Foggia US


Il logo del Foggia

Le gare disputate contro il Foggia
Lo stadio Pino Zaccheria di Foggia

Squadra della città di Foggia

Le origini dell'Unione Sportiva Foggia risalgono al Maggio del 1920. Infatti dalla fusione tra U.S. Atleta, Maciste e U.S. Pro Foggia nacque lo Sporting Club Foggia. Nel 1957/58 vi fu la fusione tra l'U.S. Foggia e il Foggia Incedit che diedero vita all'U.S. Foggia & Incedit. Nel 1961/62 la squadra venne affidata dal presidente Domenico Rosa Rosa, industriale del legno, all’allenatore Oronzo Pugliese che centrò subito la promozione in Serie B. Il Foggia di don Mimì Rosa Rosa e Pugliese conquistò nella stagione 1963/64, per la prima volta nella storia della società foggiana, la Serie A. Disputò 3 campionati consecutivi nella massima serie. Indimenticabile la storica vittoria del 31 gennaio 1965 contro l'Inter di Helenio Herrera per 3-2.

Retrocesso al termine del campionato 1966/67 e riassunta la denominazione U.S. Foggia nel 1967/68 ritornò nella massima serie al termine del campionato 1969/70 con l'allenatore Maestrelli, e a centrocampo l'indimenticabile Re Cecconi. Retrocesso al termine della stagione, risalì in A nel 1972/73 con il tecnico Lauro Toneatto, per poi retrocedere nuovamente con 6 punti di penalizzazione per illecito sportivo. Negli anni '70 il Foggia partecipò ad altri 2 campionati di Serie A, nel 1976/77 e nel 1977/78 con alla guida della società il Presidente Antonio Fesce ed in panchina Ettore Puricelli. Il 24 Aprile 1984 l'U.S. Foggia venne dichiarata fallita dal Tribunale di Foggia e la società fu rilevata da un gruppo di facoltosi imprenditori foggiani presieduti da Antonio Lioce e assunse la nuova denominazione Foggia Calcio. Lioce abbandonò la guida della società nella stagione successiva in favore dei fratelli Pasquale ed Aniello Casillo, che iniziarono un ciclo fantastico rimasto tutt'ora scolpito nella memoria dei tifosi rossoneri. Con il tecnico Caramanno i rossoneri conquistarono, al termine della stagione 1988/89, la promozione in B nell'ultima giornata del campionato di C1/B contro il Palermo, sul campo neutro di Trapani.

Nel 1989, con l'ingaggio dell'allenatore boemo Zeman, si aprì il periodo di massimo splendore del Foggia. Il calcio aggressivo e spumeggiante di Zeman era basato sul modulo tattico 4-3-3 a zona, con squadra corta, pressing, tattica del fuorigioco e movimento frenetico dei giocatori. Dopo il ritorno in serie A, nella stagione 1991/92 il Foggia dimostrò di essere competitivo con qualunque avversario e venne apprezzato dalla stampa anche perché in grado di offrire in ogni partita un grande spettacolo con il tridente d'attacco Rambaudi-Baiano-Signori. Venne coniato dalla stampa il termine Zemanlandia per indicare la realtà costruita da Zeman. Anche dopo la cessione di molti calciatori di notevole qualità (tra cui Signori), sostituiti da giovani talenti, il Foggia terminò altri due campionati di Serie A nella zona centrale della classifica. Il passaggio di Zeman alla Lazio segnò la fine di Zemanlandia, nata dal felice connubio tra le idee innovative dell'allenatore, la spregiudicatezza del presidente Pasquale Casillo ed il formidabile intuito del direttore sportivo Giuseppe Pavone. Con la fine di questa era ebbe inizio il periodo buio del Foggia Calcio 1920, che culminerà con le retrocessioni consecutive in C1 nel 1998 e in C2 nel 1999.

Dopo quattro anni disputati nell'ultima serie professionistica, nella stagione 2002/03 il Foggia Calcio del mister Pasquale Marino e dei gioielli Roberto De Zerbi e Michele Pazienza ritrovò l'assetto vincente e giunse alla promozione in C1 dominando il campionato. Dopo la stagione 2003/04, terminata a metà classifica ma carica di buoni propositi per quella seguente, la sfortuna nera sembrò ritornare sul Foggia Calcio, che venne dichiarato fallito dal tribunale di Foggia e perse il tecnico Marino e tutti i suoi gioielli. La cosa gettò nello sconforto i tifosi, ma Giuseppe Coccimiglio prese in mano le redini della società e diede una nuova iniezione di fiducia all'ambiente: la nuova società prese il vecchio nome storico della squadra, Unione Sportiva Foggia, e riuscì a mantenere la categoria di appartenenza. Dopo aver concluso la stagione a metà classifica la società passò nel 2005 ad una nuova società formata da nove imprenditori locali, presieduti da Tullio Capobianco, che riuscirono a salvare il Foggia da un nuovo fallimento, a causa della cattiva gestione economica di Coccimiglio e a dare un nuovo assetto societario e tecnico con dichiarate ambizioni di riportare il Foggia in categorie superiori. Il 25 aprile 2007 il Foggia si aggiudica la Coppa Italia di Serie C, primo titolo ufficiale nella storia della società rossonera, battendo in finale il Cuneo per 3-1.