg|Da Sport Illustrato, un articolo di Balestrieri sul Basket nel 1933&lt;br /&gt;
image:Balestrieri articolo.jpg|...corredato con foto di Balestrieri stesso.&lt;br /&gt;
image:Podismo.jpg|Balestrieri si compiace della fioritura del podismo in un articolo apparso sull&#039;Annuario Sportivo del [[1907]], anno che vide i successi del podista laziale [[Pagliani Pericle|Pagliani]]&lt;br /&gt;
Immagine:balestr.jpg|Nemmeno quattro mesi dopo la fondazione, è il 6 maggio 1900, Balestrieri già batte record di podismo&lt;br /&gt;
File:bales.jpg|Balestrieri vinse le prime tre edizioni del Giro di Roma di Marcia&lt;br /&gt;
file:28giu27.jpg|La prima notizia su Balestrieri in un giornale di Cremona. Qui è organizzatore di un evento sportivo. &amp;lt;BR&amp;gt; (Da &amp;quot;Il Regime Fascista&amp;quot; del 28 giugno 1927)&lt;br /&gt;
file:Balestrieri31.jpg|Arturo Balestrieri inviato de La Gazzetta dello Sport con gli azzurri del nuoto agli Europei di Parigi dell&#039;agosto [[1931]]&lt;br /&gt;
file:libribalestrieri.jpg|Pubblicità dei libri di Balestrieri editi da La Gazzetta dello Sport&lt;br /&gt;
file:bacav.jpg|Un&#039;onorificenza per Balestrieri nel 1931&lt;br /&gt;
file:Balepensione34.jpg|Il saluto della redazione della Gazzetta a Balestrieri andato in pensione, ottobre 1934&lt;br /&gt;
File:Grifoni Balestrieri.jpeg|Grifoni, Balestrieri e la scritta &amp;quot;SPL&amp;quot;, [[Forza Lazio]] [[1940]]&lt;br /&gt;
file:necrologio_balestrieri.jpg|L&#039;annuncio della morte di Arturo Balestrieri sul quoditiano &amp;quot;Il Regime Fascista&amp;quot; di Cremona&lt;br /&gt;
file:necbalestrieri.jpg|Il &amp;quot;coccodrillo&amp;quot; de La Gazzetta dello Sport &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.conc. Erika Balestrieri)&lt;br /&gt;
file:necbalestrieri2.jpg|Il ricordo de La Gazzetta dello Sport nel 1955 &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent.conc. Erika Balestrieri)&lt;br /&gt;
file:bale1916.jpg|Articolo del 1916 su Lo Sport Illustrato e la Guerra&lt;br /&gt;
File:artur.jpg|Dopo la morte di Arturo la &amp;quot;Gazzetta dello Sport&amp;quot; organizza un trofeo in suo onore. E&#039; il 1946&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;LazioWiki per i Fondatori&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
LazioWiki, proseguendo la sua incessante opera di ricerca che l&#039;ha portata a individuare per prima le tombe di otto dei nove Fondatori, il giorno [[4 gennaio]] [[2012]], dopo aver svolto per oltre due anni rigorose e complesse indagini, si è recata a Cremona dove ha finalmente individuato la tomba di Arturo Balestrieri. La tomba è abbandonata, priva della luce perpetua e di fiori. LazioWiki, che vuole dedicare la sua scoperta a tutti i sostenitori della Lazio, ha posto dei fiori biancocelesti in segno di rispettoso e commosso omaggio al Fondatore Arturo Balestrieri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{|&lt;br /&gt;
| colspan=4 align=center| &amp;lt;b&amp;gt; La tomba dove riposa Arturo Balestrieri a Cremona &amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
|- valign=bottom&lt;br /&gt;
| [[File:balestrcremona.jpg|thumb|left|250x200px| La tomba di Balestrieri con i fiori biancocelesti posti da LazioWiki]]&lt;br /&gt;
| [[File:balestrcremona4.jpg|thumb|left|250x200px|Un&#039;altra immagine della tomba di Arturo Balestrieri]]&lt;br /&gt;
| [[File:balestrcremona2.jpg|thumb|left|250x200px|Un primo piano della foto posta sulla lapide]]&lt;br /&gt;
| [[File:balestrcremona3.jpg|thumb|left|250x250px|L&#039;ingresso del Cimitero di Cremona dove riposa Arturo Balestrieri]]&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;Correlati&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Articoli correlati &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Balestrieri Erika|La scheda di Erika Balestrieri, nipote di Arturo Balestrieri]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Sabato 8 dicembre 2018 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-2|La gara Lazio-Sampdoria 2-2]] dell&#039;[[8 dicembre]] [[2018]] ed il piccolo Lorenzo G, pronipote di Arturo Balestrieri&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Balestrieri Arturo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Balestrieri Arturo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Balestrieri Arturo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Fondatori|Balestrieri Arturo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Balestrieri Arturo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Grifoni_Balestrieri.jpeg&amp;diff=528248</id>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528247</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
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		<updated>2026-06-08T12:27:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data di fondazione della Lazio è anticipata al 1896. Forse si tratta della data di nascita della Società Canottieri Nera presso il capanno di [[Capanno di Pippanera|Pippanera]], sodalizio frequentato dai proto-laziali e poi soppiantato dalla Podistica. Nelle fusioni tra società era costume riportare la data del sodalizio più antico]]&lt;br /&gt;
[[File:Sporting Club 1897.jpeg|thumb|right|200px|Scudo e colori sociali dello Sporting Club. L&#039;anno di fondazione della Lazio riportato ne &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; (1896) potrebbe essere anche quello dello Sporting, un altro sodalizio che si sarebbe fuso con la Lazio nella prima metà del Novecento]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528246</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528246"/>
		<updated>2026-06-08T12:25:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data di fondazione della Lazio è anticipata al 1896. Forse si tratta della data di nascita della Società Canottieri Nera presso il capanno di [[Capanno di Pippanera|Pippanera]], sodalizio frequentato dai proto-laziali e poi soppiantato dalla Podistica. Nelle fusioni tra società era costume riportare poi la data del aodalizio più antico]]&lt;br /&gt;
[[File:Sporting Club 1897.jpeg|thumb|right|200px|Scudo e colori sociali dello Sporting Club. L&#039;anno di fondazione della Lazio riportato ne &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; (1896) potrebbe essere anche quello dello Sporting, un altro sodalizio che potrebbe essersi fuso con la Lazio nella prima metà del Novecento]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=I_Rari_Nantes_e_i_Pionieri_Laziali&amp;diff=528244</id>
		<title>I Rari Nantes e i Pionieri Laziali</title>
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		<updated>2026-06-08T12:16:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Facendo seguito al recentissimo libro di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] per la collana &amp;quot;I Libri di LazioWiki&amp;quot; [[Lì dove la Lazio nacque  - Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di Piazza della Libertà]], lo storico Marco Impiglia pubblica in esclusiva su LazioWiki un interessante saggio sulle dinamiche che al tramonto del 1800 portarono alla nascita dello sport moderno a Roma. Analizzando i documenti presenti si conferma come l&#039;attività atletica nell&#039;Urbe sia iniziata nelle acque del Tevere con la nascita di varie società natatorie di cui una delle più importanti fu la Rari Nantes che vide gareggiare nelle sue file molti sportivi che di lì a poco diedero vita alla S.P. Lazio. Ciò conferma l&#039;origine prettamente &amp;quot;fiumarola&amp;quot; di questa gloriosa società che, praticamente da subito, abbinò alla pratica del nuoto quella, altrettanto nobile, della corsa-marcia. Il saggio è corredato da fotografie e documenti inediti di enorme valore filologico e storico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 1A.jpg|thumb|left|200px|Articolo del 1899 che descrive la situazione dei salvataggi &amp;lt;br&amp;gt; Ritaglio tratto dal Giornale Sportivo Rari Nantes]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 1B.jpg|thumb|left|200px|La copertina di una raccolta del Giornale Sportivo Rari Nantes]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 2.jpg|thumb|left|200px|La prima casina della RN Roma all’Albero Bello, tirata su dal barcarolo e oste “Gaetano er Gobbo” &amp;lt;br&amp;gt; La Tribuna Illustrata, agosto 1893]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 3.jpg|thumb|left|200px|Lo scultore Gustavo Enrico Ciani (Firenze 20.4.1849 - Roma 16.11.1898), primo presidente della Rari Nantes Roma 1891]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 4.jpg|thumb|left|200px|Achille Santoni, ispettore sportivo della RNR insignito del titolo di “Apostolo del nuoto”, con alcuni consoci nella seconda casina sociale. Quello segnato dalla freccia è Roberto Basilici &amp;lt;br&amp;gt; Giornale Sportivo Rari Nantes]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 5A.jpg|thumb|left|200px|Gli emblemi della RNR]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 5B.png|thumb|left|200px|La stella azzurra della Federazione Italiana Nuoto “Rari Nantes”, con la firma di Santoni]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 7B.JPG|thumb|left|200px|Il prospetto dei lungotevere nel 1900 (Guida Monaci): le stelline celeste e rossa le abbiamo aggiunte noi, ad indicare i punti dove stavano la Pippa Nera e i Bagni Talacchi]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 8.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli secondo classificato al Campionato di Roma 1898, alle spalle del consocio Forlivesi della Cristiana. Giornale Sportivo Rari Nantes]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 9A.jpg|thumb|left|200px|Scorci del primo Campionato Nazionale di Nuoto, svolto sul Lago di Bracciano ad Anguillara il 14 agosto del 1898. &amp;lt;br&amp;gt; Tribuna Sport]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 9B.jpg|thumb|left|200px|La pagina corrispondente del Giornale Rari Nantes relativa all&#039;immagine soprastante]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 10.jpg|thumb|left|200px|Il bando originale del primo Cimento Invernale indetto nel 1898, e al quale partecipò Luigi Bigiarelli. &amp;lt;br&amp;gt; Collezione dell’Autore]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 11A.png|thumb|left|200px|Tito Masini in versione bianca anaconda alla II Gara Secolare del 17 settembre 1902]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 11B.png|thumb|left|200px|I cinque finalisti, con i due della RNR, Tomassini e Pizzingrilli, che indossano i modelli di mutandine sociali. &amp;lt;br&amp;gt; Tribuna Sport]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 13B.jpg|thumb|left|200px|Il Giornale Sportivo Rari Nantes e l&#039;evento del 17 settembre 1901 - I gara secolare]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 14.png|thumb|left|200px|Vincenzo Altieri con la maglia della Rari Nantes Roma &amp;lt;br&amp;gt; Tratto dal Bollettino Illustrato degli Sports, settembre 1901]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;I Rari Nantes e i Pionieri Laziali - Origini e primi passi della Rari Nantes Roma&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; di Marco Impiglia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stralciamo dalla prima pagina de [[Il Messaggero]], seconda edizione di venerdì [[29 luglio]] [[1892]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;I signori avvocati Eugenio Lurati, Lodovico Flamini ed Achille Santoni, della società di nuoto Rari Nantes, partirono l’altro giorno alle 10 antimeridiane dalla casina sociale situata sul Tevere all’[[Albero Bello]], e indossando il costume da bagno, procedettero a piedi per la via che costeggia il fiume sino all’Acqua Acetosa per la bevutina di prammatica a quella fonte salutare: quindi proseguirono per il sentiero che porta al ponte Salario, e benché la passeggiata avesse durato una buona ora e mezzo, arrivarono vivaci e bramosi più che mai di mettersi alla prova. Scesi all’arcata di ponte Salario alle 11 e 48 antimeridiane, si buttarono a nuoto nelle fresche e limpide acque del Teverone percorrendo in questo i primi 1300 metri. Dopo dodici minuti di nuoto attraverso quell’incantevole caleidoscopio pittorico che è questo fronzuto tratto del Teverone, sbucarono nelle tepide e blandenti onde del Tevere che più non lasciarono fino a [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]], dove a un’ora e 25 pomeridiane toccarono terra. Furono così 9100 metri percorsi ininterrottamente a nuoto in un’ora e 37 minuti. Altra impresa che quest’anno si è assunta la Rari Nantes, è quella di fare delle ricognizioni nei vicini laghi della Sabazia, dell’Umbria e della Toscana per vedere di conquistarli allo sport natatorio romano nel limite di tempo incluso fra un sabato a sera ed il successivo lunedì mattina. Di queste escursioni ne sarà fatta dettagliata relazione che potrà servire di guida a quei nuotatori che volessero fare le gite.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stiamo, dunque, parlando degli inizi del nuoto moderno in Italia, che non frequentò mari e piscine bensì laghi e fiumi. Nuoto d’acqua dolce e nuoto di esplorazione, con proclamati scopi di sanità ed istruzione sia civica che militare. Praticato dalla quota borghese più attiva delle popolazioni di poche città, grandi e piccole, di un regno governato da una dinastia piemontese che voleva entrare a passo di carica nel novero delle nazioni europee più avanzate. Roma fu l’iniziatrice, assieme a Torino, col suo Po, a Milano con i suoi Navigli e a Genova con le sue marine. Ci sarebbe da dire che gli articoli di promozione divennero una costante [[Il Messaggero|sul Messaggero]] tra il [[1891]] e il [[1893]], allorché la parola &amp;quot;sport&amp;quot; venne scoperta e veicolata, a guisa di turbina modernissima, per dare la scintilla allo scapicollo del [[1900|Novecento]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i pionieri, un posto di primo piano ce l’ha di diritto la società citata nell’articolo, la Rari Nantes Roma. Secondo i miei più recenti studi, avvalorati dal rinvenimento di una serie di documenti storici del tipo &amp;quot;fonte primaria&amp;quot;, i nuotatori rari nantes (rn) giocarono un ruolo nella nascita della Podistica Lazio. Furono una delle sostanze nutritive dalle quali spuntò il germoglio e, tra l’altro, gli smalti dei due sodalizi appaiono identici: biancazzurri o biancocelesti i rari nantes (da subito), biancazzurri o biancocelesti (dal [[1904]]) i laziali. Ma vari altri, e più significativi, sono i punti di contatto riscontrabili. Esaminiamoli insieme. Innanzitutto, occorre avere un quadro preciso dell’attività della RN Roma [[1891]] nel decennio antecedente l’uscita in campo della SP Lazio [[1900]]. Come per la fondazione di Roma, anche la Rari Nantes ebbe scaturigini dettate dal disaccordo. Nel suo caso, non una questione di territorio bensì di statuto, di leggi insomma. La vicenda andò così. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consideriamo un gruppo estemporaneo, formato dall’incontro fortuito sulle rive del Tevere, nel suo tratto urbano ed extraurbano, di uomini d’ingegno appartenenti alla nuova borghesia, amanti del nuoto e dell’escursionismo &amp;quot;en plein air&amp;quot;. C’erano il cavalier Domenico Ricci, detto Memmo, uno dei protagonisti dei moti del Quarantotto, rientrato dall’esilio nell’America del nord. Franco Pesci, un fiorentino arrivato come reporter del Fanfulla al seguito dei bersaglieri di Alfonso La Marmora. Lo scultore trentino bilingue Achille Michelangelo Santoni, rampollo di un’agiata famiglia di farmacisti, e una dozzina d’altri, per lo più romani d&#039;adozione scesi a costruire materialmente e spiritualmente la Terza Roma. Nel [[1887]]-[[1888|88]], il gruppo affiatato di codesti nuotatori per spasso prese corpo. Nella primavera del [[1889]] essi maturarono l&#039;idea di fondare una società di nuoto. Non ne esistevano al di qua delle Alpi. Il più giovane della congrega, il Santoni, che abitava a piazza San Marco accanto alla basilica, aveva nozione dei regolamenti degli schwimmen-Klub austriaci e tedeschi. Nel corso di una gita, un bel numero di questi amici d’avventura discussero sugli scopi e le modalità della novella società, in maniera da redigere seduta stante una bozza di statuto. Non si trovarono, però, d&#039;accordo su un punto in particolare, una sorta di giuramento che ciascun socio presente e futuro avrebbe dovuto attendere, proposto dal più idealista fra loro, il laureando in archeologia Enea Cianetti, e che recitava: &amp;quot;Prometto sul mio onore che nessuna persona affogherà davanti a me senza che io cimenti la mia vita per salvarlo.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C&#039;era molto di asseverativo nella formula proposta; e anche un pizzico di fanatismo e d&#039;irrazionalità, giacché non si può obbligare a rischiare la propria vita, per statuto e regolamento, chi desidera far parte di una associazione sportiva. Una fazione bocciò l&#039;articolo donchisciottesco. Ne derivò la netta scissione in due brigate distinte. Quelli del giuramento compresero Santoni, lo scultore e illustratore fiorentino Gustavo Enrico Ciani, il suo compagno d’arte e concittadino Francesco Maria Capponi, il romano Francesco Sebastiani, un ventinovenne impiegato alla Union des Gas, l&#039;azienda francese che gestiva i gasometri, ed il perito industriale Belisario Londei, anche lui romano ma di stirpe padovana. L&#039;altro gruppo comprese il cavalier Ricci, il professor Paolo Postempski, chirurgo primario all&#039;Ospedale Santa Maria della Consolazione, il suo collega Giacomo Rem-Picci, specializzato in chimica e microscopia clinica, il professor Raffaele Bastianelli, chirurgo all’Ospedale di San Giacomo degli Incurabili, il cavalier Cesare Gismani, esponente di spicco della comunità ebraica in possesso della più elegante notata dritta conosciuta a fiume, l’avvocato Carlo Scotti, un lodigiano attivo nel campo dell’assistenza agli orfani, l’ingegner Guglielmo Mengarini, allievo di Pietro Blaserna al gabinetto di Fisica nonché animatore della sezione del Club Alpino che stava presso la Società Geografica Italiana a via del Collegio Romano, e il giovane Carlo Modigliani, nipote di uno dei patrioti liberali dei moti risorgimentali del Cinquantanove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco tempo dopo la scissione, il sabato del [[29 giugno]] [[1889]], il gruppo facente capo a Ricci, che era anche un assiduo amante delle passeggiate in montagna, con ruoli di primo piano nel Club Alpino Italiano, decise di darsi il nome di Società Romana di Nuoto, dai colori bianco e azzurro. Il gruppo del giuramento continuò invece per conto suo, senza più contatti con gli altri, arrivando alla costituzione della Rari Nantes Roma due anni più tardi. Nel mentre, a Palazzo Cini a piazza di Pietra, ospite della Federazione Ginnastica, si costituì un Comitato Centrale Nazionale per l’Istruzione del Nuoto. Il nuoto per le libere società sportive e per il bene dello Stato, dunque, meta principale, e da non dimenticare, nello svolgersi della storia dei primordi del nuoto nel nostro Paese. In effetti, sarà proprio questa identificazione con l’utilità sociale il discrimine tra la Romana di Nuoto e, in parte, la Rari Nantes, rispetto alla sezione nuoto della Podistica istituita nel luglio del [[1900]]. Intendendo con ciò rilevare che i pionieri laziali avvicinarono la disciplina esibendo un piglio prettamente agonistico, ponendo in sott’ordine il salutismo medico che i &amp;quot;ginnasiarchi&amp;quot; – ovvero i teorici dell’educazione fisica, e il grande presidente del [[1904]], [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], rientrava tra costoro – indicavano come la &#039;&#039;mission&#039;&#039; della ripresa del nuoto popolare nel Regno d’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re-imparare a nuotare sembrò un’urgenza non più procastinabile, dal momento che, solo a Roma, ogni anno affogavano una cinquantina di persone. Alcuni erano suicidi, altri cadevano in una &amp;quot;buca&amp;quot; mentre cercavano di pescare la legna, ma la maggioranza era data da ragazzi del popolo inesperti del nuoto, che scendevano, desiderosi di fresco e d’avventura, dalle scalette alle banchine, smettevano i vestiti e si tuffavano, soccombendo alla forza selvaggia della corrente. I volontari del servizio degli Asfittici, il cui galleggiante stava ancorato sotto l‘arco di ponte Sant’Angelo sulla sponda destra, quasi mai arrivavano in tempo. La barca della Polizia di fiume, che pattugliava scendendo a favore di corrente e risalendo a forza di braccia umane, con un povero cristo che si aggiogava a una corda camminando lemme lemme sulla sponda, più che altro si interessava a garantire la decenza nelle spiagge e capanne. Il Municipio pagava il conto degli &amp;quot;arisommati&amp;quot; ai becchini giù alla vecchia morgue di San Bartolomeo all’Isola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lì il terribile custode, Giovanni Signoracci, si faceva aiutare da un barcarolo che gli portava i cadaveri, tale Pippo Fanaletti. Col Signoracci collaboravano gli Asfittici, che si riconoscevano per il berretto alla marinara che avevano. Pioniere degli Asfittici, operante assai prima che questi nascessero come società sul Tevere, era quel &amp;quot;Bucalone&amp;quot;, o &amp;quot;Boccalone&amp;quot;, del quale il giornale La Capitale, nel suo numero del [[13 luglio]] 1872, tesseva un elogio stringato e però sufficiente: &amp;quot;Il suo nome è Luigi Del Biggio. Nato nel Tevere, morrà nel Tevere. Il suo nome in quelle rive suona un grido di salute. Egli ha salvato una quantità di bagnanti&amp;quot;. La Rari Nantes Roma era un avamposto contro un tale stato di cose. Essa si costituì ufficialmente il [[17 settembre]] [[1891]]. Adottò come punto d’appoggio un casotto all’[[Albero Bello]] tirato su nell’estate del [[1891]] dal barcarolo Gaetano er Gobbo, gestore dell’omonima osteria affacciata sul fiume; rimaneva duecentocinquanta metri a valle della scaletta dell’[[Albero Bello]], il punto dove, dal piano stradale soprastante, si poteva scendere senza l’impiccio delle canne. La casina aveva alla sua sommità una terrazza aperta con vista sul fiume dove si potevano mettere tavoli per trenta persone; a disposizione c’erano un paio di sandolini, poi si sarebbero costruite anche delle &amp;quot;battane da bagno&amp;quot;. L’indirizzo originario fu: Riva dell’[[Albero Bello]] 22A. In seguito, a causa della riconfigurazione dei lungotevere da ponte a ponte ordinata dall’amministrazione comunale, l’indirizzo cambiò in: Lungotevere Flaminio 25A. Per avere un’idea sul toponimo, discendente da un grosso albero, di cui due tronchi affioravano, e da una villa adiacente, l’[[Albero Bello]] stava dove oggi stanno i circoli canottieri della Roma e della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attrattiva della spiaggia era data dalla particolarità di essere composta di una sabbia fine interrotta dal basso fondale che arrivava fin quasi al limite della corrente, dopo di che si sprofondava di botto. I Polverini all’Acqua Acetosa avevano caratteristiche simili. La novella società prese il nome dal verso dell’Eneide: adparent (apparvero) rari nantes in gurgite vasto (pochi nuotatori nella vastità delle onde). Lo stesso Santoni, un giorno di novembre del [[1890]] che stava con Ciani e Capponi, ebbe l’idea. I &amp;quot;rari&amp;quot; nuotatori erano, nella sostanza, loro tre medesimi. La storia, così apparecchiata, appare lineare, e non credo che la si potrebbe accusare di falsità. Nella realtà delle cose, come spesso succede, essa si dipanò in modo più complesso e articolato. La pensata rari nantes scese giù dall’extramondo in un luogo che i fiumaroli chiamavano &amp;quot;pulvino dei Tre Colori di Monte Secco&amp;quot;. Per via che il bianco del limo, asciugato e polverizzato dal sole, il verde smeraldo della macchia mediterranea, il rosso dell’argilla della collinetta sovrastante, ricordavano nell’insieme i colori della bandiera nazionale. Monte Secco, come si può riscontrare in una mappa del piano corografico della valle del Tevere disegnata nel [[1879]], rimaneva sulla riva destra, e quasi di fronte in linea d’aria alla settecentesca colonna ammonitrice dell’[[Albero Bello]]: &amp;quot;Loco pericolosissimo ai notatori&amp;quot;. È lo stesso Santoni che, sotto lo pseudonimo di Fluctivagus, racconta la genesi sulla rivista [[La Stampa Sportiva]] nel dicembre del [[1904]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;In quei tempi – e son passati quattordici anni – un gruppo di baldi nuotatori, che il Tevere aveva affratellati durante le gite estive, visto che a novembre inoltrato il bagno conservava pur sempre tutta la sua piacevolezza, si proposero di continuarlo per tutto l’inverno. Ma il nuotatore propone e l’intemperie dispone! Sopravvenute le giornate piovose e rigide, il numero dei nuotatori si venne assottigliando e al bagno non rimasero effettivamente assidui che tre soli di essi: Francesco M. Capponi, Gustavo F. Ciani e Achille M. Santoni. Questi intrepidi nuotatori (allora, per vero, si definivano con un aggettivo meno... spartano) convenivano immancabilmente tutti i giorni sulla spiaggia dei Tre Colori, ai piedi di Monte Secco, dove per spogliarsi e rivestirsi al riparo della pioggia, si erano costruita una rustica capanna. E fu appunto in un’uggiosa giornata di pioggia, che fra i tre superstiti, nel commentare l’abbandono dei colleghi, avvenne questo dialogo:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;– Dopo tante belle promesse, eccoci qui ridotti in tre soli!&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;– Soli, come rari nantes in gurgite vasto, per dirla col Poeta!&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;– Rari nantes? Ecco due parole che compendiano la situazione: rimprovero ai molti chiamati che disertarono i bagni ed encomio ai pochi eletti che rimasero assidui. Perché non lo scriviamo sulla nostra capanna?&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E all’indomani, una bianca targhetta, con la scritta Rari Nantes, in lettere azzurre, veniva piantata sul comignolo della rustica capanna. Non andò però guari, e in una fosca e procellosa notte di gennaio, il biondo Tebro, gonfiatosi improvvisamente, si portò via capanna e targhetta, ma l’idea Rari Nantes, sbocciata sulla spiaggia dei Tre Colori, resisté all’alluvione, e otto mesi dopo – il [[17 settembre]] [[1891]] – si costituiva in Roma la prima società italiana di nuoto, intitolata appunto al virgiliano rari nantes&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I quattordici che, riunendosi attorno a un tavolo un giovedì di fine estate del [[1891]], diedero vita alla società guidati da Ciani, cominciarono a battere in lungo e in largo le aree limitrofe alla città. L&#039;intento era formare &amp;quot;una squadra di nuotatori provetti, allargare il campo dello sport&amp;quot;. Nel primo Statuto fondamentale della Società Italiana di Nuoto &amp;quot;Rari Nantes&amp;quot;, stampato nella primavera del [[1893]] a seguito delle risoluzioni adottate durante la prima assemblea sociale del [[9 gennaio]] [[1892]], scomparve la clausola del giuramento, mentre fu sottolineata la vena sportiva – &amp;quot;bandire gare, coordinare giuochi natatori, promuovere l&#039;emulazione sportiva ed umanitaria del nuoto&amp;quot; – in una concezione moderna che, grazie all&#039;intraprendenza di Santoni e alla sua abilità nell&#039;usare la stampa come veicolo aggregativo, garantì subito fecondi sviluppi. La mossa vincente fu di sganciarsi dall&#039;ombrello della Federginnastica e della sua scuola di nuoto, che la SRN gestiva nella località detta il Doccione, al Ferro di Cavallo davanti alla Passeggiata di Ripetta, così da proporre un’associazione nazionale il più possibile autonoma, una federazione sportiva come andavano facendo i cultori di altre discipline in rampa di lancio. Dalla loro sede rustica e bohémien, gli aderenti alla RNR – nel [[1893]] si contavano in una trentina ed era sufficiente avere compiuto i sedici anni e pagare una lira al mese – partivano in perlustrazione, oppure partecipavano alle gare indette dalla FGI e dalla SRN. Tra le due stelle, quella dorata della Romana e l’argentea della Rari, emerse allora una rivalità forte, stizzosa, destinata a rimanere tale lungo cinque lustri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stella, simbolo massonico per eccellenza, molto presente nelle insegne delle società sportive post-unitarie. La SP Lazio non la scelse al suo nascere; cosa che, a mio avviso, indica una volontà esente da qualsiasi allusione politica, in linea con la giovane età e il carattere scapestrato dei fondatori. (Si divertivano a spaccare i lampioni lanciando sassi da una riva all’altra, la specialità della casa erano i panini al &amp;quot;ragù di gatto&amp;quot;). Ma la RNR sì, era composta da tipi seri, molti dei quali avviati nelle professioni, e aveva il suo ottimo spirito massone. Era gente che credeva nella possibilità di fare dello sport un volano per combattere l’oscurantismo della Chiesa, motivo per cui ricamò sul vessillo la stella a cinque punte d’impronta anti-papalina ed esibì, da subito, tre emblemi. Simboli ben studiati – erano quasi tutti artisti – che potete qui vedere. C’era il gagliardetto azzurro listato di bianco con la stella bianca e la sigla &amp;quot;rn&amp;quot; a lettere corsive minuscole, soprastante la parola &amp;quot;Roma&amp;quot; a caratteri capitali; da notare che la stella era animata da cinque pallini disposti in maniera da ripetere la corolla di un fiore, &amp;quot;il fiore della stagione invernale&amp;quot;. C’era un guidone verde, bianco e rosso interzato in palo, attraversato da una sottile fascia nera con la stella in un tondo e la sigla rn nera sottolineata da un’ondina; tale &amp;quot;fiamma&amp;quot; negli anni venti divenne l’emblema favorito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’era la bandiera vera e propria, formata da tre fasce alternate nere e rosa in campo bianco, più alcuni motivi decorativi azzurri e la stella col logotipo &amp;quot;rn&amp;quot;, inscritta in un tondo comprendente uno scudo gotico a righe orizzontali bianche e azzurre. Sulla carta intestata, nei primi tempi, compariva un timbro egualmente carico a livello simbolico: la stella, recante il pezzo tipografico &amp;quot;rn&amp;quot; coll’ondina, era inscritta in un cerchio-sole raggiante, due frecce a croce di Sant’Andrea l’attraversavano ondulanti verso l’alto; un timbro che, da amante degli ex libris, trovo seducente e magico, completato dalle informazioni sul nome, la data di nascita e l’indirizzo del sodalizio. Il rosa venne scelto perché, almeno in teoria, la Rari Nantes era aperta all’elemento femminile. A partire dal [[1897]], tutti i soci rn indossarono una divisa blu con fascia bianca all’altezza del torace; sulla parte superiore era ricamata la sigla che li contraddistingueva e, sulla fascia, in un aggraziato corsivo floreale, si leggeva la città. Pantaloni bianchi lunghi e, nelle grandi occasioni un giacchino con i bottoni dorati e un berretto marinaro completavano l’uniforme. C’era pure un costume da gara girocollo, tricolore a ripetere la bandiera nazionale, che si apriva tramite bottoncini posizionati sulla spalla sinistra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche la RN Roma non si sottrasse al vezzo del costume e della divisa lanciato dalle società liguri: una foto scovata da LazioWiki di [[Venier Enrico|Enrico Venier]] lo dimostra. Ma, e questo è un aspetto interessante, l’indumento da bagno tipico degli rn romani fu una mutanda di &amp;quot;colore turchino&amp;quot; con una fascia bianca alla cintura; oppure a grosse righe orizzontali bianche e azzurre, gli smalti sportivi sociali. E calcolate che dall’azzurro al celeste sempre più chiaro il passo era breve, stante il progressivo scolorimento del tessuto di cotone. Dal [[1899]] in poi, il distintivo comune (ovvero la spilla) a tutti i membri delle società d’Italia fu, invece, una stella d’argento al centro della quale, sopra un disco di smalto bianco opaco, stava in nero l’immancabile sigla &amp;quot;rn&amp;quot;. Alcune foto scattate nel [[1903]] rivelano che il vessillo a gagliardetto, flottante sulla sede all’[[Albero Bello]] durante la stagione invernale, era più celeste che azzurro, schiarito dall’esposizione perenne al sole. E lo stesso dicasi delle mutandine da bagno, che nelle immagini in bianco e nero rimandano un’idea di celeste o azzurro molto tenue. Il premio più ambito era la Goccia d’Oro, destinata a chi aveva cumulato più chilometri durante i centoventi giorni fatidici del &amp;quot;fiore d’inverno&amp;quot;. Ovvio che ci si fidava: ognuno dei rari nantes, fosse costui il Cencio, il Mezzazampata, il Capitano o il Santoni stesso, al ritorno dal bagno scriveva su una lavagnetta: &#039;&#039;&amp;quot;Oggi ho fatto er Porto&amp;quot;...  So’ arivato alla Scaletta&amp;quot;... &amp;quot;Me so’ fatto er ponte Molle&amp;quot;&#039;&#039;, eccetera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Federazione Rari Nantes: &#039;&#039;Concordia parvae res crescunt&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’andamento dell’attività del gruppo originario ebbe un carattere locale fino al [[1895]], allorché Santoni effettuò un viaggio estivo che generò una RN a Genova e una a Milano, la prima presso un castello di mare e la seconda ai leonardeschi Navigli; e poi, ma per poco, una RN Venezia nell’esclusivo Lido, quello di Thomas Mann e del suo professore Gustav von Aschembach. Nel [[1896]] e [[1897]], sotto la spinta dello scultore di orientamento repubblicano Giuseppe Cantù – come avrete notato, le origini del nuoto italiano sono letteralmente scolpite nel marmo e contengono accenti politici non di minor conto – il movimento settentrionale si mosse rapido, promuovendo gare che stabilirono i primi campioni nel nord dell’Italia. Di questo fatto, Santoni si compiacque e al contempo si allarmò, nel percepire che la leadership gli stava sfuggendo di mano. Per recuperare la situazione, il [[10 luglio]] del [[1898]] coordinò la nascita ad Anguillara della Rari Nantes Sabatia, affidata all’amico Livio Mariani. La Sabatia si assunse subito l’onere di organizzare il primo [[Campionato]] Italiano di Nuoto, che ebbe come campo di gara il Lago di Bracciano. All’epoca, il lago vulcanico rimaneva a una trentina di chilometri da Roma, e la stampa lo definiva rallegrato da &amp;quot;acque limpidissime e abbondanti&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara si svolse il [[14 agosto]] sulla distanza del miglio marino (1.852 metri) e mise in palio una medaglia d’oro massiccio donata dal re Umberto I di Savoia; se la portò a casa un socio della Nettuno Milano, Arturo Saltarini. Questi era uno studente in zootecnia e chiuse il percorso in 47 minuti e 17 secondi, precedendo il beniamino di casa, il biondo Gaetano Crucianelli, ed Eugenio Pericoli della Romana di Nuoto. La Nettuno aveva appena un mese di vita, i suoi atleti esibivano una tenuta azzurro mare con un vistoso tridente a mo’ di banda. Era presieduta dallo sportsman milanese Ferdinando Bezzi e aveva il consiglio composto da tedeschi e austriaci che lavoravano nel capoluogo lombardo; presto avrebbe contestato alla RNR il vanto di avere introdotto in Italia il &amp;quot;water polo&amp;quot;, cioè la pallanuoto. Ma il fatto esiziale fu che i convivi di contorno all’evento, tenuti nella Villa Jacomini e ai quali partecipò il presidente onorario della RN Roma, il deputato Ercole Ranzi, favorirono la costituzione sequenziale delle rn Genzano, Bracciano e Albano, gettando altresì le basi della Federazione Italiana Rari Nantes sul Lago di Como l’anno successivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’occasione del primo [[campionato]] nazionale, i nuotatori gareggiarono indossando gli &amp;quot;slip&amp;quot; – come poi sarebbero stati chiamati. Una novità importata dall’estero e che era esclusiva degli agonisti e &amp;quot;raider&amp;quot;. Tipi abbastanza liberi di mente che, nel momento in cui gli capitava di bagnarsi in posti isolati, facevano sfoggio senza imbarazzi della loro maschia nudità; così come accadeva di sovente in certe aree dei Polverini a ponte Milvio, o ancor meglio ai ponti Salario, Nomentano e Castel Giubileo, senza l’incomodo delle guardie a controllare.  &#039;&#039;Salute, o gelido Tevere! Ai Bagni! / Gettiam le stupide vesti, o compagni...&#039;&#039; recitava il dotto poeta fiumarolo, e futuro socio della Podistica balleriniana, [[Gnoli Domenico|Domenico Gnoli]]. Considerate che nelle località balneari, le cosiddette &amp;quot;spa&amp;quot; che in Italia presero piede solo negli anni ’80 dell’Ottocento, in ritardo rispetto alla Francia e all’Inghilterra, anche gli uomini dovevano sottostare alla norma del costume intero, sovente a rigoni e particolarmente ridicolo per il fenomeno ottico della dilatazione dell’adipe dei soggetti in questione. Le società che diedero vita alla Federazione Italiana di Nuoto &amp;quot;Rari Nantes&amp;quot; – a Como il [[14 agosto]] [[1899]], Santoni presidente – furono, per l’esattezza, le cinque rn romane unite a Milano, Genova, Torino e Pisa: nove in tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La novella Federazione, la FIRN come si cominciò a chiamarla, nel suo primo statuto, stampato nella tipografia del rari nantes Augusto Righetti a via Leccosa giù a Ripetta nel maggio del [[1900]], affermava di essere sorta per porre le affiliate nella condizione di &amp;quot;conseguire lo sviluppo e l’incremento del nuoto in ogni sua manifestazione&amp;quot;. Come motto, assunse una frase latina che a noi laziali dice qualcosa: &#039;&#039;&amp;quot;Concordia parvae res crescunt&amp;quot;&#039;&#039;. Essa si proclamò aperta a tutte le rn presenti e possibili, tuttavia, con lungimiranza, l’adesione venne concessa ad altre società natatorie e alle polisportive in generale, purché i componenti dimostrassero di essere puri dilettanti. Come risultanza di questo avvio sostenuto dall’establishment in ragione di obiettivi salutistici e militari e solo in seconda istanza agonistici (dal gennaio del [[1898]] le società di ginnastica e nuoto, e più in generale quelle dedite alla diffusione dell’educazione fisica, furono esentate dagli obblighi fiscali), il versante del nuoto professionale, che aveva esponenti illustri in paesi quali il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America, il Canada e l’Australia, non entrò nei primordi della disciplina in Italia, come invece era avvenuto per il ciclismo. Infatti, a chi partecipava a gare con premi in denaro veniva immediatamente ritirata la tessera (accadde al romano [[Altieri Vincenzo|Vincenzo Altieri]]). &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il nuoto sportivo dilettantistico partì lentamente nei fiumi e nei canali artificiali che attraversavano le città italiane, oppure nei laghi e laghetti, in qualche baia marina, non nelle piscine che assolutamente non esistevano. E avrebbe mantenuto un tale trend per quarant’anni almeno, determinando uno iato che solo negli anni [[1980|’80]] del [[1900|Novecento]], col boom delle piscine cittadine sia pubbliche che private, si sarebbe finalmente colmato. Pur avendo avuto la genesi nella Capitale, per un naturale processo di slittamento verso il settentrione, molto più avanti nelle questioni concernenti la formalizzazione degli sport moderni di estrazione inglese e francese, nei primi tre lustri del nuovo secolo la FIRN – fondata dal Collegio dei Pionieri del Nuoto e la cui insegna era un drappo bianco recante la sigla FRN azzurra – tenne la sua sede a Milano, a Firenze e a Genova. L’archivio e il &amp;quot;museo&amp;quot; federali, che lo statuto del [[1900]] affidò alla RNR, nei primi tempi furono custoditi nella casina all’[[Albero Bello]], che disponeva di una stanza apposita. L’ente crebbe molto nel numero delle società, in specie al centro-nord, e indisse [[Campionato|campionati]] a lago, a fiume e a mare, più kermesse di tuffi e pallanuoto. Ma, per cause di rivalità interne e carenze finanziarie, oltre ai noti ritardi del Meridione sul versante sportivo, constatò una fragilità connettiva e l&#039;incapacità ad assurgere a motore di un movimento che abbracciasse l’intero territorio nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È interessante notare, sul piano sociologico, come questo modello pionieristico riuscì a coinvolgere sia gli strati medi che quelli bassi. In riferimento a un [[Campionato]] del Lazio di Nuoto bandito dal Comitato Nazionale per l’Educazione Fisica e i Giuochi Ginnici, vediamo che le prove di qualificazione, svolte il [[10 maggio]] del [[1899]] al laghetto di Villa Pamphili sulla distanza di duecento metri, registrarono l’iscrizione, sotto il titolo &amp;quot;condizione di provenienza&amp;quot;, del seguente, assai composito schieramento: cinque studenti, tre agricoltori, tre impiegati, due tipografi, due possidenti terrieri, due maniscalchi, un pastaio, un &amp;quot;modellatore&amp;quot;, un &amp;quot;decoratore&amp;quot;, uno scalpellino, un negoziante, un commesso, un muratore, un macellaio, un &amp;quot;fornaciaro&amp;quot;, un meccanico, un conduttore di tram; più diversi altri che non vollero declinare il loro mestiere, in un’età compresa tra i 16 e i 27. La prova rientrava nel quadro di una giornata di gare sportive allestite per la domenica del [[21 maggio]] all’interno della villa, invitati ad assistere anche il re e la regina. Ci sarebbero da aggiungere due fatti notevoli. Il primo riguarda la ricusazione all’iscrizione di Giovanni Santafede, il gestore del barcone [[Pippanera|Pippa Nera]] a [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il famoso &amp;quot;Gambadilegno&amp;quot;, anfitrione generoso della combriccola di giovanissimi fiumaroli da cui sarebbe rampollato il germe della Lazio, fu escluso per un suo supposto &amp;quot;vantaggio&amp;quot; derivato dall’arto-protesi naturalmente galleggiante. Ma io credo che fu piuttosto la possibilità che il poveretto si mettesse in mostra davanti agli augusti Savoia, ai principi, al sindaco e ai notabili con relative signore, il vero motivo; giacchè, un po’ di anni dopo, al mutilato Enrico Toti sarebbe stato concesso di mettersi in gioco in una Traversata di Roma, senza la protesi ovviamente. La nuotata in acque libere con una gamba amputata al ginocchio si poteva azzardare: le imprese odierne di Salvatore Cimmino, atleta del Circolo Aniene, ce ne danno conto. Il secondo fatto non appartiene al genere &amp;quot;curiosità&amp;quot;, bensì alla cronaca nera: il [[27 aprile]] un allenamento in vista della gara di qualificazione fu funestato dalla morte per annegamento di uno studente diciassettenne, Romolo Antonmasini. Il che ci induce a riflettere sulla profondità che doveva avere il laghetto antistante l’ingresso di via di Donna Olimpia, ridotto oggi a poco più di uno stagno. Il padre del ragazzo intentò causa ai principi Alfonso Doria Pamphili-Landi e Augusto Torlonia, ritenendoli responsabili, nella loro qualità di presidenti del CNEFGC e del Comitato esecutivo delle feste, della morte del figlio; per il motivo di avere ammesso all’iscrizione un minorenne che non sapeva nuotare (benché avesse detto il contrario agli ispettori Enrico Gualdi della RNR e Cesare Gismani della SRN) e senza il permesso della famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il tribunale civile di Roma, con sentenza promulgata il [[30 marzo]] del [[1901]], diede ragione ai due nobili personaggi, difesi dagli avvocati Gregoraci e Pizzirani. Il poverino era scomparso mentre faceva &amp;quot;il morto a galla&amp;quot; proprio al centro dello specchio d’acqua. Il proliferare a fine secolo di società natatorie a Roma e dintorni, la propaganda intensa sui giornali, produssero di questi effetti che, col senno di oggi, sembrano assurdi e paradossali. Ma, a quest’altezza già notiamo, nei registri tenuti con maniacale precisione dal Santoni nelle annate [[1898]]-[[1904]], una serie di nomi legati alla Podistica Lazio. Ed è da qui, dal Giornale Sportivo della RNR a lungo conservato alla Biblioteca Sportiva Nazionale e purtroppo andato distrutto, che possiamo divertirci con le tracce della &amp;quot;rarinantitudine&amp;quot; della nostra Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Tutti biancazzurri, e tra loro un elefante&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scorrendo una delle primissime pagine del registro per la stagione [[1898]]-[[1899|99]] – ebbi modo di fotografarli i quaderni, lo scorso millennio, prima che fossero ridotti in poltiglia dall’acqua piovana per un accidente – ci si imbatte in una lista di rn in cui spicca il nome di uno dei nove fondatori che già ho citato: [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Piccolino e bene al di sotto della media (158 cm), di buona famiglia, il [[7 settembre]] del [[1898]], appena sedicenne, [[Venier Enrico|Venier]] fa il suo bagno inaugurale targato rari nantes; probabilmente anche il primo in qualità di socio, considerando che giusto sedici anni era il limite per iscriversi. Secondo gli appunti del Santoni, il ragazzo, nell’arco di sette mesi fino al [[31 marzo]] del [[1899]], si aggrega a nove gite senza prendere parte a gare o cimenti, per un totale di 23,700 km nuotati. Nella lista è presente [[Mesones Luis Ignacio|Luis Ignazio Mesones]], fratello del [[Mesones Alberto|fondatore Alberto]], che con sessanta gite risulta ottavo nella classifica dietro Achille Santoni (286), Ettore De Dominicis, Ettore Picconi, Raffaele Montalboddi, Adriano Barberi, Ettore Galliano e Angelo Pontecorvo. Dei soci, il calligrafo Santoni annota accuratamente l’indirizzo, per cui veniamo a conoscenza che i Mesones a quel tempo abitavano in via Aurora 35, al quartiere Ludovisi, e [[Venier Enrico|Venier]] a [[piazza della Libertà]] 10, ai Prati di Castello. (Siccome oggi l’appartamento è stato adibito a &amp;quot;casa vacanza&amp;quot;, nella casa di [[Venier Enrico|Venier]] vi potete togliere lo sfizio di dormirci).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal meneghino [[Corriere dello Sport]] del [[22 settembre]] [[1898]], per una corrispondenza di Santoni, riceviamo la conferma del [[Venier Enrico|Venier]] rn: &amp;quot;Con le splendide giornate che vanno via, i soci affluiscono alla Casina dell’[[Albero Bello]] come in pieno luglio, senza contare anche parecchi colleghi di sport, che vengono a noi come ospiti, stanteché si sono levati i Bagni Pubblici sul Tevere. Taluno, anzi, fece domanda di appartenere alla R. N. di Roma e sulla tabella delle ammissioni vi si trovano i nomi dei signori [[Venier Enrico|Enrico Venier]], Raul Laurenzi, Roberto Basilici e Romolo Hinna.