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	<title>LazioWiki - Contributi dell&amp;#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Bellisario_Fabio&amp;diff=501626</id>
		<title>Bellisario Fabio</title>
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		<updated>2025-04-02T17:21:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[file:bellisario_Fabio.jpg|left|180px|thumb|Il rugbista Bellisario  (il secondo da sinistra) in azione nel 1971]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fondatore e Presidente di LazioWiki. Architetto, docente e scrittore, soprannominato &amp;quot;Orso&amp;quot;. È nato a Roma il [[28 marzo]] [[1947]] ed è deceduto nella Città Eterna il 2 aprile 2025. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Membro del Collegio dei Probiviri della Polisportiva Lazio dal [[23 gennaio]] [[2014]]. Disputa diverse stagioni in varie serie con le maglie della Lazio Rugby, Olimpic e Cus Roma. Nel [[2015]] scrive assieme a Fabrizio Munno il libro [[Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra]] che riscuote un ottimo successo fra i lettori sia di sport che di storia.&lt;br /&gt;
Il [[2 febbraio]] [[2016]] riceve, nel corso di un convegno, la medaglia bronzea dall&#039;Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare per il suo libro. Nel novembre [[2016]] pubblica il libro di LazioWiki &amp;quot;Ezio Sclavi - portiere pittore&amp;quot;, di cui è autore, incentrato sulle imprese sportive e artistiche del famoso calciatore [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]], inimitabile modello di Lazialità.&lt;br /&gt;
Al riguardo ha tenuto diverse conferenze/presentazioni del libro e sulla vita sportiva ed artistica dell&#039;atleta tra cui vanno menzionate quella svolta nell&#039;aprile [[2017]] nel Liceo Statale &amp;quot;Giulio Cesare&amp;quot; a Roma, alla presenza, tra gli altri, di alcuni parenti diretti di [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]], a Monteveneroso e ad Arma di Taggia nel maggio dello stesso anno.&lt;br /&gt;
Assieme ad altri soci di LazioWiki, nel [[2017]] ha inaugurato, a Canneto Pavese, una targa in memoria di Ezio Sclavi fortemente voluta dalle autorità locali e dai parenti per ricordare il grande portiere e artista.&lt;br /&gt;
Nel [[2019]] esce il suo terzo libro in collaborazione con Giampiero Petrucci dal titolo [[Coppi 1945, una primavera a Roma]], ove narra la storia del Campionissimo nel periodo in cui gareggiò a Roma per la Lazio Ciclismo.&lt;br /&gt;
Al riguardo è stato invitato dal Sindaco e la giunta di Frascati a tenere una pre-presentazione del libro in occasione dell&#039;arrivo nella splendida località dei Castelli della IV tappa del Giro d&#039;Italia.&lt;br /&gt;
Nel [[2020]] è coautore del libro [[Casacche Divise 1940-1945 Gli atleti della Lazio nella Seconda Guerra Mondiale]].&lt;br /&gt;
Nel [[2021]] pubblica il libro [[Gli atleti della Lazio nella Lotta di Liberazione]] che fa riscontrare un &lt;br /&gt;
notevole successo anche fuori Roma e che si aggiudica l&#039;importante Premio Fiuggi Storia 2022 su un lotto di oltre sessanta opere di storici.&lt;br /&gt;
Nel [[2022]] pubblica&lt;br /&gt;
il volume [[Lì dove la Lazio nacque - Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di Piazza della Libertà]] che tratta dei luoghi posti sul Tevere che videro la nascita della Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; uno dei fondatori di LazioWiki, di cui è stato a lungo presidente, e uno dei più validi ricercatori della storia della Lazio. Premiato nel giugno [[2017]] per il decennale della sua presidenza nell&#039;Associazione culturale dal suo staff per aver portato LazioWiki ai vertici mondiali tra i siti di storia sportiva (Dati Google [[2023]]).&lt;br /&gt;
Il [[24 gennaio]] [[2020]] riceve dai soci di LazioWiki la prima edizione del Premio Fortunato Ballerini quale onorificenza per la sua Presidenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alla produzione di testi di storia dello sport, ha scritto numerosi saggi riguardanti l&#039;architettura e l&#039;arte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di questo autore si sono occupati giornali, riviste specialistiche e trasmissioni radiofoniche e televisive di carattere nazionale.&lt;br /&gt;
[[file:medahlia_bellisario.jpg|left|180px|thumb|La medaglia ricevuta dall&#039;Istituto del Nastro Azzurro per il libro &amp;quot;Dal Tevere al Piave&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[file:bellisario_Fabio_oggi.jpg|right|180px|thumb|Fabio Bellisario oggi allo stadio dei Marmi]]&lt;br /&gt;
[[file:locandina_taggia.jpg|left|180px|thumb|La locandina della presentazione del libro su Ezio Sclavi tenutasi ad Arma di Taggia]]&lt;br /&gt;
[[File:targaLW10b.jpg|right|180px|thumb|Cimeli di Ezio Sclavi]]&lt;br /&gt;
[[File:targaLW10.jpg|left|180px|thumb|Un quadro donato dallo staff di LazioWiki per i 10 anni di presidenza dell&#039;Associazione]]&lt;br /&gt;
[[File:premioballerini.jpg|right|180px|thumb|Il Premio Fortunato Ballerini ricevuto nella ricorrenza dei 120 anni di fondazione della Società Sportiva Lazio]]&lt;br /&gt;
[[File:messaggero sclavi.jpg|left|180px|thumb|La terza pagina de &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; dedicata interamente al libro &amp;quot;Ezio Sclavi - Portiere pittore&amp;quot;]]&lt;br /&gt;
[[File:tfiuggistoriafbm.jpg|right|180px|thumb|Bellisario con l&#039;editore Marco Filacchione di &amp;quot;Eraclea&amp;quot; e la Presidente di LazioWiki Barbara Dorelli alla premiazione del Fiuggi - Storia 2022]]&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini dei libri scritti da Fabio Bellisario&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
File:Libro Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra.jpg|Dal Tevere al Piave - 1915-1918 - Gli atleti della Lazio nella Grande Guerra. Il libro scritto da Fabio Bellisario e Fabrizio Munno di LazioWiki&lt;br /&gt;
File:copsclavi.jpg|La copertina del libro &amp;quot;Ezio Sclavi - portiere pittore&amp;quot; di cui è autore Fabio Bellisario&lt;br /&gt;
File:cop4.JPG|La copertina del libro: &amp;quot;Coppi 1945, una primavera a Roma.&amp;quot;&lt;br /&gt;
File:cop 1.JPG|La copertina del libro &amp;quot;Casacche Divise - 1940-1945 - Gli atleti della Lazio nella Seconda Guerra Mondiale&amp;quot;&lt;br /&gt;
File:cop2.JPG|La copertina del libro che si è aggiudicato il Premio Fiuggi Storia 2022. &amp;quot;Gli atleti della Lazio nella lotta di Liberazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
File:cop3.JPG|La copertina del libro &amp;quot;Lì dove la Lazio nacque. Dal barcone di Luigi Del Bigio alla panchina di Piazza della Libertà&amp;quot;&lt;br /&gt;
File:cop5.JPG|La copertina del libro di Marco Impiglia &amp;quot;La Società Podistica &amp;lt;&amp;lt;Lazio&amp;gt;&amp;gt;. Ideali sportivi olimpici, unitari, romani e biancocelesti&amp;quot;, cui Bellisario ha collaborato per i medaglioni&lt;br /&gt;
Nel [[2023]] è stato premiato con una medaglia dalla Società Sportiva Lazio per il contributo da lui dato alla ricerca storica sul sodalizio biancoceleste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| style=&amp;quot;border:1px solid navy;&amp;quot; cellpadding=3 align=center&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Personaggi|Bellisario Fabio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Bellisario Fabio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Atleti Polisportiva|Bellisario Fabio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Dirigenti|Bellisario Fabio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:LazioWiki Staff|Bellisario Fabio]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
