Casacche Divise: recensioni e rassegna stampa


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2 Gennaio 2020

il Corriere dello Sport a firma di Marco Ercole scrive dei festeggiamenti per il 120° anniversario della fondazione rimarcando che il 9 gennaio verranno presentati 3 libri al Convento dei Cappuccini tra cui Casacche Divise Gli atleti della Lazio nella seconda guerra mondiale La giornata dei festeggiamenti del 120emo anniversario della fondazione della Società Sportiva Lazio si articolerà su 3 momenti:

1) Si aprirà all’interno del Salone d’Onore dinanzi alle massime autorità sportive nazionali. L’evento avrà inizio alle ore 10.30 e si concluderà alle ore 13.15 circa. Nell’ambito della cerimonia – in cui saranno premiati anche i cd. “Atleti della Storia” di ognuna delle quasi 80 Sezioni biancocelesti – sarà anche consegnato il Premio Bigiarelli 2020, consistente in una statuetta, al Presidente e al Direttore Sportivo della Lazio Calcio, rispettivamente Claudio Lotito e Igli Tare, al calciatore Marco Parolo, al Presidente Onorario del Sodalizio, Prof. Emmanuele Emanuele, al Presidente della Federgolf, nonché Vice Presidente del CONI, Franco Chimenti, al Presidente della Lazio Atletica Leggera, nonché Vice Presidente della Società Sportiva Lazio, Gianluca Pollini, al Campione d’Italia del ’56 della squadra biancoceleste di pallanuoto, nonché attuale Presidente Onorario della Lazio Nuoto, Prof. Felice Virno, all’ex fedelissimo pallanuotista biancoceleste Diego Latini. Particolari riconoscimenti saranno inoltre devoluti ai due Campioni Olimpici, Salvatore Gionta e Giancarlo Guerrini – medaglie d’oro con il Settebello azzurro ai Giochi di Roma 1960 – ad alcuni dei Campioni del Mondo e d’Europa che hanno impreziosito – nell’arco dei 120 anni – il forziere dei successi biancocelesti in svariate discipline e a quegli atleti che hanno esaltato, con le loro imprese sportive, gli ideali biancocelesti. In tale contesto saranno anche presenti le delegazioni della Lazio Campione d’Italia del 1974 e del 2000.

Una cerimonia che condenserà tutte le svariate anime della Lazio: da quella super-professionistica del calcio a quelle di Sezioni che fanno fronte, giornalmente, a continue difficoltà pur di sventolare con orgoglio – dai “diamanti” ai Palazzetti, dai parquet alle piste di atletica, dalle piscine ai campi di rugby – i nostri vessilli, rendendo il mondo biancoceleste un’oasi che ha sempre conferito pari dignità a tutti i propri interpreti.

2) Il secondo momento si svolgerà a Piazza della Libertà alle ore 14.30 – al termine della cerimonia che si svolgerà all’interno del Salone d’Onore del CONI – e prevederà due eventi: a) lo svelamento dei leggii – che saranno collocati nel luogo che ha dato i natali al Sodalizio grazie alla Lazio Atletica Leggera che ne ha curato la realizzazione e che consisteranno nella descrizione degli spazi storici dove il “bersagliere” Luigi Bigiarelli consacrò l’ideale-Lazio – b) la cerimonia di nascita della “Fondazione S.S. Lazio, sport per tutti” che promuoverà, con l’aquila sul petto ed i colori biancocelesti, la diffusione dello sport come grande scuola di virtù, di promozione di stili di vita sani e fondamentale strumento per fronteggiare e ridurre il disagio.

3) Infine, alle ore 18.30, presso il Convento dei Cappuccini, sito in via Veneto 21, sede storica della S.S. Lazio dal maggio 1915 al novembre 1924, la giornata dei festeggiamenti per il 120emo anniversario si concluderà con la presentazione dei volumi “La Storia” (curato da Fabio Argentini), “Casacche e divise – Gli atleti della Lazio nella seconda guerra mondiale” (opera di LazioWiki) e “Società Podistica Lazio, 1920-1926 ideali sportivi olimpici unitari romani e biancocelesti” (scritto da Marco Impiglia).

