Seconda Guerra Mondiale


Il bombardamento di Roma
Papa Pio XII cerca di confortare la folla
Il bombardamento di Roma
Il cimitero del Verano distrutto

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Breve storia del conflitto

La seconda guerra mondiale è il più grande conflitto armato della storia. Ad esso partecipano nazioni di tutti i continenti. Le operazioni belliche, che si protrarranno per sei anni, interessano gran parte del pianeta. Nuove armi, sempre più potenti e distruttive come la bomba atomica vengono perimentate anche contro la popolazione civile. Parallelamente alla guerra si consumano altre tragedie come l'olocausto del popolo ebraico, i massacri di popolazioni inermi ed i devastanti bombardamenti di obbiettivi civili. Le vittime del conflitto, militari e civili, sono decine di milioni; le perdite materiali e le sofferenze delle popolazioni, gigantesche ed incalcolabili, di gran lunga superiori a quelle accumulate nei precedenti conflitti della storia. Quando nel 1945 la guerra si conclude, ad essa avevano preso parte 61 nazioni ed oltre 100 milioni di uomini; 55 milioni sono le vittime e parte dell'Europa e del Giappone sono ridotti a cumuli di macerie. Entrata in guerra il 10 giugno 1940 a fianco della Germania nazista e al Giappone imperiale, l'Italia è devastata dalla guerra che provoca morte e distruzione in tutto il Paese. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 l'Italia si ritrova occupata dalle forze tedesche e solo il 25 aprile del 1945 viene liberata dagli Alleati con il contributo degli uomini della Resistenza.

Il bombardamento di Roma

Il 19 luglio 1943 Roma viene bombardata per la prima volta. Lo stesso giorno in cui si tiene il Convegno di Feltre, nel quale Mussolini e Hitler discutono della situazione nel teatro di guerra del Mediterraneo, con particolare riguardo agli avvenimenti del fronte italiano, l'aviazione alleata compie la prima incursione aerea su Roma con settecento fortezze volanti. Il bombardamento della Capitale produce molti danni e molte vittime nel popoloso quartiere Tiburtino. Subito dopo l'attacco aereo, mentre si provvede ai primi soccorsi ed alle ricerche fra le macerie, nessuna delle autorità fasciste si reca nei quartieri colpiti. Ciò è spiegabile con il loro timore di confrontarsi direttamente con una popolazione esasperata e costituita in gran parte da operai ed edili. Soltanto il papa Pio XII si porta nei quartieri colpiti cercando di portare solidarietà e conforto ad una popolazione prostrata.

I bombardieri restano sul cielo della città per oltre sei ore, sganciando su di essa tonnellate e tonnellate di bombe. I danni arrecati alle installazioni ferroviarie ed a tutti quegli obbiettivi che potevano in qualche modo rivestire importanza ai fini strategici, sono relativamente trascurabili a confronto di quelli subiti dai palazzi, dalle chiese, dagli ospedali, sventrati senza alcuna discriminazione. Il bombardamento a tappeto per la sua stessa natura non può fare distinzioni di sorta, e non ne fà. Le perdite subite dalla popolazione civile sono elevate e costituiscono un brusco e doloroso risveglio per quanti sperano di essere immuni dalle offese dall'aria, dato il carattere particolare della città e la vicinanza del Vaticano. Le zone di Roma più colpite dalla tremenda incursione del 19 luglio sono i quartieri popolari del Tiburtino e di S. Giovanni. In stridente contrasto con tutte le promesse già formulate, gli anglo-americani portano così la morte e la distruzione fra la gente più povera e più umile di Roma. Ma i futuri liberatori si prefiggono lo scopo di fiaccare la resistenza morale del popolo italiano e perciò tendono a troncarla alla base. Il cimitero del Verano è devastato con molte tombe sventrate e cadaveri sparsi per tutto il plesso, così come è sventrata la Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Viene colpito anche l'ospedale Regina Elena. E' solo l'inizio, Roma subirà diversi bombardamenti che distruggeranno parecchi quartieri di nord-est.


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► Elenco dei militari morti o feriti in combattimento

Atleti biancocelesti caduti durante la guerra coloniale
Nome Data di nascita Luogo Sezione Polisportiva Data di morte Luogo
Ciabattini Ugo 8 ottobre 1908 Napoli Calcio 4 marzo 1936 Dessiè (Africa Orientale)
Rancati Rodolfo 18 maggio 1913 Fiano Romano 11 novembre 1938 Africa Orientale)



Atleti biancocelesti caduti nella seconda guerra mondiale
Nome Data di nascita Luogo Sezione Polisportiva Data di morte Luogo
Cappellani Manlio 11 giugno 1915 Tripoli Calcio 14 agosto 1944 Firenze
Fabbro Aldo 8 ottobre 1908 Pola Calcio 9 febbraio 1943 Pola (Croazia)
Faccani Augusto 31 maggio 1891 Roma Calcio 17 giugno 1944 Roma
Friggeri Attilio 1 giugno 1915 Roma Nuoto 3 giugno 1942 Slebic (Slovenia)
Fumaroli Cesare Ciclismo 9 aprile 1944 Bracciano (RM)
Giovagnoli Franco
Giovenale Benedetto Canottaggio
Kertesz Geza 21 novembre 1894 Budapest Calcio 6 febbraio 1945 Budapest (Ungheria)
S.A.R. Mafalda di Savoia 19 novembre 1902 Roma Socio 28 agosto 1944 Buchenwald (Germania)
Mazzon Ilaico Nicolò 14 gennaio 1923 Roncade (TV) Calcio 9 gennaio 1943 Cagliari
Milazzo Alberto Canottaggio
Orazi (II) Vezio 1 novembre 1904 Roma Calcio 26 maggio 1942 Erbenico - Zara (Croazia)
Rem Picci Pietro Canottaggio
Sabatello Michele 1 marzo 1904 Roma Canottaggio Auschwitz (Polonia)
Scalia Giorgio 18 aprile 1917 Roma Nuoto 10 gennaio 1941 Canale di Sicilia
Strappini Bruno 2 gennaio 1914 Roma Calcio 15 gennaio 1943 (Russia)
Tedeschi Federico 29 aprile 1903 Napoli Calcio 25 marzo 1943 Suzdal (Russia)
Varisco Ezio 26 aprile 1914 Trieste Pallacanestro 24 novembre 1942 (Libia)



Atleti biancocelesti caduti nell'adempimento del Dovere dal 1946 ad oggi
Nome Data di nascita Luogo Sezione Polisportiva Data di morte Luogo
D'Aleo Mario 16 febbraio 1954 Roma Calcio 13 giugno 1983 Monreale (Palermo)




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