Domenica 20 luglio 2025 - Formello, stadio Mirko Fersini - Lazio-Lazio Primavera 3-0
► Stagione
20 luglio 2025 - Formello, Stadio Mirko Fersini - Amichevole - inizio ore 20.00
LAZIO: Provedel (46' Furlanetto, 71' Renzetti), Marusic (46' Lazzari), Gila (46' Gigot, 78' Ruggeri), Provstgaard (46' Romagnoli), Nuno Tavares (46' Hysaj), Guendouzi (46' Belahyane), Cataldi (46' Rovella), Dele-Bashiru (46' Vecino), Noslin (46' Cancellieri), Castellanos (46' Dia), Pedro (57' Basic). A disp.: Pinelli, Sanà Fernandes. Allenatore: Sarri.
LAZIO PRIMAVERA: Bosi (46' Giacomone, 69' Pannozzo), Ferrari (56' Lauri), Bordon R. (56' Pernaselci), Bordoni (56' Ciucci), Calvani (46' Trifelli), Gelli (46' Santagostino), Farcomeni (46' Milillo, 70' Cangemi), Morelli (46' Battisti, 70' Iorio), Cuzzarella (46' Curzi, 70' D'Agostino), Sulejmani (46' Montano, 70' Carbone), Serra (46' Canali). Allenatore: Punzi.
Arbitro: sig. Carucci (sez. Roma 2) - Assistenti: sigg. Sottile e D`Andrea
Marcatori: 42' Pedro, 68' Cancellieri, 90'+1' Basic
NOTE: recupero 3' st










► Il Corriere dello Sport titola: “Lazio con il marchio di Sarri: subito gol di Pedro”. Continua il quotidiano romano: “Il test: è finita 3-0 contro la Primavera: prodezza di Cancellieri, anche Basic a segno. Pressing, tocchi veloci e inserimenti. Tante rotazioni in due tempi”.
L’intramontabile classe di Pedro, leader tecnico e guida spirituale della Lazio. L’unico confermato tra un tempo e l’altro nell’amichevole d’esordio. Un’investitura simbolica in più arrivata dalla panchina. Un chiaro segnale: lo spagnolo è l’esempio da seguire. È finita 3-0 la sfida in famiglia contro la Primavera: gol di Pedro, Cancellieri e Basic. Bella figura dei baby di Punzi. Sarri ha sgranchito le gambe dei suoi sotto gli occhi di Lotito, seduto nella postazione presidenziale per seguire da vicino il test inaugurale del ritiro. Il Comandante ha riattivato subito la sua filosofia al Fersini: squadra corta, scambi veloci, al massimo due tocchi, pressing, inserimenti, linea di difesa alta. Il suo marchio evidente. I muscoli imballati, però, hanno condizionato i sincronismi e la misura delle giocate, troppo spesso imprecise.
Qualità. Pedro, neanche a dirlo, il più lucido in campo. Cross invitanti, movimenti senza palla e verticalizzazioni intelligenti. Anche un no look per la sovrapposizione di Tavares, terzino attento e anche in costante proiezione offensiva dalla sua parte. Suo il primo timbro estivo. Fallo laterale di Marusic, sponda aerea di Castellanos, tocco involontario di Noslin ed ecco al 42’ il sinistro preciso dell’ex Barcelona: dribbling su Bordon - miracoloso poco prima con un salvataggio su Dele-Bashiru - e tiro all’angolino con un bacio al palo. Tutti gli altri colpi sono rimasti in canna fino all’intervallo: palo di testa del Taty sul servizio dello stesso Pedro, un paio di tentativi cilecca di Noslin, schierato a destra per completare il tridente in assenza di Isaksen.
Richieste. Il danese ha saltato il match per febbre come Mandas e Pellegrini. Patric e Zaccagni, invece, stanno completando i protocolli riabilitativi. Sarri ha ruotato tutti gli altri a disposizione cambiandone 10 su 11 al break. Pedro ha resistito 11 minuti in più per poi lasciare il posto a Basic, ala per esigenza. Il tecnico si è sgolato per tutto il confronto con continui richiami, per lui sono stati quattro i volti “nuovi” dall’inizio: Provstgaard (in coppia con Gila) e Nuno in difesa, Dele-Bashiru a centrocampo, Noslin davanti. Cataldi capitano e scelto come perno in mediana: nella ripresa la fascia è stata affidata a Romagnoli, la regia a Rovella con Belahyane di nuovo mezzala destra.
