Racing Club Paris

Da LazioWiki.

Il logo del Racing Club Paris
Il Racing Club de Paris 1944/45
Racing Club de Paris 1986/87

Il Racing Club de Paris è storicamente legato alla Lazio dalla falsa asserzione di Bruto Seghettini, calciatore di origine italiana, circa la sua appartenenza al club parigino. Sicuramente Bruto che fu colui che il 9 (ma alcuni dicono il 6) gennaio 1901 portò il primo pallone e spiegò le regole del gioco ai fondatori della Società Podistica Lazio. Nato nel 1882 come società podistica (appunto come la Lazio), il Racing Club de France, conosciuto in Italia anche con il nome di Racing Club di Parigi (Racing Club de Paris è stata la denominazione ufficiale della sezione calcistica dal 1885 fino al 2005), è una storica società polisportiva francese. I suoi colori sociali sono il bianco e il celeste, nelle varie discipline ha conquistato 93 medaglie olimpiche, 53 titoli di campione del mondo, 30 coppe d'Europa, 115 titoli di campione d'Europa e più di 1000 titoli nazionali. La società è articolata in 17 sezioni.

La sezione calcio viene fondata nel 1896, ma nella sua storia ultracentenaria ha vissuto solo due periodi a grandi livelli tra i professionisti (ma nel 1907 vinse un pionieristico Trophée de France prima della nascita della federazione). Il primo tra il 1932 e il 1966, col nome di Racing Club de Paris, in cui ottenne una doppietta campionato/coppa nel 1936 e altre 4 coppe di Francia (1939, 1940, 1945, 1949). Il club è stato inoltre vicecampione di Francia nel 1961 e 1962, e finalista della Coupe de France nel 1930, 1950 e 1990. Nel 1966 il RCP lascia il professionismo e per un anno si fonde con il Sedan, ma nel 1967 torna ad essere Racing Club de France. Per tornare a grandi livelli bisogna aspettare gli anni '80, in cui cambia ancora nome in Racing Paris 1 (dopo la fusione col Paris FC che lo riporta in seconda divisione) e poi in Matra Racing, su impulso del magnate del gruppo Matra Jean-Luc Lagardére.

Nel 1984 il club torna il Ligue 1, ma nonostante l'arrivo di grandi giocatori come gli uruguaiani Enzo Francescoli e Ruben Paz, l'algerino Rabah Madjer (noto in seguito per il tacco vittorioso col Porto in finale di Coppa Campioni), il tedesco Pierre Littbarski, il marocchino Krimau, i nazionali francesi Maxime Bossis, Luis Fernandez e un giovane David Ginola, con l'allenatore portoghese Arthur Jorge (che arriva nell'87, dopo aver vinto la Coppa dei Campioni col Porto), non riesce però a sfondare. Stanco degli insuccessi della squadra, nonostante i soldi ricavati, deluso per la mancanza di sostegno popolare e fortemente criticato per aver dato il nome dello sponsor ad una squadra storica, Lagardére annuncia nell'aprile 1989 il disimpegno dal calcio e cede tutti i migliori. La squadra torna quindi al vecchio nome Racing Paris 1 e nel 1990, nonostante la retrocessione, raggiunge la finale di coppa, venendo però sconfitta dal Montpellier.

Le difficoltà finanziarie portano il club ad autoretrocedersi in Ligue 3, decidendo di tornare a giocare nello storico stadio di Colombes (immortalato in Fuga per la vittoria, anche se in realtà lo stadio del film è in Ungheria), ma nel 1991 cambia nome in Racing 92, e poi nel 1993 arriva la retrocessione in quarta serie e il fallimento sembra quasi certo. Il club chiede quindi aiuto finanziario alla polisportiva Racing Club de Paris, e si arriva sino ad oggi tra problemi finanziari e giudiziari con inclusa un'ulteriore discesa in quinta divisione e lo spostamento a Levallois, un comune 54.700 abitanti situato nel dipartimento dell'Hauts-de-Seine nella regione dell'Île-de-France, poco fuori Parigi, rinominandosi dal 2009 Racing Club de France Football-Levallois 92, che attualmente milita nel Championnat de France amateur 2, quinta divisione.

A novembre 2010 è stata annunciata una fusione con l'UJA Alfortville, squadra dei sobborghi di Parigi che milita nel Championnat Nationale, la terza divisione. La fusione consentirebbe quindi la risalita di almeno una divisione (a metà campionato 2010/11 l'Alfortville è infatti a serio rischio retrocessione).



Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Torna ad inizio pagina