Domenica 18 aprile 1982 - Cavese, stadio Comunale - Cavese-Lazio 0-0

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18 aprile 1982 - 2119 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1981/82 - XXX giornata

CAVESE: Paleari, Sasso, Guerini, Polenta, Chinellato, Cupini, Pavone, Repetto, De Tommasi, Crusco (36' Mari), Barozzi. A disp. Pigino, Biagini, Biancardi, Sartori. All. Santin.

LAZIO: Marigo, Spinozzi, Chiarenza, Mastropasqua, Pochesci, Sanguin, Viola, (46' D'Amico), Bigon, Vagheggi, Ferretti, Badiani. A disp. Moscatelli, Pighin, Perinelli, Speggiorin. All. Clagluna.

Arbitro: Sig. Lanese (Messina).

Note: giornata di sole. Ammoniti Spinozzi e Sasso. Espulso Sanguin al 68' per doppia ammonizione. Angoli 6-3 per la Lazio. A fine partita acceso litigio tra Marigo e De Tommasi.

Spettatori:10.000 circa di cui 8.870 paganti.

Le squadre entrano in campo

Una tranquilla partita di fine campionato col veleno in coda, per via di un confronto vivace tra il centravanti campano De Tommasi e il portiere laziale Marigo, divisi a stento dai compagni dopo un inseguimento (un colpo di follia) del primo verso il secondo che avrebbe potuto produrre una rissa gigantesca e ben altre conseguenze. Veleno si diceva impensabile perché il match era corso via senza patemi, con qualche occasione per parte, buone parate dei portieri e qualche scempio (Bigon su invito illuminante di D'Amico). La Lazio, al terzo 0-0 di fila, ha reclamato per un sandwich ai danni di Bigon in area campana ignorato da Lanese che, viceversa, dopo aver ammonito Sanguin per un fallo veniale, ha dovuto poi cacciarlo, esattamente un minuto dopo il rigore negato a Bigon, per un intervento greve sull'ottimo Guerini. Va detto che i due allenatori hanno esentato presto i due migliori del primo tempo, il peperino Crusco da una parte e il dinamico ma provato Viola dall'altra. Con l'uomo in più, la Cavese ha avuto due occasioni con il difensore Polenta di testa ma ha sprecato proprio al 90' l'opportunità vera: Barozzi, servito da un "assist" di Mastropasqua (rinvio lento di testa), ha controllato bene e poi sparato alle stelle il pallone della vittoria.