Serie A


Lo Scudetto tricolore

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Torneo a girone unico istituito nel 1929. Assegna il titolo di Campione d'Italia.

La genesi dell'attuale massimo torneo calcistico nazionale risale all'inizio degli anni '20 del secolo scorso, quando la formula con cui si disputa il Campionato Italiano entra in crisi. I club più grandi iniziano a corrispondere dei "rimborsi spese" ad alcuni calciatori, grazie alla disponibilità economica dovuta agli incassi al botteghino. La formula elefantiaca del torneo, così com'era al tempo, con interminabili eliminatorie di scarso interesse, diventa palesemente anacronistica di fronte alle nuove esigenze del movimento calcistico. I club minori, da parte loro, non vogliono rinunciare alle sfide contro le grandi, per ovvi motivi di prestigio, anche se l'eliminazione precoce dal campionato comporta per loro una lunga inattività nel resto della stagione, riempita più o meno efficacemente con una serie di partite amichevoli.

Nel 1921/22 le società maggiori (compresa la Lazio) escono dalla FIGC e costituiscono la Confederazione Calcistica Italiana, dando vita a un proprio campionato, strutturato in gironi e dalla formula molto più snella e interessante rispetto a quello federale, che riscuoterà scarsissimo interesse. Lo scisma dura una sola stagione e i grandi club, anche per timore di sanzioni, rientrano nella FIGC. Tuttavia, il seme di una profonda riforma del calcio italiano è stato gettato e non tarderà a germogliare. Fondamentale nel processo si rivelerà la Carta di Viareggio, documento ispirato dall'allora giornalista Vittorio Pozzo e redatto da tre "saggi", che costituirà il vero e proprio piano attuativo della riforma. I club vengono raggruppati in Divisioni di vari livelli: ogni Divisione è costituita da club di valore omogeneo in cui i componenti si sfidano a turno tra loro, determinando così tramite un sistema di punteggio il vincitore del torneo, nel caso della Divisione di maggior valore, oppure qualificando una o più squadre alla partecipazione della Divisione più elevata nella stagione successiva, per le Divisioni di livello inferiore.

Questa formula, ideata e adottata in Inghilterra fin dagli anni Ottanta dell'800, passerà alla storia col nome, chissà perché, di "girone all'italiana". Grazie alla politica lungimirante del regime fascista, che aveva intuito le enormi potenzialità propagandistiche e di calmiere sociale del calcio, all'epoca ben distante nell'interesse degli italiani da altri sport, primo su tutti il ciclismo, il percorso verso il girone unico viene compiuto in modo efficace e brillante.



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