O&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ancherani_Sante&amp;diff=428582</id>
		<title>Ancherani Sante</title>
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		<updated>2021-06-17T15:51:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani3.jpg|thumb|left|170px|Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani5.jpg|thumb|right|180px|I ragazzi di Pisa nelle famose &amp;quot;tre vittorie in un giorno&amp;quot; del giugno 1908]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:ancheran.jpg|thumb|right|180px|Una ricevuta autografa originale di Sante Ancherani del 1910. &amp;lt;br&amp;gt; Dono di oizaL]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani2.jpg|thumb|left|170px|Santino con Piola]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani1.jpg|thumb|right|180px|Una pubblicità del negozio di articoli sportivi di Sante su un giornale]]&lt;br /&gt;
[[File:anch1.jpg|thumb|right|180px|Santino Ancherani nel suo negozio di articoli sportivi]]&lt;br /&gt;
[[immagine:Morte_Ancherani_1971_Corsport.JPG|thumb|left|170px|Dal Corsport: l&#039;annuncio della morte di Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_1907.jpg|right|180px|thumb|Una foto autografata da Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_giovane.jpg|180px|thumb|right|Una foto di Sante Ancherani da giovane]]&lt;br /&gt;
[[File:ancherani1910.jpg|thumb|180px|right|Una inedita foto di Ancherani alle prese con una porta. E&#039; il 1910]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_anni50.jpg|170px|thumb|left|Ancherani con la formazione giovanile intitolata a suo nome partecipante ad un Torneo Interno degli anni &#039;40]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:StampaSportiva 07mag1905.jpg|thumb|left|170px|Da &amp;quot;La Stampa Sportiva&amp;quot; del 7/05/1905: Ancherani  vince il Campionato romano degli studenti per il 1905]]&lt;br /&gt;
[[image:ancheraninotiziamorte.jpg|thumb|180px|right|La notizia della morte di Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani anni60.jpg|left|thumb|170px|Ancherani negli ultimi anni di vita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sante Ciro Agide Ancherani nasce a Cotignola (RA) il [[6 settembre]] [[1882]], da Francesco e da Lucchetti Silvia, ma quasi subito si trasferisce prima a Tuscania (VT) e poi a Roma dove giunge all&#039;età di 4 anni. Piccolo di statura (m. 1,61 per 65 kg. di peso), ma agile e forte, studiava alle scuole tecniche con buon profitto. Amante dello sport e sopratutto della corsa, è solito allenarsi, dopo la scuola, nella zona di [[Piazza d&#039;Armi]], dove oggi sorge parte del quartiere &amp;quot;Prati&amp;quot;, ma che allora era usato per le parate militari in quanto disabitato. Si era costruito un soprannome desunto dal suo nome di battesimo letto al contrario: Etnas. Risiedeva in via Lucrezio Caro n. 29.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La scoperta della Lazio==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu proprio qui che nel febbraio [[1900]] qualcuno, tra i fondatori della Società Podistica Lazio, notò questo ragazzo dai capelli neri correre senza mai fermarsi e lo avvicinò. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nella sua &#039;&#039;Storia della Lazio ([[1969]])&#039;&#039; descrive l&#039;incontro in maniera romanzesca ma forse non molto dissimile dalla realtà. Qualcuno gli chiese quanto facesse sui 100 metri ed egli, candidamente, rispose in dialetto romanesco: &#039;&#039;&amp;quot;Nun ce lo so, io corro e basta da quanno sto in piedi&amp;quot;&#039;&#039;. Lo vollero cronometrare e il risultato fu di 13 secondi e 8 decimi, un gran tempo per l&#039;epoca. &#039;&#039;&amp;quot;Ce semo sbajati, puoi riprovà?&amp;quot;&#039;&#039; gli dissero e Santino riprovò fermando il cronometro a 13 secondi netti! Stavolta nessun dubbio. Santino viene festeggiato e gli viene consegnata la tessera numero 6 che egli conserverà nel portafoglio gelosamente e orgogliosamente per tutta la vita. Ormai è un laziale a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Pioniere e capitano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al [[1901]] a Roma nessuno sapeva cosa fosse il Football, gioco praticato in Inghilterra già dalla seconda metà del XIX secolo. Anche in Italia il nuovo gioco stava prendendo piede, sopratutto grazie ai marinai anglosassoni che sbarcavano nei porti di Genova e Palermo ed ai seminaristi scozzesi che venivano in Italia per studiare. Un giorno di gennaio del [[1901]] si presenta nella sede biancoceleste di [[Via Valadier 21]] un certo [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], chiedendo se in quella Società fosse praticato il Football. Ancherani risponde semplicemente che quel gioco loro non lo conoscevano e ne sentivano parlare per la prima volta. L&#039;interlocutore non si perde d&#039;animo e tira fuori un pallone di cuoio che cadendo a terra rimbalza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quel momento il giuoco del calcio era giunto anche nella capitale del Regno d&#039;Italia. Fu lo stesso Santino a farsi promotore, presso i compagni basiti, di questo strano sport inglese che lo entusiasmava a tal punto da iniziare a giocarci, ogni qual volta il tempo lo permette, in quello sterminato prato dietro [[Piazza della Libertà]]. Ancherani e compagni giocano sempre fra loro, mettendo due sassi come porte e delimitando il campo con un albero o un cespuglio. Ai piedi gli scarponi di guerra del Regio Esercito, rimediati chissà come e chissà da chi, ma ottimi per dare colpi alla palla. Le carrozze ogni tanto si fermano a guardare quei giovanotti scalmanati dare calci ad una sfera di cuoio e le dame benpensanti si chiedevano, inorridite, in che mondo ormai si vivesse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra una corsa ed una partita trascorre ancora un anno; nel mentre i ragazzi biancocelesti perdono 11-0 contro i più esperti seminaristi scozzesi, ma non si scoraggiano, anzi prendono spunto dalla sconfitta per migliorare la tecnica e la tattica calcistica. Ancherani, di ritorno da un viaggio in Inghilterra, si porta dietro un paio di scarpini da calcio che fa smontare da un calzolaio di fiducia per riprodurli, cosicché tutti possono dire addio alle calzature di fortuna con cui si era finora giocato. Intanto, a far compagnia alla Podistica, è nata, ad opera di alcuni membri dissidenti della Lazio, la [[Virtus]]. Quale migliore occasione per cominciare a giocare contro avversari di un&#039;altra società? Ancherani, che è ormai il centrattacco, il capitano e l&#039;allenatore della Lazio, prende la gara sul serio e fa allenare i compagni con partite di 3 ore e con lunghe corse sul percorso Lungotevere, Viale Carso, Viale Angelico, Viale delle Milizie, per un totale di 3.884 metri ripetuti più volte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I ragazzii sono stremati ma felici e quando scendono in campo, il [[15 maggio]] [[1904]] a [[Piazza d&#039;Armi]], per quella che tutti son d&#039;accordo nel ritenere essere stata