Ceccarelli Giancarlo


Giancarlo Ceccarelli
Giancarlo Ceccarelli con la maglia della nazionale Juniores (Foto de: Il Tuscolo)
Giancarlo Ceccarelli nel 2012 (Foto de: Il Tuscolo)

Centrocampista, nato a Frascati (RM), il 31 agosto 1956.

Cresciuto nelle giovanili, gioca una partita di Coppa Italia, Palermo-Lazio 2-0. Campione d'Italia Primavera, viene ceduto nell'ottobre 1976 al Brescia. 6 presenze nella Nazionale Juniores. Gioca in seguito con Avellino (con il quale conquista la storica promozione in serie A nel 1977/78), Sambenedettese, Rende, Forlì, Giulianova ed Olbia.

Il 3 dicembre 2012 il giornale locale Il Tuscolo pubblica un'intervista a Ceccarelli che ripercorre la sua storia calcistica e che riportiamo:

Era talmente bravo che a 16 anni giocava nella Primavera della Lazio e a 17 ha esordito in prima squadra precedendo due coetanei, poi illustri campioni biancazzurri, come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia. Stiamo parlando di Giancarlo Ceccarelli, personaggio assai conosciuto a Frascati per i suoi trascorsi da calciatore e per la cantina che gestisce a piazza San Rocco. Con una piacevole conversazione abbiamo ripercorso le tappe di una carriera piena di soddisfazioni, la più grande delle quali è stata quella di aver vissuto l’atmosfera dell’indimenticabile gruppo della Lazio tricolore del 1973/74.

Nato nel 1956, sposato con due figli (uno dei quali, Fabio, è anche lui calciatore proveniente dal vivaio della Lazio), a 14 anni si mise in evidenza nell’oratorio di Capocroce :«Ero un centrocampista centrale abile nell’impostazione - racconta - e fui notato dagli osservatori di Lazio e Fiorentina. Per ragioni di comodità scelsi la squadra biancoceleste».

La classe innata consentì a Giancarlo di bruciare le tappe: «Iniziai negli Allievi Regionali, ma a 16 anni ero già inserito nell’organico della Primavera guidata da Enrique Flamini e poi da Paolo Carosi, l’allenatore al quale sono più legato ». Ceccarelli debuttò con la prima squadra, guidata dal grande Tommaso Maestrelli, nel maggio 1974 in Coppa Italia a Palermo (anche se quel giorno in panchina sedeva il compianto Bob Lovati): «Fui il primo ragazzo della Primavera ad avere questo privilegio - dichiara orgogliosamente - e ovviamente fu una grande emozione, anche se perdemmo 2-0. Non dimenticherò mai che, durante il ritiro, Luigi Polentes mi mandò a comprare le carte da gioco, mentre il magazziniere volle che lo aiutassi a trasportare il materiale. All’epoca noi giovani dovevamo darci da fare».

Allenandosi spesso con la prima squadra, Giancarlo ha avuto la fortuna di osservare quei campioni direttamente. <<Personalmente legai molto con Luciano Re Cecconi. In ritiro condividevamo la stanza e una volta mi portò a vedere la sua nuova casa. Inutile sottolineare quanto mi abbia sconvolto la sua tragedia », narra Ceccarelli. L’ex calciatore menziona altri due storici personaggi di quel gruppo: «Giorgio Chinaglia - riconosce - era la figura più autorevole. Lo ricordo come un uomo eccezionale, sempre pronto ad aiutarci e che si impegnava persino a far aumentare i nostri ingaggi. Stare a contatto con quei ragazzi straordinari, ma anche un po’ folli, della Lazio tricolore: «Erano giocatori e uomini di grande personalità e in effetti a volte ne combinavano di tutti i colori, anche se molti aspetti venivano enfatizzati a beneficio della stampa mentre a lui preme citare Mario Frustalupi: secondo me è stato il giocatore fondamentale della Lazio dello scudetto».

Il 1974 fu un anno magico anche per Giancarlo dato che vinse il campionato Under 23 con la maglia biancoceleste, che gli valse la chiamata nella Nazionale Juniores di Azeglio Vicini (con la quale totalizzò 6 presenze).