Reti. A metà secondo tempo il gioiello di Cancellieri: palla sul sinistro e bordata all’incrocio da fuori aerea. L’esterno ha strappato applausi. Il tris l’ha firmato Basic nel recupero, stop e tiro incrociato dopo qualche chance di troppo sprecata. Sono rimasti a secco i centravanti: 3 opportunità nitide per Castellanos, non ha avuto occasioni Dia, che comunque è sembrato più reattivo nel gioco coi compagni rispetto all’argentino. Stamattina la sgambata di scarico, la prossima amichevole sabato a Frosinone contro l’Avellino. Servirà una qualità maggiore ad accompagnare le richieste tattiche di Sarri.
► Il Messaggero titola: “Regista e capitano. La rivincita di Cataldi”. Continua il quotidiano romano: “Nel primo test della Lazio, Sarri preferisce il romano a Rovella e gli dà la fascia. Contro la Primavera finisce 3-0: sblocca Pedro, nella ripresa Cancellieri e Basic”.
Figliol prodigo e di nuovo capitano. La rivincita di Cataldi servita dentro il blocco del mercato, ma soprattutto nel ritorno di Sarri alla Lazio. La riconoscenza, prima o poi, torna sempre indietro come un premio del destino. Pur avendo iniziato a giocare di meno con l'esplosione di Rovella (salvo nei big match), il 12 marzo 2024 Danilo era stato uno dei primi a catapultarsi a casa del Comandante per provare a farne rientrare le dimissioni dalla Lazio. Tentativo vano, ma oggi ripagato: Mau lo preferisce a Rovella dal 1' nella prima amichevole di questo ritiro estivo contro la Primavera (finita 3-0, Pedro, Cancellieri e Basic marcatori del tabellino). Non solo: con la nuova maglia celeste, gli restituisce l'amata fascia da capitano al braccio. Da bandiera ammainata ed esiliata a Firenze (33 presenze e tre gol fra Coppe e campionato), dunque, ad ancora di salvataggio della Lazio. Senza la possibilità di aggiungere pedine a centrocampo, Sarri riabilita subito il 30enne, uno dei pochi prodotti del vivaio, di cui aveva già esaltato le doti nell'annata del secondo posto: "Un giocatore maturato a livello esponenziale, molto meno considerato di quanto meriterebbe perché è romano e cresciuto qua. Se la Lazio l'avesse pagato 20 milioni, ci sarebbe stata un'altra considerazione per Danilo". L'addio di Mau era stato un incubo, lo scorso ritiro Cataldi era diventato il capro espiatorio societario dell'abbandono di Tudor ed era finito sul mercato. Adesso Fabiani e il Comandante si sono messi di traverso a Lotito per trattenerlo.
Il centrocampo. Giù le mani da Danilo, al quarto rientro (dopo Crotone, Benevento, Genoa e Fiorentina) alla Lazio. Mau ama le sue verticalizzazioni, ammirate ieri per tutto il primo tempo. Il tecnico riparte da Danilo come vertice basso, lì vuole uno-due tocchi, e Rovella "deve ancora migliorare nel palleggio". Oltretutto Sarri ha riserve su Belahyane, lo prova da mezz'ala e urla perché tiene troppo palla lì in mezzo. Il marocchino dentro con Nicolò e Vecino nel secondo tempo, prima a centrocampo Guendouzi e Dele-Bashiru: il nigeriano piace tanto, ma deve rifinire il senso della posizione, anche se Mau gli chiede di sganciarsi di continuo a pressare alto in fase di non possesso. Davanti Taty si mangia due reti, segna sempre Pedro (sinistro, palo-gol) sul gong del primo tempo. Con Zaccagni e Isaksen out sugli esterni, c'è lo spagnolo dall'inizio con Noslin, che sbaglia tanto ma mostra grande impegno anche in ripiegamento. Cancellieri prova a oscurarlo nella ripresa con una prodezza all'incrocio. Dia conferma reattività e lucidità nel legare il gioco, ma rimane a digiuno. Servono più gol per il futuro.