la prima gara ufficiale della storia della Lazio, sono determinati a vincere. La partita è maschia e combattuta e alla fine [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|prevalgono per 3-0]] e Santino, che segna tutte le reti, viene portato in trionfo dai compagni. Il carisma di Ancherani è ormai tale che i compagni lo adorano. Lui intanto, anche abile musicista, continua a suonare la tromba così bene da riuscire ad entrare nella banda comunale. Inoltre, a riprova del suo animo generoso, riesce a trarre in salvo, in vari periodi, almeno sette persone che hanno tentato il suicidio gettandosi nel Tevere. Degno di particolare lode il suo comportamento, tenendo conto che come nuotatore non era proprio impeccabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il torneo di Pisa==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passano gli anni e i giocatori biancazzurri sono sempre più bravi nel nuovo gioco che comincia ad insinuarsi presso tutte le classi sociali. Nel giugno [[1908]] la Lazio viene invitata a Pisa per disputare un torneo interregionale organizzato col patrocinio del comune toscano. Questa è la prova che la fama della Lazio sta uscendo fuori dai dai confini regionali. Per l&#039;occasione Ancherani contatta due fratelli in forza alla [[Virtus]]: [[Corelli (I) Corrado|Corrado Corelli]] e [[Corelli (II) Filiberto|Filiberto Corelli]] e chiede loro di aggregarsi alla squadra per la trasferta in Toscana. I due accettano senza remore facendo infuriare i dirigenti della loro ormai ex squadra e creando, senza saperlo, il primo trasferimento della storia della Lazio. Il sabato mattina, i giovanotti, capitanati da Ancherani, partono in treno per il capoluogo toscano. La mattina seguente, mentre stanno per recarsi a visitare la città da turisti, vengono avvicinati da alcuni esponenti del comitato organizzatore che li supplicano di giocare contro il Lucca una partita, non in programma, per le 10:00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancherani guarda i suoi compagni ed accetta, tanto ci sarebbe stato tempo per recuperare la fatica. Così si gioca e la Lazio batte il [[Lucca FBC|Lucca]] [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Lucca FBC-Lazio 0-3|per 3 reti a zero]]. Santino e compagni quindi si recano in trattoria per il meritato pranzo ma, quando stanno ancora al secondo piatto, ecco di nuovo gli organizzatori che ancora una volta chiedo loro di giocare, stavolta con la [[Spes Livorno]] che non vuole essere trattata in maniera diversa dalla Lucchese. [[Faccani Augusto|Augusto Faccani]], focoso e carismatico giocatore laziale, si adira fortemente ma poi viene presa la decisione di giocare davanti a un pubblico ostile. Si registra un&#039;altra vittoria, [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Spes Livorno-Lazio 0-4|stavolta per 4-0]], che fa zittire tutti. Giusto il tempo di sdraiarsi a riposare un attimo sull&#039;erba che ecco presentarsi la [[Virtus Juventusque]] per la finale. Ancherani, nonostante le proteste dei suoi compagni, suggerisce di far sfogare gli avversari e di contenerli: inventa, insomma, il catenaccio pionieristico. La partita sta quasi finendo sul pareggio a reti bianche quando, da un guizzo di [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]], la palla va a Corelli, questi crossa per Santino che, indisturbato e con i virtussini sbilanciati, mette in rete. E la Lazio [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Virtus Juventusque Livorno-Lazio 0-1|vince la gara per 1-0]]. E&#039; l&#039;unico caso in Italia e nel mondo di una squadra che vince tre partite in un giorno. Un record ancora imbattuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricevute le medaglie, Ancherani e gli altri hanno l&#039;idea di inviare un telegramma alla sede per comunicare la vittoria ottenuta. Il testo è il seguente: &#039;&#039;&amp;quot;Vinto Torneo 3-0, 4-0, 1-0&amp;quot;&#039;&#039;. In sede nessuno ci capisce nulla su cosa significasse tale dispaccio, in fondo si sapeva che si doveva giocare una sola gara, non tre, e solo quando i giovanotti torneranno a Roma il mistero sarà svelato, con grandi risate di tutti. Ancherani e la sua Lazio diventano popolarissimi nell&#039;Urbe intera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Tre vittorie in un giorno#Ancherani|Il racconto di Sante Ancherani sulle tre vittorie in un giorno tratto da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 6 dicembre 1934]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==L&#039;addio al calcio giocato==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancherani continua a giocare a pallone ed a suonare nella banda comunale. Dopo ogni partita c&#039;è un calesse pronto a portarlo in fretta e furia sul posto di lavoro. Nel [[1912]] è costretto a prendere la decisione di diradare in parte i suoi impegni sportivi, in quanto ormai è divenuto per lui arduo giocare e lavorare. Non affigge gli scarpini al chiodo perché Santino continua a giocare diverse partite segnando ancora molti gol, ma non lo fa più a &amp;quot;tempo pieno&amp;quot; come prima e, al contempo, la musica è diventata una passione pari a quella che prova per la Lazio. Non si allontana, quindi, del tutto dalla società suoi ragazzi tra cui il portiere [[Gaslini Lorenzo|Lorenzo Gaslini]] e [[Canalini Alberto|Alberto Canalini]] che non torneranno più e molti altri suoi amici che periranno nell&#039;osceno conflitto. Nella stagione [[1914/15]], pur restando socio della Lazio, allena per qualche tempo la Pro Roma. Ma anche per Ancherani arriva la temuta chiamata per il fronte, come recita il suo ruolino militare ritrovato all&#039;Archivio di Stato. Già messo in congedo illimitato nel lontano [[14 agosto]] [[1902]], Santino è richiamato nel 27° reggimento &amp;quot;Brigata Pavia&amp;quot; il [[10 luglio]] [[1916]]. Il 27° Reggimento in tempo di pace aveva la sede a Rimini e il 28° Reggimento a Ravenna provincia dove lui era nato (Cotignola), anche se sul suo foglio matricolare era registrato erroneamente come nato a Roma, città dove era arrivato da bambino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ottobre dello stesso anno è in zona di guerra. Probabilmente fa parte di qualche fanfara militare, ma alla fine si farà comunque due anni in prima linea. Verrà esonerato dai servizi di prima linea solo l&#039;[[11 giugno]] [[1918]], quattro giorni prima della &amp;quot;Battaglia del Solstizio&amp;quot; che vedrà il suo reggimento sull&#039;Altipiano, per poi essere spostata sul Piave a sostegno del campo trincerato di Treviso, tra Zenson e Fagaré, pesantemente attaccato dagli austriaci. Verrà definitivamente congedato il [[30 dicembre]] [[1918]] con la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e aver servito la patria con fedeltà ed onore. Intorno agli anni venti apre una bottega di articoli per il calcio nei pressi di Via dei Prefetti a Roma. Ormai questo sport ha preso piede e sta diventando sempre più importante nel panorama nazionale. Fornisce palloni da gara per quasi tutte le partite giocate a Roma (a volte cucendoli lui stesso) e produce tutto ciò che serve ai calciatori, stando sempre all&#039;avanguardia nella ricerca del materiale migliore che importa anche dal Regno Unito, patria indiscussa di questo sport.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Laziale fino alla morte==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli anni scorrono. La Lazio è ormai una realtà consolidata e Sante non manca mai ad una partita. Si commuove quando vede [[Piola Silvio|Silvio Piola]] portare la Lazio a sfiorare lo [[Scudetto]] nel [[campionato]] [[1936/37]]. Poi gli anni bui della [[Seconda Guerra Mondiale]], quando tutto sembra perdersi, e poi la rinascita. Alla fine degli anni [[1960|&#039;61]] riceve uno smacco dall&#039;allora presidente della Lazio [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] che, mal consigliato da qualcuno, gli toglie la tessera vitalizia. Santino prende allora il portafogli e si regala l&#039;abbonamento in tribuna come un tifoso normale, lui che  è stato l&#039;eroe eponimo del calcio pionieristico romano. Se ne va il [[9 settembre]] [[1971]] a 89 anni in una domenica in cui la Lazio non gioca, come per non dare eccessivo fastidio, e se ne va tre anni prima di  coronare il suo sogno: vedere lo [[Scudetto]] cucito sulle maglie biancocelesti da lui amate visceralmente.&lt;br /&gt;