&amp;quot; Per &amp;quot;bagni pubblici&amp;quot; Santoni intende soprattutto i Bagni Talacchi, un’istituzione del loisir capitolino all’epoca già quasi ventennale, le cosiddette &amp;quot;capanne&amp;quot;. Alle casine della Rari Nantes e della Romana di Nuoto andavano i benestanti, mentre ai Bagni Talacchi andavano tutti. Al volgere del secolo, essi si estendevano, pencolanti, per duecento metri a valle di [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]]. Coprivano, quindi, un terzo del tratto tra Margherita e Cavour, iniziando giusto di fronte al [[Pippanera|Pippa Nera]] attraccato a un pilone sull’altra riva dalla parte dei Prati. Questi stabilimenti, di cui discetta Cesare Pascarella in un suo scritto, così centrali nella genesi della Lazio, erano gestiti da Alessandro Talacchi, detto &amp;quot;er Dragone&amp;quot; per le sue militanze papaline di gioventù, e dal &amp;quot;figlio del Dragone&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvero quel Giovanni ‘Nino’ Talacchi, macellaio col fratello minore Carlo a via di Ripetta dove la famiglia di capannari gestiva anche una rustica cucina, con la casa a piazza dell’Oca, amministratore del Club Ginnastico Atletico a [[Via Margutta, 54|via Margutta]], socio della &amp;quot;Cristiana&amp;quot;, poi della Ginnastica Roma, fortissimo nella lotta greco-romana, al quale correttamente [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]], nel suo candido libro edito nel [[1969]] (un testo che, ogni volta che vado a rileggere le prime trenta pagine, mi ricorda il neorealismo magico del film &amp;quot;Miracolo a Milano&amp;quot;), accredita il ruolo di ordinatore della baldoria fiumarola. Così che sbalza netta l’immagine della frequentazione a fiume dei proto-laziali: il barcone a [[piazza della Libertà]], i galleggianti e i bagni tra i ponti Cavour e [[Ponte Regina Margherita|Regina Margherita]], la casina degli rn all’[[Albero Bello]], dove la SPL terrà le premiazioni delle sue gare nei primi tempi, lungo un tratto di duemila metri di correntino. La culla delle tre dinastie tiberine biancazzurre: Romana, Rari e Lazio. Circola una foto famosa, purtroppo non di eccelsa qualità perché ricavata da una rivista quadrimestrale di canottaggio degli anni [[1970|settanta]], che ritrae un gruppo misto di nuotatori SPL e rari nantes in posa sulla riva dell’[[Albero Bello]]; immagine databile, a mio parere, alle estati [[1900]]-[[1905]], giacché vi riconosco la cospicua figura di un gagliardo [[Altieri Vincenzo|Vincenzo Altieri]], che era un classe [[1877]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora oggi, la [[Canottieri Lazio]] sta lì. Oggi che Roma ha una popolazione stimabile, coll’hinterland, secondo un mio amico che se ne intende, di quasi quattro milioni di residenti, mentre all’epoca ne aveva un po’ più di quattrocentomila. E ora parliamo dell’elefante – mi verrebbe da dire con Jacques Duclos. L’elefante è il nostro caro [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bernardo Maria Saverio Bigiarelli]]. Rammento che, molti anni fa, mentre stavo giù nel terzo seminterrato del palazzo a piazza Indipendenza sede del [[Corriere dello Sport|Corriere dello Sport-Stadio]], a consultare i &amp;quot;libroni&amp;quot; della collezione del quotidiano, mi capitò di imbattermi in una serie di articoli – o &amp;quot;Ciarle sportive&amp;quot; – firmati nel [[1948]] da [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]]. Uno di questi, il quinto della serie, si intitolava maliziosamente: &amp;quot;La Società podistica nacque dall’amore&amp;quot;. [[Bitetti Olindo|Bitetti]] iniziava dicendo che aveva appena ricevuto la visita del &amp;quot;sig. Edmondo Pallino&amp;quot;, figlio della sorella del [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], ancora vivente, che gli aveva prestato un libricino-diario scritto di suo pugno dal fondatore della Lazio. &amp;quot;L’interessantissimo documento&amp;quot; – rilevava il giornalista nonché mentore della [[Canottieri Lazio]] – assieme ad alcune fotografie, &amp;quot;è commovente nella sua semplicità&amp;quot;. Inizia il [[21 aprile]] [[1899]] ed è redatto su un’agendina del [[1881]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Termina proprio alla vigilia della fondazione della SPL. Dentro vi è delineata, frammista a note personali, l’attività sportiva di [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] nei nove mesi che introducono alla nascita della Lazio. Podismo e nuoto, naturalmente. Dapprima più il nuoto e poi, gradatamente, la corsa veloce, il mezzofondo e i fatali approcci, sollecitati dall’amico [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] tenente al Tredicesimo Cavalleria Monferrato, che l’avrebbero indotto a virare verso la specialità della marcia. Ricordo che, abbastanza sorpreso dalla scoperta (all’epoca, Fabio Argentini non aveva ancora pubblicato la storia del diario sulla rivista Lazialità), chiesi un parere a Marco Martini, esperto di atletica della FIDAL. Andai a trovarlo nella sua bella casa vicino villa Pamphili sull’Aurelia Antica, dove viveva con i genitori, sempre un po’ febbricitante, in babbucce, pantaloni della tuta e camicione a scacchi, le schedine del Totocalcio da compilare sul tavolo, e lui, col suo blando accento bolognese, mi rassicurò che, sia sotto il profilo tecnico che storico, i dati snocciolati in merito al podismo gli sembravano &amp;quot;coerenti&amp;quot;. Non che dubitassi del &amp;quot;Pinco Pallino&amp;quot; che si era recato dal buon Olindo (inventore, però, della fandonia della Lazio nata biancoceleste in quanto &amp;quot;olimpica&amp;quot;), tuttavia avevo bisogno di una conferma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Misi da una parte lo scoop e tosto me ne dimenticai, indaffarato in altri libri giallorossi commissionati da Riccardo Viola e Francesco Campanella. In quel caso, dentro la mia schizofrenica personcina la Lupa uccise l’Aquila. Quel che si può fare in questa sede, è il confronto tra il &amp;quot;diario&amp;quot; del [[1899]] di [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e il &amp;quot;registro&amp;quot; della stessa epoca del Santoni, quando ormai la RNR era giunta ad avere una cinquantina di tesserati. Avvalendomi anche dell’ausilio di alcune annate di Tribuna Sport, il settimanale illustrato del quotidiano [[La Tribuna]] che aveva la direzione a Napoli e una redazione a Roma, e che pure recentemente ho avuto la fortuna di rinvenire. [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] fa la sua apparizione nello zibaldone Rari Nantes il [[1 agosto|primo agosto]] del [[1898]]. L’occasione è il [[Campionato]] di Roma di Nuoto indetto dalla RNR, un percorso di 7,5 km da un punto situato quattrocento metri a monte della foce dell’Aniene giù fino alla casina alla Riva dell’[[Albero Bello]], civico 22 A. Si potrebbe chiosare che solo un ripido sentierino colmava il dislivello di quindici metri tra la soglia della costruzione e la banchina, ma l’avanzamento dei lavori di arginamento del lungotevere in quel tratto (i fondi per l’edificazione dei muraglioni a difesa dalle inondazioni erano stati stanziati nel luglio del [[1890]]) da pochi mesi consentiva un più comodo accesso tramite una scalinata di sessanta gradoni di pietra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 luglio]] del [[1899]], una nuova casina in legno e mattoni, più ampia e rifinita, composta di vari locali con un terrazzo a pergolato e il tetto spiovente, sarebbe stata inaugurata, su progetto del socio architetto [[Sebastiani Francesco|Francesco Sebastiani]]. Quella storica casina, che rimaneva un chilometro a valle dell’idrometro dell’[[Albero Bello]], e che possiamo ammirare nelle sbiadite foto scattate da Santoni, aveva murata nella prima pietra una pergamena recante i nomi dei quattro soci ritenuti fondatori: Ciani, Santoni, Sebastiani e Londei. Con essa, venne varato un &amp;quot;regolamento interno&amp;quot; che obbligava ognuno a segnare sulla lavagna già citata i percorsi a nuoto (i &amp;quot;bagni&amp;quot;) che faceva, così da stabilire una statistica. Molto importante mi pare, giunti a questo punto, accennare a una ricerca effettuata da Santoni sulle distanze che separavano la casina sociale dai punti di partenza e di arrivo delle gare, oppure oggetto di gite; dati corredati da un prospetto, pubblicato nel [[1900]] dalla Guida Monaci, che ci illustra la ridenominazione dei lungotevere in risposta ai lavori. Per i percorsi a monte, misurati sul correntino in chilometri, le distanze erano: ponte Castel Giubileo 15, ponte Nomentano 11,5, ponte Salario 8,2, foce del Teverone 7, Acqua Acetosa, 4,6, Torraccio 3,7, ponte Milvio 2,8, Osteria del Gobbo 2, Cinta daziaria 1,5, Cinta daziaria fortificata 1. A codeste distanze aggiungerei quella da ponte del Grillo (Monterotondo) fino alla casina sociale di km 47,8, per via del record stabilito da [[Altieri Vincenzo|Altieri]] il [[10 luglio]] [[1901]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eccezionale performance compiuta in sette ore e cinquantacinque minuti, la prima del genere in Italia, e che la [[Gazzetta dello Sport]] presentò come nuovo record mondiale di resistenza in acqua. Tra l’altro, in quella occasione, [[Venier Enrico|Venier]] e [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] funsero da ispettori di controllo all’arrivo del &amp;quot;raider&amp;quot; alle sette e mezza di sera all’[[Albero Bello]]. Per i percorsi a valle, da Santoni misurati sull’asse del fiume, invece abbiamo: porto Fluviale 600 m., [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]] 1 km, Canottieri Aniene 1,35, ponte Cavour 1,6, ponte Umberto 2, ponte Sant’Angelo 2,4, piazza Pia 2,45, Fiorentini 2,9, Lungara 3,3, ponte Sisto 3,85, ponte Garibaldi 4,25, ponte Cestio 4,5, ponte Palatino 4,7, porto Ripa Grande 5,3, ponte Ferrovia 6,9, Basilica San Paolo 8,4. Vi ho detto della rivalità acerrima tra gli rn, che nel periodo [[1893]]-[[1897]] erano ancora appena una trentina, e quelli della Romana di Nuoto, dieci volte più numerosi, senza contare i centocinquanta allievi della scuola di nuoto. Accadde che, nel [[1898]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] venne avvicinato dal cavalier Gismani e convinto ad iscriversi come atleta a difesa dei colori della SRN: un manipolo di belle speranze formato dallo studente Leonardo Forlivesi, già nuotatore rn un paio di stagioni innanzi, Aurelio Palombini, Girolamo Cella, Rodolfo Ugolini e dal piccolo, ma svelto e potente, [[Pizzingrilli Costantino|Costantino Pizzingrilli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non che, la sera del [[30 luglio]], vigilia del [[Campionato]] di Roma, Gismani si presentò nell’appartamento a via del Pozzetto, dove stava la segreteria della Rari Nantes, e dichiarò di voler ritirare i suoi campioni per via di divergenze intervenute in seno al consiglio della società. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] si ritrovò così all’ultimo istante fuori della gara assieme all’amico Forlivesi, che lo stesso Santoni nel registro definisce &amp;quot;sui vent’anni, di statura piuttosto bassa, ma tarchiato e robusto&amp;quot;. Andato via il Gismani, lasciando l’uditorio incollerito, i due bussarono alla porta della segreteria. Dichiarandosi membri della biancoblu Associazione Cristiana della Gioventù, con tanto di documento del presidente P. Benton Hale Louvers, ben conosciuto dalla RNR, chiesero di iscriversi alla prova. L’ACDG, o &amp;quot;società del triangolo&amp;quot;, era il braccio sportivo dell’YMCA, sbarcata nella città eterna quattro anni prima. Essa riusciva a catturare giovani atleti indigeni grazie alla sua ampia e bene attrezzata palestra aperta a via della Consulta, vicino al Quirinale. Il sodalizio americano pretendeva pochi soldi dai frequentatori e contava duecento iscritti. Si dichiarava apolitico e areligioso, col dettaglio che opuscoli e riviste a contenuto evangelico li potevi leggere in sede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il modus operandi mi induce a credere che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] fosse già da un po’ di tempo tesserato alla Cristiana. Infatti, dal maggio del [[1896]] abitava di nuovo nella casa paterna a via degli Osti 15 [[Bigiarelli Giacomo|col fratello minore Giacomo]], reduce dall’esperienza traumatica della campagna d’Etiopia. Straordinario ci appare, in ogni modo, cari amici di LazioWiki appassionati della storia della SS Lazio, il suo allineamento nel [[1898]] nelle file della gloriosa Società Romana di Nuoto [[1889]], del quale nulla si sapeva. Cito direttamente dal perduto registro: &amp;quot;Essendo oramai spirata l’ora utile per le iscrizioni, la Giuria non poteva che respingere questa domanda, ma in considerazione del lungo allenamento a cui si sobbarcarono i suddetti candidati, coronato all’ultima ora da disillusione, deliberò di sottoporre la questione agli altri concorrenti già regolarmente iscritti. Costoro, pur conoscendo la valentia e l’abilità nel nuoto dei Signori [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e Forlivesi, con tratto cavalleresco degno d’ammirazione e d’esempio, vollero che fossero con loro nel cimento&amp;quot;. E mal glie ne incolse! Forlivesi giunse primo in un tempo di 59 minuti e 56 secondi, per cui ricevette l’ambita medaglia d’oro messa in palio dal giornale [[La Tribuna]]. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] gli arrivò alle spalle, con un minuto di ritardo, e poté riporre in un cassetto la medaglia d’argento e il diploma che lo classificava tra i &amp;quot;nuotatori seniores&amp;quot;. Premi consegnati dall’ingegner Alfonso Pouchain nel giardinetto della Canottieri Tevere a via di Ripetta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] poté tenere per sé le mutandine e lo zucchetto, regalati per l’occasione ai concorrenti da Ferdinando Bocconi, il noto imprenditore milanese del settore dei tessuti. Ed è interessante notare come l’industria del vestiario si fosse ormai adattata al nuovo élan sportivo; parimenti, a Roma il negozio delle Sorelle Adamoli, che all’epoca stava in un ambiente al piano terra di Palazzo Venezia all’entrata di destra, di fronte alle linee del tramvai elettrico numero 13 e 1, produceva &amp;quot;mantelline impermealizzate&amp;quot; per i cicloturisti e i podisti passeggiatori. Da queste brevi note, deduciamo che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] avesse preso parte a gare di nuoto nei mesi pregressi; e magari proprio per conto della SRN. Oppure no. Forse l’aveva fatto per la Società Nera. La domenica del [[24 luglio]] [[1898]], rileviamo la presenza ad una Gara della Gioventù del Tevere allestita dalla RNR al &amp;quot;nuovo porto fluviale&amp;quot;, cioè a [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]], del concorrente [[Marroni Cesare|Cesare Marroni]] iscritto con lo pseudonimo &amp;quot;Nera&amp;quot;. Oggi sappiamo che il barcone [[Pippanera|Pippa Nera]], gestito un po’ alla zingaresca dal disabile Santafede come da ultimi studi di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]], aveva dato vita ad una informale Società Nera, catalogabile nella schiera di quei sodalizi estemporanei sorti sul &amp;quot;Fiume Giallo&amp;quot; allo scorcio del secolo; ad esempio, la Tribù dei Pellirosse, tipicamente estiva, nata nel [[1894]] e che aveva la sua base al &amp;quot;villaggio Ta-la-ky&amp;quot;, grande organizzatrice di gare di tuffi &amp;quot;a coglionare&amp;quot;, o la Società Urbe e Farfa dei fratelli [[Corelli (I) Corrado|Corrado]] e [[Corelli (II) Filiberto|Filiberto Corelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Monarchi Ugo|Ugo Monarchi]], che nell’inverno [[1898]] ebbe una sua sede urbana in uno scantinato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrettanto importante è la notizia che alla gara di contorno di quella riunione domenicale del [[31 luglio]] [[1898]], una Popolare d’Incoraggiamento di mille metri, trionfò un nome del tutto sconosciuto nel panorama, pur freschissimo, del nuoto capitolino: [[Tofani Romeo|Romeo Tofani]]. Santoni scrisse nel suo report per il [[Corriere dello Sport]] come il vincitore fosse riuscito ad attirare &amp;quot;le generali simpatie per il fatto d’aver vinto senza la risorsa d’un serio allenamento, non consentitogli dall’esercizio del suo mestiere&amp;quot;. Mestiere che, per il diciassettenne Romeo proveniente da una famiglia di sgangherata situazione, era quello di aiuto-tipografo; per cui, il cronometro da taschino Hausmann, offerto da [[Il Messaggero]], dovette funzionare da eccellente carota per il nostro. Giusto due anni dopo, &amp;quot;[[Tofani Romeo|Tofini]]&amp;quot; – così avrebbero cominciato a indicarlo i giornali, sulla base di un solitario errore commesso dalla torinese [[La Stampa Sportiva]] e poi riciclato ad infinitum in stile Wikipedia – si sarebbe tesserato alla sezione nuoto della SP Lazio (fino a quel momento aveva continuato a nuotare per se stesso), divenendone uno dei fattori trainanti a livello sia agonistico che dirigenziale. Ma la miniera degli inabissati registri della biancazzurra società Rari Nantes Roma [[1891]] non si esaurisce qui: è un pozzo di diamanti blu come la città di Zinj.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[1898]] al [[1904]], vediamo entrare nel novero degli rn personaggi che concorsero in prima linea al pionierismo della SPL: [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Tomassini Attilio|Attilio Tomassini]] e [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Pace Giuseppe|Giuseppe Pace]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Venarucci Carlo|Carlo Venarucci]] e [[Monarchi Ugo|Ugo Monarchi]], ovvero gli studenti del Liceo Tecnico Da Vinci, dapprima laziali e poi virtussini assieme a [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]]. E oltre a costoro vari altri, ma tanti proprio, che da giovanissimi furono soci rn o presero parte a gare, a cimenti, e poscia si diedero a discipline atletiche nelle file della Podistica. Spiluccando tra gli esempi più eclatanti, abbiamo il &amp;quot;giornalaio&amp;quot; [[Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]], in acqua, ma senza brillare, a una &#039;&#039;Popolare di nuoto&#039;&#039; di un chilometro il [[15 luglio]] [[1900]], quando aveva diciassette anni. Uno dei nove fondatori, [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], il [[20 luglio]] [[1902]] si mette alla prova nello stesso tipo di gara, dichiarandosi &amp;quot;pittore&amp;quot;. Il ventunenne &amp;quot;Onta&amp;quot;, forse per la troppa pizza e salame che ingurgitava, arriva molto indietro, mentre la vittoria arride al quasi diciottenne [[Retacchi Fernando|Fernando Retacchi]], &amp;quot;macellaio&amp;quot; del rione Ponte. [[Retacchi Fernando|Retacchi]] fu il più talentuoso nuotatore biancoceleste dopo [[Tofani Romeo|Tofani]] del periodo [[1900]]-[[1910]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli venne acquisito nel [[1904]] dalla fusione con la biancoverde [[Esperia Roma|Esperia]], e però aveva un carattere sanguigno, da bullo amante della &amp;quot;pungicata&amp;quot;, e sarebbe morto molto giovane di sifilide. [[Masini Tito|Tito Masini]] – a parere di LazioWiki uno dei più decisivi personaggi nella storia della Lazio – lo troviamo all’eliminatoria della &#039;&#039;II Gara Secolare Nazionale&#039;&#039; del [[17 settembre]] [[1902]], sulla distanza di 250 metri, quando ancora non era un tesserato SPL. E infatti, si iscrisse come socio della RN Milano, città dove in quel momento viveva, forse per ragioni di studio. La RNM vinse la prova col suo campione Mario Doria, in grado di eseguire la nuova nuotata inglese over arm stroke. Nel registro c’è la foto del watusso [[Masini Tito|Masini]] con le mutandine bianche e la striscia rossa del club meneghino, in posa assieme agli altri, consigliato dal fotografo Santoni a stare sdraiato per terra in maniera da non far apparire nani gli avversari: dovrebbe essere la più vecchia immagine di [[Masini Tito|Masini]] atleta che si conosca. Una traccia rari nantes è pure collegabile a [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che, sedicenne studente al Terenzio Mamiani a viale delle Milizie, affrontò bravamente il &#039;&#039;IV Cimento Invernale&#039;&#039; del  [[1902]] senza denunciare l’appartenenza ad alcuna società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno dopo si piazzò quinto, sempre da &amp;quot;singolo&amp;quot;, il giovedì [[6 agosto]] alla quarta edizione della Castel Giubileo, con sul capo applicato uno zucchetto &amp;quot;turchino e bianco&amp;quot;, cioè biancazzurro. (I berretti venivano sorteggiati e i concorrenti dovevano ridarli indietro, erano monocolori o bicolori, talvolta ornati di simboli come i fantini). Quindi il liceale [[Bitetti Olindo|Olindo]] partecipò al &#039;&#039;IV Saggio Indumentale&#039;&#039; il [[30 agosto]] [[1903]], dichiarandosi per la prima volta della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;; dal che si deduce che fu esattamente in quelle tre settimane che il nostro entrò nei ranghi laziali. Ammesso questo, risulta difficile credere al vanto, esternato a [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]], di essere stato lui, nel convegno del [[9 gennaio]] alla [[Pippanera|Pippa Nera]], a suggerire i colori bianco e celeste in onore della Grecia Olimpica! Portandoci avanti in questa nostra serie in stile Tableaux d’une exposition, alla Castel Giubileo del [[1903]] – gara internazionale come veniva presentata, col via dato sotto l’estrema arcata di sinistra del ponte e che implicava due ore e mezza di sbraccettamenti – prese parte un altro nuotatore da ricordare, Roberto Bronner, in quel momento però della Romana Nuoto. Il podista [[Monarchi Ugo|Ugo Monarchi]], invece, quell’estate fatidica si tesserò alla RNR, probabilmente seguendo l’invito dei fratelli Mesones dopo il litigio che aveva portato alla costituzione del [[Virtus Roma|Club Sportivo Virtus]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con loro [[Venarucci Carlo|Carlo Venarucci]], nella lista ufficiale dei rari nantes a fine anno; un anno che, per gli rn, andava dal [[1 aprile|primo di aprile]] al [[31 marzo]]. [[Kustermann Luigi|Luigi Kustermann]], altro campione belle époque, fa capolino in una popolare d’incoraggiamento. Nello stesso evento che segnò l’esordio agonistico del mitico squalo [[Tofani Romeo|Tofani]], infine, il Giornale Sportivo porta i nomi di [[Carlini Alfredo|Alfredo Carlini]] e di Gino Baccani, che con alto spirito critico si autodefinì &amp;quot;Lumaca&amp;quot; e arrivò ventiduesimo e ultimo spaccato. La mia disamina di quel poco che fotografai, purtroppo non con la necessaria attenzione, dei sei quadernoni santoniani, ognuno di cento pagine circa, prosegue con la prova utile a determinare il primo campione italiano, quella del [[14 agosto]] [[1898]] svolta ad Anguillara. Trattandosi di una gara importante, Santoni annota non solo le società iscritte, che sono dieci in rappresentanza delle regioni Lazio, Lombardia e Liguria, ma anche nome, cognome, età, luogo di nascita, professione, categoria e club di ciascun iscritto. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] è il ventottesimo dei trentatré, elencato: &#039;&#039;&amp;quot;23, possidente, Roma, Senior, Associazione Gioventù Cristiana Roma&amp;quot;&#039;&#039;. Lo stato di possidente è, dopo quello di studente, il più comune nella lista dei pionieri nuotatori. Lo studiare in un liceo o all’università presuppone una condizione di ceto medio e medio-alto, ma non mancano i mestieri più umili, a riprova del carattere interclassista del nuoto delle origini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La spartana falange di questi primi [[Campionato|campionati]] è fantastica: computista, impiegato ferroviario, commesso viaggiatore, postino, calzolaio, scalpellino, contadino, tipografo, orologiaio, muratore, &amp;quot;maccaronaro&amp;quot; (il Palombini della Cristiana). [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], che gareggia avendo sullo zucchetto il numero 25 su 28 partenti, è uno degli undici ritirati per &amp;quot;indisposizioni di indole passeggera&amp;quot;. C’è da dire che la gara si disputò in una giornata di forte vento di tramontana che infastidì gli atleti, sollevando onde che li colpivano di fronte e di fianco, per cui essi persero a più riprese la giusta direzione. Furono una dozzina i giornali che pubblicarono. Il re stesso, a mezzo del suo aiutante di campo, spedì un telegramma di felicitazioni alla Rari Nantes Roma. I mesi che vanno dal settembre del [[1898]] al marzo del [[1899]] sono quelli in cui [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] insiste nel cimentarsi come nuotatore della Cristiana, seppure scottato dalla delusione del fallimento nel contesto nazionale. Le uscite a fiume continuano nel lasso di tempo in cui si consuma l’infelice storia d’amore con una ragazza, di cui non rivela il nome, ma probabilmente belga: molti erano i belgi che lavoravano in imprese tecniche nella Roma in ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[26 dicembre]] del [[1898]] è uno dei diciassette concorrenti al primo Cimento Invernale allestito per la festa di Santo Stefano: duecentocinquanta metri a favore di corrente col via alla scaletta dell’[[Albero Bello]] e l’arrivo alla scala sottostante la casina, ma per essere ammessi bisognava avere fatto almeno cinque bagni certificati dagli rn nelle settimane precedenti. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] si guadagna, così, alle undici e mezza di un mattino di sole spazzato dalla tramontana che aveva abbassato la temperatura dell’aria a tre gradi, la medaglia e il diploma di &amp;quot;nuotatore invernale&amp;quot;, godendosi nella casa dei rari nantes il &amp;quot;vermouth d’onore&amp;quot; offerto ai vittoriosi. &#039;&#039;Seit einigen Jahren hat sich bei uns die Gewohnheit eingebürgert, während des ganzen Winters im Freien zu baden und besonders hier in Rom giebt es zahlreiche Schwimmer, welche keinen Tag im Jahre vorübergehen lassen ohne in dem Tiber zu baden, ohne Rücksicht auf den Regen und auf das schlechte Wetter, das in den kalten monaten wohl öfters vorkommt. Die Anregung zu diesem winterlichen Sport kommt von den verschiedenen Schwimmvereinen “Rari Nantes” welche kürzlich in Italien entstanden sind&#039;&#039;. – Come scriveva Santoni su un giornale di Charlottenburg. (E vai col traduttore simultaneo...).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo genere di prove estreme imitava Berlino, Parigi e soprattutto Londra, col suo handicap sul laghetto di Serpentine a Hyde Park che andava avanti dal [[1880]]. Quando la temperatura dell’acqua scendeva a dodici gradi centigradi, la RNR cambiava il vessillo, faceva sventolare il gagliardetto col fiore e partiva ufficialmente la stagione del nuoto invernale. Quel mattino del [[26 dicembre]] [[1898]], nonostante il clima algido, l’acqua a sette gradi e il fatto che gli aspiranti stoccafissi avessero dovuto percorrere a piedi i trecento metri ricoperti di uno strato sottile di ghiaccio dalla banchina al punto di partenza, l’inviato della redazione romana (stava a via Gaeta) del settimanale Tribuna Sport annotò come essi ne fossero infine usciti &amp;quot;rosei ed invidiati dalle gentili signore che, avvolte nelle loro pellicce, sentivano molto di più i rigori del freddo&amp;quot;. Possiamo immaginare, con un pizzico di fantasia, il bel Luigi, modesto nuotatore col triangolo ma futuro ottimo marciatore, venire accolto seminudo nel tepore confortante di braccia femminili. Tra l’altro, a suggerire un altro punto di contatto tra le usanze della Rari Nantes e quelle della Podistica, v’è da sottolineare che, la prima domenica di aprile che apriva l’anno sociale, i biancazzurri rn se ne andavano a nuoto da ponte Milvio alla &amp;quot;non lontana [[Trattoria dell&#039;Olmo|trattoria dell’Olmo]]&amp;quot;, dove consumavano l’agape sociale che coincideva con l’assemblea generale. Sappiamo bene che la bandiera bianca e celeste a righe verticali della SPL fu inaugurata nell’ottobre del [[1904]] da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] proprio dalla Sora Rosa all’Olmo, che stava sulla rettilinea via Angelica e si auto-denominava &amp;quot;cuccagna dei canottieri&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;[[1899|Milleottocentonovantanove]]: dal nuoto al podismo, o &amp;quot;la gestazione&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed eccoci arrivati alla dirittura d’arrivo di queste nostra lunga pedalata riguardante le origini natatorie della Lazio. Il momento che chiamerei della sliding door: quando tutto mutò rispetto a quel che sembrava altrimenti predisposto. Se siete dei fan del modo di pensare storicistico, siamo al cospetto di una concentrazione dialettica dalla quale emerse trionfante il logos della &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Lo striscione dell’ultimo chilometro reca anch’esso l’iconica sigletta &amp;quot;rn&amp;quot;. Nel corso del [[1899]], l’organizzazione Rari Nantes allestì diciannove [[Campionato|campionati]] da Napoli in su, più vari cimenti sia &amp;quot;indumentali&amp;quot; (tutti vestiti) che invernali. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] partecipò all’ultimo cimento invernale ad Anguillara, la domenica del [[19 marzo]], partendo dalla stazione Termini assieme a un gruppo della RNR e a [[Mondino Francesco|Francesco Mondino]] della Società Ginnastica Roma: la &amp;quot;Roma&amp;quot;, come sovente la battezzavano i giornali per via della sua anzianità e fama. Una prova di sapore goliardico e non agonistico a Luigi andava bene, ma non se la sentiva di sborsare le due, tre o cinque lire di iscrizione e battersi contro toraci più ampi, tipi decisamente più robusti di lui come i vari Crucianelli, Capparella, Valle, Mancini, [[Pizzingrilli Costantino|Pizzingrilli]], Baldazzi, Galbusieri, Gabbarini, Cattaneo, Bozzo, Perlo, Saltarini, Allegri, Delande, Alisoff, Coppola, eccetera: la lista si allungava ogni giorno di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, da qualche tempo, l&#039;improvvisa partenza da Roma della fidanzata gli aveva scatenato l&#039;ossessione per lo sport, che nei dodici mesi precedenti si era mantenuta nel solco di un significato secondario. L’incipit del diario ce lo dice: &amp;quot;[[21 aprile]]. Partita per Bruxelles e perciò mie abitudini giornaliere cambiate mi trovo fuori acqua non sapendo più cosa fare né dove andare. Non trovo neanche sollievo nei posti dove passai ore deliziose con lei. Tutto mi annoia, scanso gli amici rendendomi quasi inurbano. Per rompere il ghiaccio che mi tiene avvinto e per non andare più nei luoghi tanto belli e cari alla mia persona, ho deciso di abbandonare la vita galante, passeggi, caffè, cambiando invece con gli esercizi sportivi onde divagarmi e profittando della stanchezza delle membra per poter dormire facendo esercizi violenti, corsa, lunghe passeggiate, nuoto etc.&amp;quot;. La singolarità che il quaderno cominci nel giorno del Natale di Roma forse non significa nulla. Piuttosto, le pene di amore mi pare abbiano liberato nel sofferente il desiderio di affidare alla carta la memoria scritta. Uno sfogo che subito trascende il sentimentalismo e si trasforma in una routine funzionale all’attività fisica; un modo per superare l’angoscia ponendosi obiettivi tangibili, misurabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente, ho passato un momento del genere all’età di 26 anni, per cui il depresso Luigi lo capisco... Questo, dunque, è il punto cardinale, il destino tradotto nella vertigine di una porta scorrevole: da un felice dandy [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] dedito alla &amp;quot;vita galante&amp;quot;, si passa a un [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] infelice, mezzo bruciacchiato dal fulmine a ciel sereno di un amore in fuga, e perciò scatenato (come cura) nello sport. Nuoto e podismo entrano prepotentemente nella vita del Fondatore; due discipline che alla Cristiana, società soprattutto di ginnasti dediti alla lotta e alla pesistica, venivano tenute in minor conto. Nel mentre matura questo scatto, la propaganda natatoria si intensifica e riverbera sui giornali di tutta la nazione. Tribuna Sport, l’ebdomadario più completo dopo la [[Gazzetta dello Sport|milanese Gazzetta]] e che probabilmente [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] leggeva, pubblica nel [[1898]]-[[1899|99]] articoli che illustrano la ginnastica propedeutica praticata a secco dai tedeschi. Disegni sulle tecniche di nuoto più in voga, e le prime notizie sul nuovo gioco del &amp;quot;water polo&amp;quot; di matrice inglese. Addirittura, rende conto di conferenze di illustri professori che garantiscono sull’utilità dell’ars &#039;&#039;natandi&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E, naturalmente, pubblica gli aggiornamenti sulle gare: un &#039;&#039;[[Campionato]] Meridionale&#039;&#039; per la prima volta si svolgerà nella baia di Napoli, cinque secoli dopo la leggenda delle imprese del &amp;quot;Pesce Cola&amp;quot; nel Mar Tirreno. Contemporaneamente, la Rari Nantes Roma sta godendo del suo primo vero boom di tesserati. Ormai le gare che organizza sul fiume si rivolgono non solo ai nuotatori provetti, ma anche ai giovani popolani dei rioni, agli studenti, agli allievi dei ricreatori non religiosi. Una leva continua al nuoto per gli under 21 che le funziona da serbatoio di nuovi soci. È una &#039;&#039;propaganda fide&#039;&#039;, come si dice. &#039;&#039;In balneis salus&#039;&#039;. Ma [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] ha i suoi dubbi. L’elegante divisa blu con i bottoni dorati non la vuole vestire; e neanche la fichissima girocollo tricolore con la scritta &amp;quot;Roma&amp;quot; in filo di seta nero. Egli rifiuta intimamente il concetto di poter concorrere a una gara solo col permesso dei consoci. Mezza abbandonata l’idea del nuoto agonistico, si allena per trasformarsi in un corridore a piedi, un &#039;&#039;podista&#039;&#039;: un valente nello sport del &#039;&#039;pedestrianesimo&#039;&#039;, che da qualche stagione va forte al nord. E difatti, si aggiudica la medaglia d’oro di &amp;quot;campione del Lazio&amp;quot; nella prova dei 120 metri piani alle feste sportive di Villa Pamphili, quelle del [[21 maggio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’occasione, rinuncia alla gara di nuoto al laghetto del Giglio, con in prima fila i fratelli Crucianelli da Anguillara. Per lui, un uomo di ventiquattro primavere che non ha l’angoscia di guadagnarsi da vivere, le uscite a fiume servono da scarico; sono il passatempo che ha sostituito il dandismo alla Lord Brummell. Il tragitto che gli è più abituale va da ponte Milvio (&amp;quot;ponte molle&amp;quot;, lo chiama nel diario, e lì sappiamo dai registri &#039;&#039;rn&#039;&#039; che sorgeva una capanna a disposizione dei nuotatori) a [[Ponte Regina Margherita|ponte Margherita]], circa quattro chilometri a filo di corrente. A mio parere, seguendo certi discorsi che proponeva il Martini, la contemporaneità delle due discipline non dovette giovargli, giacché differenti sono i muscoli, i tendini e le cartilagini messi in gioco, e quasi opposti i movimenti delle fibre muscolari. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] avvertì la difficoltà di scoprire i segreti della specialità del mezzofondo (il suo traguardo era il record sul chilometro) sicuramente mai avvicinata prima, dal momento che nei reparti dei bersaglieri si faceva d’obbligo la marcia cadenzata con armi e munizioni addosso. Tenta con encomiabile forza di volontà di segnare tempi decenti, svolgendo sedute di training nella [[Piazza d&#039;Armi|piazza d’Armi]] ai Prati e sulla pista di terra battuta del Velodromo Salario a Porta Pinciana, assieme ad [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e ad [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quel [[Grifoni Alceste|Grifoni]], uno dei &amp;quot;nove&amp;quot;, che aveva il padre maestro di ginnastica alla SGR e consigliere nell’associazione nazionale degli insegnanti. E poi c’è il nuoto. Il nuoto che non è solo un’avventura ludica e parte integrante di un allenamento interdisciplinare, ma anche, per diversi degli amici che frequenta e ai quali vuole bene come un fratello maggiore, agonismo e competizione. Non li può deludere. Giunti i primi caldi, la torrida estate del [[1899]], il [[6 luglio]] [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] entra nella giuria, in qualità di rappresentante ACDG, del &#039;&#039;[[Campionato]] del Tevere&#039;&#039; che registra la vittoria del consocio [[Pizzingrilli Costantino|Costantino Pizzingrilli]]. Gli piace vestire i panni dell’ispettore o direttore di gara. Nell’ambiente fiumarolo lo conoscono come persona seria e si fidano: &amp;quot;uno della Cristiana&amp;quot;. Come ricorderà l’amico [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] dopo la prematura morte, egli non mostrava mai &amp;quot;jattanza&amp;quot;, cioè una ostentazione di superiorità, ed era &amp;quot;sorridente, affabile, energico&amp;quot;. In tutti questi anni che ho sfogliato decine di giornali d’epoca e memorie sul mondo dei fiumaroli, pubblicando libri, articoli e saggi, non mi è mai capitato di leggere una sola riga, o vedere una sola foto o un solo disegno, una caricatura, di un [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] partecipante alle carnevalate a ritmo continuo tipiche di chi passava le sue estati sulle rive del Tevere. Significativo, no?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Er Puntale&amp;quot;, con la sua barbetta patriottica alla Guglielmo Oberdan, aveva &amp;quot;visto cose&amp;quot; come il replicante Roy del film &#039;&#039;Blade Runner&#039;&#039;. Egli doveva avere infissi nel cuore e nella mente ideali veramente alti, che si riflettevano nel comportamento e nella maniera in cui si proponeva agli altri. Il giudice di nuoto è un ruolo che finirà per ricoprire anche nella Lazio del biennio [[1900]]-[[1901]]; a volte in coppia con lo stesso Santoni, come nella gara di 5,5 km indetta dalla SPL il [[19 agosto]] [[1900]] sul percorso Conca d’Oro - Porto fluviale. Nell’estate del [[1899]] egli prova ancora, tuttavia, ad essere un agonista vincente. La domenica del [[23 luglio]] entra in lizza al &#039;&#039;&amp;quot;Campionato di Roma&amp;quot;&#039;&#039; al Lago di Nemi, ma si deve ritirare senza finire il percorso; un’altra grave delusione, nonostante l’allenamento quotidiano, ma forse questa volta preventivata. Le due gare, &amp;quot;Tevere&amp;quot; e &amp;quot;Roma&amp;quot;, erano un po’ come la partita in casa e la partita in trasferta nel [[derby]] d’estate tra i &amp;quot;romani de’ Roma&amp;quot; e i &amp;quot;burini&amp;quot; dei paesi vicini. Luigi nel diario non accenna alla sua débacle. Piuttosto, esprime meraviglia per la sconfitta di Gaetano Crucianelli ad opera del rivale genzanese Antonio Valle. I consoci [[Pizzingrilli Costantino|Pizzingrilli]], [[Altieri Vincenzo|Altieri]] e Palombini si sono piazzati al quarto, quinto e settimo posto, così che i quattro della Cristiana tornano a casa condividendo un sentimento generale di sconfitta; ma le possibilità di rivincita sono tante, bussano già alla porta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come accennato, il pomeriggio del [[9 agosto]] [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] non si aggrega al manipolo composto da Santoni e dai nuotatori agonisti [[Mesones Luis Ignacio|Luis Mesones]], Palombini, Crucianelli, Valle, Turno Baldazzi e Paride Capparella, fritto misto di nuotatori buzzurri e cittadini, che salgono in treno destinazione Milano-Como per &#039;&#039;Il [[Campionato]] Nazionale&#039;&#039; in programma il 13. Durante il mese di luglio ha effettuato ventidue bagni nel Tevere, che non lo hanno aiutato ad acquisire maggiore competitività. Probabilmente ci riflette sopra. Ne discute col [[Bigiarelli Giacomo|fratello Giacomo]], con gli amici. Gli viene l’idea di costituire, il giovedì del [[3 agosto]], una società &amp;quot;Liberi Nantes&amp;quot;. Anche questo un sodalizio informale, più informale ancora di quel che sarà la Podistica Lazio al suo sorgere: non ci sono regole scritte né statuto – o almeno non vi si fa cenno nel diario. La trama sociale è data dalla reciproca affinità e da una mutandina bianca con la striscia nera alla cintura e le iniziali &amp;quot;LN&amp;quot; ricamate sul fianco sinistro, com’è di moda. Indicativo è il fatto che i colori scelti dai liberi nantes non rispettino la regola, osservata dai rari nantes, di distinguersi tra di loro. In due articoli pubblicati il [[31 ottobre]] e il [[7 novembre]] [[1898]] sulla [[Gazzetta dello Sport]], Santoni specificava i colori delle rn, avvertendo di non fondare società con quegli stessi abbinamenti nei costumi: la RN Roma mutandine azzurre con striscia bianca; la RN Sabatia bianche e striscia celeste; la RN Genzano rosse e striscia giallo-arancio; la RN Bracciano bianche e striscia nera; la RN Albano bianche e striscia verde; la RN Genova vermiglie; la RN Milano bianche e la striscia rossa; la RN Pisa rosse con la striscia bianca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I liberi nantes di [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], dunque, si appaiavano ai braccianesi; rispetto alla sempre più florida comunità dei rari nantes, erano &amp;quot;alternativi&amp;quot;. Ora, la striscia nera ci fa opinare che, pure qui, nell’eterogeneo gruppo dei [[Pippanera]] [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] avesse trovato gli aderenti alla sua iniziativa. L’ulteriore &#039;&#039;step&#039;&#039; avrebbe dovuto contemplare l’ottenimento di una sede: quella che sarà la bottega di [[Via Valadier 21|via Valadier]] per la Lazio. Con spirito pratico, la sede dei liberi nantes la si ricerca lungo il fiume. E, attenzione!, notate il punto cruciale: i liberi nantes non prendono il capanno di Gambadilegno. Esso, evidentemente, non era affittabile, per la sua promiscuità non si prestava alla bisogna, la casa sociale dovendo rispondere ai requisiti dell’indipendenza e dell’esclusività. Ma tutto salta perché le persone alle quali Luigi si rivolge per un aiuto – il vicepresidente della RNR architetto Sebastiani, Carlo Sansoni del Reale Club Canottieri Tevere, il rari nantes Rodolfo Lepori e il marchesino Alessandro Venuti della Società Romana di Nuoto, già pioniere &#039;&#039;footballer&#039;&#039; al Liceo Visconti – non lo accontentano. Ecco allora individuato un altro dei momenti in cui gli &#039;&#039;rn&#039;&#039; hanno giocato un ruolo esiziale nella nascita della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza il loro &amp;quot;no&amp;quot;, [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] avrebbe portato avanti, nell’autunno-inverno del [[1899]], una SLN corredata della sua brava sezione podistica. E a una &amp;quot;Liberi Nantes&amp;quot;, sua eccellenza il cavalier [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], alto funzionario ministeriale, ginnasiarca propugnatore della &amp;quot;rigenerazione nazionale&amp;quot; attraverso l’attività fisica, velocipedista, podista, tiratore col Flobert, giocatore di tamburello nelle ore libere dall’ufficio, ma niente affatto buon nuotatore, quattro anni dopo non si sarebbe di certo interessato. Per [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], dunque, è sul podismo che convergono, alla vigilia del Secolo Nuovo, le residue speranze di divenire un grido celebre della diana sportiva. Al sopraggiungere dei primi freddi, il nuoto passa in cavalleria. Non è un rari nantes e le perlustrazioni d’inverno lungo il fiume non lo attirano. Gli amici della Cristiana (Teodorico Boaselli, Enrico Gualdi, [[Pizzingrilli Costantino|Pizzingrili]], Palombini, [[Altieri Vincenzo|Altieri]], Luigi e Terenzio Giovagnoli, Benvenuto Franchini, lo stesso Giovannino Talacchi e vari altri) formano un gruppo speciale di &amp;quot;nuotatori invernali&amp;quot;, fermamente intenzionati a continuare le loro gite. [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] non entra nel novero, ed è altamente ipotizzabile che a quest’altezza già si sia conclusa la sua militanza nel club del triangolo rosso. Vi prego di notare la coincidenza: nessuno dei menzionati si tessererà, di lì a poco, alla sezione natatoria della Podistica Lazio, con l’eccezione del &amp;quot;ramingo&amp;quot; [[Altieri Vincenzo|Altieri]]; con tutta probabilità, questi nomi non facevano parte della Liberi Nantes.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il podismo, allora: lo sport che si può praticare bene, e senza grandi spese, dall’autunno alla primavera inoltrata. Nei collegi inglesi gli studenti fanno addirittura il &amp;quot;cross-country&amp;quot;, specialità in Italia sconosciuta. Ma da noi sono almeno due decenni che si registrano sfide tra specialisti della corsa di resistenza; ad esempio, quella recentissima di 100 km tra i lombardi Arrigo Gamba e Carlo Airoldi, l’olimpionico mancato della maratona di Atene. Considerate che nel [[1899]] l’esercito dei nuovi adepti &amp;quot;puzzapiedi&amp;quot; è in piena espansione al nord. Un diciannovenne di Milano, Ettore Zilia, detiene il record sull’ora di km 15, 711. Il miglio appartiene invece al ligure Emilio Banfi, con cinque minuti esatti. Il numero uno dello Sport Pedestre Genova, Cesare Ferrari, si è aggiudicato il titolo italiano dei 35 km a Torino, città sede della Unione Pedestre. Di Attilio Pozzi, presidente del Club Pedestre Milano, è il primato dell’ora di marcia di km 10,050. Il milanese Umberto Colombo è, a detta dei giornali sportivi, il velocista più bravo, corre i 100 metri in poco più di undici secondi; presto, dopo l’eliminazione dalla finale olimpica a Parigi dove sarà battuto in batteria da un americano e da un australiano, lascerà l’agonismo e si farà una famiglia. I loro medaglioni, corredati da foto come per i ciclisti più celebri, le stelle professioniste della pista, campeggiano sui supplementi illustrati della [[Gazzetta dello Sport]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché non emularli? – si chiedono in più di uno a Roma. E fra di essi [[Bigiarelli Luigi|il Luigi]]. Il [[5 ottobre]] [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], trasportato sulla scala mobile del podismo sport alla moda, si decide a fondare una &amp;quot;Società Podistica Romana&amp;quot;. Il diario ce lo dice. Ma intanto, arrivano nuove adesioni alla Liberi Nantes, motivo per cui, col gruppo ora abbastanza nutrito dei consoci, il [[27 ottobre]] delibera di costituire semplicemente una sezione podistica. La speranza di avere una sede tramonta definitivamente l’[[8 novembre]]: il cosiddetto &amp;quot;galleggiantino&amp;quot;, che lui e gli altri usano per la pesca e come base per i bagni, proprietà dell’amico Nino al quale pagano un obolo mensile, non basta, in quanto esposto alle intemperie nella stagione fredda. Ci vuole la &amp;quot;capanna&amp;quot;; o, ancor meglio, una solida casina. Simultaneamente al volatilizzarsi della sede sociale, fa capolino nella testa dell’ex bersagliere e dandy l’idea di lasciare la velocità pura e il mezzofondo (&amp;quot;corsa cadenzata&amp;quot; nella sua terminologia) per sperimentare la marcia. In quel ramo partiva avvantaggiato: secondo gli studi dell’epoca, il passo medio del bersagliere era di 85 centimetri, dieci in più del fante, e nella corsa era di un metro esatto, contro gli 80 cm scarsi dell’umile fantaccino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[Bigiarelli Giacomo|fratello Giacomo]], da [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] e da [[Venier Enrico|Venier]], Luigi viene a sapere della loro &amp;quot;fondazione&amp;quot; della sezione romana dell’Audax Podistico Italiano, ente sorto a Milano e che essi vogliono lanciare nella Capitale. Si tratta di marce cronometrate di 25, 50, 75 km (il diploma Audax classico, in un tempo limite di 14 ore) e financo 100 km: &amp;quot;l’Audacissima&amp;quot;. Una disciplina di estrazione militare, al punto che alcuni record strabilianti sono stati stabiliti da francesi marcianti con la carabina in spalla. Un altro degli esercizio propedeutici alla formazione del fante che sta tramutando in sport. Calcolate che nel [[1897]]-[[1898|98]] sorgono in Italia, come in una patriottica volata di note, un Audax ciclistico, promosso dallo scultore Vito Pardo, uno dei canottieri, uno alpinistico e, per l’appunto, uno pedestre. Non c’è l’Audax di nuoto, ma sui giornali si legge delle imprese di Holbein, Burgess, Greasley e Percy Cavill, professionisti dello sport, e dei tentativi di attraversare la Manica da Dover a Calais sulla scia del leggendario capitano di marina inglese Matthew Webb. Esiste, poi, un &amp;quot;distintivo di nuotatore di lungo corso&amp;quot;, guadagnato sul Lago di Bracciano dai coccodrilli romani Basilici e [[Altieri Vincenzo|Altieri]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Campioni valentissimi entrambi, e in specie l’[[Altieri Vincenzo|Altieri]], per i fiumaroli univocamente &amp;quot;Cencio&amp;quot;, invitato dai francesi al [[campionato]] mondiale. Uno che, in età più matura, si sarebbe dato al professionismo con un moto simile al [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] marciatore, cercando senza successo di fissare il record della Manica. Occhio ai nomi che abbiamo snocciolato fino ad ora: [[Tofani Romeo|Tofani]], [[Altieri Vincenzo|Altieri]], Carlini, [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Marroni Cesare|Marroni]]: i più forti elementi della sezione natatoria biancoceleste nella sua primissima estate; a costoro potremmo aggiungere il piccolo [[Venier Enrico|Venier]], che una volta entrava in gara per la RNR e un’altra per la Podistica Lazio, secondo la compagnia che aveva. All’abbrivio della stagione estiva dell’anno [[1900]], saranno proprio loro a vestire le prime mutandine da bagno di tela azzurra con la sigla &amp;quot;SPL&amp;quot; sul fianco. Sulla scorta di quanto detto finora, possiamo arguire che, pur non avendo nello statuto un articolo al riguardo, la Podistica – o almeno la sua sezione di nuoto – abbia identificato da subito nel turchino il colore sociale. Che poi diverrà un abbinamento di &#039;&#039;bianco e celeste&#039;&#039; acceso quattro anni più tardi, nella primavera del [[1904]] quando si cucirà in casa di [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] la tenuta della squadra di football.