La difesa. La difesa deve tornare tuttavia la forza assoluta della Lazio. Prove più concrete per il primo possibile quartetto titolare a poco più di un mese dall'esordio in campionato a Como. Romagnoli sarà squalificato nelle prime due giornate e, in attesa di avere un responso sul recupero di Patric, Sarri insiste sul gigante Provstgaard al fianco di Gila al centro. Il danese imposta con personalità, si mostra sicuro e preciso. Gigot continua a non essere considerato, tanto da essere sostituito da Ruggeri dopo appena 30’ in campo. A destra Marusic resta un punto fermo, a sinistra Tavares si conferma un'arma da inquadrare in fase di ripiegamento. Nuno sta dimostrando applicazione e massimo impegno, in più ha cambiato numero: via il 30, ecco il 17 di Immobile, un mito scomodo. Mandas è a letto con la febbre, rinviato il duello con Provedel, mai impegnato come Furlanetto. La Lazio è ancora imballata dai carichi di lavoro, non ha volti nuovi, ma vecchio figlioccio, sia pure camuffato dal capello biondo.
► Il Tempo titola: “Sempre Pedrito”. Continua il quotidiano romano: “Primo test contro la Primavera nel centro di Formello: finisce 3-0 sotto gli occhi di Lotito. Sarri prova il solito 4-3-3, Cataldi capitano, tante le assenze. Prodezza dello spagnolo, gran gol di Cancellieri, tris di Basic”.
La Lazio riparte dal solito Pedro. Nel primo test amichevole della nuova stagione, è proprio lo spagnolo a sbloccare la gara contro la Primavera di Punzi, confermandosi una delle pochissime certezze. Da Baroni a Sarri, il discorso non cambia. L'ex Barcelona e Chelsea è stato uno dei pochi a salvarsi nell'ultima stagione e resta un fedelissimo del tecnico toscano, che infatti lo tiene in campo anche dopo l'intervallo, mentre rivoluziona il resto della formazione. Gli unici assenti del test in famiglia sono i lungo degenti Patric e Zaccagni, gli influenzati Mandas e Isaksen, oltre a Pellegrini. Tra i promossi della prima uscita estiva c'è Danilo Cataldi. Tornato a Roma dopo il prestito alla Fiorentina, il centrocampista classe '94 è partito titolare e con la fascia da capitano al braccio, preferito a Rovella, accanto a Guendouzi e Dele-Bashiru. Una scelta che il romano ha ripagato con una buona prestazione, interpretando il gioco proprio come chiede Sarri. Dopo il primo tempo, l'ex Viola si è pure concesso qualche allungo in solitaria: segnale chiaro di determinazione, perché la sfida con Rovella per una maglia da titolare è solo agli inizi. Meno convincenti, invece, gli acquisti della scorsa stagione: Tavares, Noslin e Dele-Bashiru non hanno lasciato il segno.
Il Comandante li ha richiamati spesso, segno che il rodaggio è ancora lungo. Ancora imballati, poco brillanti e, nel caso di Noslin, anche imprecisi sotto porta: l'olandese ha sprecato due buone occasioni nel primo tempo, la prima su assist di Guendouzi e la seconda a pochi minuti dall'intervallo. Decisamente meglio Cancellieri, che nella ripresa ha firmato un gran gol per il 2-0. Le prime indicazioni offensive dicono che Boulaye Dia sembra più pronto rispetto a Castellanos. Il senegalese, subentrato nel secondo tempo, è stato più incisivo e dentro al gioco rispetto all'argentino. Nella ripresa c'è stato spazio anche per Belahyane, mezz'ala che ha completato un centrocampo “bis” formato insieme a Rovella e Vecino. Dopo una stagione in cui ha giocato poco, il giovane marocchino spera ora di ritagliarsi più spazio, magari già in questo pre-campionato. Ad arrotondare il risultato finale è stato Basic in pieno recupero. Prestazione non certo esaltante per i biancocelesti alla prima stagionale sotto gli occhi del presidente Lotito, presente nell'area hospitality dello Stadio Fersini, ovviamente chiuso ai tifosi. Poco brillante e con poche idee, Sarri non può essere contento dei primi segnali. Sabato sera a Frosinone il livello si alzerà: in programma c'è l'amichevole contro l'Avellino (fischio d'inizio ore 20.30). Le risposte dovranno arrivare già in quell'occasione.
