Sabato 1 agosto 2026 - Formello, Campo Centrale del Training Center S.S. Lazio - Lazio-Avellino 6-3
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1 agosto 2026 - Formello, Campo Centrale del Training Center S.S. Lazio - Amichevole - inizio ore 9.30
LAZIO: Mandas (46' Motta), Pedraza (69' Doekhi), Romagnoli (58' Provstgaard), Marusic (46' R. Bordon), Floriani M. (69' Lazzari), Belahyane (69' Rovella), Przyborek (69' Dele-Bashiru), Cancellieri (69' Zaccagni), Serra (69' Taylor), Dia (46' Artistico), Ratkov (69' Noslin). A disposizione: Renzetti, Pellegrini, Saná Fernandes, Galassi, Farcomeni. Allenatore: Gattuso.
AVELLINO: Iannarilli (50' st Martinelli), Vignoli (46' Cancellotti), Simic (60' Enrici), Fontanarosa, Moruzzi (60' Sala), Sounas (60' Besaggio), Palmiero (60' Faticanti), Di Maggio (60' Palumbo), Biasci (60' Russo), Spadoni (60' Fila), Favilli (60' Pandolfi). A disposizione: Sassi, Maisto, De Michele, Aloisi. Allenatore: Nesta.
Arbitro: sig. Perri (sez. Roma1) - Assistenti: sigg. Fontemurato e Barone - IV ufficiale: sig. La Penna
Marcatori: 12' Di Maggio, 14' Serra, 22' Ratkov, 33' Ratkov, 46' Belahyane, 53' Artistico (rig.), 66' Besaggio, 74' Pandolfi, 90'+1' Taylor
NOTE: recupero 2' pt; 2' st. Osservato un minuto di silenzio in memoria di Franco Baresi, ex capitano del Milan e della Nazionale italiana.

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• Il Corriere dello Sport titola l’articolo di cronaca: “Battuto 6-3 l'Avellino di Nesta. Floriani Mussolini corre e si fa notare. Dentro Romagnoli”.
Risultato tennistico per la Lazio, 6-3 all’Avellino nella terza amichevole. Il primo “break”, come già successo contro la Primavera, è stato però dei campani (12’): palla persa da Przyborek (mediano con Belahyane nel 4-2-3-1), triangolo tra Sounas e Palmiero, cross e mancino vincente di Di Maggio. La reazione è arrivata presto grazie soprattutto alla corsa di Floriani Mussolini, uno dei migliori in campo. Serra ha pareggiato di testa dopo il tocco dell’ex Iannarilli (15’), Ratkov ha firmato il sorpasso con il destro su servizio dello stesso terzino (22’). Per il serbo, scortato da Dia, ecco la doppietta al 36’: dribbling di Serra a sinistra, tocco di Pedraza in sovrapposizione, stop e tiro dell’ex Salisburgo. Poco coinvolto nel gioco, comunque freddo in area.
Afa. Gattuso ne ha cambiati tre all’intervallo: Motta per Mandas, Bordon per Marusic (ancora centrale), Artistico per Dia. Romagnoli, schierato titolare, è rimasto in campo per altri 13 minuti (poi dentro Provstgaard). Scelte dettate dal test di stasera con l’Ascoli, altra squadra di Serie B. Le rotazioni massicce sono avvenute al 70’ (con passaggio al 4-3-3). Le squadre si sono allungate nella ripresa, il caldo ha fatto aumentare stanchezza ed errori. Belahyane ha siglato il 4-1 in pressing alto (47’), Artistico - molto più vicino a Ratkov di Dia - ha trasformato il rigore guadagnato (53’). Poi la Lazio si è rilassata troppo: Besaggio ha sorpreso Motta sotto le gambe (67’), Pandolfi è stato tenuto in gioco da Bordon (74’). Taylor, con freddezza olimpica, ha infilato dal limite chiudendo i giochi (91’).
• Il Messaggero titola: “Rino trova altri gol. Doppietta di Ratkov e i giovani crescono”. Continua il quotidiano romano: “La Lazio supera l’Avellino di Nesta (6-3) e dà buone indicazioni al tecnico. Avanti con il 4-2-3-1. La squadra aggredisce sempre l’avversario. Conferme da Pedraza e Florianii. Segnali anche da Przyborek. Gattuso: “La squadra comincia a fare ciò che voglio”. Ma servono almeno tre rinforzi: “Ci manca qualcosa””.