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il calcio, il pallone da football degli inglesi, così diverso dal pallone di Edmondo De Amicis che i romani vanno a vedere allo sferisterio per scommetterci sopra, è un qualcosa di esotico nel [[1899]] per quelli della [[Pippanera|Pippa Nera]] e per i Liberi Nantes. L’Audax di marcia, parimenti, è roba nuova, ma più comprensibile; tale da affascinare i cuori in un’epoca in cui le strade non sono asfaltate, di indicazioni segnaletiche se ne incontrano poche e non sicure, per cui nella marcia si ritrova in pieno il gusto dell’avventura e dell’esplorazione. È qui che la &amp;quot;passeggiata&amp;quot;, pratica non del tutto sconosciuta a passo veloce sotto la guida di un capogruppo, diventa &amp;quot;audace&amp;quot;. Con l’Audax, in effetti, nella testa di Luigi cambia tutto: la sensazione palpabile di avere imboccato la direzione giusta, la sua vera vocazione, lo infiamma fin dalle prime prove. Il [[20 novembre]] parte l’allenamento, un viaggio di andata e ritorno da Porta San Giovanni a Frascati. Gli fanno da compagni di pedagna [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]], il prestante [[Mesones Alberto|Mesones junior]], che è un palmo più alto di lui, e il diciassettenne [[Novelli Ugo|Ugo Novelli]]. C’è il problema, però, che l’Audax Podistico Romano è stato costituito da [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] e soci senza il placet della direzione generale, che ha il suo contatto nella figura, assai nota, del professor [[Tifi Cesare|Cesare Tifi]] della Società Ginnastica Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per spiegarvi meglio lo snodo, questa dell’Audax Podistico è una storia che ricalca a grandi linee quella dei rari nantes. Al volgere del [[1899]] esiste solamente l’AP Milano, il sodalizio originario, ma fervono i contatti per impiantare altre due associate a Genova e a Roma, ovvero innescare la scintilla per un proliferare di &amp;quot;audaci podisti&amp;quot; nella nazione intera. Sempre in omaggio al pensiero dell’establishment di generare il fante marciatore, nuotatore, buon tiratore con la carabina, ciclista, scalatore, ginnasta. Ma cosa succede? Abbastanza inaspettatamente, Roma prende la testa del movimento in virtù di un entusiasmo incontenibile, di molto superiore a Milano. Ne deriva che nel novembre del [[1900]] la sede scende nella Capitale e [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] viene eletto direttore generale, esattamente il [[24 dicembre]]. Gli &amp;quot;audaces&amp;quot; romani sono come cavallette impazzite: aumentano a una sessantina nel [[1901]], quando il &amp;quot;direttore sportivo&amp;quot; della SP Lazio (carica esemplata dalla RNR, dove il nostro si era probabilmente accorto che il &amp;quot;ds&amp;quot; coordinava l’attività, e al presidente e vicepresidente spettavano compiti formali di rappresentanza) risiede ancora a [[Vicolo degli osti, 15|via degli Osti]]; raddoppiano l’anno successivo, quando ormai si è spostato a Parigi col target dell’atleta professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’Audax fisso nella mente, [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] la transizione dall’autunno all’inverno del [[1899]] la vive marciando: tacco e punta, i gomiti alti secondo lo stile del francese Luis Ortègue. Ma non per un rigurgito di patriottismo a vocazione militare. Egli si pone piuttosto sulle orme del &amp;quot;&#039;&#039;pedestrianism&#039;&#039;&amp;quot;, fenomeno che in Gran Bretagna ha originato scuderie di professionisti e una passione popolare (del popolo, in effetti) che stupisce: gare di gran fondo alle quali si iscrivono centinaia di giovani uomini, motivati dall’alea di ricevere premi e sentire strillato il proprio nome sui giornali, con la speranza di diventare ricchi e famosi. Lo sport, la nuova frenesia che acchiappa la borghesia (c’è pure il &#039;&#039;Ballo Sport&#039;&#039; che impazza nei teatri, ovviamente con ballerine agghindate), si innalza a strumento utile per scalare le classi sociali e costruire una propria identità, in risposta a un messaggio che proviene direttamente dalla società industriale. Sono questi i momenti in cui nasce la figura di uno &amp;quot;&#039;&#039;scripted actor&#039;&#039;&amp;quot; operante all’interno di una &#039;&#039;over-socialised conception of &amp;quot;man&amp;quot;&#039;&#039; – come dicono oggi i sociologi e gli storici dello sport. A Torino, Milano, Genova e dintorni – le capitali dello sport – quando [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] scopre le delizie della marcia agonistica sono un po’ di anni che si tessono le lodi dei novelli &#039;&#039;footmen&#039;&#039; venuti su dal nulla. Pasticceri, falegnami, lampionai e tipografi mezzo analfabeti, poveri e non milionari come gli chef pasticceri di oggi, che combattono alla pari con gli studenti figli della borghesia, aggiudicandosi massicce medaglie d’oro e d’argento in &amp;quot;girilunghi&amp;quot; di svariati chilometri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] è egualmente su quella strada. A Roma! Capitale assolutamente indietro rispetto a Parigi, Vienna, Berlino, Londra in materia di &#039;&#039;open games, physical education e sports&#039;&#039;. Moderno &#039;&#039;sportsman&#039;&#039; alla ricerca della sua &#039;&#039;self identity&#039;&#039;, il pericolo per lui è la &#039;&#039;festa mobile&#039;&#039; che un simile, temerario approccio all’esistenza presuppone: si può andare su e giù con grande facilità. La domenica del [[3 dicembre]], impiega tre ore e mezza per coprire la distanza da Porta Portese a Fiumicino, alla media di nove chilometri. Con lui sono questa volta il [[Bigiarelli Giacomo|fratello Giacomo]], gli studenti [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] e [[Novelli Ugo|Ugo Novelli]], il ventunenne [[Bastianini Aurelio|Aurelio Bastianini]] della Romana di Nuoto. Certamente Luigi è il più deciso, molto dentro &amp;quot;il sogno&amp;quot;. Da Sebastiani si è fatto dare il cronografo, da Venuti i pantaloni da ciclista per la gita; per contro, ha imprestato a [[Mesones Alberto|Mesones]] e [[Annibaldi Guido|Annibaldi]] due paia di pantaloni da corsa. Quel che è importante, Puntale si accorge di essere bravo per davvero: dà una spersa di quaranta minuti agli altri. Credo che, in quel momento, per lui fu come aver puntato i classici due soldi alla riffa ed essersi accorto di averli moltiplicati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[26 dicembre]] non partecipa alla seconda edizione del &#039;&#039;Cimento Invernale&#039;&#039; di Santo Stefano, e comunque mancano le note sul diario. Vi prendono parte invece, in qualità di &amp;quot;ospiti&amp;quot;, [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]], [[Massa Galileo|Massa]], [[Annibaldi Guido|Annibaldi]] e [[Venarucci Carlo|Venarucci]]; più gli &#039;&#039;rn&#039;&#039; di lungo corso [[Mesones Luis Ignacio|Luis Mesones]] e [[Tomassini Attilio|Attilio Tomassini]], il primo &amp;quot;pratarolo&amp;quot; e il secondo &amp;quot;borghiciano&amp;quot;. Il diario bigiarelliano si chiude il  [[31 dicembre]] con la frase: &amp;quot;Quasi tutti della nostra compagnia ci riunimmo per andare in campagna ed andammo al solito posto a fare una merenda. Molta allegria&amp;quot;. La compagnia allegra è sostanzialmente quella della [[Pippanera|Pippa Nera]], sorta di arca di Noè citata un secolo e mezzo prima da Gioacchino Belli, e dove quasi incredibilmente, come in una fiaba, il [[9 gennaio]] [[1900]] si accende la storia della SP Lazio. &amp;quot;Lazio&amp;quot; come il nome verniciato sulla fiancata di un battello per il trasporto di passeggeri che transitava davanti al barcone, a pochi metri proprio, tutti i santi giorni; magari pure nel momento in cui si cercava, in una nuvola di fiato caldo speziato di profumi succulenti di baccalà e pezzetti di polenta fritta comprati alla cucina dei Talacchi, tutti insieme l’ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come da ricerche laziowikiste, codesto battello era un vaporetto di una quarantina di metri costruito a Stettino e di proprietà della Società Italiana di Navigazione Marittima e Fluviale; esso aveva l’approdo alla Marmorata, dove si potevano addirittura vedere alla fonda le torpediniere militari con i loro nugoli di marinai. Secondo una testimonianza che ancora girava nei primi anni [[1960|sessanta]] a Roma, pare sia stata la voce del diciottenne [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], detto er Poncho, che si levò a proporre il fatidico nome. Latinizzazioni e altre elucubrazioni non c’entrano un fico secco, anche se probabilmente resero animata la discussione, tra un mozzico e l’altro di castagnaccio. La parola &amp;quot;podistica&amp;quot;, invece, a mio avviso venne presa pari pari dall’API. Più moderna di &amp;quot;pedestre&amp;quot;, l’avevano coniata e resa popolare i ginnasiarchi, mutuandola dal greco &#039;&#039;πούς ποδός&#039;&#039;. Le Olimpiadi moderne per i colori bianco e celeste, pure, non c’entrano nulla. Solo undici mesi dopo l’onorevole Attilio Brunialti, un vicentino &amp;quot;capo console&amp;quot; del Touring a Roma, alla riunione ai Canottieri del Tevere giù a Ripetta, quella che doveva dare il là ai [[Ludi Sportivi al Secolo Nascente]] e alla scoperta del gioco del calcio per la Lazio, avrebbe proposto di riprodurre a cicli quindicinali i giochi olimpici dei greci, che il barone de Coubertin aveva riesumato nel [[1896]] ad Atene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma dei “Ludi” vi parlerò in un prossimo articolo. Punto il dito, allora, sul [[Mesones Alberto|Mesones junior]]. Romano peruviano, studente all’Istituto Tecnico &amp;quot;De Merode&amp;quot;, animatore della società Urbe e Farfa, uno dei [[Pippanera]] e immagino anche dei liberi nantes, e che nel [[1903]] avrebbe fondato con [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] la [[Virtus Roma|Virtus]], per poi partire alla volta dell’Africa a fare il cacciatore di fiere e il cercatore di oro e diamanti. Di lui si seppe poco o nulla da lì in avanti; a parte qualche lettera, spedita ai fratelli Corelli in piena Guerra Mondiale, e un fugace ritorno a Roma nel [[1928]], il Sud Africa rimanendo la casella finale dei suoi viaggi in giro per il mondo. Di [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], i fiumaroli di mezzo secolo fa rammentavano che fosse un &amp;quot;duro&amp;quot;. Il nome Lazio ce l’ha dato dunque un &#039;&#039;hombre&#039;&#039; che ha vissuto per mesi nel Katanga, nel Congo Belga cuore dell’Africa Nera, completamente segregato dalla civiltà, unico bianco tra gli indigeni. Come in &#039;&#039;Cuore di tenebra&#039;&#039; di Conrad. &#039;&#039;Apocalypse now&#039;&#039; di Coppola. Chi ha dato il nome alla Lazio era un tipo capace di attendere di notte, nascosto per ore nel bush, l’arrivo di un &amp;quot;nkwe&amp;quot;, attirandolo con l’esca di un quarto di antilope; per poi stenderlo con un colpo solo di carabina, l’adrenalina a mille: o lui o me! Siccome da ragazzo ho vissuto in quelle aree, vi posso dire che animale è un &amp;quot;nkwe&amp;quot;: è un leopardo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 6.jpg|thumb|center|800px|Lo statuto della Federazione Rari Nantes stampato a Roma nel 1900. Notate il motto: “Concordia parvae res crescunt”. L’attuale slogan della SS Lazio Generale deriva, dunque, da quello della prima associazione nazionale italiana di nuoto]]ù&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 7A.jpg|thumb|center|800px|Nuotatori all’Albero Bello ai primi del secolo: l’ultimo a destra è Altieri; anche qui, al centro seduto, c’è Basilici, classe 1882, per cui la foto potrebbe essere veramente del 1902]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 12.png|thumb|center|800px|I partecipanti al III Cimento Invernale svolto il primo gennaio del 1901. Tra i 36 iscritti, anche i laziali Aurelio Bastianini, Rodolfo Bulla, Francesco Mondino, Romeo Tofani, Carlo Venarucci e Filippo Villani. La freccia indica Luigi Bigiarelli vestito col maglioncino bianco a collo alto e i pantaloni alla zuava bianchi che usava per praticare la marcia. Un’immagine non conosciuta del Fondatore, la quinta in assoluto in costume da atleta]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 13A.jpg|thumb|center|800px|Campioni delle società Podistica Lazio di Roma e Rari Nantes Milano all’idrometro dell’Albero Bello per la I Gara Secolare del 17 settembre 1901, bandita in occasione del decimo anniversario della RNR. Da sinistra: Alberto Mesones, Arturo Bardelli, Romeo Tofani, Enzo Piccinini, Vincenzo Altieri.  I laziali Mesones e Tofani indossano le “mutandine a triangolo di tela azzurra” di cui parla Vittorio Spositi nel suo articolo rievocativo del 1939. Anche queste sono le più antiche immagini rinvenute di Mesones II e Tofani]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 15.jpg|thumb|center|800px|Recto e verso di una medaglia del Cimento Invernale 1901 della RN Roma, su disegno dello scultore Giuseppe Cantù &amp;lt;br&amp;gt; Collezione dell’Autore]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RN 16.jpg|thumb|center|800px|Recto e verso della medaglia assegnata ai rari nantes biancazzurri che, nell’anno sociale, fossero riusciti a toccare il traguardo dei 250 chilometri. Nel 1901 questa ambita medaglia dal castone d’argento, consegnata per tradizione il primo di aprile, se la aggiudicarono Altieri e Ariodante Marabini. Nel 1902 e 1903 non riuscì a ottenerla nessuno &amp;lt;br&amp;gt; Collezione dell’Autore]]&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Cronaca]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
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		<title>1901 (stagione)</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1899/00|Stagione precedente]] - [[1902 (stagione)|Stagione successiva]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[:Portale:Stagioni sportive|Torna al Portale delle Stagioni Sportive]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:RugbyFootball1901.jpg|thumb|left|200px|Da Italia Sport del 28 gennaio 1901 un breve articolo su un incontro di football del giorno precedente. Il disegnatore, non presente all&#039;avvenimento e all&#039;oscuro del tutto sul gioco del calcio, rappresentò, equivocando, una partita di Football- Rugby ]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:25gen1901a.jpg|thumb|right|200px|Il Messaggero del 25 gennaio 1901 riporta la notizia che la Lazio riceve, presso la propria sede, le iscrizioni alle gare podistiche dei &amp;quot;Ludi sportivi&amp;quot; di fine gennaio 1901]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:03nov1901a.jpg|thumb|right|200px|Il Messaggero del 3 novembre 1901 riporta la notizia di una &amp;quot;partita di foot-ball da giocarsi in accademia&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:ilcal.jpg|thumb|left|200px|L&#039;articolo de &amp;quot;Il Corriere dello Sport - La bicicletta&amp;quot; dell&#039;ottobre 1901]]&lt;br /&gt;
[[File:festesportive.jpg|thumb|right|200px|Gare di corsa. Al comando due atleti della Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], italiano di nascita ma naturalizzato francese, fu colui che portò a Roma, nel gennaio [[1901]], il primo pallone di calcio in dono alla Lazio.  [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] diventerà socio della Lazio. In occasione dei [[Ludi Sportivi al Secolo Nascente|Ludi Sportivi]] del gennaio [[1901]] la Lazio organizzò un torneo di calcio e, oltre alla società biancoceleste, vi parteciparono la Veloce e la Forza e Coraggio. Degli incontri non si conoscono i risultati. Probabilmente li vinse la Lazio nell&#039;ambito dei tempi regolamentari, ma poi si giocarono ulteriori tempi &amp;quot;supplementari&amp;quot; e la Lazio, forse per fair-play, concesse la vittoria agli avversari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rosa della Lazio è approssimativa, ma non dovrebbe discostarsi molto dalla seguente: [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]], [[Grassi|Grassi]], [[Pellegrini Fernando|Pellegrini]], [[D&#039;Amico Giuseppe|D&#039;Amico]], [[Golini Angelo|Golini]], [[Grifoni Alceste|Grifoni]], [[Masini Tito|Masini]], [[Bitetti Olindo|Bitetti]], [[Pollina Romolo|Pollina]], [[Ricci|Ricci]], [[Ancherani Sante|Ancherani]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso delle Feste Sportive del [[1901]] svoltesi al Velodromo Salario furono disputate anche delle gare di atletica. Nella foto qui di seguito si notano due atleti della lazio al comando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla rivista &amp;quot;Italia Sport&amp;quot; del [[28 gennaio]] [[1901]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Seghettini Bruto|Seghettini]] si recò a [[via Valadier 21]] perché aveva saputo di un torneo che stava per disputarsi al Velodromo &amp;quot;Roma&amp;quot; al Salario in occasione dei [[Ludi Sportivi al Secolo Nascente]], manifestazione che interessava anche la Lazio per via di alcuni cimenti atletici. Poco dopo la visita di [[Seghettini Bruto|Seghettini]], i laziali si recarono  alla sede del Veloce Club Podistico, organizzatore del torneo di calcio, allo scopo di ottenere ulteriori informazioni e magari iscriversi. Avevano a disposizione una manciata di giorni per prendere confidenza col pallone. Il torneo, per loro fortuna, subì un rimando di un paio di settimane. Si giocò infine la domenica pomeriggio del [[27 gennaio]]. Tre le squadre iscritte: il VCP (Veloce Club Podistico - nda), la SPL (Società Podistica Lazio - nda) e la SS Forza e Coraggio. La competizione venne però funestata da un incidente occorso durante la prima partita: Alessandro Marchetti, capitano del Veloce Club, colpì Ulderico Tatta, della Forza e Coraggio, con un calcio in un occhio, che rimase talmente mal ridotto da venire asportato una volta giunto il poveretto all&#039;ospedale. La Forza e Coraggio si ritirò dal torneo, lasciando spazio alle rivali. Scesero così in campo la Società Podistica Lazio ed il Veloce Club Podistico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coloro che ritengono che il football fosse già sviluppato in molte parti d&#039;Italia in forma completa e asseriscono che esso fosse stato già praticato a Roma agli albori del &#039;900, sembrerebbero smentiti da questo articolo de &amp;quot;Il Corriere dello Sport - La bicicletta&amp;quot; dell&#039;ottobre 1901, da cui si desume che persino nella moderna e progredita Milano, allora motore dello sport italiano, il calcio veniva praticato in forma molto selettiva ed embrionale. Riteniamo che quelle partite svoltesi a Roma negli ultimissimi anni dell&#039; &#039;800 e nel primo biennio del &#039;900, fossero più esercizi ginnici in cui il pallone era solo un attrezzo di accompagnamento della performance che partite di football come si intendono oggi. Si ponga, a tal proposito, l&#039;attenzione sulle parole scritte nella seconda colonna in cui si afferma che prima della fondazione del Milan , dicembre 1899, &#039;&#039;(Il Calcio veniva giocato) con un metodo che lo falsava e lo rendeva un esercizio acrobatico e accademico, togliendogli il lato più simpatico: l&#039;energia&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
Ciò avvalora quanto LazioWiki sostiene da molto tempo: le fantomatiche partite giocate a Roma a stretto cavallo del secolo non erano altro che esibizioni ginniche prive di, appunto,...energia.&lt;br /&gt;
Inoltre riteniamo che anche la famosa partita Lazio-Virtu 3-0 del [[15 maggio]] [[1904]], considerata il primo vero match di Calcio giocato dalla Lazio, avesse comunque ancora alcuni aspetti ginnici come la durata dei tempi, quattro della durata di venti minuti ciascuno, che corrispondeva a quella delle scansioni tra le diverse prove nelle gare di ginnastica ed il fatto che l&#039;incontro fosse arbitrato da un giudice proveniente dal mondo ginnico, il maestro Quagliotti.&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa che segue è probabilmente la prima foto della Lazio. Risale al [[16 maggio]] [[1901]] ed è stata scattata davanti alla Tomba di Cecilia Metella sulla Via Appia Antica. Il dottor Marco Impiglia, storico dello sport, l&#039;ha scoperta e ha voluto donarla a LazioWiki, accompagnandola con un suo scritto che molto volentieri pubblichiamo. A lui i nostri ringraziamenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio, nell&#039;anno [[1901]], si dedicò al suo sport d&#039;elezione: Il Podismo. Il [[4 giugno]] [[1901]] due atleti laziali si iscrissero al Concorso Nazionale di Ginnastica che fu disputato a Firenze, alla presenza del re e della famiglia reale. Era l&#039;avvenimento più importante dello sport italiano. Nella gara di corsa si impose [[Golini Angelo|Angelo Golini]] della S.P. Lazio e in quella di marcia [[Zangrilli Romano|Romano Zangrilli]], neanche a dirlo, della stessa società. Due atleti, due vittorie. Si ricorda che queste gare erano a livello nazionale e i podisti laziali, partiti senza denaro, passarono la notte sulla panchina di un giardino cittadino.&lt;br /&gt;
[[Immagine:golinizangrilli.jpg|thumb|right|200px| Il ritaglio de &amp;quot;La Nazione&amp;quot; che riporta i risultati delle gare di Podismo svoltesi a Firenze nei primi di giugno 1904]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:bigzanaz.jpg|thumb|center|700px|La prima foto conosciuta della Lazio. E&#039; il 16 maggio 1901. LazioWiki ha individuato tra i partecipanti il fondatore Luigi Bigiarelli, freccia azzurra, e il poeta Giggi Zanazzo, freccia rossa]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&amp;lt;div id=&amp;quot;MImpiglia&amp;quot; style=&amp;quot;background-color:lightyellow; margin-left:auto; margin-right:auto; text-align:justify; width:900px; padding:15px; font-family:Verdana; border:1px solid navy;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; COME SCOPERSI LA PIU&#039; ANTICA IMMAGINE CONOSCIUTA DELLA SOCIETÁ PODISTICA LAZIO &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Marco Impiglia &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:12mag1901Messaggero.jpg|thumb|left|200px|Da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 12 maggio 1901 la notizia della passeggiata archeologica indetta dalla Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19mag1901Messaggero.jpg|thumb|left|200px|Da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 19 maggio 1901 la notizia sull&#039;esito della passeggiata. Ci scusiamo per la qualità non ottimale del ritaglio dell&#039;articolo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come disse lo scrittore Kurt Vonnegut, &#039;&#039;&amp;quot;la storia è solo una lista di sorprese. Può solo predisporci ad essere sorpresi un&#039;altra volta&amp;quot;&#039;&#039;. E questa volta la sorpresa è grossa: dal fondo della Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma ecco consegnarsi, minuta ma preziosa, al cuore della Patria Lazio quella che deve considerarsi la più antica fotografia della &amp;quot;Podistica&amp;quot;. La data in cui venne scattata è certa: [[16 maggio]] [[1901]]. Vale a dire tre anni prima della famosa foto della sezione calcio presa in occasione del [[derby]] con la [[Virtus Roma|Virtus]] nel [[1904]], pubblicata nel [[1969]] da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo fondamentale volume [[Storia della     Lazio]]. Uno degli aspetti interessanti è che, nella foto suddetta, non compare il fondatore [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], in quanto già partito per la Francia ad inseguire il suo sogno di podista professionista. Invece, in questa foto del [[1901]] Bigiarelli è presente, giacché partecipò, assieme ad una cinquantina tra soci e aggregati, alla Passeggiata Archeologica di quel giovedì festivo, giorno dell&#039;Ascensione del Signore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Appena due settimane dopo, [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] si aggiudicò una marcia di 50 km ai Castelli Romani precedendo i consoci [[Zangrilli Romano|Romano Zangrilli]] e [[Dal Canto Alete|Alete Dal Canto]]. La gita di circa una dozzina di chilometri, la terza dell&#039;anno a carattere culturale, si     svolse, secondo quanto riporta la cronaca coeva de [[Il Messaggero]], sul percorso: Foro Traiano, Appia Antica, Valle dell&#039;Almone, Caffarella, Appia Nuova e Porta San Giovanni. Incluse la visita alle chiese di San Sebastiano e San Urbano e a quella del Quo Vadis, dove il giornalista Nino Ilari recitò alcuni suoi sonetti romaneschi. Seguì una colazione al sacco consumata nel boschetto antistante l&#039;Appia Pignatelli. Alberi     che fungevano da guardia alla fonte e alle spelonche della ninfa Egeria. Quelle stesse rovine fiabescamente disegnate in una stampa settecentesca del Piranesi e citate dal Goethe. Presso la Tomba di Cecilia Metella uno dei gitanti, Pietro Mammalucchi, tirò fuori il treppiedi e vi installò la sua macchina fotografica. Produsse, così, la prima immagine su lastra della storia della S.S. Lazio. Pubblicata sul &amp;quot;Bollettino degli Sports&amp;quot; della rivista politica e letteraria Roma, essa è giunta fino a noi. Tre mesi dopo lo scatto di quella foto, il sodalizio sportivo dei Prati di Castello si riunì per eleggere il comitato direttivo e ritoccare lo statuto sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso di un&#039;assemblea tenutasi alla presenza di trenta soci, [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]] divenne il primo presidente della &amp;quot;sezione nuoto&amp;quot;. Come si evidenzia dai diplomi d&#039;epoca disegnati da Duilio Cambellotti, una &amp;quot;sezione calcio&amp;quot; ancora non esisteva. L&#039;altra     sezione era la podistica, organizzatrice per l&#039;appunto delle passeggiate archeologiche. Codesta immaginetta minuta, praticamente un francobollo &amp;quot;posta celere&amp;quot;, la scopersi per caso mentre facevo alcune ricerche sulle origini della Rari Nantes Roma. Sodalizio scomparso ormai da tempo e più antico della stessa SPL, risalendo al [[1891]]. Potete immaginare la mia sorpresa allorché, sfogliando le delicate e ingiallite pagine     della vecchia rivista letteraria, trovai la cronaca molto sintetica sulla gita dei biancocelesti, ritratti tutti in abiti civili presenti diverse esponenti del gentil sesso. E fra queste ultime, con buona probabilità, anche le signore e signorine che ricamarono il primo vessillo sociale. Poiché il mio ottimo amico, professor Paolo Ogliotti, lui romanista della più bell&#039;acqua ma comunque egregio direttore della rivista Lancillotto e Nausica, proprio in quei giorni mi stava per pubblicare un breve saggio sulla S.S. Lazio in quanto società centenaria iscritta all&#039;Unasci, diedi volentieri il placet allo &amp;quot;scoop&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che passò completamente inosservato, considerata la non grande popolarità del periodico in questione, una delle più gloriose riviste di storia e cultura dello sport pubblicate in Europa. Ma, tant&#039;è, fu in parte colpa mia: non mi preoccupai di proporre ad alcun giornale la cosa; ero veramente in tutt&#039;altre faccende affaccendato. Su invito dell&#039;amico [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], passai, però, l&#039;immagine in formato elettronico a un gruppo di persone che stavano raccogliendo materiali per libri fotografici sulla Lazio. Ora me la vedo rispuntare dentro vari volumi e articoli, a vario titolo e sempre senza alcun riferimento alla mia modesta personcina. Va beh, in fondo quel che conta è che la foto sia stata riconsegnata alla koiné. A voi tutti – amici di LazioWiki – delego l&#039;arduo compito di scovare l&#039;originale, chissà in quale baule dimenticato, magari insieme ad altre lastre e foto sviluppate di quella familiare escursione di 116 anni fa. Sarebbe vieppiù importante, perché consentirebbe di identificare i pionieri effigiati. &lt;br /&gt;
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| [[1902 (stagione)|Stagione successiva]] &amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;
| [[:Portale:Stagioni sportive|Torna al portale delle Stagioni Sportive]]&lt;br /&gt;
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|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=1901_(stagione)&amp;diff=528242</id>
		<title>1901 (stagione)</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=1901_(stagione)&amp;diff=528242"/>
		<updated>2026-06-08T12:14:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[1899/00|Stagione precedente]] - [[1902 (stagione)|Stagione successiva]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[:Portale:Stagioni sportive|Torna al Portale delle Stagioni Sportive]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#Media&amp;quot;&amp;gt; Media &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Immagine:RugbyFootball1901.jpg|thumb|left|200px|Da Italia Sport del 28 gennaio 1901 un breve articolo su un incontro di football del giorno precedente. Il disegnatore, non presente all&#039;avvenimento e all&#039;oscuro del tutto sul gioco del calcio, rappresentò, equivocando, una partita di Football- Rugby ]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:25gen1901a.jpg|thumb|right|200px|Il Messaggero del 25 gennaio 1901 riporta la notizia che la Lazio riceve, presso la propria sede, le iscrizioni alle gare podistiche dei &amp;quot;Ludi sportivi&amp;quot; di fine gennaio 1901]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:03nov1901a.jpg|thumb|right|200px|Il Messaggero del 3 novembre 1901 riporta la notizia di una &amp;quot;partita di foot-ball da giocarsi in accademia&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:ilcal.jpg|thumb|left|200px|L&#039;articolo de &amp;quot;Il Corriere dello Sport - La bicicletta&amp;quot; dell&#039;ottobre 1901]]&lt;br /&gt;
[[File:festesportive.jpg|thumb|right|200px|Gare di corsa. Al comando due atleti della Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], italiano di nascita ma naturalizzato francese, fu colui che portò a Roma, nel gennaio [[1901]], il primo pallone di calcio in dono alla Lazio.  [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] diventerà socio della Lazio. In occasione dei [[Ludi Sportivi al Secolo Nascente|Ludi Sportivi]] del gennaio [[1901]] la Lazio organizzò un torneo di calcio e, oltre alla società biancoceleste, vi parteciparono la Veloce e la Forza e Coraggio. Degli incontri non si conoscono i risultati. Probabilmente li vinse la Lazio nell&#039;ambito dei tempi regolamentari, ma poi si giocarono ulteriori tempi &amp;quot;supplementari&amp;quot; e la Lazio, forse per fair-play, concesse la vittoria agli avversari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rosa della Lazio è approssimativa, ma non dovrebbe discostarsi molto dalla seguente: [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]], [[Grassi|Grassi]], [[Pellegrini Fernando|Pellegrini]], [[D&#039;Amico Giuseppe|D&#039;Amico]], [[Golini Angelo|Golini]], [[Grifoni Alceste|Grifoni]], [[Masini Tito|Masini]], [[Bitetti Olindo|Bitetti]], [[Pollina Romolo|Pollina]], [[Ricci|Ricci]], [[Ancherani Sante|Ancherani]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso delle Feste Sportive del [[1901]] svoltesi al Velodromo Salario furono disputate anche delle gare di atletica. Nella foto qui di seguito si notano due atleti della lazio al comando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla rivista &amp;quot;Italia Sport&amp;quot; del [[28 gennaio]] [[1901]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Seghettini Bruto|Seghettini]] si recò a [[via Valadier 21]] perché aveva saputo di un torneo che stava per disputarsi al Velodromo &amp;quot;Roma&amp;quot; al Salario in occasione dei Ludi Sportivi al Secolo Nascente, manifestazione che interessava anche la Lazio per via di alcuni cimenti atletici. Poco dopo la visita di [[Seghettini Bruto|Seghettini]], i laziali si recarono  alla sede del Veloce Club Podistico, organizzatore del torneo di calcio, allo scopo di ottenere ulteriori informazioni e magari iscriversi. Avevano a disposizione una manciata di giorni per prendere confidenza col pallone. Il torneo, per loro fortuna, subì un rimando di un paio di settimane. Si giocò infine la domenica pomeriggio del [[27 gennaio]]. Tre le squadre iscritte: il VCP (Veloce Club Podistico - nda), la SPL (Società Podistica Lazio - nda) e la SS Forza e Coraggio. La competizione venne però funestata da un incidente occorso durante la prima partita: Alessandro Marchetti, capitano del Veloce Club, colpì Ulderico Tatta, della Forza e Coraggio, con un calcio in un occhio, che rimase talmente mal ridotto da venire asportato una volta giunto il poveretto all&#039;ospedale. La Forza e Coraggio si ritirò dal torneo, lasciando spazio alle rivali. Scesero così in campo la Società Podistica Lazio ed il Veloce Club Podistico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coloro che ritengono che il football fosse già sviluppato in molte parti d&#039;Italia in forma completa e asseriscono che esso fosse stato già praticato a Roma agli albori del &#039;900, sembrerebbero smentiti da questo articolo de &amp;quot;Il Corriere dello Sport - La bicicletta&amp;quot; dell&#039;ottobre 1901, da cui si desume che persino nella moderna e progredita Milano, allora motore dello sport italiano, il calcio veniva praticato in forma molto selettiva ed embrionale. Riteniamo che quelle partite svoltesi a Roma negli ultimissimi anni dell&#039; &#039;800 e nel primo biennio del &#039;900, fossero più esercizi ginnici in cui il pallone era solo un attrezzo di accompagnamento della performance che partite di football come si intendono oggi. Si ponga, a tal proposito, l&#039;attenzione sulle parole scritte nella seconda colonna in cui si afferma che prima della fondazione del Milan , dicembre 1899, &#039;&#039;(Il Calcio veniva giocato) con un metodo che lo falsava e lo rendeva un esercizio acrobatico e accademico, togliendogli il lato più simpatico: l&#039;energia&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
Ciò avvalora quanto LazioWiki sostiene da molto tempo: le fantomatiche partite giocate a Roma a stretto cavallo del secolo non erano altro che esibizioni ginniche prive di, appunto,...energia.&lt;br /&gt;
Inoltre riteniamo che anche la famosa partita Lazio-Virtu 3-0 del [[15 maggio]] [[1904]], considerata il primo vero match di Calcio giocato dalla Lazio, avesse comunque ancora alcuni aspetti ginnici come la durata dei tempi, quattro della durata di venti minuti ciascuno, che corrispondeva a quella delle scansioni tra le diverse prove nelle gare di ginnastica ed il fatto che l&#039;incontro fosse arbitrato da un giudice proveniente dal mondo ginnico, il maestro Quagliotti.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Questa che segue è probabilmente la prima foto della Lazio. Risale al [[16 maggio]] [[1901]] ed è stata scattata davanti alla Tomba di Cecilia Metella sulla Via Appia Antica. Il dottor Marco Impiglia, storico dello sport, l&#039;ha scoperta e ha voluto donarla a LazioWiki, accompagnandola con un suo scritto che molto volentieri pubblichiamo. A lui i nostri ringraziamenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio, nell&#039;anno [[1901]], si dedicò al suo sport d&#039;elezione: Il Podismo. Il [[4 giugno]] [[1901]] due atleti laziali si iscrissero al Concorso Nazionale di Ginnastica che fu disputato a Firenze, alla presenza del re e della famiglia reale. Era l&#039;avvenimento più importante dello sport italiano. Nella gara di corsa si impose [[Golini Angelo|Angelo Golini]] della S.P. Lazio e in quella di marcia [[Zangrilli Romano|Romano Zangrilli]], neanche a dirlo, della stessa società. Due atleti, due vittorie. Si ricorda che queste gare erano a livello nazionale e i podisti laziali, partiti senza denaro, passarono la notte sulla panchina di un giardino cittadino.&lt;br /&gt;
[[Immagine:golinizangrilli.jpg|thumb|right|200px| Il ritaglio de &amp;quot;La Nazione&amp;quot; che riporta i risultati delle gare di Podismo svoltesi a Firenze nei primi di giugno 1904]].&lt;br /&gt;
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[[File:bigzanaz.jpg|thumb|center|700px|La prima foto conosciuta della Lazio. E&#039; il 16 maggio 1901. LazioWiki ha individuato tra i partecipanti il fondatore Luigi Bigiarelli, freccia azzurra, e il poeta Giggi Zanazzo, freccia rossa]]&lt;br /&gt;
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[[Immagine:12mag1901Messaggero.jpg|thumb|left|200px|Da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 12 maggio 1901 la notizia della passeggiata archeologica indetta dalla Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:19mag1901Messaggero.jpg|thumb|left|200px|Da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 19 maggio 1901 la notizia sull&#039;esito della passeggiata. Ci scusiamo per la qualità non ottimale del ritaglio dell&#039;articolo]]&lt;br /&gt;
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Come disse lo scrittore Kurt Vonnegut, &#039;&#039;&amp;quot;la storia è solo una lista di sorprese. Può solo predisporci ad essere sorpresi un&#039;altra volta&amp;quot;&#039;&#039;. E questa volta la sorpresa è grossa: dal fondo della Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma ecco consegnarsi, minuta ma preziosa, al cuore della Patria Lazio quella che deve considerarsi la più antica fotografia della &amp;quot;Podistica&amp;quot;. La data in cui venne scattata è certa: [[16 maggio]] [[1901]]. Vale a dire tre anni prima della famosa foto della sezione calcio presa in occasione del [[derby]] con la [[Virtus Roma|Virtus]] nel [[1904]], pubblicata nel [[1969]] da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo fondamentale volume [[Storia della     Lazio]]. Uno degli aspetti interessanti è che, nella foto suddetta, non compare il fondatore [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], in quanto già partito per la Francia ad inseguire il suo sogno di podista professionista. Invece, in questa foto del [[1901]] Bigiarelli è presente, giacché partecipò, assieme ad una cinquantina tra soci e aggregati, alla Passeggiata Archeologica di quel giovedì festivo, giorno dell&#039;Ascensione del Signore.&lt;br /&gt;
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Appena due settimane dopo, [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] si aggiudicò una marcia di 50 km ai Castelli Romani precedendo i consoci [[Zangrilli Romano|Romano Zangrilli]] e [[Dal Canto Alete|Alete Dal Canto]]. La gita di circa una dozzina di chilometri, la terza dell&#039;anno a carattere culturale, si     svolse, secondo quanto riporta la cronaca coeva de [[Il Messaggero]], sul percorso: Foro Traiano, Appia Antica, Valle dell&#039;Almone, Caffarella, Appia Nuova e Porta San Giovanni. Incluse la visita alle chiese di San Sebastiano e San Urbano e a quella del Quo Vadis, dove il giornalista Nino Ilari recitò alcuni suoi sonetti romaneschi. Seguì una colazione al sacco consumata nel boschetto antistante l&#039;Appia Pignatelli. Alberi     che fungevano da guardia alla fonte e alle spelonche della ninfa Egeria. Quelle stesse rovine fiabescamente disegnate in una stampa settecentesca del Piranesi e citate dal Goethe. Presso la Tomba di Cecilia Metella uno dei gitanti, Pietro Mammalucchi, tirò fuori il treppiedi e vi installò la sua macchina fotografica. Produsse, così, la prima immagine su lastra della storia della S.S. Lazio. Pubblicata sul &amp;quot;Bollettino degli Sports&amp;quot; della rivista politica e letteraria Roma, essa è giunta fino a noi. Tre mesi dopo lo scatto di quella foto, il sodalizio sportivo dei Prati di Castello si riunì per eleggere il comitato direttivo e ritoccare lo statuto sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso di un&#039;assemblea tenutasi alla presenza di trenta soci, [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]] divenne il primo presidente della &amp;quot;sezione nuoto&amp;quot;. Come si evidenzia dai diplomi d&#039;epoca disegnati da Duilio Cambellotti, una &amp;quot;sezione calcio&amp;quot; ancora non esisteva. L&#039;altra     sezione era la podistica, organizzatrice per l&#039;appunto delle passeggiate archeologiche. Codesta immaginetta minuta, praticamente un francobollo &amp;quot;posta celere&amp;quot;, la scopersi per caso mentre facevo alcune ricerche sulle origini della Rari Nantes Roma. Sodalizio scomparso ormai da tempo e più antico della stessa SPL, risalendo al [[1891]]. Potete immaginare la mia sorpresa allorché, sfogliando le delicate e ingiallite pagine     della vecchia rivista letteraria, trovai la cronaca molto sintetica sulla gita dei biancocelesti, ritratti tutti in abiti civili presenti diverse esponenti del gentil sesso. E fra queste ultime, con buona probabilità, anche le signore e signorine che ricamarono il primo vessillo sociale. Poiché il mio ottimo amico, professor Paolo Ogliotti, lui romanista della più bell&#039;acqua ma comunque egregio direttore della rivista Lancillotto e Nausica, proprio in quei giorni mi stava per pubblicare un breve saggio sulla S.S. Lazio in quanto società centenaria iscritta all&#039;Unasci, diedi volentieri il placet allo &amp;quot;scoop&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che passò completamente inosservato, considerata la non grande popolarità del periodico in questione, una delle più gloriose riviste di storia e cultura dello sport pubblicate in Europa. Ma, tant&#039;è, fu in parte colpa mia: non mi preoccupai di proporre ad alcun giornale la cosa; ero veramente in tutt&#039;altre faccende affaccendato. Su invito dell&#039;amico [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], passai, però, l&#039;immagine in formato elettronico a un gruppo di persone che stavano raccogliendo materiali per libri fotografici sulla Lazio. Ora me la vedo rispuntare dentro vari volumi e articoli, a vario titolo e sempre senza alcun riferimento alla mia modesta personcina. Va beh, in fondo quel che conta è che la foto sia stata riconsegnata alla koiné. A voi tutti – amici di LazioWiki – delego l&#039;arduo compito di scovare l&#039;originale, chissà in quale baule dimenticato, magari insieme ad altre lastre e foto sviluppate di quella familiare escursione di 116 anni fa. Sarebbe vieppiù importante, perché consentirebbe di identificare i pionieri effigiati. &lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=1899/00&amp;diff=528241</id>
		<title>1899/00</title>
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		<updated>2026-06-08T12:13:36Z</updated>

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► [[9 gennaio]] [[1900]] - [[Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio|La fondazione della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[I primi anni di attività della Società Podistica Lazio p. 1]]&lt;br /&gt;
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Se è indubbio che la Lazio nasce ufficialmente il [[9 gennaio]] [[1900]], è altrettanto certo che l&#039;idea di costituire una società preceda di vari mesi la data citata. E&#039; [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] che, insieme a suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e ad alcuni amici della Associazione della Gioventù Cristiana, si appassiona allo sport e lo pratica con profitto e costanza. Le circostanze, i personaggi, gli ideali, le scelte effettuate sono dibattuti e spiegati pienamente [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|nelle pagine biografiche dei Fondatori]] e nelle schede relative ai primi anni di attività. In questa pagina vogliamo rendere noto un avvenimento che, se pur conosciuto nei suoi dati essenziali, mancava di quei puntuali elementi descrittivi che forniscono lo spirito di un&#039;epoca e il rapporto venutosi a creare tra uomini dediti allo sport e coloro che, incuriositi, diventano i narratori (i giornalisti) e/o i fruitori dell&#039;evento agonistico (gli spettatori). Sappiamo che inizialmente i &amp;quot;protolaziali&amp;quot; erano stati soprattutto appassionati di nuoto &amp;quot;a fiume&amp;quot; e podisti instancabili. [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] già nel [[1898]] aveva disputato gare di nuoto con ottimi risultati, ma le sue specialità d&#039;elezione diverranno il podismo e la corsa e il documento che pubblichiamo lo comprova. Tale documento non cita Luigi ma noi sappiamo da altre e conosciute fonti che il vincitore della gara di velocità svoltasi il [[21 maggio]] [[1899]] durante delle spettacolari Feste sportive che furono ospitate nell&#039;allora ancora privata Villa Pamphili, eccezionalmente messa a disposizione dagli aristocratici proprietari, fu proprio Luigi. Proprio la acquisita consapevolezza di poter competere ad alti livelli con altri forti avversari, determinerà la volontà di dare origine ad un sodalizio sportivo di cui egli sarà il capo carismatico: la S.P. Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci piace ricordare che il ritaglio di giornale che mettiamo a disposizione dei nostri lettori è inedito. Altresì LazioWiki, dall&#039;analisi dei contenuti lì presenti, ha formulato un&#039;ipotesi che potrebbe fornire lo spunto per approfondire le indagini relative ad un aspetto legato alle origini, ancora avvolto nel mistero: chi fosse il gestore (soprannominato Gamba di Legno) dello sgangherato barcone-spogliatoio, sede della proletarissima Società Pippa Nera che, dando ospitalità ai primissimi atleti della Lazio, ne permise una più confortevole pratica natatoria e podistica. Il natante, per il quale vi rimandiamo alla pagina [[Pippanera|Pippa Nera]], era situato sulla riva destra del Tevere sotto [[Piazza della Libertà]] e adiacente a [[Ponte Regina Margherita|Ponte Margherita]]. Nell&#039;articolo, infatti, è riportato come un nuotatore provvisto di una gamba di legno avesse chiesto insistentemente di partecipare alle gare natatorie. La giuria non acconsentì in nome del presunto vantaggio che l&#039;atleta avrebbe ottenuto in termini di galleggiamento. Crediamo che solo un&#039;eccezionale combinazione potrebbe non far coincidere quell&#039;ignoto nuotatore mutilato con il Gamba di Legno gestore del barcone della [[Pippanera|Pippa Nera]], ospitale amico degli atleti laziali e abituale frequentatore delle infide acque del fiume. Le nostre ricerche continueranno per cercare di dare un nome a questo personaggio.&lt;br /&gt;
La Lazio cominciò da subito a gareggiare ed ad imporsi come la prima realtà sportiva di taglio moderno esistente a Roma. La sua missione polisportiva si manifestò nel praticare tutte quelle attività già presenti e quelle provenienti dall&#039;estero. A tale riguardo a meno di un anno dalla sua fondazione, nel dicembre [[1900]], la Lazio fa parte dell&#039;organo costituente, insieme a Rari Nantes e Canottieri Tevere, incaricato di organizzare i &amp;quot;[[Ludi Sportivi al Secolo Nascente]]&amp;quot; che si svolgeranno nel gennaio [[1901]] nella capitale.&lt;br /&gt;
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| width=34% |[[File:villa pamphili3.jpg|border|center|300px]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| colspan=3 | Il vivacissimo articolo del &amp;quot;Fanfulla&amp;quot; che narra lo svolgimento delle Feste Sportive del [[21 maggio]] [[1899]] di cui furono protagonisti i più noti sportivi romani di diverse specialità, tra cui [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
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[[Immagine:villa pamphili 99.JPG|thumb|right|180px|I risultati delle gare di Villa Pamphili del maggio 1899. Da &amp;quot;La Gazzetta dello Sport&amp;quot;]] &lt;br /&gt;
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| [[Rassegna stampa 1900]]&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Tofini_Romeo&amp;diff=528240</id>
		<title>Tofini Romeo</title>
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		<updated>2026-06-08T12:12:48Z</updated>

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[[File:tofini1912.jpg|left|200px|thumb|Romeo Tofini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nuotatore e pallanuotista. Nato a Roma l&#039;[[8 marzo]] [[1881]], è ivi deceduto l&#039;[[8 settembre]] [[1938]]. Soprannominato &amp;quot;Pezza&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tofani risulta il suo vero cognome, ma a seguito di un errore di trascrizione di un cronista, viene chiamato definitivamente Tofini. Figlio di Antonio e Latini Carmela, alto 1,68 m, aveva una cicatrice in fronte. Nel [[1901]] espleta il servizio di leva prima nel 12° reggimento bersaglieri, poi nel Genio Zappatori. Il [[22 gennaio]] [[1903]] resta ferito durante una seduta di ginnastica nella caserma di Sant&#039;Eufemia, infortunandosi al piede destro. Viene congedato nello stesso anno con la dichiarazione di buona condotta. Figura mitica nella storia del nuoto romano, è il primo atleta di assoluto prestigio della sezione Nuoto sorta, al pari di quella del Podismo, agli inizi del ventesimo secolo. A luglio nella prima gara sociale organizzata sui 3.000 metri, da ponte Milvio a ponte Margherita, conquista il primo posto. Si assicura in seguito il Campionato del Tevere sulla distanza dei 7500 metri, distanza coperta in poco più di un&#039;ora. Nel [[1901]] è primo nel criterium sociale, nel Campionato sul Tevere e in una gara sui 250 metri organizzata per il decimo anniversario della Rari Nantes Roma. In una sfida con il campione inglese John A. Jarvis è nettamente battuto sui cinque chilometri. Nel [[1904]] inizia a dedicarsi al Water Polo con l&#039;attività svolta alle Acque Albule. Due anni più tardi e sino al [[1910]] sarà capitano dei pallanuotisti. Partecipa ai Campionati italiani che si svolgono sul lago di Bracciano il 14 e [[15 agosto]] [[1905]]. Giunge terzo nella specialità Stadio (m.185), secondo nei 100 sul petto (rana) alle spalle del milanese Franco Amatore. Nell&#039;aprile [[1906]], come atleta della Lazio, partecipa alle gare di nuoto per le eliminatorie italiane di partecipazione alle Olimpiadi di Atene. Nel luglio [[1908]] arriva alle spalle di [[Bronner Guido|Guido Bronner]] nella corsa del Lago Trasimeno. Romeo continua comunque a cimentarsi nelle prove di fondo e nel [[1909]] è terzo nella Traversata del Tevere. Partecipa alle gare di staffetta nel [[1912]], giungendo secondo nella prova di resistenza di quindici chilometri. Interrompe per la guerra l&#039;attività agonistica e durante il conflitto è caporal maggiore nel 56° reggimento &amp;quot;Brigata Marche&amp;quot;. Alla ripresa degli avvenimenti sportivi è terzo a Ostia nel Gran Premio Apertura, che si svolge il [[28 giugno]] [[1919]]. A Castel Giubileo è quarto in una gara di sedici chilometri. Continua a gareggiare malgrado l&#039;avanzare del tempo e nel [[1923]], all&#039;età di 42 anni, vince l&#039;importante Coppa Guglielmi. L&#039;anno successivo a Ladispoli ([[14 gennaio]]) gareggia con al fianco il figlio [[Tofini Alfredo|Alfredo]] in un ideale passaggio di testimone. Altri Tofini daranno lustro alla S.S.Lazio Nuoto negli anni Trenta e Quaranta: [[Tofini Gino|Gino]], [[Tofini Mario|Mario]], [[Tofini Renato|Renato]] e [[Tofini Jone|Jone]]. Dopo la scomparsa del campione nel [[1938]], la S.S. Lazio intitolò una competizione sportiva alla sua memoria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &#039;&#039;&#039;Pubblichiamo con piacere, ringraziandolo, una biografia di Romeo Tofini scritta nel 2001 dal dott. Marco Impiglia&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;div id=&amp;quot;MImpiglia&amp;quot; style=&amp;quot;background-color:lightyellow; margin-left:auto; margin-right:auto; text-align:justify; width:650px; padding:15px; font-family:Verdana; border:1px solid navy;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; ROMEO TOFINI, IL PRIMO SQUALO BIANCOCELESTE &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se oggi la Canottieri Lazio può vantare ottant&#039;anni di vita, qualcosa lo deve a questo umile ma appassionato personaggio. Romeo Tofini nacque a Roma nel [[1881]], da una famiglia di modeste condizioni economiche e sociali. Finita la scuola dell&#039;obbligo cominciò ad arrangiarsi, lavorando come aiuto tipografo e riuscendo, infine, ad ottenere un lavoro da netturbino al Comune. Divenne un fiumarolo. Trascorreva molto del suo tempo, soprattutto nella buona stagione, sulle rive del Padre Tebro e immerso nelle sue acque verde-dorate. Quando Alessandro Talacchi smontava le capanne, lui continuava a bazzicare il fiume spogliandosi sotto ponte Margherita, frequentando il [[Capanno di Pippanera|barcone-capanno della &amp;quot;Pippa Nera&amp;quot;]]. Imparò il &amp;quot;braccetto&amp;quot;, tipica nuotata di quei tempi, cominciò ad iscriversi a gare ufficiali. Nel luglio [[1898]] trionfò in una gara sul Tevere, coprendo mille metri in 9&#039; netti. Si fece socio della Podistica, punto di forza della sezione nuoto. Il [[26 luglio]] [[1900]] vinse il primo campionato sociale; tre giorni dopo si aggiudicò la quarta edizione del Campionato del Tevere, coprendo i 7 km e mezzo in 61’. Quindi vinse altre due prove libere a tutti, di 5,5 km e di 1 km, nei tempi di 45’ e di 7’19”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Traversata del Tevere registrò il record fenomenale dello spostamento di soli 24 metri. In dicembre partecipò al III Cimento Invernale, tornando a casa col diploma di &amp;quot;nuotatore invernale&amp;quot;. Nel [[1901]] continuò la sua serie. A luglio si confermò &amp;quot;campione del Tevere&amp;quot;, coprendo i 7.500 metri in 62’. Ad agosto si presentò a Roma, mentre faceva una tournée in Europa, il famoso nuotatore inglese Roger Jarvis. Questi adoperava l&#039;over arm stroke, il nuovo stile che faceva passare alto sopra la testa il braccio di spinta. Una nuotata che i romani considerarono inelegante. In quel momento, due erano i nuotatori che andavano per la maggiore: Tofini, appunto, e [[Altieri Vincenzo|Vincenzo Altieri]], il rari nantes che aveva anche gareggiato in talune occasioni per i colori della Lazio. Jarvis scelse Tofini, perché [[Altieri Vincenzo|Altieri]] era soprattutto uno specialista delle lunghe distanze. La sfida si svolse nell’agosto del [[1901]]. Jarvis batté nettamente l’avversario sulla distanza di 500 metri. Il [[17 settembre]] Tofini si aggiudicò una gara che vide scendere in acqua 250 tra atleti romani e milanesi, organizzata dal giornale &amp;quot;La Tribuna&amp;quot; nel quadro dei [[Ludi Sportivi al Secolo Nascente]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partito Jarvis, Tofini trionfò nella prima edizione della Gara Secolare Nazionale, una prova alla quale ciascun concorrente poteva partecipare una sola volta nella vita. L&#039;anno successivo, ormai ventunenne, entrò di leva. Fu arruolato nell&#039;Esercito, caporale nel 12° Bersaglieri di Brescia. Vinse il [[Campionato]] dell&#039;Esercito e, con questo titolo, partecipò ai Campionati Militari Nazionali, a La Spezia il [[17 agosto]] [[1902]]. Fu battuto in finale dal campione della Marina, Francesco Albano, socio della Rari Nantes Spezia. Fu un poco ostacolato dal fatto che il mare non fosse calmo quel giorno, e lui, abituato al nuoto fluviale, ne ricavò il danno maggiore. Parteciparono alla gara ben 161 concorrenti. Ormai furoreggiava l&#039;over arm stroke, stile acquisito dalla maggioranza. I giornali del nord lo qualificarono come &amp;quot;rari nantes&amp;quot;. Allora lui fece pubblicare su &amp;quot;[[Il Messaggero]]&amp;quot; una rettifica: &amp;quot;socio della Podistica Lazio&amp;quot;. Nell&#039;ottobre del [[1903]], lasciata la divisa, Romeo prese parte ad una gara a Bracciano e ad alcuni esperimenti al Natatorium di Roma. Dal [[1904]] al [[1913]] fu il capitano della squadra di water-polo della Lazio, vincendo tre [[Campionato|campionati]] italiani (organizzazione Rari Nantes Roma) nel [[1906]], [[1907]] e [[1908]]. Fino allo scoppio della [[Prima Guerra Mondiale|Grande Guerra]], inanellò vittorie e piazzamenti in varie prove sul Tevere, imparando a nuotare a rana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;agosto del [[1912]] fece l&#039;ultima impresa notevole, agguantando in rimonta un secondo posto alla &amp;quot;Castel Giubileo&amp;quot; (da ponte di Castel Giubileo al ponte del Risorgimento), dietro a Paolo Cesi della RN Ostia. Altro suo sport d&#039;elezione furono le bocce. Conquistò numerosi campionati sociali e cittadini prima del conflitto bellico e anche dopo, negli anni [[1920|&#039;20]]. Era un abitué del bocciodromo della SPL nella sua bella sede di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Vittorio Veneto]]. Nuoto e bocce, in effetti, furono le sue passioni. &#039;&#039;&amp;quot;Una volta&#039;&#039; - raccontava [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] – &#039;&#039;battemmo ai [[Campionato|Campionati]] Italiani di nuoto, svoltisi sul lago di Bracciano, Cattaneo, il campione milanese. A fine gara lo sfidarono a bocce, battendolo ancora: per un pelo la giornata non finì in una scazzottata generale&amp;quot;&#039;&#039;. Nel dopoguerra, Tofini assunse il ruolo di animatore della sezione nuoto della Podistica Lazio. Fu lui a lanciare l&#039;idea della costruzione di una casina sociale sulle sponde dell&#039;[[Albero Bello]]. Lo stesso [[Bitetti Olindo|Bitetti]] ammise che fu quasi costretto da Romeo a dare vita alla sede fluviale, anche se in un primo tempo l&#039;impenitente fiumarolo pensava più a delle capanne smontabili che ad una casina vera e propria; capanne che servissero a contenere quella &amp;quot;tribù dei Tofini&amp;quot; che imperversava d&#039;estate sulle rive, a valle del ponte del Risorgimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scrisse nelle sue memorie il grande presidente: Romeo ne divenne il custode, direttore sportivo, direttore di mensa, catalizzatore della vita fluviale più brillante. Il perenne sorriso di Romeo ci prometteva un banchetto luculliano, e noi accorrevamo incerti se avremmo trovato un panino al prosciutto, o pane casereccio con la porchetta. Di sicuro vi era il buon umore di Romeo, la mortificata muta implorazione di perdono della Sora Elettra sua moglie, e lo sciamare dei suoi numerosi figlioli, tutti futuri campioni, in un&#039;atmosfera di litro di vino buono, una fraternità che riconciliava con l&#039;umanità tanto fratricida nelle strade. Un&#039;ulteriore testimonianza della centralità di Tofini l&#039;abbiamo da un articolo sulla &amp;quot;[[Gazzetta dello Sport]]&amp;quot; dell&#039;[[11 gennaio]] [[1924]]:, in cui si dice: L&#039;attività dei soci della Lazio si svolge quotidianamente nel magnifico specchio d&#039;acqua a monte del ponte del Risorgimento, dinanzi allo chalet dei biancocelesti. Il &amp;quot;vecchio&amp;quot; Romeo Tofini che fu uno dei migliori velocisti romani è il leader sociale, ed anche un po&#039; il mentore dei giovani che aspirano ai futuri successi. In seguito, Romeo lasciò l&#039;incarico di custode ai fratelli Antinori. I suoi due figli maschi, Mario e Renato, ed anche la figlia Jane, si distinsero come ottimi agonisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei tardi anni [[1930|&#039;30]], la figura del canuto Tofini era ancora presente alla Canottieri, [[Bitetti Ivo|Ivo Bitetti]] se lo ricorda bene. Per sfotterlo lo chiamavano &amp;quot;Romeo la Pezza&amp;quot;, perché era sempre pronto a metterci una pezza quando le cose non funzionavano bene. Se ne andò l&#039;[[8 settembre]] [[1938]], per un malore improvviso. Pubblicò al riguardo [[Il Littoriale]]: &amp;quot;Grande campione di nuoto, primo vincitore del Campionato del Tevere nel [[1900]] e di tante gare, capitano della squadra di pallanuoto dal [[1906]] al [[1910]]. Padre di nuotatori campioni anch&#039;essi e nazionali d&#039;Italia. La sezione nuoto della Lazio verrà intitolata a suo nome, nel [[1940]], in segno di riconoscimento della grande attività a favore della Lazio Nuoto di cui era stato un grande ammiratore&amp;quot;. In realtà, solo una Coppa, una gara di 800 metri con partenza alla Lazio e arrivo alla Società Romana di Nuoto, venne intitolata alla sua memoria. Si tenne fino ai tardi anni [[1940|&#039;40]].&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:TofiniRomeo.jpg|thumb|left|200px|Un primo piano di Romeo Tofini&lt;br /&gt;
