Domenica 11 agosto 1968 - Pievepelago, campo sportivo comunale - Lazio-Sassuolo 3-1


Stagione

11 agosto 1968 - Il Precampionato - III^ amichevole

LAZIO: Di Vincenzo (46’ Fioravanti), Zanetti (46’ Dolza), Facco, Governato (75’ Marchesi), Fontana, Soldo, Di Pucchio (46’ Rinero), Morrone, Fortunato (70’ Di Carlo), Ghio, Rinero (46’ Gioia). All. Lorenzo.

SASSUOLO: Leardi (46’ Reggiani), Bonettini, Campani, Viani, Franceschi, Ferrari, Medici, Tosi, Bandieri (46’ Ciappini), Frigeri, Ciappini (46’ Coppelli). All. Ottani.

Arbitro: Sig. Bai di Modena.

Marcatori: 5’ Ghio, 16’ Governato, 73’ Morrone, 90’ Tosi (rig).

Note: cielo coperto, pomeriggio ventoso; terreno in buone condizioni. Nessun incidente da segnalare. Il Sassuolo ha utilizzato alcuni elementi della Pievese. Pubblico numeroso. Calci d'angolo : 6 - 3 a favore della Lazio.

Ezio Luzzi su Il Corriere dello Sport scrive: "Promettente la prima prova della Lazio col pallone. Ghio si conferma, Fontana si rivela. Tre i gol della Lazio alla prima partita ufficiale della stagione, il centravanti Ghio ne ha segnati due, ma soltanto uno è stato considerato valido. L’altro era altrettanto regolare, ma è uscito da un buco della rete ingannando l’arbitro per cui ha fatto rimettere dal fondo. Episodio trascurabile visto che si trattava di un’amichevole giocata in un clima agreste e con gli spettatori assiepati a bordo campo, mentre sulla collinetta di fronte alcune pecore brucavano tranquillamente. Ghio è stato il vero mattatore dell’incontro, ha i numeri in regola per sfondare e per dare soddisfazione ai tifosi biancazzurri. Tecnicamente dotato, forte nel tiro e mobilissimo nel cercare gli spazi vuoti ed altrettanto nell’inserirsi nella manovra. È uno sfondatore, ma predilige anche il passaggio smarcante quindi prima di andare alla ricerca del gol, di cui ha un senso spiccato, è sempre pronto a servire il compagno che si trovi in buona posizione. Insomma sembra proprio un acquisto indovinato, è un autentico diavolo scatenato che rappresenterà una spina costante per le difese avverssarie. Sempre presente all’appuntamento con il pallone, e se è vero che ha fallito alcune occasioni bisogna anche considerare che non è ancora nella condizione ottimale. Le altre belle conferme della partita sono venute da Fontana e da Rinero. Il primo è uno stopper grintoso, fortissimo nei contrasti che ha letteralmente annullato il centravanti avversario, l’abruzzese, ex carabiniere, ha avuto qualche incertezza all’inizio, ma una volta trovato il ritmo e la posizione non ha più mollato fino in fondo. Rinero che Lorenzo e Lovati hanno schierato prima sull’ala sinistra e poi su quella destra, ma con mansioni di centrocampista, si è inserito rapidamente nel gioco tanto da risultare tra i migliori in campo. Mobilissimo, ha ricoperto una fascia incredibile di terreno e poiché è anche caparbio ha lottato strenuamente anche in fase offensiva mancando solo per sfortuna il bersaglio (una sua palla si è stampata sulla traversa). È andato discretamente anche il terzino Dolza, che nel secondo tempo è sceso in campo al posto di Zanetti, mentre Facco non ha convinto, è apparso piuttosto frastornato e legnoso. Quest’ultimo negli intendimenti di Lorenzo dovrebbe svolgere un gioco alla Facchetti, ma è ancora lontano dall’assimilare gli schemi del tecnico argentino. Poco o niente si può dire del portiere Fioravanti, che è stato scarsamente impegnato: ha preso un gol su rigore, ma aveva intuito il tiro e si è tuffato, ma la palla ha colpito il palo e poi si è insaccata in rete. Dei «vecchi» è piaciuto Morrone che è apparso molto mobile e sempre