“Dobbiamo alzare il livello, qualcosa ci manca. Ma guardo a quello che ho in casa. Serve alzare l'asticella, ma è un piacere allenare questi ragazzi”. Gennaro Gattuso usa bastone e carota. Dopo la terza uscita contro l'Avellino (6-3 per la Lazio contro Nesta, accolto in maniera calorosa dal club della sua vita e che alla fine si è meritato anche un video social) il tecnico ricorda alla società che deve intervenire sul mercato. Stesso identico discorso venuto fuori dopo il test contro Flaminia Civita Castellana. All'appello mancano almeno tre elementi: un difensore (se dovesse salutare Alessio Romagnoli, ieri a sorpresa titolare e con la fascia al braccio per uno spezzone di ripresa), un attaccante e un trequartista. Anche perché il dado ormai è tratto: sarà il 4-2-3-1 lo schieramento tattico della truppa biancoceleste per la stagione ormai alle porte. Vero che ieri si è vista una squadra anche col 4-4-2 e col 4-3-3 (nella seconda parte) ma gli uomini che hanno iniziato la sgambata a porte chiuse contro i campani con quell'abito sono partiti. E le indicazioni arrivate sono state comunque positive. Almeno da quelli davanti: sbloccate in maniera definitiva le due punte centrali attualmente in rosa.
Altri sei gol. Farle contro una squadra di Serie D, sei reti, è un conto. Farle ad una squadra di B ha un valore diverso. La Lazio continua a trovare la via del gol con una certa regolarità. Va sotto (12' Di Maggio) ma poi si scatena Floriani Mussolini (conferma di essere pronto al salto dopo due anni in prestito) a destra: dal suo cross deviato nasce il pareggio di Serra (15') e il pallone servito a Ratkov (22') è un cioccolatino che il serbo deve solo scartare. Da segnalare in questo caso anche la palla di Przyborek di sinistro sulla corsa del compagno. Precisa e illuminante a ribaltare subito l'azione. Il giovane attaccante preso dal Salisburgo poi trova la doppietta personale (35') sfruttando una bella azione sviluppata a sinistra e dimostrando di saper sfruttare anche i palloni sporchi. Diciamo che sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.
Nella ripresa segna subito Belahyane (attaccando alto il portatore di palla, recuperando la sfera con coraggio come gli chiedeva Rino con urla ben scandite per tutto il primo tempo) e poi Artistico che si procura e trasforma un calcio di rigore (terzo centro dagli undici metri della sua pre-season). Poi esce Alessio ed entra Provstgaard e dietro si balla: l'Avellino ne fa due (67' Besaggio e 74' Pandolfi con Gattuso nerissimo perché non vuole mai cali di concentrazione) e la sfida la chiude Taylor (91') col sinistro preciso sul secondo palo. Di classe. Parliamo di calcio d'agosto (e col caldo che c'è i ritmi sono quelli che sono) ma si vede il nuovo corso. Niente attesa, niente blocco basso, ma una squadra che vuole azzannare l'avversario. Coraggio e personalità le parole che si sentono di più. Serve lavoro per trovare i giusti meccanismi e per non perdere le misure. Il rischio giocando così è altissimo ma è comunque calcolato dallo staff tecnico che non vuole dare un'impronta diversa alla squadra. La voglia evidente è quella di segnare un gol in più degli avversari per vincere le partite piuttosto che non prenderne. La strada sembra ormai tracciata e si andrà avanti così. Alla fine sarà sempre il campo a dire se il binario è giusto o meno: solo i risultati contano.
Fiducia. "La squadra comincia a fare quello che voglio: pressione alta, baricentro alto, andare uomo su uomo quando il rivale costruisce dal basso. Siamo contenti, perché c'è entusiasmo" conferma Rino. Che per ora lavora con il materiale che ha a disposizione ma si aspetta un aiuto da Fabiani, presente a bordo campo per vedere da vicino praticamente la stessa squadra dell'anno scorso, con i soli Pedraza (di nuovo bene a sinistra) e Doekhi (vicino al gol con un colpo di testa) facce nuove. Ne servono altre per non far perdere quell'alchimia che almeno dentro il gruppo si sta iniziando a creare. Qualche indizio in più potrebbe arrivare dall'impegno di stasera.
• Il Tempo titola: “Sei gol all’Avellino, segnali da Ratkov”. Continua il quotidiano romano: “Si rivede Romagnoli, Zaccagni ammette: “Gambe pesanti ma lavoriamo bene””.
Sei gol, tanto spettacolo e qualche disattenzione di troppo. La Lazio ha piegato ieri l'Avellino di Nesta 6-3, nella terza amichevole della preparazione a Formello. Da segnalare la presenza iniziale di Romagnoli al centro della difesa. Partenza in salita per i biancocelesti, sotto dopo appena 12 minuti (la sblocca Di Maggio). Pronta la reazione: pareggia Serra di testa, poi la doppietta di Ratkov ribalta tutto prima dell'intervallo, chiuso sul 3-1. Nella ripresa Belahyane cala il poker in avvio, Artistico trasforma un rigore per il 5-1 (con il suo ingresso assetto passato dal 4-2-3-1 iniziale al 4-4-2). L'Avellino prova a riaprirla con Besaggio e Pandolfi, portandosi fino al 5-3, ma nel finale ci pensa Taylor con un sinistro chirurgico a fissare il punteggio sul 6-3. Da segnalare, sul piano societario, la maglia priva del main sponsor: dopo la fine della partnership con Polymarket, la Lazio è scesa in campo con la tradizionale divisa Mizuno "pulita" sul petto. Nel post partita ha parlato capitan Zaccagni: "Sempre importante giocare queste amichevoli per trovare il ritmo gara. Le gambe non vanno ancora perché siamo appesantiti dal ritiro, ma siamo contenti del lavoro che stiamo facendo".