► La Gazzetta dello Sport titola: “Ricominciamo. Lazio già carica. Scatta il Sarri bis nel segno di Pedro”. Continua il quotidiano: “E’ dello spagnolo il primo gol stagionale. Il tecnico sempre in piedi chiede subito grinta e velocità”.
Grinta e tensione sono già da clima campionato. Maurizio Sarri non si smentisce, per lui ogni partita è importante, anche la prima della stagione, e anche se è in famiglia, contro la formazione Primavera. Il Comandante si piazza sulla panchina del Fersini di Formello, ma ci resta solo per pochi minuti. Si alza subito e comincia a bacchettare i suoi come da copione. Il Sarri-bis è davvero iniziato ed è cominciato proprio come tutti se lo immaginavano, con il tecnico che si è messo al centro del ring in una stagione che per la sua Lazio sarà molto particolare visto che non può operare sul mercato. L’unica novità è proprio lui. Tutti si aspettano un nuovo “miracolo”, tipo il secondo posto del 2023, ed è per questo che Sarri è voluto partire a tutta.
Eterno Pedro. La prima settimana di lavoro a Formello è stata particolarmente intensa, come e forse più dei precedenti ritiri guidati dal Comandante. Lo si è visto proprio nell’amichevole con la Primavera. Lazio imballata, anche se volenterosa. Brava nell’interpretazione tattica del match, ma ancora lenta e soprattutto imprecisa sottoporta. Segnali, gli ultimi due, di una scarsa lucidità che non può non essere messa in relazione ai carichi di lavoro dei giorni scorsi. Così, per vedere il primo gol stagionale, bisogna aspettare quasi tutta la prima frazione di gioco. Lo realizza il solito Pedro a tre minuti dall’intervallo. Dello spagnolo era stato anche l’ultimo gol della scorsa annata, quello segnato a San Siro contro l’Inter che, più che alla Lazio, è servito al Napoli per vincere lo scudetto. Oltre al gol l’ex Barca è apparso anche uno dei pochi già in discrete condizioni. Suo l’assist per il colpo di testa di Castellanos che finisce sul palo a metà del primo tempo. Ad arrotondare il punteggio sul 3-0 ci penseranno poi Cancellieri a metà ripresa (gran gol, con un tiro a giro sul palo lontano) e Basic nel finale. Il croato aveva sfiorato la rete già tre volte in precedenza (con una traversa). E vicini alla marcatura sono andati pure Castellanos e Dele-Bashiru nel primo tempo; Dia, Vecino e Rovella nella ripresa.
Rivincita Cataldi. In tribuna il presidente Lotito, in campo invece assenti ben cinque giocatori. Zaccagni e Patric che stanno seguendo i rispettivi percorsi riabilitativi dopo le operazioni dei mesi scorsi; e poi Isaksen, Mandas e Pellegrini, tutti febbricitanti. Sarri ha schierato due formazioni diverse tra primo e secondo tempo, “mischiando” titolari e riserve. Chiaro l’intento del tecnico di tenere tutti sulla corda. Ma la sua scelta significa anche che le gerarchie vanno ancora definite. Nel primo tempo in cabina di regia è stato schierato il “figliol prodigo” Cataldi, cui Sarri ha anche affidato la fascia di capitano (passata poi nella ripresa sul braccio di Romagnoli). Per il centrocampista romano una bella rivincita, visto che un anno fa era uno dei candidati a raccogliere l’eredità di Immobile prima di essere ceduto alla Fiorentina. Il capitano resta Zaccagni, ma Cataldi è tornato al centro della Lazio dopo che sembrava esserne definitivamente uscito fuori. E un destino simile può toccare pure a Cancellieri, il cui gol è un altro segnale importante dopo quelli lanciati in allenamento.
Provedel, Gila, Guendouzi, Provstgaard, Marusic, Castellanos Noslin, Pedro, Dele-Bashiru, Cataldi, Nuno Tavares |
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