In occasione del raggiungimento di un traguardo importante come quello dei 120 anni di passione verso lo sport, la Società Sportiva Lazio rivolge un affettuoso saluto a tutti i propri sostenitori che, da sempre, rappresentano un autentico valore aggiunto del Sodalizio.

6 Gennaio

Il Fatto Quotidiano di Alessandro Mantovani.

Era un pallanuotista della Lazio Ivo Bitetti – figlio di Olindo, uno dei fondatori – che riconobbe Benito Mussolini, catturato dai partigiani su un camion dei tedeschi il 27 aprile del 1945. Era un nuotatore della Lazio Fulvio Jacchia, comandante delle brigate “Garibaldi” della zona Nord di Roma. Silvio Piola, centravanti della Lazio anni 30 (tuttora il più prolifico della Serie A: 142 gol) e della fascistissima nazionale che vinse i Mondiali del 38, si ritrovò isolato vicino ad Anzio nel gennaio del '44, si unì a un gruppo di patrioti e usò l'abilità di cacciatore per sparare ai tedeschi. Nello stesso anno i custodi del Circolo Canottieri Lazio, ancora attivo sull'argine del Tevere altezza Flaminio, diede rifugio a ebrei romani proteggendoli dalle deportazioni naziste. Sono alcune delle storie raccontate in “Casacche divise - 1940-1945 - Gli atleti della Lazio nella Seconda Guerra Mondiale” (Eraclea) da Fabio Bellisario e Fabrizio Munno, animatori di LazioWiki, l’incredibile enciclopedia biancoceleste. Il libro sarà presentato a Roma durante le celebrazioni dei 120 anni della società, fondata il 9 gennaio 1900 ai tempi dei “fiumaroli”, barcaioli e nuotatori sul Tevere, tra un barcone e una panchina di piazza della Libertà, sulla sponda destra che bagna il rione Prati, oggi elegante e borghese ma allora di recente edificazione, strappato al fiume che da millenni esondava proprio lì, a due passi dal Vaticano e da Castel Sant'Angelo, mentre l'Urbe – a parte Borgo e Trastevere – era sempre stata sull'altra riva. I gol di Immobile e Caicedo, le due vittorie in un mese contro la Juventus, la Supercoppa sia pure sporcata dai milioni sauditi e il terzo posto in campionato, il fair play finanziario e il “latinorum” di Claudio Lotito sono le ultime immagini della sezione Calcio, da decenni ben più potente della Lazio Generale, la polisportiva che conta una settantina di discipline: dal nuoto, la più longeva e ricca di medaglie, al rugby, alla scherma, all';escursionismo e all’atletica, non sempre brillantissime e tuttavia rappresentanti, oggi come 50, 100 e 120 anni fa, della libertà di fare sport a Roma. Un mito che resiste in città e in un'editoria un pò di nicchia, spesso contrapposto allo stereotipo che identifica l'intera tifoseria laziale con l'estremismo di destra. Tra il 1940 e il 1945 le “Casacche” erano appunto “divise”. Il libro racconta, con rispetto, anche i laziali che combatterono dall'altra parte. Come Francesco Marrajeni, calciatore e dirigente, alto funzionario della Repubblica di Salò. Come il generale Giorgio Vaccaro, ufficiale decorato nella Grande Guerra, quindi gerarca e presidente della Federazione giuoco calcio fascista ma, soprattutto, vicepresidente della Lazio che, nel 1927, salvò dalla fusione con le altre società capitoline da cui nacque l'As Roma, voluta dal regime che aveva deciso di puntare sul calcio. Proprio Vaccaro, nel ’44, riuscì a evitare la perquisizione dei tedeschi che cercavano oro, celando in una scatola di scarpe la Coppa Rimet vinta dagli azzurri nel 1938 ai Mondiali di Francia. Lo raccontò a Mario Pennacchia, giornalista del Corriere dello Sport, autore di un'indimenticabile “Storia della Lazio”, edita nel 1969 e riedita nel 1994 come “Lazio patria nostra”. In libreria oggi c’è “SS Lazio - La Storia”, scritto da Luca Argentieri, edito da Goalbook con la società di Lotito. Più impegnativo è il monumentale “Società podistica Lazio 1900-1926” di Marco