File:BronnerTofini1908.jpg|Vincitori gara sul Trasimeno luglio 1908&lt;br /&gt;
Immagine:RTofini-VAltieri.jpg|Romeo è il secondo da sinistra&lt;br /&gt;
Immagine:Tofini.jpg|thumb|left|200px|Tofini in divisa da Bersagliere&lt;br /&gt;
Immagine:Tofini1923.jpg|Tofini vince la Coppa Guglielmi 1923&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Libri&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
Image:Romeo Tofani.jpg|thumb|right|200px|Il socio Tofini nel [[1902]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Immagine:nuotoTofiniCanaliniBrunnerPizzingrilli.jpg|thumb|right|200px|Laziali alle eliminatorie dei Giochi di Atene&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Pionieri|Tofini, Romeo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Tofini Romeo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ludi_Sportivi_al_Secolo_Nascente&amp;diff=528239</id>
		<title>Ludi Sportivi al Secolo Nascente</title>
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		<updated>2026-06-08T12:09:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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&#039;&#039;Di Flavio Picchiani&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Manifestazione sportiva, promossa dal capo console del Touring Club Attilio Brunialti, che avrebbe dovuto riprodurre a cicli quindicinali a Roma ed in altre città italiane i giochi olimpici, con culmine il 21 aprile con la riproduzione delle Feste Palilie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una riunione occorsa presso la sede del Real Club Canottieri Tevere a fine dicembre [[1900]], sotto il patrocinio della Federazione Italiana Rari Nantes si costituì un Comitato Centrale Romano, con capofila la Società Podistica Lazio, [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] rappresentante, ed il Canottieri Tevere. Il Comitato d&#039;Onore tra gli altri era composto da Brunialti, [[Todaro Francesco|Todaro]] della Federazione Ginnastica Italiana e Celli rappresentante della Società Ginnastica Roma. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La manifestazione rullò dal [[1 gennaio]] [[1901]] al [[13 gennaio]] [[1901]] e poi il [[21 aprile]] [[1901]], come ricorda [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] in un articolo del 1940 sulla rivista [[Forza Lazio]]. Vide la partecipazione di una dozzina dei circoli più blasonati. Il [[1 gennaio]], organizzate da Canottieri Tevere e Aniene si svolsero regate di canottaggio da [[Ponte Regina Margherita]] a Ponte Sisto, con [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] componente uno degli equipaggi dell&#039;Aniene, e gara di nuoto partendo da [[Ponte Regina Margherita]] presso il galleggiante dell&#039;Aniene. Parteciparono per la Lazio [[Tofini Romeo|Tofini]], [[Bastianini Aurelio|Bastianini]], [[Villani Filippo|Villani]], [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Bulla Rodolfo|Bulla]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[6 gennaio]] presero il via gite podistico-alpinistiche e ciclistiche. Alle prime, a capo di 25 podisti [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] partì da  Porta San Giovanni verso Grottaferrata, Monte Cavo e Albano, unendosi a rappresentanti della Società Ginnastica Roma, del Veloce Club Sportivo e in seguito del Club Alpino. Poco più tardi, in bicicletta, fu la volta di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con alcuni soci della Forza e Coraggio e uno dello Sporting Club, Giovanni Fassi dell&#039;omonima gelateria. Il ritorno delle due comitive fu in treno, con bicchierata ad Albano all&#039;Osteria del Curato e banchetto all&#039;Alhambra. &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Fu proprio il [[6 gennaio]] che, incoraggiato probabilmente da Balestrieri, [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] si recò nella sede della Lazio a [[Via Valadier 21|Via Valadier]] per proporre la partecipazione al triangolare calcistico con Veloce Club Podistico e Forza e Coraggio. Seghettini era delegato del Veloce Club Podistico organizzatore delle gare di football per il giorno 13 al Velodromo Roma, giorno in cui si sarebbero svolte anche gara di sfratto a cura della Forza e Coraggio, gare ciclistiche a cura dello Sporting Club e gare podistiche a cura della Lazio. Triangolare che, vista la necessità di far conoscere bene il gioco ai Laziali, si svolse il [[27 gennaio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su [[Forza Lazio]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] ci ricorda le competizioni del [[21 aprile]]. A partecipare furono Società Podistica Lazio, Società Ginnastica Roma, Forza e Coraggio e Audace; da non confondere con Audace Club Sportivo che nascerà ad ottobre 1901, con la confluenza di Audace Club Podistico sorto a settembre per mano di Golini, Seghettini e Balestrieri con alcuni dissidenti della Forza e Coraggio. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le quattro formazioni si sfidarono in corse a piedi 100 metri singole, 400 metri a coppie, salto in lungo, lancio del disco e lotta. Un pentathlon antico rivisitato in chiave moderna. La Lazio partecipò a tutte le competizioni e per atletica di distinsero [[Mazzolani Raffaello|Mazzolani]] nel salto in lungo, [[Nelli Mario Nello|Nelli]] nel lancio del disco e [[Cerruti (II) Pietro|Pietro Cerruti]] nella lotta con vittoria non prevista nella stessa.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Cronaca]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Ludi Sportivi al Secolo Nascente</title>
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		<updated>2026-06-08T12:08:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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&#039;&#039;Di Flavio Picchiani&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Manifestazione sportiva, promossa dal capo console del Touring Club Attilio Brunialti, che avrebbe dovuto riprodurre a cicli quindicinali a Roma ed in altre città italiane i giochi olimpici, con culmine il 21 aprile con la riproduzione delle Feste Palilie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una riunione occorsa presso la sede del Real Club Canottieri Tevere a fine dicembre [[1900]], sotto il patrocinio della Federazione Italiana Rari Nantes si costituì un Comitato Centrale Romano, con capofila la Società Podistica Lazio, [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] rappresentante, ed il Canottieri Tevere. Il Comitato d&#039;Onore tra gli altri era composto da Brunialti, [[Todaro Francesco|Todaro]] della Federazione Ginnastica Italiana e Celli rappresentante della Società Ginnastica Roma. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La manifestazione rullò dal [[1 gennaio]] [[1901]] al [[13 gennaio]] [[1901]] e poi il [[21 aprile]] [[1901]], come ricorda [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] in un articolo del 1940 sulla rivista [[Forza Lazio]]. Vide la partecipazione di una dozzina dei circoli più blasonati. Il [[1 gennaio]], organizzate da Canottieri Tevere e Aniene si svolsero regate di canottaggio da [[Ponte Regina Margherita]] a Ponte Sisto, con [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] componente uno degli equipaggi dell&#039;Aniene, e gara di nuoto partendo da [[Ponte Regina Margherita]] presso il galleggiante dell&#039;Aniene. Parteciparono per la Lazio [[Tofini Romeo|Tofini]], [[Bastianini Aurelio|Bastianini]], [[Villani Filippo|Villani]], [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Bulla Rodolfo|Bulla]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[6 gennaio]] presero il via gite podistico-alpinistiche e ciclistiche. Alle prime, a capo di 25 podisti [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] partì da  Porta San Giovanni verso Grottaferrata, Monte Cavo e Albano, unendosi a rappresentanti della Società Ginnastica Roma, del Veloce Club Sportivo e in seguito del Club Alpino. Poco più tardi, in bicicletta, fu la volta di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con alcuni soci della Forza e Coraggio e uno dello Sporting Club, Giovanni Fassi dell&#039;omonima gelateria. Il ritorno delle due comitive fu in treno, con bicchierata ad Albano all&#039;Osteria del Curato e banchetto all&#039;Alhambra. &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Fu proprio il [[6 gennaio]] che, incoraggiato probabilmente da Balestrieri, [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] si recò nella sede della Lazio a [[Via Valadier 21|Via Valadier]] per proporre la partecipazione al triangolare calcistico con Veloce Club Podistico e Forza e Coraggio. Seghettini era delegato del Veloce Club Podistico organizzatore delle gare di football per il giorno 13 al Velodromo Roma, giorno in cui si sarebbero svolte anche gara di sfratto a cura della Forza e Coraggio, gare ciclistiche a cura dello Sporting Club e gare podistiche a cura della Lazio. Triangolare che, vista la necessità di far conoscere bene il gioco ai Laziali si svolse il [[27 gennaio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su [[Forza Lazio]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] ci ricorda le competizioni del [[21 aprile]]. A partecipare furono Società Podistica Lazio, Società Ginnastica Roma, Forza e Coraggio e Audace; da non confondere con Audace Club Sportivo che nascerà ad ottobre 1901, con la confluenza di Audace Club Podistico sorto a settembre per mano di Golini, Seghettini e Balestrieri con alcuni dissidenti della Forza e Coraggio. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le quattro formazioni si sfidarono in corse a piedi 100 metri singole, 400 metri a coppie, salto in lungo, lancio del disco e lotta. Un pentathlon antico rivisitato in chiave moderna. La Lazio partecipò a tutte le competizioni e per atletica di distinsero [[Mazzolani Raffaello|Mazzolani]] nel salto in lungo, [[Nelli Mario Nello|Nelli]] nel lancio del disco e [[Cerruti (II) Pietro|Pietro Cerruti]] nella lotta con vittoria non prevista nella stessa.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Ludi Sportivi al Secolo Nascente</title>
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		<updated>2026-06-08T12:08:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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&#039;&#039;Di Flavio Picchiani&#039;&#039;&lt;br /&gt;
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Manifestazione sportiva, promossa dal capo console del Touring Club Attilio Brunialti, che avrebbe dovuto riprodurre a cicli quindicinali a Roma ed in altre città italiane i giochi olimpici, con culmine il 21 aprile con la riproduzione delle Feste Palilie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una riunione occorsa presso la sede del Real Club Canottieri Tevere a fine dicembre [[1900]], sotto il patrocinio della Federazione Italiana Rari Nantes si costituì un Comitato Centrale Romano, con capofila la Società Podistica Lazio, [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] rappresentante, ed il Canottieri Tevere. Il Comitato d&#039;Onore tra gli altri era composto da Brunialti, [[Todaro Francesco|Todaro]] della Federazione Ginnastica Italiana e Celli rappresentante della Società Ginnastica Roma. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La manifestazione rullò dal [[1 gennaio]] [[1901]] al [[13 gennaio]] [[1901]] e poi il [[21 aprile]] [[1901]], come ricorda [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] in un articolo del 1940 sulla rivista [[Forza Lazio]]. Vide la partecipazione di una dozzina dei circoli più blasonati. Il [[1 gennaio]], organizzate da Canottieri Tevere e Aniene si svolsero regate di canottaggio da [[Ponte Regina Margherita]] a Ponte Sisto, con [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] componente uno degli equipaggi dell&#039;Aniene, e gara di nuoto partendo da [[Ponte Regina Margherita]] presso il galleggiante dell&#039;Aniene. Parteciparono per la Lazio [[Tofini Romeo|Tofini]], [[Bastianini Aurelio|Bastianini]], [[Villani Filippo|Villani]], [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Bulla Rodolfo|Bulla]].&lt;br /&gt;
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Il [[6 gennaio]] presero il via gite podistico-alpinistiche e ciclistiche. Alle prime, a capo di 25 podisti [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] partì da  Porta San Giovanni verso Grottaferrata, Monte Cavo e Albano, unendosi a rappresentanti della Società Ginnastica Roma, del Veloce Club Sportivo e in seguito del Club Alpino. Poco più tardi, in bicicletta, fu la volta di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con alcuni soci della Forza e Coraggio e uno dello Sporting Club, Giovanni Fassi dell&#039;omonima gelateria. Il ritorno delle due comitive fu in treno, con bicchierata ad Albano all&#039;Osteria del Curato e banchetto all&#039;Alhambra. &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Fu proprio il [[6 gennaio]] che, incoraggiato probabilmente da Balestrieri, [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] si recò nella sede della Lazio a [[Via Valadier 21|Via Valadier]] per proporre la partecipazione al triangolare calcistico con Veloce Club Podistico e Forza e Coraggio. Seghettini era delegato del Veloce Club Podistico organizzatore delle gare di football per il giorno 13 al Velodromo Roma, giorno in cui si sarebbero svolte anche gara di sfratto a cura della Forza e Coraggio, gare ciclistiche a cura dello Sporting Club e gare podistiche a cura della Lazio. Triangolare che, vista la necessità di far conoscere bene il gioco ai Laziali si svolse il [[27 gennaio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su [[Forza Lazio]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] ci ricorda le competizioni del [[21 aprile]]. A partecipare furono Società Podistica Lazio, Società Ginnastica Roma, Forza e Coraggio e Audace; da non confondere con Audace Club Sportivo che nascerà ad ottobre 1901, con la confluenza di Audace Club Podistico sorto a settembre per mano di Golini, Seghettini e Balestrieri con alcuni dissidenti della Forza e Coraggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le quattro formazioni si sfidarono in corse a piedi 100 metri singole, 400 metri a coppie, salto in lungo, lancio del disco e lotta. Un pentathlon antico rivisitato in chiave moderna. La Lazio partecipò a tutte le competizioni e per atletica di distinsero [[Mazzolani Raffaello|Mazzolani]] nel salto in lungo, [[Nelli Mario Nello|Nelli]] nel lancio del disco e [[Cerruti (II) Pietro|Pietro Cerruti]] nella lotta con vittoria non prevista nella stessa.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Cronaca]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<updated>2026-06-08T12:05:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot; &amp;#039;&amp;#039;Di Flavio Picchiani&amp;#039;&amp;#039;  Manifestazione sportiva, promossa dal capo console del Touring Club Attilio Brunialti, che avrebbe dovuto riprodurre a cicli quindicinali a Roma ed in altre città italiane i giochi olimpici, con culmine il 21 aprile con la riproduzione delle Feste Palilie.  In una riunione occorsa presso la sede del Real Club Canottieri Tevere a fine dicembre 1900, sotto il patrocinio della Federazione Italiana Rari Nantes si costituì un Comitato Centrale...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&#039;&#039;Di Flavio Picchiani&#039;&#039;&lt;br /&gt;
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Manifestazione sportiva, promossa dal capo console del Touring Club Attilio Brunialti, che avrebbe dovuto riprodurre a cicli quindicinali a Roma ed in altre città italiane i giochi olimpici, con culmine il 21 aprile con la riproduzione delle Feste Palilie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una riunione occorsa presso la sede del Real Club Canottieri Tevere a fine dicembre [[1900]], sotto il patrocinio della Federazione Italiana Rari Nantes si costituì un Comitato Centrale Romano, con capofila la Società Podistica Lazio, [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] rappresentante, ed il Canottieri Tevere. Il Comitato d&#039;Onore tra gli altri era composto da Brunialti, [[Todaro Francesco|Todaro]] della Federazione Ginnastica Italiana e Celli rappresentante della Società Ginnastica Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La manifestazione rullò dal [[1 gennaio]] [[1901]] al [[13 gennaio]] [[1901]] e poi il [[21 aprile]] [[1901]], come ricorda [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] in un articolo del 1940 sulla rivista [[Forza Lazio]]. Vide la partecipazione di una dozzina dei circoli più blasonati. Il [[1 gennaio]], organizzate da Canottieri Tevere e Aniene si svolsero regate di canottaggio da [[Ponte Regina Margherita]] a Ponte Sisto, con [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] componente uno degli equipaggi dell&#039;Aniene, e gara di nuoto partendo da [[Ponte Regina Margherita]] presso il galleggiante dell&#039;Aniene. Parteciparono per la Lazio [[Tofini Romeo|Tofini]], [[Bastianini Aurelio|Bastianini]], [[Villani Filippo|Villani]], [[Venarucci Carlo|Venarucci]], [[Bulla Rodolfo|Bulla]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[6 gennaio]] presero il via gite podistico-alpinistiche e ciclistiche. Alle prime, a capo di 25 podisti [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] partì da  Porta San Giovanni verso Grottaferrata, Monte Cavo e Albano, unendosi a rappresentanti della Società Ginnastica Roma, del Veloce Club Sportivo e in seguito del Club Alpino. Poco più tardi, in bicicletta, fu la volta di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con alcuni soci della Forza e Coraggio e uno dello Sporting Club, Giovanni Fassi dell&#039;omonima gelateria. Il ritorno delle due comitive fu in treno, con bicchierata ad Albano all&#039;Osteria del Curato e banchetto all&#039;Alhambra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu proprio il [[6 gennaio]] che, incoraggiato probabilmente da Balestrieri, [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]] si recò nella sede della Lazio a [[Via Valadier 21|Via Valadier]] per proporre la partecipazione al triangolare calcistico con Veloce Club Podistico e Forza e Coraggio. Seghettini era delegato del Veloce Club Podistico organizzatore delle gare di football per il giorno 13 al Velodromo Roma, giorno in cui si sarebbero svolte anche gara di sfratto a cura della Forza e Coraggio, gare ciclistiche a cura dello Sporting Club e gare podistiche a cura della Lazio. Triangolare che, vista la necessità di far conoscere bene il gioco ai Laziali si svolse il 27 [[gennaio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su [[Forza Lazio]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]] ci ricorda le competizioni del [[21 aprile]]. A partecipare furono Società Podistica Lazio, Società Ginnastica Roma, Forza e Coraggio e Audace; da non confondere con Audace Club Sportivo che nascerà ad ottobre 1901, con la confluenza di Audace Club Podistico sorto a settembre per mano di Golini, Seghettini e Balestrieri con alcuni dissidenti della Forza e Coraggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le quattro formazioni si sfidarono in corse a piedi 100 metri singole, 400 metri a coppie, salto in lungo, lancio del disco e lotta. Un pentathlon antico rivisitato in chiave moderna. La Lazio partecipò a tutte le competizioni e per atletica di distinsero [[Mazzolani Raffaello|Mazzolani]] nel salto in lungo, [[Nelli Mario Nello|Nelli]] nel lancio del disco e [[Cerruti Pietro|Pietro Cerruti]] nella lotta con vittoria non prevista nella stessa.&lt;br /&gt;
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File:Popolo romano 22 dicembre 1900 ludi al secolo nascente.JPG&lt;br /&gt;
File:02gen1901a.jpg&lt;br /&gt;
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File:Grifoni Lazio.jpeg&lt;br /&gt;
File:Grifoni Lazio 2.jpeg&lt;br /&gt;
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&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Cronaca]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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| [[Immagine:Volume AQUILE.jpg|border|left|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Aquile sul Tevere&#039;&#039;&#039; di Marco Impiglia &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Aquile sul Tevere&#039;&#039;, in virtù di una gestazione lunga ventidue anni, riassume in modo mirabile non solo le vicende più che centenarie del [[Circolo Canottieri Lazio]], ma aggiunge un altro tassello utile alla comprensione a trecentosessanta gradi della storia della polisportiva. È il prodotto di cinquanta interviste registrate dal [[2002]] al [[2023]] e si avvale di una ricerca iconografica alla quale hanno dato un contributo sia la S.S. Lazio sia LazioWiki; con in più la partecipazione di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]], che ha firmato il medaglione di [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]] e donato un suo quadro avente per oggetto una vista del Circolo dalla riva destra da cui è scaturita la quarta di copertina. Il volume, di 528 pagine e 300 illustrazioni, in formato chiuso 21x22 confezionato in brossura cucita filorefe, ha una tiratura d’esordio limitata a 100 copie. Coloro che desiderano venirne in possesso, debbono prendere contatto con l’autore,  telefonando al &#039;&#039;&#039;347.4954747&#039;&#039;&#039; oppure mandando la richiesta all’indirizzo: &#039;&#039;&#039;marco.impiglia@gmail.com&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:CopertinaLibroLìDoveLaLazioNacque.jpg|border|right|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Lì dove la Lazio nacque&#039;&#039;&#039; di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] - Edizioni Eraclea &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;&amp;quot;Un viaggio con burrasche, burraschette, riggiri, mulinelli, crescenti, crescentini, murelle, pennelli, mollacce e mollaccioni: roba, Dio ne scampi e liberi tutti, da non ritornare più a casa&amp;quot;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Queste le parole usate dal barcaiolo Toto er Bigio per descrivere i pericoli che doveva affrontare per navigare il Fiume. Quel Toto che, inconsapevolmente, permise di far giungere ai Fondatori della Società Podistica Lazio un barcone dove, all’alba del XX secolo, tutto ebbe inizio. Partendo proprio da questo mitico personaggio e dalla sua barca, questo libro va a colmare il vuoto presente nella vasta produzione di libri sulla Società Sportiva Lazio: il contesto immediatamente precedente alla nascita della Società che avrà i colori del cielo. Una ricerca storica che parte addirittura dal 1500 e lega vicende che appaiono lontane e incongrue tra loro. Esiste, invece, un sottile filo che le unisce tutte e trova il punto di cesura il [[9 gennaio]] dell’anno giubilare [[1900]], quando alcuni giovani fiumaroli e podisti diedero vita alla Lazio. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Un’analisi storica, artistica, urbanistica che, imperniata su neanche mezzo chilometro lineare di città antica, fa emergere vecchie lance pontificie, bellissimi porti fluviali scomparsi, siti incantati, piazze e manufatti che furono i luoghi della genesi di questa antica e ancor vivissima società sportiva. In questo tessuto urbano di una Roma che non c’è più, vivevano personaggi avvolti finora nella leggenda di cui l’autore ha scoperto l’identità. Maschere quiriti che, senza sospettarlo, avevano gettato le basi di un’intensa storia umana e sportiva che ancor oggi fa vibrare le corde di tanti appassionati. Vengono, nel testo, ricostruite le loro vicende esistenziali in parallelo ai luoghi &amp;quot;sacri&amp;quot; che, per una strana e inspiegabile alchimia, sono codificati nel patrimonio inalienabile dei sostenitori biancocelesti che, ogni [[9 gennaio]] accorrono, spinti da una forza ancestrale, a celebrare un rituale pagano di fede e amore che non trova riscontro in alcun altro sodalizio sportivo. Porto di Ripetta, Toto Bigio, [[Ponte Regina Margherita]], Gamba di Legno, [[Piazza della Libertà]], i Bagni tiberini, mitiche panchine, traghetti traiettizi escono dalle pagine del libro con una nitidezza cristallina che unisce la rigorosa e inedita ricerca filologica e iconografica con la tradizione popolare più genuina. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Atleti lotta liberazione 1.jpg|border|left|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Gli atleti della Lazio nella lotta di Liberazione&#039;&#039;&#039; di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] - Edizioni Eraclea &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Per motivi apparentemente oscuri (ma invece spiegabili), la Società Sportiva Lazio viene comunemente associata alla destra fascista, generalizzando i comportamenti di un limitatissima ma rumorosa frangia di tifosi. Un fenomeno sempre meno tollerato dalla stragrande maggioranza dei sostenitori biancocelesti, stanchi di questa facile ed errata identificazione. Questo volume intende dimostrare che la connotazione fascista della Lazio è un artefatto, una costruzione a posteriori, uno stereotipo e, in definitiva, un falso storico. Un gran numero di dirigenti e atleti della società biancoceleste, molti dei quali sconosciuti ai più, si opposero al regime mussoliniano con coraggio, pagando le loro scelte con profonde sofferenze, il carcere, la morte. Di ognuno di essi vengono narrate le imprese sportive e l&#039;impegno civile in difesa della libertà e della democrazia. Il libro si è aggiudicato il Premio Fiuggi Storia [[2022]] su un lotto di 46 partecipanti al Concorso. La cerimonia di consegna si è svolta nella sala capitolare del Comune di Fiuggi il [[1 ottobre|1° ottobre]] [[2022]]. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Faber1a.jpg|border|right|200px|]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Casacche Divise 1940-45 - Gli Atleti della Lazio nella Seconda Guerra Mondiale&#039;&#039;&#039; di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] e Fabrizio Munno - Edizioni Eraclea &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Dopo &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot;, che ha affrontato i temi relativi alla Grande Guerra, con &amp;quot;Casacche divise&amp;quot; gli storici di LazioWiki portano in luce con accuratezza il destino di tanti sportivi biancocelesti che, spesso loro malgrado ma sempre con valore, decisero di onorare la patria nella guerra coloniale e nel secondo conflitto mondiale, in molti casi passando nelle schiere partigiane dopo l&#039;[[8 settembre]] [[1943]]. Al commovente e drammatico racconto delle vicende umane e sportive si accompagna la rigorosa ricostruzione dei fatti storici. Ai sette caduti accertati dalla storiografia ufficiale, gli autori hanno aggiunto altri 23 nomi finora completamente ignorati. Il libro usa un registro serrato, secco, privo di pause, proprio come gli avvenimenti che interessarono la vita dei tanti atleti-soldati in quella guerra distruttiva. Emergono storie tragiche, esaltanti, commoventi di ragazzi che avevano amato lo sport e che si ritrovarono, spesso su fronti opposti - da qui il titolo del libro - a combattere. Tutte le vicende raccontate e le testimonianze sono inedite, così come gran parte dell&#039;apparato iconografico che accompagna il testo. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:SP Lazio Impiglia Copertina.jpg|border|left|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot; - Ideali sportivi olimpici unitari romani e biancocelesti&#039;&#039;&#039; di Marco Impiglia &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Con due riunioni tenute il 9 e il [[13 gennaio]] [[1900]], di martedì e di sabato, alla [[Capanno di Pippanera|Pippa Nera]] e nell&#039;appartamento dei Bigiarelli al [[Vicolo degli osti, 15|vicolo degli Osti 15]], nel rione Ponte, la Società Podistica Lazio si costituì. Fu l&#039;atto alchemico conclusivo di una serie di conciliaboli avvenuti durante gite podistiche e su una panchina prospiciente [[Piazza della Libertà|piazza della Libertà]], dove oggi una lapide ricorda l&#039;evento. Il Zenone della situazione, l&#039;artefice dell&#039;opus nigrum, fu [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], che letteralmente fece attraversare la fase della nigredo a quelli della [[Capanno di Pippanera|Pippa Nera]], e chiarificò il tutto in una pietra filosofale davvero magica, per che avrebbe saputo creare nel secolo a venire. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:LibroCoppi.jpg|border|right|200px|]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Coppi 1945, una primavera a Roma - Fausto, Nulli e la Società Sportiva Lazio&#039;&#039;&#039; di Giampiero Petrucci e [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] - Edizioni Eraclea &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; [[9 gennaio]] [[1945]]. [[Coppi Fausto|Fausto Coppi]] si trova a Caserta, in un campo di prigionia degli Inglesi dai quali è stato catturato in Africa dove lui, ultimo vincitore del Giro d&#039;Italia ([[1940]]) ed ancora recordman in carica dell&#039;Ora ([[1942]]), ha combattuto come un qualsiasi soldato. L&#039;industriale capitolino Edmondo Nulli, accompagnato da Pietro Chiappini (ex compagno di Coppi nella &amp;quot;Legnano&amp;quot;), gli offre un ingaggio per correre nella sua piccola squadra. [[Coppi Fausto|Coppi]] accetta all&#039;istante. Indosserà la maglia arancione della &amp;quot;Nulli&amp;quot; dopo aver firmato il regolare cartellino FCI con la Società Sportiva Lazio. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Inizia così una storia poco nota e spesso trascurata, ma che si rivelerà invece fondamentale nella vita e nella carriera di [[Coppi Fausto|Coppi]]. A Roma Fausto trascorre l&#039;intera Primavera, gareggiando e vincendo, ponendo le basi di quella fenomenale &amp;quot;rinascita&amp;quot; che lo porterà poi a diventare l&#039;indimenticabile Campionissimo. [[Coppi Fausto|Coppi]]-Nulli-Lazio: il trinomio che nel [[1945]], in un&#039;Italia ancora spezzata dalla Linea Gotica, sale agli onori della cronaca romana ma che spesso è stato dimenticato, sottovalutando l&#039;importanza di chi concesse al campione piemontese non solo un cartellino, una bici ed una maglia ma anche e soprattutto la fiducia e la speranza. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; [[Coppi Fausto|Coppi]], sotto la paterna guida di Nulli e l&#039;organizzazione professionale della Società Sportiva Lazio, ritrovò se stesso, come uomo e come atleta. Il libro si avvale di documenti e di un apparato iconografico in gran parte inediti con i quali è stato possibile ricostruire quel periodo difficile ma denso di speranze. Quei giorni meritano di essere rivissuti nel dettaglio perché nella Primavera del [[1945]] l&#039;Airone volò anche sulle rive del Tevere. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:LibroSclavi.jpg|border|left|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;Ezio Sclavi Portiere Pittore&#039;&#039;&#039; di [[Bellisario Fabio|Fabio Bellisario]] - Edizioni Eraclea &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Il racconto della vita di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]], portiere della Lazio e della Nazionale tra gli anni &#039;20 e &#039;30, che ha saputo raggiungere i livelli più alti sia in campo sportivo sia artistico. Se la sua pittura gli consente di essere annoverato tra i massimi esponenti della &amp;quot;Scuola Romana&amp;quot; e della pittura aniconica italiana degli anni &#039;50 e &#039;60, il calcio, che lo ha visto portiere di Lazio, [[Juventus]] e della Nazionale, lo annovera tra i più straordinari interpreti del difficile ruolo. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Il libro è il racconto, affascinante come un romanzo, della sua vita, contrassegnata da momenti dolorosi e altri esaltanti, ma sempre improntata al coraggio, la passione, la sincerità e la coerenza. Un uomo, dalla personalità estremamente complessa, che è stato allo stesso tempo protagonista e vittima del suo tempo e del tempestoso contesto storico e sociale presente in Italia in quegli anni. Il libro si avvale di una documentazione quasi del tutto inedita, di tantissime immagini di calcio scovate miracolosamente, di riproduzioni fotografiche di circa cinquanta sue opere pittoriche e di testimonianze dirette, raccolte nei luoghi dove Sclavi è vissuto, da parte di chi l&#039;ha conosciuto e apprezzato. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; ► [[Ezio Sclavi Portiere Pittore - Recensioni|Le recensioni al libro &amp;quot;Ezio Sclavi Portiere Pittore&amp;quot; di Fabio Bellisario]] &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Dal tevere al piave.jpg|border|right|200px]] &amp;lt;font color=navy&amp;gt; • &#039;&#039;&#039;DAL TEVERE AL PIAVE - [[1915]]-[[1918]] - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra&#039;&#039;&#039; &amp;lt;/font&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; LazioWiki ha ricostruito con tale opera, con assoluta precisione storica, le vicende esistenziali, sportive e belliche degli atleti della Società Podistica Lazio impegnati nella Prima Guerra Mondiale, le azioni a cui parteciparono, le decorazioni ottenute sul campo, le circostanze in cui ben trenta di essi, e non undici come si era creduto, si immolarono, i luoghi dove riposano. Il tutto nel contesto storico in cui si svolsero gli avvenimenti bellici e il riflesso che essi ebbero a Roma.&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Il libro si avvale di documentazioni  e fonti  iconiche-fotografiche in gran parte inedite, e di eccezionale rilevanza testimoniale. Sullo spartito di questo testo risuonano le note delle battaglie, delle sofferenze, degli eroismi di tanti giovani sportivi romani ammaliati dagli ideali biancocelesti e coscienti, ma senza alcuna retorica, di dover servire la Patria. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, riconoscendo a questo libro il suo alto valore storico, ha voluto concedergli il logo ufficiale della Commemorazione del Centenario. &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli Atleti della Lazio nella Grande Guerra - Edizioni ERACLEA - pag. 226 - € 14,90 &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; ► [[Dal Tevere al Piave - Recensioni|Le recensioni al libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot; di LazioWiki a cura di F. Munno e F. Bellisario]] &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &amp;lt;font color=navy&amp;gt; I libri sono disponibili nelle migliori librerie come Feltrinelli, Minerva, Pagine di Sport e ordinabili online su Amazon.it e Ibs.it &amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
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{| style=&amp;quot;border:1px dotted navy; text-align:justify; color:#23426e; background-color:#EFF5FF;&amp;quot; cellpadding=10 width=100%&lt;br /&gt;
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|&amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;&#039;Società sportiva Lazio&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; La [[Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio|Società Podistica Lazio]] nasce a Roma il 9 gennaio 1900 per volere di quindici fondatori assolutamente quiriti (nove secondo la vulgata comune). Colui che ebbe l&#039;idea è il bersagliere [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], fervente massone di animo puro e democratico. Forse il nostro nome e anche i nostri colori sono un regalo del [[I Rari Nantes e i Pionieri Laziali|fiume Tevere]], il simbolo di Roma a cui la nostra Società è più legata. Il galleggiante su cui i ragazzi si riunivano ancor prima della fondazione della Lazio, battezzato scherzosamente [[Capanno di Pippanera|Pippanera]], ha una storia antica. Vecchia lancia papale settecentesca, il secolo successivo è per tanti anni proprietà di Toto Bigio, uno dei barcaroli più celebri della città. Il servizio di trasporto in quel di Ripetta viene meno con la costruzione di [[Ponte Regina Margherita|Ponte Regina Margherita]]. Toto cade in disgrazia e cede lo scafo a tale Gamba di Legno, che lo attracca proprio nei pressi di [[Piazza della Libertà|piazza della Libertà]]. E lì comincia la nostra storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Timeline colori e simboli SS Lazio|La Lazio nasce bianca]]. Il celeste verrà dopo: ufficiosamente, in occasione della gara di calcio [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|Lazio-Virtus del 1904]]; [[L&#039;inaugurazione della bandiera|ufficialmente]] per volere del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], altro massone credente e praticante, che ammanta la Società del mito olimpico e dei colori dell&#039;antica Grecia. Di lì a poco, nel 1905, anche [[L&#039;aquila e la Lazio|l&#039;aquila planerà]] sul nostro scudo sociale: un&#039;aquila appenninica che nulla a che fare col mito delle legioni romane. Prima che calciatori, i nostri pionieri sono ottimi [[S.S. Lazio Atletica leggera|podisti]] ([[Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]] il più forte) e ottimi [[S.S. Lazio Nuoto|nuotatori]] ([[Tofini Romeo|Romeo Tofini]] primeggia). Fondamentale è anche la sezione [[S.S. Lazio Escursionismo|Escursionismo]]: fortemente voluta da Ballerini nel 1906, profondo conoscitore e amante della montagna, questa sezione è degna del nuoto e del calcio per continuità d&#039;adesione alla S.S. Lazio. Col tempo ci appropriamo così dei nostri spazi di elezione: il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] in zona Flaminio (1914); la splendida sede di [[Via Vittorio Veneto ex 7|via Veneto]] (1915); la casina fluviale all&#039;[[Albero Bello]] (1921), dove oggi sta il [[Circolo Canottieri Lazio]]. Se abbiamo effettivamente portato per primi o meno il calcio a Roma poco importa: nel primo Novecento la S.P. Lazio è senza dubbio la squadra di football più prestigiosa della città e la più forte del centro-sud. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la [[Prima Guerra Mondiale]] la Lazio si distingue per l&#039;[[Albo d&#039;Oro degli atleti biancocelesti decorati o Caduti nella Prima Guerra mondiale|eroismo dei suoi soldati]] e la vicinanza della Società alle sorti del Regno. Ballerini predispone un [[Asilo Lazio|Asilo]] nella sede di via Veneto e fa della Rondinella un orto di guerra. Per questo e per l&#039;impegno della Lazio nel sociale, nella diffusione della cultura e della pratica sportiva, nel 1921 la Lazio viene nominata [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]] dal governo Giolitti. È il punto più alto della presidenza Ballerini. Fortunato [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all&#039;Assemblea dei Soci pubblicato il 20 febbraio 1922|passa la mano nel 1922]]. Nel 1926 la S.P. Lazio cambia allora denominazione e diviene la [[La Società Podistica Lazio diventa Società Sportiva Lazio|Società Sportiva Lazio]] che oggi conosciamo. Le discipline praticate aumentano (il podismo è solo una tra le tante) e il professionismo si appropria del calcio: un processo di lunga durata che avrà ripercussioni anche in futuro. E infatti il 15 luglio 1963 la Società Sportiva Lazio diventerà l&#039;[[Una fenice di 60 anni fa: la associazione delle Società Sportive &amp;quot;Lazio&amp;quot;|Associazione delle Società Sportive Lazio]]. Le singole sezioni ottengono maggiore autonomia, ma pur sempre sotto l&#039;egida confederale della S.S. Lazio. Questa mossa sarà fondamentale per permettere alla Lazio Calcio di istituirsi come societa per azioni, secondo le normative della Figc.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Torniamo al periodo fra le due guerre. [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]] e altri pionieri custodiscono i valori fondanti della lazialità durante gli anni bui del fascismo. Bitetti e il gerarca [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]] sventano l&#039;improvvida fusione con la AS Roma. Negli anni Trenta la Lazio di [[Piola Silvio|Silvio Piola]] recupera intanto il terreno perduto nel calcio, dopo l&#039;epopea romantica ma sfortunata di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]. È però nelle altre discipline che la Società compie un grande balzo in avanti. Giunto alla Lazio grazie a Bitetti, brilla la stella di [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]]: formidabile spadaccino, buon nuotatore e discreto rugbista, Nostini sarà poi dirigente, segnando la storia biancoceleste del secondo Novecento. In una Roma ancora occupata dai nazifascisti, il [[Comunicato 15 agosto 1943|15 agosto 1943]] la S.S. Lazio emette un coraggioso comunicato. La Società si richiama ai valori originari della sua fondazione e ricusa ogni legame residuo col regime fascista. Sono ventinove le vittime che la Lazio piange a causa della [[Tabella dei caduti e feriti biancocelesti durante la Seconda Guerra Mondiale|Seconda guerra mondiale]]. Nel 2010, la Lazio sarà decorata dal generale dei bersaglieri col prestigioso [[Albo d&#039;Oro della Società Sportiva Lazio Generale|Puntale del Labaro del IX Reparto d&#039;Assalto]], in memoria dei suoi caduti e dei suoi eroi di guerra nei conflitti mondiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Italia diventa una repubblica: si volta finalmente pagina. Le fortune calcistiche sono alterne. Nell&#039;immediato dopoguerra sono sempre le altre discipline a dare lustro alla Lazio. Ottimi risultati sono raggiunti nel [[S.S. Lazio Basket|basket]], nel [[S.S. Lazio Rugby 1927|rugby]] e nell&#039;[[S.S. Lazio Hockey|hockey sul prato]]. I biancocelesti vedono tra le fila del ciclismo il campionissimo [[Coppi Fausto|Fausto Coppi]]. Il [[S.S. Lazio Baseball Softball e Cricket|baseball]] è due volte campione d&#039;Italia anche grazie all&#039;asso [[Glorioso Giulio|Giulio Glorioso]] (1949, 1955). Nel [[1958]], la Lazio dell&#039;arci-amico-nemico [[Bernardini Fulvio|Fulvio Bernardini]] alza al cielo la sua [[Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0|prima Coppa Italia]]. Due sono invece i titoli assoluti nella [[Pallanuoto|pallanuoto]] (1945, 1956). Ed è proprio in vasca che la Lazio agguanta i suoi successi più grandi. Fra gli anni Sessanta e Ottanta, molti dei quali sotto la guida dei direttore tecnici [[Zabberoni Enzo|Zabberoni]] e [[Baccini Franco|Baccini]], la [[S.S. Lazio Nuoto|Lazio Nuoto]] è tra le società più forti d&#039;Italia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Piovono titoli nazionali, europei e mondiali. Sono ben [[Medaglie olimpiche della SS Lazio|12 le medaglie d&#039;oro]] che la Lazio può vantare ai Giochi olimpici, molte delle quali ottenute proprio nelle discipline natatorie. Tanti i nomi celebri: da [[Pedersoli Carlo|Carlo Pedersoli]] a [[Ghira Aldo|Aldo Ghira]], da [[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]] a [[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]], [[Pucci Paolo|Paolo Pucci]], mentre nel femminile la campionessa più grande è [[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]. La tradizione della Lazio Nuoto è pari a quella della Lazio Calcio e tale sarebbe ancora oggi, se non fosse per la difficoltà a reperire finanziamenti in uno sport sempre più professionistico. Nel frattempo i biancocelesti ottengono ottimi risultati anche nel rugby ([[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]] è il suo atleta italiano più grande) e negli anni Settanta il XV laziale è uno dei più temibili del massimo campionato. Proprio in quel periodo, la Lazio di [[Chinaglia Giorgio|Long John Giorgio Chinaglia]] vince il [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|primo storico Scudetto]]. Pure nel basket i biancocelesti si fanno valere e qualche stella assoluta brilla sul nostro parquet; la più luminosa è senza dubbio quella dello statunitense [[Jeelani Abdul Qadir|Abdul-Qadir Jeelani]]. [[Micheli Tonino|Tonino Micheli]] fa invece grande la Lazio del softball, vincendo scudetti in serie sino al trono di campione d&#039;Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In anni più recenti, la Lazio cresce atleti di assoluto valore come i [[Marconi Nicola|fratelli Marconi]] nei tuffi, [[Berrè Enrico|Enrico Berrè]] nella [[S.S. Lazio Scherma Ariccia|scherma]], [[Micheli Elena|Elena Micheli]] nel [[S.S. Lazio Pentathlon Moderno|pentathlon]], [[Bascelli Gabriella|Gabriella Bascelli]] nel canottaggio e il nuotatore paralimpico [[Fantin Antonio|Antonio Fantin]]. [[Butini Cesare|Cesare Butini]], per anni direttore tecnico della Federnuoto, e il presidente di quest&#039;ultima, [[Barelli Paolo|Paolo Barelli]], hanno militato entrambi nella Lazio. Nel frattempo, [[Nostini Renzo|Renzo Nostini]] guida la Lazio Generale nel nuovo millennio e stabilisce un record ininterrotto alla [[Cronologia dei Presidenti Generali della Lazio dalle origini ai nostri giorni|presidenza]] (1992-2005), battuto poi da [[Buccioni Antonio|Antonio Buccioni]], suo fidato consigliere e presidente della polisportiva. Intanto [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]] fa della Lazio Calcio una potenza assoluta e [[Nesta Alessandro|Sandro Nesta]] e compagni fanno incetta di titoli [[Domenica 14 maggio 2000 – Roma, stadio Olimpico – Lazio-Reggina 3-0|nazionali]] ed [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|europei]]. Nonostante gli umori alterni della piazza, anche la gestione del successore di Cragnotti, [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], si contraddistingue per la vittoria di sei trofei nazionali: tre Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la sua storia centenaria, nel 2002 la S.S. Lazio riceve il [[Il Collare d&#039;Oro al Merito Sportivo|Collare d&#039;oro]] al merito sportivo, massimo riconoscimento da parte del Coni, dopo aver già ottenuto la [[La Stella d&#039;Oro al Merito Sportivo|Stella d&#039;oro]] nel 1967. La presidente onoraria di LazioWiki è [[Balestrieri Erika|Erika Balestrieri]], discendente diretta del nostro fondatore [[Balestrieri Arturo|Arturo]]. Dal 9 luglio 2025, [[LazioWiki socio onorario della S.S. Lazio|LazioWiki è socio onorario della S.S. Lazio]] ed entra così a far parte ufficialmente di questa nobile storia.&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;SezPolisportiva&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px dotted navy; text-align:justify; color:#23426e; background-color:#EFF5FF;&amp;quot; cellpadding=10 width=100%&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|&amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;&#039;Lazio Generale&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; La sezione calcistica biancoceleste, la più nota al pubblico, è compresa in una società polisportiva tra le più antiche d&#039;Europa e più grandi al mondo. Il numero delle sezioni varia di anno in anno. Tra le più longeve ricordiamo:&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| • [[S.S. Lazio Arti Marziali]], &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Atletica leggera]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Attività subacquee e di pesca sportiva]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S Lazio Baseball Softball &amp;amp; Lacrosse 1949]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Badminton]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Basket in Carrozzina]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Bowling]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Bridge Liegi]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Calcio femminile]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Calcio a 5 Femminile]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Calcio a 5]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Cricket]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Canoa Polo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[Circolo Canottieri Lazio]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Ciclismo A.S.D.]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Equitazione]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Escursionismo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Marines|S.S. Lazio Marines (Football americano)]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Ginnastica]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Hockey]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Motociclismo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Nuoto|S.S. Lazio Nuoto, Pallanuoto, Tuffi]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Pallamano]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Pallavolo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Basket]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Paracadutismo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Paralimpica]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Pentathlon Moderno]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Pesca Sportiva]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Polo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Pugilato]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Rugby 1927]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Scacchi]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Scherma Ariccia]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Sci Club]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Tennis]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Tennis Tavolo]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Tiro con l&#039;arco]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Triathlon]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio Vela]]; &amp;lt;br&amp;gt; • [[S.S. Lazio V.D.S.|S.S. Lazio Volo da Diporto o Sportivo]].&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;Palmares&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px dotted navy; text-align:justify; color:#23426e; background-color:#EFF5FF;&amp;quot; cellpadding=10 width=100%&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|&amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;&#039;Palmares&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio è una polisportiva e pertanto si enumerano [[Albo d&#039;Oro della Società Sportiva Lazio Generale|i successi ottenuti]] dai suoi atleti senza suddividerli per specialità:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giochi Olimpici:      12 medaglie d&#039;oro&lt;br /&gt;
