10 Aprile 1974


Scrive La Stampa:

C'è un grande entusiasmo attorno alla nazionale di calcio italiana che si sta preparando ai mondiali. Ce n'è anche troppo. Oltre tremila persone si sono assiepate ai bordi del campo di Appiano Gentile per assistere alla partita d'allenamento degli azzurri. Le linee laterali, lungo il perimetro del rettangolo di gioco erano pressoché cancellate dalla presenza degli spettatori e ciò ha disturbato non poco l'attività della squadra di Valcareggì. Per il troppo entusiasmo, alla fine, c'è stato pure qualche piccolo incidente. Per la calca un gruppo di tifosi napoletani ha infranto una vetrata degli spogliatoi. Dopo questo episodio Valcareggì e Allodi hanno deciso di non far più effettuare partite ad Appiano Gentile, ma di recarsi, nei prossimi raduni, allo stadio Sinigallia di Como. E non basta. Nel quadro di questo eccessivo entusiasmo, s'inserisce anche un curioso episodio che riguarda Chinaglia. Adesso anche le teen-agers ce l'hanno con Long John capo cannoniere del campionato è stato oggetto, se cosi possiamo chiamarla, di una specie di aggressione da parte di una giovane e graziosa tifosa juventina, romana ma residente in Lombardia, che si era già distinta in altri raduni per fatti analoghi. A fine allenamento, Chinaglia si è sentito afferrare per una spalla e insultare dall'accesa tifosa, la quale ha anche tentato di dargli uno schiaffo: Chinaglia ha accennato ad una reazione, più che altro istintiva, poi s'è fermato proprio mentre la tifosa ormai aveva rivolto le sue attenzioni a Spinosi e gli aveva gettato le braccia al collo. Chinaglia è abituato a sopportare l'ostilità — non sempre giustificata — dei tifosi (non quelli della Lazio, beninteso). Sono fischiato da tutt'ltalia — dice Chinaglia con una punta di amarezza nella voce — Sono il primo in classifica con la Lazio, primo dei cannonieri e primo nella graduatoria dei ...fischiati. Prima ancora che la palla mi arrivi nei piedi sento i fischi. Agli italiani, evidentemente, piacciono i giocatori stilisti, anche se questa categoria non esiste quasi più. lo non sono certo un modello di grazia, ma tecnicamente sono tutt'altro che scarso. A tanta gente potrei insegnare come si controlla la palla, e lo dico a costo di apparire presuntuoso. I fischi le danno la carica? « Sino ad un certo punto. Si sopporta e poi si... scoppia. Uno diventa anche cattivo e questa rabbia la scarico in campo. Però non cerco mai di provocare il pubblico. Eppure me ne dicono di tutti i colori, mi ambiano i peggiori appellativi. Mi hanno persino chiamato "gobbo". Solo vincendo il campionato del mondo a Monaco potrei finalmente rendermi simpatico alla gente ». — Lei sta andando torte, ma a Monaco la concorrenza per il posto di centravanti sarà terribile. Che ne pensa? « E' meglio che ci sia questa incertezza. Guai a vivere sugli allori. Certo, egoisticamente, sarebbe meglio che io fossi il solo centravanti titolare, ma ci sarebbe il rischio di adagiarsi . E' stata una sorpresa per lei la convocazione di Boninsegna? » La ritengo invece un giusto premio a un giocatore che se l'è meritata a suon di gol. In certe partite Boninsegna potrebbe essere più utile di me e lo stesso discorso vale per Anastasi. Siamo tre centravanti diversi. Anastasi e Boninsegna hanno caratteristiche che si avvicinano, mentre io sono l'opposto. Nella Lazio a volte faccio anche il terzino pur di rendermi utile. Valcareggì ha fatto bene a convocare Boninsegna, che io considero l'unico pericoloso rivale nella classifica dei tiratori scelti. Forse ha un po' le caratteristiche di Riva, ma Gigi è unico, lo non ho problemi: sarà sufficiente che mi dicano se dovrò giocare due giorni prima della partita per ritrovare la tranquillità necessaria.