Pagni Pierluigi


Pierluigi Pagni
Pierluigi Pagni nel maggio 1961
Una figurina di Pagni
Pierluigi Pagni

Difensore, nato a Livorno il 26 giugno 1939. Detto "Modino".

Inizia la sua carriera come laterale nei ragazzi dell'ASSI Spartacus, una squadra delll'UISP Livorno in cui si mette in luce come uno degli elementi più promettenti, tanto da essere convocato per la rappresentativa nazionale giovanile che si allenava a Firenze. Proprio in questa città un talent-scout di nome Brondi (ex calciatore laziale degli anni '40) segnala il ragazzo a Bernardini che in quella stagione, 1956/57, allena la Fiorentina; l'anno successivo, Bernardini, divenuto allenatore della Lazio, si porta dietro quel ragazzino mingherlino, educato ed esuberante. L'ambientamento del giocatore non è dei più semplici tanto che, dopo aver vissuto nell'orbita della prima squadra, viene relegato nella squadra ragazzi. Riuscirà a esordire in prima squadra il 18 giugno 1960 nella partita di Coppa Italia Juventus-Lazio 3-0. L'esordio in campionato risale alla stagione 1960/61 con il nuovo allenatore Carver. Sfortunatamente dopo due partite da titolare, contro Fiorentina e Padova, risoltesi con due sconfitte per la Lazio, non viene più preso in considerazione dall'allenatore. In quello stesso anno la Lazio retrocede per la prima volta nella sua storia in serie B e Pagni si trasferisce al Cosenza dove affina le sue qualità dal punto di vista tecnico e agonistico. Nel 1962/63, tornato alla Lazio, disputa 25 partite nel secondo campionato di serie B sotto la guida dell'allenatore argentino Lorenzo, divenendo uno dei punti di forza della squadra. Sarà l'allenatore della De Martino, l'argentino Flamini, che lo indirizzerà con decisione nel ruolo di stopper. L'anno dopo, con la Lazio finalmente in A, Pagni gioca stabilmente come centromediano dimostrando un gioco scarno, semplice ma efficace. La sua carriera nella Lazio sarà caratterizzata da un rendimento sempre molto alto e costante tale da permettergli di risultare per molti anni, almeno fino al 1966/67 conclusosi con una nuova retrocessione, il cardine della difesa. Nel 1967/68 gioca solo 13 partite facendo denotare un certo calo di concentrazione e di velocità.

La sua avventura alla Lazio ebbe termine nel 1968 quando fu ceduto alla Spal dopo 168 presenze e 1 rete in Campionato e 11 presenze in Coppa Italia.

Gli sportivi laziali lo ricordano come un giocatore affidabile, elegante e dalle straordinarie doti atletiche. Proverbiali la sua correttezza e lealtà tanto da essere soprannominato "Modino". Queste qualità gli hanno permesso di indossare lungamente la fascia di capitano. E' rimasto sempre legato alla Lazio e una volta smessi gli abiti di calciatore, si è stabilito a Roma dove vive tutt'ora e lavora in una ditta di costruzioni. Ancora oggi non manca mai di presenziare alle cerimonie dedicate ai colori biancocelesti.


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