* Campionati del mondo: 62 &lt;br /&gt;
* Campionati d&#039;Europa:  89 &lt;br /&gt;
* Record europei:       2  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio ha vinto più di 70 titoli italiani assoluti. I titoli individuali sono oltre 600. Impressionante il numero dei titoli individuali vinti a livello giovanile: circa 1.000. A fronte di tali numeri è indiscutibile considerare la Lazio la società più titolata d&#039;Italia.&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name = &amp;quot;SSLazio&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px dotted navy; text-align:justify; color:#23426e; background-color:#EFF5FF;&amp;quot; cellpadding=10 width=100%&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|&amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;&#039;Lazio Calcio&#039;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Grazie alla volontà di personaggi come [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]], il sodalizio biancoceleste iniziò a praticare il gioco del football che giunse nella capitale agli albori del XX secolo. La [[SS Lazio - Calcio|sezione calcistica]] fu istituita nel [[1901]] e ufficializzata nel [[1910]]. I primi anni furono giocati a livello pionieristico ma numerose furono le vittorie in molti tornei, fino ad arrivare a disputare le finali nazionali nel [[1912/13|1913]] e nel [[1913/14|1914]], perse rispettivamente con la [[Pro Vercelli]] e il Casale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo una pausa forzata dovuta alla [[Prima Guerra Mondiale|prima guerra mondiale]], i biancocelesti ripresero l&#039;attività arrivando a sfiorare lo [[Scudetto]] nel [[1922/23|1923]] battuti solo dal fortissimo [[Genoa]] [[Domenica 15 luglio 1923 - Genova, stadio Marassi - Genoa-Lazio 4-1|4-1 all&#039;andata]] e [[Domenica 22 luglio 1923 - Roma, campo della Rondinella - Lazio-Genoa 0-2|0-2 al ritorno ]] nelle finali nazionali. I primi [[Campionato|campionati]] a girone unico non portarono grandi soddisfazioni ma, a metà degli anni Trenta, con l&#039;acquisto del fortissimo centravanti [[Piola Silvio|Silvio Piola]], la Lazio tornò a risiedere nei piani alti della classifica sfiorando di nuovo lo [[Scudetto]] al termine della stagione [[1936/37]]. E&#039; il periodo del grande presidente mecenate [[Zenobi Remo|Remo Zenobi]]. Nel [[1944]] la Lazio vinse il [[Campionato]] Romano superando la [[Roma AS|Roma]]. Dopo la fine della [[Seconda Guerra Mondiale]] i biancocelesti si collocarono a metà classifica ma, tra il [[1949]] ed il [[1952]], centrarono per tre [[Campionato|campionati]] consecutivi il quarto posto e nelle stagioni [[1955/56]] e [[1956/57]] ottennero il terzo posto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1958]] la Lazio vinse la sua [[Mercoledì 24 settembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0|prima Coppa Italia]] contro la [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], ma tre anni dopo conobbe l&#039;onta della sua prima retrocessione in [[Serie B]]. Gli anni Sessanta videro i biancocelesti, con gravi problemi economici, salire e retrocedere dalla [[Serie A|massima serie]]. Neanche l&#039;avvento alla presidenza dell&#039;italoamericano [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] sembrò cambiare le cose. Nell&#039;estate [[1971]], dopo un&#039;altra retrocessione tra i cadetti, venne chiamato ad allenare la squadra [[Maestrelli Tommaso|Tommaso Maestrelli]]. Era la svolta che si attendeva da tanti lustri. Con [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] in panchina e grazie alle reti del giovane centravanti [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]], la promozione venne subito centrata e [[1972/73|l&#039;anno successivo]] i biancocelesti sfiorarono un clamoroso [[Scudetto]], perso a due minuti dalla fine dell&#039;ultima giornata in un clima di [[L&#039;ultima giornata del campionato 1972/73, tra luci e ombre|pesanti sospetti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Titolo rimandato di un anno, però, perché la stagione [[1973/74]] vide le &#039;&#039;Aquile&#039;&#039; dominare e laurearsi [[Campione d&#039;Italia|Campioni d&#039;Italia]] il [[12 maggio]] [[1974]] dopo aver battuto in casa il Foggia [[Domenica 12 maggio 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-0|per 1-0]]. La Lazio mise in luce un gioco totale che fece invidia a tutti i più grandi club mondiali. Arrivata all&#039;apice, però, iniziò la parabola discendente, causata dapprima dalla malattia di [[Maestrelli Tommaso|Maestrelli]] che lo porterà alla prematura scomparsa, e poi dall&#039;improvvisa morte del calciatore [[Re Cecconi Luciano|Luciano Re Cecconi]] rimasto [[La tragedia della morte di Re Cecconi|ucciso per un tragico equivoco]]. La fine degli anni Settanta vide i biancocelesti navigare a metà classifica, ma la vicenda del [[Calcioscommesse 1980|calcioscommesse]], scoppiato nel marzo [[1980]] e culminato con l&#039;arresto di alcuni giocatori, la vide precipitare in [[Serie B]] d&#039;ufficio. Furono anni bui, ravvivati soltanto dalla promozione al termine della stagione [[1982/83]]. Le attese della presidenza di [[Chinaglia Giorgio|Chinaglia]] vennero poi disilluse ed alla fine del [[1984/85|1985]] i biancocelesti retrocessero nuovamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro [[Calcioscommesse 1986|scandalo scommesse]] rischiò di farla precipitare in [[Serie C]], ma la Lazio riuscì a salvarsi con una penalizzazione di novr punti da scontare sulla classifica del [[Campionato|campionato]] successivo. La squadra di [[Fascetti Eugenio|Eugenio Fascetti]] ottenne la salvezza dopo un drammatico spareggio a tre con Taranto e Campobasso giocato sul campo neutro di Napoli. Persa la [[Sabato 27 giugno 1987 - Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0|prima partita per 1-0]] contro il Taranto, riusci a [[Domenica 5 luglio 1987 - Napoli, stadio San Paolo - Lazio-Campobasso 1-0|vincere con il medesimo punteggio]] contro il Campobasso salvandosi dalla retrocessione. L&#039;anno successivo la Lazio tornò nella [[Serie A|massima serie]] e la squadra, guidata dal presidente [[Calleri Gian Marco|Gian Marco Calleri]], riuscì a navigare in acque tranquille fino all&#039;inizio degli anni [[1990|&#039;90]]. Con l&#039;acquisto del pacchetto azionario da parte del finanziere [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]], la società biancoceleste fece registrare una svolta epocale. Grazie ad acquisti di grandi campioni, i capitolini s&#039;imposero all&#039;attenzione del panorama calcistico mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1997/98|1998]] la Lazio vinse la sua [[Mercoledì 29 aprile 1998 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 3-1|seconda]] [[Coppa Italia]] contro il [[Milan AC|Milan]] mentre il [[6 maggio]] la società biancoceleste [[La Lazio è quotata in borsa|è quotata nella Borsa Valori]], prima società calcistica italiana ad entrare in Piazza Affari. Il [[29 agosto]] [[Sabato 29 agosto 1998 - Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 1-2|conquistò la prima]] [[Supercoppa Italiana]] contro la [[Juventus FC|Juventus]]. L&#039;anno seguente la squadra, guidata da [[Eriksson Sven Goran|Sven Goran Eriksson]], sfiorò lo [[Scudetto]], perso nelle ultime giornate, ma [[Mercoledì 19 maggio 1999 - Birmingham, Villa Park - RCD Mallorca-Lazio 1-2|vinse l&#039;ultima edizione]] della [[Coppa delle Coppe]] ed aprì la successiva stagione [[Venerdì 27 agosto 1999 - Montecarlo, stadio Louis II - Manchester United-Lazio 0-1|aggiudicandosi]] la [[Supercoppa Europea]] contro il Manchester United. La stagione [[1999/00]] vide i biancocelesti laurearsi per la seconda volta nella loro storia [[Campione d&#039;Italia|Campioni d&#039;Italia]] e vincere la [[Giovedì 18 maggio 2000 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 0-0|terza]] [[Coppa Italia]], contro L&#039;[[Internazionale FC|Inter]], centrando il Double (vittoria in [[Campionato]] e Coppa nazionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel settembre dello stesso anno la Lazio si aggiudicò la sua [[Venerdì 8 settembre 2000 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 4-3|seconda]] [[Supercoppa Italiana]] di nuovo contro l&#039;[[Internazionale FC|Inter]]. Finita l&#039;era di [[Cragnotti Sergio|Sergio Cragnotti]], nel [[2004]] i biancocelesti conquistano [[Mercoledì 12 maggio 2004 - Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 2-2|la quarta]] [[Coppa Italia]] contro la [[Juventus FC|Juventus]]. Una grave crisi societaria sembrò poi sfociare nel fallimento ma alla fine, con l&#039;acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte di [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]], la situazione si risolse in maniera positiva. Dopo una difficile salvezza nel [[campionato]] [[2004/05]], la Lazio raggiunse un prestigioso terzo posto al termine della stagione [[2006/07]]. La stagione [[2007/08]] ha visto i biancocelesti, allenati per il terzo anno consecutivo dal riminese [[Rossi Delio|Delio Rossi]], giungere al 12° posto nel campionato di [[Serie A|massima serie]]. Il [[13 maggio]] [[2009]] la Lazio [[Mercoledì 13 maggio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-1 (d.t.s.) - 7-6 (d.c.r.)|conquista la quinta]] [[Coppa Italia]], il primo trofeo dell&#039;era [[Lotito Claudio|Lotito]], battendo ai calci di rigore per 7-6 (1-1 il risultato finale della partita), la [[Sampdoria]]. L&#039;[[8 agosto]] [[2009]], la formazione biancoceleste si aggiudica la terza [[Supercoppa Italiana]] della propria storia [[Sabato 8 agosto 2009 - Pechino, stadio Bird&#039;s Nest - Inter-Lazio 1-2|nella gara]], disputata a Pechino, contro l&#039;[[Internazionale FC|Inter]], battuta per 2 a 1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione [[2009/10]] vede la Lazio disputare un torneo mediocre e salvarsi con due giornate di anticipo, chiudendo il torneo a 46 punti e dopo aver sostituito il tecnico [[Ballardini Davide|Davide Ballardini]] con [[Reja Edoardo|Edoardo Reja]] dopo una [[Domenica 7 febbraio 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 0-1|sconfitta interna]]. Forti contestazioni al presidente biancoceleste [[Lotito Claudio|Claudio Lotito]] sono state manifestate nel corso del [[campionato]], per un torneo disputato sotto le attese. La partecipazione all&#039;[[Europa League]], ottenuta di diritto a seguito [[Mercoledì 13 maggio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-1 (d.t.s.) - 7-6 (d.c.r.)|della conquista]] della [[Coppa Italia]] contro la [[Sampdoria]], termina nella fase a gironi. La stagione [[2010/11]] vede la Lazio sempre agli ordini del tecnico goriziano [[Reja Edoardo|Edy Reja]] e la Lazio si classifica al quarto posto con 66 punti, in coabitazione con l&#039;[[Udinese]] la quale, per una migliore differenza reti, ottiene la qualificazione alla fase preliminare di [[Coppa dei Campioni - Champions League|Champions League]] relegando i biancocelesti alla partecipazione all&#039;[[Europa League]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione [[2011/12]] i biancocelesti si classificano al quarto posto in classifica e si qualificano ai play-off dell&#039;[[Europa League]], mentre nella [[2012/13|stagione successiva]], agli ordini del nuovo tecnico [[Petkovic|Vladimir Petkovic]], conquistano la [[Coppa Italia]], con una rete di [[Lulic Senad|Senad Lulic]], nella [[Domenica 26 maggio 2013 - Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-1|storica finale]] disputata il [[26 maggio]] [[2013]] contro la [[Roma AS|Roma]]. Nonostante il grande entusiasmo iniziale, l&#039;[[2013/14|annata seguente]] è povera di soddisfazioni. La Lazio viene battuta pesantemente dalla [[Juventus]] nella [[Domenica 18 agosto 2013 - Roma, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 4-0|finale di Supercoppa italiana]]. In campionato e in Europa League le cose non vanno meglio e così a dicembre, dopo una netta sconfitta contro il Verona, [[Petkovic|Vladimir Petkovic]] viene esonerato. Al suo posto torna [[Reja Edoardo|Edy Reja]], che porta la squadra in salvo ma non riesce a centrare la qualificazione alle coppe europee. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione [[2014/15]] è [[Pioli Stefano|Stefano Pioli]] il nuovo allenatore. Dopo un inizio complicato, la Lazio si assesta nelle zone alte della classifica in inverno e sboccia in primavera grazie soprattutto all&#039;esplosione di [[Felipe Anderson (Pereira Gomes Felipe Anderson)|Felipe Anderson]]. La corsa dei biancocelesti arriva sino al secondo posto in classifica, perso però dopo una flessione nelle ultime partite di campionato. La terza piazza garantisce comunque la partecipazione ai preliminari di Champions League. Grande è il rimpianto per il k.o. nella [[Mercoledì 20 maggio 2015 - Roma, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-1 (d.t.s.)|finale di Coppa Italia]] contro la Juventus persa solo ai tempi supplementari. Sempre [[Sabato 8 agosto 2015 - Shanghai, Shanghai Stadium - Juventus-Lazio 2-0|contro i bianconeri]] è la sconfitta in Supercoppa Italiana dell&#039;agosto seguente. Ancora più dolorosa è l&#039;eliminazione dalla Champions League ad opera del Bayer Leverkusen, che batte i biancocelesti ai [[Mercoledì 26 agosto 2015 - Leverkusen, BayArena - Bayer Leverkusen-Lazio 3-0|play-off]]. Come due stagioni fa con Petkovic, anche la la [[2015/16|seconda annata]] di Pioli sulla panchina della Lazio si conclude con un esonero. Al suo posto subentra in primavera il tecnico delle giovanili [[Inzaghi (II) Simone|Simone Inzaghi]], per tanti anni calciatore biancoceleste e campione d&#039;Italia nel 2000. La Lazio manca la qualificazione alle coppe europee, ma si appresta a vivere un matrimonio ricco di soddisfazioni con l&#039;allenatore piacentino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra il [[2016]] e il [[2021]] i biancocelesti vincono infatti tre finali nazionali su quattro, si qualificano sempre in Europa e disputano una edizione della Champions League. Nella stagione [[2016/17]] la Lazio chiude quarta in classifica, [[Martedì 4 aprile 2017 - Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 3-2|elimina la Roma]] dalla Coppa Italia ma [[Mercoledì 17 maggio 2017 - Roma, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-0|perde la finale]] sempre contro la Juventus. Il tabù delle sconfitte contro i bianconeri viene infranto l&#039;agosto seguente: la Lazio batte i campioni d&#039;Italia e [[Domenica 13 agosto 2017 - Roma, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-3|alza al cielo]] la quarta Supercoppa Italiana della sua storia. I ragazzi d&#039;Inzaghi giocano un calcio entusiasmante, sono a lungo a ridosso delle primissime posizioni e anche in Europa sembrano poter arrivare sino in fondo. La [[Giovedì 12 aprile 2018 - Salisburgo, Red Bull Arena - Red Bull Salisburgo-Lazio 4-1|sconfitta contro il Salisburgo]] ai quarti di finale, l&#039;[[Mercoledì 28 febbraio 2018 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 0-0 (d.t.s.) - 4-5 (d.c.r.)|eliminazione in Coppa Italia]] contro il Milan e [[Domenica 20 maggio 2018 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 2-3|il k.o. all&#039;ultima giornata]] contro l&#039;Inter che compromette la qualificazione alla Champions League rendono amara una stagione comunque positiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;annata [[2018/19]] non parte bene e la Lazio fatica a tenere il passo delle prime posizioni. Attardati dalle zone europee ed eliminata in Europa League subito dopo la fase a gironi, i biancocelesti si riscattano però in Coppa Italia. Il 15 maggio la Lazio [[Mercoledì 15 maggio 2019 - Roma, stadio Olimpico - Atalanta-Lazio 0-2|vince il settimo titolo]] della manifestazione nella finale dello Stadio Olimpico contro l&#039;Atalanta. Pochi mesi dopo, a Riyad, [[Domenica 22 dicembre 2019 - Riyad, King Saud University Stadium - Juventus-Lazio 1-3|ecco un altro trofeo]]: la quinta Supercoppa italiana. Vola la Lazio nel campionato [[2019/20]]: a febbraio è prima in classifica e sogna lo Scudetto. La pausa delle competizioni sportive a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19 interrompe però il momento magico dei biancocelesti, che alla ripresa del torneo, in estate, perdono lo smalto dei tempi migliori e cedono il passo alla Juventus. Il terzo posto in classifica finale vale comunque il ritorno in Champions League. L&#039;[[2020/21|annata successiva]] si chiude tra alti e bassi: sesto posto in campionato ed eliminazione agli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco. Il ciclo di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio giunge così al termine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La società decide di ripartire da [[Sarri Maurizio|Maurizio Sarri]]. L&#039;allenatore toscano porta la Lazio al quinto posto [[2021/22|nella sua prima stagione]] a Roma. Il [[2022/23|campionato successivo]] è invece il migliore dell&#039;era Lotito: grazie a un ottimo girone di ritorno, i biancocelesti chiudono al secondi e si qualificano nuovamente alla Champions League. Sembra l&#039;inizio di un ciclo vincente. La realtà però è diversa: la Lazio stenta [[2023/24|nella nuova stagione]] e conquista un deludente settimo posto. E&#039; [[Tudor Igor|Igor Tudor]] a guidare la Lazio nella seconda parte del torneo, dopo le dimissioni presentate da Sarri a marzo. L&#039;allenatore croato lascia però l&#039;incarico per divergenze con la società nonostante la qualificazione all&#039;Europa League. Il testimone passa così a [[Baroni Marco|Marco Baroni]]. Partito fra lo scettismo generale, il tecnico fiorentino ribalta i pronostici e lancia la Lazio nelle zone nobili della classifica. Anche in Europa League il percorso è eccellente e i biancocelesti vincono la classifica generale nella prima fase del torneo. Sempre a ridosso della zona coppe, la Lazio stenta però nel girone di ritorno, manca l&#039;accesso alle semifinali di Europa League e alla fine chiude settima, fuori dalle competizioni continentali.&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
| style=&amp;quot;width:142px;&amp;quot; | &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Lb6.jpg|thumb|center|130px|[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:S.S. Lazio - Il sogno dello Sport per tutti.jpg|thumb|center|130px|S.S. Lazio - Il sogno dello Sport per tutti]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Piazza libertà3.jpg|thumb|center|130px|La targa posta in Piazza della Libertà a Roma]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:BrutoSeghettini.jpg|thumb|center|130px|[[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Olindo Bitetti.jpg|thumb|center|130px|[[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:PaglianiPericle2.jpg|thumb|center|130px|[[Pagliani Pericle|Pericle Pagliani]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:RZangrilli.jpg|thumb|center|130px|[[Zangrilli Romano|Romano Zangrilli]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Breg.jpg|thumb|center|130px|[[Brega Primo|Primo Brega]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Vaccarox.jpg|thumb|center|130px|[[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Ottier Guido.jpg|thumb|center|130px|[[Ottier Guido|Guido Ottier]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Tofini1912.jpg|thumb|center|130px|[[Tofini Romeo|Romeo Tofini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Giar.jpg|thumb|center|130px|[[Arena Ermenegildo|Ermenegildo Arena]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Gh1.jpg|thumb|center|130px|[[Ghira Aldo|Aldo Ghira]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:OgnioFigurina.jpg|thumb|center|130px|[[Ognio Geminio|Geminio Ognio]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Gionta.jpg|thumb|center|130px|[[Gionta Salvatore|Salvatore Gionta]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[immagine:Guerr.jpg|thumb|center|130px|[[Guerrini Giancarlo|Giancarlo Guerrini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Ppu.jpg|thumb|center|130px|[[Pucci Paolo|Paolo Pucci]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:CPedersoli1.jpg|thumb|center|130px|[[Pedersoli Carlo|Carlo &amp;quot;Bud Spencer&amp;quot; Pedersoli]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Paola Saini.jpg|thumb|center|130px|[[Saini Paola|Paola Saini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Crugn.jpg|thumb|center|130px|[[Crugnola Giuseppina|Giuseppina Crugnola]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Annabe.jpg|thumb|center|130px|[[Beneck Anna|Anna Beneck]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Bene.jpg|thumb|center|130px|[[Beneck Daniela|Daniela Beneck]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Zab1.jpg|thumb|center|130px|[[Zabberoni Enzo|Enzo Zabberoni]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:NMarconi.jpg|thumb|center|130px|[[Marconi Nicola|Nicola Marconi]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Maria marconi.jpg|thumb|center|130px|[[Marconi Maria|Maria Marconi]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Faustoserse.JPG|thumb|center|130px|[[Coppi Serse|Serse]] e [[Coppi Fausto|Fausto Coppi]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Cicl2.jpg|thumb|center|130px|[[Pontisso Romano|Romano Pontisso]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:RenzoNostini.jpg|thumb|center|130px|[[Nostini Renzo|Renzo Nostini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Jeelani 77-78 2.jpg|thumb|center|130px|[[ Jeelani Abdul Qadir]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Giulio Glorioso.jpg|thumb|center|130px|[[Glorioso Giulio|Giulio Glorioso]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Morace coach.jpg|thumb|center|130px|[[Morace Carolina|Carolina Morace]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Furlotti.jpg|thumb|center|130px|[[Furlotti Maura|Maura Furlotti]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Manuela Lattanzi 3.jpg|thumb|center|130px|[[Lattanzi Manuela|Manuela Lattanzi]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Mazzucch.jpg|thumb|center|130px|[[Mazzucchelli Ivo|Ivo Mazzucchelli]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Grassig.jpg|thumb|center|130px|[[Grassi Gabriella|Gabriella Grassi]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Lisan.jpg|thumb|center|130px|[[Lisandrini Antonio|Padre Antonio Lisandrini]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:Recchiabi.jpg|thumb|center|130px|[[Recchia Alfredo|Alfredo Recchia]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:RenatoZiaco.jpg|thumb|center|130px|[[Ziaco Renato|Renato Ziaco]]]] &amp;lt;br&amp;gt; [[Immagine:ADonati.jpg|thumb|center|130px|[[Donati Aldo|Aldo Donati]]]] &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528131</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528131"/>
		<updated>2026-06-05T19:47:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data di fondazione della Lazio è anticipata al 1896. Forse si tratta della data di nascita della Società Canottieri Nera presso il capanno di [[Capanno di Pippanera|Pippanera]], sodalizio frequentato dai proto-laziali e poi soppiantato dalla Podistica]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528130</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528130"/>
		<updated>2026-06-05T19:45:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data di fondazione della Lazio è anticipata al 1896. Forse si tratta della data di nascita della Società Canottieri Nera, presso il capanno di [[Capanno di Pippanera|Pippanera]], luogo frequentato dai proto-laziali]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528129</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528129"/>
		<updated>2026-06-05T19:44:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data della fondazione della Lazio è retrodatata al 1896. Presumibilmente si tratti della data di nascita della Società Canottieri Nera, presso il capanno di [[Capanno di Pippa Nera|Pippa Nera]], luogo frequentato dai proto-laziali]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528128</id>
		<title>Martedì 9 gennaio 1900: la fondazione della Società Podistica Lazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marted%C3%AC_9_gennaio_1900:_la_fondazione_della_Societ%C3%A0_Podistica_Lazio&amp;diff=528128"/>
		<updated>2026-06-05T19:41:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900ae.jpg|thumb|left|200px|Luigi Bigiarelli in una foto di fine &#039;800]]&lt;br /&gt;
[[File:1899.jpg|thumb|right|200px|Un ritaglio de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900f.jpg|thumb|left|200px|Veduta del Colosseo nel 1900]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:10gen1900Messaggero.jpg|thumb|right|200px|La notizia riportata dal Messaggero]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Statuto Lazio.jpg|thumb|left|200px|Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall&#039;Assemblea dei Soci]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:09genn1900a.jpg|thumb|right|200px|Una Domenica del Corriere dei primi del 1900]]&lt;br /&gt;
[[File:vapore.jpg|thumb|right|200px|L&#039;estratto del registro dei navigli che riporta la scheda tecnica del vapore &amp;quot;Lazio&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:LazioBallo.jpg|thumb|left|200px|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. &lt;br /&gt;
Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società si chiamò Lazio]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:12gen1900GDS.jpg|thumb|left|200px|La Gazzetta dello Sport del 12 gennaio 1900 riporta la notizia della nascita della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:151900.jpg|thumb|right|200px|L&#039;articolo di giornale, tratto da &amp;quot;La bicicletta&amp;quot; in edicola il 18 gennaio 1900, che riporta la notizia sulla costituzione ufficiale della S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:primamarcia.jpg|thumb|left|200px|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:primagara.jpg|thumb|200px|left|La prima gara di podismo che vide all&#039;opera la Lazio fu effettuata a Roma l&#039;11 marzo 1900. &amp;lt;br&amp;gt; Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re]]&lt;br /&gt;
[[File:illital.jpg|thumb|left|200px|11 marzo 1900. In occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto la Lazio partecipa alla sua prima gara ufficiale e vince la prova a squadre]]&lt;br /&gt;
[[File:astrolabio.jpg|thumb|right|200px| Da uno studio astronomico, LazioWiki ha scoperto che, il 9 gennaio 1900, a mezzogiorno brillava più alta di tutte, la Costellazione dell&#039;Aquila]] &lt;br /&gt;
[[File:Guida Monaci 1927.jpeg|thumb|right|200px|Da &amp;quot;La Guida Monaci&amp;quot; del 1927. La data della fondazione della Lazio è retrodatata al 1896. Si presume si tratti della data di nascita della Società Canottieri Nera, sodalizio frequentato dai proto-laziali]]&lt;br /&gt;
► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La genesi nel 1898===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egregiamente raccontata da [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nel suo libro &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; edito nel [[1969]], è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il [[9 gennaio]] [[1900]], ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal [[1898]] alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, [[Bigiarelli Luigi |Luigi Bigiarelli]], suo fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]], partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell&#039;&amp;quot;Associazione della Gioventù cristiana&amp;quot;, un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all&#039;inizio del XX secolo non erano un&#039;impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1896]] si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell&#039;era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l&#039;anno [[1900]] era iniziato con l&#039;apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l&#039;Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sul trono del Regno d&#039;Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d&#039;Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell&#039;Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata [[Piazza d&#039;Armi]] in quanto ci si addestravano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell&#039;unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del [[1899]]. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I soci Fondatori===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Lefevre Giulio|Giulio Lefevre]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]], [[Venier Enrico|Enrico Venier]] capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]].&lt;br /&gt;
Fu proprio quest&#039;ultimo a lanciare l&#039;idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perché, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] fu edita la prima &amp;quot;[[Storia della Lazio]]&amp;quot; scritta dal giornalista [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che raccontarono molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur apparentemente romanzato, il racconto del [[Pennacchia Mario|Pennacchia]] indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c&#039;erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L&#039;unico ritrovo accessibile era il barcone del &amp;quot;&#039;&#039;Pippa Nera&#039;&#039;&amp;quot; sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto &amp;quot;popolino&amp;quot; facendo, d&#039;estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei &amp;quot;Remi&amp;quot; dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle &amp;quot;canaglie&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Poi in autunno ed in inverno c&#039;era l&#039;apatia e la noia perché nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s&#039;incontravano in una panchina di [[Piazza della Libertà]], ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l&#039;idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Pennacchia il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;* fu scelto perché alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perché i nove volevano indicare qualcosa di più grande dell&#039;Urbe. I colori, ancora secondo Pennacchia, furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni &#039;50 dell&#039;800. Vedremo come tali ipotesi non trovino d&#039;accordo altri studiosi. La sede in [[Via Valadier 21]] fu scelta in seguito perché al momento non c&#039;era liquidità disponibile per pagare l&#039;affitto. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] racconta che il tutto avvenne tra una gara di &amp;quot;tiro al lampione&amp;quot; e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Da notare che sin dal [[1898]] un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 o 15 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notizia dell&#039;esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno [[2014]] ed è tratta dall&#039;Illustrazione Italiana.L&#039;[[8 novembre]] [[2019]] LazioWiki ha reperito la scheda del vapore presente sul registro dei navigli e l&#039;ha pubblicata per prima. L&#039;imbarcazione, lunga circa 36 metri, fu costruita a Stettino in Germania nel [[1898]]. Subito fu acquisita da armatori romani che la destinarono al trasporto di passeggeri sul Tevere e la chiamarono Lazio. Può essere quindi il caso ad aver fatto scegliere ai fondatori il nome della costituenda Società. Nel [[1916]] il natante era ancora in servizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le altre versioni===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre versioni più recenti modificano quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, &amp;quot;[[Il lungo volo dell&#039;Aquila]]&amp;quot;, edito nel [[1999]], racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; dove nasce l&#039;idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che [[Ponte Regina Margherita]] era l&#039;ultimo ponte dell&#039;estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come [[Piazza d&#039;Armi]], è improbabile che [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] e soci rimanessero al &amp;quot;&#039;&#039;[[Pippanera|Pippa Nera]]&#039;&#039;&amp;quot; andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione. La scelta dei colori viene posta in dubbio dallo storico Marco Impiglia. Egli ritiene, secondo LazioWiki a ragione, che i colori furono scelti nel [[1904]] in occasione [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|dell&#039;incontro di calcio]] con la [[Virtus]] e che fosse lontano dai soci &lt;br /&gt;
ogni riferimento relativo all&#039;ideale olimpico e il conseguente legame con i colori della bandiera greca, stante l&#039;assoluta assenza di eco che questa manifestazione ebbe in Italia e dalla oggettiva constatazione che in nessun giornale sino all&#039;avvento di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] alla presidenza, i laziali fossero indicati come &amp;quot;biancocelesti&amp;quot; o che la società fosse identificata con tali colori. Nelle fotografie del tempo gli atleti vestono maglie bianche con cucito sul davanti il nome &amp;quot;Lazio&amp;quot;. Anche il simbolo dell&#039;aquila entra in uso con [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] e appare per la prima volta nella primavera del [[1905]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il discorso di commiato del presidente Fortunato Ballerini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il [[22 febbraio]] [[1922]], sul Giornale Lazio appare il discorso di commiato del presidente [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]].&lt;br /&gt;
Nel rievocare le vicende dei suoi 18 anni di reggenza, il grande presidente dopo aver parlato della gara per l&#039;inaugurazione al monumento di Carlo Alberto in cui i Laziali vinsero la Medaglia d&#039; Oro del Re a squadre, successivamente egli così scrive: &#039;&#039;&#039;&amp;quot; &#039;&#039;&#039;Il brillante risultato ottenuto da quel gruppo incoraggiò il Bigiarelli ad organizzarlo in Società che prese il titolo di &amp;lt;&amp;lt;Podistica Lazio&amp;gt;&amp;gt; forse come auspicio a conoscerne il territorio in tutta la sua ampiezza geografica, panoramica e storica come le glorie del passato richiedono.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;E&#039; molto probabile  che, come riporta [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], sia stato proprio &#039;&#039;&#039;[[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]]&#039;&#039;&#039; l&#039;ideatore non solo del sodalizio ma anche del nome&#039;&#039;&#039;, con una visione di società in cui lo sport moderno e la cultura confluissero intensamente. Ad avvalorare la tesi di questa missione escursionistica ed archeologica della SPL combinata alla pratica del nuoto e del podismo , sin dagli albori, sono sicuramente le gite archeopodistiche del [[1901]]  che furono organizzate dai padri della romanistica [[Sabatini Francesco|Francesco Sabatini]] e [[Ilari Nino|Nino Ilari]] con la presenza di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] e di un altro padre della romanistica il poeta [[Zanazzo]]. Inoltre nel [[1948]] [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], pubblica nella rubrica &amp;quot;Ciarle Sportive&amp;quot; (trovate il testo completo nella pubblicazione di LazioWiki &amp;quot;Lectio Facilior&amp;quot;) per la prima volta il Diario di [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], scrivendo nelle note finali che il [[21 aprile]] ([[1900]]) &amp;quot;moriva la Liberi Nantes e nasceva la Società Podistica Lazio&amp;quot;&amp;quot;, a rafforzare la tesi che in seguito alla fondazione datata [[9 gennaio]] [[1900]], e ad una prima organizzazione avvenuta  il [[13 gennaio]], il sodalizio ebbe una struttura definitiva solo dopo il &amp;quot;Giro del Giubileo&amp;quot;, coincidente con l&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, citato proprio da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] nel suo Discorso di Commiato, e vinto a squadra in data [[11 marzo]] [[1900]], intorno al [[21 aprile]] [[1900]] &#039;&#039;&#039;   &lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il mistero dell&#039;articolo de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot;===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 gennaio]] [[1900]] il quotidiano [[Il Messaggero]] pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All&#039;epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell&#039;epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l&#039;elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il [[31 dicembre]] [[1899]] che aveva suscitato scalpore e scandalo.&lt;br /&gt;
Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.&lt;br /&gt;
Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il [[9 gennaio]] [[1900]]: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===118 anni dopo.... Colpo Di Scena! Erano 15 e non 9===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima scoperta dei ricercatori di LazioWiki, è che il [[13 gennaio]] di quell&#039;inizio secolo a riunirsi nella sede della appena costituita società sportiva, in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], furono in quindici, sei in più [[I soci fondatori della Società Podistica Lazio 1900|dei nove riconosciuti &amp;quot;fondatori&amp;quot;]], quelli della famosa panchina di [[Piazza della Libertà]], per intenderci. Il numero lo riporta espressamente l’esauriente trafiletto de &amp;quot;La bicicletta&amp;quot;, uno dei primi giornali sportivi dell’epoca, nel numero in edicola il [[18 gennaio]] [[1900]], ovvero cinque giorni più tardi. L’articolo, ritrovato appunto da LazioWiki, racconta di questa prima assemblea di soci che definì le mansioni del Consiglio Direttivo senza però procedere ancora all&#039;elezione dell’Ufficio di Presidenza per &amp;quot;delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista&amp;quot;. In soldoni, vuol dire che la neonata società aveva subito conquistato la piazza e tanti giovani atleti erano pronti a unirsi ai fondatori.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se ne deduce che i sei che entrarono subito (e che – non si può escludere – forse erano già presenti il giorno della fondazione almeno come testimoni) costituirono l’avanguardia dei tanti &amp;quot;pionieri&amp;quot; che andarono a rinsaldare in breve tempo i ranghi della Podistica. LazioWiki li aveva già individuati con quasi assoluta certezza e in questo trafiletto ne ha trovato una prima conferma: con [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], nominato appunto segretario economo, dovrebbero esserci stati [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]], [[Masini Tito|Tito Masini]], [[Valle Giuseppe|Giuseppe Valle]], [[Mestorino Tullio|Tullio Mestorino]] e [[Mazzolani Raffaello|Raffaello Mazzolani]]. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scoperta dell&#039;articolo; ovvero si è trovata, finalmente, traccia scritta di ciò che si era sospettato e saputo quasi da sempre, cambia profondamente la storia dell&#039;atto di fondazione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Chi era &#039;&#039;Viator&#039;&#039;? Forse [[Balestrieri Arturo|Balestrieri]] abile di penna come nello sport, o magari un giovanissimo apprendista cronista che rispondeva al nome del lazialissimo [[Spositi Vittorio|&amp;quot;Zi&amp;quot; Vittorio Spositi]]? Al momento non lo sappiamo, ma ci arriveremo. Mestorino, Valle, Masini, in vita reclamarono sempre il fatto che anche loro erano fra i fondatori. Bitetti non lo ammise mai, ma c&#039;era, Annibaldi è scritto nell&#039;articolo. Un dubbio potrebbe arrivare da Mazzolani, ma solo un dubbio che in futuro potremo sfatare. Una cosa è certa, dal giugno 2018, centodiciotto anni e mezzo dopo, un altro sipario si è alzato sulla nostra bellissima storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Di seguito riportiamo per i nostri lettori la trascrizione integrale dell&#039;articolo sopra citato:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Società Podistica &amp;quot;Lazio&amp;quot;&#039;&#039; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Roma [[14 gennaio]] (Viator) - Iersera ebbe luogo la costituzione ufficiale della &#039;&#039;Società Podistica Lazio&#039;&#039; per la quale lo sport romano viene felicemente accresciuto d&#039;una delle più popolari e simpatiche sue manifestazioni. Convenuti alla sede provvisoria in [[Via degli osti, 15|via degli Osti]], i soci fondatori in numero di 15 discussero ed approvarono lo statuto, in attuazione del quale si passò, seduta stante, alla nomina del consiglio direttivo. Per delicato riguardo verso i numerosi nuovi soci in vista, i fondatori decisero di soprassedere e rimandare alla prossima assemblea l&#039;elezioni dell&#039;ufficio di presidenza, nominando a piena maggioranza i signori [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] &#039;&#039;direttore sportivo&#039;&#039;, [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] &#039;&#039;segretario-economo&#039;&#039;, tenente [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]] e [[Massa Galileo|Galileo Massa]] &#039;&#039;consiglieri&#039;&#039;, [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]] e [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] &#039;&#039;ispettori sportivi&#039;&#039; &#039;&#039;. &#039;&#039;La nuova società, appena nata, volle subito affermarsi nello sport, indicendo una prima marcia sociale che ebbe luogo questa mattina ed alla quale parteciparono i consoci [[Aloisi Odoacre|Odoacre Aloisi]], [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]], [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo Bigiarelli]], [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]], [[Grifoni Alceste|Alceste Grifoni]], [[Massa Galileo|Galileo Massa]], [[Mesones Alberto|Alberto Mesones]] e [[Venier Enrico|Enrico Venier]]. Ad ore 8 ant. gli otto ginnasti partirono da Piazza del Popolo e presa la via Salaria raggiunsero Castel Giubileo, da dove per la Via Flaminia fecero ritorno, arrivando al punto di partenza ad ore 10.30 ant. Furono così 22 chilometri percorsi con una velocità di circa 9 all&#039;ora, dovendosi tenere conto, per un più esatto apprezzamento, che i ginnasti ebbero forte vento contrario per circa metà del percorso, e che buona parte, se non tutta la strada, era imbrecciata di fresco.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La prima sede e le prime attività podistiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima gara ufficiale, organizzata in occasione dell&#039;inaugurazione del monumento a Carlo Alberto, a cui partecipano podisti della Lazio opposti ad avversari di altre società, avviene l&#039;[[11 marzo]] dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E&#039; una gara di corsa sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi, Gila e Cerutti ambedue tipografi, ma i laziali si piazzano al 3° posto con [[Lefevre Giulio|Lefevre]], al 4° con [[Golini Angelo|Golini]], al 5° con [[Mancini Arnaldo|Arnaldo Mancini]] al 9° con [[Venier Enrico|Venier]], al 10° con [[Massa Galileo|Massa]] e al 14° con [[Mesones Alberto|Mesones]]. Vincono pertanto la medaglia d&#039;oro per la categoria a squadre. E&#039; il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del [[14 gennaio]] [[1900]] che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in [[Via Valadier 21|Via Valadier (oggi n. 21)]] dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Santoni.jpg|thumb|center|700px|Questo è un ritaglio autografo di Achille Santoni riguardanti alcune prove di nuoto svoltesi nella mattina del 9 gennaio 1900 nel Tevere. Nessun nuotatore appartiene alla S.P. Lazio che sarà ufficializzata poche ore dopo. Vi è anche una puntuale rilevazione delle condizioni del tempo e della temperatura dell&#039;aria e dell&#039;acqua. Achille Santoni fu il creatore della Rari Nantes di Roma il 17 settembre 1891]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:dipl.jpg|thumb|center|550px|Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma &amp;quot;per il Presidente&amp;quot; confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► [[1899/00|Stagione]]&lt;br /&gt;
| ▲ &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cronaca]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Storia della S.S.Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Guida_Monaci_1927.jpeg&amp;diff=528127</id>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Lucchini Luigi</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Vice Presidente del Comitato d&#039;Onore della Festa Sportiva del Premio Lazio nel 1906, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio e presieduto da [[Todaro Francesco|Francesco Todaro]]. Celebre per aver fondato la prestigiosa Rivista Penale nel 1874 e per aver contribuito alla stesura del Codice Penale Zanardelli, fu deputato al Parlamento per diverse legislature e successivamente nominato Senatore del Regno. Lucchini presiedette l&#039;Unione Ginnastica Italiana dal 1904 e guidò la primissima Commissione Italiana per i Giuochi Olimpici nata in vista delle Olimpiadi di Atene del 1906. In qualità di presidente dell&#039;Istituto Nazionale per l&#039;Educazione Fisica, fu uno dei massimi promotori e finanziatori del progetto per la costruzione del monumentale Stadio Nazionale ai Parioli (inaugurato nel 1911), situato proprio nell&#039;area adiacente a Villa Umberto I.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Lucchini Luigi]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Lucchini Luigi]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Conte Mario Gabrielli di Carpegna</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nel [[1906]] è membro del Comitato d&#039;Onore del Premio Lazio, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio e presieduto da [[Todaro Francesco|Francesco Todaro]] e [[Lucchini Luigi|Luigi Lucchini]]. Nel 1907 fondò e presiedette la FASCI (Federazione Italiana delle Associazioni Sportive Cattoliche). L&#039;obiettivo era contrastare il monopolio della Federginnastica laica e dare una struttura ufficiale allo sport vissuto all&#039;interno degli oratori e dei circoli cattolici. Fu a lungo consigliere comunale e assessore a Roma. Membro della Guardia Nobile del Papa, fungendo da fondamentale anello di congiunzione tra le istituzioni vaticane e il nascente movimento sportivo capitolino. Il 16 gennaio 1916 fondò l&#039;ASCI (Associazione Scautistica Cattolica Italiana), diventandone il primo Capo Scout e Commissario Centrale. Nel 1918 Ballerini cercò, attraverso Carlo Monti suo superiore ai Fondi per il Culto, intercessione presso Papa Benedetto XV per unire CNGEI di matrice laica con ASCI, tentativo impedito da Prospero Colonna di Paliano Sindaco di Roma.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Conte Mario Gabrielli di Carpegna]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Conte Mario Gabrielli di Carpegna]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<updated>2026-06-05T19:31:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot;Membro del Comitato d&amp;#039;Onore del Premio Lazio, presieduto da Francesco Todaro e Luigi Lucchini. Nel 1907 fondò e presiedette la FASCI (Federazione Italiana delle Associazioni Sportive Cattoliche). L&amp;#039;obiettivo era contrastare il monopolio della Federginnastica laica e dare una struttura ufficiale allo sport vissuto all&amp;#039;interno degli oratori e dei circoli cattolici. Fu a lungo consigliere comunale e assessore a Roma. Membro della Gua...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Membro del Comitato d&#039;Onore del Premio Lazio, presieduto da [[Todaro Francesco|Francesco Todaro]] e [[Lucchini Luigi|Luigi Lucchini]]. Nel 1907 fondò e presiedette la FASCI (Federazione Italiana delle Associazioni Sportive Cattoliche). L&#039;obiettivo era contrastare il monopolio della Federginnastica laica e dare una struttura ufficiale allo sport vissuto all&#039;interno degli oratori e dei circoli cattolici. Fu a lungo consigliere comunale e assessore a Roma. Membro della Guardia Nobile del Papa, fungendo da fondamentale anello di congiunzione tra le istituzioni vaticane e il nascente movimento sportivo capitolino. Il 16 gennaio 1916 fondò l&#039;ASCI (Associazione Scautistica Cattolica Italiana), diventandone il primo Capo Scout e Commissario Centrale. Nel 1918 Ballerini cercò, attraverso Carlo Monti suo superiore ai Fondi per il Culto, intercessione presso Papa Benedetto XV per unire CNGEI di matrice laica con ASCI, tentativo impedito da Prospero Colonna di Paliano Sindaco di Roma.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Conte Mario Gabrielli di Carpegna]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Conte Mario Gabrielli di Carpegna]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Todaro_Francesco&amp;diff=528123</id>