• La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio doppio sorriso”. Continua il quotidiano sportivo: “Gattuso travolge Nesta e “ricompra” Romagnoli. Il difensore titolare nel 6-3 dei biancocelesti sull’Avellino allenato dall’ex capitano. Oggi un nuovo test ad Ascoli”.
La notizia più importante arriva prima che si cominci a giocare. E tale resta anche dopo che la Lazio travolge l’Avellino con un largo 6-3. Perché la presenza in campo (da titolare) di Alessio Romagnoli si prende inevitabilmente la copertina. Che potesse giocare, magari solo uno spezzone di gara, era nell’aria, ma che fosse in campo dall’inizio e ci restasse per un’ora di gioco (nell’ultimo quarto d’ora pure con la fascia di capitano) non era francamente ipotizzabile.
Nuovo acquisto? E invece Romagnoli c’è e mostra anche una discreta condizione, nonostante sia arrivato in ritiro una settimana dopo i compagni. Presto per dire che la sua presenza segni la fine definitiva della telenovela-Al Sadd e significhi un nuovo inizio con la Lazio. Ma è sicuramente un episodio spartiacque dell’estate del giocatore. La trattativa con il club qatariota si è arenata e non riparte nonostante i tentativi dei suoi agenti. È vero che c’è tempo fino al 1 settembre, ma se la situazione non si sblocca nei prossimi giorni è molto difficile che una soluzione si trovi successivamente. Il suo pieno e totale reintegro nella Lazio però era (ed è ancora) condizionato dal muro contro muro creatosi con la società e che ha portato il giocatore anche ad aderire (tramite un video messaggio) alla protesta dei tifosi contro Lotito. Ma (ecco la novità) certe fratture si possono ricomporre. Romagnoli, da professionista impeccabile qual è, è pronto a dare il suo contributo come sempre e Gattuso a uno come lui non intende rinunciare. Per la società "riacquistare" Romagnoli significherebbe evitare di prendere un altro difensore. E dopo le difficoltà incontrate nelle trattative per Dominguez e Markmann questo non è affatto un aspetto secondario. Il futuro di Romagnoli resta incerto. Ma da ieri il giocatore non è più un separato in casa. E le possibilità che continui ad essere ancora un pilastro della Lazio sono adesso più consistenti.
Ratkov e Taylor. Dal punto di vista tecnico il 6-3 sull’Avellino evidenzia una Lazio in salute, soprattutto nella fase offensiva, anche se Gattuso a fine partita si premura di gettare acqua su fuoco: "Bene così, ma dobbiamo alzare l’asticella". Il tecnico, in attesa sempre di un nuovo centravanti, può comunque essere soddisfatto dei progressi di Ratkov, che realizza una doppietta. A segno anche i giovani Serra e Artistico (che continuano a far bene), poi Belahyane e nel finale pure Taylor, reduce dal litigio con il tecnico di due giorni prima ("chi mi conosce sa che dopo mezzora era tutto finito", chiosa Ringhio). Come già nelle precedenti amichevoli Gattuso mischia titolari e riserve nella formazione iniziale. Poi cambia il grosso della squadra a metà ripresa. Stasera la Lazio sarà infatti di nuovo in campo (ad Ascoli, contro la formazione locale neopromossa in Serie B, inizio ore 20.45) ed è probabile che i giocatori entrati ieri nel finale siano stavolta i titolari. Il test con l’Avellino segna anche il ritorno a Formello di Sandro Nesta, tecnico degli irpini (la partita si gioca a porte chiuse nel centro sportivo laziale). L’ex capitano alla fine ammette la grande emozione vissuta nel rimettere piede in quella che è stata casa sua per tanti anni. Infine da segnalare che sulle maglie della Lazio è scomparsa la scritta Polymarket, a conferma che la rescissione dell’accordo di sponsorizzazione con l’agenzia di predict event è imminente.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Parla Nesta, tecnico dell’Avellino ed ex bandiera biancoceleste: “La Lazio? Deve tornare pace in città”.
