Ezio Sclavi Portiere Pittore


La copertina del libro

Autore: Fabio Bellisario - LazioWiki

Titolo: Ezio Sclavi Portiere Pittore

Anno: 2016

Casa editrice: Eraclea

Pagine: 186

Costo: 16,50 euro

Quando si ha il primo approccio con un libro (ma anche a un dvd, un cd, un fumetto, ecc.) si compie l'automatica azione dell'etichettarlo, mentalmente, in base ai pochi ma evidenti elementi che si hanno sotto gli occhi. In questo caso, è chiaro che si ha tra le mani un libro dedicato alla vita del calciatore e pittore Ezio Sclavi. Questa è un'operazione normale, direi naturale, ma che spesso prosegue con l'immediata valutazione se l'argomento possa o meno interessarci, a livello assoluto. Può piacerci una biografia di un calciatore, se non apprezziamo il calcio? Spesso non scegliamo un film, perché il genere non ci entusiasma. Sono scelte normalissime, dettate anche dal buon senso e, soprattutto, dalla buona conoscenza di se stessi. Tuttavia, quando si è dei bravi scrittori o dei bravi registi, si è in grado di andare oltre le etichettature convenzionali che, di fatto, si auto - impongono, realizzando un'opera meritevole per molti motivi. Bellisario, dietro al volto a tratti enigmatico, a tratti carismatico di Ezio Sclavi, racconta di una Roma di altri tempi, con faide di quartieri e di bambini che giocano, tranquillamente per le strada, mentre i genitori possono fare incontri che, nella loro piccolezza, sono enormi. Narra della differenza tra le realtà di provincia, come la campagna pavese da cui Sclavi proviene, e la Città Eterna. Il libro è una "pennellata" storica su certi aspetti di un'Italia, ai tempi del fascismo, che è giusto ricordare perché poco noti (il riferimento è ai problemi del fratello di Sclavi che influiranno su certe scelte di Ezio), ma anche sugli orrori della guerra, e dell'esperienza sotto il cielo dell'Africa, dove l'oramai ex calciatore si recò come volontario durante il secondo conflitto mondiale. Il libro è la testimonianza anche di come la coerenza sia un'ideale, spesso sofferto, ma decisamente più meritevole di quella gloria figlia di un patriottismo inculcato dalla propaganda, o del "vil" denaro di una carriera lontano dalle proprie passioni. Gli amanti del calcio, laziali e non, oltre che a un affresco di una Roma che già pullulava di tifosi, dirigenti e calciatori avversari che si punzecchiavano dentro a fuori dal campo, noteranno profonde (spesso incredibili) analogie, ma anche notevoli differenze, sul futbol e le relazioni sociali che comportava, anche in riferimento ai nostri tempi. Bellisario, inoltre, che è stato anche docente di storia dell'arte, sa fornire un interessante, dotto ma mai noioso, sguardo d'insieme, il primo completo, dell'opera pittorica di Sclavi (tra l'altro, lontano parente del più noto Tiziano, a dimostrazione di come l'arte possa essere davvero nel dna). Il merito principale di tale libro è quello di aver fatto ciò che solo un un bravo scrittore sa fare: tramite certi argomenti (il calcio, la pittura e la vita di un uomo) far riflettere su molti altri temi.