Nella seduta del Consiglio della S.S. Lazio dell&#039;[[11 marzo]] [[1960]] fu nominato Socio Benemerito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti illustri storici dello sport concordano sul fatto che il vero padre della Lazio sia stato lui, perché il calcio, a Roma, ha preso piede grazie alla sua tenacia e al suo entusiasmo, assieme, naturalmente, ad un gruppo di scapestrati ragazzotti che con il loro gioco facevano inorridire le dame in carrozza della Roma di inizio [[1900|novecento]]. Quella tessera numero 6 esiste ancora. Stinta, logora, umile, meravigliosa e sempre tenuta stretta sul suo cuore. Il più grande vanto della sua romanzesca vita. &lt;br /&gt;
Riposa al Cimitero monumentale del Verano nella zona dell&#039;&amp;quot;altipiano del pincetto&amp;quot;, assieme ai suoi familiari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulla sua lapide è inciso in verso della poesia &amp;quot;5 maggio&amp;quot; di Alessandro Manzoni &lt;br /&gt;
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chinati i rai fulminei / le braccia al sen conserte, / stette, e dei dì che furono / l&#039;assalse il sovvenir! »&lt;br /&gt;
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File:Ancherani1908.jpg|Ancherani vincitore della Prima Corsa Staffette Podistica Romana, tenutasi il 18 dicembre 1908 sul percorso di Viale delle Milizie&lt;br /&gt;
image:AncheraniSante1908.jpg|Ancherani nel 1908&lt;br /&gt;
Immagine:AVessella.jpg|Alessandro Vessella - musicista, compositore e direttore di banda - sotto la direzione del quale Santino suona la tromba nella banda comunale - Immagine tratta da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 24 giugno 1910&lt;br /&gt;
file:vessella1910.jpg|Concerto in onore di Alessandro Vessella nel giugno 1910. Nella banda era certamente presente Sante Ancherani&lt;br /&gt;
file:Bottesante1.jpg|Dicembre 1919 Santino viene aggredito dopo aver arbitrato una partita&lt;br /&gt;
file:bottesante2.jpg|Dicembre 1919 Santino viene aggredito dopo aver arbitrato una partita&lt;br /&gt;
File:AncheraniPubbl.jpg|Le locandine pubblicitarie del negozio di Ancherani pubblicate sulle pagine dell&#039;Annuario Italiano del Football edizioni 1913/14, 1914/15 e 1919/20&lt;br /&gt;
file:santeruolinomilitare.jpg|Il ruolino militare di Sante&lt;br /&gt;
file:ATTO_DI_NASCITA_DI_SANTE_ANCHERANI_.jpg| Atto integrale di nascita di Sante Ancherani&lt;br /&gt;
file:vessella.JPG|Il famoso maestro Vessella coscritto nella banda della Marina durante la grande guerra. &amp;lt;BR&amp;gt; (Dal Messaggero del 2/08/1918)&lt;br /&gt;
File:AncheraniVivolo.jpg|Sante Ancherani con Pasquale Vivolo&lt;br /&gt;
file:tombaancherani.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
file:tombaancherani4.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
file:tombaancherani2.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
file:tombaancherani3.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
file:tombaancherani5.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Ancherani, Sante]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Ancherani, Sante]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Ancherani, Sante]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Allenatori|Ancherani, Sante]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Staff|Ancherani, Sante]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ancherani_Sante&amp;diff=428566</id>
		<title>Ancherani Sante</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Ancherani_Sante&amp;diff=428566"/>
		<updated>2021-06-17T12:53:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;__NOTOC__&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani3.jpg|thumb|left|170px|Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani5.jpg|thumb|right|180px|I ragazzi di Pisa nelle famose &amp;quot;tre vittorie in un giorno&amp;quot; del giugno 1908]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:ancheran.jpg|thumb|right|180px|Una ricevuta autografa originale di Sante Ancherani del 1910. &amp;lt;br&amp;gt; Dono di oizaL]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani2.jpg|thumb|left|170px|Santino con Piola]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:Ancherani1.jpg|thumb|right|180px|Una pubblicità del negozio di articoli sportivi di Sante su un giornale]]&lt;br /&gt;
[[File:anch1.jpg|thumb|right|180px|Santino Ancherani nel suo negozio di articoli sportivi]]&lt;br /&gt;
[[immagine:Morte_Ancherani_1971_Corsport.JPG|thumb|left|170px|Dal Corsport: l&#039;annuncio della morte di Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_1907.jpg|right|180px|thumb|Una foto autografata da Sante Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_giovane.jpg|180px|thumb|right|Una foto di Sante Ancherani da giovane]]&lt;br /&gt;
[[File:ancherani1910.jpg|thumb|180px|right|Una inedita foto di Ancherani alle prese con una porta. E&#039; il 1910]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani_anni50.jpg|170px|thumb|left|Ancherani con la formazione giovanile intitolata a suo nome partecipante ad un Torneo Interno degli anni &#039;40]]&lt;br /&gt;
[[Immagine:StampaSportiva 07mag1905.jpg|thumb|left|170px|Da &amp;quot;La Stampa Sportiva&amp;quot; del 7/05/1905: Ancherani  vince il Campionato romano degli studenti per il 1905]]&lt;br /&gt;
[[image:ancheraninotiziamorte.jpg|thumb|180px|right|La notizia della morte di Ancherani]]&lt;br /&gt;