È stato un piacevole ritorno a casa, quello di ieri a Formello di Alessandro Nesta: "Quando vengo qua - ha detto l'allenatore dell'Avellino - sono sempre emozionato. Qui ho vinto e sono cresciuto come uomo e calciatore, rimarrà sempre un posto speciale. Ai miei tempi non c'erano tutti questi campi, complimenti. La partita mi è piaciuta, un test importante per noi e abbiamo messo anche in difficoltà la Lazio sotto un caldo impressionante. I giocatori lo hanno sofferto". Poi, una serie di assist per l'amico Gattuso: "A mio giudizio per questa Lazio c'è ancora da fare sul mercato. È una buona squadra, ma c'è da mettere un'asticella sui reali obiettivi, senza alzarla troppo. Il segreto, comunque, sarà quando tornerà la pace e si ricongiungerà tutta la città. Me lo auguro con tutto il cuore. Rino? È un grande amico, lo reputo preparato, uno che non molla mai. E non a chiacchiere, io l'ho visto veramente sul campo".
In un altro articolo, le dichiarazioni del tecnico biancoceleste Rino Gattuso. Il tecnico ha fiducia: “I miei concetti stanno passando. Preparazione dura ora serve velocità. Rischi e pressione alta. Possiamo alzare il livello. Ci manca qualcosa ma nella rosa c’è entusiasmo. Nesta? Ha idee”.
Lazio stile Gattuso, che sappia prendere a muso duro la stagione. Vuole essere un impeto rassicurante, quello di Rino. Ha preso spunto dal "caso" Taylor, rientrato nel giro di poche ore (e sempre a favore di telecamere), per ribadire il suo carattere ardito: "L'altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di quanto successo tra me e Kenneth, ma fa parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me dopo mezz'ora è finito tutto, lo avete visto anche lo stesso pomeriggio. Dobbiamo avere questo spirito qua". Si era appena conclusa l'amichevole (chiusa a stampa e tifosi) con l'Avellino dell'amico ed ex compagno Nesta, affrontato di primissima mattina, con fischio d'inizio anticipato alle 9.30. L'inusuale ormai è normalità a Formello.
Commento. Gattuso non fa sconti e non porta rancore, sprona e accarezza i suoi calciatori. Sta dimostrando, a seconda della situazione, che la sua mano può essere ferro e può essere piuma. Ieri, come al solito, si è sgolato per l'intera partita. Un martello per 90 minuti. La sua voce ha guidato il pressing dalla panchina, è stata uno stimolo continuo, anche quando c'è stato da sgridare. Il carosello dei rimproveri urlati: dal "siamo piatti" al "non ci fermiamo", passando per il "vi dovete svegliare!". Si è rilassato soltanto durante le interviste complimentandosi, a quel punto sì, con il gruppo per l'atteggiamento: "La squadra comincia ad assimilare i miei concetti, sono contento. Pressione alta sugli avversari, uomo su uomo quando girano il pallone dal basso, pure se si rischia qualcosina. E anche la condizione sta migliorando".
Obiettivo. Il mercato di agosto dovrà essere più generoso rispetto a quello stentato di luglio: "Siamo contenti, vedo comunque entusiasmo nella rosa, poi naturalmente dobbiamo alzare il livello", ha proseguito ai microfoni ufficiali. C'è ancora tanto da lavorare e molto da acquistare: "Qualcosina ci manca, però guardiamo quello che abbiamo in casa in questo momento. Bisogna alzare l’asticella, ma ridico la stessa frase dell'ultima volta, per me è un piacere allenare questi ragazzi". Gattuso ha spiegato cosa pretenderà dalla prossima settimana di allenamenti: "Non abbiamo perso giocatori per infortuni importanti, abbiamo fatto meno danni possibili. Ora serve continuità, dobbiamo arrivare a picchi di velocità più elevati. La prima fase della preparazione è stata dura, adesso dobbiamo alzare i giri".
Ricordo. Il test con Nesta, finito 6-3, è stato uno "scontro" suggestivo: "È stato un grandissimo compagno in Nazionale e al Milan. Ci sentiamo spesso, abbiamo un grande rapporto. Lui è più pacato, io più sanguigno. Come giocatore era un campione, come tecnico ha bellissime idee. Ci confrontiamo spesso, gli voglio bene e lo stimo". Impossibile non parlare di Franco Baresi, ricordato prima della gara con un minuto di silenzio: "Condoglianze alla sua famiglia. Quando parlavo con lui mi mettevo sull’attenti. Era il capitano, uno che parlava e sorrideva poco. Ma le parole che gli uscivano dalla bocca erano sempre giuste. Era unico, una leggenda. Se n'è andato troppo presto, rimarrà nella storia del calcio mondiale. Sono d’accordo con chi dice che bisognerebbe dargli il Pallone d’oro alla carriera. Ha cambiato il ruolo del libero, l’ha reso più dinamico".
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