Invece nella stagione 1975/76 arrivò lo scudetto con la Primavera: «Eravamo una squadra fenomenale: mister Carosi poteva contare infatti sulla classe di gente come Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Andrea Agostinelli, Stefano Di Chiara e Maurizio Montesi. Nella doppia finale ci sbarazzammo della Juventus vincendo 1-0 a Torino e travolgendola 4-0 all’Olimpico, davanti a 30mila spettatori entusiasti. Sovrastammo nettamente una squadra che schierava futuri campioni come Paolo Rossi, Domenico Marocchino e Luciano Marangon », ricorda Ceccarelli che, dopo questo trionfo, fu girato in comproprietà a varie squadre.

«Nel 1976/77 - rivela - andai al Brescia guidato dall’ex calciatore Angelillo e poi da Mauro Bicicli. Giocai insieme a Evaristo Beccalossi, Alessandro Altobelli e Luigi Cagni. Nella stagione successiva approdai nell’Avellino, dove ritrovai mister Carosi. Fu un’annata strepitosa: conquistammo la promozione in serie A e io diedi un contributo decisivo con 27 presenze. L’anno dopo ho preferito restare in B nella Sambenedettese perché volevo giocare titolare. Se penso che l’Avellino è rimasto nella massima serie per 10 anni ho qualche rimpianto, ma, in ogni caso, ho trascorso 3 anni positivi nelle Marche, dove fui nominato miglior giocatore della squadra e incontrai personaggi come Fabiano Speggiorin, Stefano Tacconi e Walter Zenga, con il quale strinsi una bella amicizia».

Dopo il primo anno di Sambenedettese, per Giancarlo pareva certo il ritorno alla Lazio, ma ciò non avvenne per motivi che lo stesso Ceccarelli fatica ancora oggi a comprendere: «Comunque non nutro rimpianti - osserva – il calcio è pieno di questi episodi. In ogni caso ho proseguito in serie C togliendomi belle soddisfazioni con il Rende, il Forlì, il Giulianova e l’Olbia. L’ultima parte della carriera l’ho trascorsa, era ormai l’inizio degli anni ’80, a Celano e alla Lupa Frascati, dove ho ricoperto la duplice funzione di giocatore e di responsabile del settore giovanile. Insieme al presidente Buccella e a Rutilio Filipponi ci impegnammo a risollevare le sorti del club».

Smesso di giocare, Ceccarelli ha mantenuto il legame con il mondo del calcio e attualmente è un dirigente dell’Asd Real Monteporzio Calcio e anche in questa società dirige il settore giovanile. Ma senza dubbio il legame più forte e autentico, per lui che è tifoso della Lazio, rimarrà quello stretto con quel meraviglioso e un po’ pazzo gruppo del 1974 che, a detta di tutti i supporter biancocelesti, ha scritto la più bella pagina della storia ultracentenaria della squadra capitolina.

Articolo a firma Mario Ceroni


Note della Redazione di LazioWiki

- Giancarlo Ceccarelli non fu il primo calciatore della Primavera a debuttare in prima squadra nella partita Palermo-Lazio 2-0 del 1 maggio 1974. In tale incontro debuttarono anche Salvatore Amato e Stefano Di Chiara.

- Afferma Giancarlo Ceccarelli: "Nella doppia finale ci sbarazzammo della Juventus vincendo 1-0 a Torino e travolgendola 4-0 all’Olimpico, davanti a 30mila spettatori entusiasti. Sovrastammo nettamente una squadra che schierava futuri campioni come Paolo Rossi, Domenico Marocchino e Luciano Marangon".

In realtà la Lazio batte la Juventus all'andata 4-1 all'Olimpico mentre nel ritorno a Torino il risultato fu di 1-1. Inoltre non potevano esserci Paolo Rossi e Marangon perché giocavano nel Como e nel Lanerossi Vicenza.

- Da Almanacco Panini le presenze di Giancarlo Ceccarelli con l'Avellino risultano essere state 26 e non 27.


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