		<title>Todaro Francesco</title>
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		<updated>2026-06-05T19:26:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Patrocino&#039; nel 1904 il Campionato Podistico Studentesco Romano. Nel 1906 fu Presidente del Comitato d&#039;Onore della Festa Sportiva Premio Lazio (vice-presidente [[Lucchini Luigi|Luigi Lucchini]] e membro del comitato il [[Conte Mario Gabrielli di Carpegna]]), un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Fu professore di anatomia umana alle Università di Messina e poi di Roma (alla Sapienza). Membro della prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei. Nel gennaio 1889 venne nominato Senatore del Regno d&#039;Italia. In Senato si distinse soprattutto per i suoi interventi a favore della pubblica istruzione e della salute pubblica. Ricoprì la carica di Presidente della Federazione Ginnastica Nazionale Italiana. Sotto la sua guida, la federazione promosse l&#039;introduzione obbligatoria della ginnastica nelle scuole statali. Grazie anche al peso istituzionale di Todaro e all&#039;azione del segretario federale Fortunato Ballerini, il Comitato Olimpico Internazionale scelse effettivamente Roma come città ospitante per il 1908 durante la sessione di Londra del 1904, candidatura che poi decadde ad inizio 1906.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Todaro Francesco]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Todaro Francesco]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Todaro_Francesco&amp;diff=528122</id>
		<title>Todaro Francesco</title>
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		<updated>2026-06-05T19:23:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Patrocino&#039; nel 1904 il Campionato Podistico Studentesco Romano e nel 1906 fu Presidente del Comitato d&#039;Onore della Festa Sportiva Premio Lazio (vice-presidente [[Lucchini Luigi|Luigi Lucchini]]), un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Fu professore di anatomia umana alle Università di Messina e poi di Roma (alla Sapienza). Membro della prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei. Nel gennaio 1889 venne nominato Senatore del Regno d&#039;Italia. In Senato si distinse soprattutto per i suoi interventi a favore della pubblica istruzione e della salute pubblica. Ricoprì la carica di Presidente della Federazione Ginnastica Nazionale Italiana. Sotto la sua guida, la federazione promosse l&#039;introduzione obbligatoria della ginnastica nelle scuole statali. Grazie anche al peso istituzionale di Todaro e all&#039;azione del segretario federale Fortunato Ballerini, il Comitato Olimpico Internazionale scelse effettivamente Roma come città ospitante per il 1908 durante la sessione di Londra del 1904, candidatura che poi decadde ad inizio 1906.&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Todaro Francesco]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Todaro Francesco]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ballerini_Fortunato&amp;diff=528121</id>
		<title>Ballerini Fortunato</title>
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		<updated>2026-06-05T19:21:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Immagine:Ballerini.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini2.jpg|thumb|left|200px|Fortunato Ballerini con il senatore [[Todaro Francesco|Francesco Todaro]]]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|Una lapide commemorativa a Fortunato Ballerini sul monte Soratte in provincia di Roma]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Baf1.jpg|thumb|left|200px|]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Baf2x.jpg|thumb|left|200px|Un ritratto di Ballerini scritto nel 1951]]&lt;br /&gt;
► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href=&amp;quot;#Correlati&amp;quot;&amp;gt; Articoli correlati &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini nasce a Sant&#039;Angelo a Lecore, frazione di Signa (FI) il [[16 ottobre]] [[1852]] e muore a Roma, nella sua abitazione di via F. Cherubini 21, a Monte Mario, il [[17 settembre]] [[1940]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figlio di Ferdinando, ricco possidente toscano, e di Adelaide Lenzi. Il suo vero nome di battesimo risulta essere Onorato Fortunato, ma fu chiamato sempre con il secondo nome proprio. Il suo Battesimo viene celebrato il 17 ottobre nella parrocchia di San Giovanni Battista e San Lorenzo a Signa. Studia nel severo Collegio dei Padri Scolopi di Firenze. Passa alla storia per essere stato il primo vero presidente della Lazio, non considerando tale il fondatore idealista e generoso [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] che, pur avendo avuto per primo &amp;quot;l&#039;Idea&amp;quot;, ne rifiuta fin da subito il patrocinio in nome dell&#039;uguaglianza e della fratellanza, cardini di quello spirito paritario assimilato con la sua frequentazione della Gioventù Cristiana. Così, ufficialmente, la Lazio nasce senza presidente pur essendo [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]] a tutti gli effetti la guida riconosciuta di quel manipolo di giovani e promettenti atleti, figli di una borghesia che sembra essersi dimenticata di loro, incapace di offrir loro un po&#039; di sano divertimento per perdersi in passatempi frivoli e noiosi. I non ancora biancocelesti, con in cuore proiettato ai suoi tradizionali valori dello sport, lo concepiscono in modo assolutamente moderno, cimentandosi nel podismo, nella ginnastica, nel nuoto, nel canottaggio, nell&#039;alpinismo, finché, nel [[1901]], conoscono, per merito del socio naturalizzato francese [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], un oggetto misterioso quanto affascinante fino ad allora mai visto a Roma: un pallone di cuoio per il gioco del calcio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In città, tra gli sportivi, è una sorta di rivoluzione e la Lazio si incarica di convocare per la prima volta un&#039;assemblea tra soci il [[29 marzo]] [[1901]] nella quale viene approvato lo statuto sociale ed eletto presidente il cavaliere [[Pedercini Giuseppe|Giuseppe Pedercini]] persona assai stimabile ma di salute cagionevole, e vicepresidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]]. La sede sociale di [[Via Valadier 21]] è un continuo affluire di atleti e, già a partire dal gennaio [[1901]] quando la direzione generale dell&#039;Audax Podistico Italiano è trasferita da Milano a Roma con sede proprio in [[Via Valadier 21]], diventa il punto di riferimento per tutti gli Audax romani. [[Bigiarelli Luigi|Luigi Bigiarelli]] viene eletto direttore generale dell&#039;A.P.I., il fratello [[Bigiarelli Giacomo|Giacomo]] cassiere e [[Annibaldi Guido|Guido Annibaldi]] segretario. Per far fronte alle prime spese necessarie ad arredare il rustico stanzone al pianterreno di [[Via Valadier 21]], la Società è costretta a vendere i suoi primi trofei. Questo rappresenta un sacrilegio inconcepibile per l&#039;idealista [[Bigiarelli Luigi|Bigiarelli]], per il quale quelle medaglie hanno un valore spirituale insostituibile e così, amareggiato e spinto anche dall&#039;esigenza di raggiungere il fratello emigrato in Belgio, abbandona Roma e l&#039;Italia ma non la Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuerà a correre con i suoi colori e ad onorarli di fronte al pubblico di tutto il mondo. &amp;quot;Orfani&amp;quot; della loro guida spirituale e con, sulla carta, un presidente poco presente per le cattive condizioni di salute, i soci si organizzano soprattutto intorno alle personalità dei Fondatori. Il [[20 ottobre]] [[1902]] il destino della Lazio si incrocia con quello di un ironico e romantico personaggio e nessuno immagina che quest&#039;uomo di mezza età, presentatosi in abiti borghesi ed ombrello al braccio a disputare una marcia di 100 km indetta dall&#039;Audax, diventerà una pietra angolare di tutta la storia laziale, a cui seppe dare fin da subito una superiorità culturale e sportiva che culminò, il [[2 giugno]] [[1921]], con il riconoscimento, per la Lazio, [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|di Ente Morale]]. La bizzarra idea di percorrere 18 ore di gara vestito a quel modo, sfidando le più ovvie convenzioni, sembra essere frutto della trovata di un pazzo, soprattutto se calata nel contesto di una società ancora ottocentesca nei costumi e un po&#039; bigotta che inseguiva il progresso ma si confortava nelle tradizioni. E&#039; invece da sola sufficiente a delineare la forza e l&#039;intelligenza del personaggio in questione, avvolto quasi da un&#039;aurea di leggenda, molto più avanti della sua generazione ancora imparruccata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è un uomo della buona borghesia, ex Presidente e tra i fondatori della &amp;quot;Società Ginnastica Roma&amp;quot;, grand&#039;ufficiale della Corona d&#039;Italia e capo sezione del Ministero di Grazia e di Giustizia dove non raggiungerà mai i gradi più elevati perché sulle sue note caratteristiche vi era scritto come accezione negativa &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;: dunque non il primo arrivato. Non c&#039;è da stupirsi quindi se una personalità così all&#039;avanguardia abbia subito colpito e affascinato i Laziali, pionieri e anticipatori, nel loro piccolo, dello sport moderno. L&#039;incontro avviene quindi nella mattina del [[20 ottobre]] [[1902]] ed è [[Masini Tito|Tito Masini]], vedendolo tagliare il traguardo come tutti gli altri concorrenti, a farsi coraggio e a presentarsi con [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]] e [[Baccani Guido|Guido Baccani]] a Ballerini offrendogli la presidenza della Società con queste semplici parole: &#039;&#039;&amp;quot;Solo uno come Lei è degno di essere il presidente della Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Fortunato Ballerini lascia una testimonianza scritta su questo episodio: &amp;quot;Il socio [[Masini Tito|Tito Masini]], che lo scrivente incontra il [[20 ottobre]] [[1902]] alla marcia dei 100 km, in 18 ore indetta dall&#039;Audax Podistico Italiano, gli propone di assumere la presidenza della Lazio, ma egli se ne esime perché impegnato troppo come segretario della Federazione ginnastica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, dopo altre numerose richieste, accetta la presidenza nell&#039;assemblea tenuta il [[25 gennaio]] [[1904]], e come podista simpatizzante della Lazio,  viene festeggiato in un banchetto alla [[Trattoria dell&#039;Olmo|trattoria dell&#039;Olmo]] in via Angelica dove pronuncia il suo primo discorso semi-umoristico, destando l&#039;allegria dei convitati&amp;quot;. Qui, però, la memoria lo tradisce. Infatti nel suo volume di memorie sulla storia della FGI, pubblicato nel [[1939]], Ballerini scrive che il [[25 gennaio]] [[1904]] venne “eletto”. Ricorda male, però: il 24 gennaio identifica la domenica in cui 17 dei 31 soci rimasti fedeli alla SPL decisero di nominare una commissione per rivedere lo statuto. È possibile che egli sia stato solo presente alla seduta, rivelando, davanti al direttivo riunito, la sua mutata disponibilità; oppure l&#039;incontro con uno o più dirigenti laziali avvenne in separata sede. Aveva ricordato bene, e senza vaghezze invece, diciassette anni prima, quando, nel suo discorso di commiato dalla società, la data rammentata all&#039;uditorio per l&#039;inizio effettivo della sua presidenza era stata quella del [[29 maggio]] [[1904]], allorché la Lazio si era riunita per validare il nuovo statuto portato a 40 articoli dai 25 originari. Disse, infatti, Ballerini il [[22 febbraio]] [[1922]]: &#039;&#039;&amp;quot;Fu in questa assemblea che io venni eletto Presidente dopo essere stato prima Presidente di Giuria alle gare podistiche del Premio Lazio... Allora ero il 37esimo socio iscritto alla Lazio&amp;quot;&#039;&#039;. Nella stessa trattoria dell&#039;Olmo qualche mese più tardi, il [[24 ottobre]] [[1904]], inaugura e bacia la bandiera biancoceleste della Lazio donata dalla madrina [[Tobia Anna|Anna Tobia]], fidanzata del fondatore [[Massa Galileo|Galileo Massa]] con cui nel 1909 si unirà in matrimonio, dal vice presidente [[Pastori Paolo|Paolo Pastori]] e dal cassiere [[Galvagni Arnaldo|Arnaldo Galvagni]]. Si deve sottolineare che nel corso dell&#039;agape all&#039;&amp;quot;Olmo&amp;quot;la bandiera a strisce biancocelesti della Lazio era accompagnata da un nastrino biancoverde a ricordo dei colori della Società Ginno-Podistica Esperia che il [[18 giugno]] [[1904]] era stata assorbita dalla Lazio. La trattativa era stata gestita da Ballerini stesso che, venuto a conoscenza delle difficoltà gestionali dell&#039;Esperia, aveva offerto ai biancoverdi l&#039;opportunità di continuare a gareggiare con i colori biancocelesti, concedendo loro numerosi riconoscimenti di carattere simbolico. In tal modo la Lazio vide il numero dei suoi podisti raddoppiare. La qualità dei corridori dell&#039;Esperia era notevole e ciò contribuì a fare della S.P. Lazio la più forte compagine romana e tra le più prestigiose d&#039;Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulle ali dell&#039;entusiasmo portate da questo spirito illuminato, la giovane Lazio spicca il volo: non c&#039;è manifestazione sportiva in cui manchi una rappresentanza biancoceleste, i premi e i trofei messi in palio diffondono la popolarità della Società che ora, grazie al suo nuovo presidente, può vantare grandi conoscenze tra le autorità politiche cittadine e nazionali. Eppure, tra le alte gerarchie, non tutti si dimostrano accondiscendenti con Ballerini, che viene posto di fronte all&#039;aut-aut: o la Lazio o il Ministero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ballerini, giocando d&#039;astuzia, rinuncerà temporaneamente e in via del tutto strumentale alla presidenza, per poi riprenderla una volta ottenuta la promozione a capo divisione. Ma da lì in poi non sarà più tollerato che un uomo &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;, come attesta una nota sulla sua cartella personale, possa ricoprire alte cariche ministeriali e per questo motivo Ballerini non sarà promosso alla direzione generale. Ma il suo spirito pragmatico e trascinatore non conosce ostacoli. Riceve l&#039;incarico di trattare con il comitato olimpico internazionale l&#039;assegnazione a Roma delle Olimpiadi del [[1908]], poi assegnate a Londra, ed è tesoriere dei Comitati Italiani per le stesse Olimpiadi del [[1908]] e del [[1912]]. Nel frattempo studia scrupolosamente i libri contabili della Lazio, fino ad allora tenuti con premura dai segretari, poi ha a cuore di trovare un&#039;altra sede sociale più ampia e accogliente trovandola in [[Via Pompeo Magno|via Pompeo Magno]]. Infine, nel [[1906]], riesce a ottenere per i giovani calciatori un campo di allenamento che si rispetti, [[Parco dei Daini|Parco dei Daini]], nella verde e aristocratica villa Borghese. E&#039; proprio qui che i pionieri del calcio romano apprendono dai seminaristi scozzesi e irlandesi, che vengono quotidianamente sfidati dalla brigata di [[Ancherani Sante|Sante Ancherani]], i primi trucchi del gioco divenendo ben presto imbattibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Lazio incanta le folle e diventa il faro di luce dello sport cittadino, sempre sotto l&#039;ala protettrice e la spinta propulsiva del suo Presidente &amp;quot;dedito allo sport&amp;quot;. Nell&#039;anno [[1912]] viene di nuovo eletto Presidente della Società Sportiva Lazio. E&#039; ancora Ballerini a confermarsi uomo dalle inesauribili risorse quando, nel [[1913]], in una partita amichevole contro l&#039;Audace, [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]] colpisce involontariamente con il pallone il volto di una nobildonna venuta ad assistere all&#039;incontro: si tratta della moglie, Clementina Utili, del prefetto di Roma Angelo Annaratone e per i laziali l&#039;incidente significa lo sfratto da [[Parco dei Daini]]. Quella pallonata si rivelò però un colpo di fortuna perché permetterà ai biancocelesti di ottenere dal Regio Commissario del Governatorato Fausto Aphel, per intercessione del proprio instancabile presidente, il permesso di edificare nel [[1914]] il campo della [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] nel rione Flaminio, per gli allenamenti ed il campo della [[Farnesina]] per le partite ufficiali, oltre una golena di 100 metri sul Tevere per il nuoto ed il canottaggio. Con lo scoppio della [[Prima Guerra Mondiale]] il [[campionato]] viene interrotto e la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]], su decisione di Ballerini stesso, diviene orto di guerra e apre le porte alle donne che formano la sezione femminile e assistono maternamente nei vasti locali della sede sociale, spostatasi in [[Via Vittorio Veneto, 7|Via Veneto]], i figli dei combattenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto il re, motu proprio, gli concede nel [[1916]] la Commenda della Corona d&#039;Italia. All&#039;epoca risulta abitante in via Collina n.24. Tutte queste iniziative benefiche sono determinanti a innalzare la Lazio al più alto rango di nobiltà quando, il [[2 giugno]] [[1921]], il regio decreto n. 907 [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|la riconosce &#039;&#039;Ente Morale&#039;&#039;]] per le sue benemerenze sociali, culturali e sportive, coronando così l&#039;immensa dedizione ai colori biancocelesti del suo presidente. Mai nella storia una società sportiva aveva ottenuto una così importante investitura che, oltre a onorarla e a distinguerla ulteriormente, le permetterà di sopravvivere, nel [[1927]], al rocambolesco tentativo di fusione delle diverse società romane, voluto da Mussolini per formare un&#039;unica forte squadra che portasse il nome della capitale del previsto impero fascista e potesse competere alla pari con le grandi squadre del nord: la [[Roma|AS Roma]]. Da segnalare che dall&#039;aprile [[1913]] al febbraio [[1914]], Ballerini si era dimesso da presidente della Lazio per motivi riferibili a questioni personali di pensionamento, in quanto l&#039;essere presidente di una società esterna all&#039;apparato statale gli avrebbe impedito di divenire Capo Divisione del Fondo Culto Culto, con conseguente drastico taglio al suo assegno di pensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quei dieci mesi di assenza il suo posto venne occupato da [[Cantoni Mamiani Tullo|Tullo Cantoni Mamiani]], vicepresidente della Sezione Istruzione Preliminare e generoso mecenate della Lazio. Tullo Cantoni Mamiani, molto spesso assente da Roma per lavoro, proclamò reggente [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]]. Con la fine della guerra, in seno alla Società, cominciarono le prime divergenze tra Ballerini, strenuo difensore del puro dilettantismo nello sport, e altri soci e atleti più giovani capeggiati da [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] che invece intuivano che il calcio si stava modernizzando e avviando verso il professionismo, sostenendo la necessità di stare al passo dei tempi per poter competere con le rivali. Ma per Ballerini gli ideali olimpici non potevano essere messi da parte e così, arresosi di fronte alla realtà dei cambiamenti, nel [[1922]] fu costretto a compiere un gesto tanto doloroso quanto necessario: rassegnare le dimissioni per non ripudiare le proprie convinzioni. La Lazio ormai era altra cosa rispetto a quella dell&#039;era pionieristica. Eppure il [[26 dicembre]] [[1921]], in pieno inverno, si gettava insieme ad altri nuotatori della Lazio e di altre società nelle acque gelide del Tevere per partecipare al tradizionale Cimento Invernale di nuoto. Aveva 69 anni. Il [[19 giugno]] [[1926]] i dirigenti decisero di cambiare la ragione sociale rinominando la &amp;quot;Società Podistica Lazio&amp;quot; in &amp;quot;Società Sportiva Lazio&amp;quot; per darle un connotato di &amp;quot;polisportività&amp;quot; e prepararla ad affrontare la nuova Divisione Nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il marchese [[Guglielmi Giorgio|Giorgio Guglielmi]] ne raccoglie, anche se per brevissimo tempo, la pesante eredità. Finiscono così quasi 20 anni di gloriosa presidenza durante i quali la Lazio era cresciuta in tutte le sue sezioni vantando più di 4.000 soci, riconoscendo in Ballerini il padre protettore, il maestro e l&#039;anima pulsante di quel progetto di amicizia, generosità e fratellanza nato all&#039;alba del secolo su una panchina di [[Piazza della Libertà]]. Egli tuttavia, nonostante l&#039;età avanzata, continua a coltivare la sua passione sportiva e non perde mai quella caratteristica verve fantasiosa e ironica. Già nel [[1922]] aveva fondato la Roma Salus, dalla curiosa sigla &amp;quot;Società Astemio Longevo Universale Sanitaria&amp;quot;. Salutista convinto, infaticabile podista, abile tiratore e giocatore di tamburello, a 81 anni si arrampica ancora sulle Dolomiti e riesce a prendere &amp;quot;il tram in parallelo&amp;quot; (N.d.LW. Nonostante le ricerche non siamo riusciti a comprendere in cosa consistesse questa prodezza atletica). Dopo 88 anni la sua incredibile esistenza si spegne a Roma, con il rimpianto di ogni sportivo, il [[19 settembre]] [[1940]]. Ballerini era sposato con [[Ballerini Bargellini Elvira|Elvira Ballerini Bargellini]], che fu una delle protagoniste delle attività sociali e benefiche della società biancoceleste. Dal loro matrimonio nacque Elisio, che diventerà un importante membro della diplomazia italiana con incarichi prestigiosi a Washington.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ballerini famiglia.jpg|thumb|center|700px|Un&#039;eccezionale ed inedita immagine di Fortunato Ballerini. Nella villetta di Via F. Cherubini sono immortalati Fortunato, sua moglie Elvira e il loro figlio Elisio. &amp;lt;br&amp;gt; &#039;&#039;Dono a LazioWiki della pronipote del grande presidente signora Lucilla Ballerini&#039;&#039;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Nota==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio.jpg|left|200px|thumb|Giorgio Ballerini Pinna &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_necrolgio.jpg|right|200px|thumb|Il necrologio di Giorgio Ballerini Pinna trascritto da il Ginnasta su un libro. &amp;lt;br&amp;gt; (Foto collezione Mario Fadda)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_1915.jpg|left|200px|thumb|Il foglio di chiamata alle armi del 1915]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[file:Ballerini_Giorgio_medaglia_1916.jpg|right|200px|thumb|La motivazione della medaglia di bronzo conseguita nel 1916 sul Monte Zebio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nipote di Fortunato Ballerini, figlio del fratello Ing. Raffaele (altre fonti lo riportano con il nome di Raffaello), fu uno dei pionieri del football in Sardegna. Giorgio Ballerini Pinna era nato a Catanzaro il [[6 giugno]] [[1881]]; sua madre era sarda. Arrivò a Cagliari nel [[1901]] per studiare medicina e chirurgia. Aveva imparato a giocare a calcio a Roma, dove aveva fatto parte della S.G. Roma e della compagine dei goliardi romani. Poco dopo il suo arrivo nel capoluogo sardo, venne notato dalla Società ginnastica Amsicora, della quale in breve tempo divenne capo squadra. Qui contribuì anche all’introduzione della ginnastica educativa e, in breve tempo, riuscì a conseguire notevoli successi tra cui la corona d’alloro al concorso di ginnastica di Firenze. Nel [[1902]] fu il promotore del primo match di football nell&#039;isola insieme a Tullio Zedda, altro giovane goliardo, iscritto alla facoltà di giurisprudenza e all’ufficiale dell’esercito ed eroe risorgimentale, ormai a riposo e insegnante di ginnastica nelle scuole cagliaritane, Igino Luè Verri. Ballerini, Zedda e Luè Verri riuscirono ad allestire due compagini formate da vari membri delle varie facoltà presenti a Cagliari. L’incontro si disputò sulla Piazza d’Armi il [[27 aprile]] [[1902]]. Vinsero i rossi di Ballerini per 3-2. Fu proprio lui, dopo una serie di brillanti dribbling, a segnare l’unica rete su azione della giornata. Il [[29 giugno]] [[1905]], a Roma, si laureò brillantemente in medicina e chirurgia con 110 e lode con la tesi: &amp;quot;Influenza reciproca fra sifilide e tubercolosi&amp;quot;. Partecipò alla Grande Guerra come medico chirurgo col grado di capitano. Nel [[1916]] venne decorato con la medaglia di bronzo per essere rimasto leggermente ferito nella battaglia che portò il 14° battaglione bersaglieri a riconquistare il monte Zebio. Il fatto accadde il [[19 luglio]] quando ormai la Strafexpedition era fallita. Il [[9 febbraio]] del [[1921]], a soli 40 anni, il Maggiore medico Giorgio Ballerini morì a Perugia, dove lavorava all&#039;ospedale Civile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&#039;&#039;Si ringrazia il Dott. Mario Fadda per la collaborazione&#039;&#039;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:baller ci 21.JPG|Da &amp;quot;Il Giornale dello Sport&amp;quot; del 30 dicembre 1921: Ballerini partecipa al Cimento Invernale del 26 dicembre 1921. Pur essendo un amante della marcia, l&#039;origine fiumarola della Lazio viene onorata dalla presenza in acqua del suo Presidente. Ballerini aveva 69 anni&lt;br /&gt;
File:5gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 5 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:5gen1922b.jpg|Lo stesso articolo riportato sulle pagine de &amp;quot;Il Paese&amp;quot; del 5 gennaio 1922&lt;br /&gt;
File:6gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 6 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:7gen1922.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; del 7 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
File:6gen1922b.jpg|Da &amp;quot;Il Popolo Romano&amp;quot; dell&#039;8 gennaio 1922: Ballerini lascia la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:Dorando Pietri.jpg|Fortunato Ballerini e Dorando Pietri. Molto si è discusso se il personaggio vicino a Pietri fosse proprio Ballerini. LazioWiki si limita a pubblicare la foto senza esprimere alcuna certezza in merito.&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1909.jpg|Ballerini nel 1909&lt;br /&gt;
File:baller.jpg|In questo divertente disegno di inizio &#039;900 si rappresenta Fortunato Ballerini, in abiti borghesi, nella marcia di 100 km svoltasi a cura dell&#039;Audax il 20 ottobre 1902 dopo la quale il socio laziale Tito Masini propose a Fortunato di assumere la Presidenza della Lazio&lt;br /&gt;
Immagine:20settembre1940.jpg|La notizia della morte di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
File:BalleriniFortunato1940.jpg|Il necrologio su Il Messaggero&lt;br /&gt;
File:ballerini battesimo.jpg|L&#039;estratto di Battesimo di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
Immagine:11feb1900Messaggero.jpg|&amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; dell&#039;11 febbraio 1900 riporta la nomina di Fortunato Ballerini quale Consigliere della Federazione Ginnastica Italiana&lt;br /&gt;
Immagine:Ballerini_F.jpg|Fortunato Ballerini nel [[1921]]&lt;br /&gt;
File:BalleriniFSPL.jpg|Grecia e Roma antica: il mito classico nello sport liberale di primo Novecento&lt;br /&gt;
Immagine:BalleriniCaricatura.jpg|Una caricatura di Fortunato Ballerini&lt;br /&gt;
Immagine:laes.JPG|La Gazzetta dello Sport del 24 giugno 1904 annuncia l&#039;assorbimento della Società Esperia da parte della Lazio. La formalizzazione era avvenuta il 18 giugno 1904.&lt;br /&gt;
File:Aucic.jpg|Una spilla del 1901 riproducente lo stemma  dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, di cui Fortunato Ballerini fu uno dei fondatori&lt;br /&gt;
File:LazioBallo.jpg|Dal Giornale Lazio del 22 febbraio 1922. Nel suo discorso di commiato Fortunato Ballerini spiega il motivo per cui la società fu chiamata Lazio&lt;br /&gt;
File:121Ballo.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki a Fortunato Ballerini in ricordo del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:100Em.jpg|L&#039;omaggio di LazioWiki e della Polisportiva a Fortunato Ballerini, in occasione del Centenario dell&#039;Erezione ad Ente Morale&lt;br /&gt;
File:DiscBall.jpg|La parte conclusiva del discorso di commiato del 22 febbraio 1922 tratta dal Giornale Lazio. Ancora una volta colui che ha permesso alla Lazio di divenire uno dei sodalizi più importanti dello sport sottolinea che i colori sociali sono il bianco e il celeste. Riteniamo che qualsiasi altra interpretazione sui colori venga meno di fronte alla considerazione che a sceglierli fu proprio Ballerini nel 1904.&lt;br /&gt;
File:BalleriniLazio.png|Sport e Cultura: la Lazio del Presidente &amp;lt;br&amp;gt; Si ringrazia Flavio Picchiani&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;Pubblichiamo volentieri, ringraziandolo, un saggio del dott. Marco Impiglia sulla figura di Fortunato Ballerini.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&amp;lt;div id=&amp;quot;MImpiglia&amp;quot; style=&amp;quot;background-color:lightyellow; margin-left:auto; margin-right:auto; text-align:justify; width:750px; padding:15px; font-family:Verdana; border:1px solid navy;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; FORTUNATO BALLERINI, IL NUME TUTELARE DELLA &amp;quot;PODISTICA&amp;quot; &amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt; Marco Impiglia – Società Italiana di Storia dello Sport &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunato Ballerini è stato, nella storia centenaria della Lazio, l&#039;uomo che più di ogni altro ha contribuito agli sviluppi e ai destini biancocelesti. Egli assunse la presidenza del sodalizio nel [[1904]], al termine di uno dei periodi più difficili della sua vita. Nacque a Sant&#039;Angiolo, presso Firenze, il [[16 ottobre]] [[1852]]. Segretario nel [[1877]] della Società Nazionale di Ginnastica Scherma e Tiro a Segno, dal 1888 assunse la stessa carica nella Federazione Ginnastica Italiana (FGI). All&#039;epoca Ballerini si era già trasferito a Roma, dove aveva iniziato la carriera di funzionario nel Ministero di Grazia e Giustizia. Nel [[1895]] diresse, insieme a Romano Guerra, il terzo Concorso Ginnastico Nazionale, durante il quale per la prima volta due squadre di ginnasti si esibirono nella Capitale, all&#039;interno del Velodromo al Salario, nella pratica del &amp;quot;giuoco del calcio&amp;quot;. Fu tra i fondatori della Società Ginnastica &amp;quot;Roma&amp;quot; ([[1890]]), di cui divenne subito consigliere, poi vice presidente, infine presidente ([[1896]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla &amp;quot;Roma&amp;quot; promosse la costituzione della palestra popolare e della sezione femminile; fece innalzare un padiglione in legno e, andato a fuoco quello, uno in muratura. Nell&#039;estate del [[1898]] lasciò la &amp;quot;società della stella&amp;quot; in seguito a dissidi interni. Si orientò allora verso il ciclismo, che aveva coltivato fin da giovanissimo, così come il tamburello e il nuoto. Fu tra i fondatori dell&#039;Audax Ciclistico Italiano, un&#039;associazione composta da uomini e donne della buona borghesia e che aveva per stemma una ruota sormontata da un&#039;aquila. Abile tiratore, infaticabile podista, nel marzo [[1902]] conquistò, accompagnato dal nipote Ciro, il diploma dell&#039;Audax Podistico, coprendo a piedi la distanza di 75 km. Il [[20 ottobre]] di quello stesso anno partecipò, cinquantenne, a una prova di 100 km da svolgersi in diciotto ore, che portò a termine senza affanni, suscitando l&#039;ammirazione degli altri concorrenti. Uno di loro, [[Masini Tito|Tito Masini]], socio della SP Lazio, gli propose di assumere la presidenza della giovane società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troppo impegnato come segretario della FGI, Ballerini declinò l&#039;offerta, ma si fece socio della &amp;quot;Podistica&amp;quot;. In quel periodo, il funzionario toscano stava cercando di ottenere i fondi per la partecipazione di una rappresentativa italiana ai Giochi Olimpici di Saint Louis. Il [[1903]] fu invece l&#039;anno in cui Ballerini si dedicò anima e corpo alla candidatura di Roma per i Giochi del [[1908]]. Egli fu l&#039;unico ad appoggiare il conte Brunetta d&#039;Usseaux, delegato italiano presso il CIO, che tentava di scuotere il prudente ambiente romano suggerendo di nominare un comitato provvisorio per l&#039;attuazione del progetto Roma [[1908]]. Mandò una lettera d&#039;informazione al barone Pierre de Coubertin, che si disse entusiasta della proposta e promise di appoggiarla senza riserve. Ma quando i dirigenti della FGI bussarono a denari alla porta del Primo Ministro Giovanni Giolitti e a quella del sindaco Prospero Colonna, entrambi negarono ogni finanziamento da parte del Governo e del Municipio di Roma. Nel dicembre del [[1903]] si dimise dalla carica di segretario federale; questo fatto, unitamente alla morte del padre Ferdinando dopo lunga malattia, lo liberò da quegli &amp;quot;impegni&amp;quot; che avevano motivato il suo diniego all&#039;offerta laziale dell&#039;&amp;quot;audacissima&amp;quot; dell&#039;ottobre [[1902]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cedendo alle insistenze di [[Masini Tito|Masini]], accettò di concorrere alla presidenza del sodalizio del quartiere Prati e ne assunse il comando la sera dell&#039;[[8 agosto]] [[1904]], al termine di un&#039;assemblea straordinaria. La sua elezione provocò l&#039;uscita dai ranghi di [[Balestrieri Arturo|Arturo Balestrieri]], uno di quelli che pensavano la &amp;quot;Lazio&amp;quot; come una cooperativa di forze fisiche e morali che non necessitavano di incapsularsi nella rigida formalizzazione delle cariche e delle ripartizioni. Tuttavia, l&#039;organizzazione burocratica della società era indispensabile per sopravvivere al naturale esaurirsi dell&#039;originario impulso giovanile. Fortunato Ballerini, profittando delle sue relazioni e agganci, seppe inserire la Podistica nel gioco delle amicizie e dei favori personali. In un&#039;epoca in cui non esistevano i concorsi pubblici e tutto veniva ottenuto dietro &amp;quot;raccomandazione&amp;quot; (nel senso migliore del termine, anglosassone e cioè di garanzia, non in quello degenerato di oggi), le sue numerose conoscenze garantirono la concessione del Comune di Roma alla &amp;quot;Lazio&amp;quot; dei terreni dove edificare i primi campi sociali: l&#039;Uccelliera al [[Parco dei Daini]] ([[1908]]), il Poligono della [[Farnesina]] e poi la [[Stadio Rondinella - Roma|Rondinella]] ([[1914]]). Nonché di tutte le prestigiose sedi di cui la società dell&#039;&amp;quot;aquila&amp;quot; (a proposito, il simbolo laziale per eccellenza fu con tutta probabilità un&#039;idea di Ballerini) poté disporre fino al dopoguerra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tutto egli trovava i mezzi, l&#039;organizzazione, la sede, il campo: aveva intessuto una vasta rete di amicizie fra esponenti della politica, dell&#039;amministrazione, dell&#039;arte, dello sport, di cui si serviva per le sue iniziative, battendo ad ogni porta. Prima dello scoppio del conflitto mondiale trovò i soldi per mettere su una rudimentale casina ai [[Polverini]], ad uso dei nuotatori. Nel dopoguerra fu decisiva la sua influenza nella concessione comunale del terreno a Ponte Risorgimento, come dimostrano dei documenti, forse provenienti dal suo stesso archivio privato, recentemente ritrovati. La fioritura delle &amp;quot;sezioni culturali&amp;quot;, accanto a quelle sportive, fu essenzialmente un prodotto della sua concezione dell&#039;unità del corpo e della mente, sempre in onore degli ideali classici. Egli pensava lo sport a trecentosessanta gradi. Fu pioniere e organizzatore del Tiro a Segno Nazionale, del Corpo dei Giovani Esploratori, della Federazione di Tamburello (nel [[1910]] fondò a Roma la Società &amp;quot;Urania&amp;quot; per il giuoco della palla) e del Comitato Olimpico Italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1905]], nel pieno della campagna per portare i Giochi a Roma, elaborò e stampò a sue spese un programma che comprendeva gare di: aeronautica, automobilismo, atletismo, caccia, canottaggio, colombofilia, football, ginnastica, ippica, lawn-tennis, nautica, nuoto, pallone, podismo, pompieristica, salvataggio in acqua, scherma, tamburello, tiro a segno, velocipedismo. Ecco spiegato il ventaglio delle discipline alle quali il presidente avrebbe indirizzato i suoi consoci della Lazio, se ne avesse avuta la possibilità. Rispetto a De Coubertin, Ballerini era anche più moderno nelle sue concezioni di base. Infatti, appoggiava l&#039;educazione fisica femminile, laddove il Barone era notoriamente contrario al movimento delle suffragette. All&#039;epoca della [[Prima Guerra Mondiale|Grande Guerra]], Ballerini creò una &amp;quot;sezione femminile&amp;quot; nella Podistica. Difese il punto di vista delle socie biancocelesti nel [[1919]], quando sorse il contrasto sull&#039;utilizzo del [[Stadio Rondinella - Roma|campo della Rondinella]]. Nel primo dopoguerra, la Lazio di Ballerini aveva una Sezione Sportiva (di cui era presidente [[Bitetti Olindo|Olindo Bitetti]] oppure il marchese [[Guglielmi Giorgio|Guglielmi]]) che comprendeva svariate discipline: podismo, nuoto, atletica, calcio boxe, tennis, tamburello, ciclismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come importanza, veniva subito dopo alla Sezione Sportiva la Sezione Escursionistica, costituita da Ballerini intorno al [[1906]] e che aveva quale presidente [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]], archeologo di fama mondiale. La Sezione Premilitare, presieduta dal generale conte [[Spingardi Paolo|Paolo Spingardi]], già Ministro della Guerra nel [[1909]], accoglieva molte centinaia di giovani. La Sezione Ginnastica vantava come direttore il prof. Serraggi. Ma Ballerini aveva anche organizzato un&#039;attività di contorno che poteva fare invidia a qualunque associazione intellettuale. Nelle sale di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Veneto]] (inaugurate con una festa il [[5 gennaio]] [[1919]]), per un certo periodo si diede convegno la migliore società artistica, politica, culturale di Roma. Una Sezione Filodrammatica, diretta dal prof. M. E. Rossi, eccelso organista, promuoveva regolarmente concerti. Vi partecipavano nomi illustri: Cotogni, Galetti, Lauri Volpi, Franci, la violinista [[Flori Maria|Flori]], il pianista Zecchi, [[De Angelis Teofilo|il maestro De Angelis]], che aveva composto un inno alla Lazio. Si tenevano, inoltre, conferenze sui temi dell&#039;archeologia, della storia, della letteratura e dell&#039;arte in genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutta questa attività extrasportiva (in particolare l&#039;escursionismo, cui Ballerini teneva moltissimo, e che promosse alla nascita del simbolo dell&#039;aquila) veniva in qualche modo ad intralciare le ambizioni calcistiche dei dirigenti più giovani e dinamici. Lo scontro coi vari [[Bitetti Olindo|Bitetti]], [[Baccani Guido|Baccani]], [[Palmieri Alfredo|Palmieri]], [[Giamminuti Riccardo|Giamminuti]], [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]], [[Zenobi Remo|Zenobi]], [[Ercoli Giuseppe|Ercoli]], si estese negli anni [[1920]]-23 al nodo cruciale del dilettantismo opposto al semiprofessionismo. I dirigenti suddetti propendevano per la linea morbida, col rimborso spese &amp;quot;generoso&amp;quot; ai calciatori, il pagamento dello stipendio all&#039;allenatore e l&#039;impiego della maggior parte dei contributi finanziari al potenziamento della squadra. Nel corso del [[1923]] Ballerini, che considerava le nove sezioni della Lazio (Escursionismo, Scherma, Boxe, Ballo, Ginnastica, Premilitare, Filodrammatica, Football e Sports Atletici, Nuoto e Canottaggio) come altrettante sorelle di pari bellezza, si oppose sdegnosamente: la Podistica doveva mantenersi nel solco tracciato dai padri fondatori, tutto inteso al dilettantismo puro, al perseguimento degli ideali della pienezza del corpo e dello spirito non corrotti dall&#039;interesse economico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I tempi, però, erano cambiati. E molto. Pensate semplicemente al clima di violenza e fanatismo - la nascita del &amp;quot;tifo&amp;quot;, l&#039;inquietudine di certe frange del fascismo, che trovava sfogo anche sui campi sportivi - che gravava negli ambienti calcistici romani: quanto poteva essere irrespirabile quell&#039;aria per un vecchio tronco diritto e ghibellino della tempra di Ballerini! La [[Alba|SS Alba]] comprava giocatori e superava la Lazio nel gioco del football, e questo a molti giovani dirigenti non piaceva. Sentendosi isolato, ormai giunto alla soglia dei settant&#039;anni, nell&#039;autunno del [[1923]] il cav. Ballerini si dimise da presidente. La goccia che fece traboccare il vaso fu il fatto di venire a sapere che buona parte delle ventimila lire ottenute da un istituto bancario per la costruzione della &amp;quot;Sede Nautica&amp;quot; sul Tevere erano stati stornate per progetti e acquisti relativi al football. Grande era stata la sua ira, indirizzata soprattutto al cassiere [[Magistrelli Goffredo|Goffredo Magistrelli]], che aveva permesso il dirottamento dei soldi. Il gentiluomo toscano lasciò in punta di piedi la società che aveva retto con tanto amore e dedizione per venti laboriosissimi anni, riuscendo nel [[1921]] [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|a farla erigere]] in &amp;quot;ente morale&amp;quot; con tanto di regio decreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando era entrato, il suo numero di matricola era stato il trentasei; al momento dell&#039;uscita di scena, il numero dei soci superava i quattromila. Nel gennaio [[1922]], la Lazio lo aveva onorato con una commovente cerimonia svoltasi nei locali di [[Via Vittorio Veneto, 7|via Vittorio Veneto]]. La sua attività di patrocinatore sportivo il comm. Ballerini, Grande Ufficiale della Corona d&#039;Italia, la proseguì nella &amp;quot;Roma Salus&amp;quot;, società da lui stesso fondata nel [[1922]]. La Salus aveva nello stemma l&#039;aquila romana con la Dea della Salute, opera dell&#039;amico artista Duilio Cambellotti (che potrebbe così essere anche l&#039;autore del simbolo per eccellenza della Lazio; d&#039;altronde, fu il Cambellotti a disegnare il primo diploma della Podistica). La Salus adottò l&#039;esperanto, pubblicò un mensile e aprì un campo giochi in via Chieti, ma nel [[1932]] venne incorporata nell&#039;Opera Nazionale Dopolavoro. Negli anni trenta, Ballerini continuò la sua attività di salutista convinto e sportsman agé al limite del miracolo. Se a sessantaquattro anni aveva battuto il primato di velocità nell&#039;ascensione del Monte Gennaro nei ranghi della SP Lazio, a ottanta buggerò un giovane alpinista, arrivando primo sul Soratte salendo dal versante più ripido; a ottantuno si arrampicava sulle Dolomiti, non disdegnando di tuffarsi nelle gelide acque del laghetto di Federa (anche da giovane ea stato un abitué dei &amp;quot;Cimenti Invernali&amp;quot; della Rari Nantes).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E, ancora ogni primo dell&#039;anno, faceva il bagno nel Tevere. Nel [[1939]] pubblicò un libro di memorie che riassumeva la storia della Federazione Ginnastica Italiana, con la presentazione del presidente della Federcalcio, l&#039;amico [[Vaccaro Giorgio|Giorgio Vaccaro]]. In esso varie pagine erano dedicate alla &amp;quot;Podistica&amp;quot;, pagine scritte con affetto e rispetto. Si spense il [[17 settembre]] [[1940]], nella sua casa romana in via Collina 24, al Sallustiano, con l&#039;unico rimpianto di non aver potuto portare nell&#039;antica capitale del mondo i Giochi Olimpici. Anche la morte fu in sintonia con lo spirito sportivo che lo animava: si prese un bagno in mare in pieno inverno, rinunciò a curarsi il raffreddore, avendo in orrore medici e medicine, e il raffreddore si trasformò rapidamente in polmonite. Nel [[1950]] una delegazione della Lazio si recò sul Monte Soratte per apporre, su un roccione vicino alla cima, una lapide in suo onore. Su di essa sta scritto: La Società Sportiva Lazio, nel cinquantenario della sua fondazione, ricorda, sul più singolare monte del Lazio, Fortunato Ballerini, per un ventennio suo presidente generale, primo artefice delle sue fortune di ogni sport, tenace e appassionato assertore, promotore, cultore. La lapide, per quanto ne sappiamo, sta ancora lì.&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Immagine:ball.jpg|thumb|center|450px|La targa in ricordo di Fortunato Ballerini murata dalla Sezione Escursionismo della S.S. Lazio, nel 50° anniversario della Fondazione, sul Monte Soratte in provincia di Roma. La foto è stata donata da Marco.]]&lt;br /&gt;
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&amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a name=&amp;quot;Correlati&amp;quot;&amp;gt; &amp;lt;b&amp;gt; Articoli correlati: &amp;lt;/b&amp;gt; &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Il ritrovamento della tomba di Fortunato Ballerini]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Il discorso di commiato di Fortunato Ballerini all&#039;Assemblea dei Soci pubblicato il 20 febbraio 1922]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Ballerini, Fortunato]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Generali]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Presidenti Sezione Calcio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Ballerini, Fortunato]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Todaro Francesco</title>
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		<updated>2026-06-05T19:20:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot;Patrocino&amp;#039; nel 1904 il Campionato Podistico Studentesco Romano e nel 1906 fu Presidente del Comitato d&amp;#039;Onore della Festa Sportiva Premio Lazio, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Fu professore di anatomia umana alle Università di Messina e poi di Roma (alla Sapienza). Membro della prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei. Nel gennaio 1889 venne nominato Senatore del Regno d&amp;#039;Italia. In Senato si distinse soprattutto per i suoi interventi a favore della pu...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Patrocino&#039; nel 1904 il Campionato Podistico Studentesco Romano e nel 1906 fu Presidente del Comitato d&#039;Onore della Festa Sportiva Premio Lazio, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Fu professore di anatomia umana alle Università di Messina e poi di Roma (alla Sapienza). Membro della prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei. Nel gennaio 1889 venne nominato Senatore del Regno d&#039;Italia. In Senato si distinse soprattutto per i suoi interventi a favore della pubblica istruzione e della salute pubblica. Ricoprì la carica di Presidente della Federazione Ginnastica Nazionale Italiana. Sotto la sua guida, la federazione promosse l&#039;introduzione obbligatoria della ginnastica nelle scuole statali. Grazie anche al peso istituzionale di Todaro e all&#039;azione del segretario federale Fortunato Ballerini, il Comitato Olimpico Internazionale scelse effettivamente Roma come città ospitante per il 1908 durante la sessione di Londra del 1904, candidatura che poi decadde ad inizio 1906.&lt;br /&gt;
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot;Vice Presidente del Comitato d&amp;#039;Onore della Festa Sportiva del Premio Lazio nel 1906, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Celebre per aver fondato la prestigiosa Rivista Penale nel 1874 e per aver contribuito alla stesura del Codice Penale Zanardelli, fu deputato al Parlamento per diverse legislature e successivamente nominato Senatore del Regno. Lucchini presiedette l&amp;#039;Unione Ginnastica Italiana dal 1904 e guidò la primissima Commissione Italiana per i Giuoc...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Vice Presidente del Comitato d&#039;Onore della Festa Sportiva del Premio Lazio nel 1906, un evento sportivo organizzato dalla S.P. Lazio. Celebre per aver fondato la prestigiosa Rivista Penale nel 1874 e per aver contribuito alla stesura del Codice Penale Zanardelli, fu deputato al Parlamento per diverse legislature e successivamente nominato Senatore del Regno. Lucchini presiedette l&#039;Unione Ginnastica Italiana dal 1904 e guidò la primissima Commissione Italiana per i Giuochi Olimpici nata in vista delle Olimpiadi di Atene del 1906. In qualità di presidente dell&#039;Istituto Nazionale per l&#039;Educazione Fisica, fu uno dei massimi promotori e finanziatori del progetto per la costruzione del monumentale Stadio Nazionale ai Parioli (inaugurato nel 1911), situato proprio nell&#039;area adiacente a Villa Umberto I.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Biografie|Lucchini Luigi]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Lucchini Luigi]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>S.S. Lazio Escursionismo</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;[[Image:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|La lapide posta dalla SS Lazio in ricordo del Presidente Fortunato Ballerini, di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie sul Monte Soratte (RM)]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio1web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione ad Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 1]] &lt;br /&gt;
[[Image:Dintorni.jpg|thumb|left|200px|Una pubblicazione del 1951]] &lt;br /&gt;
[[Image:escurs59.jpg|thumb|left|200px|Un calendario delle uscite del 1959]] &lt;br /&gt;
[[Image:escursio76.jpg|thumb|200px|left|200px|Una pubblicazione del 1976]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio2web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione a Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 2]] &lt;br /&gt;
