Domenica 7 gennaio 1979 - Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 1-1 (0-2 per delibera del G.S.)

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Stagione

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7 gennaio 1979 - 1986 - Campionato di Serie A 1978/79 - XIII giornata

NAPOLI: Castellini, Bruscolotti (68' Tesser), Valente, Catellani, Ferrario, Pin, C.Pellegrini, Vinazzani, Savoldi (I), Majo, Filippi. A disp.: Fiore, Capone. All. Vinicio.

LAZIO: Cacciatori, Tassotti, Martini (50' Ghedin), Wilson, Ammoniaci, Cordova, Agostinelli, Nicoli, Giordano, D'Amico, Badiani. A disp.: Fantini, Cantarutti. All. Lovati.

Arbitro: Lapi (Firenze).

Marcatori: 13' Nicoli, 17' Savoldi (I).

Note: l'incontro è terminato sul risultato di 1-1, ma successivamente sarà annullato per delibera del Giudice Sportivo con assegnazione dello 0-2 a tavolino per la Lazio. Ammonito Pin. Angoli 11-7 per il Napoli. Giornata di sole, temperatura rigida. Lazio con il lutto al braccio. Esordio in serie A per Tesser.

Spettatori: 60.000 circa (21.431 paganti per un incasso di £. 76.204.000 e 38.284 abbonati per una quota di £. 78.294.200).

Dal Guerin Sportivo, la fotocronaca del ferimento di Pighin e Manfredonia
Da l'Unità: la cronaca della gara
Dal Guerin Sportivo, le due reti del match
Filippi in azione

E' stata una partita fantasma, più che altro un allenamento dove le due squadre sono coscienti che la posta in palio è nulla e tutto per colpa di un teppista che ha segnato il corso della gara prima che questa cominciasse. Sono infatti le 14,25 quando le due squadre, agli ordini dell'arbitro Lapi si preparano ad entrare in campo. I giocatori sono sullo scalone che porta dagli spogliatoi al terreno di gioco quando, da un settore non precisato del San Paolo, viene lanciato all'indirizzo delle squadre un grosso petardo che passa tra le maglie della rete di protezione.

La deflagrazione avviene tra i giocatori che sono vicino alle scale ed è molto potente. I giocatori biancazzurri (per l'occasione in maglia rossa per esigenze televisive) Dario Pighin e Lionello Manfredonia cadono a terra storditi. Scene di panico si registrano fra gli altri giocatori che chiamano a gran voce i medici sociali per prestare le prime cure del caso.

L'arbitro fa rientrare le squadre negli spogliatoi mentre il medico biancazzurro Renato Ziaco, aiutato dal medico sociale del Napoli Dott. Acampora e dal personale sanitario dello stadio, cercano di rianimare i due giocatori riuscendoci. I giocatori riportano entrambi un trauma ipoacustico percettivo destro (la prognosi parla di sordità improvvisa da trauma acustico destro). E' necessario il trasporto all'ospedale dei Pellegrini per i controlli del caso che, fortunatamente, risulteranno tutti negativi e perciò, in serata, potranno raggiungere la capitale. Intanto negli spogliatoi l'arbitro comunica che avrebbe fatto giocare la gara con 30' di ritardo per dar modo alla Lazio di poter richiamare due giocatori non in lista che si erano accomodati in tribuna: Ghedin e Ammoniaci che vengono addirittura invitati dall'altoparlante a presentarsi con urgenza dall'arbitro.

Lovati manda in campo il giovanissimo Tassotti al posto di Pighin e lo stesso Ammoniaci al posto di Manfredonia, mentre Ghedin si accomoda in panchina. Tuttavia è ormai chiaro che la gara è segnata e le due squadre entrano in campo con stati d'animo diversi: rassegnati i napoletani, mentre i biancazzurri sono più che altro preoccupati per la sorte dei compagni feriti. La gara disputata ne esce noiosa, ravvivata solo dalla rete di Nicoli abile, al 13', a smarcarsi e trovarsi davanti a Castellini per batterlo inesorabilmente.

Quattro minuti dopo arriva il pareggio di Savoldi che sfrutta una mischia in area e realizza alle spalle di Cacciatori. La cronaca della partita finisce praticamente qui. Il giudice sportivo, il successivo mercoledì 10 gennaio, delibera la vittoria della Lazio per 0-2 per responsabilità oggettiva del Napoli sul servizio d'ordine allo stadio e perché il petardo è stato lanciato da un settore affollato da soli tifosi partenopei. Il San Paolo, inoltre, viene squalificato per due giornate.