Giovedì 17 aprile 2025 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bodø Glimt 3-1 (d.t.s.) - 5-4 (d.c.r.)

Da LazioWiki.

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17 aprile 2025 – Roma, stadio Olimpico - Europa League - Europa League – Quarti di finale – Gara di ritorno - inizio ore 21.00


LAZIO: Mandas, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic (68' Tavares) (93' Hysaj), Rovella (84' Vecino), Guendouzi, Isaksen (84' Tchaouna), Pedro (68' Dia), Zaccagni (88' Noslin), Castellanos. A disposizione: Provedel, Furlanetto, Gigot, Dele-Bashiru. Allenatore: Baroni.

BODØ/GLIMT: Haikin, Sjovold, Bjortuft (105' Jensen), Gundersen, Bjorkan (103' Sorli), Evjen (89' Moe), Berg, Saltnes (56' Fet), Blomberg (76' Maatta), Hogh (76' Helmersen), Hauge. A disposizione: Lund, Nielsen, Auklend, Klausen, Hansen, Kjaer, Brondbo. Allenatore: Knutsen.

Arbitro: Sig. Siebert (Germania) - Assistenti Sigg. Seidel - Foltyn - Quarto uomo Sig. Schlager - V.A.R. Sig. Dankert - A.V.A.R. Sig. Brand – Delegato UEFA Sig. - Osservatore arbitro Sig.

Marcatori: 20' Castellanos, 90'+3' Noslin, 100' Dia, 109' Helmeren

Sequenza rigori: Hauge parato, Dia gol, Fet gol, Tchaouna parato, Sorli gol, Noslin fuori, Moe gol, Guendouzi gol, Berg fuori, Castellanos parato.

Note: ammonito 22' Rovella, 35' Hogh, 59' Knutsen, 63' Evjen, 77' Helmersen, 80' Berg, 102' Sjovold, 104' Lazzari, 107' Dia. Espulso 120' Helmersen. Angoli 15 a 3. Recuperi: 3' p.t., 6' s.t., 3' p.t.s., 1' s.t.s.

Spettatori: 55.000 circa.


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I calciatori convocati per la partita odierna


► Il Corriere dello Sport titola:

Il Messaggero titola:.


Il Tempo titola: “La notte più amara”. Continua il quotidiano romano: “Biancocelesti eliminati ai rigori dopo la grande rimonta. Noslin manda la sfida ai supplementari poi Dia illude. Helmersen allunga ancora il match. Tre errori dal dischetto e norvegesi in semifinale”.

Finisce qui l'Europa League della Lazio, nel modo peggiore ai rigori dopo una prova sontuosa e aver completato la rimonta. Apre Taty, Noslin nel recupero manda la partita ai supplementari. Dia illude un Olimpico da urlo, Helmersen regala i rigori al Bodo. Ne sbagliano tre i biancocelesti con Tchaouna, Noslin e Castellanos, due i norvegesi ma basta per andare in semifinale. Una beffa, un dramma sportivo ma questo è il calcio. Alla fine Baroni si presenta con Pedro dietro a Castellanos e lascia inizialmente Dia in panchina. Isaksen e Zaccagni ai lati per lanciare l'assalto alla porta di Haikin, a centrocampo la coppia Rovella-Guendouzi. In porta Mandas davanti a una linea a quattro formata Lazzari, Gila, Romagnoli e Marusic. Sull'altro fronte il tecnico Knutsen si affida agli undici che a Bodo hanno dominato la Lazio in tutte le zone del campo. Tutto gira intorno alla mente Berg e soprattutto alle percussioni di Hauge che all'andata ha fatto a pezzi i dirimpettai sulla fascia sinistra dei norvegesi.

I laziali sono tanti, oltre 55.000 per aiutare la squadra a provare la rimonta dopo il tonfo in Norvegia. Si comincia con cinque minuti da brividi: Lazio impacciata e presa di sorpresa dagli ospiti. Un paio di pericoli potenziali poi l'Olimpico comincia a spingere la squadra e i biancocelesti prendono in mano gioco e partita. AI 21' mezza rimonta è completata: Lazzari recupera palla, Isaksen mette in mezzo e il Taty ritrova il gol dopo oltre due mesi con un bellissimo colpo di tacco. L'arbitro Siebert, a tratti indisponente, ammonisce Rovella e risparmia almeno due avversari (Blomberg col piede a martello rischia di fare male a Romagnoli) prima estrarre il giallo per il centravanti Hogh. La Lazio domina, strapazza l'avversario, tutto rintanato dietro, Castellanos sfiora la doppietta, Zaccagni colpisce la traversa di testa, Pedro sbaglia la rifinitura e Lazzari calcia alto dopo un altro ottimo recupero sulla possibile ripartenza norvegese. Unico tiro del Bodo è di Berg su punizione, puntuale la deviazione di Mandas, poi tutti a riordinare le idee negli spogliatoi.