[[Image:Escursione_7marzo2010.jpg|thumb|left|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:Escursione_7marzo2010_2.jpg|thumb|right|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;u&amp;gt; &#039;&#039;&#039;S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039; &amp;lt;/u&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Presidente: Sig. Luciano Palaia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sede: Via Panisperna n. 255 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito Web: [http://www.escursionistilazio.it www.escursionistilazio.it]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Storia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;attività escursionistica fu praticata, insieme con il podismo, fin dai primi anni di vita della società. La prima immagine conosciuta della società Podistica Lazio, datata 16 maggio 1901, riguarda proprio un folto numero di soci guidati dal fondatore Luigi Bigiarelli, ritratto dinanzi alla tomba di Cecilia Metella nel corso di una passeggiata podistico-archeologica sull&#039;Appia Antica. Nel 1906, [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] istituì la Sezione Escursionismo, che ereditava e continuava l&#039;attività prima della Lazio, riallacciandosi quindi al podismo primogenito. Essa rimase per molti anni la Sezione principale. La prima gita inaugurale e ufficiale della Sezione ebbe luogo nel marzo 1906, guidata dallo stesso [[Ballerini Fortunato|Ballerini]]. La comitiva, partita a piedi da piazza del Popolo, arrivò al fiumicello Cremera, si tuffò nelle sue limpide acque, rievocando classicamente la memoria dei trecento Fabi sterminati in quel luogo dai Veienti, e le gesta di Camillo, il conquistatore e distruttore dell&#039;etrusca Veio.  Dopo la visita il gruppo di gitanti tornò sempre a piedi nella Capitale. L&#039;escursionismo laziale ha un carattere particolare. Esso ha per campo d&#039;azione una terra carica come nessun&#039;altra, di memorie, di arte, di leggende, di storia: in questo contesto la Lazio Escursionismo ha da sempre improntato la sua attività su di un piano non solamente fisico ma anche culturale. Le gite della Lazio sono state sempre di natura varia: da una visita alle terme di Caracalla a una gara di cinquanta chilometri, da una visita alle mura ciclopiche di Alatri a un&#039;ascensione al Gran Sasso. Impossibile calcolare il numero di gite, escursioni, ascensioni e conferenze effettuate nel correre dei decenni sempre in un clima di grande atmosfera spirituale che non ha mai comunque escluso momenti di allegria nel condividere  un  pranzo al sacco o una bella bicchierata.                                      &lt;br /&gt;
Prestigiosa è la lista dei Presidenti che hanno guidato la Sezione. Il primo fu [[Gnoli Domenico|Domenico Gnoli]], noto letterato e poeta, cui seguì uno dei più grandi archeologi italiani: [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]]. Lanciani fu anche il promotore della Associazione Archeologica Romana, un gruppo che si proponeva di divulgare le scoperte archeologiche al di fuori della stretta cerchia degli studiosi. Tra il 1908 e il 1910 la Lazio strinse una collaborazione con l&#039;associazione di Lanciani e molti soci e conferenzieri si unirono alla società biancoceleste. Negli stessi anni, la nostra sezione lavorò a stretto contatto anche con l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri, un sodalizio nato con l&#039;intento di migliorare i servizi offerti ai turisti giunti nel Bel Paese. Nel 1910, il presidente onorario della Lazio [[Boselli Paolo|Paolo Boselli]] tenne un celeberrimo discorso alla sezione escursionistica del movimento. Sia l&#039;Associazione Archeologica Romana che l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri avevano per simbolo un&#039;aquila. &amp;lt;br&amp;gt; Tra i presidenti della sezione Escursionismo, ricordiamo anche il professor [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]], illustre storico dell&#039;arte e preside della facoltà di Architettura, [[Montecchi Leo|Leo Montecchi]], garbato scrittore e oratore, [[Berni Ilio|Ilio Berni]], illustratore dotto e arguto conferenziere, [[Villa Oreste|Oreste Villa]], [[Mazzocchi Domenico|Domenico Mazzocchi]], [[Pagani Alfredo|Alfredo Pagani]] e [[Grossi Luigi|Luigi Grossi]] che fu lungamente attivo negli anni del Fascismo che nell&#039;autunno del [[1926]] aveva costretto la sezione a passare sotto l&#039;egida dell&#039;OND (Opera nazionale Dopolavoro) entrando così nell&#039;orbita delle cosiddette &amp;quot;attività ricreative&amp;quot; e sotto il controllo delle autorità politiche. Alla caduta del regime e con la fine della guerra fu [[Bagnoli Ferdinando|Ferdinando Bagnoli]] ha rilanciare con grande passione le sorti della Lazio Escursionismo che trovò  poi nel Professor [[Maffei Aldo|Aldo Maffei]] una guida illuminata dal [[1950]] e per oltre un quarto di secolo. Seguì poi la presidenza di Silvio Valenti. Negli anni Duemila s&#039;iscrive il nome di Palmira Zappi sino all&#039;attuale numero uno Luciano Palaia.&lt;br /&gt;
Altrettanto prestigiosa, ma molto più lunga è la lista dei direttori, illustratori e conferenzieri della ultracentenaria storia della sezione. Tra questi si devono ricordare: [[Marucchi Orazio|Orazio Marucchi]], [[Scaccia Camillo|Camillo Scaccia]], [[Orano Nella|Nella Orano]], [[Aquilanti Francesco (Filosofo)|Francesco Aquilanti]], Umberto Leoni, Giovanni Staderini, [[Tambroni Filippo|Filippo Tambroni]], [[Ronconi Guglielmina|Guglielmina Ronconi]], Angiolo Pasqui, Ciro Nispi Landi, [[Coltellacci Pompeo|Pompeo Coltellacci]], Romolo Ducci, [[Fleres Ugo|Ugo Fleres]], [[Oddone Emilio|Emilio Oddone]], Romolo Artioli, Augusto Albizzi, Guido Garofolini, Rocchi, Luigi Palazzo, Pasquinelli, Sabatini, Roberto Paribeni, [[Mengarelli Raniero|Raniero Mengarelli]], [[Stara Tedde Giorgio|Giorgio Stara Tedde]], [[Tonelli Alberto|Alberto Tonelli]], Del Pinto, Clerici, Picarelli, Zacchi, De Bartolomeis, [[Dogliani Sebastiano|Dogliani]] e tanti altri ancora. Socio della Lazio Escursionismo è stato anche il [[Piola Caselli Giovanni|Conte Giovanni Piola Caselli]], padre del forte atleta biancoceleste [[Piola Caselli Vittorio|Vittorio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Attività&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni venerdì dalle ore 17:00 alle ore 18:30 (telefonare per conferme) gli iscritti si riuniscono in Roma - via Panisperna n° 255 presso l&#039;Istituto Tecnico del Turismo &amp;quot;Cristoforo Colombo&amp;quot;, per la prenotazione e la decisione dell&#039;escursione domenicale successiva. Le attività sono aperte a persone di qualsiasi età. Vincono tutti i partecipanti che terminano il percorso. Si cammina insieme su percorsi naturalistici con dislivelli da 100 m fino a 1500 per i più esperti. L&#039;associazione sportiva riserva la medaglia d&#039;oro ai soci che superano i cento anni di età, la medaglia d&#039;argento a coloro che superano i 90 anni e quella di bronzo a coloro che superano gli 80 anni. Per partecipare alle gite è necessaria una minima ma indispensabile attrezzatura che comprende scarpe comode da montagna, zaino con mantella per la pioggia, maglioni di lana, borraccia per l&#039;acqua (con un po&#039; di vino buono è meglio) e due bastoncini per i più anziani. Per le passeggiate si formano due gruppi, uno formato da principianti o persone più facilmente affaticabili, l&#039;altro per i più esperti e atleticamente preparati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Curiosità&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i suoi tesserati nel corso degli anni l&#039;associazione ha visto numerose personalità importanti. Su tutte spicca il futuro Re d&#039;Italia, [[Umberto II]] in versione Scout.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Stagioni Sportive&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1901|1901]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1906|1906]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1907|1907]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1908|1908]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1909|1909]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1910|1910]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1911|1911]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1912|1912]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1913|1913]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1917|1917]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1918|1918]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1921|1921]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1922|1922]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1923|1923]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1927|1927]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1940|1940]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1950|1950]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1968|1968]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il bollettino della S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito pubblichiamo notiziario della S.S. Lazio Escursionismo contenente il bollettino delle escursioni previste e le informazioni relative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ottenere una visualizzazione ottimale del testo ivi contenuto, cliccare sulla foto desiderata e successivamente sulla voce &amp;quot;Versione ad alta risoluzione&amp;quot; posta immediatamente sotto l&#039;immagine che si aprirà. Facendo inoltre click sull&#039;immagine così ottenuta, si avrà un ingrandimento ottimale della stessa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr mag 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Maggio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
LazioWiki pubblica un vivido ricordo del clima che si respirava nel [[1920]] intorno alle attività della Sezione. Ne è autore il socio [[Trionfi Alceste|Alceste Trionfi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;NOSTALGIE ... PEDESTRI&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
C&#039;era una volta la « S.P.L. » ... «S.P.L.? Una sigla», sissignori; ma intendiamoci: non una delle tante, troppe e misteriose sigle che da parecchio tempo troviamo sparse a profusione negli articoli dei giornali, costringendoci a torturare il nostro cervello per sapere· quel che diamine vogliono significare, bensì una vecchia breve sigla, incisa in un dischetto di metallo inserito in una piccola coccarda (pagata la folle somma di... dieci centesimi) che io ostentavo all&#039;occhiello di una mia giacca di fustagno in alcune domeniche di primavera e d&#039;autunno durante il primo ventennio di questo secolo. Un «distintivo» dunque? Precisamente, ma che non aveva il discutibile pregio di camuffare, con sintetica... oscurità alfabetica o sillabica, indirizzi politici, gruppi sportivi, ditte commerciali, istituti annonari ecc. ecc.; «S.P.L.» invece significava semplicemente «Società Podistica Lazio». Essa aveva lo scopo di effettuare - programmate in tempo per mezzo dei quotidiani di Roma - gite domenicali libere a tutti i dilettanti del podismo ed offerte a chiunque fosse desideroso di passare in gaia spensieratezza una giornata festiva all&#039;aria aperta delle campagne laziali et ultra. Non si trattava già di fare dell&#039;alpinismo; anzi tutt&#039;altro, anche perché i dintorni immediati dell&#039;Urbe, per quanto pittoreschi, non godono di una grande rinomanza alpinisticamente parlando, e al massimo l&#039;escursionismo può fornire una specie di allenamento, di punto di passaggio agli ardimenti veri e propri dell&#039;alta montagna per coloro che hanno la possibilità fisica e finanziaria di affrontarli.&lt;br /&gt;
Le gite settimanali della «S.P.L.» si spingevano perciò generalmente verso paesi situati a una trentina di chilometri o anche meno dalle mura di Roma, località del resto ad un&#039;altitudine discreta, come lo sono i «castelli». Passeggiate pure e semplici, ossia uno dei più facili, dilettevoli ed economici sports concessi ai cittadini del medio ceto, d&#039;ambo i sessi, giovani, di mezza età, ed anche - perché no? - anzianotti, costretti a trascorrere nei giorni feriali tutte le ore migliori rinchiusi nei negozi, nelle aule scolastiche o negli uffici. È là appunto, ripeto, che erano dirette le gite della  Podistica Lazio collo scopo di far conoscere ai troppo urbanizzati romani più o meno «de Roma» strade, località storiche, paesi, panorami, usi e costumi, da essi e chi sa da quanti ignorati; cose tutte che valevano, valgono e varranno sempre la pena di muoversi, di uscire dalla cerchia della città romulea per affrontare il modesto cimento di qualche ora di marcia a piedi, sempre preferibile a quella lungo i... marciapiedi del Corso e di via Nazionale. &lt;br /&gt;
Ma non divaghiamo. Debbo limitarmi, con queste romanistiche note personali, a mettermi in viaggio... verso la rievocazione nostalgica di un tempo che fu; ed eccomi pronto col bagaglio dolcemente pesante delle mie memorie. A quante, di quelle «passeggiate» in comitiva, ho preso parte anch&#039;io tanti anni fa, assoggettandomi o meno al rituale imperativo gitaiuolo di «portare la colazione»? A parecchie; e in complesso si svolgevano così: nelle prime ore del mattino domenicale ci si adunava, ancor sonnacchiosi, nelle adiacenze, a seconda dei casi, della stazione Termini, o delle «Vicinali» o del « tram dei castelli», e versata la somma occorrente pel viaggio nelle mani di un segretario-cassiere, delegato per l&#039;acquisto dei biglietti, anzi del biglietto cumulativo, si prendeva posto in un vagone quasi sempre «riservato per comitive» e partivamo (non senza avere intonato prima il ritornello: Signor Capo facci partire lallèro lallà !), diretti, anche se in « omnibus», alla stazioncina da dove aveva inizio la gita pedibus calcantibus verso il paese, il Santuario, l&#039;Abbazia, insomma la mèta prestabilita. Saluti e strette di mano, presentazioni dei neofiti, rapido affiatamento generale con relativa formazione di gruppi, in relazione specialmente alle età, conversazioni e timido inizio di cori che poscia, al ritorno, prendevano consistenza canora più o meno melodica a seconda della qualità e quantità dei vinetti locali tracannati in qualche trattoria dai discreti divoratori di chilometri e di spaghetti «alla matriciana» dopo la conferenza-antipasto elargitaci dall&#039;illustratore dei luoghi visitati, a tal&#039;uopo gratuitamente... scritturato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Baldorie dunque? Spesso, ma non sempre; talora un po&#039; di stanchezza tarpava le ali all&#039;allegria chiassosa, allorquando per esempio si trattava di una buona «faticata» per raggiungere il cocuzzolo di qualche non lontana ma impervia montagna; come dire: lo Scalambra, il Gennaro, il Morra, il virgiliano Soratte, il Guadagnolo. Ciò avveniva di rado e con esiguo numero di partecipanti, le escursioni preferite dai quali (e specialmente dalle quali) erano quelle di minore importanza, sebbene panoramicamente poco interessanti. Oh, colli ameni del Tuscolo e laghi di Albano e di Nemi; oh, Velletri enologico; Saracinesco, patria di modelle e zampognari; scenografica Viterbo; ridente Palestrina col sovrastante Castel San Pietro; Cori, Ninfa e Norma; Capena (già Leprignano); Monteflavio, dalle saporose «fettuccine fatte in casa»; San Polo dei Cavalieri; Doganella, col laghetto e le odorose giunchiglie! E, più oltre, voi: Terracina col vicino Circeo; Abbazia di Casamari e di Montecassino, testè duramente provata dalla guerra; «Sacro Speco&amp;gt;&amp;gt; sopra Subiaco! Io non posso, non so elencarvi tutte, indimenticabili località più o meno laziali che anche oggi siete così vicine al mio cuore... e pur tanto lontane dalle mie gambe! Quante amene plaghe - che senza la «Lazio» forse mi sarebbero rimaste ignote - tornano alla mia mente col rimpianto di non poterle più rivedere, oltre che per il peso inesorabile degli anni, per la difficoltà di potermici recare e per il dolore di saperle contaminate dal terribile flagello della guerra! Ricordo - oh, se ricordo! - quell&#039;epoca (che mi fa riandare a ben venticinque anni or sono) e riveggo, coi molti luoghi attraversati fuggevolmente, persone buone e care, per la maggior parte ahimè sparite per sempre! &lt;br /&gt;
Dove siete ora, gentili signore e vezzose signorine, forti rappresentanti del sesso... debole, il cui sorriso e lo spirito allietavano le nostre rumorose brigate? Che n&#039;è di voi, baldi giovanotti pronti all&#039;arguzia rispettosa e al cavalleresco ausilio per le gitanti meno agguerrite, nei momenti difficili di un&#039;ascesa o durante i piccoli inconvenienti di un guado? Salute a voi ed auguri, adolescenti di allora che riempivate colle vostre grida gioiose le solitudini della campagna; e puranco voi, uomini maturi d&#039;un tempo ma ormai vecchi come me, provate forse il mio stesso rammarico al ricordo di tante belle ore passate insieme marciando in «fila indiana» lungo gli angusti sentieri che adducevano alla mèta prefissa e anelata dai vostri stomachi?&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tutto ciò è purtroppo relegato - per ciascuno di noi ex podisti che abbiamo oggi raggiunto una certa (oh, certissima) età - nel limbo delle rimembranze più care della nostra vita; tutto ci sembra un sogno, unico retaggio di un&#039;epoca felice, travolta dagli anni e dalle inesorabili vicende umane! Riassomma alla mia mente, fra gli altri, il simpatico Presidente della « Lazio» Comm. Fortunato Ballerini, infaticabile organizzatore e direttore delle gite - colla sua rauca ma non tartarea trombetta per il richiamo degli sbandati - individuo per il quale l&#039;esercizio  muscolare rappresentava la norma costante per mantenersi sani. Egli infatti, sino a pochi anni prima di spegnersi (è morto più che novantenne) non trascurò - oltre al podismo - tutti gli altri rami dello sport, compreso il nuoto; e ricordo in proposito le sue «traversate del Tevere» ad ogni primo d&#039;anno; come pure di lui era nota l&#039;avversione per tutte le bevande alcooliche ed il suo abituale pranzo durante le escursioni, composto quasi esclusivamente di ... patate crude, le quali - egli affermava - gli avevano fornito quella resistenza fisica che una volta lo misero in grado, a circa ottant&#039;anni, di rivaleggiare con un giovane alpinista, arrivando primo in vetta al Soratte salendo dal versante più ripido e scosceso. Né dimenticherò, infine, i contegnosi e pure affabili e pazienti «illustratori» che con tanto zelo disinteressato seguivano le nostre non sempre disciplinate comitive, fermandosi per erudirci intorno  a tutto ciò che s&#039;incontrava, degno d&#039;interesse, durante il percorso lungo le dissepolte Vie Consolari o in fondo a qualche ipogeo etrusco, e additandoci un castello medievale diruto sopra un&#039;altura o i vetusti avanzi di una tomba latina. Riveggo come fosse ora, fra i tanti professori: il Nispi-Landi (senior) del quale mi sembra ancora ascoltare, inorridendo, le iraconde diatribe contro qualche imperatore romano fra cui Nerone, forse suo ... nemico personale; l&#039;ampiobarbuto Giovanni Staderini, il biondo autodidatta Romolo Ducci, Filippo Tambroni, Umberto Leoni, Romolo Artioli e, non ultimo, il poeta conte Domenico Gnoli, cantore di un&#039;appassionata leggenda sul solitario castello di Galeria. Alcuni di questi benemeriti, eloquenti dispensatori di tesori storici ed archeologici, sono tuttora viventi ed altri, ahimé, scomparsi; l&#039;eco della loro voce si è spenta, ed oggi invano io ripeto il ritornello nostalgico della mia vecchia anima peripatetica: C&#039;era una volta la  S.P.L.» !. &lt;br /&gt;
Ora, per concludere meno malinconicamente questa mia già troppo prolissa favola... vissuta, permettetemi di narrare un piccolo episodio - dirò così «allegrotto» - riferentesi appunto ad una delle mie scorribande laziali di illo tempore. Uno degli illustratori che ho testè nominato, dopo una visita da noi fatta alla Villa Adriana, sotto Tivoli, volle aggiungere un codicillo patetico alla sua conferenza fermandosi davanti ad alcuni ruderi situati presso un ponticello, e alla chiusa della sua perorazione rivolse la parola al defunto imperatore da lui rievocato, domandandogli: «Ed ora dove sei tu? Perché non parli? Che cosa fai?». Ci fu un istante di silenzio, dopo il quale udimmo sorgere da sotto il manufatto una voce che timidamente rispose con una sola parola, anzi un nome che rievocò alla nostra mente il canto XXV dell&#039;Inferno là dove Dante parla del celebre ladrone «Che sotto il sasso di monte Aventino Di sangue fece spesse volte laco».&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
ALCESTE TRIONFI  - 1945 -&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Sezioni Polisportiva|E]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Fleres_Ugo&amp;diff=528116</id>
		<title>Fleres Ugo</title>
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		<updated>2026-06-05T19:08:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio e conferenziere della [[S.S. Lazio Escursionismo|sezione Escursionismo]] al tempo di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]]. Trasferitosi giovanissimo a Roma, lavorò come funzionario presso la Direzione delle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Entrò subito nei circoli letterari della Capitale, collaborando con riviste iconiche come la «Cronaca Bizantina» e il «Capitan Fracassa». È storicamente ricordato anche per aver realizzato alcune prime, storiche illustrazioni per Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Fleres Ugo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Fleres Ugo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Fleres Ugo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot;Socio e conferenziere della sezione Escursionismo al tempo di Fortunato Ballerini. Trasferitosi giovanissimo a Roma, lavorò come funzionario presso la Direzione delle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Entrò subito nei circoli letterari della Capitale, collaborando con riviste iconiche come la «Cronaca Bizantina» e il «Capitan Fracassa».È storicamente ricordato anche per aver realizzato alcune p...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio e conferenziere della [[S.S. Lazio Escursionismo|sezione Escursionismo]] al tempo di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]]. Trasferitosi giovanissimo a Roma, lavorò come funzionario presso la Direzione delle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Entrò subito nei circoli letterari della Capitale, collaborando con riviste iconiche come la «Cronaca Bizantina» e il «Capitan Fracassa».È storicamente ricordato anche per aver realizzato alcune prime, storiche illustrazioni per Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Fleres Ugo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Fleres Ugo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Fleres Ugo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=S.S._Lazio_Escursionismo&amp;diff=528114</id>
		<title>S.S. Lazio Escursionismo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=S.S._Lazio_Escursionismo&amp;diff=528114"/>
		<updated>2026-06-05T19:04:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|La lapide posta dalla SS Lazio in ricordo del Presidente Fortunato Ballerini, di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie sul Monte Soratte (RM)]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio1web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione ad Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 1]] &lt;br /&gt;
[[Image:Dintorni.jpg|thumb|left|200px|Una pubblicazione del 1951]] &lt;br /&gt;
[[Image:escurs59.jpg|thumb|left|200px|Un calendario delle uscite del 1959]] &lt;br /&gt;
[[Image:escursio76.jpg|thumb|200px|left|200px|Una pubblicazione del 1976]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio2web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione a Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 2]] &lt;br /&gt;
[[Image:Escursione_7marzo2010.jpg|thumb|left|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:Escursione_7marzo2010_2.jpg|thumb|right|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;u&amp;gt; &#039;&#039;&#039;S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039; &amp;lt;/u&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Presidente: Sig. Luciano Palaia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sede: Via Panisperna n. 255 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito Web: [http://www.escursionistilazio.it www.escursionistilazio.it]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Storia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;attività escursionistica fu praticata, insieme con il podismo, fin dai primi anni di vita della società. La prima immagine conosciuta della società Podistica Lazio, datata 16 maggio 1901, riguarda proprio un folto numero di soci guidati dal fondatore Luigi Bigiarelli, ritratto dinanzi alla tomba di Cecilia Metella nel corso di una passeggiata podistico-archeologica sull&#039;Appia Antica. Nel 1906, [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] istituì la Sezione Escursionismo, che ereditava e continuava l&#039;attività prima della Lazio, riallacciandosi quindi al podismo primogenito. Essa rimase per molti anni la Sezione principale. La prima gita inaugurale e ufficiale della Sezione ebbe luogo nel marzo 1906, guidata dallo stesso [[Ballerini Fortunato|Ballerini]]. La comitiva, partita a piedi da piazza del Popolo, arrivò al fiumicello Cremera, si tuffò nelle sue limpide acque, rievocando classicamente la memoria dei trecento Fabi sterminati in quel luogo dai Veienti, e le gesta di Camillo, il conquistatore e distruttore dell&#039;etrusca Veio.  Dopo la visita il gruppo di gitanti tornò sempre a piedi nella Capitale. L&#039;escursionismo laziale ha un carattere particolare. Esso ha per campo d&#039;azione una terra carica come nessun&#039;altra, di memorie, di arte, di leggende, di storia: in questo contesto la Lazio Escursionismo ha da sempre improntato la sua attività su di un piano non solamente fisico ma anche culturale. Le gite della Lazio sono state sempre di natura varia: da una visita alle terme di Caracalla a una gara di cinquanta chilometri, da una visita alle mura ciclopiche di Alatri a un&#039;ascensione al Gran Sasso. Impossibile calcolare il numero di gite, escursioni, ascensioni e conferenze effettuate nel correre dei decenni sempre in un clima di grande atmosfera spirituale che non ha mai comunque escluso momenti di allegria nel condividere  un  pranzo al sacco o una bella bicchierata.                                      &lt;br /&gt;
Prestigiosa è la lista dei Presidenti che hanno guidato la Sezione. Il primo fu [[Gnoli Domenico|Domenico Gnoli]], noto letterato e poeta, cui seguì uno dei più grandi archeologi italiani: [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]]. Lanciani fu anche il promotore della Associazione Archeologica Romana, un gruppo che si proponeva di divulgare le scoperte archeologiche al di fuori della stretta cerchia degli studiosi. Tra il 1908 e il 1910 la Lazio strinse una collaborazione con l&#039;associazione di Lanciani e molti soci e conferenzieri si unirono alla società biancoceleste. Negli stessi anni, la nostra sezione lavorò a stretto contatto anche con l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri, un sodalizio nato con l&#039;intento di migliorare i servizi offerti ai turisti giunti nel Bel Paese. Nel 1910, il presidente onorario della Lazio [[Boselli Paolo|Paolo Boselli]] tenne un celeberrimo discorso alla sezione escursionistica del movimento. Sia l&#039;Associazione Archeologica Romana che l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri avevano per simbolo un&#039;aquila. &amp;lt;br&amp;gt; Tra i presidenti della sezione Escursionismo, ricordiamo anche il professor [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]], illustre storico dell&#039;arte e preside della facoltà di Architettura, [[Montecchi Leo|Leo Montecchi]], garbato scrittore e oratore, [[Berni Ilio|Ilio Berni]], illustratore dotto e arguto conferenziere, [[Villa Oreste|Oreste Villa]], [[Mazzocchi Domenico|Domenico Mazzocchi]], [[Pagani Alfredo|Alfredo Pagani]] e [[Grossi Luigi|Luigi Grossi]] che fu lungamente attivo negli anni del Fascismo che nell&#039;autunno del [[1926]] aveva costretto la sezione a passare sotto l&#039;egida dell&#039;OND (Opera nazionale Dopolavoro) entrando così nell&#039;orbita delle cosiddette &amp;quot;attività ricreative&amp;quot; e sotto il controllo delle autorità politiche. Alla caduta del regime e con la fine della guerra fu [[Bagnoli Ferdinando|Ferdinando Bagnoli]] ha rilanciare con grande passione le sorti della Lazio Escursionismo che trovò  poi nel Professor [[Maffei Aldo|Aldo Maffei]] una guida illuminata dal [[1950]] e per oltre un quarto di secolo. Seguì poi la presidenza di Silvio Valenti. Negli anni Duemila s&#039;iscrive il nome di Palmira Zappi sino all&#039;attuale numero uno Luciano Palaia.&lt;br /&gt;
Altrettanto prestigiosa, ma molto più lunga è la lista dei direttori, illustratori e conferenzieri della ultracentenaria storia della sezione. Tra questi si devono ricordare: [[Marucchi Orazio|Orazio Marucchi]], [[Scaccia Camillo|Camillo Scaccia]], [[Orano Nella|Nella Orano]], [[Aquilanti Francesco (Filosofo)|Francesco Aquilanti]], Umberto Leoni, Giovanni Staderini, [[Tambroni Filippo|Filippo Tambroni]], [[Ronconi Guglielmina|Guglielmina Ronconi]], Angiolo Pasqui, Ciro Nispi Landi, [[Coltellacci Pompeo|Pompeo Coltellacci]], Romolo Ducci, Ugo Fleres, [[Oddone Emilio|Emilio Oddone]], Romolo Artioli, Augusto Albizzi, Guido Garofolini, Rocchi, Luigi Palazzo, Pasquinelli, Sabatini, Roberto Paribeni, [[Mengarelli Raniero|Raniero Mengarelli]], [[Stara Tedde Giorgio|Giorgio Stara Tedde]], [[Tonelli Alberto|Alberto Tonelli]], Del Pinto, Clerici, Picarelli, Zacchi, De Bartolomeis, [[Dogliani Sebastiano|Dogliani]] e tanti altri ancora. Socio della Lazio Escursionismo è stato anche il [[Piola Caselli Giovanni|Conte Giovanni Piola Caselli]], padre del forte atleta biancoceleste [[Piola Caselli Vittorio|Vittorio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Attività&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni venerdì dalle ore 17:00 alle ore 18:30 (telefonare per conferme) gli iscritti si riuniscono in Roma - via Panisperna n° 255 presso l&#039;Istituto Tecnico del Turismo &amp;quot;Cristoforo Colombo&amp;quot;, per la prenotazione e la decisione dell&#039;escursione domenicale successiva. Le attività sono aperte a persone di qualsiasi età. Vincono tutti i partecipanti che terminano il percorso. Si cammina insieme su percorsi naturalistici con dislivelli da 100 m fino a 1500 per i più esperti. L&#039;associazione sportiva riserva la medaglia d&#039;oro ai soci che superano i cento anni di età, la medaglia d&#039;argento a coloro che superano i 90 anni e quella di bronzo a coloro che superano gli 80 anni. Per partecipare alle gite è necessaria una minima ma indispensabile attrezzatura che comprende scarpe comode da montagna, zaino con mantella per la pioggia, maglioni di lana, borraccia per l&#039;acqua (con un po&#039; di vino buono è meglio) e due bastoncini per i più anziani. Per le passeggiate si formano due gruppi, uno formato da principianti o persone più facilmente affaticabili, l&#039;altro per i più esperti e atleticamente preparati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Curiosità&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i suoi tesserati nel corso degli anni l&#039;associazione ha visto numerose personalità importanti. Su tutte spicca il futuro Re d&#039;Italia, [[Umberto II]] in versione Scout.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Stagioni Sportive&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1901|1901]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1906|1906]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1907|1907]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1908|1908]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1909|1909]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1910|1910]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1911|1911]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1912|1912]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1913|1913]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1917|1917]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1918|1918]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1921|1921]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1922|1922]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1923|1923]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1927|1927]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1940|1940]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1950|1950]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1968|1968]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il bollettino della S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito pubblichiamo notiziario della S.S. Lazio Escursionismo contenente il bollettino delle escursioni previste e le informazioni relative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ottenere una visualizzazione ottimale del testo ivi contenuto, cliccare sulla foto desiderata e successivamente sulla voce &amp;quot;Versione ad alta risoluzione&amp;quot; posta immediatamente sotto l&#039;immagine che si aprirà. Facendo inoltre click sull&#039;immagine così ottenuta, si avrà un ingrandimento ottimale della stessa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| align=center width=70% cellpadding=15 cellspacing=5 style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr mag 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Maggio 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr mag 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Maggio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LazioWiki pubblica un vivido ricordo del clima che si respirava nel [[1920]] intorno alle attività della Sezione. Ne è autore il socio [[Trionfi Alceste|Alceste Trionfi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;NOSTALGIE ... PEDESTRI&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
C&#039;era una volta la « S.P.L. » ... «S.P.L.? Una sigla», sissignori; ma intendiamoci: non una delle tante, troppe e misteriose sigle che da parecchio tempo troviamo sparse a profusione negli articoli dei giornali, costringendoci a torturare il nostro cervello per sapere· quel che diamine vogliono significare, bensì una vecchia breve sigla, incisa in un dischetto di metallo inserito in una piccola coccarda (pagata la folle somma di... dieci centesimi) che io ostentavo all&#039;occhiello di una mia giacca di fustagno in alcune domeniche di primavera e d&#039;autunno durante il primo ventennio di questo secolo. Un «distintivo» dunque? Precisamente, ma che non aveva il discutibile pregio di camuffare, con sintetica... oscurità alfabetica o sillabica, indirizzi politici, gruppi sportivi, ditte commerciali, istituti annonari ecc. ecc.; «S.P.L.» invece significava semplicemente «Società Podistica Lazio». Essa aveva lo scopo di effettuare - programmate in tempo per mezzo dei quotidiani di Roma - gite domenicali libere a tutti i dilettanti del podismo ed offerte a chiunque fosse desideroso di passare in gaia spensieratezza una giornata festiva all&#039;aria aperta delle campagne laziali et ultra. Non si trattava già di fare dell&#039;alpinismo; anzi tutt&#039;altro, anche perché i dintorni immediati dell&#039;Urbe, per quanto pittoreschi, non godono di una grande rinomanza alpinisticamente parlando, e al massimo l&#039;escursionismo può fornire una specie di allenamento, di punto di passaggio agli ardimenti veri e propri dell&#039;alta montagna per coloro che hanno la possibilità fisica e finanziaria di affrontarli.&lt;br /&gt;
Le gite settimanali della «S.P.L.» si spingevano perciò generalmente verso paesi situati a una trentina di chilometri o anche meno dalle mura di Roma, località del resto ad un&#039;altitudine discreta, come lo sono i «castelli». Passeggiate pure e semplici, ossia uno dei più facili, dilettevoli ed economici sports concessi ai cittadini del medio ceto, d&#039;ambo i sessi, giovani, di mezza età, ed anche - perché no? - anzianotti, costretti a trascorrere nei giorni feriali tutte le ore migliori rinchiusi nei negozi, nelle aule scolastiche o negli uffici. È là appunto, ripeto, che erano dirette le gite della  Podistica Lazio collo scopo di far conoscere ai troppo urbanizzati romani più o meno «de Roma» strade, località storiche, paesi, panorami, usi e costumi, da essi e chi sa da quanti ignorati; cose tutte che valevano, valgono e varranno sempre la pena di muoversi, di uscire dalla cerchia della città romulea per affrontare il modesto cimento di qualche ora di marcia a piedi, sempre preferibile a quella lungo i... marciapiedi del Corso e di via Nazionale. &lt;br /&gt;
Ma non divaghiamo. Debbo limitarmi, con queste romanistiche note personali, a mettermi in viaggio... verso la rievocazione nostalgica di un tempo che fu; ed eccomi pronto col bagaglio dolcemente pesante delle mie memorie. A quante, di quelle «passeggiate» in comitiva, ho preso parte anch&#039;io tanti anni fa, assoggettandomi o meno al rituale imperativo gitaiuolo di «portare la colazione»? A parecchie; e in complesso si svolgevano così: nelle prime ore del mattino domenicale ci si adunava, ancor sonnacchiosi, nelle adiacenze, a seconda dei casi, della stazione Termini, o delle «Vicinali» o del « tram dei castelli», e versata la somma occorrente pel viaggio nelle mani di un segretario-cassiere, delegato per l&#039;acquisto dei biglietti, anzi del biglietto cumulativo, si prendeva posto in un vagone quasi sempre «riservato per comitive» e partivamo (non senza avere intonato prima il ritornello: Signor Capo facci partire lallèro lallà !), diretti, anche se in « omnibus», alla stazioncina da dove aveva inizio la gita pedibus calcantibus verso il paese, il Santuario, l&#039;Abbazia, insomma la mèta prestabilita. Saluti e strette di mano, presentazioni dei neofiti, rapido affiatamento generale con relativa formazione di gruppi, in relazione specialmente alle età, conversazioni e timido inizio di cori che poscia, al ritorno, prendevano consistenza canora più o meno melodica a seconda della qualità e quantità dei vinetti locali tracannati in qualche trattoria dai discreti divoratori di chilometri e di spaghetti «alla matriciana» dopo la conferenza-antipasto elargitaci dall&#039;illustratore dei luoghi visitati, a tal&#039;uopo gratuitamente... scritturato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Baldorie dunque? Spesso, ma non sempre; talora un po&#039; di stanchezza tarpava le ali all&#039;allegria chiassosa, allorquando per esempio si trattava di una buona «faticata» per raggiungere il cocuzzolo di qualche non lontana ma impervia montagna; come dire: lo Scalambra, il Gennaro, il Morra, il virgiliano Soratte, il Guadagnolo. Ciò avveniva di rado e con esiguo numero di partecipanti, le escursioni preferite dai quali (e specialmente dalle quali) erano quelle di minore importanza, sebbene panoramicamente poco interessanti. Oh, colli ameni del Tuscolo e laghi di Albano e di Nemi; oh, Velletri enologico; Saracinesco, patria di modelle e zampognari; scenografica Viterbo; ridente Palestrina col sovrastante Castel San Pietro; Cori, Ninfa e Norma; Capena (già Leprignano); Monteflavio, dalle saporose «fettuccine fatte in casa»; San Polo dei Cavalieri; Doganella, col laghetto e le odorose giunchiglie! E, più oltre, voi: Terracina col vicino Circeo; Abbazia di Casamari e di Montecassino, testè duramente provata dalla guerra; «Sacro Speco&amp;gt;&amp;gt; sopra Subiaco! Io non posso, non so elencarvi tutte, indimenticabili località più o meno laziali che anche oggi siete così vicine al mio cuore... e pur tanto lontane dalle mie gambe! Quante amene plaghe - che senza la «Lazio» forse mi sarebbero rimaste ignote - tornano alla mia mente col rimpianto di non poterle più rivedere, oltre che per il peso inesorabile degli anni, per la difficoltà di potermici recare e per il dolore di saperle contaminate dal terribile flagello della guerra! Ricordo - oh, se ricordo! - quell&#039;epoca (che mi fa riandare a ben venticinque anni or sono) e riveggo, coi molti luoghi attraversati fuggevolmente, persone buone e care, per la maggior parte ahimè sparite per sempre! &lt;br /&gt;
Dove siete ora, gentili signore e vezzose signorine, forti rappresentanti del sesso... debole, il cui sorriso e lo spirito allietavano le nostre rumorose brigate? Che n&#039;è di voi, baldi giovanotti pronti all&#039;arguzia rispettosa e al cavalleresco ausilio per le gitanti meno agguerrite, nei momenti difficili di un&#039;ascesa o durante i piccoli inconvenienti di un guado? Salute a voi ed auguri, adolescenti di allora che riempivate colle vostre grida gioiose le solitudini della campagna; e puranco voi, uomini maturi d&#039;un tempo ma ormai vecchi come me, provate forse il mio stesso rammarico al ricordo di tante belle ore passate insieme marciando in «fila indiana» lungo gli angusti sentieri che adducevano alla mèta prefissa e anelata dai vostri stomachi?&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tutto ciò è purtroppo relegato - per ciascuno di noi ex podisti che abbiamo oggi raggiunto una certa (oh, certissima) età - nel limbo delle rimembranze più care della nostra vita; tutto ci sembra un sogno, unico retaggio di un&#039;epoca felice, travolta dagli anni e dalle inesorabili vicende umane! Riassomma alla mia mente, fra gli altri, il simpatico Presidente della « Lazio» Comm. Fortunato Ballerini, infaticabile organizzatore e direttore delle gite - colla sua rauca ma non tartarea trombetta per il richiamo degli sbandati - individuo per il quale l&#039;esercizio  muscolare rappresentava la norma costante per mantenersi sani. Egli infatti, sino a pochi anni prima di spegnersi (è morto più che novantenne) non trascurò - oltre al podismo - tutti gli altri rami dello sport, compreso il nuoto; e ricordo in proposito le sue «traversate del Tevere» ad ogni primo d&#039;anno; come pure di lui era nota l&#039;avversione per tutte le bevande alcooliche ed il suo abituale pranzo durante le escursioni, composto quasi esclusivamente di ... patate crude, le quali - egli affermava - gli avevano fornito quella resistenza fisica che una volta lo misero in grado, a circa ottant&#039;anni, di rivaleggiare con un giovane alpinista, arrivando primo in vetta al Soratte salendo dal versante più ripido e scosceso. Né dimenticherò, infine, i contegnosi e pure affabili e pazienti «illustratori» che con tanto zelo disinteressato seguivano le nostre non sempre disciplinate comitive, fermandosi per erudirci intorno  a tutto ciò che s&#039;incontrava, degno d&#039;interesse, durante il percorso lungo le dissepolte Vie Consolari o in fondo a qualche ipogeo etrusco, e additandoci un castello medievale diruto sopra un&#039;altura o i vetusti avanzi di una tomba latina. Riveggo come fosse ora, fra i tanti professori: il Nispi-Landi (senior) del quale mi sembra ancora ascoltare, inorridendo, le iraconde diatribe contro qualche imperatore romano fra cui Nerone, forse suo ... nemico personale; l&#039;ampiobarbuto Giovanni Staderini, il biondo autodidatta Romolo Ducci, Filippo Tambroni, Umberto Leoni, Romolo Artioli e, non ultimo, il poeta conte Domenico Gnoli, cantore di un&#039;appassionata leggenda sul solitario castello di Galeria. Alcuni di questi benemeriti, eloquenti dispensatori di tesori storici ed archeologici, sono tuttora viventi ed altri, ahimé, scomparsi; l&#039;eco della loro voce si è spenta, ed oggi invano io ripeto il ritornello nostalgico della mia vecchia anima peripatetica: C&#039;era una volta la  S.P.L.» !. &lt;br /&gt;
Ora, per concludere meno malinconicamente questa mia già troppo prolissa favola... vissuta, permettetemi di narrare un piccolo episodio - dirò così «allegrotto» - riferentesi appunto ad una delle mie scorribande laziali di illo tempore. Uno degli illustratori che ho testè nominato, dopo una visita da noi fatta alla Villa Adriana, sotto Tivoli, volle aggiungere un codicillo patetico alla sua conferenza fermandosi davanti ad alcuni ruderi situati presso un ponticello, e alla chiusa della sua perorazione rivolse la parola al defunto imperatore da lui rievocato, domandandogli: «Ed ora dove sei tu? Perché non parli? Che cosa fai?». Ci fu un istante di silenzio, dopo il quale udimmo sorgere da sotto il manufatto una voce che timidamente rispose con una sola parola, anzi un nome che rievocò alla nostra mente il canto XXV dell&#039;Inferno là dove Dante parla del celebre ladrone «Che sotto il sasso di monte Aventino Di sangue fece spesse volte laco».&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
ALCESTE TRIONFI  - 1945 -&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Sezioni Polisportiva|E]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Tambroni_Filippo&amp;diff=528113</id>
		<title>Tambroni Filippo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Tambroni_Filippo&amp;diff=528113"/>
		<updated>2026-06-05T19:02:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio della [[S.S. Lazio Escursionismo|Lazio Escursionismo]]. Fa parte dell&#039;Associazione Archeologica Romana fin dalla sua nascita nel [[1902]], di cui diviene anche presidente. Entra nella Lazio per opera di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]]. Fece parte del prestigioso Gruppo dei Romanisti, un sodalizio di studiosi, accademici e artisti dediti alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della storia romana. È autore di &amp;quot;Questioncelle Falische&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:Mengarelli Escursionismo.jpeg|Socio della Lazio Escursionismo&lt;br /&gt;
File:Questfal.jpg|left|thumb|200px|Questioncelle Falische &lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Tambroni Filippo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Tambroni Filippo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Tambroni Filippo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=S.S._Lazio_Escursionismo&amp;diff=528112</id>
		<title>S.S. Lazio Escursionismo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=S.S._Lazio_Escursionismo&amp;diff=528112"/>
		<updated>2026-06-05T18:55:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|La lapide posta dalla SS Lazio in ricordo del Presidente Fortunato Ballerini, di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie sul Monte Soratte (RM)]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio1web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione ad Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 1]] &lt;br /&gt;
[[Image:Dintorni.jpg|thumb|left|200px|Una pubblicazione del 1951]] &lt;br /&gt;
[[Image:escurs59.jpg|thumb|left|200px|Un calendario delle uscite del 1959]] &lt;br /&gt;
[[Image:escursio76.jpg|thumb|200px|left|200px|Una pubblicazione del 1976]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio2web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione a Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 2]] &lt;br /&gt;
[[Image:Escursione_7marzo2010.jpg|thumb|left|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:Escursione_7marzo2010_2.jpg|thumb|right|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;u&amp;gt; &#039;&#039;&#039;S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039; &amp;lt;/u&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Presidente: Sig. Luciano Palaia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sede: Via Panisperna n. 255 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito Web: [http://www.escursionistilazio.it www.escursionistilazio.it]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Storia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;attività escursionistica fu praticata, insieme con il podismo, fin dai primi anni di vita della società. La prima immagine conosciuta della società Podistica Lazio, datata 16 maggio 1901, riguarda proprio un folto numero di soci guidati dal fondatore Luigi Bigiarelli, ritratto dinanzi alla tomba di Cecilia Metella nel corso di una passeggiata podistico-archeologica sull&#039;Appia Antica. Nel 1906, [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] istituì la Sezione Escursionismo, che ereditava e continuava l&#039;attività prima della Lazio, riallacciandosi quindi al podismo primogenito. Essa rimase per molti anni la Sezione principale. La prima gita inaugurale e ufficiale della Sezione ebbe luogo nel marzo 1906, guidata dallo stesso [[Ballerini Fortunato|Ballerini]]. La comitiva, partita a piedi da piazza del Popolo, arrivò al fiumicello Cremera, si tuffò nelle sue limpide acque, rievocando classicamente la memoria dei trecento Fabi sterminati in quel luogo dai Veienti, e le gesta di Camillo, il conquistatore e distruttore dell&#039;etrusca Veio.  Dopo la visita il gruppo di gitanti tornò sempre a piedi nella Capitale. L&#039;escursionismo laziale ha un carattere particolare. Esso ha per campo d&#039;azione una terra carica come nessun&#039;altra, di memorie, di arte, di leggende, di storia: in questo contesto la Lazio Escursionismo ha da sempre improntato la sua attività su di un piano non solamente fisico ma anche culturale. Le gite della Lazio sono state sempre di natura varia: da una visita alle terme di Caracalla a una gara di cinquanta chilometri, da una visita alle mura ciclopiche di Alatri a un&#039;ascensione al Gran Sasso. Impossibile calcolare il numero di gite, escursioni, ascensioni e conferenze effettuate nel correre dei decenni sempre in un clima di grande atmosfera spirituale che non ha mai comunque escluso momenti di allegria nel condividere  un  pranzo al sacco o una bella bicchierata.                                      &lt;br /&gt;
Prestigiosa è la lista dei Presidenti che hanno guidato la Sezione. Il primo fu [[Gnoli Domenico|Domenico Gnoli]], noto letterato e poeta, cui seguì uno dei più grandi archeologi italiani: [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]]. Lanciani fu anche il promotore della Associazione Archeologica Romana, un gruppo che si proponeva di divulgare le scoperte archeologiche al di fuori della stretta cerchia degli studiosi. Tra il 1908 e il 1910 la Lazio strinse una collaborazione con l&#039;associazione di Lanciani e molti soci e conferenzieri si unirono alla società biancoceleste. Negli stessi anni, la nostra sezione lavorò a stretto contatto anche con l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri, un sodalizio nato con l&#039;intento di migliorare i servizi offerti ai turisti giunti nel Bel Paese. Nel 1910, il presidente onorario della Lazio [[Boselli Paolo|Paolo Boselli]] tenne un celeberrimo discorso alla sezione escursionistica del movimento. Sia l&#039;Associazione Archeologica Romana che l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri avevano per simbolo un&#039;aquila. &amp;lt;br&amp;gt; Tra i presidenti della sezione Escursionismo, ricordiamo anche il professor [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]], illustre storico dell&#039;arte e preside della facoltà di Architettura, [[Montecchi Leo|Leo Montecchi]], garbato scrittore e oratore, [[Berni Ilio|Ilio Berni]], illustratore dotto e arguto conferenziere, [[Villa Oreste|Oreste Villa]], [[Mazzocchi Domenico|Domenico Mazzocchi]], [[Pagani Alfredo|Alfredo Pagani]] e [[Grossi Luigi|Luigi Grossi]] che fu lungamente attivo negli anni del Fascismo che nell&#039;autunno del [[1926]] aveva costretto la sezione a passare sotto l&#039;egida dell&#039;OND (Opera nazionale Dopolavoro) entrando così nell&#039;orbita delle cosiddette &amp;quot;attività ricreative&amp;quot; e sotto il controllo delle autorità politiche. Alla caduta del regime e con la fine della guerra fu [[Bagnoli Ferdinando|Ferdinando Bagnoli]] ha rilanciare con grande passione le sorti della Lazio Escursionismo che trovò  poi nel Professor [[Maffei Aldo|Aldo Maffei]] una guida illuminata dal [[1950]] e per oltre un quarto di secolo. Seguì poi la presidenza di Silvio Valenti. Negli anni Duemila s&#039;iscrive il nome di Palmira Zappi sino all&#039;attuale numero uno Luciano Palaia.&lt;br /&gt;