[[image:ancherani anni60.jpg|left|thumb|170px|Ancherani negli ultimi anni di vita]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sante Ancherani nasce a Cotignola (RA) il [[6 settembre]] [[1882]], da Francesco e da Lucchetti Silvia, ma quasi subito si trasferisce prima a Tuscania (VT) e poi a Roma dove giunge all&#039;età di 4 anni. Piccolo di statura (m. 1,61 per 65 kg. di peso), ma agile e forte, studiava alle scuole tecniche con buon profitto. Amante dello sport e sopratutto della corsa, è solito allenarsi, dopo la scuola, nella zona di [[Piazza d&#039;Armi]], dove oggi sorge parte il quartiere &amp;quot;Prati&amp;quot;, ma che allora era usato per le parate militari in quanto disabitato. Si era costruito un soprannome desunto dal suo nome di battesimo letto al contrario: Etnas. Risiedeva in via Lucrezio Caro n. 29.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La scoperta della Lazio==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu proprio qui che nel febbraio [[1900]] qualcuno, tra i fondatori della Società Podistica Lazio, notò questo ragazzo dai capelli neri correre senza mai fermarsi e lo avvicinò. [[Pennacchia Mario|Mario Pennacchia]] nella sua &#039;&#039;Storia della Lazio ([[1969]])&#039;&#039; descrive l&#039;incontro in maniera romanzesca ma forse non molto dissimile dalla realtà. Qualcuno gli chiese quanto facesse sui 100 metri ed egli, candidamente, rispose in dialetto romanesco: &#039;&#039;&amp;quot;Nun ce lo so, io corro e basta da quanno sto in piedi&amp;quot;&#039;&#039;. Lo vollero cronometrare e il risultato fu di 13 secondi e 8 decimi, un gran tempo per l&#039;epoca. &#039;&#039;&amp;quot;Ce semo sbajati, puoi riprovà?&amp;quot;&#039;&#039; gli dissero e Santino riprovò fermando il cronometro a 13 secondi netti! Stavolta nessun dubbio. Santino viene festeggiato e gli viene consegnata la tessera numero 6 che egli conserverà nel portafoglio gelosamente e orgogliosamente per tutta la vita. Ormai è un laziale a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Pioniere e capitano==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al [[1901]] a Roma nessuno sapeva cosa fosse il Football, gioco praticato in Inghilterra già dalla seconda metà del XIX secolo. Anche in Italia il nuovo gioco stava prendendo piede, sopratutto grazie ai marinai anglosassoni che sbarcavano nei porti di Genova e Palermo ed ai seminaristi scozzesi che venivano in Italia per studiare. Un giorno di gennaio del [[1901]] si presenta nella sede biancoceleste di [[Via Valadier 21]] un certo [[Seghettini Bruto|Bruto Seghettini]], chiedendo se in quella Società fosse praticato il Football. Ancherani risponde semplicemente che quel gioco loro non lo conoscevano e ne sentivano parlare per la prima volta. L&#039;interlocutore non si perde d&#039;animo e tira fuori un pallone di cuoio che cadendo a terra rimbalza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quel momento il giuoco del calcio era giunto anche nella capitale del Regno d&#039;Italia. Fu lo stesso Santino a farsi promotore, presso i compagni basiti, di questo strano sport inglese che lo entusiasmava a tal punto da iniziare a giocarci, ogni qual volta il tempo lo permette, in quello sterminato prato dietro [[Piazza della Libertà]]. Ancherani e compagni giocano sempre fra loro, mettendo due sassi come porte e delimitando il campo con un albero o un cespuglio. Ai piedi gli scarponi di guerra del Regio Esercito, rimediati chissà come e chissà da chi, ma ottimi per dare colpi alla palla. Le carrozze ogni tanto si fermano a guardare quei giovanotti scalmanati dare calci ad una sfera di cuoio e le dame benpensanti si chiedevano, inorridite, in che mondo ormai si vivesse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra una corsa ed una partita trascorre ancora un anno; nel mentre i ragazzi biancocelesti perdono 11-0 contro i più esperti seminaristi scozzesi, ma non si scoraggiano, anzi prendono spunto dalla sconfitta per migliorare la tecnica e la tattica calcistica. Ancherani, di ritorno da un viaggio in Inghilterra, si porta dietro un paio di scarpini da calcio che fa smontare da un calzolaio di fiducia per riprodurli, cosicché tutti possono dire addio alle calzature di fortuna con cui si era finora giocato. Intanto, a far compagnia alla Podistica, è nata, ad opera di alcuni membri dissidenti della Lazio, la [[Virtus]]. Quale migliore occasione per cominciare a giocare contro avversari di un&#039;altra società? Ancherani, che è ormai il centrattacco, il capitano e l&#039;allenatore della Lazio, prende la gara sul serio e fa allenare i compagni con partite di 3 ore e con lunghe corse sul percorso Lungotevere, Viale Carso, Viale Angelico, Viale delle Milizie, per un totale di 3.884 metri ripetuti più volte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I ragazzii sono stremati ma felici e quando scendono in campo, il [[15 maggio]] [[1904]] a [[Piazza d&#039;Armi]], per quella che tutti son d&#039;accordo nel ritenere essere stata la prima gara ufficiale della storia della Lazio, sono determinati a vincere. La partita è maschia e combattuta e alla fine [[Domenica 15 maggio 1904 - Roma, Piazza d&#039;Armi - Lazio-Virtus 3-0|prevalgono per 3-0]] e Santino, che segna tutte le reti, viene portato in trionfo dai compagni. Il carisma di Ancherani è ormai tale che i compagni lo adorano. Lui intanto, anche abile musicista, continua a suonare la tromba così bene da riuscire ad entrare nella banda comunale. Inoltre, a riprova del suo animo generoso, riesce a trarre in salvo, in vari periodi, almeno sette persone che hanno tentato il suicidio gettandosi nel Tevere. Degno di particolare lode il suo comportamento, tenendo conto che come nuotatore non era proprio impeccabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il torneo di Pisa==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passano gli anni e i giocatori biancazzurri sono sempre più bravi nel nuovo gioco che comincia ad insinuarsi presso tutte le classi sociali. Nel giugno [[1908]] la Lazio viene invitata a Pisa per disputare un torneo interregionale organizzato col patrocinio del comune toscano. Questa è la prova che la fama della Lazio sta uscendo fuori dai dai confini regionali. Per l&#039;occasione Ancherani contatta due fratelli in forza alla [[Virtus]]: [[Corelli (I) Corrado|Corrado Corelli]] e [[Corelli (II) Filiberto|Filiberto Corelli]] e chiede loro di aggregarsi alla squadra per la trasferta in Toscana. I due accettano senza remore facendo infuriare i dirigenti della loro ormai ex squadra e creando, senza saperlo, il primo trasferimento della storia della Lazio. Il sabato mattina, i giovanotti, capitanati da Ancherani, partono in treno per il capoluogo toscano. La mattina seguente, mentre stanno per recarsi a visitare la città da turisti, vengono avvicinati da alcuni esponenti del comitato organizzatore che li supplicano di giocare contro il Lucca una partita, non in programma, per le 10:00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancherani guarda i suoi compagni ed accetta, tanto ci sarebbe stato tempo per recuperare la fatica. Così si gioca e la Lazio batte il [[Lucca FBC|Lucca]] [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Lucca FBC-Lazio 0-3|per 3 reti a zero]]. Santino e compagni quindi si recano in trattoria per il meritato pranzo ma, quando stanno ancora al secondo piatto, ecco di nuovo gli organizzatori che ancora una volta chiedo loro di giocare, stavolta con la [[Spes Livorno]] che non vuole essere trattata in maniera diversa dalla Lucchese. [[Faccani Augusto|Augusto Faccani]], focoso e carismatico giocatore laziale, si adira fortemente ma poi viene presa la decisione di giocare davanti a un pubblico ostile. Si registra un&#039;altra vittoria, [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Spes Livorno-Lazio 0-4|stavolta per 4-0]], che fa zittire tutti. Giusto il tempo di sdraiarsi a riposare un attimo sull&#039;erba che ecco presentarsi la [[Virtus Juventusque]] per la finale. Ancherani, nonostante le proteste dei suoi compagni, suggerisce di far sfogare gli avversari e di contenerli: inventa, insomma, il catenaccio pionieristico. La partita sta quasi finendo sul pareggio a reti bianche quando, da un guizzo di [[Saraceni (I) Fernando|Saraceni]], la palla va a Corelli, questi crossa per Santino che, indisturbato e con i virtussini sbilanciati, mette in rete. E la Lazio [[Domenica 7 giugno 1908 - Pisa, piazza d&#039;Armi - Virtus Juventusque Livorno-Lazio 0-1|vince la gara per 1-0]]. E&#039; l&#039;unico caso in Italia e nel mondo di una squadra che vince tre partite in un giorno. Un record ancora imbattuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricevute le medaglie, Ancherani e gli altri hanno l&#039;idea di inviare un telegramma alla sede per comunicare la vittoria ottenuta. Il testo è il seguente: &#039;&#039;&amp;quot;Vinto Torneo 3-0, 4-0, 1-0&amp;quot;&#039;&#039;. In sede nessuno ci capisce nulla su cosa significasse tale dispaccio, in fondo si sapeva che si doveva giocare una sola gara, non tre, e solo quando i giovanotti torneranno a Roma il mistero sarà svelato, con grandi risate di tutti. Ancherani e la sua Lazio diventano popolarissimi nell&#039;Urbe intera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