pronto al lancio ed al tiro, ha realizzato un gol capolavoro, una sventola da quindici metri che s’è infilata a fil di palo. Governato è risultato un ottimo regista di centrocampo ed i suoi suggerimenti quanto mai preziosi per le punte, anche lui ha segnato. Anche Gioia, schierato nel secondo tempo ha dimostrato di essere valido; Soldo si adatta perfettamente al ruolo di libero, ma così non ha la possibilità di sganciarsi e quando avanza dovrebbe subentrare Rinero a coprirgli le spalle. Di Vincenzo ha avuto due o tre occasioni per sfoggiare la sua bravura, mentre piuttosto in ombra sono sembrati Zanetti, Fortunato e Di Pucchio, il primo è apparso in difficoltà con un’ala che lo superava in velocità, Di Pucchio è sembrato emozionato e non ha trovato la posizione, Fortunato ha giocato ad ala, ma lui preferisce la posizione centrale, per cui dovrà orchestrare con Ghio il modo che entrambi possano essere pericolosi; ovviamente questi non possono essere giudizi definitivi perché i ragazzi devono ancora assimilare l’amalgama. Il Sassuolo quest’anno ha conquistato la serie D e si è rinforzato con alcuni elementi della Pievese e di questa squadra hanno favorevolmente impressionato, oltre al portiere Reggiani, Viani e Friggeri. Per la cronaca: al fischio d’inizio Ghio ha dribblato un paio di avversari ed ha sparato in porta costringendo Leardi a salvare in tuffo; ha risposto l’avversaria, ma Fontana ha ben fermato il centravanti e Friggeri ha raccolto di testa un paio di punizioni da limite indirizzandole pericolosamnete negli angoli della porta di Di Vincenzo; al 5’ apertura di Governato su Morrone che toccava a Ghio, che segnava al volo. Poi tre occasioni per Ghio una finita a bersaglio, ma come detto, invalidata e le altre sbagliate per inezie, una su lancio di Governato, un’altra su preciso traversone di Fortunato; la rete di Governato è stata un’azione solitaria del mediano che era partito da metà campo, si era liberato di un paio di avversari ed aveva infilato dal limite, subito dopo un tiro bomba di Morrone costringeva Leardi ad un difficile intervento; quindi un’azione Viani-Friggeri metteva in difficoltà Di Vincenzo il quale successivamente doveva distendersi in tuffo per deviare in angolo un rasoterra di Bonettini; al 35’ era Facco che con un retropassaggio per Di Vincenzo su cui s’inseriva Bonettini metteva in pericolo la porta laziale, ma fortunatamente il portiere con un tuffo prodigioso deviava ancora la sberla inflitta da quest’ultimo. Poi la Lazio aveva un’occasione con Morrone che calciava appena sopra la traversa e con Fortunato che faceva la barba al palo. Nel secondo tempo Lorenzo inseriva Fioravanti, Dolza, Rinero e Gioia e quest’ultimo si presentava subito a tu per tu con Reggiani che riusciva a respingere di pugno una sua poderosa sberla; anche Dolza si spingeva in attacco e su passaggio di Fortunato scoccava un tiro che sfiorava l’angolo alto, poi Fortunato accusava la fatica e veniva sostituito dal giovane Di Carlo. Successivamente c’erano i tiri di Rinero, Governato e Soldo, ma tutti fuori bersaglio, quindi Reggiani effettuava un’eccezionale parata su tiro di Ghio; al 60’ Rinero colpiva la traversa. Poi Marchesi subentrava a Governato e Rino faceva subito una finezza un suo tiro cross per la testa di Ghio, ma il colpo di quast’ultimo passava appena sopra la traversa. La porta degli allenatori con Reggiani sembrava stregata, ma provvedeva Morrone a rompere l’incantesimo raccogliendo un passaggio di Gioia e saetta a fil di palo. Solo allo scadere Dolza commetteva un fallo grossolano e l’arbitro accordava il rigore che Tosi trasformava."