Orazi (I) Spartaco


Spartaco Orazi


Pioniere

Centrocampista, nato il 17 febbraio 1902 e deceduto in un incidente aereo a largo di Ostia il 30 luglio 1941. Detto Orazi I.

Appare in formazione nel 1917 quando i campionati erano sospesi per il conflitto mondiale e si giocavano partite a carattere locale. Risulta essere stato anche un'ottimo atleta nei 400 e negli 800 metri. Nel 1919 vi fu una parvenza di ripresa sportiva e Spartaco è ancora in formazione come mediano. Partecipa al Torneo Alberto Canalini e lo vince. Nella stagione 1920/21 viene raggiunto dal fratello Vezio, detto Orazi (II), e insieme cominciano a far coppia fissa nella mediana biancoceleste. La carriera calcistica di Vezio si conclude nel 1923 mentre quella di Spartaco dura fino al 1924. Nel frattempo la formazione biancoceleste aveva confermato il suo predominio a Roma e arrivò a giocare la sua terza finale nazionale contro il Genoa, e, pur perdendola, Orazi I risultò tra i migliori. Seguitarono, giocando quasi sempre insieme, a scendere in campo fino ai primi anni '30 in varie squadre minori romane tra le quali l'Appio-Metronia e formazioni di "Gentlemen". Durante il 1° conflitto mondiale partecipò, con la maglia della Lazio e come corridore podista, a numerose gare vincendone molte. Nel 1922 fu tra gli ideatori delle Olimpiadi universitarie. Laureato in Ingegneria, nell'Assemblea della S.S. Lazio del 22 settembre 1926, fu eletto consigliere. Con la sua impresa di costruzioni partecipò ai lavori di ristrutturazione dello Stadio Nazionale del P.F..

Nel 1923 è anche redattore del giornale "La Nuova Italia Sportiva" e, a seguito di una polemica legata allo scioglimento del Comitato di Propaganda Centro Meridionale, decretato dalla Federazione Pugilistica Italiana, sfida a duello il presidente di quest'ultima Umberto Grassi. I due si battono alla spada e Orazi vince il duello ferendo l'avversario all'avambraccio.

Da segnalare che quale studente del Liceo Umberto I partecipa con la sua scuola a tornei di pallacanestro, sport appena importato dagli Stati Uniti grazie all'azione propagandistica dell'YMCA che aveva inviato a Roma il tecnico A.H. Wikle.






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