D'Arpino Giorgio


Giorgio D'Arpino
Giorgio D'Arpino in una recente foto
Così "Il Messaggero" del 27 dicembre 2017 ricorda la figura di Giorgio D'Arpino

Portiere, polisportivo e dirigente sportivo, nato a Roma il 5 ottobre 1945 e ivi scomparso il 24 dicembre 2017.

Gioca con la Lazio C nel 1961/62 e con gli Juniores nel 1962/63. Nel 1966 viene ceduto al Bari, ma per divergenze tecniche fa ritorno a Roma. Uomo di sport a tutto tondo, si dedica alla scherma e partecipa alle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972 come componente della squadra di fioretto. In seguito è Tecnico Federale di calcio di III grado e Tecnico Federale di Pallavolo di II grado nazionale. Dal 1965 al 1970 è Tecnico Federale Maestri della FIT e dal 1980 al 2003 è docente di ginnastica artistica. Dà' vita ad innumerevoli iniziative di carattere sportivo e culturale per favorire l'attività motoria e ricreativa. Scrive libri sulle metodiche di allenamento, ricopre importanti cariche federali ed è docente all'ISEF. Dal 1991 è presidente della SSD Lazio Pallavolo e ricopre importanti incarichi federali. Nella stagione 2015/16 la Lazio pallavolo raggiunge la serie B. E' opinionista in molte trasmissioni televisive e ha fondato la testata giornalistica "Momento Volley".


Così Il Messaggero del 27 dicembre 2017 ricorda Giorgio D'Arpino:

Si è spento nelle prime ore della vigilia di Natale all’età di 72 anni, dopo una lunga malattia, Giorgio D’Arpino, storico presidente della Lazio Pallavolo. Dirigente conosciutissimo nell’ambiente romano, ha dedicato la sua vita allo sport, prima come atleta (calcio e scherma), poi come insegnante, quindi come dirigente. Dopo aver ricoperto diversi incarichi nella Fipav, da qualche anno aveva rilevato la Lazio Pallavolo, facendola riemergere da crisi e fallimenti, ricostruendone il settore giovanile e riportandola, dopo la promozione dello scorso anno, nel campionato di serie B. "Con l’impegno che aveva messo - dice un conoscente - sarebbe sicuramente riuscito a portare la squadra in Serie A. Giorgio sapeva trasmettere entusiasmo a tutto l’ambiente". Il testimone passa alla figlia, Chiara, che lo ha sempre seguito e supportato nelle sue battaglie. Oggi la camera ardente all’Istituto Giuseppe Calasanzio, poi i funerali (alle 14) presso la chiesa di Sant’Eugenio a viale delle Belle Arti.



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