Pucci Paolo


Paolo Pucci
Paolo Pucci
Un articolo tratto da "Sport Illustrato" del luglio 1957 sul campione biancoceleste
Pucci al vertice delle graduatorie di nuoto
Paolo Pucci attaccante della squadra di pallanuoto della S.S. Lazio
Paolo Pucci potente centrattacco della Lazio pallanuoto
Due immagini di Pucci
Paolo Pucci esce dalla piscina

Nuotatore e pallanuotista. Nato a Roma il 21 aprile 1935.

Inizia a nuotare a sedici anni quando frequenta l'istituto Pio IX. E' il suo insegnante di ginnastica, il professor Ventura, a invogliarlo a scendere in acqua. Nel 1951 è tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto su indicazione dell'allenatore Renato Candela mettendosi in evidenza nelle prime gare sui 100 stile libero.L'anno successivo si appassiona alla pallanuoto sotto la guida di Camillo De Giovanni facendo il suo debutto come terzino nella seconda squadra nel vittorioso incontro con la rappresentativa dell'Aeronautica ( 14 luglio) . Nel 1953, dopo appena due anni di piscina, vince il campionato Juniores nei 1500 metri con 21'54" e si classifica secondo nei 400 con 5'21". Si cimenta anche sul Tevere conquistando alla Bissolati un secondo posto ad un soffio dal vincitore Branco Zisek,mentre alla coppa Sannibale riesce ad assicurarsi il successo (8 settembre) . Due anni più tardi l'allenatore Enzo Zabberoni subentra a Candela, rimanendo entusiasta nel vederlo nuotare e profetizza per lui un futuro da grande "centista". Inizia così con Pucci-Zabberoni uno dei binomi più importanti della storia del nuoto italiano. Pucci, che si iscrive alla Facoltà di Chimica, preferisce comunque la pallanuoto ottenendo la sua prima convocazione in Nazionale. Il 1956 è l'anno della sua esplosione. Ai Campionati invernali di Genova scende sotto il minuto nei 100 s.l. (59" 9), ai Campionati di Società a Terni ottiene 59"4. Le ottime prestazioni lo portano alle Olimpiadi di Melbourne dove con la pallanuoto sfiora il podio, mancando la finale dei 100 s.l. pur segnando il suo nuovo personale di 58"3. Conquista con la Lazio il titolo di Campione d'Italia di pallanuoto.

Fu il secondo scudetto biancoceleste sebbene quello del 1945 fosse stato revocato pretestuosamente dalla Federazione. Si assicura sul Tevere la "Coppa di Natale" di fondo bissando il successo dell'annata precedente. Nel 1957 si migliora ulteriormente. Ottiene con 57" nei 100 il miglior tempo in acqua dolce mai nuotato in Europa, poi conferma questo tempo ai Campionati italiani e nell'incontro Italia-Svezia. La sua ottima annata si conclude con molte polemiche con la sua Società: il Presidente Renzo Nostini gli infligge un mese di squalifica per "contegno irriguardoso" e non ben specificate "pretese". L'anno successivo Pucci trascina il nuoto italiano a una dimensione internazionale mai vissuta prima. Agli Europei di Budapest l'atleta biancoceleste stabilisce in semifinale il record continentale dei 100 s.l. aggiudicandosi poi l'oro battendo il sovietico Polevoj e l'ungherese Dobay. Per la prima volta un nuotatore azzurro sale sul gradino più alto d'Europa. Ma Paolo non si ferma e conquista l'argento con la 4 x 200 (assieme a Fritz Dennerlein, Galletti e Romani) e il bronzo nella 4 x 200 mista (con Elsa, Lazzari e F.Dennerlein). Il 56"1 in semifinale è il quarto tempo di sempre; il romano è dietro tre australiani, ma davanti agli americani e ai giapponesi. Nei campionati italiani si conferma nei 100 s.l. e fa suo il titolo nei 200 s.l. La grande stagione termina come la precedente con molte polemiche. A dicembre a Milano riceve una medaglia dai VUS (Vecchi Universitari Sportivi). "E' questo il premio più ricco che ho ricevuto" pensando alla promessa non mantenuta dal Presidente della F.I.N. Percuoco che gli aveva prospettato un viaggio premio in Australia dopo il trionfo di Budapest. "Forse smetto di nuotare" confessa deluso alla stampa. Nel 1959 ai Giochi del Mediterraneo si aggiudica tre ori (100 s.l., 4 x 200 s.l. e 4 x 100 mista). Nei campionati nazionali si conferma sui 100 e dà il suo contributo alla vittoriosa 4 x 200 s.l. Alla Universiade di Torino è terzo solo per una balorda ultima bracciata.

1960: è l'anno delle Olimpiadi romane e Pucci è l'elemento di punta dei nostri nuotatori. Malgrado le attese il campione trascorre un inverno inoperoso sì che a gennaio i giornali parlano di una probabile rinuncia olimpica. Pucci chiede un impiego o una retribuzione, ma un colloquio con il presiedente del C.O.N.I. Onesti non porta a nulla. Neanche a febbraio l'atleta entra in piscina e il mondo sportivo mostra le sue preoccupazioni. Il 2 marzo Pucci si presenta a Enzo Zabberoni che lo rivede dopo mesi e quasi non lo riconosce tanto è ingrassato. Con il suo vecchio allenatore fa un po' di ginnastica e 1600 metri in due sedute. A Trento fa il suo rientro agonistico, ma i riscontri cronometrici sono pessimi. Nel meeting di Roma di metà giugno arriva settimo con un modestissimo 59". Pucci chiude lì la sua carriera, proprio nella sua città e alla vigilia di quella Olimpiade in cui avrebbe potuto ambire alla medaglia d'oro sui 100 s.l. Dotato di mezzi fisici eccezionali (quasi due metri d'altezza per 92 chili di peso), tratti somatici non certo mediterranei (biondo con occhi azzurri), disincantato e sognatore, è stato uno dei più grandi nuotatori italiani e una delle stelle più luminose della S.S. Lazio. Lasciato l'agonismo aprì una farmacia a Viterbo. Questo è il suo palmarès: primatista europeo dei 100 s.l. in 56" 1, sei volte primatista italiano nei 100 e 200 s.l. Campione europeo dei 100 s.l. Tre ori ai giochi del Mediterraneo. Nazionale di pallanuoto dal 1955 al 1958 e di nuoto dal 1956 al 1959. Ha partecipato alle Olimpiadi di Melbourne del 1956. Per la Lazio ha vinto un campionato di pallanuoto, tre titoli nei 100 stile libero, un titolo nei 200 stile libero e uno nella 4 x 200 stile libero.




Il perfetto stile di Paolo Pucci



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