Ripresa all'assalto anche se il Bodo riparte meglio rispetto alla prima frazione. Zaccagni viene bloccato dal portiere Haikin, Mandas salva tutto su Blomberg. Siamo al 68' Baroni inserisce Dia e Tavares per Pedro e Marusic ma ora la fatica si sente e la partita diventa una corrida con i norvegesi che perdono tempo ogni volta che è possibile. Passano i minuti tocca a Tchaouna e Vecino per Isaksen e lo sfinito Rovella poi tocca anche a Noslin per gli ultimi attacchi, la mossa disperata di Baroni. Proprio lui, l'olandese impalpabile per mesi, al 93' in mischia manda la gara ai supplementari su assist di Romagnoli dopo che il Bodo aveva fallito una clamorosa occasione. Niente da fare per Tavares che chiede il cambio con tanto di crisi di pianto: c'è Hysaj. Al 100' ennesima percussione di Guendouzi, cross al bacio per Dia che infila il 3-0. Taty si blocca ma non ci sono più sostituzioni, deve soffrire in campo mentre l'Olimpico è in delirio. Per poco perché Helmersen riporta tutto in parità con uno stacco prodigioso. Espulso proprio l'autore del gol norvegese per doppio giallo quando mancano 60 secondi ma si va ai rigori. Dia segna, poi sbagliano Tchaouna e Noslin, segna Guendouzi, l'errore di Berg regala speranze ma Castellanos va sul dischetto e fallisce il penalty decisivo. Bodo in semifinale contro il Tottenham. Una notte maledetta proprio come la Lazio.


La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio fuori. Ma così fa male”. Continua il quotidiano: “Rimonta sfiorata ne fa tre al Bodo poi va ko ai rigori. Castellanos, Noslin e Dia illudono. Helmersen porta sul 3-3 complessivo. Infine la beffa".

Fa male da morire perdere la semifinale così. Fa malissimo. La Lazio esce ai rigori dopo aver dominato il Bodø per quasi centoventi minuti, restituendo ai norvegesi la figuraccia dell’andata con gli interessi. Ma sul più bello, sul 3-0 firmato da Dia, quando Londra e il Tottenham sembravano vicini e una sfida da Champions era all’orizzonte, ecco la maledetta distrazione e addio: Helmersen trova il 3-1 che rimette la situazione in parità fino ai rigori. Dal dischetto poi è un supplizio: la Lazio segna soltanto con Dia e con lo straordinario Guendouzi, mentre Tchaouna, Noslin e Castellanos sbagliano. Proprio gli ultimi due avevano riequilibrato lo 0-2 dell’andata con due gol splendidi: l’argentino di tacco nel primo tempo, l’olandese entrando in velocità al 93’ per l’incredibile 2-0, quando sembrava finita. Il 3-0 di Dia, il 3-1 di Helmersen, infine i rigori: il Bodø ne sbaglia soltanto due e conquista un risultato storico, mai una norvegese in una semifinale.

Spettacolo e rabbia. Peccato: la Lazio avrebbe dovuto vincere prima, è stata la più bella degli ultimi mesi. Non ha mai dato respiro al Bodø, in una partita ricca di emozioni e occasioni. Meritava di qualificarsi. È mancata un po’ di precisione al momento del tiro, forse la stanchezza per un assedio infinito ha annebbiato le idee nel momento chiave. Ma davvero si può rimproverare poco alla Lazio e a Baroni che non ha sbagliato una mossa. Del Bodø dell’andata è rimasto poco niente, se non il primo quarto d’ora che un po’ mette paura alla Lazio con progressioni veloci e pressing che non lasciano presagire niente di buono. Neanche il tempo di immaginarsi la replica del film e la Lazio prende possesso del match per non abbandonarlo più fino alla fine. Una partita senza pause, grazie alla manovra ampia, veloce e spettacolare di Baroni e all’atteggiamento del Bodø che, per costituzione, non sa fare le barricate e tende a perdere palla se va sotto pressione. L’unico peccato è che a questa mole di lavoro enorme non corrisponde la stessa precisione sotto rete.