Impiglia, giornalista e raffinato storico dello sport, che pure esce in questi giorni, stampato dalla Ss Lazio Generale, cioè dalla polisportiva, in appena 120 copie. Su base documentale, Impiglia colloca la scelta dei colori biancocelesti e dell'aquila simbolo di Roma tra il 1906 e il 1914, durante la presidenza di Fortunato Ballerini, che diede relazioni politiche alla società fondata dai quindici ragazzi, per lo più di estrazione popolare e della borghesia piccola piccola. E contesta il richiamo dei colori alla Grecia delle Olimpiadi, che a Pennacchia fu raccontato dallo scomparso Olindo Bitetti. Secondo Impiglia non risalirebbe al fondatore Luigi Bigiarelli, il leader dei ragazzi sulla panchina che mai volle essere presidente, podista e nuotatore, reduce della sanguinosa sconfitta di Adua (1896), poi emigrato in Belgio dove morì a soli 33 anni e LazioWiki ha scovato la sua tomba. Impiglia racconta l'alba dello sport a Roma, la ginnastica e il “cittadino soldato”, gli anni eroici dei pionieri della Lazio e della prima sede in via Valadier, vicino a piazza della Libertà, dove un giovanotto scarso con i piedi, Bruto Seghettini, portò nel gennaio 1901, in una Roma innevata, il pallone di cuoio del Racing Club di Parigi. Il primo derby romano del 1904 tra Lazio e Virtus, disputato nella Piazza d'armi tra Prati e l'attuale quartiere Della Vittoria: 3-0. Le partite in cui i laziali venivano strapazzati da una squadra di frati scozzesi. Vennero poi i campionati del Centrosud che la Lazio vinse tre volte prima di essere schiantata in finale dagli squadroni del Nord. Fino al regime e al fascio littorio sulle maglie della Lazio. L'aquila tornerà nel 1940, non più a riposo ma con le ali rigidamente spiegate della simbologia imperiale, ma questa è un'altra storia. Dopo la guerra tutto cambiò. Il calcio prese il sopravvento, arrivò il professionismo, la Lazio vivacchiò, andò in B, rifondò il mito nel 1974 con lo scudetto di Tommaso Maestrelli – ex prigioniero dei tedeschi in Grecia – e di Giorgio Chinaglia, squadra di teste calde per lo più destrorse. E di destini atroci come quello di Luciano Re Cecconi, ucciso in una gioielleria per uno scherzo o chissà perché. Poi la morte del tifoso Vincenzo Paparelli nel 1979 colpito da un razzo sparato dalla Curva Sud, il totonero, altra serie B, la resurrezione dai “meno 9” che potevano valere la C. Un'altalena mozzafiato fino allo scudetto di Sergio Cragnotti nel 2000, seguito dall'ennesimo rischio di fallimento evitato da Lotito, che nel 2004 ottenne la rateizzazione dal Fisco e da allora paga. Decine di milioni, due terzi del totale, già versati secondo la società. L'Erario col fallimento non avrebbe preso un euro. E l'aquila vola.

8 gennaio

Bellissima novità per i tifosi biancocelesti. In arrivo due albi di fumetti che racconteranno la Lazio e i suoi 120 anni di vita

LazioWiki è lieta di presentare due albi di fumetii che racconteranno i 120 anni della Lazio. La notizia è stata resa pubblica tramite il profilo Facebook di LazioWiki:

“LazioWiki è orgogliosa di annunciare che, nel corso del 2020, sarà pubblicato il fumetto “LAZIO 120 – Hai insegnato lo sport in Italia”, dedicato al racconto dei primi centoventi anni della Società Sportiva Lazio. L’opera narra le principali vicende storiche delle sezioni del sodalizio biancoceleste e sarà pubblicata in due volumi composti da 84 tavole ciascuno con casa editrice Astromica. Il primo volume, riguardante la storia della Lazio dalle origini al secondo conflitto mondiale, è disegnato da Andrea De Santis con sceneggiatura di Samuele Zaccaro , autore di LazioWiki e sceneggiatore di entrambi i volumi. Si ringraziano il presidente Antonio Buccioni e l’editore Simone Balzano per aver creduto nel progetto e per averlo incoraggiato fin dalle prime fasi“.