► [[Tre vittorie in un giorno#Ancherani|Il racconto di Sante Ancherani sulle tre vittorie in un giorno tratto da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 6 dicembre 1934]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==L&#039;addio al calcio giocato==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancherani continua a giocare a pallone ed a suonare nella banda comunale. Dopo ogni partita c&#039;è un calesse pronto a portarlo in fretta e furia sul posto di lavoro. Nel [[1912]] è costretto a prendere la decisione di diradare in parte i suoi impegni sportivi, in quanto ormai è divenuto per lui arduo giocare e lavorare. Non affigge gli scarpini al chiodo perché Santino continua a giocare diverse partite segnando ancora molti gol, ma non lo fa più a &amp;quot;tempo pieno&amp;quot; come prima e, al contempo, la musica è diventata una passione pari a quella che prova per la Lazio. Non si allontana, quindi, del tutto dalla società suoi ragazzi tra cui il portiere [[Gaslini Lorenzo|Lorenzo Gaslini]] e [[Canalini Alberto|Alberto Canalini]] che non torneranno più e molti altri suoi amici che periranno nell&#039;osceno conflitto. Nella stagione [[1914/15]], pur restando socio della Lazio, allena per qualche tempo la Pro Roma. Ma anche per Ancherani arriva la temuta chiamata per il fronte, come recita il suo ruolino militare ritrovato all&#039;Archivio di Stato. Già messo in congedo illimitato nel lontano [[14 agosto]] [[1902]], Santino è richiamato nel 27° reggimento &amp;quot;Brigata Pavia&amp;quot; il [[10 luglio]] [[1916]]. Il 27° Reggimento in tempo di pace aveva la sede a Rimini e il 28° Reggimento a Ravenna provincia dove lui era nato (Cotignola), anche se sul suo foglio matricolare era registrato erroneamente come nato a Roma, città dove era arrivato da bambino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ottobre dello stesso anno è in zona di guerra. Probabilmente fa parte di qualche fanfara militare, ma alla fine si farà comunque due anni in prima linea. Verrà esonerato dai servizi di prima linea solo l&#039;[[11 giugno]] [[1918]], quattro giorni prima della &amp;quot;Battaglia del Solstizio&amp;quot; che vedrà il suo reggimento sull&#039;Altipiano, per poi essere spostata sul Piave a sostegno del campo trincerato di Treviso, tra Zenson e Fagaré, pesantemente attaccato dagli austriaci. Verrà definitivamente congedato il [[30 dicembre]] [[1918]] con la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e aver servito la patria con fedeltà ed onore. Intorno agli anni venti apre una bottega di articoli per il calcio nei pressi di Via dei Prefetti a Roma. Ormai questo sport ha preso piede e sta diventando sempre più importante nel panorama nazionale. Fornisce palloni da gara per quasi tutte le partite giocate a Roma (a volte cucendoli lui stesso) e produce tutto ciò che serve ai calciatori, stando sempre all&#039;avanguardia nella ricerca del materiale migliore che importa anche dal Regno Unito, patria indiscussa di questo sport.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Laziale fino alla morte==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli anni scorrono. La Lazio è ormai una realtà consolidata e Sante non manca mai ad una partita. Si commuove quando vede [[Piola Silvio|Silvio Piola]] portare la Lazio a sfiorare lo [[Scudetto]] nel [[campionato]] [[1936/37]]. Poi gli anni bui della [[Seconda Guerra Mondiale]], quando tutto sembra perdersi, e poi la rinascita. Alla fine degli anni [[1960|&#039;61]] riceve uno smacco dall&#039;allora presidente della Lazio [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] che, mal consigliato da qualcuno, gli toglie la tessera vitalizia. Santino prende allora il portafogli e si regala l&#039;abbonamento in tribuna come un tifoso normale, lui che  è stato l&#039;eroe eponimo del calcio pionieristico romano. Se ne va il [[9 settembre]] [[1971]] a 89 anni in una domenica in cui la Lazio non gioca, come per non dare eccessivo fastidio, e se ne va tre anni prima di  coronare il suo sogno: vedere lo [[Scudetto]] cucito sulle maglie biancocelesti da lui amate visceralmente.&lt;br /&gt;
Nella seduta del Consiglio della S.S. Lazio dell&#039;[[11 marzo]] [[1960]] fu nominato Socio Benemerito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti illustri storici dello sport concordano sul fatto che il vero padre della Lazio sia stato lui, perché il calcio, a Roma, ha preso piede grazie alla sua tenacia e al suo entusiasmo, assieme, naturalmente, ad un gruppo di scapestrati ragazzotti che con il loro gioco facevano inorridire le dame in carrozza della Roma di inizio [[1900|novecento]]. Quella tessera numero 6 esiste ancora. Stinta, logora, umile, meravigliosa e sempre tenuta stretta sul suo cuore. Il più grande vanto della sua romanzesca vita. &lt;br /&gt;
Riposa al Cimitero monumentale del Verano nella zona dell&#039;&amp;quot;altipiano del pincetto&amp;quot;, assieme ai suoi familiari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulla sua lapide è inciso in verso della poesia &amp;quot;5 maggio&amp;quot; di Alessandro Manzoni &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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chinati i rai fulminei / le braccia al sen conserte, / stette, e dei dì che furono / l&#039;assalse il sovvenir! »&lt;br /&gt;
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File:Ancherani1908.jpg|Ancherani vincitore della Prima Corsa Staffette Podistica Romana, tenutasi il 18 dicembre 1908 sul percorso di Viale delle Milizie&lt;br /&gt;
image:AncheraniSante1908.jpg|Ancherani nel 1908&lt;br /&gt;
Immagine:AVessella.jpg|Alessandro Vessella - musicista, compositore e direttore di banda - sotto la direzione del quale Santino suona la tromba nella banda comunale - Immagine tratta da &amp;quot;Il Messaggero&amp;quot; del 24 giugno 1910&lt;br /&gt;
file:vessella1910.jpg|Concerto in onore di Alessandro Vessella nel giugno 1910. Nella banda era certamente presente Sante Ancherani&lt;br /&gt;
file:Bottesante1.jpg|Dicembre 1919 Santino viene aggredito dopo aver arbitrato una partita&lt;br /&gt;
file:bottesante2.jpg|Dicembre 1919 Santino viene aggredito dopo aver arbitrato una partita&lt;br /&gt;
File:AncheraniPubbl.jpg|Le locandine pubblicitarie del negozio di Ancherani pubblicate sulle pagine dell&#039;Annuario Italiano del Football edizioni 1913/14, 1914/15 e 1919/20&lt;br /&gt;