Altrettanto prestigiosa, ma molto più lunga è la lista dei direttori, illustratori e conferenzieri della ultracentenaria storia della sezione. Tra questi si devono ricordare: [[Marucchi Orazio|Orazio Marucchi]], [[Scaccia Camillo|Camillo Scaccia]], [[Orano Nella|Nella Orano]], [[Aquilanti Francesco (Filosofo)|Francesco Aquilanti]], Umberto Leoni, Giovanni Staderini, Filippo Tambroni, [[Ronconi Guglielmina|Guglielmina Ronconi]], Angiolo Pasqui, Ciro Nispi Landi, [[Coltellacci Pompeo|Pompeo Coltellacci]],  Romolo Ducci, Ugo Fleres, [[Oddone Emilio|Emilio Oddone]], Romolo Artioli, Augusto Albizzi, Guido Garofolini, Rocchi, Luigi Palazzo, Pasquinelli, Sabatini, Roberto Paribeni, [[Mengarelli Raniero|Raniero Mengarelli]], [[Stara Tedde Giorgio|Giorgio Stara Tedde]], [[Tonelli Alberto|Alberto Tonelli]], Del Pinto, Clerici, Picarelli, Zacchi, De Bartolomeis, [[Dogliani Sebastiano|Dogliani]] e tanti altri ancora. Socio della Lazio Escursionismo è stato anche il [[Piola Caselli Giovanni|Conte Giovanni Piola Caselli]], padre del forte atleta biancoceleste [[Piola Caselli Vittorio|Vittorio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Attività&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni venerdì dalle ore 17:00 alle ore 18:30 (telefonare per conferme) gli iscritti si riuniscono in Roma - via Panisperna n° 255 presso l&#039;Istituto Tecnico del Turismo &amp;quot;Cristoforo Colombo&amp;quot;, per la prenotazione e la decisione dell&#039;escursione domenicale successiva. Le attività sono aperte a persone di qualsiasi età. Vincono tutti i partecipanti che terminano il percorso. Si cammina insieme su percorsi naturalistici con dislivelli da 100 m fino a 1500 per i più esperti. L&#039;associazione sportiva riserva la medaglia d&#039;oro ai soci che superano i cento anni di età, la medaglia d&#039;argento a coloro che superano i 90 anni e quella di bronzo a coloro che superano gli 80 anni. Per partecipare alle gite è necessaria una minima ma indispensabile attrezzatura che comprende scarpe comode da montagna, zaino con mantella per la pioggia, maglioni di lana, borraccia per l&#039;acqua (con un po&#039; di vino buono è meglio) e due bastoncini per i più anziani. Per le passeggiate si formano due gruppi, uno formato da principianti o persone più facilmente affaticabili, l&#039;altro per i più esperti e atleticamente preparati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Curiosità&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i suoi tesserati nel corso degli anni l&#039;associazione ha visto numerose personalità importanti. Su tutte spicca il futuro Re d&#039;Italia, [[Umberto II]] in versione Scout.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Stagioni Sportive&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1901|1901]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1906|1906]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1907|1907]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1908|1908]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1909|1909]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1910|1910]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1911|1911]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1912|1912]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1913|1913]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1917|1917]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1918|1918]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1921|1921]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1922|1922]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1923|1923]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1927|1927]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1940|1940]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1950|1950]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1968|1968]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il bollettino della S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito pubblichiamo notiziario della S.S. Lazio Escursionismo contenente il bollettino delle escursioni previste e le informazioni relative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ottenere una visualizzazione ottimale del testo ivi contenuto, cliccare sulla foto desiderata e successivamente sulla voce &amp;quot;Versione ad alta risoluzione&amp;quot; posta immediatamente sotto l&#039;immagine che si aprirà. Facendo inoltre click sull&#039;immagine così ottenuta, si avrà un ingrandimento ottimale della stessa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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{| align=center width=70% cellpadding=15 cellspacing=5 style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr mag 2015 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Maggio 2015 pag. 1]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr mag 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Maggio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
LazioWiki pubblica un vivido ricordo del clima che si respirava nel [[1920]] intorno alle attività della Sezione. Ne è autore il socio [[Trionfi Alceste|Alceste Trionfi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;NOSTALGIE ... PEDESTRI&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
C&#039;era una volta la « S.P.L. » ... «S.P.L.? Una sigla», sissignori; ma intendiamoci: non una delle tante, troppe e misteriose sigle che da parecchio tempo troviamo sparse a profusione negli articoli dei giornali, costringendoci a torturare il nostro cervello per sapere· quel che diamine vogliono significare, bensì una vecchia breve sigla, incisa in un dischetto di metallo inserito in una piccola coccarda (pagata la folle somma di... dieci centesimi) che io ostentavo all&#039;occhiello di una mia giacca di fustagno in alcune domeniche di primavera e d&#039;autunno durante il primo ventennio di questo secolo. Un «distintivo» dunque? Precisamente, ma che non aveva il discutibile pregio di camuffare, con sintetica... oscurità alfabetica o sillabica, indirizzi politici, gruppi sportivi, ditte commerciali, istituti annonari ecc. ecc.; «S.P.L.» invece significava semplicemente «Società Podistica Lazio». Essa aveva lo scopo di effettuare - programmate in tempo per mezzo dei quotidiani di Roma - gite domenicali libere a tutti i dilettanti del podismo ed offerte a chiunque fosse desideroso di passare in gaia spensieratezza una giornata festiva all&#039;aria aperta delle campagne laziali et ultra. Non si trattava già di fare dell&#039;alpinismo; anzi tutt&#039;altro, anche perché i dintorni immediati dell&#039;Urbe, per quanto pittoreschi, non godono di una grande rinomanza alpinisticamente parlando, e al massimo l&#039;escursionismo può fornire una specie di allenamento, di punto di passaggio agli ardimenti veri e propri dell&#039;alta montagna per coloro che hanno la possibilità fisica e finanziaria di affrontarli.&lt;br /&gt;
Le gite settimanali della «S.P.L.» si spingevano perciò generalmente verso paesi situati a una trentina di chilometri o anche meno dalle mura di Roma, località del resto ad un&#039;altitudine discreta, come lo sono i «castelli». Passeggiate pure e semplici, ossia uno dei più facili, dilettevoli ed economici sports concessi ai cittadini del medio ceto, d&#039;ambo i sessi, giovani, di mezza età, ed anche - perché no? - anzianotti, costretti a trascorrere nei giorni feriali tutte le ore migliori rinchiusi nei negozi, nelle aule scolastiche o negli uffici. È là appunto, ripeto, che erano dirette le gite della  Podistica Lazio collo scopo di far conoscere ai troppo urbanizzati romani più o meno «de Roma» strade, località storiche, paesi, panorami, usi e costumi, da essi e chi sa da quanti ignorati; cose tutte che valevano, valgono e varranno sempre la pena di muoversi, di uscire dalla cerchia della città romulea per affrontare il modesto cimento di qualche ora di marcia a piedi, sempre preferibile a quella lungo i... marciapiedi del Corso e di via Nazionale. &lt;br /&gt;
Ma non divaghiamo. Debbo limitarmi, con queste romanistiche note personali, a mettermi in viaggio... verso la rievocazione nostalgica di un tempo che fu; ed eccomi pronto col bagaglio dolcemente pesante delle mie memorie. A quante, di quelle «passeggiate» in comitiva, ho preso parte anch&#039;io tanti anni fa, assoggettandomi o meno al rituale imperativo gitaiuolo di «portare la colazione»? A parecchie; e in complesso si svolgevano così: nelle prime ore del mattino domenicale ci si adunava, ancor sonnacchiosi, nelle adiacenze, a seconda dei casi, della stazione Termini, o delle «Vicinali» o del « tram dei castelli», e versata la somma occorrente pel viaggio nelle mani di un segretario-cassiere, delegato per l&#039;acquisto dei biglietti, anzi del biglietto cumulativo, si prendeva posto in un vagone quasi sempre «riservato per comitive» e partivamo (non senza avere intonato prima il ritornello: Signor Capo facci partire lallèro lallà !), diretti, anche se in « omnibus», alla stazioncina da dove aveva inizio la gita pedibus calcantibus verso il paese, il Santuario, l&#039;Abbazia, insomma la mèta prestabilita. Saluti e strette di mano, presentazioni dei neofiti, rapido affiatamento generale con relativa formazione di gruppi, in relazione specialmente alle età, conversazioni e timido inizio di cori che poscia, al ritorno, prendevano consistenza canora più o meno melodica a seconda della qualità e quantità dei vinetti locali tracannati in qualche trattoria dai discreti divoratori di chilometri e di spaghetti «alla matriciana» dopo la conferenza-antipasto elargitaci dall&#039;illustratore dei luoghi visitati, a tal&#039;uopo gratuitamente... scritturato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Baldorie dunque? Spesso, ma non sempre; talora un po&#039; di stanchezza tarpava le ali all&#039;allegria chiassosa, allorquando per esempio si trattava di una buona «faticata» per raggiungere il cocuzzolo di qualche non lontana ma impervia montagna; come dire: lo Scalambra, il Gennaro, il Morra, il virgiliano Soratte, il Guadagnolo. Ciò avveniva di rado e con esiguo numero di partecipanti, le escursioni preferite dai quali (e specialmente dalle quali) erano quelle di minore importanza, sebbene panoramicamente poco interessanti. Oh, colli ameni del Tuscolo e laghi di Albano e di Nemi; oh, Velletri enologico; Saracinesco, patria di modelle e zampognari; scenografica Viterbo; ridente Palestrina col sovrastante Castel San Pietro; Cori, Ninfa e Norma; Capena (già Leprignano); Monteflavio, dalle saporose «fettuccine fatte in casa»; San Polo dei Cavalieri; Doganella, col laghetto e le odorose giunchiglie! E, più oltre, voi: Terracina col vicino Circeo; Abbazia di Casamari e di Montecassino, testè duramente provata dalla guerra; «Sacro Speco&amp;gt;&amp;gt; sopra Subiaco! Io non posso, non so elencarvi tutte, indimenticabili località più o meno laziali che anche oggi siete così vicine al mio cuore... e pur tanto lontane dalle mie gambe! Quante amene plaghe - che senza la «Lazio» forse mi sarebbero rimaste ignote - tornano alla mia mente col rimpianto di non poterle più rivedere, oltre che per il peso inesorabile degli anni, per la difficoltà di potermici recare e per il dolore di saperle contaminate dal terribile flagello della guerra! Ricordo - oh, se ricordo! - quell&#039;epoca (che mi fa riandare a ben venticinque anni or sono) e riveggo, coi molti luoghi attraversati fuggevolmente, persone buone e care, per la maggior parte ahimè sparite per sempre! &lt;br /&gt;
Dove siete ora, gentili signore e vezzose signorine, forti rappresentanti del sesso... debole, il cui sorriso e lo spirito allietavano le nostre rumorose brigate? Che n&#039;è di voi, baldi giovanotti pronti all&#039;arguzia rispettosa e al cavalleresco ausilio per le gitanti meno agguerrite, nei momenti difficili di un&#039;ascesa o durante i piccoli inconvenienti di un guado? Salute a voi ed auguri, adolescenti di allora che riempivate colle vostre grida gioiose le solitudini della campagna; e puranco voi, uomini maturi d&#039;un tempo ma ormai vecchi come me, provate forse il mio stesso rammarico al ricordo di tante belle ore passate insieme marciando in «fila indiana» lungo gli angusti sentieri che adducevano alla mèta prefissa e anelata dai vostri stomachi?&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tutto ciò è purtroppo relegato - per ciascuno di noi ex podisti che abbiamo oggi raggiunto una certa (oh, certissima) età - nel limbo delle rimembranze più care della nostra vita; tutto ci sembra un sogno, unico retaggio di un&#039;epoca felice, travolta dagli anni e dalle inesorabili vicende umane! Riassomma alla mia mente, fra gli altri, il simpatico Presidente della « Lazio» Comm. Fortunato Ballerini, infaticabile organizzatore e direttore delle gite - colla sua rauca ma non tartarea trombetta per il richiamo degli sbandati - individuo per il quale l&#039;esercizio  muscolare rappresentava la norma costante per mantenersi sani. Egli infatti, sino a pochi anni prima di spegnersi (è morto più che novantenne) non trascurò - oltre al podismo - tutti gli altri rami dello sport, compreso il nuoto; e ricordo in proposito le sue «traversate del Tevere» ad ogni primo d&#039;anno; come pure di lui era nota l&#039;avversione per tutte le bevande alcooliche ed il suo abituale pranzo durante le escursioni, composto quasi esclusivamente di ... patate crude, le quali - egli affermava - gli avevano fornito quella resistenza fisica che una volta lo misero in grado, a circa ottant&#039;anni, di rivaleggiare con un giovane alpinista, arrivando primo in vetta al Soratte salendo dal versante più ripido e scosceso. Né dimenticherò, infine, i contegnosi e pure affabili e pazienti «illustratori» che con tanto zelo disinteressato seguivano le nostre non sempre disciplinate comitive, fermandosi per erudirci intorno  a tutto ciò che s&#039;incontrava, degno d&#039;interesse, durante il percorso lungo le dissepolte Vie Consolari o in fondo a qualche ipogeo etrusco, e additandoci un castello medievale diruto sopra un&#039;altura o i vetusti avanzi di una tomba latina. Riveggo come fosse ora, fra i tanti professori: il Nispi-Landi (senior) del quale mi sembra ancora ascoltare, inorridendo, le iraconde diatribe contro qualche imperatore romano fra cui Nerone, forse suo ... nemico personale; l&#039;ampiobarbuto Giovanni Staderini, il biondo autodidatta Romolo Ducci, Filippo Tambroni, Umberto Leoni, Romolo Artioli e, non ultimo, il poeta conte Domenico Gnoli, cantore di un&#039;appassionata leggenda sul solitario castello di Galeria. Alcuni di questi benemeriti, eloquenti dispensatori di tesori storici ed archeologici, sono tuttora viventi ed altri, ahimé, scomparsi; l&#039;eco della loro voce si è spenta, ed oggi invano io ripeto il ritornello nostalgico della mia vecchia anima peripatetica: C&#039;era una volta la  S.P.L.» !. &lt;br /&gt;
Ora, per concludere meno malinconicamente questa mia già troppo prolissa favola... vissuta, permettetemi di narrare un piccolo episodio - dirò così «allegrotto» - riferentesi appunto ad una delle mie scorribande laziali di illo tempore. Uno degli illustratori che ho testè nominato, dopo una visita da noi fatta alla Villa Adriana, sotto Tivoli, volle aggiungere un codicillo patetico alla sua conferenza fermandosi davanti ad alcuni ruderi situati presso un ponticello, e alla chiusa della sua perorazione rivolse la parola al defunto imperatore da lui rievocato, domandandogli: «Ed ora dove sei tu? Perché non parli? Che cosa fai?». Ci fu un istante di silenzio, dopo il quale udimmo sorgere da sotto il manufatto una voce che timidamente rispose con una sola parola, anzi un nome che rievocò alla nostra mente il canto XXV dell&#039;Inferno là dove Dante parla del celebre ladrone «Che sotto il sasso di monte Aventino Di sangue fece spesse volte laco».&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
ALCESTE TRIONFI  - 1945 -&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Sezioni Polisportiva|E]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=S.S._Lazio_Escursionismo&amp;diff=528111</id>
		<title>S.S. Lazio Escursionismo</title>
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		<updated>2026-06-05T18:54:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:Ballerini_Soratte.jpg|thumb|left|200px|La lapide posta dalla SS Lazio in ricordo del Presidente Fortunato Ballerini, di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie sul Monte Soratte (RM)]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio1web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione ad Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 1]] &lt;br /&gt;
[[Image:Dintorni.jpg|thumb|left|200px|Una pubblicazione del 1951]] &lt;br /&gt;
[[Image:escurs59.jpg|thumb|left|200px|Un calendario delle uscite del 1959]] &lt;br /&gt;
[[Image:escursio76.jpg|thumb|200px|left|200px|Una pubblicazione del 1976]]&lt;br /&gt;
[[Image:Podistica_lazio2web.jpg|thumb|right|200px|L&#039;erezione a Ente Morale della &amp;quot;Podistica Lazio&amp;quot;, firmato da Vittorio Emanuele III pag. 2]] &lt;br /&gt;
[[Image:Escursione_7marzo2010.jpg|thumb|left|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]] &lt;br /&gt;
[[Immagine:Escursione_7marzo2010_2.jpg|thumb|right|200px|Escursione sui monti della Tolfa (07/03/2010)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;u&amp;gt; &#039;&#039;&#039;S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039; &amp;lt;/u&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Presidente: Sig. Luciano Palaia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sede: Via Panisperna n. 255 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sito Web: [http://www.escursionistilazio.it www.escursionistilazio.it]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Storia&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;attività escursionistica fu praticata, insieme con il podismo, fin dai primi anni di vita della società. La prima immagine conosciuta della società Podistica Lazio, datata 16 maggio 1901, riguarda proprio un folto numero di soci guidati dal fondatore Luigi Bigiarelli, ritratto dinanzi alla tomba di Cecilia Metella nel corso di una passeggiata podistico-archeologica sull&#039;Appia Antica. Nel 1906, [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]] istituì la Sezione Escursionismo, che ereditava e continuava l&#039;attività prima della Lazio, riallacciandosi quindi al podismo primogenito. Essa rimase per molti anni la Sezione principale. La prima gita inaugurale e ufficiale della Sezione ebbe luogo nel marzo 1906, guidata dallo stesso [[Ballerini Fortunato|Ballerini]]. La comitiva, partita a piedi da piazza del Popolo, arrivò al fiumicello Cremera, si tuffò nelle sue limpide acque, rievocando classicamente la memoria dei trecento Fabi sterminati in quel luogo dai Veienti, e le gesta di Camillo, il conquistatore e distruttore dell&#039;etrusca Veio.  Dopo la visita il gruppo di gitanti tornò sempre a piedi nella Capitale. L&#039;escursionismo laziale ha un carattere particolare. Esso ha per campo d&#039;azione una terra carica come nessun&#039;altra, di memorie, di arte, di leggende, di storia: in questo contesto la Lazio Escursionismo ha da sempre improntato la sua attività su di un piano non solamente fisico ma anche culturale. Le gite della Lazio sono state sempre di natura varia: da una visita alle terme di Caracalla a una gara di cinquanta chilometri, da una visita alle mura ciclopiche di Alatri a un&#039;ascensione al Gran Sasso. Impossibile calcolare il numero di gite, escursioni, ascensioni e conferenze effettuate nel correre dei decenni sempre in un clima di grande atmosfera spirituale che non ha mai comunque escluso momenti di allegria nel condividere  un  pranzo al sacco o una bella bicchierata.                                      &lt;br /&gt;
Prestigiosa è la lista dei Presidenti che hanno guidato la Sezione. Il primo fu [[Gnoli Domenico|Domenico Gnoli]], noto letterato e poeta, cui seguì uno dei più grandi archeologi italiani: [[Lanciani Rodolfo|Rodolfo Lanciani]]. Lanciani fu anche il promotore della Associazione Archeologica Romana, un gruppo che si proponeva di divulgare le scoperte archeologiche al di fuori della stretta cerchia degli studiosi. Tra il 1908 e il 1910 la Lazio strinse una collaborazione con l&#039;associazione di Lanciani e molti soci e conferenzieri si unirono alla società biancoceleste. Negli stessi anni, la nostra sezione lavorò a stretto contatto anche con l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri, un sodalizio nato con l&#039;intento di migliorare i servizi offerti ai turisti giunti nel Bel Paese. Nel 1910, il presidente onorario della Lazio [[Boselli Paolo|Paolo Boselli]] tenne un celeberrimo discorso alla sezione escursionistica del movimento. Sia l&#039;Associazione Archeologica Romana che l&#039;Associazione Nazionale Movimento dei Forestieri avevano per simbolo un&#039;aquila. &amp;lt;br&amp;gt; Tra i presidenti della sezione Escursionismo, ricordiamo anche il professor [[Giovannoni Gustavo|Gustavo Giovannoni]], illustre storico dell&#039;arte e preside della facoltà di Architettura, [[Montecchi Leo|Leo Montecchi]], garbato scrittore e oratore, [[Berni Ilio|Ilio Berni]], illustratore dotto e arguto conferenziere, [[Villa Oreste|Oreste Villa]], [[Mazzocchi Domenico|Domenico Mazzocchi]], [[Pagani Alfredo|Alfredo Pagani]] e [[Grossi Luigi|Luigi Grossi]] che fu lungamente attivo negli anni del Fascismo che nell&#039;autunno del [[1926]] aveva costretto la sezione a passare sotto l&#039;egida dell&#039;OND (Opera nazionale Dopolavoro) entrando così nell&#039;orbita delle cosiddette &amp;quot;attività ricreative&amp;quot; e sotto il controllo delle autorità politiche. Alla caduta del regime e con la fine della guerra fu [[Bagnoli Ferdinando|Ferdinando Bagnoli]] ha rilanciare con grande passione le sorti della Lazio Escursionismo che trovò  poi nel Professor [[Maffei Aldo|Aldo Maffei]] una guida illuminata dal [[1950]] e per oltre un quarto di secolo. Seguì poi la presidenza di Silvio Valenti. Negli anni Duemila s&#039;iscrive il nome di Palmira Zappi sino all&#039;attuale numero uno Luciano Palaia.&lt;br /&gt;
Altrettanto prestigiosa, ma molto più lunga è la lista dei direttori, illustratori e conferenzieri della ultracentenaria storia della sezione. Tra questi si devono ricordare: [[Marucchi Orazio|Orazio Marucchi]], [[Scaccia Camillo|Camillo Scaccia]], [[Orano Nella|Nella Orano]], [[Aquilanti Francesco (Filosofo)|Francesco Aquilanti]], Umberto Leoni, Giovanni Staderini, Filippo Tambroni, [[Ronconi Guglielmina|Guglielmina Ronconi]], Angiolo Pasqui, Ciro Nispi Landi, [[Coltellacci Pompeo|Pompeo Coltellacci]],  Romolo Ducci, Ugo Fleres, [[Oddone Emilio|Emilio Oddone]], Romolo Artioli, Augusto Albizzi, Guido Garofolini, Rocchi, Luigi Palazzo, Pasquinelli, Sabatini, Roberto Paribeni, [[Mengarelli Raniero|Raniero Mengarelli]], [[Stara Tedde Giorgio|Giorgio Stara Tedde]], [[Tonelli Alberto|Alberto Tonelli]] Del Pinto, Clerici, Picarelli, Zacchi, De Bartolomeis, [[Dogliani Sebastiano|Dogliani]] e tanti altri ancora. Socio della Lazio Escursionismo è stato anche il [[Piola Caselli Giovanni|Conte Giovanni Piola Caselli]], padre del forte atleta biancoceleste [[Piola Caselli Vittorio|Vittorio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Attività&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni venerdì dalle ore 17:00 alle ore 18:30 (telefonare per conferme) gli iscritti si riuniscono in Roma - via Panisperna n° 255 presso l&#039;Istituto Tecnico del Turismo &amp;quot;Cristoforo Colombo&amp;quot;, per la prenotazione e la decisione dell&#039;escursione domenicale successiva. Le attività sono aperte a persone di qualsiasi età. Vincono tutti i partecipanti che terminano il percorso. Si cammina insieme su percorsi naturalistici con dislivelli da 100 m fino a 1500 per i più esperti. L&#039;associazione sportiva riserva la medaglia d&#039;oro ai soci che superano i cento anni di età, la medaglia d&#039;argento a coloro che superano i 90 anni e quella di bronzo a coloro che superano gli 80 anni. Per partecipare alle gite è necessaria una minima ma indispensabile attrezzatura che comprende scarpe comode da montagna, zaino con mantella per la pioggia, maglioni di lana, borraccia per l&#039;acqua (con un po&#039; di vino buono è meglio) e due bastoncini per i più anziani. Per le passeggiate si formano due gruppi, uno formato da principianti o persone più facilmente affaticabili, l&#039;altro per i più esperti e atleticamente preparati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Curiosità&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i suoi tesserati nel corso degli anni l&#039;associazione ha visto numerose personalità importanti. Su tutte spicca il futuro Re d&#039;Italia, [[Umberto II]] in versione Scout.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Stagioni Sportive&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1901|1901]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1906|1906]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1907|1907]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1908|1908]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1909|1909]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1910|1910]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1911|1911]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1912|1912]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1913|1913]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1917|1917]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1918|1918]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1921|1921]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1922|1922]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1923|1923]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo  1927|1927]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1940|1940]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo 1950|1950]]&lt;br /&gt;
* [[Escursionismo - 1968|1968]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il bollettino della S.S. Lazio Escursionismo&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito pubblichiamo notiziario della S.S. Lazio Escursionismo contenente il bollettino delle escursioni previste e le informazioni relative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ottenere una visualizzazione ottimale del testo ivi contenuto, cliccare sulla foto desiderata e successivamente sulla voce &amp;quot;Versione ad alta risoluzione&amp;quot; posta immediatamente sotto l&#039;immagine che si aprirà. Facendo inoltre click sull&#039;immagine così ottenuta, si avrà un ingrandimento ottimale della stessa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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{| align=center width=70% cellpadding=15 cellspacing=5 style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot;&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo apr giu 2014 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Aprile/Giugno 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 1.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 1]]&lt;br /&gt;
| [[Immagine:Bollettino Escursionismo ott nov 2014 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Ottobre/Novembre 2014 pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo dic gen 2015 pagina 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Dicembre/Gennaio 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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| [[Immagine:Bollettino Escursionismo feb mar 2015 pag 2.jpg|thumb|center|300px|Il Bollettino di Febbraio/Marzo 2015  pag. 2]]&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LazioWiki pubblica un vivido ricordo del clima che si respirava nel [[1920]] intorno alle attività della Sezione. Ne è autore il socio [[Trionfi Alceste|Alceste Trionfi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;NOSTALGIE ... PEDESTRI&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
C&#039;era una volta la « S.P.L. » ... «S.P.L.? Una sigla», sissignori; ma intendiamoci: non una delle tante, troppe e misteriose sigle che da parecchio tempo troviamo sparse a profusione negli articoli dei giornali, costringendoci a torturare il nostro cervello per sapere· quel che diamine vogliono significare, bensì una vecchia breve sigla, incisa in un dischetto di metallo inserito in una piccola coccarda (pagata la folle somma di... dieci centesimi) che io ostentavo all&#039;occhiello di una mia giacca di fustagno in alcune domeniche di primavera e d&#039;autunno durante il primo ventennio di questo secolo. Un «distintivo» dunque? Precisamente, ma che non aveva il discutibile pregio di camuffare, con sintetica... oscurità alfabetica o sillabica, indirizzi politici, gruppi sportivi, ditte commerciali, istituti annonari ecc. ecc.; «S.P.L.» invece significava semplicemente «Società Podistica Lazio». Essa aveva lo scopo di effettuare - programmate in tempo per mezzo dei quotidiani di Roma - gite domenicali libere a tutti i dilettanti del podismo ed offerte a chiunque fosse desideroso di passare in gaia spensieratezza una giornata festiva all&#039;aria aperta delle campagne laziali et ultra. Non si trattava già di fare dell&#039;alpinismo; anzi tutt&#039;altro, anche perché i dintorni immediati dell&#039;Urbe, per quanto pittoreschi, non godono di una grande rinomanza alpinisticamente parlando, e al massimo l&#039;escursionismo può fornire una specie di allenamento, di punto di passaggio agli ardimenti veri e propri dell&#039;alta montagna per coloro che hanno la possibilità fisica e finanziaria di affrontarli.&lt;br /&gt;
Le gite settimanali della «S.P.L.» si spingevano perciò generalmente verso paesi situati a una trentina di chilometri o anche meno dalle mura di Roma, località del resto ad un&#039;altitudine discreta, come lo sono i «castelli». Passeggiate pure e semplici, ossia uno dei più facili, dilettevoli ed economici sports concessi ai cittadini del medio ceto, d&#039;ambo i sessi, giovani, di mezza età, ed anche - perché no? - anzianotti, costretti a trascorrere nei giorni feriali tutte le ore migliori rinchiusi nei negozi, nelle aule scolastiche o negli uffici. È là appunto, ripeto, che erano dirette le gite della  Podistica Lazio collo scopo di far conoscere ai troppo urbanizzati romani più o meno «de Roma» strade, località storiche, paesi, panorami, usi e costumi, da essi e chi sa da quanti ignorati; cose tutte che valevano, valgono e varranno sempre la pena di muoversi, di uscire dalla cerchia della città romulea per affrontare il modesto cimento di qualche ora di marcia a piedi, sempre preferibile a quella lungo i... marciapiedi del Corso e di via Nazionale. &lt;br /&gt;
Ma non divaghiamo. Debbo limitarmi, con queste romanistiche note personali, a mettermi in viaggio... verso la rievocazione nostalgica di un tempo che fu; ed eccomi pronto col bagaglio dolcemente pesante delle mie memorie. A quante, di quelle «passeggiate» in comitiva, ho preso parte anch&#039;io tanti anni fa, assoggettandomi o meno al rituale imperativo gitaiuolo di «portare la colazione»? A parecchie; e in complesso si svolgevano così: nelle prime ore del mattino domenicale ci si adunava, ancor sonnacchiosi, nelle adiacenze, a seconda dei casi, della stazione Termini, o delle «Vicinali» o del « tram dei castelli», e versata la somma occorrente pel viaggio nelle mani di un segretario-cassiere, delegato per l&#039;acquisto dei biglietti, anzi del biglietto cumulativo, si prendeva posto in un vagone quasi sempre «riservato per comitive» e partivamo (non senza avere intonato prima il ritornello: Signor Capo facci partire lallèro lallà !), diretti, anche se in « omnibus», alla stazioncina da dove aveva inizio la gita pedibus calcantibus verso il paese, il Santuario, l&#039;Abbazia, insomma la mèta prestabilita. Saluti e strette di mano, presentazioni dei neofiti, rapido affiatamento generale con relativa formazione di gruppi, in relazione specialmente alle età, conversazioni e timido inizio di cori che poscia, al ritorno, prendevano consistenza canora più o meno melodica a seconda della qualità e quantità dei vinetti locali tracannati in qualche trattoria dai discreti divoratori di chilometri e di spaghetti «alla matriciana» dopo la conferenza-antipasto elargitaci dall&#039;illustratore dei luoghi visitati, a tal&#039;uopo gratuitamente... scritturato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Baldorie dunque? Spesso, ma non sempre; talora un po&#039; di stanchezza tarpava le ali all&#039;allegria chiassosa, allorquando per esempio si trattava di una buona «faticata» per raggiungere il cocuzzolo di qualche non lontana ma impervia montagna; come dire: lo Scalambra, il Gennaro, il Morra, il virgiliano Soratte, il Guadagnolo. Ciò avveniva di rado e con esiguo numero di partecipanti, le escursioni preferite dai quali (e specialmente dalle quali) erano quelle di minore importanza, sebbene panoramicamente poco interessanti. Oh, colli ameni del Tuscolo e laghi di Albano e di Nemi; oh, Velletri enologico; Saracinesco, patria di modelle e zampognari; scenografica Viterbo; ridente Palestrina col sovrastante Castel San Pietro; Cori, Ninfa e Norma; Capena (già Leprignano); Monteflavio, dalle saporose «fettuccine fatte in casa»; San Polo dei Cavalieri; Doganella, col laghetto e le odorose giunchiglie! E, più oltre, voi: Terracina col vicino Circeo; Abbazia di Casamari e di Montecassino, testè duramente provata dalla guerra; «Sacro Speco&amp;gt;&amp;gt; sopra Subiaco! Io non posso, non so elencarvi tutte, indimenticabili località più o meno laziali che anche oggi siete così vicine al mio cuore... e pur tanto lontane dalle mie gambe! Quante amene plaghe - che senza la «Lazio» forse mi sarebbero rimaste ignote - tornano alla mia mente col rimpianto di non poterle più rivedere, oltre che per il peso inesorabile degli anni, per la difficoltà di potermici recare e per il dolore di saperle contaminate dal terribile flagello della guerra! Ricordo - oh, se ricordo! - quell&#039;epoca (che mi fa riandare a ben venticinque anni or sono) e riveggo, coi molti luoghi attraversati fuggevolmente, persone buone e care, per la maggior parte ahimè sparite per sempre! &lt;br /&gt;
Dove siete ora, gentili signore e vezzose signorine, forti rappresentanti del sesso... debole, il cui sorriso e lo spirito allietavano le nostre rumorose brigate? Che n&#039;è di voi, baldi giovanotti pronti all&#039;arguzia rispettosa e al cavalleresco ausilio per le gitanti meno agguerrite, nei momenti difficili di un&#039;ascesa o durante i piccoli inconvenienti di un guado? Salute a voi ed auguri, adolescenti di allora che riempivate colle vostre grida gioiose le solitudini della campagna; e puranco voi, uomini maturi d&#039;un tempo ma ormai vecchi come me, provate forse il mio stesso rammarico al ricordo di tante belle ore passate insieme marciando in «fila indiana» lungo gli angusti sentieri che adducevano alla mèta prefissa e anelata dai vostri stomachi?&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tutto ciò è purtroppo relegato - per ciascuno di noi ex podisti che abbiamo oggi raggiunto una certa (oh, certissima) età - nel limbo delle rimembranze più care della nostra vita; tutto ci sembra un sogno, unico retaggio di un&#039;epoca felice, travolta dagli anni e dalle inesorabili vicende umane! Riassomma alla mia mente, fra gli altri, il simpatico Presidente della « Lazio» Comm. Fortunato Ballerini, infaticabile organizzatore e direttore delle gite - colla sua rauca ma non tartarea trombetta per il richiamo degli sbandati - individuo per il quale l&#039;esercizio  muscolare rappresentava la norma costante per mantenersi sani. Egli infatti, sino a pochi anni prima di spegnersi (è morto più che novantenne) non trascurò - oltre al podismo - tutti gli altri rami dello sport, compreso il nuoto; e ricordo in proposito le sue «traversate del Tevere» ad ogni primo d&#039;anno; come pure di lui era nota l&#039;avversione per tutte le bevande alcooliche ed il suo abituale pranzo durante le escursioni, composto quasi esclusivamente di ... patate crude, le quali - egli affermava - gli avevano fornito quella resistenza fisica che una volta lo misero in grado, a circa ottant&#039;anni, di rivaleggiare con un giovane alpinista, arrivando primo in vetta al Soratte salendo dal versante più ripido e scosceso. Né dimenticherò, infine, i contegnosi e pure affabili e pazienti «illustratori» che con tanto zelo disinteressato seguivano le nostre non sempre disciplinate comitive, fermandosi per erudirci intorno  a tutto ciò che s&#039;incontrava, degno d&#039;interesse, durante il percorso lungo le dissepolte Vie Consolari o in fondo a qualche ipogeo etrusco, e additandoci un castello medievale diruto sopra un&#039;altura o i vetusti avanzi di una tomba latina. Riveggo come fosse ora, fra i tanti professori: il Nispi-Landi (senior) del quale mi sembra ancora ascoltare, inorridendo, le iraconde diatribe contro qualche imperatore romano fra cui Nerone, forse suo ... nemico personale; l&#039;ampiobarbuto Giovanni Staderini, il biondo autodidatta Romolo Ducci, Filippo Tambroni, Umberto Leoni, Romolo Artioli e, non ultimo, il poeta conte Domenico Gnoli, cantore di un&#039;appassionata leggenda sul solitario castello di Galeria. Alcuni di questi benemeriti, eloquenti dispensatori di tesori storici ed archeologici, sono tuttora viventi ed altri, ahimé, scomparsi; l&#039;eco della loro voce si è spenta, ed oggi invano io ripeto il ritornello nostalgico della mia vecchia anima peripatetica: C&#039;era una volta la  S.P.L.» !. &lt;br /&gt;
Ora, per concludere meno malinconicamente questa mia già troppo prolissa favola... vissuta, permettetemi di narrare un piccolo episodio - dirò così «allegrotto» - riferentesi appunto ad una delle mie scorribande laziali di illo tempore. Uno degli illustratori che ho testè nominato, dopo una visita da noi fatta alla Villa Adriana, sotto Tivoli, volle aggiungere un codicillo patetico alla sua conferenza fermandosi davanti ad alcuni ruderi situati presso un ponticello, e alla chiusa della sua perorazione rivolse la parola al defunto imperatore da lui rievocato, domandandogli: «Ed ora dove sei tu? Perché non parli? Che cosa fai?». Ci fu un istante di silenzio, dopo il quale udimmo sorgere da sotto il manufatto una voce che timidamente rispose con una sola parola, anzi un nome che rievocò alla nostra mente il canto XXV dell&#039;Inferno là dove Dante parla del celebre ladrone «Che sotto il sasso di monte Aventino Di sangue fece spesse volte laco».&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
ALCESTE TRIONFI  - 1945 -&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Sezioni Polisportiva|E]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Tonelli Alberto</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: Creata pagina con &amp;quot;Socio della sezione Escursionismo. Si laureò in Matematica all&amp;#039;Università di Pisa nel 1871 sotto la guida di Enrico Dini. Successivamente si recò in Germania per un periodo di perfezionamento presso la prestigiosa Università di Gottinga. Nel 1877 ottenne la cattedra di Calcolo infinitesimale all&amp;#039;Università di Palermo. Due anni più tardi, nel 1879, si trasferì all&amp;#039;Università di Roma. Presso l&amp;#039;ateneo romano (La Sapienza) divenne una fig...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio della sezione [[S.S. Lazio Escursionismo|Escursionismo]]. Si laureò in Matematica all&#039;Università di Pisa nel 1871 sotto la guida di Enrico Dini. Successivamente si recò in Germania per un periodo di perfezionamento presso la prestigiosa Università di Gottinga. Nel 1877 ottenne la cattedra di Calcolo infinitesimale all&#039;Università di Palermo. Due anni più tardi, nel 1879, si trasferì all&#039;Università di Roma. Presso l&#039;ateneo romano (La Sapienza) divenne una figura istituzionale centrale, ricoprendo la carica di Rettore della Sapienza per ben 15 anni, dal 1904 al 1919. &lt;br /&gt;
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		<updated>2026-06-05T18:44:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio e conferenziere della sezione [[S.S. Lazio Escursionismo|Escursionismo]]. Nel 1901 entrò a far parte dell&#039;autorevole Accademia letteraria dell&#039;Arcadia con il nome d&#039;arte di Ostilio Tessalico. Lavorò stabilmente a Roma come impiegato presso la Cancelleria Apostolica Vaticana. È rimasto celebre nella saggistica storica per il suo volume del 1905 intitolato &amp;quot;I boschi sacri dell&#039;antica Roma&amp;quot;, un estratto del Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma incentrato sui luoghi di culto pagani.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Aquilanti_Francesco_(Filosofo)&amp;diff=528107</id>
		<title>Aquilanti Francesco (Filosofo)</title>
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		<updated>2026-06-05T18:44:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socio e conferenziere della [[S.S. Lazio Escursionismo|sezione Escursionismo]]. Ottenne la libera docenza in Filosofia del Diritto presso l&#039;Università degli Studi di Roma. La sua produzione scritta si concentrò sulla storia del pensiero, i presupposti del diritto e il dialogo (spesso polemico) tra scienza e spiritualità. Nei suoi interventi nei circoli culturali, nelle accademie e nelle basiliche romane, affrontava la divulgazione della storia della filosofia, la dottrina sociale cristiana, la filosofia francescana e la recensione critica delle grandi correnti filosofiche contemporanee.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Orano_Nella&amp;diff=528106</id>
		<title>Orano Nella</title>
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		<updated>2026-06-05T18:43:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Socia della Lazio Escursionismo. E&#039; stata una scrittrice, giornalista, traduttrice ed escursionista italiana attiva prevalentemente nella prima metà del Novecento. La sua figura unisce l&#039;attivismo e l&#039;associazionismo d&#039;inizio secolo con una ricca produzione letteraria, orientata sia alla letteratura per l&#039;infanzia sia alla letteratura di viaggio. Esponente della cerchia familiare degli Orano (una nota e influente famiglia di intellettuali e politici della Roma di inizio secolo, che includeva il giornalista Paolo Orano e lo studioso Domenico Orano), Nella si distinse fin da giovanissima negli ambienti culturali della Capitale. All&#039;inizio del Novecento fu tra le primissime donne ad aderire alle [[S.S. Lazio Escursionismo|attività escursionistiche]] e alpinistiche della Società Podistica Lazio, allora guidata da [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]]. Partecipò alle storiche scalate collettive nell&#039;Appennino (tra cui la celebre gita sul Monte Gennaro citata nel ritaglio), che all&#039;epoca rappresentavano veri e propri atti di emancipazione sociale e sportiva per il mondo femminile. Successivamente, Nella Orano incentrò la sua carriera sulla scrittura, sul giornalismo e sul racconto di viaggio. Fu autrice di romanzi e racconti di stampo intimo e sentimentale. Nel secondo dopoguerra, il suo nome rimase fortemente legato alla divulgazione e alla fiabistica internazionale per bambini.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Piola_Caselli_Giovanni&amp;diff=528105</id>
		<title>Piola Caselli Giovanni</title>
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		<updated>2026-06-05T18:42:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato nel 1851 e deceduto nel [[1928]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Socio Escursionismo. Conte, è stato un nobile e ufficiale militare italiano, noto principalmente per la sua carriera nel Regio Esercito. Appartenente a una storica e illustre famiglia nobiliare originaria del Piemonte, visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Ha servito come Primo Colonnello del 1° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Ricevette un ritratto con una celebre dedica autografa da parte di Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d&#039;Aosta, che testimoniava la sua vicinanza agli ambienti della casa reale italiana. Sposò Luisa Polenghi. Suo figlio, il nobile [[Piola Caselli Vittorio|Vittorio Piola Caselli]], fu un noto podista, velocista e mezzofondista, nonché uno dei primissimi atleti di valore della Società Podistica Lazio. [[Ballerini Fortunato|Ballerini]] si rivolse a lui per acquisizione [[Stadio Rondinella - Roma|Campo della Rondinella]].&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Spinazzola_Vittorio&amp;diff=528104</id>
		<title>Spinazzola Vittorio</title>
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		<updated>2026-06-05T18:40:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Matera il [[2 aprile]] 1863 e morto a Roma il [[13 aprile]] [[1943]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spinazzola ha collaborato con la [[S.S. Lazio Escursionismo|Sezione Escursionismo]] della SP Lazio negli anni Dieci del Novecento. E&#039; stato uno dei più importanti e rivoluzionari archeologi e accademici italiani. Lega indissolubilmente il suo nome alla storia degli scavi di Pompei, di cui è direttore, ridefinendo completamente le metodologie di scavo e restauro archeologico dell&#039;epoca. Studi universitari in lettere, manifesta fin da subito una spiccata passione per l&#039;arte, la letteratura e la critica dei testi. Ben presto i suoi interessi si estendono all&#039;amministrazione e alla tutela dei beni culturali. Professore universitario, ottiene l&#039;importante ruolo di direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.&lt;br /&gt;
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[[Categoria:Personaggi|Spinazzola Vittorio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Spinazzola Vittorio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Scaccia_Camillo&amp;diff=528103</id>
		<title>Scaccia Camillo</title>
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		<updated>2026-06-05T18:39:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Veroli (Frosinone) il [[25 giugno]] 1883 e deceduto a Roma il [[7 dicembre]] [[1957]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Segretario della [[S.S. Lazio Escursionismo|Lazio Escursionismo]] nel [[1912]]. All&#039;Università di Torino si laurea con lode in Lettere Classiche nel luglio del 1906. Prima di dedicarsi interamente alla carriera istituzionale, negli anni &#039;10 Scaccia Scarafoni vive attivamente l&#039;ambiente intellettuale e sportivo della capitale. Viene nominato Segretario della Sezione Escursionisti della Società Podistica Lazio. In quel periodo, la sezione univa l&#039;attività motoria all&#039;esplorazione archeologica e artistica del territorio laziale, collaborando a stretto contatto con luminari come l&#039;architetto Gustavo Giovannoni e l&#039;archeologo Rodolfo Lanciani. L&#039;attività d&#039;insegnamento e di ricerca è bruscamente interrotta nel maggio del 1915 con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. La sua carriera vira successivamente verso la tutela archivistica e bibliotecaria. Nel 1926 è chiamato a prestare servizio presso la Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma con la qualifica di conservatore. Diviene poi ispettore della Soprintendenza bibliografica per il Lazio e l&#039;Umbria, dedicandosi al censimento e al salvataggio dei testi rari del Quattrocento (incunaboli) custoditi nelle biblioteche comunali e nei seminari. Il nome di Camillo Scaccia è legato in modo indissolubile a una delle scoperte epigrafiche più importanti del Novecento romano. Nel 1922, durante gli scavi nell&#039;area di un antico cimitero lungo via Vittorio Emanuele a Veroli, Scaccia Scarafoni individua e ricompone i frammenti dei celebri Fasti Verulani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Scaccia Camillo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Scaccia Camillo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Scaccia Camillo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bonfante_Pietro&amp;diff=528102</id>
		<title>Bonfante Pietro</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bonfante_Pietro&amp;diff=528102"/>
		<updated>2026-06-05T18:38:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Poggio Mirteto il [[26 giugno]] 1864 e deceduto a Roma il [[21 novembre]] [[1932]] .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bonfante ha partecipato a delle conferenze della SP Lazio nel primo dopoguerra. Storico del diritto romano, ha insegnato nelle università di Torino, Pavia, Roma, dal 1915 a 1917 è stato anche rettore della Bocconi di Milano. Eminente giurista del suo tempo, allievo di Vittorio Scialoja, Bonfante è stato grande esperto del diritto romano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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File:Bonfante SPL.jpg&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Bonfante Pietro]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Bonfante Pietro]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lorenzo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marucchi_Orazio&amp;diff=528101</id>
		<title>Marucchi Orazio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Marucchi_Orazio&amp;diff=528101"/>
		<updated>2026-06-05T18:38:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Roma il [[10 novembre]] 1852 e ivi deceduto il [[21 gennaio]] [[1931]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Socio della [[S.S. Lazio Escursionismo|sezione Escursionismo]] della SP Lazio. Orazio Marucchi è stato uno dei più importanti archeologi italiani, famoso per i suoi contributi nel campo dell&#039;archeologia cristiana e per lo studio delle catacombe romane. Allievo ed erede scientifico di Giovanni Battista De Rossi, il fondatore della moderna archeologia cristiana. Marucchi è stato professore di archeologia cristiana presso l&#039;Università degli Studi di Roma &amp;quot;La Sapienza&amp;quot; e al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Ha fondato e guidato per ben 40 anni il Collegium Cultorum Martyrum, storica associazione vaticana nata per promuovere il culto dei martiri e lo studio dei loro sepolcri. Ha ricoperto la carica di direttore del Museo Cristiano Lateranense ed è stato scrittore per i Musei Vaticani. Ha scritto numerosi testi scientifici e divulgativi utilizzati per decenni come veri e propri punti di riferimento accademici.&lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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		<title>Bonfante Pietro</title>
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		<updated>2026-06-05T18:37:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lorenzo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Poggio Mirteto il [[26 giugno]] 1864 e deceduto a Roma il [[21 novembre]] [[1932]] .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bonfante ha partecipato a delle conferenze della SP Lazio nel primo dopoguerra. Storico del diritto romano, ha insegnato nelle università di Torino, Pavia, Roma, dal 1915 a 1917 è stato anche rettore della Bocconi di Milano. Eminente giurista del suo tempo, allievo di Vittorio Scialoja, Bonfante è stato grande esperto del diritto romano. &lt;br /&gt;
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		<author><name>Lorenzo</name></author>
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