Colombo Carlo Giovanni


Carlo Colombo
Carlo Colombo con la divisa da soldato
I resti dell'ospedale militare del Monte Zugna durante la guerra 1915/18
Da "Il Messaggero" 1913
La strada intitolata a Colombo nella sua città natale
La tomba di Colombo al Verano
Un documento del comune di Oleggio inviato a LazioWiki dove si asseriva che la data di nascita era errata

Medico, professore di fisiologia. Nato a Oleggio (NO) il 13 agosto 1869 e deceduto a Roma il 17 ottobre 1918.

Laureato in medicina. Responsabile dell'Istituto Centrale di Formazione Fisica di Roma e fervente sostenitore della formazione fisica dei giovani dell'epoca. Studia a fondo il movimento "scouts" che sta nascendo in Inghilterra. Diviene famoso non tanto per la sua appartenenza alla S.P. Lazio come presidente della sezione ginnastica, bensi come autore, nel Gennaio 1912, dello "statuto" di una nuova associazione che chiama "Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani" (Boy Scouts d'Italia) e "Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane" (Girl Scouts d'Italia). Con un gruppo di giovani escursionisti e ginnasti appartenenti alla Società Podistica Lazio, Colombo compie un esperimento, conclusosi nell'ottobre del 1912, ai prati della Farnesina a Roma: è un gran successo e da quell'iniziativa ha origine il Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno 1913. Nell'Assemblea Generale della Lazio del febbraio 1913 viene eletto vicepresidente della Sezione Istruzione premilitare con Gaetano Zoppi presidente. Nel giugno dello stesso anno, però, si distacca dalla SP Lazio per dar vita al Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori d'Italia, fondato a Roma il 30 giugno 1913, con Presidente Generale l'ammiraglio Giovanni Bettolo e se stesso Commissario Generale. Nel 1915 il re gli conferì il titolo di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia. Nel 1916 il CNGEI fu eretto ad Ente Morale.

Parte per il fronte il 19 marzo 1917, assegnato come medico di una Compagnia Alpini in prima linea sul Monte Zugna dove è presente un piccolo ospedale militare e viene decorato con la medaglia di bronzo al valor militare. Una seconda d’argento sul Passo del Tonale e la croce di guerra per il coraggio e per l’abnegazione dimostrata. Alla fine di agosto del 1918 il ministero lo richiama a Roma per assistere al II Convegno Nazionale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani. Si mette subito in viaggio verso la capitale, ma è fortemente debilitato dalla febbre tifoide che lo porta alla morte due mesi più tardi all'ospedale del Celio a Roma. E' considerato uno dei padri fondatori dello scoutismo in Italia. La sua morte fu annunciata su un bollettino del CNGEI con queste parole:“ Il fondatore e l’apostolo in Italia dei Giovani Esploratori, l’italiano fortissimo, instancabilmente operoso, fidente in sé, entusiasta di ogni nobile azione, l’uomo verso il quale il nostro Corpo Nazionale, – grato a lui di ciò che aveva compiuto, – tendeva con tutta l’anima sua piena di fede e di speranza per il proprio avvenire, è morto il 17 ottobre, qui a Roma, dove ignorato ed insidioso lo aveva seguito un morbo maligno ed implacabile, contratto nelle trincee del primo nostro fronte di guerra, da lui con insistenza, volontariamente cercato per dare esempio di virtù civile ai giovani della Istituzione che a lui era cara come una sua seconda e grande famiglia. Nessuno di noi, nessuno di voi tutti, potrà dimenticarlo più”.

Sulla sua opera sono stati pubblicati dei libri fra i quali:

Beatrice Pisa, Crescere per la patria. I giovani esploratori e le giovani esploratrici di Carlo Colombo (1912-1927), Milano, Edizioni Unicopli, (anno 2000).

Cronaca rievocativa a ricordo ed onore del prof. Colombo Carlo fondatore del C.N.G.E.I. nel cinquantenario della sua morte 1918-1968, a cura di Antonio Viezzoli, suppl. a «Il Sentiero», 10 (1968).

Cosi la famosa enciclopedia Treccani recita alla voce scoutismo: Il movimento dei boy-scouts è una organizzazione giovanile internazionale, apolitica, amilitare e interconfessionale, sorta in Inghilterra, nel 1908, per iniziativa del generale sir Robert S.S. Baden-Powell e poi diffusasi rapidamente altrove. Gli scout hanno per emblema il giglio, simbolo di pace e di purezza, e per motto estote parati (lat. «siate pronti»). La divisa prevede pantaloni corti, camiciotto e cappello alla boera. La principale scuola per dirigenti è a Gilwell (Inghilterra). In Italia il movimento scout fu introdotto da Carlo Colombo a Roma (1912), con il nome di Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani (CNGEI) o Boy scouts d'Italia; con d.lgt. 1881/21 dicembre 1916 fu eretto in ente morale. Nel 1916, su iniziativa dell'Azione Cattolica Italiana, fu fondata l'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI) o Esploratori d'Italia, che ebbe a suo primo capo Mario di Carpegna. Durante il periodo fascista, le due associazioni mantennero il loro peculiare carattere di istituzioni educative giovanili, fino a quando non furono abolite per lasciare spazio all'Opera Nazionale Balilla (1928). Cessato il regime fascista, risorsero il CNGEI e l'ASCI, che nel 1944 costituirono a Roma la Federazione Esploratori Italiani (FEI) con lo scopo di promuovere la mutua intesa tra le due associazioni per il raggiungimento dei fini comuni nello spirito di fraternità della legge scout, nonché di svolgere varie attività.

Lo scoutismo ha carattere extrascolastico o parascolastico. Originale sistema di autoeducazione, ha il fine di formare il carattere del ragazzo in base a precisi criteri: a) porre i giovani in contatto con la natura; b) dare fiducia al ragazzo; c) autogoverno nella vita associata. Affinché il ragazzo riesca a condurre questa vita occorre il supporto di una legge morale; questa è condensata in 10 articoli che sono uguali per tutte le associazioni del mondo. L'appartenenza agli scout va dagli 8 anni in poi, divisa per fasce di età: 8-11 anni, lupetti-coccinelle; 12-15, esploratori-guide; 16-20 rovers-scolte. L’attività scoutistica non cessa, però, con il 21° anno di età. Gli adulti continuano a far parte del movimento come responsabili a vari livelli. Il patrono degli scout è S. Giorgio.



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