file:santeruolinomilitare.jpg|Il ruolino militare di Sante&lt;br /&gt;
file:ATTO_DI_NASCITA_DI_SANTE_ANCHERANI_.jpg| Atto integrale di nascita di Sante Ancherani&lt;br /&gt;
file:vessella.JPG|Il famoso maestro Vessella coscritto nella banda della Marina durante la grande guerra. &amp;lt;BR&amp;gt; (Dal Messaggero del 2/08/1918)&lt;br /&gt;
File:AncheraniVivolo.jpg|Sante Ancherani con Pasquale Vivolo&lt;br /&gt;
file:tombaancherani.jpg|La Tomba dove riposa Sante Ancherani nella zona &amp;quot;dell&#039;altipiano del Pincetto&amp;quot; al Cimitero del Verano (Foto LazioWiki)&lt;br /&gt;
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		<author><name>ZICK</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:ATTO_DI_NASCITA_DI_SANTE_ANCHERANI_.jpg&amp;diff=428565</id>
		<title>File:ATTO DI NASCITA DI SANTE ANCHERANI .jpg</title>
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		<updated>2021-06-17T12:50:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: Scansione integrale dell&amp;#039;atto di nascita di Sante Ancherani.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Scansione integrale dell&#039;atto di nascita di Sante Ancherani.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<title>Cella (II) Emilio</title>
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		<updated>2017-08-28T17:18:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:CellaMimmo.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaMimmo2.jpg|thumb|right|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaDomenico.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pioniere&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilio Cella, detto Emilio, fratello di Alfredo Cella, nacque a Roma il 19 luglio 1898.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli [[Cella Alfredo|Alfredo]] ed Emilio (detto Mimmo) Cella giocavano rispettivamente nel ruolo di attaccante e di difensore sebbene ai loro tempi non esistessero ruoli ben precisi e un Cella risulta anche come portiere in alcune partite del [[1916/17]]. Alfredo (I) esordì nell&#039;anno [[1914]] mentre Mimmo (II) entrò in formazione a partire dal [[1916]]. Facevano parte di quelle formazioni laziali che videro partire molti dei loro atleti per la guerra e che furono impegnate in tornei semi-ufficiali. Alfredo rimase in formazione anche nel dopoguerra e nel [[1919]] vinse il trofeo [[Canalini Alberto|Canalini]]. Il [[13 marzo]] [[1921]] sul campo della [[Fortitudo]] alla Madonna del Riposo segnò il goal del pareggio, in un combattutissimo e sentitissimo derby, a due minuti dalla fine e con la Lazio ridotta in dieci. Si ritirò nel 1925. Con i biancocelesti disputò 26 partite ufficiali e segnò 8 reti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilio Cella morì a Roma, l&#039;8 dicembre 1960.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Cella (II), Emilio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Cella_(I)_Alfredo&amp;diff=326874</id>
		<title>Cella (I) Alfredo</title>
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		<updated>2017-08-27T17:00:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Image:CellaAlfredo.jpg|thumb|left|200px|Alfredo Cella]]&lt;br /&gt;
[[Image:Cella(I).jpg|thumb|right|200px|Alfredo Cella]]&lt;br /&gt;
[[Image:CellaAlfredo2.jpg|thumb|left|200px|Alfredo Cella]]&lt;br /&gt;
[[Image:CellaAlfredo3.jpg|thumb|right|200px|Alfredo Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:cellaalfredo atto di nascita.jpg|thumb|left|200px|L&#039;atto di nascita di Alfredo Cella]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pioniere&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli Alfredo, nato a Roma il [[21 luglio]] [[1895]] e [[Cella Emilio|Emilio]] (detto Mimmo) Cella giocavano rispettivamente nel ruolo di attaccante e di difensore, sebbene a quei tempi non esistessero ruoli ben definiti tant&#039;è che un Cella risulta anche come portiere in alcune partite del [[1916/17]] e addirittura nel campionato riserve [[1928/29]]. Alfredo (I) esordì nell&#039;anno [[1914]] mentre Mimmo (II) entrò in formazione a partire dal [[1916]].  Facevano parte di quelle formazioni laziali che videro partire molti dei loro atleti per la guerra e che furono impegnate in tornei semi-ufficiali. Alfredo rimase in formazione anche nel dopoguerra e nel [[1919]] vinse il trofeo [[Canalini Alberto|Canalini]]. Il [[13 marzo]] [[1921]] sul campo della [[Fortitudo]] alla Madonna del Riposo segnò il goal del pareggio, in un combattutissimo e sentitissimo derby, a due minuti dalla fine e con la Lazio ridotta in dieci. Si ritirò nel [[1925]]. Con i biancocelesti disputò 26 partite ufficiali e segnò 8 reti.&lt;br /&gt;
Erano figli di Giovanni, di mestiere carbonaio, e Salustri Rosa. Abitavano in Via delle Carrozze, 27.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alfredo Cella morì a Roma il 29 agosto 1957.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Cella (I) Alfredo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Cella (I) Alfredo]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Cella (I) Alfredo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Cella_(II)_Emilio&amp;diff=326873</id>
		<title>Cella (II) Emilio</title>
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		<updated>2017-08-27T16:58:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:CellaMimmo.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaMimmo2.jpg|thumb|right|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaDomenico.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pioniere&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilio Cella, detto Emilio, fratello di Alfredo Cella, nacque a Roma il 19 luglio 1898.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli [[Cella Alfredo|Alfredo]] ed Emilio (detto Mimmo) Cella giocavano rispettivamente nel ruolo di attaccante e di difensore sebbene ai loro tempi non esistessero ruoli ben precisi e un Cella risulta anche come portiere in alcune partite del [[1916/17]]. Alfredo (I) esordì nell&#039;anno [[1914]] mentre Mimmo (II) entrò in formazione a partire dal [[1916]]. Facevano parte di quelle formazioni laziali che videro partire molti dei loro atleti per la guerra e che furono impegnate in tornei semi-ufficiali. Alfredo rimase in formazione anche nel dopoguerra e nel [[1919]] vinse il trofeo [[Canalini Alberto|Canalini]]. Il [[13 marzo]] [[1921]] sul campo della [[Fortitudo]] alla Madonna del Riposo segnò il goal del pareggio, in un combattutissimo e sentitissimo derby, a due minuti dalla fine e con la Lazio ridotta in dieci. Si ritirò nel 1925. Con i biancocelesti disputò 26 partite ufficiali e segnò 8 reti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si spense a Roma, l&#039;8 dicembre 1960.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Cella (II), Emilio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<title>Cella (II) Emilio</title>
