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	<title>29 Gennaio 1974 - Cronologia</title>
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		<title>Santillana il 14:08, 5 lug 2018</title>
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Scrive La Stampa: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La conquista del « mezzo scudetto » non ha portato champagne o feste speciali, ma il solito riposo in famiglia. Maestrelli ed suoi giocatori sono entrati nella parte con serietà: sembrano abituati a stare lassù, o almeno si sforzano di dimostrarlo. Ora sono convinti di potercela fare, parlano di campionato con sicurezza, non arrossiscono più alla parola « scudetto ». Ma c&amp;#039;è di più. Reagiscono con nomi e dati all&amp;#039;osservazione che la Lazio non è squadra completa, che mancano nel parco riserve uomini utili per la prima squadra. Ha perso il timore reverenziale anche il buon Maestrelli, che risponde: « Dire che la Lazio non ha riserve è pura illazione. Lo scorso anno fummo fortunati, le vicende del torneo non ci costrinsero a mutare formazione. Giocammo quasi tutta la stagione con gli stessi uomini. Ora le cose procedono diversamente: si fa male Re Cecconi? Gioca Inselvini, che sostituisce il titolare con buon rendimento. Cala di forma Manservisi? E&amp;#039; pronto D&amp;#039;Amico, che dà all&amp;#039;attacco maggior ritmo ed una maggiore grinta . Fin qui Maestrelli. Ma l&amp;#039;elenco dei rincalzi laziali è assai lungo. Vediamolo. Oltre al portiere Moriggi ci sono i difensori Facco e Polentes, I centrocampisti Inselvini, Mazzola e Manservisi e la « punta » Franzoni. Tra i disponibili bisogna elencare pure Sergio Borgo, classe 1953, acquistato dalla Pro Patria la scorsa estate. Chiediamo a Maestrelli se ha segreti nella conduzione dei suoi ragazzi. Il trainer risponde: « Amicizia fra tutti, io sono il fratello maggiore, loro i fratelli minori. Sono bravo e severo secondo le circostanze, non uso le multe, ma la persuasione. Se occorre arrivo al rimprovero, magari urlo . E&amp;#039; successo anche domenica. Il racconto è di Maestrelli: « Nell&amp;#039;intervallo di Lazio-Bologna chiamai D&amp;#039;Amico e gli dissi seccamente che non ero contento di lui. Giocava con troppi personalismi, dimenticando i compagni. Gli gridai che il calcio è collettivo, non esibizione di singoli. Il ragazzo aveva le lacrime agli occhi. Quasi mi pentii d&amp;#039;aver urlato troppo ». Tutti ricordiamo il D&amp;#039;Amico della ripresa: scattante, veloce. In parte anche altruista, sempre pronto a seguire l&amp;#039;azione. Altro giovane è Fausto Inselvlni, bresciano, ventidue anni, sposato da qualche mese. Di luì Maestrelli dice: « Si è inserito bene nel nostro gioco. Con Inselvini in squadra possiamo permettere a Re Cecconi di guarire tranquillamente ».&lt;/div&gt;</summary>
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