Taty che tacco. Nei primi 90’ i tiri in porta della Lazio sono addirittura sedici, compresa la traversa di Zaccagni, ma il loro portiere Haikin non è mai costretto a superarsi: è la Lazio che dovrebbe essere più cattiva. Però la superiorità è devastante ben oltre l’unico gol con il quale si chiude in vantaggio il primo tempo: errore collettivo di Hauge, Saltnes, i fenomeni dell’andata, e Bjorkan, e così Isaksen vola a destra, liberandosi di Gundersen e appoggiando a Castellanos per un tacco da applausi. Isaksen è l’immagine del ribaltamento dei ruoli rispetto all’andata. Un fantasma in Norvegia, un assaltatore indemoniato qui, sempre aggressivo e ripartente. Ma si fa fatica a indicare il peggiore in una Lazio nella quale il bel gioco moltiplica i singoli.

Dominio tattico. La Lazio domina tatticamente i norvegesi, la lezione di Bodø è stata mandata a memoria. Ora Guendouzi e Rovella comandano da lontano, senza farsi risucchiare dalla mediana norvegese, gestendo un possesso orizzontale e allargando la manovra sulle fasce dove c’è sempre una sovrapposizione. Le occasioni nascono dai tagli verso la porta, spesso dopo essere andati a riconquistare la palla nella trequarti. Guendouzi è spaventoso per ritmo e continuità, Castellanos avrebbe l’occasione del 2-0 a metà secondo tempo ma scivola, però non dà mai respiro ai difensori norvegesi.

Emozioni. Romagnoli è insuperabile dietro e decisivo in area avversaria: quando sembra finita, al 48’ della ripresa, è lui che salta di testa offrendo il pallone a Noslin che arriva con un treno. Noslin ha preso il posto di Zaccagni esausto, portando velocità e peso in area: il 2-0 fa cadere letteralmente l’Olimpico, nessuno ci credeva più dopo l’ennesima sfilata di occasioni. Poi il 3-0 con Dia, nel primo supplementare, altro nuovo entrato per Pedro che aveva dato tutto. Ma il Bodo risponde con Berg e soprattutto, Helmerson che si procura due grandi occasioni, firmando il 3-1 che trasforma il finale in un incubo. Fino ai maledetti rigori.


► Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara: "Norvegesi in semifinale. La squadra di Baroni rimonta la sconfitta dell'andata ma perde ai rigori".

All'Olimpico, nel ritorno dei quarti di finale di UEFA Europa League, la Lazio rimonta la sconfitta per 2-0 dell'andata, vincendo 3-1, ma perde poi ai calci di rigore: il Bodø/Glimt festeggia la qualificazione alla semifinale e diventa la prima squadra norvegese a centrare questo traguardo in una competizione europea. L'avvio del Bodø è di personalità, ma è la Lazio a sbloccare il risultato. Il gol del vantaggio lo firma Taty Castellanos, al 21', con un fantastico colpo di tacco sull'assist di Gustav Isaksen. Per l'attaccante argentino è il quarto centro nella competizione. I campioni di Norvegia accusano il colpo, la Lazio li costringe sulla difensiva, ma la pressione della squadra di Marco Baroni non riesce a portare al raddoppio: ad andarci più vicino è Mattia Zaccagni, ma il capitano centra la traversa di testa.

Nel secondo tempo, se possibile, la partita si fa ancora più vibrante. La Lazio fa incetta di corner e costruisce azioni a ripetizione, soprattutto con Zaccagni e Pedro, ma anche Christos Mandas - confermato tra i pali - deve superarsi sulla conclusione di Kasper Høgh, capocannoniere della competizione. Entra Nuno Tavares, ci prova anche Zaccagni su punizione ma Nikita Haikin è davvero insuperabile. A un passo dal fischio finale - dopo una grande occasione sciupata dalla squadra di Kjetil Knutsen con il subentrato Andreas Helmersen - Tijjani Noslin raccoglie l'assist di Alessio Romagnoli e firma sotto misura il 2-0 che porta la gara ai supplementari. Boulaye Dia, un altro giocatore entrato dalla panchina, fa centro di testa sul cross di Matteo Guendouzi e fa impazzire i tifosi della Lazio, che però sono "gelati" nel secondo tempo supplementare da un altro colpo di testa, stavolta di Helmersen. Ai calci di rigore, poi, hanno la meglio gli ospiti, che volano in semifinale.



La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito https://www.uefa.com/uefaeuropaleague/
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