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		<updated>2017-08-27T16:55:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:CellaMimmo.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaMimmo2.jpg|thumb|right|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaDomenico.jpg|thumb|left|200px|Emilio &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pioniere&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilio Cella, detto Emilio, fratello di Alfredo Cella, nacque a Roma il 19 luglio 1898.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli [[Cella Alfredo|Alfredo]] ed Emilio (detto Mimmo) Cella giocavano rispettivamente nel ruolo di attaccante e di difensore sebbene ai loro tempi non esistessero ruoli ben precisi e un Cella risulta anche come portiere in alcune partite del [[1916/17]]. Alfredo (I) esordì nell&#039;anno [[1914]] mentre Mimmo (II) entrò in formazione a partire dal [[1916]]. Facevano parte di quelle formazioni laziali che videro partire molti dei loro atleti per la guerra e che furono impegnate in tornei semi-ufficiali. Alfredo rimase in formazione anche nel dopoguerra e nel [[1919]] vinse il trofeo [[Canalini Alberto|Canalini]]. Il [[13 marzo]] [[1921]] sul campo della [[Fortitudo]] alla Madonna del Riposo segnò il goal del pareggio, in un combattutissimo e sentitissimo derby, a due minuti dalla fine e con la Lazio ridotta in dieci. Si ritirò nel 1925. Con i biancocelesti disputò 26 partite ufficiali e segnò 8 reti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Cella (II), Emilio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<title>Cella (II) Emilio</title>
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		<updated>2017-08-27T16:54:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:CellaMimmo.jpg|thumb|left|200px|Domenico &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaMimmo2.jpg|thumb|right|200px|Domenico &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
[[File:CellaDomenico.jpg|thumb|left|200px|Domenico &amp;quot;Mimmo&amp;quot; Cella]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pioniere&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emilio Cella, detto Emilio, fratello di Alfredo Cella, nacque a Roma il 19 luglio 1898.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli [[Cella Alfredo|Alfredo]] ed Emilio (detto Mimmo) Cella giocavano rispettivamente nel ruolo di attaccante e di difensore sebbene ai loro tempi non esistessero ruoli ben precisi e un Cella risulta anche come portiere in alcune partite del [[1916/17]]. Alfredo (I) esordì nell&#039;anno [[1914]] mentre Mimmo (II) entrò in formazione a partire dal [[1916]]. Facevano parte di quelle formazioni laziali che videro partire molti dei loro atleti per la guerra e che furono impegnate in tornei semi-ufficiali. Alfredo rimase in formazione anche nel dopoguerra e nel [[1919]] vinse il trofeo [[Canalini Alberto|Canalini]]. Il [[13 marzo]] [[1921]] sul campo della [[Fortitudo]] alla Madonna del Riposo segnò il goal del pareggio, in un combattutissimo e sentitissimo derby, a due minuti dalla fine e con la Lazio ridotta in dieci. Si ritirò nel 1925. Con i biancocelesti disputò 26 partite ufficiali e segnò 8 reti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Calciatori|Cella (II), Emilio]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Cella (II), Emilio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<updated>2017-08-01T20:20:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2017-08-01T20:11:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: Scansione integrale dell&amp;#039;atto di nascita di Andrea Molina.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Scansione integrale dell&#039;atto di nascita di Andrea Molina.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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		<updated>2017-08-01T20:10:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: ATTO DI BATTESIMO DI ANDREA MOLINA - PARTE 02
Il cognome della madre è errato (è indicato Ferrari, anziché Martegani).&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;ATTO DI BATTESIMO DI ANDREA MOLINA - PARTE 02&lt;br /&gt;
Il cognome della madre è errato (è indicato Ferrari, anziché Martegani).&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=File:Molina1.jpg&amp;diff=324839</id>
		<title>File:Molina1.jpg</title>
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		<updated>2017-08-01T20:07:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: ATTO DI BATTESIMO DI ANDREA MOLINA - PARTE 01&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;ATTO DI BATTESIMO DI ANDREA MOLINA - PARTE 01&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Molina_Andrea_Teodoro&amp;diff=324837</id>
		<title>Molina Andrea Teodoro</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.laziowiki.org/w/index.php?title=Molina_Andrea_Teodoro&amp;diff=324837"/>
		<updated>2017-08-01T19:27:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;ZICK: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[image:molina.jpg|left|180px|thumb|Il nome di Molina sul libro dei caduti al fronte]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Centrocampista, nato a Cairate (VA) il [[21 ottobre]] [[1895]]. Ultimo figlio di Angelo Molina e di Teresa Martegani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#039; nella squadra Allievi nel [[1912]]. Partito per la [[Prima Guerra Mondiale|la grande guerra]] come Soldato nel 50° reggimento fanteria &amp;quot;Brigata Parma&amp;quot;, è disperso in combattimento il [[26 ottobre]] [[1915]] sul Col di Lana (BL). Il suo battaglione era stato inviato in aiuto del 49° BTG, che aveva conquistato Monte Castellazzo, sulla linea Passo San Pellegrino, Passo Valles, Col Di Lana, Sieff e Settsass.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:molinagiornale1.jpg|center|600px|thumb|Un articolo su Andrea Teodoro Molina pubblicato da &amp;quot;La settimana&amp;quot;, settimanale della provincia di Varese, il 27 gennaio 2017]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;Gallery perrow=3 caption=&amp;quot;Galleria di immagini&amp;quot; widths=270px heights=270px&amp;gt;&lt;br /&gt;
File:andrea molina omaggio floreale.jpg|L&#039;omaggio floreale con cui LazioWiki, tramite un suo associato, ha voluto ricordare il caduto Andrea Molina nel cimitero di Cairate, dove è posta una croce in sua memoria&lt;br /&gt;
Immagine:Lapide Molina Andrea.jpg|Il nome di Molina secondo a sinistra sulla Lapide ai Caduti di Cairate (VA)&lt;br /&gt;
File:atto_nascita_Molina Andrea.jpg|L&#039;atto di nascita di Andrea Molina &amp;lt;BR&amp;gt; (Gent. conc. del Comune di Cairate - VA)&lt;br /&gt;
File:molinaandreatomba.jpg|Una croce ricorda nel cimitero di Cairate il soldato disperso Andrea Molina. &amp;lt;br&amp;gt; Contributo di Samuele Zàccaro&lt;br /&gt;
File:molina andrea targa cimitero.jpg|Una scritta commemorativa dedicata ai caduti posta nel cimitero di Cairate. &amp;lt;br&amp;gt; Contributo di Samuele Zàccaro&lt;br /&gt;
&amp;lt;/Gallery&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{-}} {{-}} {{-}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| cellspacing=6 style=&amp;quot;border:1px solid navy&amp;quot; align=center&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ► &amp;lt;html&amp;gt; &amp;lt;a href = &amp;quot;#top&amp;quot;&amp;gt; Torna ad inizio pagina &amp;lt;/a&amp;gt; &amp;lt;/html&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Biografie|Molina Andrea]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Altri Calciatori|Molina Andrea]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pionieri|Molina Andrea]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>ZICK</name></author>
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