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	<title>15 Gennaio 1974 - Cronologia</title>
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		<title>Orso.free il 20:07, 15 gen 2014</title>
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		<title>Giulio C. il 22:09, 14 gen 2014</title>
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  &lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;a name=&quot;movedpara_2_3_rhs&quot;&gt;&lt;/a&gt;E&#039; la tela di un minuscolo Brueghel che usa pennelli « naìfs ». La società? E&#039; tutta nel Beato Lenzini, impresario e padre sparagnino: tant&#039;è vero che per trasferirsi da una città all&#039;altra, la squadra deve rispettare il contratto firmato con compagnia aerea di seconda grandezza che li deposita — ad esempio — a Milano, dopo un itinerario che ha toccato Bologna e Bergamo, oppure li trasferisce da Ciampino a Genova in pullman. E&#039; In questo contesto, molto alla buona, che si inserisce il fenomeno Lazio. Alcuni critici romani hanno alzato fior di sopraccigli avendo ricevuto come ricordino natalizio niente più d&#039;una cartolina con le firme dei giocatori. Il Beato Lenzini, preveggente ma non sempre, sa come far quadrare le lire. Anche per queste ragioni — buonsenso, rinuncia alle arie di grandezza — abbiamo salutato la squadra con simpatia. E poi c&#039;era il gioco, la vera gemma biancoceleste. Ma è gioco costruito su pochi uomini, bravissimi o di media bravura integrata nel collettivo: se salta una pedina, sono subito problemi amari. L&#039;anno scorso Re Cecconi dovette subire un&#039;infinità di iniezioni di cortisone, per un malanno. Poi ha speso l&#039;estate a riequilibrare globuli rossi e globuli bianchi, il cui rapporto era stato alterato dal medicinale. Se ha una caviglia in disordine, il « Netzer della Bassa » non trova sostituto. E Maestrelli è costretto a combinar la torta con tre ciliegine. Il « processo che stanno intentandogli è pura presunzione critica. La Lazio, ne siamo certi, può fare ancora molto, anzi moltissimo (perché di torinesi ne incontra solo due, tra l&#039;altro). Da oggi, la Juventus si affianca alla squadra romana in vetta. Ouanto durerà l&#039;accoppiata? Potrebbe sciogliersi già domenica ventura, con le aspre combinazioni che offre il calendario: Fiorentina-Juve e Foggia-Lazio, la prima una « classica », la seconda una gran bella recita tra le squadre del Sud che meglio hanno portato avanti il discorso calcistico del 1973-74.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;
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		<author><name>Giulio C.</name></author>
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		<title>Faber67: Creata pagina con &#039;﻿Scrive La Stampa:E ora comincia il braccio di ferro la « legge torinese » ha infetto un colpo di sperone alla classifica, che si allunga e crea vuoti ormai incolmabili. La L...&#039;</title>
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		<updated>2014-01-13T21:08:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;#039;﻿Scrive La Stampa:E ora comincia il braccio di ferro la « legge torinese » ha infetto un colpo di sperone alla classifica, che si allunga e crea vuoti ormai incolmabili. La L...&amp;#039;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;﻿Scrive La Stampa:E ora comincia il braccio di ferro la « legge torinese » ha infetto un colpo di sperone alla classifica, che si allunga e crea vuoti ormai incolmabili. La Lazio — miglior difesa in campionato con sole sette reti subite — conteggia amaramente i punti perduti contro Juventus e Torino: quattro su quattro. La bella squadra di Maestrelli non ce l&amp;#039;ha fatta in ottobre al Comunale, si è sciolta correndo rischi gravi di « cappotto » davanti ai granata. E&amp;#039; già iniziato il solito processo facilone, come se il meccanismo biancoceleste fosse in crisi, destinato ad una parabola discendente e non vittima, tra l&amp;#039;altro, di numerose circostanze, che in football si alleano spesso a un momento di scarsa vena. Vogliamo parlare di questa Lazio, del suo risvolto umano. Come squadra ha illustrato il calcio per oltre un anno, ed è ancora gravida di energie e schemi. Tutti la conoscono, tutti l&amp;#039;affrontano con la dovuta grinta, che significa anche omaggio a una « grande squadra. Ma aggiungiamo qualcosa a questo ritratto, e cioè un tocco d&amp;#039;ambiente. A Tor di Quinto, dov&amp;#039;è il quartiere d&amp;#039;allenamento dei laziali, il custode del campo zappetta in un suo orticello mentre la moglie fa il bucato alle maglie dei giocatori. Sull&amp;#039;erba, Chinaglia e Martini, Re Cecconi e Wilson si allenano avendo i figli attorno, che giocano e scalciano il pallone, insieme a Pietrangeli e ai ragazzini di Maestrelli. Il quadro è quasi paesano ma sanissimo, anche i celebri litigi si stemperano in animate discussioni familiari. La gente, per vedere i suoi « eroi » alle k prese con i famosi moduli e il famoso ritmo, si assiepa dietro la rete, si arrampica su certe gru dal braccio levato, e vi fa nido strillante. Sono ragazzette, operai, muratori, madri di famiglia. E&amp;#039; la tela di un minuscolo Brueghel che usa pennelli « naìfs ». La società? E&amp;#039; tutta nel Beato Lenzini, impresario e padre sparagnino: tant&amp;#039;è vero che per trasferirsi da una città all&amp;#039;altra, la squadra deve rispettare il contratto firmato con compagnia aerea di seconda grandezza che li deposita — ad esempio — a Milano, dopo un itinerario che ha toccato Bologna e Bergamo, oppure li trasferisce da Ciampino a Genova in pullman. E&amp;#039; In questo contesto, molto alla buona, che si inserisce il fenomeno Lazio. Alcuni critici romani hanno alzato fior di sopraccigli avendo ricevuto come ricordino natalizio niente più d&amp;#039;una cartolina con le firme dei giocatori. Il Beato Lenzini, preveggente ma non sempre, sa come far quadrare le lire. Anche per queste ragioni — buonsenso, rinuncia alle arie di grandezza — abbiamo salutato la squadra con simpatia. E poi c&amp;#039;era il gioco, la vera gemma biancoceleste. Ma è gioco costruito su pochi uomini, bravissimi o di media bravura integrata nel collettivo: se salta una pedina, sono subito problemi amari. L&amp;#039;anno scorso Re Cecconi dovette subire un&amp;#039;infinità di iniezioni di cortisone, per un malanno. Poi ha speso l&amp;#039;estate a riequilibrare globuli rossi e globuli bianchi, il cui rapporto era stato alterato dal medicinale. Se ha una caviglia in disordine, il « Netzer della Bassa » non trova sostituto. E Maestrelli è costretto a combinar la torta con tre ciliegine. Il « processo che stanno intentandogli è pura presunzione critica. La Lazio, ne siamo certi, può fare ancora molto, anzi moltissimo (perché di torinesi ne incontra solo due, tra l&amp;#039;altro). Da oggi, la Juventus si affianca alla squadra romana in vetta. Ouanto durerà l&amp;#039;accoppiata? Potrebbe sciogliersi già domenica ventura, con le aspre combinazioni che offre il calendario: Fiorentina-Juve e Foggia-Lazio, la prima una « classica », la seconda una gran bella recita tra le squadre del Sud che meglio hanno portato avanti il discorso calcistico del 1973-74.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Faber67</name></author>
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